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Terroni di Pino Aprile
Terroni di Pino Aprile
«Quest’estate in Abruzzo i boschi del monte Morrone sono bruciati per venti giorni consecutivi, altrettanti al monte Giano, ora in Val di Susa. Ritengo che in parte la colpa dipenda dalla riforma Madia, con il passaggio di consegne dal Corpo forestale agli altri corpi, i carabinieri e i vigili del fuoco, la cui specificità erano fino a poco tempo fa le città e gli edifici, non i boschi».L’ex generale lamenta una scarsa preparazione ed anche mezzi che restano fermi:
«Ogni giorno ricevo lettere di ex forestali, transitati nei pompieri, che non vengono impiegati per gli incendi boschivi. Tra loro ci sono anche piloti. E, per problemi burocratici, una parte degli elicotteri passata ai vigili del fuoco non si è alzata in volo. Problemi che probabilmente si risolveranno, ma non si deve perdere tempo».Il primo rogo in Val di Susa è scoppiato domenica 22 ottobre a Bussoleno, in località Calusetto. Si pensava all’inizio che si trattasse di fiamme che potevano essere circoscritte nel giro di poco tempo. Le cose sono andate diversamente. Da quell’incendio, grazie anche alla siccità e al vento soffiato da Est verso Ovest, l’incendio ha colpito anche altre zone, come Falcimaglia e Campobello, per poi estendersi al parco naturale del Foresto. Sono andati in cenere centinaia di ettari. Finora risultano evacuate 600 persone, compresi i circa 200 pazienti di una casa di cura.