02 ottobre 2012

PROGRAMMA ELETTORALE DEL CANDIDATO PRESIDENTE ROSARIO CROCETTA (PD)











Sintesi di Programma – Aggiornamento 8-09-2012


RIFIUTI – CANCELLARE GLI ATO. ACQUA PUBBLICA
Via gli Ato dalla Sicilia, organi parassitari che hanno triplicato i costi dei servizi e creato problemi spaventosi ai cittadini che,a fronte di una peggiore qualità dei servizi, hanno dovuto pagare balzelli incredibili. Il servizio dei rifiuti deve tornare ai Comuni, mentre l’acqua, diritto fondamentale dell’uomo, deve essere pubblica, prevedendo tariffe sociali con un quantitativo minimo assegnato alle fasce deboli. Il costo dell’acqua deve essere uguale in tutta la Sicilia. Finora si è creata una realtà frammentata con tariffe che sono le più alte d’Europa a fronte dei servizi più scarsi d’Europa.
LA FORMAZIONE AI GIOVANI 
La formazione in Sicilia deve essere completamente rivista e riorganizzata, legandola alla ricerca e alle Università. I progetti formativi devono andare di pari passo con i processi lavorativi. La formazione deve aprire al mercato del lavoro. Uno degli obiettivi è puntare alle nuove tecnologie. I giovani hanno il problema che quando finiscono di studiare non hanno un curriculum utile per entrare nel mondo del lavoro. La nuova formazione dovrà completarsi in aziende ed in ambienti in cui i giovani imparino il lavoro ed abbiano poi un curriculum da spendere o nella stessa azienda o in altre.
LA SCUOLA 
La formazione primaria dovrà avere come base il tempo pieno così come in altre regioni d’Italia. Ciò risolverà il problema di molti precari, farà risparmiare spese alle famiglie per il recupero in forma privata e toglierà i ragazzi dalle strade. La scuola deve aprirsi alla contemporaneità, deve partire dall’antica storia e cultura del Paese, ma deve anche confrontarsi con la globalizzazione e la modernità per formare ragazzi che parlino almeno due lingue straniere, sappiano usare le nuove tecnologie e conoscano l’economia ed il diritto. Questa è la scuola secondaria che bisogna costruire. Formazione classica e contemporaneità sono due modelli non in contrapposizione, ma che possono integrarsi attraverso laboratori di ricerca, stages e centri di formazione. La scuola secondaria deve avere rapporti costanti con l’Università, i centri di ricerca e le aziende. Nel contempo vano studiate la letteratura e la storia siciliana.
I GIOVANI, LE DONNE, LE DIVERSITA’
Una Sicilia che abbatta le discriminazioni e riconosca i diritti di tutti, la Sicilia del lavoro e  dello sviluppo, la Sicilia nella quale siano riconosciute le minoranze e le donne siano veramente “l’altra meta’ del cielo”.
Più diritti per gli anziani e le persone diversamente abili, eliminando in primo luogo le barriere architettoniche, offrendo una sanità efficiente ed accessibile a tutti.
E’ necessario costruire nuove prospettive per i giovani, allargando la base produttiva (green economy e nuove tecnologie). Occorre favorire  il lavoro di giovani donne e diversamente abili incentivando le aziende che assumono tali lavoratori. Si dovranno favorire inoltre le imprese che abbattono il precariato e rinunciano ai contratti a tempo determinato.
CULTURA E BENI CULTURALI
Non è possibile che in Francia ed in altri Paesi i beni culturali siano risorse che portano ricchezza ed in Sicilia siano dei costi. I Musei nei periodi di massimo afflusso turistico devono aprire anche la notte, devono essere musei viventi che ospitino caffetterie, librerie, mostre. Questi musei devono essere in rete tra loro, scambiandosi esperienze ed iniziative che li rendano più attrattivi. I siti archeologici anch’essi devono essere viventi, ospitando rappresentazioni di tipo internazionale che attraggono turisti e produzioni che valorizzino la professionalità di artisti ed intellettuali siciliani. Bisogna valorizzare le tradizioni artigianali, come l’opera dei pupi e la lavorazione delle ceramiche La cultura è una delle più grandi risorse della nostra isola che ospita un terzo dei beni monumentali dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Questa è la terra dei più grandi autori contemporanei da Pirandello a Cammilleri, un patrimonio che deve essere conosciuto. L’identità culturale del popolo siciliano è la base per la rinascita dell’isola.
TURISMO
Bisogna attrarre investitori internazionali e la Regione deve facilitare invece che ostacolare chi nell’isola vuole realizzare proposte che rendano la nostra offerta competitiva.
La Sicilia possiede un patrimonio naturalistico, architettonico monumentale archeologico che dovrà essere valorizzato, che dovrà divenire una grande risorsa economica per l’Isola, attraendo milioni di turisti: terme, artigianato, valorizzazione dell’arte classica, moderna e contemporanea. Esperimenti come quello della fiumara d’arte di Antonio Presti o di Gibellina di Corrao, devono essere potenziate ed estese, pubblicizzandole in tutto il mondo e facendole diventare occasione di sviluppo per tutto il territorio siciliano. Gli hotel dovranno essere tutti in rete e occorrerà creare pacchetti turistici in grado di attrarre anche turismo di massa, calibrando la politica delle tariffe in modo dinamico adattandolo alle stagioni e all’andamento del mercato. Ovviamente occorrerà anche avere reti di assistenza nei territori per i visitatori. Si dovrà potenziare fortemente la formazione alberghiera in modo da professionalizzare il senso di ospitalità naturale che i siciliani hanno verso i forestieri.
AGRICOLTURA
Questo settore dovrà legarsi fortemente alla ricerca di nuove produzioni biologiche per fronteggiare la concorrenza a ribasso che viene dai Paesi emergenti. E’ indispensabile rivolgersi ad un’agricoltura di qualità in grado di penetrare nelle fasce più ricche del mercato mondiale. Saranno necessarie nuove modalità di produzione, come ad esempio l’utilizzo di serre fotovoltaiche e la produzione di anidride carbonica in serra in modo da far crescere i prodotti senza additivi. Va curata la formazione ai produttori, così come il rapporto con i centri di ricerca e le Università. L’imprenditore agricolo non può più agire da solo perchè il mercato è globalizzato, occorrerà favorire nuove globalità di distribuzione. In Spagna esistono solo tre catene di distribuzione per tutta la nazione, in Sicilia ve ne sono una ventina in ogni Comune e spesso produttori e agricoltori sono strozzati dalla criminalità che controlla i mercati di distribuzione. E’ indispensabile una revisione dei modelli di trasporto: l’aeroporto di Comiso che va aperto subito deve specializzarsi nel campo della distribuzione agricola per fornire prodotti freschi a tutta l’Europa.
TRASPORTI
Sono al centro dello sviluppo dell’isola, perciò occorre completare la Siracusa-Trapani attesa da 30 anni ed avviare la costruzione dell’arteria di collegamento nord-sud Santo Stefano di Camastra e Gela che toglierà dalla marginalità il centro della Sicilia. Nel contempo occorre pensare a nuove arterie per collegare Catania a Gela e ad Agrigento e nuovi collegamenti con Comiso. Va rimodernato il sistema ferroviario con collegamenti veloci. Le autostrade del mare devono contribuire allo sviluppo di una terra che si affaccia sul Mediterraneo, un mare che sarà sempre più luogo di collegamento tra l’est del mondo e l’Europa. La Sicilia deve intercettare questi flussi commerciali. E’ antimoderno che nè Palermo nè Catania nè Messina abbiano una rete metropolitana. In queste città vanno previsti parcheggi sotterranei, restituendo le piazze ai cittadini.
INDUSTRIA
Va aperta una vertenza forte con le aziende che operano nei grandi poli industriali che devono comprendere che la Sicilia non è una pattumiera. Ciò senza demonizzare le produzioni industriali né idealizzarle. L’homo faber produce, ma controllo la sua azione ed è quello che deve avvenire in Sicilia. Con l’Italia e l’Europa bisogna aprire una vertenza a favore degli autotrasportatori del settore industriale che vanno aiutati. Tra Catania ed Enna va costruito un polo di tecnologie avanzate e green economy. Il Governo nazionale deve finanziare le zone franche urbane di Catania, Gela ed Erice cancellate dal Governo Berlusconi.
PESCA
La Sicilia deve aprire una vertenza con l’Europa, nel 2013 cadrà l’attuale direttiva che penalizza la pesca nel Mediterraneo essendo essa concepita a favore della pesca dei mari del Nord. Vanno reclamate regole e misure adatte ad un settore che occupa 30 mila addetti e va varato un piano di rilancio della piccola e media marineria siciliana.
MODERNIZZAZIONE INFORMATIZZAZIONE.
Voglio che la presentazione di un’istanza basti un’e-mail mettendo fine a file e attese estenuanti. Informatizzazione vuol dire modernità, e ogni ufficio regionale dovrà adeguarsi a questo.
Voglio una Sicilia contemporanea dove la pubblica amministrazione sia completamente informatizzata, dove ci sia una rete diffusa di trasporti; incentivi per le imprese che assumono nuovi dipendenti, denunciano il pizzo e la corruzione. Mi impegnerò per abolire i privilegi delle cricche e delle caste.
STOP BUROCRAZIA E MORALIZZAZIONE DELLA VITA PUBBLICA
Tutte le istanze presentate da aziende e cittadini, dovranno avere una risposta entro 90 giorni lavorativi. Non possiamo bloccare lo sviluppo a causa di lentezze burocratiche o talvolta di negligenze di qualche funzionario. Occorrerà creare sistemi di incentivi e penalizzazioni. Si ha diritto all’incentivo se si superano gli obiettivi così come occorre in qualche modo penalizzare coloro che non raggiungono gli obiettivi minimi. Insomma un sistema con logiche produttive. I dirigenti non dovranno essere valutati dagli assessori ma da organismi tecnici competenti
Fuori i corrotti. E’ assurdo che parlamentari o funzionari arrestati per reati contro la pubblica amministrazione rimangano negli stessi posti come se nulla fosse accaduto. Eliminazione delle consulenze esterne per l’esercizio delle normali attività degli assessori, ci sono tanti dipendenti cha hanno la professionalità necessaria per svolgere lavori che spesso vengono dati ad esterni
La retribuzione dei parlamentari sarà legata alla loro effettiva presenza in aula e in commissione.
Non potranno più esistere gli stipendi da 500 mila euro l’anno che si sono visti diverse volte; lo stipendio dei dirigenti dovrà essere comparato a quello degli altri parlamenti regionali e agli standard europei.
SANITA’
La sanità deve avere al centro l’uomo e la sua dignità. Dignità per i cittadini “pazienti” ma anche dignità per gli operatori. Trovo incomprensibile che all’interno della scuola gli incarichi vengano decisi sulla base dei curricula e dei punteggi e invece nella sanità esistano ancora le nomine assessoriali, ipotizzando che i politici abbiano persino competenze per nominare primari.I dipendenti non possono essere ostaggi della politica, devono avere percorsi professionali certi e anche questi valutati da tecnici e non dalla politica. La sanità è tutto chiusa al proprio interno nella logica del cittadino “paziente”. Il compito della sanità non dev’essere di curare e basta, ma di prevenire, curare ed impedire che il malato di nuovo caschi nella malattia. Alcune competenze tra sanità e assistenza sono assurde perché un malato che viene dimesso dall’ospedale che non trova punti di riferimento all’esterno è destinato a riammalarsi. Il malato psichico sottoposto a tso uscendo dovrà fare i conti con una società che non lo prevede. Per  questo è necessario un coordinamento tra assistenza e sanità. Ospedali dove i bambini vivano una condizione felice, i pazienti non sentano come dei soggetti buttati in un letto le ragazze alla prima visita ginecologica non abbiano a vergognarsi. Per questo l’assistenza sanitaria deve anche contemplare l’assistenza psicologica. La sanità non può essere solo un problema di tagli che sono stati e sono necessari, ma i tagli vanno fatti nelle isole del privilegio non nella sanità riservata ai cittadini comuni. Dobbiamo puntare sempre di più all’eccellenza mettendo in rete gli ospedali. La cartella clinica dei cittadini deve essere messa in rete e visibile dal medico di famiglia, in modo che in caso di ricovero possa aversi la situazione sanitaria storica del cittadino. Sono cose semplici che non capisco perché non si siano fatte.
I PRIMI CENTO GIORNI 
Il presidente di Confindustria Ivan Lo Bello sostiene che se si sbloccassero le richieste di autorizzazione che giacciono nei cassetti della Regione si incrementerebbe il Pil dell’8 per cento, immettendo in circolo denaro privato. Perciò va istituita una conferenza dei servizi permanente che esamini tutte le pratiche. Va costruita una  cabina di regia sugli investimenti alle dipendenze della Presidenza della Regione per evitare il balletto di rinvii tra associazioni ed enti locali. Vanno recuperati i fondi europei che per la Sicilia sono di 5 miliardi e 700 milioni, rinegoziando questa situazione con l’Unione Europea. Il patto dei sindaci deve essere l’occasione per portare in Sicilia 5 milioni e mezzo di euro dotando gli edifici dei Comuni di pannelli fotovoltaici, con un risparmio del 50 per cento delle spese di energia. La Banca centrale europea ha stimato che quei 5 miliardi e mezzo di euro possono portare a 24 mila posti di lavoro, la metà andrebbero ai precari, l’altra metà ai giovani disoccupati. Il sole è la nostra ricchezza, ma la Sicilia merita uno zero in condotta per non aver saputo sfruttare questa risorsa come hanno fatto la Germania e la provincia di Bergamo, prime in Europa ed in Italia.





