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26 novembre 2020
RITENUTE SU BUSTE PAGA FORESTALI, IRA SINDACATI CONTRO LA REGIONE. IL BLOG: GLI ON.LI FIGUCCIA E LO GIUDICE AVEVANO DETTO CHE ERANO PAZZI A CHIEDERE 1500 EURO AD OGNI LAVORATORE FORESTALE ED ERANO ANCHE PRONTI A FARE LE BARRICATE
Dal sito qds.it
26 Novembre 2020
PALERMO – Ritenute di 50 euro nelle buste paga dei forestali siciliani ed è subito protesta, con i sindacati di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che parlano di “sconcertante e incomprensibile accanimento verso una delle categorie più deboli della nostra regione”. Il prelievo dalle buste paga di ottobre dei forestali è stato disposto dal Dipartimento regionale dello sviluppo rurale quale “recupero forzoso” di arretrati contrattuali ritenuti non dovuti.
Anche se un ddl già varato dalla III commissione dell’Ars ma non ancora legge, frutto di incontri e trattative, dispone la sospensione del prelievo rimandando la materia al prossimo rinnovo del contratto integrativo regionale.
“Si mettono le mani nelle tasche dei lavoratori- scrivono i segretari regionali Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino – si tolgono soldi ai forestali che non solo percepiscono stipendi bassi da operai, ma anche con mesi e mesi di ritardo”.
Per i sindacati “si tratta di somme dovute dal contratto nazionale di lavoro che la Regione non applicava, recepito con accordo sindacale del 2009, successiva delibera di giunta e con la legge Finanziaria. Se nei vari passaggi qualcosa non è stata fatta o non è stata perfezionata – sottolineano Manca, Russo e Marino- la responsabilità è dei dipartimenti regionali e degli ultimi due governi”
Fai, Flai e Uila ricordano che “dopo un percorso che ha visto un ricorso sindacale presso il tribunale, che deve ancora pronunciarsi e diversi incontri tra le parti, il governo ha attivato il percorso legislativo per rinviare la problematica al prossimo rinnovo del contratto integrativo regionale”.
“Siamo dunque sconcertati – concludono- dal fatto che si stia procedendo con un prelievo che è ingiusto e vergognoso e oltre tutto in un momento di estrema difficoltà per tutti i lavoratori”.
Fonte: qds.it
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25 novembre 2020
LEGGE BILANCIO 2021, ROTA: "SERVONO ALTRI INTERVENTI PER LAVORATORI AGRICOLI E CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO"
Dal sito www.faicisl.it
25 Novembre 2020
Il segretario generale Onofrio Rota in audizione alla Camera sulla Legge di Bilancio 2021-2023: “Bene proroga Cisoa, ora estenderla anche alla pesca"
“La proroga al 30 giugno della Cisoa, Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli, prevista nella Legge di Bilancio, è un passo in avanti significativo, è una delle richieste che avevamo avanzato per colmare le lacune dei ‘decreti ristori’. Ora chiediamo di estenderla anche nel settore della Pesca: basterebbero 30 milioni l’anno, i tempi sono maturi per riconoscere finalmente un ammortizzatore strutturale anche per i pescatori e dare ai lavoratori la dignità che meritano”.
Lo ha detto il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, intervenendo oggi in audizione alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati sul disegno di legge di bilancio 2021.
“Abbiamo sentito dire più volte, da più parti – ha detto il sindacalista – che l’agricoltura non sta pagando la crisi al pari di altri settori, ma questo è vero solo in parte. Anche per questo l’indennità di mille euro, concepita nel decreto ristori, deve ricomprendere esplicitamente i lavoratori agricoli, è una questione di equità. Tra l’altro, la scadenza per farne richiesta è il 30 novembre, ed è diventata una specie di click day in cui le persone devono rincorrere i propri diritti, motivo per cui la scadenza va prorogata di almeno un mese”.
Tra le altre richieste avanzate dalla Federazione agroalimentare e ambientale della Cisl: l’equiparazione delle giornate di malattia e quarantena per Covid19 alle giornate di lavoro, ai fini del calcolo della disoccupazione agricola; il riconoscimento ai lavoratori agricoli delle stesse giornate lavorate nel 2019, per maturare le giornate sufficienti ad accedere agli ammortizzatori; la riforma del meccanismo di tutela dei lavoratori in caso di calamità naturali; la copertura dei dipendenti delle Cooperative ex legge 240/1984, che “avevano le tutele previste con le regole del settore industriale, mentre oggi hanno perso l’accesso alla Naspi e i vari ammortizzatori utilizzabili nella gestione delle crisi aziendali”; più risorse per realizzare in modo efficace il nuovo Sistema di Accoglienza e Integrazione, previsto dal superamento dei decreti Salvini; più risorse per la messa in sicurezza del territorio da connettere ai ruoli dei Consorzi di Bonifica e dei lavoratori idraulico forestali. Sempre parlando di dissesto idrogeologico, Rota ha denunciato il taglio delle risorse finanziarie per il settore forestale calabrese di 40 milioni, avvenuto nella Legge finanziaria dello scorso anno, chiedendone immediato ripristino.
Fonte: www.faicisl.it
REGIONE. LA PROMESSA DI MUSUMECI: "LA LEGGE FINANZIARIA SARÀ SOBRIA E SNELLA, EVITARE ESERCIZIO PROVVISORIO"
25 Novembre 2020
"Il Dipartimento lavora da diverse settimane alla legge di bilancio e di stabilità, che non può che essere coerente col contesto. Immaginiamo una legge sobria e snella. Il calendario è fortemente legato alla decisione della parifica del rendiconto da parte della Corte dei Conti: decisione che non sappiamo quando arriverà, per una serie di ragioni". Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, rispondendo ai cronisti in video conferenza.
"Appena arriverà la parifica avremo lo strumento contabile pronto per trasferirlo all’Ars", ha aggiunto. Alla domanda sull'eventuale ricorso all’esercizio provvisorio considerando i tempi, il governatore ha risposto: "Se sarà necessario ricorrere per qualche settimana al provvisorio mi sembra prematuro dirlo, il nostro obiettivo è evitarlo".
"Se la parifica arriverà i primi giorni di dicembre ce la dovremmo fare - ha concluso - Altrimenti per qualche settimana si ricorrerà all’esercizio provvisorio, per poi approvare la legge di stabilità entro gennaio".
© Riproduzione riservata
Fonte: gds.it
FORESTALI: PRELIEVO FORZOSO DI 50 EURO NELLE BUSTE PAGA DI OTTOBRE. “INGIUSTO E VERGOGNOSO, ANCHE PERCHÉ UN DDL IN ATTESA DI APPROVAZIONE RISOLVE LA QUESTIONE”
Dalla pagina Facebook
Cgil Sicilia
Palermo, 25 nov- Ritenute di 50 euro nelle buste paga dei forestali siciliani ed è subito protesta, con i sindacati di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che parlano di “sconcertante e incomprensibile accanimento verso una delle categorie più deboli della nostra regione”. Il prelievo dalle buste paga di ottobre dei forestali,è stato disposto dal Dipartimento regionale dello sviluppo rurale quale “recupero forzoso” di arretrati contrattuali ritenuti non dovuti. Anche se un ddl già varato dalla III commissione dell’Ars ma non ancora legge , frutto di incontri e trattative, dispone la sospensione del prelievo rimandando la materia al prossimo rinnovo del contratto integrativo regionale.” Si mettono le mani nelle tasche dei lavoratori- scrivono i segretari regionali Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino- si tolgono soldi ai forestali che non solo percepiscono stipendi bassi da operai, ma anche con mesi e mesi di ritardo”. Per i sindacati “si tratta di somme dovute dal contratto nazionale di lavoro che la Regione non applicava, recepito con accordo sindacale del 2009, successiva delibera di giunta e con la legge Finanziaria. Se nei vari passaggi qualcosa non è stata fatta o non è stata perfezionata – sottolineano Manca, Russo e Marino- la responsabilità è dei dipartimenti regionali e degli ultimi due governi”. Fai, Flai e Uila ricordano che dopo un percorso che ha visto un ricorso sindacale presso il tribunale, che deve ancora pronunciarsi e diversi incontri tra le parti, il governo ha attivato il percorso legislativo per rinviare la problematica al prossimo rinnovo del contratto integrativo regionale. Siamo dunque sconcertati – concludono- dal fatto che si stia procedendo con un prelievo- concludono- che è ingiusto e vergognoso e oltre tutto in un momento di estrema difficoltà per tutti i lavoratori”.
SICILIA, NUOVE ASSUNZIONI NEL CORPO FORESTALE ARS: INCARDINATO DDL CONCORSO ALL’ARS
Dal sito comunicalo.it
24 Novembre 2020
E’ stato incardinato all’Ars, durante la seduta di oggi, il ddl relativo alla copertura per un concorso per il Corpo Forestale della Regione Siciliana. “Grazie ai risparmi legati ai pensionamenti fra i capitoli di bilancio del Corpo Forestale – ha detto a margine della seduta l’assessore al Territorio, Toto Cordaro – abbiano reperito altri cinque milioni di euro che permetteranno di aumentare da 46 fino a circa 150 i posti disponibili per le nuove unita’ a concorso”. La prossima seduta dell’Ars si terra’ domani alle 16, all’ordine del giorno la discussione della mozione di censura presentata nei confronti dell’assessore alla Salute Ruggero Razza. (ANSA)
Fonte: comunicalo.it
FORESTE E LOTTA ALLA CRISI CLIMATICA. IL DECALOGO DI LEGAMBIENTE SULLA BIODIVERSITÀ E IL PATRIMONIO FORESTALE
Dal sito www.legambiente.it
19 NOVEMBRE 2020
La Bioeconomia delle Foreste: Conservare, ricostruire, rigenerare. Terzo Forum nazionale sulla gestione forestale sostenibile.
Valorizzazione della natura e delle foreste nelle politiche per il clima e gestione forestale sostenibile siano il quarto pilastro del Recovery Plan Italiano. Ecco il decalogo sulla biodiversità e sul patrimonio forestale per non perdere questa sfida cruciale.
Legambiente: “Le foreste preziosi alleati nella lotta alla crisi climatica e principale infrastruttura verde del Paese. Si investano bene le risorse che arriveranno dall’Europa per tradurre in realtà la rivoluzione verde nella Penisola, si approvi al più presto la Strategia Forestale Nazionale e si promuova un piano nazionale di messa a dimora di alberi che privilegi le aree urbane”.
Nel pomeriggio i vincitori del Premio Comunità Forestali Sostenibili.
Diretta streaming sulle pagine Fb Legambiente, La Nuova Ecologia e Legambiente Natura.
Valorizzare il contributo della natura e delle foreste nelle politiche per il clima, puntare sulla tutela della biodiversità e promuovere la gestione forestale sostenibile per garantire l’erogazione di tutti i servizi ecosistemici, rafforzare le filiere forestali sostenibili e le produzioni locali, frenare l’abbandono della montagna, prevenire il degrado ed i rischi per il territorio, rendere le città più verdi e resilienti al cambiamento climatico. Sono questi per Legambiente i temi centrali che possono fornire un impulso alla bioeconomia circolare e alla tutela degli ecosistemi forestali e che rappresentano per l’associazione ambientalista il quarto pilastro del Recovery Plan Italiano a cui il Governo Italiano deve lavorare, tenendo conto delle sfide legate al 2020, anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi decennali sulla conservazione della Natura, e che una parte delle risorse stanziate dall’Europa con il NextGenerationEU e destinati all’azione per il clima devono essere investiti proprio in soluzioni basate sulla natura volte a promuovere la biodiversità e gli ecosistemi. Per questo l’associazione ambientalista lancia oggi un decalogo di dieci punti sul patrimonio forestale italiano che prevede tra le azioni chiave quella di avere ecosistemi sani e foreste resilienti per frenare gli effetti del climate change, creare nuove aree protette che, in coerenza con la Strategia Europea per la Biodiversità, devono crescere fino al 30% entro il 2030, realizzare una rete nazionale delle foreste vetuste e primarie e i Santuari della biodiversità, prevenire e ridurre i rischi naturali per le foreste.
