20 marzo 2012

LA SCURE SI ABBATTE SUI FORESTALI

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Per anni ci hanno fatto credere che con l'arrivo dei fondi fas ci sarebbe stata più stabilità, adesso che sono arrivati si abbatte la scure sul comparto.


Per un problema tecnico dovuto al gestore del blog sono scomparsi i commenti e i link (che rimangono ben custoditi )  di riferimento, saranno comunque ripristinati alla prossima occasione. Mi scuso per l'inconveniente. A presto.

PRONTA LA MANOVRA REGIONALE

Regione, manovra da 419 milioni

Gran parte delle risorse saranno recuperate tagliando i fondi di riserva vincolati per spese obbligatorie, per una sforbiciata di 284 milioni. Gli altri tagli riguardano le spese per il personale, per il funzionamento dell'amministrazione, le Asi, impianti idrici e dissalatori, il cofinaziamento dei servizi aerei di linea




PALERMO. Al netto della spesa sanitaria pari a 612 milioni (343 coperti con fondi Fas e 269 con fondi regionali), la manovra predisposta dal governo, per chiudere il bilancio 2012, ammonta a 419,127 milioni di euro. Gran parte delle risorse saranno recuperate tagliando i fondi di riserva vincolati per spese obbligatorie, per una sforbiciata di 284 milioni. Gli altri tagli riguardano le spese per il personale (44,4 mln), per il funzionamento dell'amministrazione (7,3 mln), le Asi (4,5 mln), impianti idrici e dissalatori (3,5 mln), il cofinaziamento dei servizi aerei di linea (2,7 mln). Tagli anche per stipendi al personale delle scuole materne regionali (1,1 mlm) e degli istituti paritari regionali (1,4mln), il funzionamento delle scuole (2,1 mln) e 410 mila euro per il personale della pubblica amministrazione e per il volontariato impegnato nelle attività di protezione civile.

All'introduzione dell'Imu, la tassa sugli immobili che sarà inamerata dagli enti locali e dallo Stato.Tra le maggiori spese, emergono 74 milioni di euro per i forestali di Azienda foreste e corpo forestale (61 mln e 13 mln), 14,6 mln per la liquidazione e la ricapitalizzazione delle società regionali, 10,8 mln per i collegamenti marittimi, 3 mln per la copertura delle esenzioni Irap.

E ancora: 500 mila euro per 'Emergenza Palermò, 768 mila euro per trasferimento Ersu per oneri di personale, 400mila euro per l'acquisto di immobili e cose d'arte, 376mila euro alla Sias (servizio informativo agrometereologico siciliano), 209 mila euro a centri di assistenza alle imprese cooperativistiche, 131 mila euro per le associazioni nazionali di assistenza del
movimento cooperativistico (ex tabella H), 45 mila euro alle Orestiadi (ex tabella H), 29 mila euro all'ufficio di pubblica sicurezza presso la Presidenza della Regione siciliana.

 articolo pubblicato il 19/03/2012

MANUTENZIONE NEL DEMANIO IDRICO FLUVIALE

Sicilia: assessore Territorio, nuove direttive per demanio fluviale

Palermo, 19 mar. - (Adnkronos) - L'assessorato al Territorio della Regione siciliana emanera' entro le prossime settimane le direttive sul demanio idrico fluviale regionale, sulla base delle indicazione che scaturiranno dal tavolo tecnico. E' quanto stabilito oggi nel corso della prima riunione del tavolo operativo convocato dall'assessore regionale Sebastiano Di Betta, dopo che le competenze sul settore sono state trasferite all'assessorato con la legge regionale 12 del 2011. Erano presenti, tra gli altri, i dirigenti generali dell'Ambiente, Giovanni Arnone, e della Protezione civile, Pietro Lo Monaco, i responsabili del Genio civile e i rappresentanti del Corpo forestale e del dipartimento Bilancio. "La norma - ha spiegato Di Betta - ha inteso unificare su un unico soggetto diverse competenze e responsabilita' ricadenti su diversi soggetti istituzionali. Il demanio idrico fluviale regionale necessita una serie di interventi che riguardano la manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d'acqua, programmi di sistemazione idraulica danneggiati dalla precedente mancata manutenzione e dalle conseguenti esondazioni". "E' gravata finora su questo settore - ha proseguito - un'assoluta mancanza di fondi, addirittura azzerati nel prossimo bilancio. Per questo e' necessario che per le centinaia di 'fondisti', i soggetti concessionari sia di attivita' agricole che turistico-ricettive, a fronte delle concessioni - ha concluso l'assessore - si prevedano delle spese di istruttoria, che saranno destinate agli interventi per il settore".


19 marzo 2012

LA REPLICA DELLA FLAI CGIL SULL'INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE


Mercato del lavoro. La Flai replica a Boeri su indennità di disoccupazione agricola

“Allora – conclude il Segretario Generale della Flai Cgil - dovremo farla finita di svolgere un ruolo di liberi pensatori e di opinionisti in libertà. Anche perché il confronto in atto sulla riforma del mercato del lavoro è delicato e importantissimo, ed è necessario lasciarlo svolgere a chi è deputato a farlo, come stanno facendo anche in queste ore i sindacati. Per questo dico: caro Boeri fai una riflessione in più e una dichiarazione in meno, e comunque con un approfondimento maggiore dell’argomento”.

 Pubblicato il 19 marzo 2012
 


15 marzo 2012

GIU' LE MANI DALL'INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE

  Ministro Fornero: Giù le mani dall'indennità di disoccupazione altrimenti gli unici a piangere saremo noi .

 


 

Mercato del lavoro: sciopero generale dei lavoratori agricoli il 22 marzo



Comunicato stampa unitario FAI-FLAI-UILA

Al tavolo delle trattative tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro, ieri pomeriggio il ministro Fornero ha annunciato una riforma dei trattamenti di disoccupazione che prevede l’eliminazione di quelli agricoli e l’introduzione di una nuova strumentazione che ridurrebbe sia il numero delle giornate indennizzate sia la contribuzione valida ai fini pensionistici.

Questa notizia, se confermata, produrrebbe una riduzione drastica del reddito e dei contributi previdenziali per centinaia di migliaia di lavoratori e creerebbe una situazione di forte e pericolosa tensione sociale in tutto il Paese.

Riteniamo, in via preliminare, molto grave il fatto che il governo abbia formulato una simile proposta senza aver consultato i sindacati e le organizzazioni datoriali del mondo agricolo. Da quando si è insediato il governo Monti, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno ripetutamente chiesto al ministro Fornero, senza mai ricevere risposta, un incontro per illustrare le proposte comuni per l’emersione del lavoro nero e per il riordino del sistema degli ammortizzatori nel settore.

Con questa proposta, il governo intende sottrarre delle risorse che oggi servono a tutelare le fasce più deboli e meno tutelate del lavoro italiano per trasferirle verso altre esigenze del Paese, compiendo così una vera azione di “macelleria sociale” che colpirà, in maniera pesante i lavoratori. Azione che si aggiunge a quella già perpetrata con la riforma pensionistica che ha escluso dalla possibilità di percepire la pensione quelle persone che, come nel settore agricolo, normalmente lavorano solo periodicamente nel corso dell’anno.   

Con questa proposta, inoltre, il governo che spiega ai giovani che il “posto fisso” non esiste più, decide di colpire proprio quei settori dell’occupazione caratterizzati dalla “stagionalità” che, per milioni di lavoratori italiani, costituisce già da molti anni un lavoro “normale”.

Il lavoro stagionale nel settore agricolo rappresenta oltre il 90% dell’occupazione totale. Difendere la “specificità” del settore agricolo non significa difendere un sistema di “privilegi” bensì garantire continuità lavorativa ad una attività, come quella agricola, che è strutturalmente stagionale e che ha bisogno di alta professionalità.

L’attuale sistema di sostegno al reddito nel settore agricolo rappresenta una componente fondamentale per la sopravvivenza stessa di queste professionalità perché va a coprire dei periodi di disoccupazione, inevitabili e prevedibili.

Rinnoviamo la richiesta di un incontro con il governo ma, contemporaneamente, proclamiamo lo stato di mobilitazione del settore e uno sciopero generale di 8 ore per il 22 marzo prossimo, con iniziative in tutte le province davanti alle prefetture.

Link.



E' questa  la linea del Governo? Allora stabilizzateci che conviene a tutti.


Prima di prendere decisioni affrettate bisogna attendere qualche giorno, perchè le ultime notizie sono un pò più rassicuranti.




      

14 marzo 2012

INCENDI NEL TERRITORIO DI MONREALE

Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Territorio e Ambiente»


CAPUTO-POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
nel corso del mese di agosto si sono verificati numerosi episodi di incendio che hanno interessato
una vasta area del territorio monrealese compreso tra Casaboli, Giacalone e San Martino. Nel giro di
poche settimane, infatti, sono stati distrutti oltre 100 ettari di patrimonio boschivo;

verosimilmente, si tratterà di incendi di origine dolosa, atteso che sono state colpite aree di grande
interesse territoriale e paesaggistico e collocate temporalmente in un momento in cui è in corso il
lavoro sul piano regolatore generale;

considerato che sono state distrutte alcune aree paesaggistiche più importanti di Monreale e che
tali incendi possono anche determinare pericoli e rischi di natura idrogeologica;
ritenuto che si reputa necessario elevare i livelli di controllo del territorio delle aree più a rischio al
fine di garantire la sicurezza dei cittadini e dell'assetto territoriale;

per sapere:

quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per aumentare i livelli di controllo e di sicurezza
delle aree del territorio di Monreale a rischio incendi di natura dolosa;

quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per la sicurezza del territorio e delle aree
boschive di Monreale». (2058)

Risposta. - «Con riferimento all’atto ispettivo in oggetto, in risposta a quanto richiesto
dall’onorevole interrogante, si allega in copia la nota prot. n. 22635 del 23/02/2012 con la quale il
Servizio Ispettorato Dipartimentale delle Foreste ha fornito un quadro sinottico delle risorse umane e
materiali in atto disponibili nel territorio in oggetto specificato».


«Nota prot. n. 22635 del 23/02/2012 dell’Assessorato Territorio e Ambiente -
Servizio Ispettorato dipartimentale delle Foreste


Al Comandante del Corpo forestale R.S.

«Il territorio comunale di Monreale ed in particolare il complesso boscato denominato “Casaboli”
sono stati nel tempo oggetto di diversi episodi di incendio boschivo. Se ci si sofferma sui dati
statistici rilevati dal Corpo forestale nell’ultimo quinquennio, seppur con fasi alterne, si osserva un
andamento di sostanziale crescita.
Di norma questi eventi sono da ricondurre a cause di natura doloso-colposa e si innescano in quei
periodi in cui vi è il concomitante manifestarsi di due condizioni essenziali: elevata temperatura e
forti venti di scirocco. Condizioni frequenti che caratterizzano il clima dell’area mediterranea e della
Sicilia occidentale in particolare.

Come è noto le competenze nel settore della difesa dagli incendi boschivi sono di questa
Amministrazione, sulla quale ricade l’onere finanziario nonché l’azione coordinatrice e tecnica degli
interventi inerenti la repressione degli incendi.
L’azione messa in atto nel corso degli ultimi anni dal C.F.R.S. è stata finalizzata sia alla
repressione che alla prevenzione di detti eventi e da sempre è stata sostenuta dall’adozione di nuovi e
più efficaci modelli operativi, in grado di aumentare l’efficienza del sistema antincendio, soprattutto
nei periodi di maggiore rischio.
Il territorio interessato ricade tra i distretti forestali n. 1, 2 e 3, con giurisdizione dei Distaccamenti
forestali di San martino delle Scale e Palermo Villagrazia.
Con riferimento all’ultima campagna antincendio nel territorio di Monreale e Casaboli la struttura
a.i.b. risulta così organizzata:

1) SQUADRE ANTICENDIO BOSCHIVO:
- Squadra Villaciambra: servizio h24, n. 4 addetti per turno, mezzo a.i.b. lt 400;
- Squadra Carpineto, servizio h24, n. 6 addetti per turno, mezzo a.i.b. lt 400;
- Squadra Casaboli, servizio h24, n. 6 addetti per turno, mezzo a.i.b. lt 1000;
- Squadra S. Martino, servizio h24, n. 6 addetti per turno, mezzo a.i.b. lt 1000;

2) AUTOBOTTI:
- Casaboli lt 3000;
- S. Martino lt 3000;
- Casotta lt 8000;

3) TORRETTE DI AVVISTAMENTO INCENDIO:
- Torretta Gibilmesi;
- Torretta Portella S. Anna;
- Torretta Fontana Fredda;

4) RISERVE IDRICHE DI APPROVVIGIONAMENTO:
- n. 15: Cresta, Cresta nuovo, Striglia, Porci Casaboli, Canaloni Casaboli;
- n. 3 : Presti, Strafatto, Ginestra, Aglisotto, n. 2 Cannavera, n. 2 Fontana Fredda.

Inoltre per potenziare ulteriormente il sistema antincendio è stata sviluppata una collaborazione
con gli Enti preposti alle forze di volontariato: Dipartimento Regionale Protezione Civile, Provincia
regionale di Palermo, che in sintesi si può così riassumere:

- Dipartimento Regionale di Protezione Civile
Allo stato attuale è in itinere un accordo con questo ispettorato che prevede la disponibilità di n.
13 postazioni fisse di prevenzione, che in linea di massima dovrebbero svolgere servizio in n. 2 turni
giornalieri 10.00-14.00 e 14.00-18.00, garantendo la presenza di n. 4 unità, con al seguito apposito
mezzo a.ib. con modulo di lt 450. Le postazioni che interessano l’area in esame sono le seguenti:
San Martino (villaggio montano) e Monreale (Pioppo)

- Provincia Regionale di Palermo-Direzione Protezione Civile
In data 11 agosto 2009 è stato stipulato, fra questo IRF e la Direzione Protezione Civile, un
apposito protocollo di intesa per la reciproca collaborazione nell’attività antincendio.
Tale cooperazione, svoltasi anche nella stagione 2010, si è concretizzata nell’attività di supporto
allo spegnimento attraverso i presidi operativi provinciali (POP) dislocati nel territorio, e nella
collaborazione del riscontro alle segnalazioni provenienti dalle attività di telerilevamento satellitaresvolte dalla Provincia, in sinergia con l’università della Basilicata.
Il presidio operativo che interessa la zona in esame è il POP n. 8 – Presidio Operativo di Portella
della Paglia-Monreale (Casa cantoniera S.P. 20 km 4+900, dove operano:

Mezzi

- n. 1 autobotte (capacità almeno 8.600 litri)
- n. 1 automobile

Personale

- suddiviso in n. 2 turni (mattutino e pomeridiano per complessive 12 ore)
- n. 4 volontari per ciascun turno dei quali almeno uno avente patente abilitativa
alla guida dell’autobotte ed almeno un altro avente patente abilitativa alla guida
dell’automobile.
In linea con le finalità degli anni precedenti anche per la prossima campagna a.r.b. si spera di
migliorare ulteriormente l’efficacia di repressione riproponendo i protocolli d’intesa di cui si è fatto
cenno.
Si auspica inoltre di potere ulteriormente migliorare la prevenzione con una più intensa e capillare
attività di vigilanza del territorio. Ciò si potrà concretizzare se vi sarà modo di condividere con le
altre forze dell’ordine modelli operativi che prevedano un’azione coordinante di controllo nelle aree
di cui in argomento».
IL DIRIGENTE DELLA U.O.-68
(D.T.F. Giuseppe Chiarelli)


L’ISPETTORE RIPARTIMENTALE
(Dr. Giovanni Marino)


 Seduta parlamentare del 13/03/2012

10 marzo 2012

FLAI CGIL MADONIE CASTELBUONO


Lettera aperta ai forestali (non si fanno domandine per arretrati!)


Come ormai è consuetudine nel periodo della presentazione delle domande di Disoccupazione Agricola, vengono messe in giro iniziative varie per “strappare” con false promesse ( di arretrati o quant’altro) la sottoscrizione Delega della Domanda di Disoccupazione e delle deleghe aziendali.
Quest’anno, gli stessi soggetti dopo aver proposto ai lavoratori la sottoscrizione di un utopistico e fantasioso disegno di legge per la stabilizzazione di tutti i lavoratori forestali, con l'inganno, hanno fatto sottoscrivere senza informarli anche la delega forestale a favore di una associazione autonoma non riconosciuta, poiché non firmataria di alcun contratto né tanto meno accordi per il settore. In questi giorni  girano nei vari comuni della provincia di Palermo, con un anno di ritardo, dimostrando così la loro totale “ignoranza”, propongono ai lavoratori la presentazione di una richiesta di riliquidazione della Ds Agricola, a seguito del pagamento degli arretrati contrattuali, ottenuti a seguito di svariate iniziative di lotta dei lavoratori, dalle nostre sigle.
Le Segreterie Provinciali nel denunciare l'ennesima strumentalizzazione e la mala fede di questi faccendieri che, approfittando della grave situazione socio-economica dei lavoratori, utilizzano questi mezzi per altri fini, INFORMANO  i lavoratori forestali:


- Che in data 19 luglio 2010, in concomitanza con il pagamento degli acconti sugli arretrati contrattuali corrisposti, per i lavoratori iscritti a FAI, FLAI e UILA, è stata avanzata formale richiesta all'INPS per la riliquidazione delle differenze spettanti relative alle prestazioni degli anni 2005, 2006, 2007e fino al 31 agosto 2008, ciò anche per interrompere la eventuale prescrizione;
 - Che in data 29 agosto 2011 è stata reiterata tale richiesta, nonostante l'Azienda non avesse ancora definito il pagamento delle spettanze ai lavoratori e che, è stata avviato un confronto con l'Istituto per definire la materia.
- Che l'Azienda Foreste, nei prossimi giorni provvederà alla liquidazione della terza tranche ( 40% );
- Che giorno 13 p.v. è prevista riunione con l'INPS nel corso della quale, sarà anche approfondita tale problematica affinchè l'Istituto proceda alla liquidazione delle differenze, sulla base delle situazioni individuali dei lavoratori.
La Segreteria Provinciale informerà puntualmente le proprie strutture territoriali degli sviluppi e dalle eventuali  iniziative da intraprendere. Invita i lavoratori a diffidare da iniziative portate avanti da facinorosi personaggi le cui azioni, non hanno mai portato alcun vantaggio concreto ai lavoratori.

Pubblicato nel profilo di facebook da Flai Cgil Madonie Castelbuono il 9 marzo 2012.


05 marzo 2012

PROPOSTA DI LEGGE DELL'ON ODDO?


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Sarà per caso il ddl che dorme nel cassetto dell'On Camillo Oddo? Penso proprio di sì.
 Comunque siamo già in campagna elettorale.


E' risaputo che  dal primo gennaio 2012, e per tre mesi, è stato consentito l’esercizio provvisorio, chiesto dal Presidente della Regione Lombardo. Quindi fino alla fine di marzo non sarà possibile fare una programmazione finanziaria perchè sono consentite solo le spese assolutamente necessarie, come il pagamento degli stipendi dei dipendenti regionali. E' inutile che il Parlamento si adoperi per approvare leggi che richiedono un impegno finanziario. Quando l’esercizio provvisorio terminerà, se non verrà chiesta e concessa la proroga di un mese, come è accaduto lo scorso anno, il bilancio dovrà essere stato approvato, pena la decadenza dell’Ars stessa. Ma ci vorrà un mese perchè entri in vigore. Poi nel mese di maggio si voterà per il sindaco di Palermo e per altre cariche in Sicilia e tra votazioni e ballottaggi se ne andrà circa un altro mese. In poche parole, prima del mese di giugno non si potrà entrare a pieno regime.

 Di tutto questo come ne siamo al corrente noi, lo è anche il Sindacato.




 Notizie correlate.


9/11/2010. Camillo Oddo ai forestali " Per voi un disegno di legge".
Flai Palermo incontro sulla vertenza forestale.

 

03 marzo 2012

FORESTAZIONE: TAGLIO DEL 30%

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ANCORA NON SI E' PROVVEDUTO A CONFERMARE LE STESSE GIORNATE DEL 2011

 
Forestali in agitazione: “Vogliamo lavorare”  


 Da ieri i lavoratori forestali di cantiere della provincia di Trapani sono in stato di agitazione. La protesta, che riguarda 1.800 operai, è stata proclamata, a seguito di una riunione, da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil di Trapani, e nasce dal mancato avviamento al lavoro dei forestali che svolgono attività di manutenzione delle aree boschive. L’amministrazione forestale non ha ancora provveduto a confermare le giornate lavorative effettuate da ciascuno di loro lo scorso anno, ovvero 180 giornate per coloro che l'anno precedente ne hanno svolte 151, 151 giornate lavorative per chi ne ha già svolte 100 e 101 per i lavoratori che sono stati impiegati per 78 giorni. “è indispensabile che il Governo regionale provveda, entro l’anno, al rinnovo del contratto integrativo, scaduto da undici anni - aggiunge Giacometta Giacalone della segreteria provinciale della Flai Cgil - come pure al varo di una nuova legge di comparto e alla stabilizzazione dei lavoratori”. Ci si attende che l’Amministrazione regionale garantisca certezze e dia risposte concrete alle aspettative dei 2.500 lavoratori forestali - sia del comparto antincendio sia di cantiere - della provincia di Trapani”.

Articolo pubblicato da


FONDI FAS PER LA FORESTALE

Apprendi (Pd): "Lombardo anticipi i fondi Fas per rilanciare politica industriale"


La imponente manifestazione di ieri che ha visto in piazza migliaia di persone, imprenditori, sindacalisti studenti, artigiani,agricoltori ecc.ecc., merita risposte concrete da parte dei governi nazionali e regionali, lo dice Pino Apprendi vice presidente della commissione attività produttive all'Ars.

"Ci sono aziende che in questo momento, sono nelle condizioni di potere ripartire con progetti alternativi, continua Apprendi, che assicurerebbero il mantenimento dei livelli occupazionali, a partire dall'ITALTEL e dalla PALITALIA che aspettano di potere firmare i contratti di sviluppo,conclude il deputato, basterebbe anticipare i fondi FAS, così come è stato fatto per la formazione e per la forestale.



Pubblicato il 2 marzo 2012

I BOSCHI REGIONALI? ASSEGNARLI AI GIOVANI AGRICOLTORI

 

     

Sicilia allo stremo: serve lo sviluppo




di LELIO CUSIMANO
Il lungo corteo che ha sfilato ieri lungo vie di Palermo aveva un bersaglio e un obiettivo ben precisi: smantellare il sistema dell’assistenzialismo e portare la rotta della Sicilia nella direzione dello sviluppo e del lavoro veri. È stato un modo limpido e diretto per affermare i diritti sacrosanti di quei siciliani, giovani e meno giovani, disoccupati o demotivati al lavoro, che tutti insieme danno vita ad un esercito impressionante di almeno 700.000 persone. Che cosa possono fare quanti hanno responsabilità di governo nella nostra regione? Direttamente nulla. Indirettamente tantissimo. Si possono in sostanza creare le condizioni ambientali favorevoli all'investimento, affinché le imprese, locali e non, trovino stimoli a rischiare i propri capitali e purchè Regione e Comuni rinuncino, una volta per tutte, alla pratica di gonfiare oltre misura il bacino degli occupati pubblici. La Regione ha praticato con «successo» questo sport, creando negli anni decine di migliaia di occupati virtuali, dai dipendenti a tempo determinato ai forestali, dai formatori/formati alle società partecipate o controllate; i Comuni dal canto loro hanno scorrazzato nelle praterie delle ex municipalizzate, anche in questo caso con migliaia di persone che costano complessivamente tantissimo, che sono chiaramente sottoutilizzate e che non garantiscono neanche i livelli minimi di servizio pubblico. Dopo una crisi lunghissima e che si avvia ormai verso il quarto anno, la Sicilia è allo stremo. In queste condizioni di completa debacle resta obiettivamente inspiegabile che quasi dieci miliardi di euro di fondi europei e statali restino a ricoprirsi di polvere nei cassetti; specie alla luce della non banale riflessione che queste risorse hanno un termine di spesa che, una volta superato, ci porterebbe inevitabilmente al disimpegno.

Ci sarebbero tante modalità per impegnare i fondi europei, ma è indubbio che un programma di infrastrutture strategiche arrecherebbe almeno un doppio beneficio: da un lato permetterebbe l'attivazione immediata di migliaia di posti di lavoro nell'edilizia e nell'industria collegata, mentre dall'altro concorrerebbe a creare condizioni favorevoli agli investimenti ed allo sviluppo. Per essere più espliciti, realizzare ad esempio una rete di depuratori delle acque reflue a servizio delle popolazioni che vivono nelle fasce costiere, darebbe vita a molti cantieri ed a tanti posti di lavoro, ma stimolerebbe anche nuove attività ricettive e turistiche che sarebbero finalmente in grado di «vendere» un mare pulito, oltre che bello! Considerazioni analoghe si potrebbero fare per gli acquedotti o per il sistema autostradale o ancora per la manutenzione del sistema viario cosiddetto minore o magari per la manutenzione degli istituti scolastici. Per tacere che il numero di plessi scolastici in affitto in Sicilia risulta il doppio che nella media italiana.

Spesso si parla di beni culturali, di turismo e di agricoltura come di settori di grande potenzialità. E sicuramente lo sono. Senza volere fare paragoni insostenibili, è difficile però accettare che i siti culturali della Sicilia hanno registrato, tutti insieme, meno di quattro milioni di visitatori nell'ultimo anno, mentre gli Uffizi da soli ne hanno avuti dieci milioni ed i Musei vaticani cinque milioni. È vero, siamo ai confini dell'impero, ma forse sarebbe possibile fare di più per valorizzare un patrimonio di straordinaria bellezza e rarità. L'agricoltura siciliana ha un fatturato di 4 miliardi di euro all'anno, è tra le prime aree di produzione italiana, eppure vive il dramma continuo dell'espulsione di lavoratori, vede la più alta concentrazione di occupati in nero, ha più aziende agricole che dipendenti e soffre di una irrazionale polverizzazione. Nei primi nove mesi del 2011 abbiamo esportato prodotti agricoli freschi e trasformati per 670 milioni di euro e ne abbiamo importato per oltre 600 milioni.

Eppure si potrebbero fare tante cose. Assegnare a giovani agricoltori, associati tra loro, l'enorme patrimonio di boschi e terreni della Regione: si tratta di oltre due miliardi (non milioni!) di metri quadrati; incentivare con benefìci finanziari l'accorpamento delle aziende agricole che solo nell'1% dei casi superano i 50 ettari di superficie; favorire il potenziamento delle aziende alimentari per trasformare i nostri prodotti agricoli, e realizzare una volta per tutte un sistema irriguo degno di questo nome; in Sicilia le superfici irrigue misurano circa 300.000 ettari, rispetto ad una superficie coltivabile di 1,3 milioni di ettari! Enormi sono i deficit anche nel settore energetico; la Sicilia è il principale polmone energetico nazionale e ne ricava prezzi dell'energia più alti, pochi occupati e tantissimo inquinamento. Resterebbero altri punti e molti buchi neri da colmare. Pensiamo ad esempio al fatto che la metà di tutti gli addetti alla formazione d'Italia è in Sicilia, che i ritardi del pubblico nei pagamenti delle imprese sono insostenibili, che la farraginosità delle procedure burocratiche è soffocante, che i Confidi sono sempre in attesa di decollare.

L'elenco sarebbe lungo. Parlare di Sicilia senza parlare di Palermo é impossibile; un siciliano su quattro vive e lavora nella provincia capitale. Palermo tra poche settimane va al voto, non si sono sentite voci sul fatto che una legge dello Stato ha già sentenziato la fine delle ex municipalizzate e l'affidamento del servizio con gara pubblica. Il sistema delle ex municipalizzate ha generato una massa di debiti di circa 300 milioni di euro; questa massa di debiti (conosciuti), quelli (sconosciuti) cosiddetti fuori bilancio, i tagli del precedente e dell'attuale governo nazionale, la massa insostenibile degli stipendiati diretti ed indiretti, danno vita ad una situazione di maggiori spese e di minori entrate che configura tecnicamente il default del bilancio comunale. Forse sindacati ed imprese, ieri in corteo, pensavano anche a questo inestricabile nodo.

Pubblicato il 02/03/2012

Finalmente abbiamo risolto il problema dei forestali.                     Congratulazioni!!! 

 





29 febbraio 2012

DDL.LAVORI IN ECONOMIA NEL SETTORE FORESTALE

Onorevoli colleghi,

         l'approvazione  della disposizione  in  argomento  si
     rende   necessaria   per  reintrodurre   nell'ordinamento
     regionale  il  comma 6 bis dell'articolo 24  della  legge
     regionale  11  febbraio 1994, n. 109, nel testo  recepito
     della   legge  regionale  2  agosto  2002,  n.  7,   come
     introdotto  dall'articolo 1 della legge regionale  n.  18
     del  12  novembre 2002, che risulta abrogato per  effetto
     del  comma  1  dell'articolo 1 della legge  regionale  12
     luglio   2011,  n.  12,  e  consente  all'Amministrazione
     regionale  di potere continuare ad espletare i lavori  in
     economia eseguiti in amministrazione diretta nel  settore
     forestale, prescindendo dai limiti previsti dal  comma  5
     dell'articolo  125  del  decreto  legislativo  12  aprile
     2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni.

         Invero,  nella considerazione che successivamente  al
     31  dicembre  2011 viene a cessare il periodo transitorio
     previsto   dall'articolo   1   della   richiamata   legge
     regionale  12/2011  di vigenza della pregressa  normativa
     (comma  6  bis  dell'articolo 24 del decreto  legislativo
     109/1994  nel  testo  regionale), l'emendamento  tende  a
     reintrodurre la disposizione dell'articolo 1 della  legge
     regioanle 12 novembre 2002, n.18.

         Circa  la  praticabilità della reintroduzione  di  un
     regime  giuridico  speciale derogatorio  per  il  settore
     agricolo-forestale  per la tipologia  di  interventi  che
     possono  essere  effettuati in  amministrazione  diretta,
     senza incorrere nelle norme sulla libera concorrenza,  si
     è  espressa positivamente l'Avvocatura distrettuale dello
     Stato  con avviso del 31 agosto 2011 n. 14959 nei termini
     ivi specificati.

                                ---O---

              DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

                                Art. 1.

         1.  I lavori di rimboschimento, rinsaldamento e opere
     costruttive  connesse,  di ricostituzione  boschiva,  gli
     interventi  di  prevenzione e repressione  degli  incendi
     boschivi  e  gli interventi colturali e manutentori,  ivi
     compresi  quelli  per la gestione dei demani,  dei  vivai
     forestali  e  delle riserve naturali, di cui all'articolo
     64  della  legge  regionale  6  aprile  1996,  n.  16   e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  sono  di  norma
     realizzati  in  economia ed eseguiti  in  amministrazione
     diretta  prescindendo  dal  limite  di  importo   per   i
     lavoratori in amministrazione diretta previsto dal  comma
     5  dell'articolo  125 del decreto legislativo  12  aprile
     2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni.

         2.  La  deroga  di cui al comma 1 si applica  altresì
     agli   analoghi  lavori  realizzati  dall'Ente   sviluppo
     agricoli e dai Consorzi di bonifica.

                                Art. 2.
                             Norma finale

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
     ufficiale della Regione siciliana.

         2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
     e di farla osservare come legge della Regione.
 
  DDL 868 del 22/02/2012 


Sentieri piste, interventi forestali, per non parlare di interventi di muratura, falegnameria, imbiancatura, riparazioni idraulico, elettrico o qualsiasi altra  cosa. Queste maestranze che annualmente vengono usate servono proprio al risparmio. Ma  Quante volte si è stati costretti a chiamare un professionista  esterno per risolvere questi problemi? Bene noi siamo quei professionisti. Vi chiediamo di essere usati anche in questo caso come strumento già vostro e senza spese aggiuntive per l’amministrazione. 

Egregio On. Paolo Colianni, (diverse volte ho avuto il piacere di incontrarla per le problematiche  ancora irrisolte) dove sono finite (anche) le sue promesse? Penso che sia arrivato il momento di ripristinarli perchè le amministrative sono alle porte.....

 Ecco quì sotto cosa ci aveva fatto credere.



26 febbraio 2012

DIREMO ADDIO AL CORPO FORESTALE DELLO STATO?

 

Corpo Forestale dello Stato? Abolito per legge



L'incredibile proposta del PD




Meno male che il Corpo Forestale dello Stato,nell’ultimo Rapporto dell’Eurispes, ha guadagnato significativi punti in tema di apprezzamento del suo operato da parte del cittadino. In Parlamento, infatti, c’è chi lo vuole abolire. Non l’apprezzamento, ma l’intero Corpo Forestale.
Secondo una proposta presentata in campo PD, i Forestali diventerebbero tutti poliziotti (nuovo corpo di Polizia Ambientale) e Vigili del Fuoco. I Sindacati forestali cgl-cisl-uil hanno stigmatizzato la proposta definendola una iniziativa estemporanea, sommaria e liquidatoria. Una cosa, si spera, che non avrà seguito nel Parlamento. Ma chi potrà esserne sicuro?
Con tutte le antipatie di lobby varie, quella che nell’immaginario del cittadino rimane come la Polizia che difende la natura, rischia così di venire liquidata.
La proposta di legge riporta il numero 4862 ed è stata presentata lo scorso 22 dicembre. Primo firmatario l’On.le Rosato.
Ma come arrivano i 35 firmatari, all’estinzione del Corpo Forestale dello Stato?
Partendo dal traffico dei rifiuti denunciato da Legambiente (tra i firmatari della proposta di legge c’è anche il Presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci), i nostri Onorevoli pur “non giustificando assolutamente chi evade il fisco“, ritengono però che il cittadino paga più tasse se vede gli introiti dello Stato spesi in maniera efficiente. Dunque, questa sorta di lotta all’evasione per svogliatezza, si giustificherebbe con l’abolizione degli sprechi, ovvero il Corpo Forestale dello Stato (sic!).
Le funzioni saranno così “spacchettate” tra una nuova Polizia Ambientale ed i Vigili del Fuoco (scarica la proposta di legge). In tal maniera, la riorganizzazione effettuata, consentirà di risparmiare e al cittadino di pagare più felicemente le tasse. Fine, dopo l’uso, del pacchetto.
Non si è capito bene che fine faranno i contingenti della Forestale che dipendono dalle Regioni a Statuto speciale e, per Bolzano e Trento, delle due Province autonome. La Sicilia, come la Sardegna, ad esempio, continuerà ad avere la sua Forestale. La Calabria, invece, più Vigili del Fuoco e nuovi poliziotti. Nulla, ma proprio nulla, sui Nuclei Cites del Corpo Forestale dello Stato che in ottemperanza a quanto stabilito dalla Convenzione di Washington, sono presenti presso le dogane anche delle Regioni e province autonome. Pazienza, forse lì possiamo lasciare le porte aperte, oppure sistemare un Vigile del Fuoco con un idrante pronto all’uso.
Su una cosa, però, i nostri Onorevoli sono stati chiari. La Foresta di Tarvisio. Un articolo degli appena 13 (un altro è sul trasferimento delle bandiere al neo corpo di Polizia Ambientale) con il quale si vorrebbe cancellare il Corpo Forestale dello Stato, è interamente dedicato alla Foresta di Tarvisio. E’ in convenzione tra il proprietario e la Forestale dello Stato. I beni passeranno alla Forestale del Friuli (la regione di appartenenza dell’On.le Rosato) e la convenzione si rifarà con il Ministro dell’Interno. Stop.
Fine della Forestale, dunque. Appena tredici scaramantici articoli per nuovi Vigili del Fuoco (l’On.le Rosato ha portato avanti numerose iniziative per la giusta valorizzazione della categoria che, indubbiamente, merita) e poliziotti ambientali che avranno più o meno gli attuali compiti del Corpo Forestale.
Una volta tanto che il cittadino si era affezionato ad una sua struttura (come ci ha fatto capire l’Eurispes) qualcuno si alza e decide di rompere l’incanto. Vorrà dire che ci dovremo affezionare di nuovo, cancellando 190 anni di storia della Forestale e, come scrivono gli Onorevoli a conclusione delle premesse del loro lavoro, sperando che non vi siano resistenze corporative.

 mercoledì 22 febbraio


 

 


18 febbraio 2012

PER L'ANTINCENDIO SERVONO 16 MILIONI

Sicilia: assessore Di Betta incontra sindacati servizio anticendio forestale

Palermo, 17 feb. - (Adnkronos) - L'assessore regionale al Territorio e Ambiente della Sicilia, Sebastiano Di Betta, ha incontrato oggi i dirigenti sindacali Fabrizio Colonna di Fai Cisl, Gaetano Pensabene di Uila Uil, e Tonino Russo della Flai Cgil, alla presenza del dirigente generale del Corpo forestale della Regione, