23 maggio 2019

CALTANISSETTA, VERTICE IN PREFETTURA: “STAGIONE ESTIVA 2019. ATTIVITÀ DI PREVENZIONE DEL RISCHIO DI INCENDI BOSCHIVI”


Dal sito www.giornalenisseno.com

22 Maggio 2019
Nel pomeriggio di ieri, presso il Palazzo del Governo, presieduto dal Prefetto Cosima di Stani, alla presenza dei Sindaci dei Comuni della Provincia sedi di COM, dei vertici delle Forze dell’Ordine, del Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, dei rappresentanti dei Dipartimenti dello sviluppo Rurale e Territoriale e di Protezione Civile, del Dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, dei gestori dei servizi pubblici essenziali, ha avuto luogo l’incontro per la pianificazione delle attività finalizzate al contrasto e alla prevenzione del rischio incendi boschivi per la prossima stagione estiva.

Al riguardo, il Prefetto, nell’esaltare l’importanza di azioni sinergiche nella fase della prevenzione, ha invitato i sindaci dei Comuni a curare la predisposizione e l’aggiornamento dei rispettivi piani di protezione civile, in particolare quello riguardante il rischio di incendio di interfaccia, nonché a provvedere sollecitamente all’aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco.

Ha, quindi, sottolineato la fondamentale esigenza, da parte degli Enti locali, di adottare ogni opportuna iniziativa a carattere preventivo mirata alla riduzione, anche potenziale, del rischio di innesco e propagazione di incendio, soprattutto attraverso una pronta azione di rimozione della vegetazione erbacea lungo le fasce perimetrali delle aree antropizzate e per un’adeguata cura dei terreni incolti ed abbandonati prossimi alle aree stesse.

In tal senso la Dr.ssa Di Stani ha richiamato l’attenzione dei rappresentanti dei comuni sulla necessità di emanare ordinanze nei confronti dei privati per la pulizia dei rispettivi terreni, assicurando costante e capillare attività di vigilanza sulla puntuale e rigorosa osservanza delle medesime disposizioni, al fine di garantirne una compiuta effettività.

Il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco ha reso note le risorse umane e strumentali a disposizione per fronteggiare le emergenze e il Dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste ha presentato il Piano operativo provinciale 2019, descrivendo i servizi di pronto intervento e pattugliamento che verranno svolti dal personale.

Il rappresentante del Dipartimento Regionale della Protezione Civile, dopo aver sottolineato la fondamentale importanza delle azioni di sensibilizzazione ed informazione della popolazione in ordine ai comportamenti responsabili e consapevoli da porre in essere al verificarsi delle emergenze, ha comunicato che il predetto Dipartimento ha fornito in comodato d’uso gratuito 5 mezzi Pick up ai Comuni di Montedoro, Bompensiere, Gela, Caltanissetta e Milena, utilizzabili dai predetti enti anche avvalendosi di squadre di volontari appositamente formate

Il Prefetto ha inoltre sensibilizzato la società concessionaria delle strade, ANAS, Rete Ferroviaria Italiana, nonché i soggetti preposti alla gestione dei servizi a porre in essere le azioni volte alla rimozione della vegetazione erbacea lungo i percorsi della rete stradale e ferroviaria, per preservare la sicurezza della circolazione e l’integrità delle infrastrutture.

Infine, a conclusione della riunione, è stata disposta l’intensificazione dell’attività di controllo sul territorio da parte delle Forze dell’ordine allo scopo di coniugare le esigenze di tutela della pubblica incolumità con quelle di garanzia dell’ordine e della sicurezza pubblica, conferendo massimo impulso all’attività investigativa e di prevenzione.

Fonte: www.giornalenisseno.com








DOMANI ALLE 17.00 NELL'AGORÀ DEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI PALERMO SI TERRÀ UN INTERESSANTE CONVERSAZIONE SU "BELLEZZA, VANITÀ E NARCISISMO"


Ricevo e pubblico
dalla giornalista Dott.ssa
Maria Giambruno 

Palermo, 23 maggio 2019 – E' corretto parlare di patologia in relazione al disturbo narcisistico di personalità che sembra oggi interessare una parte sempre più significativa di popolazione? Quale relazione c’è tra Bellezza, Vanità e Narcisismo in una società dove il culto del super-io si sta espandendo al punto da permeare la cultura del nostro secolo? Siamo dinnanzi a un problema che riguarda soltanto psichiatri e psicologi o ci troviamo davanti a un fenomeno che condiziona le scelte politiche, economiche e sociali della nazione? 
Intorno a questi temi si svolgerà domani 24 maggio a Palermo, nell’Agorà del Museo  “A. Salinas” - via Bara all’Olivella, 24 - con inizio alle 17.00 una conversazione  su “Bellezza, Vanità e Narcisismo”. 
A promuovere l’incontro sono l’Associazione Nazionale del Fante - ente giuridico fondato nel 1920 e riconosciuto dal Ministero della Difesa attraverso il Comitato delle Patronesse e Zonta International Palermo ZYZ - organizzazione internazionale per i diritti delle donne che quest’anno celebra 100 anni di attività - in collaborazione con il Museo archeologico regionale “A. Salinas”.

“Il narcisismo – dice Maria Giambruno, giornalista e coordinatrice scientifica dell’iniziativa - è l'antitesi dell'empatia, della solidarietà, dell'amore fraterno, dell'amore sentimentale, dell'amore amicale. In altre parole il narcisismo è l'antitesi dell'umanità e tutto giustifica per il soddisfacimento del proprio piacere. Nel momento in cui prende il sopravvento una mentalità basata su una cultura narcisistica – continua Maria Giambruno – ogni cosa perde il suo valore: la politica e l'economia perdono totalmente il ruolo che fisiologicamente dovrebbero avere, ossia di sviluppo morale e materiale della società, di gestione della cosa pubblica nell'interesse della collettività facendo prevalere la logica distruttiva del più furbo”.

Di “bellezza, vanità e narcisismo” parleranno: Tommaso Romano filosofo, Francesca Mezzatesta storica e critica dell’arte, Iva Marino psicologa e criminologa, Adriana Aronadio psicologa sistemico relazionale, Antonio La Spina sociologo e docente alla LUISS, Giovanni Mannara storico dell’arte e linguista, Maria Giambruno giornalista e moderatrice. 
Coordinamento artistico di Eleonora Fogazza e logistico di Wanda Cortese.
Preziosi cammei saranno proposti da Monica Cerrito, poetessa e “cuntista” e Benedetto Ciringione oboista.

“Le istituzioni si onorano educando al rispetto dei valori e della memoria ma soprattutto alla consapevolezza – dichiarano Vincenzo Maniaci e Maria del Rosario Medina Sanchez, rispettivamente Presidenti dell’Associazione Nazionale del Fante e del Comitato delle Patronesse. La nostra attività è volta al miglioramento qualitativo della società in cui viviamo che si realizza attraverso lo scambio di saperi e l’informazione”.