Programma completo

Sindaco dei Siciliani

E’ una Sicilia stremata quella che il prossimo governo regionale si troverà di
fronte. AI Siciliani vogliamo ridare la speranza; La crisi finanziaria ed
economica che negli ultimi anni ha colpito il mondo occidentale
industrializzato ha aggravato le già preoccupanti condizioni di difficoltà e
disagio che la popolazione siciliana continua a patire.
C’è uno scontro in Europa fra quanti vogliono portare avanti una politica di
difesa esclusiva degli interessi delle Banche e dei Mercati -causando
licenziamenti di massa, aumentando la percentuale di povertà e facendo
venir meno l’attenzione nei confronti delle fasce più deboli e della società in
genere -, e, invece, quanti sostengono la difesa della moneta unica
proponendo una politica di sviluppo e di occupazione, di difesa dello stato
sociale, di difesa dei più deboli, ampliando la base produttiva e tagliando i
privilegi delle caste. In verità è in atto in Europa un attacco alle zone deboli
dell’Unione che così tendono a divenire sempre più marginali. Il nuovo
Governo della Regione si batterà e lotterà per impedire il processo di
marginalizzazione della Sicilia sia a livello nazionale quanto europeo,
riacquistando quel ruolo di protagonista del proprio presente e del proprio
futuro ormai perso negli ultimi anni.
L’impegno cui siamo chiamati tutti quanti è quello di riprendere in mano il filo
di una matassa che dovrà essere velocemente districata per impedire il crollo
economico/sociale della Sicilia.
Questi ultimi anni hanno tracciato una crisi senza precedenti, nell’ambito
privato numerose aziende, in particolare, piccole e medie imprese hanno
cessato la loro attività, dichiarato fallimento o ridimensionato il personale
impiegato. Molti siciliani hanno perduto il loro lavoro, anche quello precario, e
si sono aggiunti alla folta schiera di coloro i quali non hanno e non trovano
occupazione, giovani, donne e ultra cinquantenni sono le principali vittime di
tale massacro sociale.
Nell’ambito pubblico le politiche di contenimento e riduzione degli sprechi, per
molti versi condizionate da molteplici circostanze (mal funzionamento del
comparto pubblico/aumento dell’imposizione fiscale tributaria), non sempre
hanno raggiunto gli obiettivi auspicati. La maggior parte degli enti locali, stretti
fra l’esiguità delle risorse a disposizione e i vincoli imposti dal patto di
stabilità, fatica a garantire l’espletamento dei servizi essenziali e ha quasi
rinunciato ad attuare una politica d’investimenti.
La crisi non concede tregua. I ritardi si accumulano e i processi di
trasformazione della società proseguono incalzanti. Tutto diventa
competizione e le incertezze si pagano a caro prezzo.
La Sicilia ha bisogno di una nuova stagione improntata a una buona politica
di cambiamento e innovazione che sappia coniugare efficienza/efficacia e
credibilità della classe dirigente, presupposto indispensabile per riconquistare
la fiducia dei cittadini, un’azione politica e amministrativa concreta fondata su
idee strategiche di sviluppo e rilancio della nostra terra.
Vi è una nuova centralità da cogliere: il Mediterraneo quale luogo privilegiato
del traffico commerciale fra l’economia asiatica in espansione e l’Europa in
regressione. A quest’appuntamento la Sicilia non può farsi trovare
impreparata. E’ dentro di quest’ambito che la crescita dell’economia siciliana
diventa tappa obbligata di un processo di rilancio dell’intera economia
nazionale e il Mezzogiorno deve essere protagonista di una nuova occasione
di sviluppo per il Paese.
Rivedere i criteri di utilizzo dei finanziamenti europei e programmare i nuovi
fondi comunitari con modalità che superino definitivamente le parcellizzazioni
e le dispersioni del passato e concentrino le risorse su alcuni grandi assi
strategici in grado di promuovere sviluppo, crescita occupazionale qualificata,
infrastrutture, istruzione e formazione, ricerca e innovazione
Fare della “concertazione sociale” e della “programmazione dal basso” il
metodo di lavoro insostituibile con il quale promuovere le azioni da svolgere e
assumere in maniera condivisa le decisioni. Un percorso nel quale ogni
singolo cittadino si sentirà e sarà protagonista delle scelte da compiersi per
innescare il cambiamento. Mutuando i tratti qualificanti della stagione della
progettazione integrata e negoziata e sviluppando forme stabili di
coinvolgimento partecipativo degli attori imprenditoriali e sociali nelle scelte
da compiere, si potrà agire per il miglioramento comune.
Pertanto da questo ne discenderà che sia la rivisitazione dei programmi
ancora oggi in essere cofinanziati con i fondi strutturali, quanto i programmi
regionali per il futuro periodo di programmazione saranno caratterizzati dal
confronto con tutti i rappresentanti delle Amministrazioni locali, le forze
sociali, imprenditoriali ed il mondo del volontariato.
Qui di seguito leggerete la mia proposta, la nostra proposta di aprire a
un’altra Sicilia, 9 Aree programmatiche iniziali che , con il contributo di tutti
coloro i quali intenderanno sposare il “partito del fare legale e del
cambiamento” senza alcun distinguo di appartenenza, diverranno un
programma di Governo finalizzato a promuovere crescita e occupazione nel
breve e nel medio periodo e avviare un processo di profonda trasformazione
della Sicilia in grado di renderla competitiva nel contesto dei mutamenti
globali nel quale il mondo è impegnato.
La Lotta alla mafia non deve essere più lo slogan di una classe politica che
poi non sviluppa azioni concrete perché ci vuole una reale pratica antimafia di
governo dell’Amministrazione pubblica che dovrà interessare tutti i settori di
quella regionale.
Bisogna cacciare dalla Regione Siciliana la mafia.
La regione della rivoluzione, della dignità metterà sotto lo stesso tetto
Istituzioni, volontariato, parti sociali, imprese, lavoratori, associazioni
antiracket e antimafia in un lavoro straordinario per eliminare ogni forma di
criminalità, di corruzione e di legame con la mafia. Creeremo un osservatorio
antimafia e antiracket che funzionerà da elemento di collegamento fra
l’azione di governo e l’azione della società. Fuori la mafia dagli appalti,
subappalti e forniture. Occorrerà semplificare l’acquisizione delle informative
antimafia delle imprese attraverso la White-list delle imprese che possono
lavorare con la pubblica amministrazione. Le imprese che denunciano il pizzo
e la corruzione, invece di essere discriminate come oggi, riceveranno
sostegno pubblico. La formazione del nuovo cittadino non sarà obiettivo solo
della scuola ma di tutta la società, saranno progetti integrati tra Istituzioni,
scuola, quartieri, chiese e associazioni religiose e laiche. Parole come parità
non dovranno più essere vuote, proporremo la legge per il doppio voto di
genere in tutti gli organi elettivi delle donne, la loro presenza in tutte le giunte
comunali, provinciali e regionali sarà garantita. Ci batteremo contro ogni
forma di discriminazione di varia natura. Sarà una politica per le famiglie e le
persone, concedendo mutui ad interessi zero ai giovani che vogliono
acquistare la prima casa. La Sanità, sarà il punto centrale della dignità che
metterà al centro i bisogni degli ultimi, si batterà contro ogni disuguaglianza e
valorizzerà le differenze come ricchezza. Ci batteremo per il lavoro,
favoriremo percorsi lavorativi per le persone diversamente abili. Lavoreremo
per l’inclusione sociale di tutti abbattendo ogni ghetto e ogni emarginazione,
sposando anche le battaglie per i diritti civili delle persone. La nuova sanità
metterà al centro la dignità dell’uomo, dialogando in alcune parti con il mondo
dell’assistenza e mettendo al centro il concetto di cittadino piuttosto che
quello di paziente, dando prioritariamente importanza alla prevenzione,
curando il malato e seguendolo dopo le fasi di cura. Il mondo del volontariato
è al centro di tale ragionamento, poiché dietro ogni volontario c’è un non
vedente che vuole vedere, un diversamente abile che vuole camminare,
sentire e partecipare alla vita sociale.
Il nostro punto di riferimento sono i modelli che vengono dall’Europa, dove
con costi più bassi si offrono servizi migliori. Il personale sanitario deve
essere liberato dal giogo politico a cui è stato sottoposto in questi anni. I
dirigenti della Sanità saranno scelti sulla base del loro titolo e del loro
curriculum, eliminando la discrezionalità della politica. La rivoluzione della
Sicilia offesa viene dal suo territorio, dalla sua arte e dalla sua natura che
finora è stata legata al ricatto della mafia e delle speculazioni. Autorizzazioni
e concessioni entro 90 giorni attraverso le conferenze di servizi permanenti.
Tutti gli attori saranno coinvolti nella concertazione del bilancio sociale di
genere e nelle scelte di indirizzi programmatici e favorirà il controllo
democratico dell’attuazione dei programmi grazie a confronti diretti dei
cittadini. E’ favorito il ricorso a referendum per risolvere questioni decisive e
cruciali per la pubblica amministrazione. Scuola, lavoro, terzo settore,
turismo, beni culturali, formazione, sanità, rigore della pubblica
amministrazione, diritti, parità non saranno più slogan ma patto fondativo di
un nuovo rinascimento siciliano. Gli Ato hanno prodotto disastri enormi e le
competenze sulla gestione dei rifiuti dovranno passare in forma singola o
associazionistica libera. L’acqua è un diritto fondamentale dell’uomo e ci sarà
una gestione totalmente pubblica. Occorre riaprire il dialogo con i gruppi
industriali dell’isola per rilanciare la politica del lavoro e della produzione nel
rispetto dell’ambiente. Agricoltura, pesca, trasporti, turismo, artigianato e
commercio sono nodi essenziali della nostra economia. Nei punti di seguito
sono trattate le principali questioni ritenendo che il programma subirà
cambiamenti in virtù dei contributi che avremo con i cittadini durante la
campagna elettorale.