Proposte e temi al centro del III Forum La Bieconomia delle Foreste. Conservare – Ricostruire- Rigenerare organizzato oggi da Legambiente, attraverso un talk on line in diretta streaming per tutta la giornata sulle pagine fb di Legambiente, La Nuova Ecologia, Legambiente Natura e sui rispettivi siti, e che vedrà confrontarsi esperti del settore, delle aree protette, stakeholders e i rappresentanti istituzionali e politici a partire dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa anche per fare il punto sulla Strategia forestale nazionale in fase di definizione e prevista dal Testo unico sulle filiere forestali. Su questa Legambiente chiede che si arrivi al più presto alla sua approvazione e che a livello europeo venga definita una politica comunitaria forestale analoga a quella che si è sviluppata in ambito agricolo. A tal riguardo l’associazione ambientalista ricorda che il 43% della superficie dell’UE (182 milioni di ettari) è costituito da foreste o altri terreni boschivi, di cui 134 milioni di ettari sono disponibili per l’approvvigionamento di legname. Inoltre dal 1990 al 2015, la copertura forestale è aumentata di un’area pari alla superficie della Grecia, grazie ai programmi di imboschimento e riforestazione e alla ricrescita naturale. Il Forum sarà anche l’occasione per raccontare le migliori pratiche per conservare e tutelare gli ecosistemi forestali, per parlare di foreste urbane per città più resilienti al cambio climatico e per premiare nel pomeriggio i vincitori del Premio Comunità Forestali Sostenibili 2020 promosso dall’associazione ambientalista e da PEFC Italia e che valorizza attività e iniziative che mantengono e migliorano la qualità delle foreste, del territorio montano e dei servizi che esse garantiscono.
“La crisi climatica, le esigenze di decarbonizzazione dell’economia, e la necessità di sostenere uno sviluppo più sostenibile, in cui assume un ruolo importante la tutela della natura, – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – sono le sfide del prossimo decennio a cui anche il settore forestale è chiamato a dare un contributo. Sfide che richiamano gli impegni che il nostro Paese ha sottoscritto per frenare gli effetti negativi della crisi climatica sulla tutela degli ecosistemi naturali e per garantire il benessere dei cittadini. Spetta ai singoli Stati membri agire e al nostro Paese inserire nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che dovrà predisporre nei primi mesi del 2021, gli obiettivi previsti dalla Strategia sulla biodiversità per il 2030 in coerenza con la transizione ecologica e sociale delle economie europee richiesta dal Next Generation EU. Una transizione ecologica ed un modello di sviluppo economico basato sulla conservazione della biodiversità e su soluzioni naturali che la Commissione propone agli Stati membri richiedendo che nei singoli Piani nazionali di ripresa e resilienza sia contenuta un’azione climatica ambiziosa a cui destinare almeno il 37% delle risorse complessive e finanziare misure di protezione della biodiversità sanciti a livello europeo e globale. Non perdiamo dunque questa preziosa occasione per rilanciare la nostra economia orientandola verso obiettivi di sostenibilità traducendo in realtà la rivoluzione verde nel nostro Paese”.
Per l’associazione ambientalista conservare la biodiversità è dunque una delle prime condizioni per aiutare a ridurre le emissioni di gas serra e a rendere gli ecosistemi più resilienti e capaci di proteggersi da soli. Ma è anche una grande opportunità di investimento e di creazione di nuovi lavori per una economia verde, se pensiamo che solo in Europa circa il 17% dei posti di lavoro attuali è più o meno direttamente collegato alle risorse ecosistemiche e quindi alla loro efficienza biologica.
Per questo la stessa Unione Europea ha più volte ricordato l’importanza di mantenere gli ecosistemi sani e funzionali affinché possano garantire, tra gli altri, l’equilibrio climatico o l’impollinazione. Per raggiungere i livelli di mitigazione necessari entro il 2030 è essenziale ripristinare le foreste, i suoli e le zone umide e creare spazi verdi nelle città, un concetto alla base anche della Strategia europea per la biodiversità al 2030 in cui si definiscono nuove modalità per attuare con maggior efficacia la normativa già in vigore, ma anche nuovi impegni, misure e obiettivi per frenare la perdita di biodiversità. E una delle chiavi per farlo, sottolinea Legambiente, si chiama gestione forestale sostenibile e responsabile che garantisce la conservazione della biodiversità e l’erogazione dei servizi ecosistemici per mantenere a lungo il valore ambientale, economico, sociale e culturale delle foreste.