“Consapevolezza e conoscenza sono elementi fondamentali per la crescita della personalità. Attraverso iniziative come questa – dichiara Francesca Fucaloro, presidente di Zonta International Palermo ZYZ – ci poniamo l’obiettivo di stimolare la riflessione, convinte che donne e uomini liberi e formati al senso critico costruiscono una società più equa e sostenibile”.

In occasione dell’incontro sarà presentato il Narciso in marmo della Collezione Astuto che è in visione al Museo, il cui restauro è stato curato grazie al contributo del FAI. Saranno presenti Sabrina Milone capo Delegazione del Fondo Ambiente Italiano e Manuela Martina restauratrice. 






23 MAGGIO 1992 - 23 MAGGIO 2019 PER NON DIMENTICARE













MONREALE. INCENDIO SUL MONTE CAPUTO, DOMATO DA UN CANADAIR. NECESSARIO L’INTERVENTO DI UN CANADAIR PROVENIENTE DA LAMEZIA


Dal sito www.filodirettomonreale.it

Monreale, 22 maggio 2019 – Nel primo pomeriggio di oggi si è sviluppato un incendio boschivo su monte Caputo. 

Le fiamme si sono sviluppate in una zona impervia, quindi è necessario l’intervento di un canadair proveniente da Lamezia. L’intervento è durato dalle 15 alle 16:30. 

Fonte: www.filodirettomonreale.it







TASSE OCCULTE, OGNI FAMIGLIA PAGA 400 EURO ALL'ANNO








QUASI 350 MILIONI DI FONDI UE BLOCCATI, 1200 PROGETTI A RISCHIO IN SICILIA MA L’ASSESSORE TURANO SMENTISCE


Dal sito www.blogsicilia.it

22/05/2019
Bloccati in Sicilia programmi di investimento delle imprese per 344 milioni di euro. Sono fondi europei del Po-Fesr i cui bandi sono stati pubblicati nel 2017. A distanza di quasi due anni, su un totale di 1.215 progetti dichiarati ammissibili, risultano 54 mandati di pagamento di cui 21 effettivamente erogati a titolo di anticipazione. Nel frattempo le imprese hanno speso denaro a vario titolo, molti per le fideiussioni chieste preventivamente dalla Regione.

Una situazione definita drammatica dagli imprenditori che hanno partecipato ai bandi dell’assessorato regionale alle Attività produttive oggi guidato da Mimmo Turano. “Siamo sostanzialmente fermi con un duplice effetto negativo – spiega al Sole 24 Ore Francesco Trapani, consulente di numerose aziende -: da un lato non vengono erogati i contributi promessi, dall’altro procedure farraginose e poco chiare impediscono alle aziende di procedere con l’investimento”.

I bandi sotto accusa erano molto attesi. La linea 3.1.1.02a con una dotazione di 120 milioni prevede aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili: su 200 progetti ammissibili, sono state firmate 100 convenzioni ma solo 11 aziende hanno ricevuto pagamenti a titolo di anticipazione.

Le linee d’ azione 3.5.1_01 e 3.5.1_02 con una dotazione rispettivamente di 130 milioni e di 66,9 milioni prevedono incentivi a supporto della nascita di nuove imprese: nel primo caso i progetti ammissibili sono stati 280, nel secondo 555 e i pagamenti fatti (sempre a titolo di anticipazione) sono 10. La linea 1.1.2 con un a dotazione di 28 milioni prevede il sostegno per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale: 180 i progetti ammissibili, nessun pagamento fatto.

Turano fuga il timore che in mancanza di spesa si arrivi al disimpegno delle somme: “Dopo aver superato alcune criticità di carattere amministrativo a livello regionale, siamo in grado di erogare i finanziamenti alle imprese, siamo intenzionati a recuperare i ritardi”.

“Come ho già avuto modo di spiegare nei giorni passati – sottolinea Turano – la rimodulazione del Po-Fesr e l’attività di riaccertamento regionale dei residui che hanno caratterizzato i primi quattro mesi dell’anno hanno determinato una situazione di non coerente disponibilità finanziaria sui capitoli nel triennio e dunque un ritardo nei pagamenti che però è nei fatti già superato”

L’Assessore alle Attività produttive smentisce i dati relativi ai quattro bandi contestati dal consulente Francesco Trapani: “gli ultimi dati forniti dagli uffici dall’assessorato ci dicono che per quanto riguarda la linea 3.1.1.02a soltanto 59 imprese hanno richiesto l’anticipazione e di queste 25 sono state liquidate, per l’azione 3.5.1.01 le aziende decretate sono 211 con 147 richieste di anticipazione di cui 51 già pagate mentre sulla linea 1.1.2 ci risultano pervenute richieste per circa 3,5 milioni e un milione di euro già liquidati. Chiaramente si tratta di dati in costante aggiornamento e altre imprese stanno per essere pagate”.

“Sull’azione 3.5.1.02 – aggiunge l’assessore – abbiamo 116 richieste di anticipazione per circa sei milioni con 29 aziende già pagate mentre per le restanti siamo in attesa che venga integrata la documentazione presentata”.

“In sintesi sulle 4 azioni citate – continua l’esponente della Giunta Musumeci – abbiamo 780 imprese finanziate per 203 milioni ma ad onor del vero debbo evidenziare che solo 358 imprese, ovvero appena il 46%, hanno richiesto l’anticipazione o il saldo per un importo complessivo di 54,7 milioni di cui 15,6 già pagati mentre i restanti 39 milioni verranno pagati entro 15 giorni”.

“Parlare di paralisi, di risorse bloccate o addirittura di disimpegno in mancanza di spesa è un falso che non aiuta nessuno, né gli uffici che ogni giorno lavorano per raggiungere gli obiettivi né le nostre aziende che hanno bisogno certamente di procedure celeri ma anche di un clima di positivo e di collaborazione” conclude Turano.