1) Amministrazione Regionale:

L’Amministrazione regionale in questi ultimi anni ha mostrato il suo peggiore
volto, palesando inefficienza e inefficacia nelle attività svolte. Fatti salvi alcuni
casi in cui si è riusciti a creare un’inversione di tendenza che ha permesso di
recuperare gap e cambiare cultura e modalità di lavoro, molti cambiamenti
dovranno ancora realizzarsi ed il percorso è ancora lungo. Non mi sento però
come chi ascoltando la piazza spari adesso sul mucchio! Vanno analizzate le
cause di questa situazione per capire dove intervenire per ripartire e
innescare un processo di vero cambiamento.
L’Amministrazione regionale è il braccio operativo attraverso il quale la
politica e chi sta al Governo realizza il programma scelto e condiviso dagli
elettori che hanno creduto nelle proposte che vogliono ridare dignità
all’amministrazione e ai siciliani.
Questa la finalità che il mio programma intende raggiungere, per la quale
occorre intervenire per rimuovere l’evidente situazione di stallo in cui oggi
versa l’amministrazione, causata dal soffocamento di tante risorse positive
che non sono state motivate e valorizzate e persinopersino, a volte, discriminate
attraverso il ricorso esagerato a risorse esterne che alcune volte non hanno
avuto i titoli e le competenze del personale interno.
Innanzitutto la struttura amministrativa dovrà essere funzionale agli obiettivi, è
necessario e urgente intervenire per avere una amministrazione più snella e
meno costosa. Un’’Amministrazione al servizio del cittadino e
dell’Impresa”, il costo del suo funzionamento si giustifica solo se esso si
traduce in un beneficio per la collettività.
Diversi studi hanno dimostrato che negli Stati ove il comparto pubblico è
particolarmente efficiente questo ha effetti positivi per i cittadini. Si deve
tendere, quindi, ad una nuova politica volta alla specializzazione ed alla
valorizzazione delle risorse umane interne. Occorre prendere coscienza che
per un cambiamento dell’amministrazione la sua azione va reindirizzata
secondo i principi del “codice etico del pubblico dipendente” che
rappresenterà il nuovo punto di partenza: legalità, trasparenza, eliminazione
della corruzione e dei corrotti a qualsiasi livello. Questi i principi che devono
guidare l’attività della pubblica amministrazione.
La nuova parola d’ordine sarà “meritocrazia”.
Chiederemo impegno, senza distinzione di ruoli e/o grado, proporrò contratti
stabili che prevedano chiari percorsi di carriera, compiti e funzioni che ridiano
dignità e motivazione al dipendente pubblico. Questi affronterà la sua vita
lavorativa supportata e motivata da un’Amministrazione che vorrà investire,
formando e specializzando le proprie risorse umane secondo una strategia
precisa e condivisa e che supporterà il suo personale nella battaglia verso la
legalità.
Basta con il ricorso al personale esterno, a questi, si potrà fare ricorso solo
per i profili altamente specializzati e solamente dopo la verifica all’interno
dell’Amministrazione. In ultimo, la questione della Dirigenza apicale, che ha
causato, nel recente passato, non poche disfunzioni e rallentamenti alla
attività degli assessorati, faccio riferimento all’aspetto legato alla loro
contrattualizzazione. Proporrò una norma in base alla quale i Dirigenti
Generali non saranno più contrattualizzati dall’organo politico (assessore pro
tempore di riferimento), la loro nomina avverrà sulla base delle loro reali
competenze rispetto alla funzione loro assegnata. La loro attività sarà oggetto
di una valutazione annuale esterna e indipendente e la riconferma dipenderà
dal raggiungimento degli obiettivi assegnati e raggiunti.
Questo servirà a sancire un netto distacco tra il ruolo amministrativo e quello
politico, consentendo cosi, a chi guiderà i rami dell’amministrazione, la
continuità amministrativa necessaria per evitare ritardi, blocchi e disfunzioni
che hanno caratterizzato fino ad oggi l’amministrazione regionale.
Verso una burocrazia snella ed efficiente:
Ragionare in un'ottica di miglioramento e di efficienza implica riorganizzare
un’amministrazione al passo con i tempi, che sappia avvantaggiarsi delle
tecnologie disponibili per ridurre la burocrazia e i costi che essa comporta. La
digitalizzazione dei servizi, l'informatizzazione delle procedure e la messa in
rete degli uffici saranno gli strumenti ai quali fare ricorso, per accelerare
l’attività amministrativa e al contempo renderla più trasparente. Si potranno
colmare i diversi gap per avviare una più ampia diffusione della rivoluzione
digitale della PA. Avviare una fase di approfondimento sul contesto regionale
per declinare gli indirizzi e gli obiettivi dell’Agenda Digitale europea e di quella
italiana secondo le specificità del nostro territorio. Una sorta di vera e propria
Agenda Digitale Regionale che, orientata ai traguardi fissati dall’Agenzia
Europea, individui aree prioritarie d’intervento per indirizzare e sostenere al
meglio la crescita dell’innovazione digitale sul proprio territorio.
Per facilitare tale processo occorrerà rivedere la legislazione di settore al fine
di ridurre il numero delle norme e dei passaggi amministrativi oggi previsti in
ogni iter burocratico finalizzato a debellare definitivamente il rischio di
qualsiasi condizionamento esterno non riconducibile al rispetto della legalità e
della trasparenza. In tale direzione intenderò ridare il ruolo che merita
all’istituto della conferenza dei servizi, nata con l’obiettivo di snellire per
ottenere in poco tempo autorizzazioni e che invece, per l’uso distorto, ha
rappresentato un’ulteriore ostacolo.
Intendo, nel più breve tempo possibile, proporre un disegno di legge con il
quale snellire la normativa regionale, apportare le necessarie modifiche alla
struttura amministrativa continuando con l’accorpamento di alcuni assessorati
e di taluni dipartimenti, trasferendo e razionalizzando compiti e funzioni anche
verso gli Enti Locali.

2) Agricoltura di qualità

Il rilancio dell'agricoltura per una regione che è stata il granaio d'Italia è
passaggio fondamentale per il prossimo programma di governo. Abbiamo
assistito negli ultimi anni al deprezzamento dei prodotti siciliani che potrebbe
essere causa di un inizio lento ma progressivo abbandono delle coltivazioni.
E indispensabile, e questo sarà previsto e consentito nella futura
programmazione comunitaria, fornire quel reale sostegno all'imprenditore
agricolo che attraverso attività collaterali potrà coprire i costi derivanti dalla
produzione agricola. Parallelamente bisognerà puntare al biologico per
ottenere dei prodotti che consentiranno l'ottenimento dei marchi di qualità. Il
riaffermarsi del prodotto siciliano sui mercati dovrà essere un obiettivo
primario, bisognerà comunque che vi sia anche un cambio di mentalità e di
cultura, occorrerà anche consorziarsi per garantire produzioni ed al contempo
contenimento dei costi che verranno suddivisi su più soggetti al fine di poter
più facilmente essere presenti sui mercati. Sotto questo aspetto bisognerà,
con la collaborazione e la condivisione del mondo agricolo, compiere delle
scelte e delle conseguenti mission per affacciarsi ai mercati stranieri ove il
nostro prodotto (quello di qualità, dunque di nicchia) rimane ancora oggi
apprezzato. Si dovrà puntare all’incentivazione del turismo enogastronomico,
(non fermandosi alle semplici sagre popolari) volano quest'ultimo che
consentirebbe altra fonte di reddito per l'imprenditore agricolo. In ultimo i
giovani, l'educazione e la formazione ai prodotti della terra, ai metodi di
coltivazione e produzione consentirebbero quel salto culturale ed il
conseguente riavvicinamento della gente al mondo agricolo con maggiore
consapevolezza.
E’ indubbio che per compiere tale azione l’Amministrazione regionale dovrà
ritornare a svolgere quel ruolo di accompagnamento e supporto
all’imprenditore agricolo attraverso una riorganizzazione del sistema
agricoltura finalizzata alla razionalizzazione di tutti gli Enti ed Uffici che si
occupano della materia.

3) Impresa e sviluppo locale

Bisogna attuare una politica moderna di attrazione d’investimenti esterni, in
particolare stranieri, che si fondi al contempo su un’efficace azione di
contrasto nei confronti della criminalità organizzata e delle varie forme di
illegalità diffusa e che miri a promuovere un’immagine della Sicilia come
regione laboriosa, onesta e accogliente.
Favorire la nascita e il rilancio di piccole e medie imprese, che sono il motore
dell’economia siciliana, mediante politiche di incentivazione fiscale e di
agevolazioni economiche e con iniziative dirette a promuovere condizioni
stimolanti di accesso al credito sia potenziando lo strumento dei consorzi fidi
sia convenzionando istituti bancari propensi a investire in una nuova Sicilia,
sia potenziando l’attività della finanziaria regionale. Bisognerà intraprendere
un confronto con il sistema Bancario per affrontare le questioni riguardanti il
costo del denaro per il mondo imprenditoriale ed eventualmente studiare la
possibilità di una moratoria per aiutare le imprese che si trovano in difficoltà di
liquidità e pertanto non in grado nel breve periodo di far fronte agli impegni
assunti. Bisognerà intervenire per facilitare il pagamento dei debiti della
pubblica amministrazione per dare certezza ai bilanci delle imprese creditrici
anche con strumenti finanziari innovativi.
Rivedere il sistema degli aiuti alle imprese in grado di rispondere realmente
alle esigenze prevedendo due soli strumenti: A) credito d’imposta come
strumento di semplificazione ed accelerazione per le imprese adeguatamente
capitalizzate o in attività, B) un regime di aiuto de minimis per le imprese di
nuova costituzione e le micro imprese in genere, secondo quanto previsto
dalla normativa europea.
Dare concreta e fattiva attuazione in tutto il territorio regionale al SUAP
(Sportello Unico Attività Produttive).
Rivedere la strategia e l’organizzazione delle aree produttive nelle loro
diverse forme, prevedendo la creazione di una banca dati regionale che dia le
riposte necessarie ad orientare le scelte relative sia al mercato interno quanto
all’attrazione di nuovi investimenti.
Questo significherà immaginare una nuova strategia regionale industriale
capace di creare lavoro e occupazione partendo dalle realtà e dalle vocazioni
dei diversi territori non snaturandoli, ma indirizzando gli attori a compiere
scelte sensate dal punto di vista della reale utilità e fattibilità degli
investimenti.
Cercare attraverso idonei strumenti di attrarre nella nostra terra nuove
iniziative industriali che diano comunque la garanzia di continuità temporale e
che non finiscano per creare disoccupazione e povertà per come è avvenuto
sino ad oggi.
Va aperta una vertenza verso le aziende che operano nei grandi poli
industriali, per ricondurle verso una politica industriale più rispettosa
dell’ambiente. senza per questo demonizzare le produzioni industriali né
idealizzarle.
Altra questione sarà quella di affrontare in maniera concreta il problema degli
Autotrasportatori.
Nelle province dedite a tale vocazione va costituito un nuovo polo tecnologico
(tecnologie avanzate e green economy).
Va sicuramente ripresa la questione con il Governo Nazionale e la UE
riguardante la costituzione delle “ zone franche urbane” di Catania, Gela ed
Erice cancellate dal Governo Berlusconi.
A questa nuova visione di sviluppo dovrà accompagnarsi una
riorganizzazione dell’amministrazione pubblica snella e tempestiva nelle
risposte. Lo sviluppo del territorio non può essere ostaggio delle lentezze
burocratiche.