“Le foreste – aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità Legambiente – sono preziosi alleati per contrastare la crisi climatici e offrono alla collettività servizi ecosistemici di valore straordinario e la filiera italiana della trasformazione è già leader nel mondo per qualità dei manufatti e originalità del design, rappresentando un settore che ha ben compreso le necessità di uno sviluppo nel segno della sostenibilità e della tracciabilità, in grado di contemperare le esigenze di conservazione con quelle di valorizzazione. Ma, alla luce delle sfide in atto e dei ritardi accumulati nel nostro Paese dove negli ultimi 50 anni è mancata una visione strategica finalizzata a migliorare il paesaggio e la qualità del bosco, crediamo opportuno che il settore forestale italiano debba imboccare la strada della gestione forestale sostenibile e responsabile senza perdere altro tempo approvando al più presto la Strategia Forestale Nazionale. Per questo vanno ripensati pianificazione, soprattutto nelle aree naturalistiche e di pregio, criteri di tutela in un’ottica multifunzionale e utilizzo dei prodotti forestali a cascata soprattutto per la filiera legno-energia. Si deve, inoltre, puntare a valorizzare e riconoscere economicamente l’impegno degli operatori e delle comunità locali che con le loro attività garantiscono una buona gestione delle foreste e l’erogazione dei servizi ecosistemici”.
Dati su foreste e proposte: I boschi sono la più importante infrastruttura verde del Paese. Coprono il 36,4 % della superficie nazionale (circa 10,9 milioni di ettari) e per il 27,5% sono sottoposte a vincolo naturalistico, ospitano importanti specie di piante e animali, come alcuni grandi predatori a rischio di estinzione, e svolgono funzioni e servizi indispensabili alla vita dell’uomo. La superficie forestale nazionale è in costante aumento da decenni: è passata dal 12% circa alla fine del 19° secolo al 36,4% attuale. L’Italia importa l’80% del fabbisogno di prodotti legnosi. Il legname consumato (tondo e semilavorato) proviene per oltre il 65% dall’estero e principalmente da Austria, Francia, Svizzera e Germania. Nonostante ciò la filiera produttiva italiana legata alla risorsa legno – connessa sia con le foreste di origine naturale che con le produzioni legnose fuori foresta – rappresenta un’importante realtà produttiva e occupazionale per il Paese e presenta ampie possibilità di crescita e sviluppo. Il settore e le filiere forestali generano l’1,6% del Pil e oltre 300mila occupati nel settore legno arredo, carta e packaging. Inoltre l’Italia è il più importante produttore ed esportatore di mobili ed ha una grande e consolidata capacità produttiva nel settore cartario e del packaging.[1] Per questo Legambiente nel suo decalogo propone anche di costituire un Cluster Legno nazionale per sostenere le filiere locali e il made in Italy, di aumentare l’uso del legno nei processi produttivi e uso a cascata ai fini energetici, di sostenere la bioeconomia circolare e finanziare la biodiversità e le infrastrutture verdi, di garantire la diffusione della pianificazione e della certificazione forestale e di contrastare il commercio illegale del legno e dei prodotti di origine forestale.