Balarm scelto dalla Regione per la comunicazione del Po Fesr 

Risorse Po-Fesr, l’assessore Turano: “Sbloccati i pagamenti alle imprese” 

Bioeconomia, Turano: “Eccellenze siciliane punto riferimento per strategia nazionale”


Fonte: www.blogsicilia.it






22 maggio 2019

PENSIONI. IL 4 APRILE SCORSO LA UE HA APPROVATO UN NUOVO REGOLAMENTO CHE OBBLIGA GLI STATI MEMBRI AD ADOTTARE UN OMOGENEO SISTEMA PENSIONISTICO BASATO SULLE PRIVATIZZAZIONI. NESSUNO SI È OPPOSTO A QUESTO CRIMINE

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del filoso Diego Fusaro



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ERRATA CORRIGE.GIORNO 24 MAGGIO PRESSO IL CPI DI LERCARA FRIDDI VERRA' EFFETTUATO L'AVVIAMENTO AL LAVORO TRA GLI OPERAI FORESTALI PRESENTI IN AULA APPARTENENTI ALLE F.O. 151, 101, E 78

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CISL Castronovo di Sicilia









INCENDI BOSCHIVI, L’UE SI DOTA DELLA SUA PRIMA FLOTTA AEREA. IL BLOG: BISOGNA INVESTIRE ANCHE SULLA PREVENZIONE CHE FORSE COSTA MENO DELLA FLOTTA AEREA


Dal sito www.eunews.it

21 Maggio 2019
Sette aeromobili e sei elicotteri pronti già questa estate, da utilizzare subito.

Bruxelles – Per la prima volta l’Unione europea si dota di una propria flotta aerea anti-incendio. Un modo per rispondere in modo più rapido ad eventuali catastrofi naturali, soprattutto in vista della stagione estiva, caratterizzate dal rischio di roghi boschivi. La novità contribuisce a potenziare il meccanismo di protezione civile europeo ed in particolare il suo strumento operativo ‘rescEU’, riserva aggiuntiva di mezzi.

Finora rescEU si è basato sulla messa a disposizione di velivoli concessi volta per volta, a emergenza in corso, dagli Stati membri. Adesso, invece, l’UE disporrà di sette aerei e sei elicotteri. Gli aereplani sono messi a disposizione da Croazia (2), Francia (1), Italia (2) e Spagna (2), mentre gli elicotteri dalla Svezia. La Commissione lavora per poter aggiungere altri mezzi nelle prossime settimane.

“Sono molto orgoglioso di sapere che la flotta europea contro gli incendi boschivi sarà operativa la prossima estate”, commenta un soddisfatto Christos Stylianides, commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi. “Desidero ringraziare ogni singolo Stato partecipante che ha contribuito alla realizzazione di questa flotta, che ci consente di essere preparati nel miglior modo possibile per la gestione degli incendi che si verificheranno quest’anno”.

Soddisfatto anche il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. “Solidarietà europea deve significare proteggere i cittadini e prestarsi reciprocamente aiuto in tempi difficili. Un principio che rescEU mette saldamente in atto, offrendo soluzioni pratiche”.

RescEU potrà coordinare e gestire l’attività della flotta grazie al centro di coordinamento per la risposta alle emergenze (ERCC) della Commissione europea, operativo 24 ore su 24, e composto da una squadra di esperti forestali provenienti dagli Stati membri.
La Commissione europea vorrebbe sostenere finanziariamente il meccanismo europeo di protezione civile con più risorse, e ha proposto di destinare 1,4 miliardi di euro nel prossimo bilancio pluriennale (MFF 2021-2027)

Fonte: www.eunews.it







21 maggio 2019

IL 30 MAGGIO CONGRESSO PROVINCIALE DELLO FNA CATANIA. STABILIZZAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI FORESTALI

Ricevo e pubblico
dal Segretario Prov.le Snaf Fna Catania
Franco Cupane










CORTE DEI CONTI. ALL’ARS I DEPUTATI FANNO I FURBI. "E I PORTABORSE COSTANO DI PIÙ"


Dal sito livesicilia.it

di Andrea Cannizzaro
Le delibere della Sezione di controllo sono diventate la giustificazione per aumentare le spese. I giudici non ci stanno: "È inammissibile"

PALERMO - "Cari gruppi parlamentari dell’Ars, è impensabile che le spese siano cresciute per colpa nostra". 
La sezione di controllo della Corte dei conti non ci sta e, sebbene con altre parole, bacchetta i gruppi parlamentari per l'operazione attraverso cui la spesa per il personale sarebbe cresciuta. Il dato emerge dalla relazione generale sui rendiconti dei gruppi parlamentari del 2018, pubblicati dalla Corte dei conti (l’unico non pubblicato è la delibera al rendiconto del Movimento cinque stelle): anche se i deputati sono diminuiti da 90 a 70 il risparmio che si avrà fra i contributi conferiti ai gruppi e le risorse assegnate ai deputati è solo di un milione e mezzo. Il costo del personale "stabilizzato" è salito mentre l'esborso pubblico per i dipendenti dei singoli deputati, i cosiddetti D6 è ormai fuori dal controllo della Corte dei Conti.

I giudici contabili insomma non hanno preso bene il modo in cui i gruppi si sono adeguati a una sua deliberazione dello scorso anno sul tema e notano che “appare paradossale e inammissibile giustificare gli aumenti delle retribuzioni proprio sulla scorta delle deliberazioni della Sezione di controllo, che erano invece finalizzate ad ottenere dei risparmi di spesa”.

Gli “stabilizzati” equiparati ai “D6”

Nello specifico, sotto accusa c’è la gestione del personale cosiddetto “stabilizzato”. Numerose volte sono state criticate le procedure di stabilizzazione. Per la Corte non avrebbe dovuto nemmeno parlarsi di stabilizzazione perché i rapporti di lavoro sono "a tempo determinato e di carattere fiduciario”. Per questo le leggi in materia hanno poi ribadito l’impossibilità di conferire “anzianità” di servizio. La gestione reale è stata un’altra cosa e “dall’esame istruttorio dei rendiconti per l’esercizio 2018, è emerso che alcuni Gruppi hanno invece inteso le deliberazioni della Sezione come indicative della necessità di adeguare le retribuzioni del personale c.d. ‘stabilizzato’, operandone non delle riduzioni, ma addirittura degli aumenti”.

La finanziaria 2018 infatti, ha stabilito che il contributo erogato dall’Ars per ciascun dipendente “stabilizzato” costituisce il massimo della retribuzione attribuibile. Il tetto è stato così fissato al valore del contratto di un dipendente di categoria D con posizione economica D6 e cioè 58mila euro circa, una quota già conosciuta ed applicata ad un’altra categoria di dipendenti del gruppo, i D6 appunto. Il risultato, però, è stato che la norma è stata interpretata, come in passato, applicando anche a questi dipendenti la quindicesima mensilità, il regime di superminimi, anzianità e integrazioni stipendiali che hanno portato la busta paga a lievitare e a raggiungere il tetto massimo.

L’esposto al gruppo “corretto”

Solo un gruppo ha applicato le indicazioni della Corte dei conti e ha eliminato i superminimi e le anzianità ma la reazione dei dipendenti non è stata positiva. E così il gruppo che ha agito correttamente ha subito un esposto ai magistrati di via Notarbartolo. “Paradossalmente - si legge invece nel testo della Corte di conti -, proprio a seguito di questa gestione virtuosa, alcuni lavoratori hanno inoltrato un esposto a quest’Ufficio, denunciando quella che potrebbe apparire, invece, come l’unica politica seria di riduzione delle spese e, dunque, degli oneri a carico della collettività”. Insomma, proprio la cosa fatta bene è stata denunciata.

