26 febbraio 2018

CONGRESSO PROVINCIALE UILA-UIL AGRIGENTO: GERO ACQUISTO CONFERMATO SEGRETARIO



24 Febbraio 2018
Sì è svolto ieri il VI° congresso territoriale della Uila-Uil di Agrigento la categoria che riguarda i lavoratori dell’agroalimentare.

Il congresso seguitissimo di delegati, iscritti e invitati si è svolto a Cammarata e ha confermato alla carica di segretario generale della Uila-Uil per i prossimi quattro anni Gero Acquisto. E’ stata inoltre rinnovata fiducia al gruppo dirigente della categoria con Giuseppe Plicato, Paolo Libasci, Rosario D’angelo. New entry in Segreteria una donna, Rosamaria Favata.

Il congresso ha avuto un tema accattivante “L’impegno della Uila per migliorare il sistema Agro-Forestale ambientale isolano”.

Hanno partecipato e relazionato il segretario regionale Uila Sicilia Nino Marino e il segretario nazionale Uila-Uil Gabriele De Gasperis evidenziando l’aspetto fondamentale per l’economia siciliana il comparto agroalimentare. Erano presenti ed hanno contribuito con un interessante intervento Claudio Barone Segretario Generale Uil Sicilia e Luisella Lionti.

Il riconfermato segretario provinciale Uila-Uil Gero Acquisto dichiara:
“Un congresso e una riconferma che per me sono ancora da maggiore sprone per la Uila-Uil e tutto il gruppo dirigente.
La nostra categoria si è contraddistinta sempre per un impegno sul territorio e degli iscritti di tutto questo mondo che abbraccia, il mondo agroalimentare, i lavoratori della forestale, dell’Esa che ha bisogno attenzioni e impegno sindacale costante.
L’agricoltura in Sicilia ha subìto in questi quattro anni, una stagione di grande crisi anche per delle scelte politiche che da Bruxelles a cascata hanno difeso poco la tutela e la valorizzazione del prodotto autoctono siciliano. Ad ogni modo questo mondo aspetta che si apra una stagione nuova dai fondi del Psr che oggi marcia con notevole ritardo e che si possa finalmente garantire una politica agraria comunitaria che guarda alle specificità dei nostri produttori, che devono concorrere con la slealtà dei paesi emergenti che con manodopera a basso costo e prodotti non certificati hanno invaso i nostri mercati, drogando l’economia e i prezzi al dettaglio.
Per questo il sindacato deve lottare per il mantenimento dei livelli occupazionali in un settore che può dare tanto al nostro Pil e alla creazione di posti di lavoro.
Come riteniamo che il sistema della forestale e dei lavoratori che ne fanno parte necessita una riforma seria che finalmente abbia a cuore la tutela e la sicurezza dei boschi e delle nostre città ma che apporti una riforma per mettere la parola fine al precariato isolano, che ancora oggi sono sempre e solo merce di scambio di annunci da campagna elettorale e poi vengono sistematicamente lasciati al proprio destino, senza trovare le soluzioni che le organizzazioni sindacali da tanti anni nei tavoli di trattativa hanno lanciato ai governi regionali.
La Uila-Uil conclude Gero Acquisto ha innanzi quattro anni di duro lavoro e di impegno sul territorio rimanendo sempre al fianco dei lavoratori per le tutele dei diritti e delle loro condizioni di lavoro che sono sempre alla base della nostra attività sindacale.”

Fonte: www.scrivolibero.it






MINISTERO AMBIENTE, VOGLIAMO FAR APPROVARE LEGGE FORESTALE. "MA PER INTERVENTI SERVONO PIÙ DATI"

© ANSA

(ANSA) - VENEZIA, 24 FEB - "Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è intenzionato a far approvare la legge forestale". Lo ha detto la dirigente della Direzione Foreste del Mipaaf, Alessandra Stefani, intervenendo al convegno "Legna da ardere: mercati, criticità e prospettive per il settore", organizzato nel corso dell'11/a edizione di 'Progetto Fuoco', in programma fino a domani a Veronafiere.

"Una politica forestale senza dati - ha spiegato Stefani - è utopia. Abbiamo avviato incontri con Istat, Agea, Crea e altri soggetti per riorganizzarne la raccolta, finora lacunosa per colpa di alcune Regioni che intendono le statistiche forestali a modo loro. Acquisiremo i dati dal satellite Copernicus e il 28 febbraio alla Presidenza del Consiglio ci riuniremo con il servizio Copernicus e con i referenti forestali".

Tra le altre novità annunciate a Progetto Fuoco, l'invio a marzo dei dati sugli incendi boschivi da parte dei carabinieri forestali al Ministero e l'uscita nel 2019 dell'inventario forestale del controllo a terra. Data l'esistenza di molte aziende 'fantasma' operanti nel settore taglio legna, la dirigente del Mipaaf ha espresso inoltre l'esigenza di far passare a livello politico il concetto di bosco come 'capitale naturale': "Solo così - ha concluso - si faranno i controlli sul lavoro nero, altrimenti interessati solo a illegalità più cospicue". (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Fonte: www.ansa.it



Leggi anche:

Enrico Borghi: basta castronerie sulla legge forestale

Nuova legge forestale: un assalto ai boschi italiani?

Legge forestale: borghi "misura moderna per lo sviluppo sostenibile"

Legge forestale nazionale, Uncem: "strumenti importanti per comuni e unioni montane”


Decreto foreste, il Presidente Mattarella non firmi l’ennesima legge ai danni dell’ambiente

Legge forestale italiana in mezzo alle polemiche

La nuova legge forestale: un’aggressione ai boschi italiani. Il trionfo della motosega





LA NUOVA LEGGE FORESTALE: UN’AGGRESSIONE AI BOSCHI ITALIANI. IL TRIONFO DELLA MOTOSEGA


di Giovanni Damiani - 22 Feb 2018
In sordina, senza clamori mediatici quando invece avrebbe ben meritato una rivolta politica e morale e mobilitazioni di piazza, il Consiglio dei Ministri, il 1 dicembre 2017, ha approvato lo schema di decreto legislativo relativo al Testo Unico Forestale, che deve sostituire la norma vigente da 17 anni in materia di foreste e filiere produttive. Il testo, è attualmente all’esame della Commissione Parlamentare per la Semplificazione e poi avrà concluso l’iter e potrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Il suo contenuto è fuori dal tempo: come se nulla fosse mai stato detto o scritto in materia di ecologia generale e forestale, sul ruolo delle foreste nella difesa della biodiversità, sul contrasto al riscaldamento globale, sull’ambiente (clima, regimazione delle acque ecc..), sul paesaggio. Dai massimi esperti in materia (per tutti, cito Bartolomeo Schirone, professore ordinario di selvicoltura dell’Università della Tuscia, e il prof. Gianluca Piovesan, ordinario di selvicoltura e assestamento forestale dell’Università della Tuscia) che pure sono intervenuti inutilmente per scongiurare il varo della norma così com’è stata concepita, il decreto è stato definito un “assalto ai boschi italiani”.

Ma oltre all’attacco ai beni ambientali forse più preziosi del nostro Paese, la furia del legislatore ha messo sotto i piedi anche gli aspetti fondanti del nostro assetto democratico, tanto che il professor Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale, non ha esitato ad affermare “che questo decreto è contro la costituzione e i diritti fondamentali dell’uomo”.

Il capolavoro è stato concepito dal Governo, dalla filiera del legno, da comunità locali e regioni e l’obiettivo unico che si pone è lo sfruttamento economico delle risorse forestali, con turni di taglio costanti e possibilità di realizzare strade di servizio e piste “temporanee” per facilitare l’azione albericida generalizzata.

La legge afferma la “gestione attiva dei boschi” che, tradotto, significa il taglio indiscriminato dei boschi. Non metto in discussione che i boschi vadano gestiti considerando anche gli aspetti produttivi: si tratta di una risorsa rinnovabile, di un flusso di materia da cui attingere per la sostenibilità. Sono per meno plastica e idrocarburi fossili e più legno! Quindi scevro da pozioni fondamentaliste. Quello che però sconvolge realmente è, scientificamente, che non si distinguano boschi di produzione e quelli di conservazione. Esistono boschi che assolutamente non dovrebbero essere toccati dall’uomo perché sono antichissimi o perché elementi fondamentali del paesaggio tutelato, vale la pena ricordarlo, dall’art. 9 della Costituzione. Basti pensare alla Val Cervara (in Abruzzo, tra Pescasseroli e Villavallelonga) con le sue foreste vetuste che annoverano i faggi più antichi conosciuti nell’emisfero nord del Pianeta, al Bosco sacro di S. Antonio, sempre in Abruzzo, oppure a tutti quei boschi che non vanno toccati per ragioni storiche (i lucus, boschi sacri dei Romani, pervenuti fino a noi) o per questioni di stabilità ambientale, come nel caso di quelli sopra Sarno. Quando elimini certi presìdi naturali, automaticamente si innescano processi erosivi senza controllo.

Se poi si guarda più in dettaglio la legge, articolo per articolo, ci si rende conto che l’obiettivo fondamentale è la possibilità di recuperare biomasse di cui hanno fame assoluta gli impianti dedicati alla produzione di energia elettrica, autorizzati e realizzati. Infatti, gli impianti a biomasse vengono autorizzati, anche di grandi dimensioni, a prescindere dalla disponibilità di combustibile. Non si tratta quindi, come afferma la legge, di produzione legnosa per cui, tra l’altro, non ci sono nemmeno le filiere, si tratterebbe di destinare la maggior parte del materiale recuperato alle stufe e alle centrali a biomasse.

Preoccupa in questa legge, altresì, la non chiarezza su chi dovrebbe gestire gli inventari forestali, e con quali criteri. La gestione, infatti, faceva capo al Corpo Forestale dello Stato, autorità in materia che ha meritato fiducia in quanto ha garantito equilibrio, terzietà e rigore. Ora i Forestali sono stati accorpati all’arma dei Carabinieri e quando usciranno di scena nella gestione … con nuovi soggetti responsabili di essa, potrà accadere qualsiasi cosa. Del resto, i prodromi ci sono: la stesura di una legge simile affidata in via privilegiata alla filiera del legno…è come affidare la disciplina della tutela delle galline alle associazioni delle volpi. E anche i comuni, a corto di soldi, non si sono fatti tanti scrupoli a “valorizzare” il proprio patrimonio boschivo. Preoccupa non poco, in merito, anche il tema degli inventari forestali, argomento cardine affrontato superficialmente solo in uno degli ultimi capitoli in cui si parla di statistiche e dati. Con quanta scientificità, accuratezza e veridicità verranno realizzati?

Questa legge rappresenta non solo uno schiaffo alla cultura ecologista e scientifica degli ultimi trent’anni, ma persino un salto all’indietro di 95 anni, se si pensa che la legge, detta “Serpieri”, del 1923, istituiva categorie di boschi che, salvo casi eccezionali, non potevano essere usati né toccati, perché era chiaro il problema del dissesto idrogeologico. Nella nuova legge, invece, si parla di cedui per protezioni idrogeologiche, cosa assurda, un controsenso a livello scientifico.

Negli Stati Uniti, in Australia e in molti Paesi dell’Europa, oramai è adottata la rewilding strategy, che consiste nel “naturalizzare senza l’intervento dell’uomo”, lasciando degli spazi alla riconquista dell’ambiente da parte della natura. È necessario farlo per ragioni strettamente ecologiche, ma anche per ragioni culturali e turistiche. Ve lo immaginate come potranno attrarre turismo luoghi caratterizzati da ceppaie di boschi cedui? Chi mai andrà a fare turismo in zone di taglio, spelacchiate, al canto delle motoseghe?

La legge è ricca perfino di controsensi: un esempio eclatante è quello dell’articolo 2, in cui si parla di garantire l’estensione della foresta, e in cui, quindi, si promuove la foresta. Però, poi, si scopre che tutte quelle aree abbandonate dove il bosco sta ritornando nel nostro Paese, non sono ritenute boschive, ma terreni incolti. Escluse dalla categoria “boschi” vuol dire che tali aree possono essere eliminate, che lì puoi tagliare. E cosa ancora peggiore sono le aree di rimboschimento artificiale, che in Italia rappresentano il 40% della nostra superficie forestale attuale, la cui riforestazione è stata fatta con risorse pubbliche, che possono essere tagliate.

Ma c’è di peggio: la legge afferma che si può eliminare, trasformare, il bosco in una determinata area, a condizione che questo intervento venga “compensato”. La prima cosa che si pensa è che si debba “compensare” con un rimboschimento. La cosa è contemplata offrendo, però, anche la possibilità di “compensare” queste opere con dei servizi assolutamente diversi e impattanti, come l’apertura di una strada, la realizzazione di un parcheggio per il comune o, cosa peggiore, si può “compensare” economicamente, se autorizzato dalla Regione. Soldi che essa accantonerà in un fondo forestale.

L’ex direttore (scomparso) della rivista “Fotografare”, un mio amico conosciuto un po’ tardi, con quel che si è guadagnato nella vita con il suo lavoro, ha acquistato in Abruzzo una intera collina che guarda l’Adriatico e realizzato in decenni, partendo da zero, una pineta a Pinus halepensis, oggi matura. Un altro mio amico di Penne (Pescara) ha investito tutto quello che aveva per acquistare un bosco collinare superstite, di diversi ettari, solo e soltanto per poterlo conservare.

Per situazioni come queste, il bosco è considerato dalla nuova legge come “abbandonato”, la prateria considerata “terreno incolto” e via dicendo, e può essere gestito dalla Regione se il proprietario non interviene (a tagliarlo). A quel punto, la Regione può agire affidando la responsabilità del terreno a consorzi o cooperative di giovani. In pratica, se tu sei proprietario di un bosco e non lo tagli, viene data autorizzazione a cooperative, che possono anche essere cooperative di persone non competenti in fatti della natura, né amanti di essa. L’applicazione di questa legge nel bosco del mio amico è piuttosto difficile: occorrerà un battaglione di poliziotti per riuscirci e io lo aiuterei a resistere.

Vi rendete conto di cosa sono riusciti a portare (praticamente) a termine nell’assordante silenzio dei media, decisori politici (on. Realacci) che hanno ignorato sostanzialmente appelli, allarmi… Adesso si tratta di vedere cosa altro si può fare per fermare un mostro simile che si nutre della sinfonia delle motoseghe. Non può finire così.


Già direttore generale dell’Anpa

Fonte: ilfoglietto.it





SULLA NEVE. SEI FERITI A PIANO BATTAGLIA. IN SALVO ANCHE IL CANE MIELE


Sia sabato che domenica la località è stata presa d'assalto dai gitanti. LE FOTO.

PALERMO - Sono stati sei gli interventi effettuati nel fine settimana a Piano Battaglia dai tecnici del Soccorso alpino e speleologico siciliano in collaborazione con la Protezione civile della Città metropolitana di Palermo, i carabinieri e il Corpo forestale. Sia sabato che domenica la località, complici anche le abbondanti nevicate degli ultimi giorni, è stata presa d'assalto dai gitanti.

Un giovane di Roccamena G.D.B., 31 anni, si è procurato una frattura al piede destro dopo aver urtato con violenza un grande pupazzo di neve. Si è ferito all'orecchio M.A., 35 anni, di Santa Margherita Belice, dopo essere caduto urtando la testa contro la lamina del suo snowboard. Una sospetta frattura al braccio per M.P., 33 anni, di Partinico, è stata travolta alle spalle da uno slittino, mentre per A.L.G., 25 anni, di Caltagirone, la diagnosi è di una sospetta frattura della caviglia sinistra. Infine D.F., uomo di 33 anni, di Castelvetrano, ha accusato un malore.

Gli uomini del soccorso alpino hanno salvato anche il cane Miele che era stato abbandonato nella zona dei rifugi.
25 Febbraio 2018



25 febbraio 2018

LEGGE FORESTALE ITALIANA IN MEZZO ALLE POLEMICHE



Dalla pagina Facebook
Rivista Forestale Sherwood

Legge Forestale italiana in mezzo alle polemiche. Qualche giorno fa abbiamo dichiarato che non l’avremmo commentata fino a che non fosse stata approvata in via definitiva.
Non torniamo indietro dalla nostra scelta, ma vista la malafede di alcuni esperti del settore che sanno sicuramente quanto diremo tra poco e l’evidente tentativo di sfruttare elettoralmente il tema della legge forestale, corre l’obbligo di elencare almeno ciò che la legge forestale NON farà sicuramente.

1. NON eliminerà alcuna legge di tutela ambientale vigente.
2. NON eliminerà alcuna area protetta, di nessun tipo.
3. NON eliminerà la richiesta di autorizzazione ai fini paesaggistici, la dove è richiesta oggi.
4. NON eliminerà l’autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico
5. NON toglierà la potestà alle Regioni e alle Province Autonome in materia di foreste, pertanto rimarranno in vigore tutte le leggi, i regolamenti e le prescrizioni di tutela attuali.

Tutto questo e molto altro non verrà assolutamente toccato. Se da parte di alcuni appassionati paladini dell’ambiente, di cui condividiamo i valori, è ammissibile essersi fatti coinvolgere in una battaglia di apparente difesa del patrimonio forestale italiano, non lo è per gli esperti per i quali resta evidente la volontà di raccontare realtà parziali e utili alla loro causa personale.



Leggi anche:

Enrico Borghi: basta castronerie sulla legge forestale

Nuova legge forestale: un assalto ai boschi italiani?

Legge forestale: borghi "misura moderna per lo sviluppo sostenibile"

Legge forestale nazionale, Uncem: "strumenti importanti per comuni e unioni montane”


Decreto foreste, il Presidente Mattarella non firmi l’ennesima legge ai danni dell’ambiente




ARS: IL TAR SICILIA RESPINGE IL RICORSO CONTRO I DEPUTATI ELETTI


24 Febbraio 2018
Lo rendono noto in un comunicato i venti parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana. Il ricorso, infatti, riguardava anche loro. Solo che i giudici amministrativi lo hanno respinto

“Gli scranni all’Assemblea regionale siciliana dei deputati Movimento 5 Stelle sono salvi. Il TAR di Palermo ha infatti rigettato il ricorso di alcuni candidati non eletti che volevano riscrivere il risultato delle regionali di novembre scorso estromettendo gli eletti (tra questi alcuni deputati M5S) che si erano attenuti ai moduli forniti dalla Regione, che, per l’autocertificazione, si appigliava ad una legge del ’90, ignorando la successiva legge Severino.

“Non avevamo dubbi – commentano i parlamentari 5 stelle – la pronuncia del TAR in questo momento rappresenta un’ importantissima conferma della legittimità dei nostri scranni all’Ars e ci dà ulteriore determinazione per portare avanti con più forza le battaglie per la Sicilia e i siciliani. Siamo venti e determinatissimi a lasciare il segno, anche approfittando di una maggioranza rissosa, inconcludente e per nulla coesa”.

Resta in piedi,invece, il ricorso presentato dal titolare di questo Blog, Franco Busalacchi, che verrà discusso il prossimo aprile.

Il ricorso di Busalacchi è molto più complesso e, se accolto, potrebbe provocare un terremoto politico (COME POTETE LEGGERE QUI)




24 febbraio 2018

CONSULENZE E ASSUNZIONI DEL SENATO PER LA NUORA E LA CONSUOCERA DI RENATO SCHIFANI. IL BLOG: O SEI PARENTE DI QUALCUNO O ALTRIMENTI MORIRAI CON 78, 101, O 151 GIORNATE L'ANNO. INDIGNIAMOCI!


24/02/2018
La nuora e la consuocera di Renato Schifani, madre e figlia, vengono pagate dal senato per consulenze e attività lavorative.E’ quanto afferma con un titolosparato in prima pagina Il Fatto Quotidiano, il giornale da sempre schierato con il Movimento 5 stelle che oggi attacca l’ex presidente del Senato nonchè uno degli uomini di punta di Forza Italia in Sicilia.

Secondo quanto racconta il giornale Schifani avrebbe utilizzato i fondi dedicati agli ex presidenti del Senato utilizzabili per tenere in vita la propria segreteria personale. Si tratta di circa 17 mila euro al mese che, secondo il Fatto, è uno dei provvedimenti della casta sopravvissuto ai tagli degli ultimi anni.

Questo fondo resta a disposizione degli ex presidenti nei dieci anni successivi alla fine del loro mandato. Otiginariamente era a vita, ma una riforma varata proprio durante il mandato di Presidente di Schifani lo ha ridotto da 23 mila a 17mila euro e da vitalizio a decennale.

Oggi quel fondo viene utilizzato da Schifani per lo stipendio di Federica Terruso, comapgna del figlio e per la madre di lei Manuela Antinelli e, nel 2017, anche per Ugo Zagarella storico collaboratore di Gianfranco Miccichè oggi candidato e probabile prossimo deputato.

L’impiego di questi fondi è perfettamente legittimo e a norma di legge. Sui rilievi etici mossi dal giornale e relativi ai rapporti fra l’avvocato Andrea Schifani, figlio di Renato e Federica Terruso l’ex presidente del Senatio racconta che fu proprio questo incarico a permettere ad Andrea e federica di conoscersi. Insomma non fu lui ad assumere la compagna del figlio ma fu il lavoro a far nascere il rapporto

di Antonio Maria Casarubea

Fonte: www.blogsicilia.it





CALTAGIRONE. CONSORZIO BONIFICA, IL SIFUS CHIEDE LA RIMOZIONE DEL DIRETTORE

Dalla pagina Facebook
del Segretario Regionale Sifus Consorzi di Bonifica
 Ernesto Abate






DECRETO FORESTE, IL PRESIDENTE MATTARELLA NON FIRMI L’ENNESIMA LEGGE AI DANNI DELL’AMBIENTE


22 Febbraio 2018
È alla firma del presidente Sergio Mattarella il Testo unico forestale, un  decreto legislativo recante disposizioni sulla revisione e l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di Foreste e filiere forestali, in attuazione dell’articolo 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154.

Il decreto, che pure contiene affermazioni condivisibili come: “La Repubblica riconosce il patrimonio forestale nazionale come bene di rilevante interesse pubblico” è in realtà finalizzato a “incrementare la valorizzazione economica del patrimonio forestale e il sostegno alle sue filiere” ed è quindi una vero “lasciapassare” per lo sfruttamento economico ed energetico anche di aree boschive prima rigorosamente tutelate. Tutto ciò ha suscitato profonde perplessità e critiche in Giuristi, esperti del settore e anche come medici siamo oltremodo preoccupati per le ricadute sanitarie che tutto ciò comporterà anche a seguito dell’inevitabile incremento del traffico pesante connesso.

Già oggi il nostro Paese, con 90mila morti premature all’anno da inquinamento atmosferico, è ai vertici di questa triste classifica in Europa e sotto procedura d’infrazione. In Italia le biomasse solide sono responsabili (dati Ispra riferiti al 2015) di circa il 70% del PM2,5 primario, che rappresenta circa la metà del PM 2,5 totale, responsabile di circa 60mila decessi prematuri. Si può stimare quindi che la combustione di biomasse in Italia sia responsabile, considerando le sole emissioni di particolato, di numerosissime morti premature e ricoveri soprattutto negli esposti più suscettibili come bambini e anziani. E’ davvero paradossale che, di fronte al problema dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e fertilità dei suoli, dei recenti devastanti incendi di cui sempre più, dal Nord al Sud, si sospetta il legame criminale con le centrali a biomasse, invece che conservare gli alberi esistenti e piantarne altri, se ne incentivi il loro abbattimento! E appare davvero paradossale che per contrastare la cattiva qualità dell’aria da un lato vengano emesse ordinanze per vietare l’utilizzo dei caminetti domestici e dall’altro si incentivi la combustione di biomasse contro cui da tempo ci siamo pronunciati.

Isde e la Rete degli scienziati e ricercatori di energia per l’Italia hanno diffuso questo Comunicato congiunto e lanciato una petizione per chiedere al presidente Mattarella di non firmare questo ennesimo sciagurato decreto che andrebbe, ancora una volta, a discapito della salute e dell’ambiente.

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it


Leggi anche:

Enrico Borghi: basta castronerie sulla legge forestale

Nuova legge forestale: un assalto ai boschi italiani?

Legge forestale: borghi "misura moderna per lo sviluppo sostenibile"

Legge forestale nazionale, Uncem: "strumenti importanti per comuni e unioni montane”





ZELKOVA SICULA, IL FOSSILE VIVENTE DA SALVARE


23 Febbraio 2018

Nel 1991, durante un sopralluogo per realizzare un inventario forestale nelle campagne della Sicilia sud-orientale, il botanico Giuseppe Garfì si è imbattuto in una pianta dall’aspetto nuovo e non riconoscibile. Dopo aver raccolto alcuni campioni, lo studioso ha iniziato una ricerca minuziosa nel tentativo di classificarla, senza però giungere ad alcuna conclusione. Con l’aiuto del Prof. Quezel dell’Università di Marsiglia, uno dei massimi esperti al mondo di flora mediterranea, la sorpresa non tardò ad arrivare. I ricercatori erano davanti a quella che è stata considerata una delle più grandi scoperte botaniche avvenute in Italia nell’ultimo secolo: la Zelkova sicula.



Un vero e proprio fossile vivente

Un tempo diffusa in tutto il Mediterraneo, la Zelkova è una pianta relitta della flora terziaria che oggi si rinviene soltanto nelle zone del Caucaso. Circa 30.000 anni fa, a causa delle glaciazioni quaternarie, questo genere si è estinto in tutto il continente europeo, sopravvivendo soltanto in due ‘nicchie ecologiche’, rispettivamente sulle montagne dell’isola di Creta (specie Zelkova abelicea) ed in Sicilia (specie Zelkova sicula). Oggi le popolazioni siciliane si trovano soltanto sui Monti Iblei, nei territori di Buccheri (240 piante) e Melilli (1540 piante). L’enorme valore botanico ed ambientale della Zelkova sicula e l’esiguo numero di esemplari viventi pongono la pianta nella lista IUCN delle 50 a maggiore rischio di estinzione del Mediterraneo, motivo che ha spinto il Ministero dell’Ambiene e della Tutela del Territorio a finanziare un progetto per il ripopolamento in Sicilia.


Salvare la Zelkova sicula

Pur essendo incluse in due siti di importanza comunitaria (SIC), le popolazioni di Zelkova sicula non sono soggette ad alcuna misura di protezione legale. Una situazione paradossale che si sta cercando di risolvere con un interessante progetto di salvaguardia della specie, a cui stanno partecipando il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio italiano, l’Istituto di Genetica Vegetale del CNR di Palermo e Legambiente. «Salvare la Zelkova sicula dall’estinzione è un impegno difficile ma appassionante – spiega Giuseppe Garfì botanico dell’Istituto di Bioscenze e Biorisorse del CNR di Palermo -Si tratta di una grande sfida che passa attraverso alcune tappe fondamentali tra cui il censimento dell’intera popolazione, la conservazione ed il restauro dell’habitat naturale, lo studio della struttura genetica delle popolazioni, la produzione di materiali di moltiplicazione, la diffusione della specie e ovviamente la realizzazione di campagne di sensibilizzazione ed educazione». Il team di ricercatori del CNR di Palermo, in collaborazione con il Conservatoire Botanique National de Brest (CBNB), ha messo a punto uno specifico protocollo di propagazione a cui è seguita l’individuazione di tre siti-pilota, in alcuni boschi siciliani, per una prima ‘colonizzazione assistita’. «L’alta percentuale di successo della messa a dimora di giovani piantine fa ben sperare per il futuro di questa rarissima pianta – conclude Garfì -, l’idea è quella di proporre Zelkova sicula come pianta pioniera per la riforestazione di alcune zone della Sicilia». La strada è ancora lunga, ma per il fossile vivente siciliano si intravede un roseo futuro; le fasi di questo affascinante progetto possono essere seguite sul sito www.zelkovazione.eu.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: rivistanatura.com


Leggi anche:

A Sortino ritorna la sagra del miele. La forestale esporrà in esclusiva, l'unica pianta esistente, la Zelkova Sicula che si pensava fosse estinta

Progetto Legambiente-Regione per la salvaguardia della Zelkova, rarissima specie forestale





LA PROPOSTA DELL'ASSOCIAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI PER IL PRECARIATO PUBBLICO SICILIANO. ADESSO OCCORRE CHE IL LEGISLATORE SICILIANO PERSEGUA SOLUZIONI CONCRETE E DEFINITIVE DI FRONTE AL PIÙ GIGANTESCO ABUSO DI STATO IN MATERIA DI CONTRATTI A TERMINE NELLA PA











FORESTALI, PUBBLICATE LE GRADUATORIE DELLA PROVINCIA DI PALERMO. LA FLAI CGIL STA CONDUCENDO UNA BATTAGLIA, AFFINCHÉ LE GRADUATORIE VENGANO AGGIORNATE SEMESTRALMENTE COME È SEMPRE STATO DAL 2014 E COME PREVEDE LA LEGGE



Novità per i lavoratori forestali che vengono avviati al collocamento di Monreale

Monreale, 22 febbraio 2018 – L’Aggiornamento prevede l’integrazione dei posti che si rendono vacanti, a seguito dei pensionamenti o altre cause, dai contingenti dei lavoratori a tempo indeterminato, con garanzie di 151 giornate annue e di 101 giornate annue, quindi diversi lavoratori con questo aggiornamento, hanno visto migliorata la loro posizione lavorativa.

Anche per quest’anno la graduatoria unica dei forestali dell’antincendio e della manutenzione, dopo l’unificazione è stata aggiornata una sola volta. Infatti, prima della legge finanziaria, la numero 5 del 2014 che ha previsto all’articolo 12 la graduatoria unica, c’erano due graduatorie, una per l’antincendio e una per la manutenzione ordinate con criteri differenti e aggiornate ogni sei mesi.

Non pochi malcontenti e svariati contenziosi, sono scaturiti dall’unificazione di queste graduatorie che hanno favorito alcuni lavoratori e ne hanno penalizzato altri. Oltretutto, l’aggiornamento annuale non permette di integrare i posti vacanti che si creano durante l’anno. Proprio su questo aspetto la FLAI CGIL sta conducendo una battaglia, affinché le graduatorie vengano aggiornate semestralmente come è sempre stato dal 2014 e come prevede la legge regionale 16 del 1996, per quanto riguarda le graduatorie della manutenzione ordinaria prima dell’unificazione.

In effetti la legge presenta elementi di contraddittorietà, poiché il legislatore nel normare la graduatoria unica non è intervenuto a modificare gli articoli delle legge 16/96 che prevedevano l’antincendio, l’aggiornamento annuale, per la manutenzione quello semestrale. Da questo l’ufficio regionale del lavoro con una sua disposizione ha inteso aggiornare annualmente le graduatorie.

Novità invece per i lavoratori forestali che vengono avviati al collocamento di Monreale. Sembra infatti che a breve gli ex uffici dell’acquedotto saranno destinati ad ufficio di collocamento. I lavoratori che fanno riferimento al collocamento di Monreale sono quelli provenienti da Pioppo, Altofonte, Piana Degli Albanesi e Monreale.

Intanto FLAI FAI E UILA, preoccupate per la mancanza di risorse finanziarie per il settore forestale, scrivono all’assessore Armao. Se non si provvederà subito, a rischio le giornate di lavoro.






IL SIFUS CHIEDE UN INCONTRO ALLA DIRIGENZA DEL CORPO FORESTALE PER AFFRONTARE VARIE QUESTIONI

Dalla pagina Facebook
Si.F.U.S.







6° CONGRESSO TERRITORIALE UILA PALERMO. L'INTERVENTO CONCLUSIVO DELLA SEGRETARIA NAZIONALE UILA, ENRICA MAMMUCARI










6° CONGRESSO TERRITORIALE UILA PALERMO. INTERVENTI DEL VICESINDACO DI PALERMO, ING. SERGIO MARINO E DEL RESPONSABILE SINDACALE UILA UIL SAN CIPIRRELLO, NICOLA BARONE











6° CONGRESSO TERRITORIALE UILA PALERMO. INTERVENTI DI NATALE MASCELLINO (UIMEC SICILIA) E MICHELANGELO INGRASSIA (DELEGATO UILA EPRESIDENTE COMITATO INAIL PALERMO)












6° CONGRESSO TERRITORIALE UILA PALERMO. GLI INTERVENTI DI ANTONIO PENSABENE (SETTORE PESCA), CLAUDIO BARONE (SEGRETARIO GENERALE UIL SICILIA), VINCENZO SAVARINO (CONSORZI DI BONIFICA)
















SIRACUSA, ELETTO IL TERZO PRESIDENTE DEL CONSORZIO LIMONE DI SIRACUSA IGP, MICHELE LONZI AL TIMONE. È STATO A CAPO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA



Giornata epocale quella del 22 febbraio al Consorzio di tutela del limone di Siracusa IGP: dopo quasi tredici anni (2005-2018) è volta al termine la presidenza di Fabio Moschella, una lunga cavalcata segnata da traguardi importantissimi, dal raggiungimento dell’Igp nel 2011 al riconoscimento del Consorzio nel 2014 passando per le numerosissime attività di grande spessore tecnico, culturale e artistico che hanno progressivamente restituito prestigio e fortuna alle qualità del Limone di Siracusa Igp, potenziate dall’attività di progettazione svolta dal 2011 a tutto il 2014 da Gianluca Agati, poi eletto direttore nel 2016.

L’assemblea del Consorzio ha rivolto un accorato ringraziamento a Moschella per il lavoro svolto in questi anni, così come il Consiglio, che ha quindi riposto la propria fiducia, sul nuovo presidente, Michele Lonzi, eletto all’unanimità. Siracusano doc, la carriera di Lonzi è costellata di traguardi importanti: è stato a capo dell’Ispettorato agrario di Siracusa e Ragusa, del Corpo forestale della Regione Siciliana e ha ricoperto incarichi di primissimo piano in seno all’Assessorato regionale all’agricoltura, incontrando lungo il suo percorso personalità di spicco come Piersanti Mattarella e Filippo Basile.

Michele Lonzi è il terzo presidente del Consorzio dopo Fabio Moschella e Susanna Corvaja, la prima presidente in carica, dalla fondazione avvenuta nel 2000 sino al 2005. Figura esterna al Consorzio, tecnica, quella di Lonzi, la cui esperienza presso l’Ispettorato agrario di un territorio molto ampio come quello di Siracusa e Ragusa rappresenta per il Consorzio una garanzia di ampia e profonda conoscenza e di competenza. “Questa nomina mi ha sorpreso, ne sono felice e onorato. Il limone di Siracusa IGP è un prodotto eccellente e sono pronto a continuare il lavoro sin qui svolto in modo impeccabile dal mio predecessore e amico Fabio Moschella e dal direttore Gianluca Agati”


Nel corso della giornata di ieri il Consorzio ha preso atto delle dimissioni di Silvana Torrini, storico tesoriere del Consorzio in carica dal 2000; al suo posto eletta Sofia Magnano. Il Consorzio ha altresì modificato il proprio statuto istituendo un comitato scientifico.

23 febbraio 2018 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

Fonte: www.siracusanews.it






DALLE INDUSTRIE ALL'INQUINAMENTO, SICILIA NELLA MORSA DEI "PERICOLI". NEL LUNGO ELENCO SI TROVANO ANCHE IL RISCHIO DEGLI INCENDI BOSCHIVI



di Rosario Battiato
Il dipartimento regionale di protezione civile ha analizzato i rischi di natura antropica. Riflettori puntati soprattutto sugli stabilimenti con probabilità di incidente rilevante

PALERMO - A minacciare la sicurezza dei siciliani non sono soltanto le imprevedibili catastrofi naturali. Nel mirino dell’attività di protezione civile rientrano infatti anche i fattori di natura antropica che sono stati analizzati dal dipartimento regionale all’interno del “Piano regionale per il potenziamento delle attrezzature, dei mezzi e delle risorse del Sistema regionale di protezione civile”, apprezzato in Giunta nelle scorse settimane. Un elenco dettagliato che sposta l’osservazione oltre le componenti che, in combinazione col rischio naturale, possono diventare devastanti, come il consumo di suolo, e si spinge nell’area delle azioni da controllare per le pericolosità intrinseche all’attività stessa.

In cima alla lista si registra il rischio “chimico-industriale”, caratterizzato dalla presenza delle cosiddette industrie a rischio di incidente rilevante. Una concentrazione che si dipana nei tre tradizionali poli siciliani del settore – Gela (in fase di riqualificazione con la green refinery), Priolo Gargallo e Milazzo – ma che di fatto si estende anche anche a un’altra sessantina di impianti, che costituiscono circa il 6% del totale nazionale (elaborazione su dati Arpa). A definire le attività di controllo e monitoraggio ci sono normative nazionali e comunitarie (la prima direttiva Seveso, poi aggiornata, risale all’inizio degli anni Ottanta ed è stata recepita in Italia nel 1988) che fissano una serie di categorizzazioni sulla base dei quantitativi di materiali tossici stoccati e prodotti, e identificano “una serie di adempimenti atti a prevenire il verificarsi di incidenti industriali – si legge nel documento della protezione civile – aventi ricadute sulla popolazione residente nelle aree limitrofe e sull’ambiente”.

Gli scenari relativi ad eventuali incidenti che potrebbero verificarsi nelle aree con elevata concentrazione di stabilimenti a rischio ipotizzano “realisticamente la probabilità che si sviluppino incendi di grandi dimensioni o rilasci in atmosfera di sostanze tossiche a base di zolfo o di cloro, coinvolgendo interi agglomerati urbani con migliaia di persone a rischio intossicazione”.

In particolare, proprio nelle aree con una maggiore presenza di impianti, la normativa “prevede la necessità dell’analisi della possibilità che un singolo incidente possa determinare un ‘effetto domino’, cioè un ampliamento dello scenario incidentale, coinvolgendo impianti e depositi posti nelle vicinanze della fonte principale”. A vigilare su questi aspetti c’è il servizio rischi ambientali e industriali del Drpc Sicilia, che monitora tutte le segnalazioni “contribuendo ad innalzare il livello di allerta per questa tipologia di rischio antropico”.
Direttamente collegato al rischio industriale è l’inquinamento ambientale che, sebbene possa essere anche di origine naturale, viene solitamente considerato in riferimento alla porzione antropica, nell’ottica di alterazione dell’ambiente e conseguente compromissione dell’ecosistema con danno per la vita.

In questo ambito rientrano anche l’inquinamento atmosferico, di recente tornato alla ribalta delle cronache in seguito al rischio di deferimento dell’Italia alla Corte Ue per l’emergenza smog, l’inquinamento idrico, che nell’Isola è direttamente legato anche alla cattiva gestione dei rifiuti urbani e all’eccessivo smaltimento in discarica (circa l’80% del totale nel 2016), e l’inquinamento acustico che vede ancora diversi comuni isolani senza strumenti adeguati per la gestione del rumore. Nel lungo elenco si trovano anche il rischio elettromagnetico e quello degli incendi boschivi.

24 Febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it




MALTEMPO IN SICILIA, ESONDA FIUME JATO A BALESTRATE



Disagi e allagamenti nel palermitano a causa della forte pioggia

23/02/2018
Palermo - La pioggia che da ieri sera cade ininterrottamente su Palermo e sulla provincia sta provocando disagi e allagamenti. In queste ore è esondato il fiume Jato a Balestrate. L’acqua è uscita dagli argini e ha invaso la strada. Anche a Palermo, come capita da tempo quando piove si sono allegate numerose strade. Chiusa la via Imera, nei pressi di piazza Indipendenza, nel tratto tra via Colonna rotta e via Gaetano Mosca, dove hanno avuto difficoltà anche i mezzi comunali che erano arrivati sul posto per transennare la zona. Allagamenti pure in via Beato Angelico, tra via Aci e via Eduardo Narzisi, e in via Principe di Scalea, vicino al quartiere Zen, dove un tratto è stato chiuso al traffico. Disagi anche in via Ugo La Malfa. Interventi dei vigili del fuoco anche in altre parti della città per delle infiltrazioni in alcuni appartamenti. Problemi anche a Partinico, per alcuni scantinati allagati. 

Ed è uscito fuori dagli argini anche il torrente Sant'Elia, a Monreale (Pa), a causa delle abbondanti piogge. Alcune famiglie di residenti nella frazione di Pezzingoli sono rimaste bloccate in casa e in loro soccorso sono arrivati gli uomini della Protezione civile comunale e i volontari dell’associazione Overland.

Foto da Meteoweb

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA





LA REGIONE SICILIANA IMPUGNA IL BILANCIO DELLO STATO, STOP AI PRELIEVI OBBLIGATORI NEI CONFRONTI DI REGIONE ED EX PROVINCE



23 Febbraio 2018
La giunta regionale ha impugnato, con atto formale, la Legge di bilancio dello Stato per il 2018, nella parte in cui introduce oneri finanziari a carico della Regione Siciliana e delle ex Province regionali.

“In particolare – spiega l’assessore all’Economia, Gaetano Armao – si contesta la legittimità costituzionale nella parte che impone una riduzione della spesa anche per i settori vitali dello sviluppo economico e le previsioni che determinano un prelievo forzoso sugli enti intermedi per complessivi 200 milioni di euro circa”.

“In sede di negoziato a Roma sull’autonomia finanziaria – auspica il presidente della Regione, Nello Musumeci – si trovi una soluzione ragionevole che, senza nulla togliere al dovere di risanamento della finanza pubblica, consenta alla più povera Regione italiana di attivare gli essenziali strumenti di sviluppo”.

Fonte: www.blogsicilia.it





23 febbraio 2018

6° CONGRESSO TERRITORIALE UILA PALERMO. INTERVENTI DEI SEGRETARI PROV.LI FAI CISL (SCOTTI), FLAI CGIL (FAZZESE) E DEL PRESIDENTE DEL COMITATO PROV.LE DELL'INPS (GIOVANNI MUSTACCHIO)














6° CONGRESSO TERRITORIALE UILA PALERMO. APRE I LAVORI IL SEGRETARIO GENERALE, ANTONIO MARINO. RELAZIONI INTEGRALI DEL SEGRETARIO GIUSEPPE LA BUA E DI CATERINA PROVENZA (INDUSTRIA ALIMENTARE). VIDEO












Sono in  fase di cariamento i seguenti video:
  • Adolfo Scotti, Segretario Generale (Fai Cisl Palermo);
  • Dario Fazzese, Segretario Generale (Flai Cgil Palermo);
  • Giovanni Mustacchio (Presidente del Comitato provinciale dell'Inps di Palermo);
  • Antonino Pensabene (Uila Pesca);
  • Claudio Barone (Segretario Generale Uil Sicilia)
  • Vincenzo Savarino (Componenente Regionale Uila, Consorzi di Bonifica);
  • Natale Mascellino (Uimec);
  • Michelangelo Ingrassia (Presidente del Comitato Provinciale, Inail Palermo);
  • Ignazio Marino (Vice Sindaco del Comune di Palermo);
  • Nicola Barone (Responsabile Sindacale Uila Uil San Cipirrello);
  • Enrica Mammucari (Segretaria Nazionale Uila).
  • Antonino Marino (Segretario Generale Uila Sicilia) per il Blog


IERI SI E' SVOLTO IL CONGRESSO TERRITORIALE UILA PALERMO. GIUSEPPE LA BUA ELETTO ALL'UNANIMITA' SEGRETARIO GENERALE

Giuseppe La Bua, foto d'archivio


La nota di Michele Mogavero
Il sottoscritto, responsabile del Blog dei Lavoratori Forestali e degli Aib, è stato invitato al 6° Congresso Territoriale della Uila Palermo.
Per me è stato un onore aver partecipato ai lavori congressuali, con l'occasione ringrazio Giuseppe La Bua, rieletto all'unanimità Segretario Generale della Uila Palermo e Antonino Marino Segretario Generale Uila Sicilia.

La Segreteria è così composta:

  • La Bua Giuseppe Segretario Generale;
  • Di Liberto Giuseppe Segretario Organizzativo;
  • Provenza Caterina Delega al settore dell'Industria Alimentare;
  • Pensabene Antonio Uila Pesca;
  • Mascellino Natale Uimec.

Quì di seguito la relazione sul comparto forestale del Segretario La Bua. Più tardi invece la potete ascoltare integralmente tramite il video (circa 34 minuti), a seguire tutti gli altri interventi





Il Lavoro e la ricerca della stabilità
In questo passaggio vorremmo partire da una considerazione che abbiamo maturato e che è applicabile a tutti i rami del lavoro a tempo determinato con la pubblica amministrazione, che sono nella nostra regione e provincia un pezzo importante sia rispetto ai numeri assoluti e sia sulla rappresentanza politico-sindacale.
Lavoro e lavoratori che oggi da tutti, spesso anche da noi OO.SS., vengono definiti con una generalizzazione, permetteteci, non felicissima, con il termine “precari”.
Sicuri di dimenticarne qualcuno, menzioniamo:

  •  forestali;
  •  lavoratori Vivaio Federico Paulsen;
  •  lavoratori ESA;
  •  lavoratori dei CC.BB.
Realtà non sovrapponibili su molti aspetti ma con una comune aspettativa: la completa stabilizzazione del rapporto di lavoro.
Premettiamo che la richiesta è perfettamente condivisibile, legittima, dovuta e soprattutto ampiamente comprensibile.
Per queste persone, lavoratori e lavoratrici, venendo a mancare le integrazioni prodotte da altre attività che la crisi ha sostanzialmente ridotto, l’unica fonte di reddito è rimasto il lavoro con il pubblico.
Da qui un’unica e forte richiesta di “stabilizzazione” a cui si lega, da qualche tempo, “l'applicazione del contratto di diritto pubblico” ossia la regionalizzazione; un connubio estremamente pericoloso che rischia di fare implodere il sistema.
Dovremmo riuscire a capire, noi ancora non abbiamo una seria soluzione, come conciliare tutti gli elementi. Le preoccupazioni che sorgono dall’esame della situazione sono tante e non vorremmo che la risposta per alcuni diventi la fine per i molti.
Cosa diversa è il caso dell’Istituto Sperimentale Zootecnico (I.S.Z.S.). Qui abbiamo tutto personale assunto a tempo indeterminato, inserito nell’organico dell’Ente e quindi, almeno sull’aspetto della salvaguardia dell’occupazione, nulla dovrebbe influire il passaggio dal contratto degli enti zootecnici a quello per il pubblico impiego.
Ragionamento ulteriormente diverso è quello riguardante gli operai agricoli a tempo determinato assunti dall’Università degli Studi, perché retribuiti con fondi del bilancio dell’Ateneo.
Una sola certezza abbiamo al momento: la soluzione non va ricercata nelle aule dei tribunali che, tra l’altro, hanno emesso sentenze contrastanti anche quando risultano favorevoli al lavoratore.
Non possiamo certamente permetterci di dichiararci con superficialità sostenitori della stabilizzazione a tempo pieno per tutti. Il senso di responsabilità che ci contraddistingue, ci impone di considerare in primo luogo la reale salvaguardia degli occupati e quindi la vita di tanti e tanti padri e madri di famiglia.
L’unica proposta che ci sentiamo oggi di lanciare è quella dell’attivazione di una sorta di “conferenza istruttoria” quale strumento di coordinamento della pluralità degli interessi coinvolti, che esamini il problema per eventuali interventi legislativi.
Quindi che si smetta di fare promesse senza presupposti e si passi alle soluzioni attuabili e ai fatti consequenziali.
Sicuramente tra i soggetti coinvolti, oltre alle OO.SS., dovrà esserci la Presidenza della Regione per dare unicità di ragionamento e consecutività alle soluzioni eventualmente trovate, l’Assessorato all’Economia e per quello che riguarda i settori di nostra competenza, sicuramente l’Assessorato dell’Agricoltura; non sarebbe da escludere anche la partecipazione degli Uffici legali della Regione.


Il Comparto forestale

Quanto detto si ricollega con la questione forestale in quanto settore pubblico con il maggior numero di addetti non di ruolo, a Tempo indeterminato e determinato.
Le promesse e gli impegni presi durante la campagna elettorale, e magari con leggerezza confermati nei giorni successivi, sono stati a oggi tutti disattesi.
E' messa in discussione finanche la stipula del CIRL, per noi regolarissima e già perfezionata da tutti gli atti esitati dal precedente Governo.
In merito ai contenuti del contratto, che ricordiamo ha decorrenza 01/01/2018, vanno valutati tantissimi aspetti, alcuni dei quali non possono non tenere conto dell’evoluzione degli impianti contrattuali intervenuti in più di un quindicennio, dei contenziosi aperti, delle sentenze di Cassazione specifiche sulla contrattazione siciliana, delle leggi regionali che sono intervenute nella regolamentazione del settore e sugli aspetti del lavoro, degli accordi sottoscritti e applicati da tantissimi anni.
Per l’esame dettagliato del testo contrattuale, trovate tra la documentazione consegnata un’analisi aggiornata a seguito delle modifiche intervenute con il verbale definitivo, sottoscritto in data 31/10/2017; nonché il testo contrattuale.
Sugli aspetti più generali rimane incomprensibile come un settore, con potenzialità enormi, rimanga ancorato alla visione assistenzialistica e non si mettano in campo soluzioni innovative e coraggiose, forse scomode per alcuni, ma essenziali per traguardare maggiore occupazione, dignità per i lavoratori e utilità per la collettività del lavoro realizzato.
Come conseguenza di tale ragionamento va richiesto che gli uffici abbiano un organico adeguato sia nei numeri ma soprattutto nelle professionalità.
In merito alla legge di riordino, a chi ha un minimo di conoscenza delle norme del settore non sfugge che va resettato tutto.
E’ impossibile gestire un’attività senza un testo unico; a dimostrare quanto detto, ecco di seguito un elenco, sicuramente non esaustivo, delle norme regionali ancora vigenti:
L.r. 16/1996; L.r. 14/2006; L.r. 14/2008; Art. 25 L.r. 9/2013; Art. 12 L.r. 2/2014; Art. 47 L.r. 9/2015.
A smentire l’idea che qualcuno vuole far passare, che le nostre Organizzazioni parlino solo ora e solo perché si sentono scavalcate, di stabilizzazione nel settore forestale, riportiamo, senza alcuna modifica al testo, la parte principale del punto 11) dell’Accordo su cui è stata basata la L.r. 14/2006 che, come sappiamo, nella stesura approvata non ha rispettato quanto con l’Accordo definito e sottoscritto in data 30/11/2005 dai Segretari Regionali Fabrizio Scatà, Salvatore Lo Balbo e Gaetano Pensabene e dall’Assessore all’Agricoltura Innocenzo Leontini.
Omissis – In particolare si incrementerà a 3.820 unità, entro il 2008, l’organico del Lavoratori (impiegati ed operai) a Tempo Indeterminato (LTI), che assorbiranno tutti i lavoratori attualmente a 151gg.. Mentre si incrementeranno a 12.720 unità, entro il 2008, l’organico dei Lavoratori a Tempo Determinato (LTD) con garanzie minime di 151 giornate lavorative ai fini previdenziali, che assorbiranno tutti i lavoratori attualmente a 101gg.. Inoltre è previsto, con i criteri già determinati, che i lavoratori che sono stati occupati dall’Amministrazione forestale in turni di 51 giornate, effettueranno, dal 2006, turni di 78 giornate lavorative ai fini previdenziali e fruiranno del turn-over direttamente nel contingente a 151gg..
Con questo richiamo, vogliamo semplicemente evidenziare che già 12 anni fa la nostra categoria si poneva l’obiettivo di una maggiore stabilizzazione dei lavoratori forestali.
L’ultima cosa e la diremo senza giri di parole:
ci dispiace ma l’attuale assetto di due Assessorati e due Dipartimenti non funziona, è sotto gli occhi di tutti. Lo abbiamo visto nel corso di questi anni e anche durante la contrattazione per il rinnovo del CIRL.
E anche ora, i due Assessori non solo suonano fuori tempo ma sembrano avere spartiti diversi. Probabilmente bisogna ritornare all’idea originaria, quando si parlò della divisione di compiti e ruoli.
Un solo Assessorato; la gestione dei boschi, della progettazione e di tutto il personale a un Dipartimento; al secondo Dipartimento esclusivamente il ruolo di controllo.
I lavoratori che tale idea non condividono, mi ricordano molto i polli dei Promessi Sposi, che si beccavano tra di loro mentre li portavano a morire.