Infine l’associazione ambientalista chiede di creare più foreste urbane per rigenerare le città, combattere la crisi climatica e raggiungere gli obiettivi sul clima fissati con l’Accordo di Parigi. Le foreste hanno un ruolo importante nel ciclo globale del carbonio e per mitigare l’effetto serra. Si stima che nel mondo 3,9 miliardi di ettari di foreste, circa il 30% delle terre emerse, immagazzinino oltre 1.100 miliardi di tonnellate di carbonio. Boschi e foreste italiane immagazzinano 1,24 miliardi di tonnellate di carbonio. Per questo, in coerenza con la strategia europea per la biodiversità, bisogna promuovere un piano nazionale di messa a dimora di alberi che privilegi le aree urbane, periurbane e i fondovalle e che coinvolga tutti comuni e non solo le città metropolitane. La Legge n. 10/2013 ha introdotto misure per censire, gestire e valorizzare il verde urbano. Malgrado ciò le politiche del verde messe in atto dai comuni italiani sono ancora altalenanti. Poco più del 53% dei comuni capoluogo hanno un catasto degli alberi. Solo il 44,8% hanno il regolamento del verde urbano, e ancora pochi utilizzano i criteri minimi ambientali per gli appalti nella manutenzione delle alberature. In molti comuni, per mancanza di personale specializzato o per prassi consolidate, anziché seguire criteri selvicolturali e tecniche di arboricoltura urbana si ricorre alle cosiddette “capitozzature degli alberi”. Le città italiane con il maggior numero di piante in rapporto agli abitanti sono Cuneo (203 piante/abitante) e Modena (114 piante/abitante).
Il III Forum Nazionale La Bioeconomia Delle Foreste è il quarto di sette incontri tematici organizzati da Legambiente con istituzioni, imprese e associazioni per individuare le migliori proposte per il Piano nazionale di ripresa e resilienza che il Governo italiano dovrà presentare in Europa entro aprile 2021. I prossimi appuntamenti in programma sono: Conferenza Città Clima sull’adattamento climatico in ambito urbano (25 novembre), Forum QualEnergia sulla lotta alla crisi climatica e sulla mobilità sostenibile (2-3 dicembre), Rapporto Ecomafia (11 dicembre).
[1] Dati FederlegnoArredo- ConLegno
Le proposte per LE FORESTE D’ITALIA
Il Decalogo di Legambiente
- Ecosistemi sani e foreste resilienti per frenare gli effetti del climate change
- Creare la Rete nazionale delle foreste vetuste e primarie ed i Santuari della biodiversità
- Incrementare il territorio protetto per aumentare la biodiversità forestale
- Prevenire e ridurre i rischi naturali per le foreste
- Creare foreste urbane per rigenerare le città e combattere la crisi climatica.
- Garantire la diffusione della pianificazione e della certificazione forestale
- Costituire un Cluster Legno nazionale per sostenere le filiere locali e il Made in Italy
- Aumentare l’uso del legno nei processi produttivi e l’uso a cascata ai fini energetici
- Sostenere la bioeconomia circolare e finanziare la biodiversità e le infrastrutture verdi
- Contrastare il commercio illegale del legno e dei prodotti di origine forestale
Fonte: www.legambiente.it
24 novembre 2020
RIMBOSCHIMENTO E RECOVERY FUND, QUALI OPPORTUNITÀ PER LA SICILIA?”, VIDEO CONFERENCE DELLA SMAP IL 25 NOVEMBRE
23 Novembre 2020
”Rimboschimento e Recovery Fund, quali opportunità per la Sicilia?”. Ne parleranno in una video conference rappresentanti degli ordini professionali agronomi e forestali, delle organizzazioni sindacali, docenti universitari, sindaci e amministratori siciliani. L’iniziativa è promossa dalla Smap (Società per lo Sviluppo del Magazzolo Platani) presieduta da Giovanni Panepinto che coordinerà gli interventi. L’appuntamento è mercoledì 25 novembre alle ore 17:30 su academia.network. Per partecipare è necessaria l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/Rtv5XtQa4zY7dXCH6 Tra i relatori: Maria Giovanna Mangione, Andreana Patti, Paola Armato, Giuseppe Barbera, Pietro Columba, Donato La Mela Veca, Luca Altamore, Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio, Claudio Barone, Alessandro Ficile e Gianfranco Zanna.
“Il Recovery Fund – dichiara Panepinto – rappresenta un’occasione importante anche sul fronte della gestione forestale sostenibile che la Sicilia non può farsi sfuggire. Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dal Recovery Fund l’agricoltura gioca un ruolo fondamentale e sono previsti anche contributi per la filiera foresta-legno-energia che si aggiungono all’attività di rimboschimento e miglioramento dei boschi esistenti. Per capire come poter cogliere questa grande opportunità la Smap, che ha per finalità la realizzazione e la gestione di attività integrate di studio, di ricerca, di progettazione, di formazione e di assistenza tecnica agli enti pubblici e privati, intende dare il primo contributo informativo approfondendo l’argomento con questo incontro online che vedrà la partecipazione di esperti del settore, professionisti, docenti universitari, sindacalisti, sindaci e amministratori”.
Comunicato Stampa
Fonte: www.magaze.it
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RITARDI DEI PAGAMENTI: IL SIFUS SCRIVE ALL'ASSESSORE BANDIERA
Dalla pagina Facebook
SIFUS "Sindacato Forestali uniti per la Stabilizzazione"
Egregio Assessore, la informiamo che i lavoratori forestali della provincia di Palermo devono ancora percepire i salari di Agosto (alcuni forestali) Settembre e Ottobre. Le famiglie dei forestali coinvolti sono in grande difficoltà economica tenendo conto l'attuale crisi economica-sanitaria.
È inaccettabile che solo in provincia di Palermo non vengono rispettati le scadenze contrattuali per i pagamenti degli emolumenti.
Per gli operatori forestali la situazione è diventata insostenibile.
Molti di loro si stanno rivolgendo presso gli avvocati per i decreti ingiuntivi.
Si attende un suo tempestivo intervento per evitare potenziali disordini sociali.
Cordiali saluti
G.Fiore SIFUS-CONFALI
SIFUS CONFALI - EX SINDACATI DI SERIE A CHE UN TEMPO FECERO LA STORIA DELLA REPUBBLICA, OGGI, SONO RIDOTTI A SPECULARE SUI BISOGNI DEI LAVORATORI AGRICOLI PER ACCAPARRARSI QUALCHE PRATICA DI DISOCCUPAZIONE IN PIÙ
Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale Sifus Confali
Maurizio Grosso
Sifus Confali - Ex sindacati di serie A che un tempo fecero la storia della repubblica, oggi, sono ridotti a speculare sui bisogni dei lavoratori agricoli per accaparrarsi qualche pratica di disoccupazione in più. Il Sifus ha avanzato un pacchetto di proposte pro lavoratori agricoli al presidente del consiglio e se non riceverà risposte concrete è pronto alla mobilitazione.
24-11-2020 - Continuano ad arrivare ai lavoratori agricoli inviti ingannevoli da parte di alcuni sindacati confederali che un tempo recitarono un ruolo "di serie a", a presentarsi nelle loro sedi accompagnati da appositi documenti per inoltrare fantomatiche richieste di bonus all'Inps.
Ricordiamo a tutti i lavoratori agricoli che gli ultimi Dpcm del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non prevedono sciaguratamente un solo centesimo, per loro come è stato sottolineato anche dall'Inps e qualora lo avessero previsto, sarebbero arrivati in tasca automaticamente come l'ultimo.
Potrebbe pure succedere che qualche lavoratore tramite portale Inps, inoltri richiesta per beneficiare di un qualsiasi voglia bonus e magari, erroneamente, lo riceva. Deve essere, tuttavia, chiaro a tutti che non appena l'Inps medesima, effettuerà i controlli, le somme ricevute indebitamente dovranno essere restituite con eventuali sanzioni ed interessi.
Sifus Confali, lunedi 23 novembre, ha inoltrato al Presidente del Consiglio Conte e ad altri, un pacchetto di proposte pro lavoratori agricoli, tra cui un bonus pro covid 19.
Tale paccetto di proposte verrà reso pubblico tramite una conferenza stampa, venerdi 27-11-2020 alle ore 10.00. Alla conferenza stampa parteciperà anche il Senatore della Repubblica, Mario Giarrusso.
Maurizio Grosso - Segretario Generale Sifus Confali
BONUS PER I LAVORATORI AGRICOLI: L’UGL CHIARISCE
Dal sito agricolturacalatina.wordpress.com
L’Ugl Agricoli e Forestali Sicilia, lancia un comunicato molto incisivo che riguarda il bonus per i lavoratori agricoli. L’organizzazione ci tiene a precisare alcuni punti di vista importanti. Il segretario regionale, Franco Arena, è sempre in prima linea, per difendere gli interessi dei tesserati.
“In riferimento alle molteplici – scrive l’Ugl – segnalazioni pervenute nelle nostre sedi su un probabile Bonus di 1000 € per i lavoratori agricoli. Vogliamo chiarire che
al momento non è prevista alcuna somma aggiuntiva di € 1000 per i lavoratori agricoli stagionali. Altresí, precisiamo, che l’ indennità onnicomprensiva DI €1000 istituita dal Governo non è prevista per i lavoratori agricoli. Vogliamo comunicare che la nostra organizzazione sindacale sta cercando di fare inserire questo bonus anche per la categoria dei lavoratori agricoli stagionali, attualmente c’è si sta discutendo in commissione parlamentare. Sarà nostra cura nel caso in cui il Governo istituirà nuovi aiuti per i lavoratori stagionali agricoli, gli stessi verranno riportati sul sito Istituzionale dell’INPS, comunicare a tutti i nostri iscritti Ugl al fine di ottenere il bonus”.
STABILIZZAZIONE PIP DI PALERMO: C’È L’EMENDAMENTO AL DECRETO RISTORI. IL BLOG: E PER I LAVORATORI FORESTALI, CATEGORIA PIU' ANZIANA D'EUROPA?
Dal sito sicilia.opinione.it
24 Novembre 2020
Si avvicina la stabilizzazione per i 3 mila “Pip” regionali di Palermo. Il loro passaggio alla Sas, la più grande partecipata regionale, dovrebbe avvenire con un emendamento che sarà inserito nel prossimo decreto Ristori. E anche la Resais andrà verso la chiusura e per poi essere incorporata dalla stessa Sas.
Il via libera dei governatori regionali è stato ottenuto dall’assessore all’Economia, Gaetano Armao, che ha inserito l’emendamento nel pacchetto di proposte inviato ufficialmente dalla conferenza delle Regioni al governo Conte.
L’emendamento si traduce dunque in una misura di contrasto all’emergenza sanitaria e prevede che “venga creato un ruolo speciale a esaurimento per il transito dei Pip censiti alla data del 31 luglio 2020 in atto utilizzati dalle pubbliche amministrazioni e al fine di far fronte al fabbisogno di risorse umane per contrastare gli effetti del Covid“.
Armao ha assicurato che la norma così predisposta (che dovrà comunque essere votata in Parlamento) dovrebbe superare i rilievi di incostituzionalità espressi sulla legge regionale che garantiva il posto in Resais. Armao rassicura inoltre che non determinerà costi per la finanza statale, né ulteriori, rispetto a quelli attuali, per quella regionale. Non è previsto dunque aumento di stipendio rispetto al valore dell’attuale sussidio.
Fonte: sicilia.opinione.it
SIFUS CONFALI ENNA: AL MOMENTO NON È PREVISTO IL BONUS DI € 1000 PER I LAVORATORI AGRICOLI STAGIONALI. NEL CASO IN CUI IL GOVERNO ISTITUIRÀ NUOVI AIUTI, GLI STESSI VERRANNO RIPORTATI SUL SITO ISTITUZIONALE DELL'INPS E DI CONSEGUENZA PROVVEDEREMO A RIPORTARLI SUI CANALI SOCIAL
Dalla pagina Facebook
Sifus Confali Enna
Comunicazione Sifus Confali Enna
In riferimento alle molteplici segnalazioni pervenute alla nostra sede ci preme chiarire quanto segue:
al momento attuale non è prevista alcuna somma aggiuntiva di €1000 per i lavoratori agricoli stagionali.
Altresí, precisiamo, che l'indennità onnicomprensiva di €1000 istituita dal governo non è prevista per i lavoratori agricoli.
Si precisa che nel caso in cui il governo istituirà nuovi aiuti per i lavoratori stagionali agricoli, gli stessi verranno riportati sul sito istituzionale dell'Inps e di conseguenza provvederemo a riportarli sui canali social.
Il presente messaggio si rende necessario ai fini di una corretta informazione ai lavoratori.
Un momento così drammatico per i lavoratori non può essere oggetto di strumentalizzazione da parte di nessuno.
Augurando a tutti i lavoratori che questo momento di emergenza possa trascorrere il più velocemente
Sifus Confali Enna
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