Personale D6 fuori controllo

Poi c’è la questione del personale D6, collaboratori alle dipendenze dei singoli deputati. Anche questa novità è stata introdotta dalla legge finanziaria del 2018 ma i suoi esiti non sono per nulla positivi: stando a quanto scrive la Corte dei conti, infatti, la norma dello scorso anno “non ha permesso di addivenire ad una sostanziale riduzione delle spese per il personale dei gruppi”. I risultati sono stati due: da una parte si è rischiato di “lasciare immutata la spesa o di operarne un innalzamento ulteriore” il secondo è stato invece quello di portare queste spese fuori dal controllo della Corte dei conti che può esprimersi solo sulle spese dei gruppi e non dei singoli deputati. I dipendenti sono così migrati dalla dipendenza dei gruppi a quella dei deputati e se la diminuzione del costi del personale dei gruppi è avvenuta sarebbero però cresciuti gli esborsi dei deputati.

Il silenzio dei capigruppo.

E che la gestione è fuori controllo lo provano le relazioni sull’esame dei rendiconti dei singoli gruppi. Nessun capogruppo ha riferito sul tema. Qualcuno ha fatto riferimento a questioni di “privacy”, qualcun altro ha semplicemente detto di non sapere e qualcuno ha riferito che le assunzioni dei deputati non attengono alla gestione del gruppo. In tutti i casi la reazione della Corte dei conti ha espresso perplessità: “Non è chiaro per quale ragione ogni presidente non sappia, non possa sapere o non voglia comunicare se i lavoratori in questione siano stati o meno contrattualizzati dagli altri deputati, atteso che si dovrebbe trattare di informazioni di facile accesso, tutt’altro che coperte da segreto e che, invece, dovrebbero essere messe a disposizione della collettività".

I soldi al sindacalista conciliatore

Le spese irregolari accertate dalla Corte dei conti sono solo due. La prima viene contestata al gruppo Popolari e Autonomisti. Il gruppo per arrivare all’accordo con i dipendenti avrebbe ricorso infatti all’intervento di Gaetano Bonura che avrebbe però svolto la sua attività di sindacalista senza un apposito contratto o una consulenza. Il gruppo ha liquidato le spese come spese per la conciliazione arbitrale ma per la Corte dei conti la spesa non è ammissibile.

Il caso di bonifici “generosi”

In sede di esame del rendiconto i magistrati contabili si sono accorti di una ammanco di 24mila euro circa nel bilancio del gruppo “Sicilia Futura”. Il dipendente addetto ai bonifici avrebbe attribuito nei bonifici maggiori risorse sia a se stesso che ai suoi colleghi. Tramite i controlli però sarebbe stato scoperto e sanzionato. Per la restituzione delle somme invece ha concordato un piano di rientro per cui ha riversato però soltanto 3mila euro. Così 21mila euro risultano come uscite irregolari mentre la Corte trasmetterà gli atti alla Procura per valutare se ci sono reati da contestare.
21 Maggio 2019

Fonte: livesicilia.it






CAMPAGNA ANTINCENDIO. IL SIFUS CONVOCATO PRESSO GLI ISPETTORATI DI PALERMO E MESSINA

Dalla pagina Facebook
Si.F.U.S. (Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione)








POLITICI, DIRIGENTI E FUNZIONARI DEBITORI PER 100 MILIONI MA LA REGIONE NON INCASSA


Dal sito www.blogsicilia.it

21/05/2019
190 PRONUNCE NON ESEGUITE DA PARTE DEI CONDANNATI

Restano per la maggior parte non riscosse le somme che assessori, dirigenti e funzionari devono alla Regione siciliana a seguito di sentenze pronunciate dalla Corte dei Conti. Somme di non poco conto che ammontano a poco o più di 100 milioni di euro, derivanti da almeno 190 pronunce non ancora eseguite da parte dei condannati. Ora la giunta regionale cerca di correre ai ripari dopo l’allarme lanciato dal procuratore speciale della Corte di Conti Gianluca Albo. Sarà attivato un nuovo ufficio speciale cui saranno affidati i poteri di predisposizione dei decreti di recupero, invio di diffide e messe in mora, eventuale rateizzazione o il recupero coattivo. Al nuovo ufficio speciale, che sarà affidato a un dirigente di primo piano (eventualmente da individuare anche per concorso), il compito di centralizzare le pratiche, scovare i creditori e ottenere il credito.

La relazione allegata alla delibera emessa dagli amministratori siciliani parla chiaro. Ci sono 90 sentenze che dovrebbe gestire direttamente e altre cento sparse fra i vari uffici di altri assessorati a cui di volta in volta in passato veniva affidato il compito di recuperare i crediti. Il risultato è che poco o nulla è stato recuperato e almeno altri 100 milioni sono ancora da riscuotere. Nel documento vengono elencate anche alcune sentenze risalenti agli anni Novanta, che difficilmente saranno oggetto di riscossione. Ma almeno una trentina di milioni – ha calcolato recentemente la Corte dei Conti – sono frutto di sentenze emesse in tempi recentissimi e quindi possono realisticamente essere incassati, data anche la capacità economica dei condannati: tutti assessori, ex presidenti e dirigenti di primo piano. È su queste sentenze che la Procura della Corte dei Conti ha chiesto di accendere i riflettori.

Un deciso cambio di passo potrebbe arrivare in questi giorni secondo quanto scrive il Giornale di Sicilia in edicola. La giunta Musumeci ha infatti annunciato di voler affidare il recupero coatto di queste somme attraverso Riscossione ma il rischio, secondo la Corte dei Conti è che, una volta inviate le carte a Riscossione, i crediti della Regione finiscano in un limbo che non permette di sapere né se né quando avverrà l’incasso.

Consulenze copiate da Wikipedia all’Ars nella scorsa legislatura, La Corte dei Conti contesta il danno erariale anche a Lupo 

Procura Corte dei Conti, danno erariale da 840 mila euro nomina del dirigente generale 

Danno erariale e politica, condanne della Corte dei Conti troppo spesso ignorate: ‘serve una riforma spazzacorrotti’ 

Corte dei conti, abusivismo edilizio i giudici assolvono il sindaco di Casteldaccia e l’ex Spatafora

Fonte: www.blogsicilia.it







ANTINCENDIO CATANIA. IN PAGAMENTO GLI ARRETRATI CONTRATTUALI 2018


Ricevo e pubblico
dal Segretario Prov.le Snaf Fna Catania
Franco Cupane

Lo Snaf Fna Catania comunica che sono in pagamento per i lavoratori antincendio gli arretrati contrattuali del Cirl 2018







NODO AUTONOMIA, ARMAO IN TRINCEA: «DALLA SICILIA NIENTE “SCONTI”»


Dal sito www.lasicilia.it

20/05/2019 di Giuseppe Bianca
Il vice presidente della Regione e assessore all'Economia su quanto dovrebbe prevedere il Consiglio dei Ministri sul regionalismo differenziato

Palermo -  «Con l’aria che tira, più che un consiglio dei ministri ci vorrà un ring forse». Nonostante le apparenze, ha poca voglia di fare battute Gaetano Armao, vicepresidente della Regione e osservatore interessatissimo della riunione prevista oggi a Roma in cui il governo nazionale, almeno in teoria, dovrebbe dare il via libera alle richieste avanzate da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sul regionalismo differenziato.