4) Infrastrutture e Trasporti

Il sistema dei trasporti della Regione Siciliana presenta indubbie criticità, tali
da limitare lo sviluppo economico e sociale dell'Isola. Occorre pertanto porre
in atto una strategia di potenziamento ed ottimizzazione che miri ad un
duplice obiettivo:
- il sostegno allo sviluppo del mondo imprenditoriale, da un lato,
per accrescere la competitività del sistema produttivo e
trasportistico regionale;
- il miglioramento della qualità della vita del cittadino, dall’altro, per
sostenere il riequilibrio e l’organizzazione del territorio siciliano.
Si tratta, dunque di realizzare interventi in grado di contribuire al riequilibrio
dei modi di trasporto sia per la mobilità di persone che merci, la cui maggior
quota oggi si svolge su strada. Ciò significa:
- potenziare il sistema di trasporto marittimo, puntando alla
specializzazione delle diverse funzioni – commerciale, crocieristica,
diportistica - rendendo l’insularità da limitazione ad occasione e
razionalizzando i sistemi portuali siciliani;
- supportare il potenziamento del sistema portuale regionale con una
sostanziale riorganizzazione del sistema ferroviario (tale da
garantire il rilancio competitivo della modalità ferroviaria in ambito
infraregionale) ed interportuale, realizzando concretamente
collegamenti ferroviari veloci, gli Interporti di Catania (in corso di
realizzazione) e di Termini Imerese (che rischia di perdere la copertura
finanziaria da parte della UE);
- potenziare il sistema aeroportuale, strategico per superare la
marginalità della Sicilia rispetto all’Italia e all’Europa, sia con interventi
sugli scali (Palermo, Catania, Trapani, Comiso e soprattutto quelli delle
Isole Minori), che sulle connessioni (stradali e ferroviarie) che ne
garantiscono la funzionalità: è il caso della Ferrovia Circumetnea da
collegare all’aeroporto di Catania e del Servizio Ferroviario Provinciale
allargato a valenza regionale “Alcamo-Castelvetrano-Mazara-Marsala-
Trapani” e “Siracusa-Ragusa-Gela necessario a garantire adeguati
servizi di collegamento con gli Aeroporti di Trapani Birgi e Comiso;
- migliorare il sistema stradale, con un particolare riguardo al
miglioramento della sicurezza di marcia, per realizzare concretamente
la chiusura di un anello di viabilità perimetrale di tipo autostradale (SrGela)
ed il potenziamento ed adeguamento delle strade trasversali tali
da mettere in comunicazione i grandi centri tra loro e l’entroterra,
nonché la costa Tirrenica con quella Ionica (avviare la costruzione
dell’arteria di collegamento nord-sud Santo Stefano di Camastra Gela
che toglierà dalla marginalità il centro della Sicilia).
Ancora, per le implicazioni connesse allo sviluppo locale, riveste
fondamentale importanza il completamento dei sistemi di trasporto
pubblico di massa sostenibile nelle aree metropolitane di Palermo, Catania
e Messina oltre che l’incentivazione e il riordino del trasporto pubblico
locale extra-urbano.

5) Turismo, beni culturali

Sicilia, la terra dei forti contrasti, la terra dei più grandi autori contemporanei
da Pirandello a Camilleri, la terra che ha conosciuto le più grandi dominazioni
– greci, arabi, normanni, la terra ove la cultura rappresenta una delle più
grandi risorse ospitando un terzo dei beni monumentali dichiarati
dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. La terra che possiede altresì
un vastissimo e prezioso patrimonio naturalistico, archeologico. Una terra
capace di esprimere realtà uniche come la Fiumara d’arte di Antonio Presti la
cui idea é stata recentemente mutuata dal Museo gughenhein, e la Gibellina
di Ludovico Corrao con la sua grande esperienza in campo culturale.
Nonostante le ricchezza naturali del nostro territorio il turismo non riesce a
diventare la fonte primaria di crescita economica ed occupazionale.
I beni culturali devono diventare risorse capaci di produrre ricchezza e reddito
in Sicilia, cosi come avviene in tanti altri Paesi e ritornare ad essere vissuti da
tutti i cittadini . Ad esempio i Musei, nel periodo di massimo afflusso turistico
devono rimodulare gli orari di apertura anche serali. Vanno ripensati secondo
logiche imprenditoriali ospitando caffetterie, librerie, ristoranti, in una sola
parola devono acquisire “un’anima vivente” divenendo luoghi d’incontro e di
scambio culturale.
Propongo la realizzazione di una rete museale che attraverso gli strumenti
informatici sia capace di condividere informazioni, esperienze per far in modo
che tali realtà divengano realmente interessanti per il flusso turistico.
Solamente così i musei potranno finalmente divenire fonte di reddito e passar
da uno stato d’improduttività a un altro nel quale la parola d’ordine sarà,
autosostentamento. Potranno essere affidati, come già sperimentato ad
esempio in Francia per la gestione ordinaria dei servizi a cooperative giovanili
in conformità di un piano strategico regionale.
Maggiore valorizzazione dei siti archeologici anche attraverso
l’organizzazione di eventi culturali per attrarre flussi turistici specifici per
tipologie di evento (Musica, teatro. Etc…), realizzando occasioni che possano
divenire proposte veramente interessanti ed attraenti sia per investitori
quanto per il mondo del turismo in generale.
Andrà creata una piattaforma contenente un "data base" per centralizzare
l'offerta alberghiera e facilitarne la ricerca.
In relazione alle ricchezze sopra menzionate, va immaginata la nascita o il
potenziamento di altre forme di turismo, ecologico, sportivo e a basso costo
per i giovani, iniziative che una volta implementate potrebbero rappresentare
un volano per il lavoro e l’occupazione giovanile.
Fino ad oggi in Sicilia il turismo non è decollato per la mancanza di una
strategia e di una regia unitaria tale da individuare ed indirizzare, con il
contributo e la condivisione di tutti gli addetti ai lavori, la strada da percorrersi
finalizzata a trovare unicità e sinergia tra tutti gli aspetti che possono
concorrere a far diventare il turismo la primaria fonte di reddito e sviluppo
economico siciliana, pertanto la Regione dovrà assumere un forte ruolo di
coordinamento in tutti gli aspetti (trasporti, infrastrutture, servizi, etc) e le
componenti del turismo in genere..
Vanno, anche, creati i percorsi turistici d’arte con riferimento a tradizioni
importanti come quelli della ceramica dell’opera dei pupi e dell’artigianato
d’arte. Vanno pensati gli itinerari dei Parchi naturalistici, culturali, artistici,
delle terme, del turismo giovanile e itinerante su camper ed in tenda.
Occorrerà mettere in rete la conoscenza turistica di tutti i luoghi della Sicilia e
di tutte le imprese che sono coinvolte, và offerto un servizio informatico
completo. In pratica bisognerà creare un servizio onnicomprensivo su tutti i
territori siciliani in modo da permettere ad ogni realtà dell’isola di essere
conosciuta nel mondo.

6) Formazione Professionale:

Una formazione che risponda alle esigenze del mercato.
Negli ultimi decenni a fronte d’ingenti risorse finanziarie comunitarie la
formazione regionale si è distinta per inefficacia! Se andiamo a vedere il
rapporto tra somme impiegate/spese e creazione di posti di lavoro le
percentuali sono bassissime, questo perché molto probabilmente la
formazione non è stata il frutto di una strategia che rispondesse a precise
esigenze del mondo del lavoro. La formazione in Sicilia deve essere rivista e
riorganizzata legandola alla ricerca e alle Università, ma soprattutto alle
aziende. Dobbiamo garantire una formazione di qualità. Partire dalla
domanda per offrire una "formazione che serve". Va fatta un'analisi regionale
dei reali fabbisogni formativi e su questa adeguare l'offerta. E' in funzione
della domanda lavorativa che va indirizzata la formazione e la riqualificazione
professionale, solamente così potremmo dire di avere speso correttamente le
risorse che ci vengono destinate creando e/o trasformando il percorso
formativo in una realtà lavorativa. La formazione cosi come é stata gestita in
questi ultimi anni non appartiene alla mia cultura ed al mio modo di concepire
questo settore secondo me centrale per lo sviluppo del nostro territorio e per
la crescita delle nostre risorse umane. Bisogna riportare tutto in un alveo di
funzionalità creando quella relazione stretta che deve intercorrere tra mondo
scolastico (perché è da qui che bisogna partire) universitario poi, mondo
imprenditoriale e formazione. Proporrò un tavolo tecnico al quale inviterò la
scuola, le Università ed il Partenariato economico/sociale perché, insieme, si
possa ridisegnare la mappa ed il modello gestionale della formazione
professionale affinché questa risulti funzionale al mondo del lavoro e
dell’impresa.
Istruzione. Obiettivo primario deve essere migliorare la scuola e portarla ad
alti livelli con la riqualificazione del sistema. Il valore etico dell'istruzione va
oltre le nozioni di studio, é un investimento per il futuro. Serve una scuola di
qualità. La formazione di base dovrà avere il tempo pieno cosi come in altre
regioni, con questo argineremo il problema dei precari e aiuteremo le famiglie
a risparmiare le spese per il recupero in forma privata e non da ultimo
toglieremo i ragazzi dalle strade.

(7) Ambiente/territorio/Energia/Rifiuti:

Soddisfare i bisogni attuali senza compromettere le generazioni future. E' in
estrema sintesi il concetto di sviluppo sostenibile che dovrà guidare le azioni
da intraprendere nel futuro. Dal mio punto di vista, dagli appalti pubblici di
fornitura agli appalti di opere strutturali ed infrastrutturali non si potrà più
prescindere dal rispetto di questo concetto. . Più della metà del nostro
territorio é a rischio idrogeologico e gli eventi ai quali abbiamo assistito negli
ultimi due anni sono la dimostrazione che dobbiamo dare un taglio con il
passato ed assumere un approccio più consapevole per “l’ambiente” da
considerare nella sua interezza, dal rispetto della flora e della fauna alla
valutazione di rischi di inquinamento delle falda acquifere prima di autorizzare
qualunque opera. Puntare, dunque, ad uno sviluppo eco/sostenibile
Un nuovo modello energetico distribuito interattivo e democratico.
Creare una catena di connessione “ricerca-innovazione-produzione”, puntare
sulla ricerca e sulla sostenibilità ambientale aprirà definitivamente la Sicilia
alla nuova frontiera economica della green economy, e dell’agro-ambientale,
diventando il luogo naturale di valorizzazione del capitale umano qualificato di
cui la nostra regione è ricca, che va incentivato a rimanere per essere
partecipe e protagonista di questo nuovo modello di sviluppo.
Il mio obiettivo é quello di coniugare profitto e sostenibilità ambientale,
creando le condizioni normative e occupazionali per l'applicazione, l'utilizzo e
la gestione di tecnologie ad alta efficienza energetica e ad impatto ambientale
zero.
I digestori anaerobici di ultima generazione, impianti solari termodinamici di
piccole e medie dimensioni oltre al fotovoltaico e alle biomasse
garantirebbero l'inizio di un percorso per arrivare a un'economia auto
sostenibile e a basse emissioni. Cioè la green economy. Investire in nuovi
sistemi tecnologici consentirà in pochi anni di creare redditi reali e risorse da
ridistribuire, creerà occupazione formando nuove figure professionali di cui
queste tecnologie necessitano, sarà un obiettivo primario al fine di realizzare
filiere energetiche locali. Obiettivi ambiziosi e realizzabili, viste le esperienze
maturate in altri paesi e in altre città italiane ed europee, da cui poter
attingere.
Le tecnologie sono disponibili sul mercato, ma le infrastrutture e le
amministrazioni devono modernizzarsi con interventi strutturali altamente
integrati.
Da rifiuto a risorsa.
Il rifiuto é percepito dalla nostra comunità come un problema, un prodotto
senza valore, costoso e inquinante. In realtà é un prodotto/risorsa,
riutilizzabile e redditizio. Servono nuovi modelli e sistemi di trattamento e
riciclo industriale sostenibili.
Investire in processi di recupero crea occupazione, micro impresa e valore
aggiunto per i territori, in tal modo i rifiuti diventano materie prime e
semilavorati con un impatto immediato sulla riduzione delle emissioni e sui
territori. Politiche di educazione alla gestione dei rifiuti, di riutilizzo e
d'incentivo al riciclo sono i punti cardini per il modello auspicato e per il nuovo
paradigma.
In un'ottica di prospettiva sono due le priorità: la prima far in modo che le
discariche ad alto impatto ambientale divengano piattaforme per il
trattamento dei rifiuti e la seconda prevedere in tempi brevi la realizzazione
d'impianti facendo ricorso alle tecnologie, a basso impatto ambientale, già
disponibili e che garantiscano la salute della gente.
Il problema esiste ed é urgente! Dobbiamo agire prima che si paventi una
Napoli 2! Gli Ato vanno dimenticati, sono stati organi parassitari che hanno
aumentato i costi dei servizi. I Comuni debbono ritornare a giocare un ruolo
centrale. Andrà istituito un sistema di raccolta capillare “porta a porta” e
questo sicuramente consentirà di riaassorbire le risorse umane
precedentemente assunte, mantenendo i livelli occupazionali. Ma attenzione
ciò non significherà assolutamente garantire privilegi ed isole felici, tutto
dovrà essere improntato alla trasparenza ed alla legalità.
Si dovrà rendere un servizio efficiente alla cittadinanza a fronte delle tasse
corrisposte.

8) Famiglia e Walfare

La struttura economico sociale siciliana, già debole, negli ultimi anni, a causa
dell’aggravarsi della crisi economico/finanziaria internazionale, si è
ulteriormente indebolita aumentando notevolmente la percentuale di povertà.
E’ mio intendimento non trascurare le esigenze delle categorie più deboli in
genere intervenendo sia con un’adeguata politica di walfare, sia con interventi
mirati per ogni singola emergenza.
Un buon Governo è quello che non dimentica le questioni ed i problemi che
affliggono la base, ovvero le famiglie. E’ nei loro confronti che bisognerà
trovare lo spazio e le risorse di intervento per consentire alla gente di
condurre una vita dignitosa.
Con l’aumento della base produttiva ed il conseguente incremento
dell’occupazione si potranno risollevare le sorti di molte famiglie ma, consci
che ciò non basterà come unica azione, si manterranno i livelli contributivi in
favore del terzo settore e dell’associazionismo e del volontariato per
accompagnare ed assistere le fasce deboli in questo percorso di ripresa.
Si guarderà in particolar modo alla condizione della donna e dei giovani,
categorie quest’ultime particolarmente vessate da questa crisi e dimenticate
dalle politiche sin ora annunciate.
L’essere umano, la sua condizione e la sua dignità sarà al centro della mia
politica e della mia azione di Governo, rappresentando l’uomo e la famiglia il
fulcro attorno al quale ruota tutto il resto.

9) BILANCIO

Com’è noto oggi il bilancio regionale si trova in una situazione di squilibrio
strutturale tra le entrate e le spese; in effetti negli ultimi anni abbiamo assistito
all’andamento pressoché costante delle prime, mentre le spese hanno avuto
un incremento notevole provocato sia dal trasferimento di funzioni da parte
dello Stato (vedasi sanità) senza l’assegnazione delle necessarie risorse, sia
per l’essersi fatti carico di criticità economico/sociali (precariato, PIP, forestali,
etc…). Occorre poi sottolineare che ad aggiungersi a tale situazione si sono
palesati sprechi e condotte poco consone ad una sana e corretta gestione
finanziaria.
Pertanto bisogna certamente ripartire “dall’anno zero”, bisogna rivedere la
veridicità dei residui attivi e passivi, inscrivendo le reali poste finanziarie;
“Trasparenza e Veridicità” queste sono le parole ed i concetti ai quali ci si
dovrà attenere e seguire per ricominciare a scrivere un documento quale
quello del bilancio indispensabile per porre in essere qualsiasi attività di
governo.ile per porre in essere qualsiasi attività di Governo.

Un bilancio come quello attuale, il cui 60 % circa è assorbito dalla spesa
sanitaria, il 12% alla spesa pe stipendi del personale in servizio ed in
quiescenza, il 5% necessario al pagamento degli interessi sul debito, il 9 %
per il pagamento delle spese per il funzionamento della macchina
amministrativa. In definitiva rimarrebbero circa il 10, 15% per investimenti.
Cosa fare? Ripartire da un nuovo dialogo con lo Stato finalizzato a alla
stesura di un nuovo accordo in materia di rapporti finanziari per dare vita al
“federalismo fiscale” che permetterà alla Regione di rinegoziare sia le funzioni
da svolgere che le relative risorse necessarie.
Poi bisognerà procedere ad una rivisitazione dell’organizzazione
dell’apparato pubblico, passare alla riscrittura del Bilancio, sposando la
filosofia “dell’economia di prossimità” come uno dei possibili modelli di
sviluppo, tornare ad una politica di accrescimento del capitale materiale ed
immateriale ripianando il debito attraverso, finalmente, la valorizzazione
dell’ingente patrimonio regionale.
In ultimo, una proficua ed efficace azione di contrasto al fenomeno
dell’evasione fiscale e dell’illegalità.
Altra questione quella della vera riorganizzazione degli “Enti e delle Società
regionali”, argomento che va affrontato sia sotto l’aspetto della rivisitazione
del bilancio regionale, sia sotto l’aspetto della riorganizzazione
dell’Amministrazione regionale.
In particolare, le competenze di molti Enti regionali potrebbero essere
assorbite da Uffici degli Assessorati regionali di riferimento; in altri casi,
invece, gli Enti che hanno un’eccessiva parcellizzazione territoriale (vedasi ad
esempio i Consorzi di bonifica) potrebbero essere riuniti in poche strutture
che identificano grosse aree territoriali regionali.
Detta operazione comporterebbe quale immediata conseguenza la
diminuzione del peso finanziario a carico del bilancio direttamente
proporzionale al diminuire degli organi di governo e di controllo (presidenti,
consigli di amministrazione e collegi dei revisori) degli enti stessi.

29 Settembre 2012

Crocetta come Fava: nei loro programmi niente soluzioni per i forestali



Ricordiamolo che il PD è stato al Governo con l'attuale presidente Raffaele Lombardo.

(Rimaniamo in attesa di leggere i programmi degli altri aspiranti Presidenti anche se quello del M5S è stato già presentato).


Leggi cosa potevano fare e non hanno fatto le coalizioni che appoggiano Rosario Crocetta.








Anche l'UDC che oggi è a fianco di Rosario Crocetta (PD), è stato in questa legislatura parte integrante del Presidente Lombardo, ma non solo, nei governi passati è stato il Partito del Presidente e dell'Assessore al ramo, Totò Cuffaro.







Lascio a voi le giuste considerazioni.



 

INCENDI. IL PRESIDENTE DEL PARCO DELLE MADONIE IMPENSABILE CHE SIANO I FORESTALI



Buongiorno Regione Sicilia

Andato in onda il: 02/10/2012


Incendi. Il Presidente del Parco Delle Madonie Antonio Pizzuto: impensabile che siano i forestali


Gurda il video
 Spostare il cursore al minuto 00:20:15




Ringrazio Giuseppe Ilardi per la segnalazione.

SINDACATI: PIU' TUTELA AI FORESTALI







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Gradirei fare qualche correzione sulla notizia di ieri, di un collega gravemente ustionato. Si chiama Salvatore Monica ed è di Bolognetta, ha subito ustioni del secondo e terzo grado e sta aspettando di essere ancora operato perchè i danni sono permanenti. 

Ti facciamo i nostri più cari auguri per una pronta guarigione e al più presto vogliamo rivederti in forma.

Ringrazio il collega Emiliano Rini, per l'aggiornamento della notizia.

INCENDI SICILIA. LEGAMBIENTE SI COSTITUISCE PARTE CIVILE




Incendi in Sicilia. Legambiente si costituisce parte civile e chiede l’applicazione di pene accessorie esemplari

 
 
 
Dinnanzi alla gravità dl fenomeno degli incendi che in questi giorni sta distruggendo vastissime zone boscate ed aree agricole con enormi danni ambientali ed economici, Legambiente Sicilia ha dato mandato ai propri legali del Centro di Azione Giuridica di costituirsi parte civile in tutti i procedimenti che verranno avviati dalla magistratura.
In primo luogo – sostiene Legambiente Sicilia – vanno applicate pene severe ed esemplari nei confronti dei responsabili individuati. Nel caso di pastori ed agricoltori chiederemo anche l’applicazione di pene accessorie consistenti dalla decadenza da ogni beneficio finanziario e sostegno economico erogato dalla Regione o dall’Unione Europea.
Nei prossimi giorni Legambiente presenterà un dossier alla Commissione Europea ed all’OLAF-Servizio Antifrodi dell’UE per accertare se siano state applicate le sanzioni previste dai regolamenti comunitari nei confronti delle aziende agricole e forestali che usufruiscono del sostegno economico della PAC (Politica Agricole Comune) e del PSR (programma si Sviluppo Rurale), ma che non attuano le obbligatorie misure di prevenzione antincendio nei propri terreni.
Inoltre, Legambiente sta preparando un dossier sulle varie tipologie di incendi che stanno aggredendo il territorio siciliano. Incendi che hanno motivazioni e finalità diverse e che necessitano di risposte diversificate, rifuggendo da luoghi comuni e facili generalizzazioni.

02 Ottobre 2012

OGGI MICCICHE' INCONTRA I LAVORATORI FORESTALI


 

Oggi intanto a Enna arriva Miccichè; Granata convoca l'Udc per la campagna elettorale


Il Pd resta diviso ma il sostegno sarà per un solo candidato



E' Gianfranco Miccichè, candidato alla presidenza della Regione per Grande Sud, ad aprire la campagna elettorale in provincia di Enna. Miccichè sarà alle 18 presso la sala Cerere dove incontrerà i lavoratori forestali, che vivono quotidianamente una vita difficile ed incerta, quindi alle 20 l'apertura della campagna elettorale presso la sala congressi dell'Hotel Federico II con la presenza dei tre candidati Abbate, Campione e Lantieri.
Nelle file di Grande Sud si registra qualche piccolo nervosismo evidenziato dall'avvocato Giampiero Cortese. Oggi, invece, nel pomeriggio il segretario provinciale dell'Udc, Lorenzo Granata, ha convocato la direzione provinciale del partito, i segretari di sezione ed i tre candidati Aloi, Buscemi e Mancuso per programmare la campagna elettorale in tutta la provincia.
Si ammorbidisce la situazione in seno alle due anime del Partito democratico, qualche dichiarazione inappropriata sul candidato alla presidenza della Regione, è stata respinta, perché la componente Crisafulli con i candidati Alloro, Bonanno, Rabita confermeranno la loro adesione al candidato alla presidenza Rosario Crocetta, così come l'altra anima del Pd con i candidati Campanile, Galvagno e Notararigo, ovviamente, saranno accanto al candidato Rosario Crocetta.
La scelta di Angelo Ferrigno nella lista del Partito dei siciliani, ex Mpa, ha smorzato quelle che erano le proteste di persone che hanno dato parecchio al partito e non sono state prese in considerazione nella scelta dei candidati tanto è vero che c'è stata la protesta dei consiglieri provinciali Franco Catania e Giovanni Russo, che si sono auto sospesi dal partito per far capire che le situazioni più delicate dal punto di vista politico non devono partire dall'alto, ma deve essere discussi con la base, ma questo nell'Mpa non è mai avvenuto.
Sembra tranquilla la situazione nel Pdl dove tutto è stato fatto con una certo ordine e nel rispetto delle persone che a questo partito hanno dato molto anche nelle iniziative prese per il sociale.
L'uscente Edoardo Leanza, Graziella Lo Presti e Giuseppe Regalbuto hanno iniziato a pieno ritmo la loro campagna elettorale, sarà dura ma ce la metteranno tutto per ottenere dei buoni risultati.
Flavio Guzzone

01 Ottobre 2012



Notizie correlate:






CAPUTO: LA REGIONE DIA RISORSE AI FORESTALI





La Regione dia risorse ai forestali


Caputo: La Regione dia risorse ai forestali
"L'Assessore Aiello dica cosa intende fare per i Forestali siciliani, basta con gli annunci sui giornali, c'è bisogno di risorse per dare garanzie chiare e certe. Nonostante i continui proclami la Regione è caduta nel più totale silenzio lasciando i lavoratori senza nessuna notizia e sopratutto non sono state individuate le risorse necessarie".
A dichiaralo è Salvino Caputo parlamentare del Pdl all'Ars e Presidente la Commissione attività Produttive che ha chiesto all'Assessore alle politiche Agricole di indivuduare immediatamente le risorse finanziare per i forestali Siciliani.
"Ogni tanto - continua Caputo - leggiamo qualche dichiarazione dell'Assessore Aiello di rassicurazione, ma poi tutto rimane senza un risultato concreto. Lo invito - conclude Caputo - ad essere più preciso ed evitare di dare solo momentanee illusioni ".

30 Settembre 2012

INCENDI, APPRENDI (PD: TOLOMEO DEVE DIMETTERSI



Incendi in Sicilia/ Apprendi: “Tolomeo deve dimettersi”


Come volevasi dimostrare, il caldo di questi giorni è stato asfissiante, il vento di Scirocco non ha dato tregua, ma il fuoco che ha distrutto i boschi di mezza Sicilia – soprattutto in provincia di Palermo (Cefalù e le Madonie) e in provincia di Messina – non sono frutto di fenomeni di autocombustione, ma di piromani. Ovvero di gente che appicca il fuoco di fatto per distruggere l’ambiente. Quattro piromani sono stati arrestati tra Castel di Lucio e Montalbano, nel Messinese. Sono stati acchiappati dai Carabinieri.  
Soffermarsi sui nomi dei piromani conta poco. Si sa soltanto che, in genere, quando qualcuno di questi viene ‘beccato’, si giustifica dicendo che appicca il fuoco per creare nuovi pascoli.
Contro i piromani è difficile intervenire, ameno che non vengano presi in flagranza di reato. Cosa, questa, che avviene quando vengono effettuati i controlli e un’attenta attività di prevenzione. Eliminando le erbe secche del sottobosco è più difficile appiccare il fuoco. Ma se – come è avvenuto quest’anno – non si fa attività di prevenzione, le erbe secche rimangono nel sottobosco e non si effettuano controlli, i piromani fanno festa.   (foto sopra, tratta da italia.panorama.it) 
Sull’arresto dei piromani interviene Pino Apprendi, vice presidente della commissione Attività produttive dell’Ars e candidato del Pd alle prossime regionali nel collegio di Palermo. “L’arresto nelle scorse ore dei criminali piromani -dice Apprendi – che hanno distrutto ettari ed ettari di vegetazione nelle province di Palermo e Messina è una buona notizia, adesso attendiamo il verificarsi di un altro evento importante per salvaguardare la sicurezza dei siciliani, della flora e della fauna: le dimissioni del dirigente della Forestale siciliana”.
“È doveroso complimentarsi – conclude Apprendi -con i Carabinieri e gli uomini del Corpo forestale che in breve hanno assicurato alla giustizia questi terroristi e che, assieme ai vigili del fuoco, hanno evitato che la tragedia naturale provocasse anche vittime”.
Sugli incendi dei boschi siciliani interviene anche Antonio Marotta, segretario regionale di Rifondazione Comunista, candidato all’Ars nella lista della sinistra unita.“Stiamo assistendo, quasi inermi – dice Marotta – alla distruzione del patrimonio boschivo che la nostra Isola poteva vantare. Scene che si ripetono ogni anno nella più assoluta indifferenza della Regione siciliana, incapace di prevenire fenomeni di questo tipo”.
“La maggior parte degli incendi sono di origine dolosa – conclude Marotta – ma una seria politica dovrebbe, oltre che agire sul piano della repressione, porre in essere tutte le condizioni che possano limitare il fenomeno, a cominciare da un tempestivo, anticipato e razionale utilizzo delle tantissime unità forestali di cui la Sicilia dispone”.

30 Settembre 2012

01 ottobre 2012

I FORESTALI DELLA SICILIA NUOVAMENTE IN LUTTO




Forestale della Sicilia nuovamente in lutto













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Tragedia a Pietraperzia

Incendi, muore un forestale



Pietraperzia, tragedia nel rogo di ieri. Giuseppe Perri, un forestale che stava tentando di spegnere l'incendio, è morto soffocato dal fumo.

PIETRAPERZIA (ENNA)- Era al lavoro da circa un'ora, nel tentativo di spegnere un incendio, quando ha perso i sensi e si è accasciato per terra. Inutili i soccorsi per Giuseppe Perri, operaio della Forestale in forza al distaccamento di Pietraperzia, in provincia di Enna, morto mentre tentatva di domare le fiamme divampate nella riserva orientata della Valle dell'Imera meridionale, in provincia di Enna.

L'uomo faceva parte della Squadra antincendio boschivo (Sab) della Regione, intervenuta per fermare le fiamme che stavano divorando ettari di vegetazione. Il malore si è verificato intorno a mezzogiorno: i compagni di lavoro hanno visto Perri accasciarsi al suolo e lo hanno trasportato al presidio sanitario di Pietraperzia, ma i tentativi di rianimare l'uomo sono caduti nel vuoto. L'operaio, 55 anni, di Barrafranca, provincia di Enna, lascia moglie e due figli. Si tratta della seconda perdita umana quest'anno per il corpo Forestale della Regione: ad agosto, infatti, era morto un operaio di Castronovo di Sicilia.

01 Ottobre 2012






 Grave lutto nel mondo del "Precariato Forestale Siciliano", oggi un'altro collega è morto mentre spegneva un incendio, si chiamava Giuseppe Pirri, di Barrafranca. Alla famiglia esprimiamo un sincero e sentito cordoglio. A causa degli imbecilli oggi piangiamo un'altra vittima, che ha sconvolto oltre ai famigliari anche il comparto forestale. 
Ma come si fà ad essere così cretini? Ma vi rendete conto del danno che recate? Adesso costituitevi, è il minimo che potete fare.


 Ciao Eroe!

                          
                      





Addio in lacrime al forestale morto nell’Imera

Secondo l’autopsia a uccidere Perri sono state le esalazioni sprigionate dal fuoco


di GAETANO MILINO BARRAFRANCA. La chiesa Madonna delle Divina Grazia stracolma per i funerali di Giuseppe Perri, l’operaio Sab – Squadra Antincendio Boschiva – della Forestale morto domenica scorsa asfissiato dal fumo mentre tentava di spegnere uh incendio alla riserva Valle dell’Imera Meridionale, a poca distanza da Pietraperzia. Molte persone sono rimaste fuori al caldo asfissiante di un pomeriggio soleggiato di inizio ottobre.
Tra i presenti, il capo ispettorato forestale di Enna Antonino Manuele, il commissario superiore Antonio Moceri, il comandante del distaccamento Forestale di Pietraperzia ispettore superiore Filippo Emma e squadre Sab, compagni di lavoro di Perri. La bara, portata a spalla dagli operai Sab, è partita puntualmente dalla casa di Perri in via Ferreri Grazia, 62 (angolo via Marchese Barresi) ed è arrivata alle 16 in punto in chiesa.
Sul coperchio della cassa, un cuscino di roselline rosse ed altri fiori fucsia dei familiari. Presenti in chiesa anche gli avvocati della famiglia Perri: Salvatore e Giusy Nicoletti e Angelo Tambè oltre ad Edoardo Bartolotta, presidente di Italia Nostra di Caltanissetta, Ente Gestore della Riserva. La forestale ha fatto una corona di fiori e dei manifesti listati a lutto.
A celebrare la messa è stato il parroco don Salvatore Nicolosi. La cerimonia era “arricchita” dai canti del coro parrocchiale.
Don Nicolosi, all’omelia, ha detto: “Il nostro fratello Giuseppe ha terminato la sua vita nell’espletamento del suo lavoro, al servizio della società e questo gli fa onore. L’uomo che guadagna onestamente deve essere onorato”. A conclusione ha detto: La vita è fragile, dobbiamo viverla nel rispetto delle leggi e nell’amore verso Dio e il prossimo”. All’uscita dalla chiesa la sirena del mezzo antincendio ha fatto sentire la sua “voce”.
 06 Ottobre 2012



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Invece sempre in questi giorni, nel bosco di Ficuzza un'altro collega di Bolognetta è rimasto gravemente ustionato, ma fuori pericolo, a subito ustioni del secondo e terzo grado sta aspettando di essere ancora operato perchè i danni sono permanenti. 

Ti facciamo i nostri più cari auguri per una pronta guarigione e al più presto vogliamo rivederti in forma.



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Dopo tutte le parole in libertà pronunciate nelle scorse settimane sugli operai della Forestale,
forse qualcuno troverà il tempo e la voglia per riflettere sulle accuse ingiuste lanciate all’indirizzo di chi rischia la vita – e qualche volta la perde – per cercare di spegnere un incendio.  

(Silvia D'alia, in occasione del collega Francesco Pizzuyto morto il 4 agosto a Castronovo Di Sicilia). 
LinkSicilia






IL 2 OTTOBRE IL CANDIDATO PRESIDENTE MICCICHE' INCONTRA I FORESTALI





Il 2 ottobre a Enna il Candidato Presidente Ginafranco Miccichè incontra i forestali


Foto di hercole.it


La stabilizzazione dei lavoratori forestali sarà il tema del convegno-assemblea del prossimo 2 ottobre quando, nella Sala Cerere di Enna, il candidato alla presidenza della Regione Sicilia, Gianfranco Miccichè, incontrerà i forestali per capire quella che è la situazione attuale e sentire le ragioni dei lavoratori i quali manifesteranno la volontà di modificare la legge regionale 14/2006 per la stabilizzazione. All'incontro, organizzato dalla Confederazione autonoma sindacale del sud (Codires), interverranno il presidente della Confederazione Francesco Crocitti, il segretario regionale e coordinatore della Sicilia Orientale, Enrico Scozzarella, il segretario regionale aggiunto Nino Parlavecchio, i segretari provinciale di Siracusa-Ragusa, Giuseppe Sapienza, e di Messina, Pippo Ravidà.

30 Settembre 2012


La storia ci dice che bisogna stare molto attenti perchè siamo in campagna elettorale e per i candidati la posta è alta, ovviamente non riguarda solo Miccichè, ma tutti. Se a qualche amico può interessare questo incontro: io non mi tiro indietro. Ricordo le promesse dell'ex Assessore e attuale Deputato dell'Mpa On. Colianni di Enna, oggi candidato con Miccichè. Leggi cosa ci aveva fatto credere.


 Notizie correlate:

1) Il Candidato Presidente Gianfranco Miccichè incontra i forestali
2) Il Candidato Presidente Gianfranco Miccichè incontra i forestali (2)
3)  On. Paolo Colianni
4) On. Paolo Colianni(2)
5) On. Paolo Colianni (3)
6) On. Paolo Colianni (4)
7) On. Paolo Colianni (5)
8) On. Paolo Colianni (6)



1). Comunicato stampa assemblea forestale a Enna 2.10.2012
2). Impegno Politico dell'On. Miccichè con i forestali




FORESTALI DI RAGUSA: NON VOGLIAMO ESSERE PIU' PRECARI



Ragusa

Forestali in trincea
«Non vogliamo più
essere precari»



Raffaele Ragusa
Chiaramonte. Si è svolta, giovedì sera, presso la sala Leonardo Sciascia un'assemblea aperta degli Ibleidi, convocata dal presidente Giovanni Vivera, per discutere delle problematiche che ha colpito in questi mesi il comparto forestale. Al Consiglio degli Ibleidi erano presenti i sindaci delle città di Monterosso, Giarratana e il vicesindaco di Chiaramonte, oltre naturalmente tutti i consiglieri che compongono l'unione dell'Ibleide. Prima di iniziare i lavori è stato fatto un minuto di silenzio in ricordo del forestale Vittorio Curatolo, venuto a mancare in questi giorni dopo una lunga malattia. I forestali in questo incontro hanno chiesto agli amministratori di stargli vicini in questa battaglia che stanno portando avanti in questi anni e soprattutto di protestare insieme a loro nelle sede opportune.
"Noi chiediamo alla Regione la stabilizzazione, non vogliamo essere più precari - dice Lucio Divita rappresentante provinciale dello Snaf - noi abbiamo un contratto scaduto dal lontano 2000. Inoltre faccio un appello a tutti i forestali a partecipare in massa al sit-in di lunedì (oggi per chi legge) prossimo". Il presidente del Consiglio, Giovanni Vivera, è solidale con i lavoratori forestali, e chiede alla regione di stabilire un protocollo d'intesa tra l'azienda ed i tre comuni montani affinché i lavoratori possono essere impiegati nel verde pubblico del paese. Nella provincia di Ragusa lavorano alla Forestale 1800 persone, sia dell'azienda demanio foresta sia del corpo, di cui una metà provengono dai tre paesi montani che compongono l'Unione degli Ibleidi. "Noi come Amministrazione siamo solidali ai gravi problemi dei forestali - dice il vice sindaco Laura Turcis - Il nostro territorio è controllato giornalmente da voi che lo valorizzate. Siamo stati a Palermo per chiedere delle informazioni in merito e la segreteria regionale ci ha detto che l'ass. re regionale Aiello ha tutto l'intento di sistemare le cose". Anche i sindaci degli altri due comuni montani hanno preso a cuore questa problematica anche perché molti lavoratori della forestale provengono dai loro comuni. Ricordiamo, che il lavoro dei forestali è 24 ore su 24 con il controllo del territorio ed anche il recupero degli alberi con la piantumazione di pini e altri alberi.


30 Settembre 2012



I FORESTALI NON SARANNO LICENZIATI





SIRACUSA – I FORESTALI NON SARANNO LICENZIATI- ACCORDO IN PREFETTURA CON L’ASSESSORE TRIGILIO.



(CS)Siracusa, 30 settembre 2012L’impegno dell’assessorato Agricoltura e Foreste a garantire le giornate di legge per i lavoratori forestali e a cercare ulteriori somme per l’applicazione dell’accordo 2009 per lo scivolamento delle categorie. Questo l’esito dell’incontro tenuto ieri sera in Prefettura con l’assessore regionale all’agricoltura, Francesco Aiello, e quello ai Beni Culturali, Amleto Trigilio. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Paolo Zappulla, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò, insieme a quelli di Flai, Salvatore Alfo’, Fai, Giuseppe Linzitto, e Uila, Gianni Garfì, presenti i sindaci dei comuni interessati, hanno ribadito l’esigenza di rispettare gli accordi siglati a suo tempo e, nell’immediato, garantire il completamento delle giornate. Nel corso dell’incontro, la conferma che i lavoratori dell’antincendio, al completamento del contratto, non verranno licenziati ma sospesi in attesa di un rinnovo. Il sindacato ha rinnovato anche l’esigenza di reperire le somme necessarie all’impegno dei forestali dell’antincendio nell’ambito dei beni archeologici siciliani.


30 settembre 2012



Notizie correlate:

1) Assessore Aricò: dobbiamo trovare i fondi per far continuare l'antincendio
2) Sospesi e non licenziati in attesa della riunione della Giunta

30 settembre 2012

POLIZZI GENEROSA. DOMATE LE FIAMME MA E' ANCORA MASSIMA ALLERTA




DOMATE LE FIAMME MA E' ANCORA MASSIMA ALLERTA



DOMATE LE FIAMME MA E' ANCORA MASSIMA ALLERTA
Patrizio David e Angelo Pizzuto ringraziano vigili forestali e volontari per aver salvato le Madonie

In mattinata con l'intervento dei mezzi aerei il fuoco, che per l'intera notte ha divorato ettari di area protetta, è stato finalmente domato. Grazie allo straordinario impegno di vigili del fuoco, corpo forestale e volontari della protezione civile, sia il sentiero degli Abies nebrodensis che il prezioso vivaio di Piano Noci, nel territorio di Polizzi Generosa, sono stati miracolosamente sottratti alle fiamme, salvando così uno dei patrimoni ambientali più rari e preziosi d'Europa. Tirano un sospiro di sollievo il sindaco Patrizio David e il presidente del Parco delle Madonie Angelo Pizzuto ma rimane lo sconforto per la tragedia consumata in questi giorni. "Già da domani bisognerà fare i conti con i danni enormi che hanno subito le aziende agricole del territorio e i proprietari di abitazioni coinvolte dalla violenza delle fiamme - afferma il sindaco di Polizzi Generosa Patrizio David - voglio ringraziare tutti coloro che si sono spesi con coraggio per affrontare questo violentissimo incendio. Grazie al loro lavoro un pezzo importante della storia di Sicilia è salvo". Alle dichiarazioni del sindaco si associa il presidente del Parco Angelo Pizzuto "abbiamo trascorso giorni infernali, da San Mauro a Cefalù, da Pollina a Polizzi Generosa, il Parco delle Madonie ha subito danni senza precedenti. Tutte le autorità competenti a livello nazionale e regionale devono rendersi conto della tragedia che si è consumata in uno dei territori più belli d'Italia - afferma il presidente - il Parco sarà in prima linea per pretendere interventi urgenti ed adeguati per rimettere in piedi le Madonie. Mi associo ai ringraziamenti del sindaco di Polizzi - conclude Pizzuto - se da un lato bisogna scovare e buttare in galera i criminali che hanno devastato in questi giorni il nostro territorio, d'altro canto bisogna dare merito a centinaia di anonimi eroi che hanno rischiato la vita per vincere le fiamme". Il fronte degli incendi è adesso quasi completamente domato, non resta che un piccolo fronte nei dintorni di Tusa, ai confini dell'area protetta. Rimane però la massima allerta per l'eventuale ravvivarsi di qualche focolaio.

30 settembre 2012


MUSUMECI: TUTELEREMO I FORESTALI FINO ALL'ULTIMA UNITA'

Foto ilmoderatore.it 


REGIONALI. MUSUMECI A PALERMO
 
"Con Lombardo solo macerie
Mai più precari, solo concorsi"

Nello Musumeci al Politeama di Palermo condanna l'esperienza del governo Lombardo: "Gli ultimi anni di governo regionale sono stati devastanti. La maggioranza Lombardo - Bersani - Casini - Fini ha lasciato macerie".

PALERMO - Inizia dal teatro Politeama la “rivoluzione normale” di Nello Musumeci verso la presidenza della Regione Siciliana. Al suo cospetto, gli stati generali dei partiti che hanno deciso di appoggiare l’ex europarlamentare catanese, presentato, per l’occasione, da Angelino Alfano. “Siamo tutti uniti – dice il segretario nazionale del Pdl – per Nello Musumeci, perché da qui inizia il riscatto del centrodestra siciliano, da cui sono fuori quelli che hanno tradito gli uomini della loro vita, quelli che hanno tradito il popolo siciliano, quelli che hanno tradito i valori, sono fuori quelli che hanno formato il terzo polo”.

Salito sul palco il candidato de La destra, Pdl e Cantiere Popolare parla per oltre un’ora di programmi, senza mai soffermarsi sugli avversari nella corsa alla presidenza riservando le critiche, forti, al solo operato del al governo Lombardo. “Gli ultimi tre anni di maggioranza Lombardo –Bersani –Fini- Casini – dice Musumeci – sono stati devastanti. Si è dato spazio al più spregiudicato dei sistemi clientelari ed alla logica della lottizzazione del potere. Tutto ciò è senza precedenti”.

“Governare la Sicilia sarà una sfida impegnativa – continua il candidato del centrodestra – per cui sarà necessario anzitutto un cambio di mentalità. Da domani, vi assicuro, non ci deve essere mai più un precario, riaffermeremo il principio secondo cui nella pubblica amministrazione si entra solo tramite concorso e tuteliamo i precari esistenti, come i forestali, fino all’ultima unità. Agiamo in favore delle imprese partendo proprio dai pagamenti da parte degli enti pubblici. Non è possibile che le peggiori nemiche delle aziende siano le amministrazioni che devono sostenerli”. Musumeci pensa anche ad agricoltura, formazione e turismo, con una dedica particolare alle isole minori che “devono diventare patrimonio della nostra azione quotidiana di governo ed avranno un assessorato a loro esclusivamente dedicato”.

“Vorrei essere ricordato – conclude Musumeci – non come l’ultimo di una serie di presidenti di un’era disgraziata, ma come il primo presidente di una stagione felice”.



29 Settembre 2012



On. Musumeci prendiamo atto di queste affermazioni anche se siamo in campagna elettorale, non so, ma da Deputato Europeo poteva fare qualcosa? Ma lei lo sa che chi lo appoggia oggi non ha voluto sistemare il comparto dei lavoratori forestali? Tante volte ho criticato questo ed altri Governi e, lo continuerò a fare fino a quando non raggiungerò l'obiettivo prefissato della stabilizzazione. Eppure in questa legislatura abbiamo sempre fatto qualche giorno di lavoro in più rispetto ai governi precedenti,  ma non basta, e non abbiamo nessuna intenzione di mollare la presa. Questo blog è in attesa  di ricevere un Suo cortese e gentile riscontro, sarebbe veramente cosa gradita (come coloro che ancora non hanno risposto). Poi faccia come crede.

 Notizie che possono interessare:

L’impegno di Musumeci: “I forestali come risorsa”

 


GIANSIRACUSA: UN GRAVEW DANNO IL POSSIBILE TAGLIO DEI LAVORATORI FORESTALI


Siracusa

Ferla e il «taglio» dei precari
La proposta di Giansiracusa


Ferla. r. r.) «Un grave problema il possibile taglio di 20 precari o dei lavoratori FORESTALI». Lo afferma il sindaco, Michelangelo Giansiracusa, il giorno dopo l'ipotesi ventilata dal governo d'intervenire con la scure su queste categorie. Giansiracusa ammette che in passato il clientelismo ha portato a questi squilibri. «Bisognava pensarci prima perché adesso sarebbe una vera e propria emergenza sociale». I precari, FORESTALI o dell'ente, sono una risorsa e la ricaduta sul territorio sarebbe terribile: «È facile dire che sia uno spreco ma è difficile rimodulare la vita ai nuclei familiari, a persone non in grado di rimettersi in gioco. È stata una forma di assistenzialismo - continua - ma bisognava pensarci prima. La mia idea è una gradualità nell'intervento. Stabilizzazione o meno, tutto va condotto con la massima accortezza. Non dimentichiamo che il posto fisso non esiste più: quello statale è ormai un sogno. Però una prospettiva di sopravvivenza a persone dai 40 ai 65 anni la si deve dare». I precari del comune garantiscono dei servizi essenziali, raccolta ecologica, ufficio turistico, personale e vigili urbani.

29 Settembre 2012

NUOVO INCENDIO A POLIZZI. SI RISCHIA LA CATASTROFE AMBIENTALE




NUOVO INCENDIO A POLIZZI. SI RISCHIA LA CATASTROFE AMBIENTALE

 

NUOVO INCENDIO A POLIZZI. SI RISCHIA LA CATASTROFE AMBIENTALE 
Questa volta le fimme sono arrivate al cuore dell'area protetta. Il Parco naturale delle Madonie rischia di vedere andare in fumo posti unici al mondo come il Vallone Madonna degli Angeli e la Faggeta delle Madonie, la più a sud d'Europa. Minacciati dalle fiamme anche i preziosissimi Abies nebrodensis, endemismo del Parco delle Madonie che ne custodisce gli utlimi 30 esemplari al mondo. Disperato l'appello del Presidente Angelo Pizzuto (nella foto accanto). "Bisogna convogliare mediatamente tutti i mezzi terrestri nel luogo dell'incendio - afferma Pizzuto - purtroppo le fiamme sono partite nel tardo pomeriggio ed il calar della sera impedisce di intervenire con l'ausilio dei mezzi aerei. Si deve fare presto, ad ogni minuto che passa il fuoco può cancellare millenni di storia, portando via per sempre un patrimonio inestimabile. Se non si interviene in tempo questa volta si rischia davvero una catastrofe ambientale"



29 Settembre 2012

GLI INCENDI STANNO DEVASTANDO IL PATRIMONIO NATURALE E BOSCHIVO DELLA MADONIE





Alessandro Aricò
 
Abbiamo mobilitato tutti gli uomini e mezzi disponibili per arginare gli incendi che stanno in questo momento devastando il nostro immenso patrimonio naturale e boschivo delle Madonie e dei Nebrodi. Purtroppo le condizioni climatiche non ci aiutano, il forte vento che in molte zone supera la velocita' di 40 nodi non consente le operazioni degli elicotteri antincendio che in alcuni casi sono dovuti rientrare. Abbiamo ricevuto l'assistenza del Centro Operativo nazionale che ha deviato in Sicilia ben otto mezzi aerei come Canadair e Fireboss per contrastare in maniera piu' efficace l'avanzata delle fiamme. Certamente questo finale di stagione estiva e' molto pesante e registra un altissimo tasso di piromania che per il futuro deve essere contrastata con durezza. Il Corpo Forestale della Regione Siciliana, al quale va il mio ringraziamento, ha finora arrestato sette piromani colti in flagrante, una sorta di record negativo perche' mai finora si erano raggiunti questi livelli. La Regione Siciliana si costituira' parte civile in tutti i casi di piromania chiedendo pene asprissime per i colpevoli che prevedano il blocco dei beni e lunghi periodi di detenzione. Faccio appello a tutte le forze disponibili, dal Corpo Forestale, ai Vigili del Fuoco e Protezione Civile, per un grande sforzo che ci consenta di salvare non solo l'immenso patrimonio naturale siciliano ma anche le vite umane dei nostri operai antincendio e delle popolazioni dei Nebrodi e delle Madonie che in queste ore sono in situazione di gravissimo rischio a causa dell'incedere delle fiamme.
Facebook. 29 Settembre 2012



NICOLOSI. LAVORATORI ANTINCENDIO: NON ANDREMO A VOTARE PER PROTESTA


«Non andremo a votare per protesta» Nicolosi.

forestali senza stipendi e con un futuro incerto: «Restituiremo le schede elettorali»

La speranza è che si sia ancora in tempo per effettuare i lavori ed eliminare il disagio dei doppi turni a numerosi studenti






Si allarga a macchia d'olio la protesta degli operai forestali del servizio antincendio boschivo che a pochi giorni dalla scadenza ufficiale del servizio, il 15 ottobre prossimo, vedono crescere le incertezze sul loro futuro lavorativo. Lunghe battaglie e proteste sempre più veementi hanno consentito loro, già a settembre inoltrato, di ricevere una parte degli stipendi relativi ai mesi di giugno e luglio. Adesso che si avvicina il termine di scadenza del periodo in cui si svolge il servizio, oltre a manifestare tutte le loro difficoltà economiche legate al mancato pagamento delle mensilità ancora dovute, chiedono con forza che la politica si occupi della loro situazione di precariato storico. Ma, essendo vigilia elettorale, la protesta sfocia nella forma più radicale di sfiducia verso le istituzioni: consegnare al Prefetto le schede elettorali e le lettere di disdetta dalle organizzazioni sindacali di cui fanno parte.
«Politica e sindacati ci hanno abbandonato - afferma con forza Alfio Sambataro, uno dei 62 operai del cantiere di Nicolosi - nessuna risposta da Palermo sulla possibilità di continuare a lavorare almeno per il raggiungimento delle 151 giornate, nessuna notizia sul pagamento degli stipendi di agosto e settembre».
«Già da lunedì - continua - molti di noi, che hanno raggiunto le 101 giornate lavorative, rimarranno a casa, tutto ciò nell'indifferenza dei politici e dei sindacati che ci lasciano all'oscuro delle trattative che si svolgono sulla nostra pelle ma senza il nostro consenso».
Ieri al cantiere dei Monti Rossi di Nicolosi, dove gli operai hanno raccolto tutte le schede elettorali, da consegnare in Prefettura, si sono presentati anche tanti familiari e cittadini comuni per dimostrare, con un gesto di solidarietà concreta, che questa protesta coinvolge tutta la società civile piegata. «Nessuno di noi, nè i nostri familiari, andrà a votare quest'anno - annunciano compatti gli operai - e siamo pronti anche a gesti di protesta estremi se vedremo che non sarà possibile confermare almeno le giornate lavorative del 2011 e se non verranno sbloccati dalla Regione gli stipendi di agosto».
Ma è soprattutto il "dopo" che mette paura, ancora un anno di attesa, ancora un lavoro precario, nonostante all'interno del Parco dell'Etna tutte le aree boscate necessitino costantemente di vigilanza e di salvaguardia. In questo clima gli operai chiedono risposte ad interlocutori che sembrano sempre più lontani.
Marisa Mazzaglia

29 Settembre 2012



IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI ENNA DI MATTIA: I PRIMI 90 GIORNI DI GOVERNO SARANNO DEDICATI AI FORESTALI


È stata una composizione delle liste molto travagliata in provincia di Enna dove non sono mancate le sorprese come nel caso del Pid-Cantiere Popolare che dopo aver lavorato in silenzio ha candidato Armando Donzì, Antonino Proto ed Elvira Farruggia


È stata una composizione delle liste molto travagliata in provincia di Enna dove non sono mancate le sorprese come nel caso del Pid-Cantiere Popolare che dopo aver lavorato in silenzio ha candidato Armando Donzì, Antonino Proto ed Elvira Farruggia.
Un colpo ad effetto quello del Pid provinciale orfano però di Luisa Lantieri migrata nella lista di Grande Sud e commentato così dal vice presidente del consiglio comunale di Enna, Salvo Di Mattia (nella foto di vivienna.it),
e probabile prossimo commissario provinciale da quel che filtra da ambienti vicini al leader Saverio Romano.
"Faccio un augurio all'amica Lantieri, di cui posso condividere la motivazione della sua scelta per quanto mi ha detto personalmente" ha esordito Di Mattia che si sofferma sul caso: "Oggi non la vedo vicina a quel progetto del partito popolare europeo, gli auguro però il giusto riconoscimento, ma - chiarisce senza rancori Di Mattia - non c'era dubbio che il Pid avrebbe presentato una lista propria".
Una terna che per Di Mattia poteva anche avere altri nomi: "Mi sarei augurato una bella lista con lei, Pino Abbate e Proto tutti nel Pid" ammette l'esponente politico, ma che conclusa la fase di programmazione della lista si butta anima e corpo alla campagna elettorale: "La nostra lista contribuirà con tutte le forze a far eleggere un proprio candidato all'Ars e a dare un contributo a Musumeci di cui saremo i primi sostenitori con le altre forze politiche", fermo restando, sostiene Di Mattia, "che i problemi della Sicilia non sono di facile soluzione. Noi abbiamo la ricetta e non la sveleremo subito" dice con toni perentori Di Mattia mettendo poi in evidenza il decreto ingiuntivo ricevuto dalla Regione - "dovuto dal governo Lombardo e da una certa sinistra".
"Sono sicuro che entro i 500 giorni dichiarati da Musumeci ad Enna, i primi novanta saranno dedicati ai precari, ai forestali e al mondo della scuola".
Da sempre molto attento ai precari, Di Mattia ha anche annunciato l'intenzione di voler organizzare ad Enna un incontro tra i candidati presidenti per trattare la tematica del precariato; un'idea concreta che vuole trasformare in realtà.
William Savoca

29 Settembre 2012


Se lo dite voi c'è veramente da crederci. Tutti in questi anni hanno avuto la bacchetta magica, specialmenmte quelli dell'opposizione, poi quando si ritrovono in maggioranza, la bacchetta non funziona più, sarà lo stesso con voi. Scommetto un caffè. Non dimentichiamo che avete Governato con l'ex Cuffaro e poi avete formato il PID dopo la scissione dell'UDC. E' un peccato che il candidato Presidente Musumeci ancora non risponde in questo blog, forse ci vuole snobbare? Se è vero che nei primi 500 giorni si occuperà dei forestali,  cosa aspetta a rispondere? Penso che avrà tutto da guadagnare, questo spazio è riservato a tutti, specialmente a coloro che realmente vogliono mantenere le promesse, ma se poi non vengono mantenute...... Sarà forse per questo il motivo per cui non vuole rispondere?
Volete organizzare un'incontro con tutti i candidati presidenti? Allora non pentitevi, fatelo al più presto.