A chiedere una settimana fa che si rompessero gli indugi è stato proprio il vicepremier Matteo Salvini. Nel frattempo, oltre alle tre regioni che si sono portate avanti con referendum e negoziati, anche Piemonte, Liguria, Puglia, Marche e Umbria hanno avviato, da gennaio a oggi, varie richieste sull’attribuzione di nuove competenze da parte di Roma, mentre la Campania di De Luca ha fatto un passo avanti e poi uno indietro sulla questione: «Al tavolo del confronto con il ministro Stefani - dice Armao- abbiamo ribadito la preoccupazione che questo percorso si sia svolto senza tenere conto della legge sul federalismo fiscale. Non ci può essere regionalismo differenziato senza perequazione fiscale e infrastrutturale e le proiezioni sugli effetti delle altre regioni».

Ci sono voluti due anni per attuare la norma, firmata venerdì dal decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che stabilisce che al Sud vada il 34% degli investimenti: «Di questo passo il divario così non si recupererà mai - prosegue l’assessore siciliano - già in questo momento gli investimenti al nord viaggiano con una percentuale del 6-8% in più rispetto alle nostre aree a economia depressa. Dov’è la coesione economica e sociale?». Tra sciatteria amministrativa, indolenza, tempi lunghi e richieste che avanzano, il saldo alla fine per le regioni come la Sicilia, rischia di essere pesantemente passivo. Un rischio che il governo siciliano non vuole correre. Il Mezzogiorno col piattino in mano, del resto, è un’immagine che Armao non accetta: «Non siamo in questo momento un Paese coeso, eguale, occorrono compensazioni, il divario, sulla base di queste premesse, si consolida e si cristallizza».

Il regionalismo differenziato rischia di essere, in un contesto in sé diseguale, la goccia che fa traboccare il vaso. Frenata dei consumi delle famiglie e degli investimenti aziendali senza aumento della spesa per investimenti al Sud produrrebbero il tasso di crescita del Pil, (0,7%) più basso del periodo 2015-2019: «Con le nuove competenze alle tre regioni che ne hanno fatto richiesta, ogni regione che gode già dell’autonomia statutaria valuterà cosa chiedere in più. Un riconoscimento imposto dalla clausola di maggior favore che estende automaticamente alle cinque regioni a statuto speciale», chiarisce l'assessore all'Economia della Sicilia. Senza contare che i piani di investimento di Rfi e Anas al Nord equivarrebbero a centinaia di milioni di euro in più per la manutenzione e la realizzazione di strade nuove e interventi sull’asse ferroviario. Una partita che taglierebbe certamente fuori il Centro-Sud: «Niente sconti insomma o partite al ribasso - chiarisce Armao - La Sicilia non se lo può permettere».

Proprio la materia che oggi è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri infervora sia l’Armao tecnico, sia il politico, una transizione sempre più in corso e che per lui potrebbe accelerare con un impegno maggiormente caratterizzato dopo il voto delle Europee di domenica prossima: «Con il ring non si governa, si fa spettacolo, bello o brutto che sia, ma si fa solo spettacolo- commenta- Un tema del genere non può ricoprire il sapore elettorale di cui oggi si avverte l’essenza». E se i 5stelle, probabilmente anche oggi, porteranno avanti la melina che ha fatto imbestialire la Lega, è altrettanto vero che le tappe di questi ultimi sei mesi hanno mantenuto un andamento oscillante e ondivago. Qualche giorno fa il ministro per il Sud pentastellato Barbara Lezzi aveva ricordato che «il divario tra le Regioni va eliminato, è nel contratto di governo», avendo ben presente che toccherà alla prossima manovra recuperare il gap del 6% di investimenti (Il centro sud si ferma, come si è detto, al 28%), mentre a proposito di “falsa partenza” del regionalismo differenziato, già a febbraio la delegazione grillina di governo aveva messo in un dossier nero su bianco, tutte le controindicazioni.

Comincia invece a traballare, anche se ancora non viene del tutto meno un altro dei cavalli di battaglia a trazione antimeridionalista relativo al numero particolarmente consistente di impiegati della pubblica amministrazione anche nell’Isola. Come si cita nel rapporto Svimez il dato risulta allineato con quello statale (al 2016 53,7 dipendenti ogni mille abitanti, in Sicilia 54) anche per effetto della drastica diminuzione dei dopendenti regionali, molti dei quali andati in pensione, nell’ultimo biennio. Su una cosa Armao non ha molti dubbi, il negoziato aperto dalla Regione con lo Stato sull’Autonomia finanziaria, con un primo accordo portato avanti il 19 dicembre scorso: «Servono misure congrue previste dalla legge 42 del 2009 - prosegue l’assessore regionale- in modo armonico e secondo i contesti differenziati per singola regione».

Oggi comunque se ne dovrebbe sapere di più, con una seduta dall’ordine del giorno folto che parte dal decreto Sicurezza anche se, ha commentato Salvini durante un comizio della Lega: «Se c’è il Cdm, perché l’ho minga capì amò». E non serve nessuna traduzione per capire che anche oggi finirà con il classico zero a zero che accontenta tutti, nel gioco delle parti della politica 2.0.

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20 maggio 2019

NO AL TAGLIO AI VITALIZI, M5S: “MICCICHÈ SI VERGOGNI E CHIEDA SCUSA AI SICILIANI”


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20/05/2019
L'ISTITUZIONE ALL'ARS DELLA COMMISSIONE È "PERDITA DI TEMPO"

“Un altro primato per la Sicilia. Ma, purtroppo, è ancora una volta un primato negativo, di cui avremmo fatto volentieri a meno e di cui Musumeci e Miccichè devono solo vergognarsi e chiedere scusa ai siciliani”. Arriva l’attacco a spada tratta di Giancarlo Cancelleri ai burocrati siciliani. Il deputato M5S  all’Ars Giancarlo Cancelleri, ha commentato le dichiarazioni del ministro Fraccaro, secondo cui sono solo due le Regioni in Italia che danno chiari segnali di non voler tagliare il privilegio dei vitalizi degli ex deputati e consiglieri regionali.

“Tutte le Regioni – afferma Cancelleri  – si stanno adoperando per  il taglio. Solo da noi e in Trentino questo non avviene. Non per nulla Trentino e Sicilia al recente tavolo col governo non avevano fornito i dati sui vitalizi. La Sicilia addirittura non si era presentata. Non è un caso che dove governa il centro destra ci sono solo spreco e privilegi”.  “L’istituzione all’Ars di una commissione ad hoc per i vitalizi – prosegue Cancelleri –  come sottolinea lo stesso Fraccaro, serve solo per prendere tempo e, aggiungo io, a rinviare la questione a dopo le elezioni europee. Ma i siciliani non sono stupidi. Hanno capito e sapranno ripagare  i partiti come meritano”.

Cancelleri ricorda come nelle trasmissioni televisive la Sicilia venga etichettata come la “regione degli sprechi” e in particolare, rivolge la propria critica al presidente dell’Ars Micchichè. “Non si lamenti poi delle trasmissioni di Giletti – afferma Cancelleri -. Anche a me dispiace  tantissimo sentire parlare male della Sicilia ma, onestamente, è difficile che ciò non avvenga se poi forniamo fantastici assist del genere”. “Sono anni – conclude Cancelleri – che spingiamo per il ricalcolo dei vitalizi in Sicilia. Potevamo essere i primi a tagliare e, per assurdo,  dovremo dire grazie se arriveremo solo ultimi. Per salvaguardare questo insopportabile  privilegio dal sapore medievale, che ci costa 18 milioni l’anno, Musumeci e Miccichè rischiano di far pagare ai cittadini un costo enorme. La Legge di stabilità nazionale infatti prevede il taglio del 20 per cento dei trasferimenti statali alle regioni che non ricalcolano i vitalizi e questo 20 per cento per la Sicilia equivarrebbe a circa 70 milioni di euro in meno, con la conseguente e inevitabile riduzione o cancellazione di servizi essenziali per la popolazione”.

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Fonte: www.blogsicilia.it






RITARDI CRONICI" NELL'ACCREDITO DEGLI STIPENDI AI LAVORATORI DEL CONSORZIO DI BONIFICA 8 DI RAGUSA. INTERVIENE LA FILBI UILA: "CI SONO I SOLDI, SI PAGHI SUBITO ALMENO UNA MENSILITÀ


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Sicilia UILA

“Le lavoratrici e i lavoratori del Consorzio di bonifica di Ragusa sono ancora in arretrato di stipendi. Commissario straordinario e direttore dell’ente mantengano gli impegni assunti con le organizzazioni sindacali e provvedano subito al saldo di una mensilità, considerato che il dirigente regionale del servizio Agatino Sidoti ha assegnato un ulteriore acconto di oltre 399 mila euro quale dodicesimo di contributo in attesa di approvazione del bilancio triennale”. Il segretario generale della Filbi Uila Sicilia, Enzo Savarino, insieme con il segretario territoriale Giovanni D’Avola interviene sui “ritardi cronici” nei pagamenti al personale del Consorzio 8 Ragusa: “Chiediamo – aggiungono gli esponenti della Filbi Uila – la corresponsione di una mensilità e sollecitiamo la richiesta di un’anticipazione, anche bancaria, per soddisfare almeno in parte i diritti dei lavoratori. Si tratterebbe, comunque, appena di una goccia. La grave crisi finanziaria del Consorzio ha gettato sul lastrico, infatti, tutta la categoria a causa di promesse non mantenute e stipendi mai garantiti.”. Savarino e D’Avola concludono: “I lavoratori, da sei anni costretti da scelte politiche sbagliate a lottare per la salvaguardia di posti e diritti, hanno ormai perso la pazienza. È arrivato il momento di capire chi, non solo nelle istituzioni politiche regionali, è concretamente impegnato nella riforma di settore. E chi, invece, rema contro! Per questo, la Filbi Uila ritiene necessario che già oggi venga avviato un tavolo di confronto permanente con esponenti delle istituzioni e del mondo politico, sindacale, imprenditoriale affinché tutti i Consorzi di Bonifica, non solo l’ente ragusano, escano da queste sabbie mobili nell’interesse del comparto agricolo siciliano. Pretendiamo da tutti senso di responsabilità, senza false illusioni né strumentalizzazioni agitate da chi non fa certo gli interessi dei lavoratori ma coltiva solo interessi di bottega”.






19 maggio 2019

NELLO BONGIOVANNI, CONSIGLIERE COMUNALE DI SORTINO, CHIEDE IN DIRETTA VIDEO FACEBOOK A IGOR GELARDA, CANDIDATO ALLE EUROPEE DELLA LEGA SALVINI, LA STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI. GUARDA COM'È ANDATA!

Ringrazio il consigliere comunale Nello Bongiovanni, nonchè Dirigente Sindacale e componente della Segreteria nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria, per aver inviato il video in cui chiede al candidato della Lega Salvini Premier, Igor Gelarda, la stabilizzazione dei lavoratori forestali. 
Peccato però che l'aspirante Onorevole non abbia risposto al quesito, era impegnatissimo a spiegare la modalità del (proprio) voto. 

Dopo le elezioni siamo a disposizione ed interessati alla stabilizzazione. Chi si tirerà indietro?






CAMPAGNA ANTINCENDI “ESTATE 2019”: RIUNIONE IN PREFETTURA A RAGUSA. ALLA RIUNIONE HANNO PRESO PARTE I VERTICI DELL’ISPETTORATO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE E DELL’AZIENDA FORESTE DEMANIALI


Dal sito www.laspia.it

17 Maggio 2019
In relazione alla recente direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri recante Raccomandazioni operative per un più efficace contrasto agli incendi boschivi e di interfaccia, si è tenuta stamani in Prefettura una riunione presieduta dal Prefetto Filippina Cocuzza, volta alla sensibilizzazione di tutte le componenti del sistema di protezione civile in relazione alle attività di prevenzione, di controllo, di intervento, di coordinamento e di soccorso da porre in essere secondo le rispettive competenze e in stretta sinergia operativa in occasione di incendi boschivi e di interfaccia.

Alla riunione hanno preso parte i Sindaci, i vertici provinciali dei Vigili del Fuoco, dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, dell’Unità operativa del Dipartimento di Protezione Civile, dell’Azienda Foreste demaniali, nonché rappresentanti delle Forze di Polizia, del Libero Consorzio Comunale, della Capitaneria di Porto, di ENEL, ANAS e degli altri soggetti coinvolti nell’attività antincendio.

Il Prefetto, in apertura, ha ricordato la significativa diminuzione del numero degli incendi registratisi nell’estate del 2018, frutto non solo delle condizioni climatiche poco favorevoli allo sviluppo degli incendi, ma anche della strategia complessivamente adottata e delle sinergiche azioni preventive e di contrasto attuate da tutte le componenti del sistema nella fase precedente il periodo di pericolosità.

Proprio in considerazione dei risultati ottenuti, il Prefetto ha sottolineato la necessità che sia riproposta la programmazione già attuata nella scorsa stagione estiva e che siano messi a punto gli strumenti preventivi e di risposta già oggetto di puntuale individuazione. Al riguardo, in attesa delle direttive regionali, sono state richiamate le indicazioni riportate nelle circolari nazionali e gli indirizzi già forniti nel corso delle numerose riunioni svoltesi in passato, chiedendo ai presenti un aggiornato quadro di riferimento in ordine agli adempimenti di competenza.

In particolare, verificata l’adozione dei Piani comunali di protezione civile da parte di tutti i Comuni, che devono comunque essere sempre aggiornati in riferimento alle modifiche dello stato dei luoghi, è stata ulteriormente richiamata l’attenzione delle Amministrazioni comunali sul necessario, puntuale e immediato aggiornamento del Catasto delle aree percorse dal fuoco con l’apposizione dei conseguenti vincoli di legge, adempimento che costituisce anche un efficace deterrente nei confronti di azioni illecite di natura dolosa.

Il Prefetto ha ribadito la fondamentale importanza che riveste l’attività di prevenzione, sollecitando la rimozione e la mitigazione delle situazioni di pericolo che potrebbero favorire l’innesco e la propagazione degli incendi soprattutto in prossimità delle aree antropizzate, delle infrastrutture, della rete viaria e delle aree boschive e di pregio ambientale, sollecitando in particolare la ripulitura dei margini delle strade, dei viali parafuoco, delle fasce di rispetto, delle linee elettriche e delle aree private, verificando l’adempimento delle ordinanze sindacali in materia e sottolineando l’importanza dell’intervento sostitutivo dei Comuni in caso di inottemperanza dei privati da accompagnarsi con l’irrogazione delle sanzioni di legge.

In relazione alla ricognizione delle forze in campo, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco ha annunciato la riapertura del Distaccamento di Santa Croce Camerina con la presenza di un adeguato numero di risorse umane e strumentali che potranno fornire un rilevante contributo durante la stagione estiva, mentre si è in attesa di conoscere l’ammontare del cofinanziamento del Comune di Ragusa per assicurare anche quest’anno l’apertura del Distaccamento estivo dei Vigili del fuoco a Marina di Ragusa.

Il Dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste ha presentato il Piano operativo Provinciale antincendio 2019 garantendo, oltre al consueto impiego di uomini e mezzi, anche l’attivazione di ulteriori mezzi che svolgeranno servizio di pattugliamento e pronto intervento, nonché la presenza di due squadre aggiuntive che opereranno a Frigintini e Chiaramonte Gulfi.

Al riguardo il Prefetto ha nuovamente ribadito l’importanza della sinergia negli interventi preventivi, che dovranno avvenire previe dirette intese tra gli organi deputati alle diverse incombenze, affinché non sfuggano aree a rischio conosciute solo da alcuni degli Enti. Di fondamentale importanza, in particolare, gli interventi di ripulitura da effettuarsi da ANAS, Libero Consorzio, Comuni e Azienda Foreste Demaniali.

Il rappresentante dell’Azienda Foreste Demaniali ha fatto presente che gli interventi di ripulitura in bosco, attivati dalla Regione, sono già in corso nelle zone in prossimità delle strade e anche nella ripulitura dei viali parafuoco a cominciare dalle aree costiere.

Il Dirigente dell’Unità operativa provinciale del Dipartimento di Protezione Civile, pur evidenziando che non sono ancora pervenute direttive specifiche, ha confermato l’operatività di squadre di volontari, appositamente formati, sottolineando che altri volontari potranno aggiungersi non appena saranno disponibili finanziamenti regionali per la formazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, auspicando un sempre più stretto raccordo dei Comuni e dei direttori delle operazioni di spegnimento con la Protezione civile.

In conclusione il Prefetto, nel richiamare tutti i presenti ad una fattiva e sinergica collaborazione in conformità alle direttive impartite, ha preannunciato la convocazione di altre riunioni per fare il punto sull’attuazione delle misure enucleate ed affrontare eventuali ulteriori problematiche emergenti.

Fonte: www.laspia.it


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ANTINCENDIO, REGIONE MODIFICHERÀ BANDO PER ELICOTTERI. POSSIBILE RITOCCO A PENALITÀ, MA TEMPI SONO GIÀ RISTRETTI


Anche se per l'ufficialità bisognerà attendere la pubblicazione del nuovo bando, il Comando del corpo forestale ha preparato il nuovo capitolato d'appalto. Lo scorso mese, due ditte avevano criticato le multe previste nel caso di mancato volo per avaria

SIMONE OLIVELLI 17 MAGGIO 2019
Qualche ritocco al capitolato e la nuova gara d'appalto per l'acquisizione degli elicotteri anticendio verrà indetta. È quanto trapela dagli uffici regionali in merito alla procedura relativa alla flotta di cui la Regione spera di dotarsi in vista della stagione calda e del connesso pericolo roghi. 

Nonostante il meteo di questi giorni non sia proprio da anticipo d'estate, i tempi sono parecchio ristretti. Va ricordato, infatti, che un primo tentativo è stato fatto ad aprile ma senza successo, poiché la gara è andata deserta. Anche se due società - le stesse che l'anno scorso, sotto forma di raggruppamento temporaneo di imprese, si sono aggiudicate il servizio - hanno spedito una comunicazione alla Centrale unica di committenza specificando che la mancata presentazione dell'offerta economica derivava dalle condizioni previste dal bando. Nello specifico, le penalità - fino a cento euro per minuto - causate dal mancato intervento dei mezzi antincendio e questo anche nel caso di avaria degli elicotteri. «Le clausole imposte dal capitolato d'oneri condizionerebbero pericolosamente le decisioni degli equipaggi in condotta soprattutto durante le operazioni di urgenza», si legge nel documento recapitato alla commissione di gara.
Continua in questo link: 
https://meridionews.it/articolo/77804/antincendio-regione-modifichera-bando-per-elicotteri-possibile-ritocco-a-penalita-ma-tempi-sono-gia-ristretti/


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MESSINA – CAMPAGNA ANTINCENDIO BOSCHIVO 2019, RIUNIONE IN PREFETTURA


Dal sito www.canalesicilia.it

18 Maggio 2019
Nella mattinata di lunedì 20 maggio si svolgerà in Prefettura una riunione finalizzata alla disamina delle iniziative e delle misure operative da attuare, in questo ambito territoriale, per contrastare il fenomeno degli incendi boschivi e di interfaccia in relazione all’imminente stagione estiva.

All’incontro, presieduto dal Prefetto di Messina, dr.ssa Maria Carmela Librizzi, sono stati invitati a partecipare, oltre ai responsabili delle Forze di Polizia, anche i soggetti istituzionali, statali e regionali, a vario titolo coinvolti nelle attività antincendio unitamente al referente individuato dall’ANCI in rappresentanza dei Comuni dell’area ionica, tirrenica, nebroidea e insulare di questa provincia, e alle Associazioni di categoria di agricoltori e allevatori.

L’occasione sarà la sede opportuna per esaminare il contenuto della relazione con la quale il Dipartimento della Protezione Civile, ad esito dell’attività di debriefing sulla campagna antincendio boschivo svolta nel periodo estivo dello scorso anno, ha individuato i principali elementi di criticità.

Nel contempo sarà anche illustrata la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri recante gli indirizzi operativi per I ‘attività antincendio 2019.

L’iniziativa si inserisce tra le attività che vengono annualmente avviate dalla Prefettura a livello locale per individuare interventi preventivi e piani di azione volti a garantire adeguati livelli di risposta alla problematica in esame anche attraverso il rafforzamento della cooperazione interistituzionale.

A tale riguardo è di primaria importanza il contributo offerto dai Sindaci della provincia, chiamati, tra l’altro, ad aggiornare i Piani di Protezione Civile e a istituire, e successivamente aggiornare, il Catasto delle aree percorse dal fuoco, strumento indispensabile per realizzare una adeguata attività di prevenzione del rischio di innesco incendi.

Scopo della riunione è anche quello di sottolineare il ruolo fondamentale assegnato dal nuovo Codice di Protezione Civile ai cittadini, chiamati, tra l’altro, a segnalare tempestivamente la presenza dei roghi e a partecipare attivamente allo spegnimento, anche mettendo a disposizione proprie risorse, a supporto dei soggetti istituzionalmente preposti. Il contributo che ciascun soggetto privato può offrire singolarmente consente infatti, non solo di concorrere alla tutela della pubblica e privata incolumità, ma anche di salvaguardare il patrimonio naturale e ambientale del territorio di appartenenza.

Fonte: www.canalesicilia.it







MATTEO SALVINI: E' UNA VERGOGNA CHE IN SICILIA CI SONO 22MILA OPERAI FORESTALI, NON MI INTERESSANO QUESTI VOTI. IN LOMBARDIA 690, IN CALABRIA 10.000, IN SICILIA 27.000. TE LA DÒ IO LA SPENDING REVIEW. IL BLOG: NEL FRATTEMPO HA CAMBIATO IDEA? MA CHI TACE ACCONSENTE!

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Matteo Salvini










Vogliamo sapere dalla Lega quale futuro avranno i lavoratori forestali della Sicilia. I referenti siciliani sono stati tutti interpellati, il Commissario della Lega Sicilia, Stefano Candiani, il Responsabile siciliano Enti Locali della Lega - Salvini, Igor Gelarda, il Parlamentare regionale Antonio Rizzotto, i candidati sindaci della Lega alle ultime elezioni comunali (Bagheria, Monreale, Motta S. Anastasia) in cui avevo chiesto tramite loro, un incontro con Salvini. Ma tutti hanno preferito non rispondere. Nel mezzo ci mettiamo anche qualche candidato consigliere che su Facebook mi ha chiesto l'amicizia, ebbene quest'ultimo si doveva informare con Igor Gelarda (candidato alle europee del 26 maggio 2019) e quindi mi doveva far sapere. Ad oggi silenzio totale! Diverse volte ho scritto anche a Salvini, ma anche lui non ha tempo da perdere con i lavoratori forestali, anzi, ha detto che non ci interessano questi voti (guarda il video sotto). Nonostante tutto, dopo le elezioni, se lo vorranno, siamo disposti ad un confronto serio smontando pezzo per pezzo tutte le teorie leghiste. Forse non hanno ancora capito che non vogliamo assistenzialismo, ma lavoro, quello che fa risparmiare miliardi di euro alla collettività. Sì, avete capito bene: miliardi di euro!



Guarda questo video
31 Ottobre 2017. Salvini a Matrix, Canale 5: è una vergogna che in Sicilia ci sono 22.000 forestali









STOP ALLA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI SICILIANI EX PIP, “LA REGIONE ESERCITI IL SUO RUOLO”


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18/05/2019
“La Presidenza della Regione e il dipartimento del Lavoro esercitino il proprio ruolo istituzionale e rispettino gli adempimenti per portare a termine l’iter di stabilizzazione dei Pip”. Lo scrivono in una nota i sindacati Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Asud, Confintesa, Alpi, Ugl, Alba, Ursas e Cisal che ieri si sono riuniti per discutere sullo stato della vertenza dei lavoratori ex Pip del bacino Emergenza Palermo. I sindacati hanno preso atto del “rallentamento nel rispetto dell’accordo sottoscritto il 12 aprile scorso”, evidenziando che “risulta omissivo il comportamento del dipartimento Lavoro che non ha provveduto a trasferire sullo specifico capitolo di spesa le somme destinate alla Resais per rendere fattibile il prosieguo degli adempimenti già previsti con l’adozione di un decreto d’impegno, considerato che il relativo capitolo di spesa è stato istituito, con decreto del Ragioniere generale già in data 29 aprile”.

Le sigle criticano pure “l’atteggiamento mantenuto da Resais che, seppur in attesa del richiamato decreto d’impegno, poteva e può convocare il suo cda, prima annunciato e poi revocato per la giornata di ieri, e incontrare le organizzazioni sindacali quantomeno sulle problematiche relative allo schema del disciplinare e della bozza del verbale di conciliazione-lettera di assunzione, atti propedeutici alla contrattualizzazione dei lavoratori”.

I sindacati sostengono quindi di avere la sensazione di una “volontà dilatoria” dei tempi e attaccano la Presidenza della Regione ritenuta “assente e incapace di esercitare il proprio ruolo anche idoneo a indirizzare in termini di comportamento omogeneo quei soggetti istituzionali che a vario titolo intervengono sulla vicenda”. Da qui la decisione di “diffidare tutte le parti in causa e segnatamente il dipartimento del Lavoro, che deve con immediatezza adottare il decreto d’impegno di spesa e il correlato elenco anagrafico dei lavoratori e la conseguente tempestiva trasmissione degli stessi alla Resais. Si diffida anche la Presidenza della Regione dal continuare a omettere di esercitare il proprio ruolo istituzionale e si richiede alla stessa di convocare immediatamente tutti gli attori protagonisti di questa vertenza al fine di dare un impulso per la risoluzione dei problemi presenti uscendo dall’attuale palude immobilistica”.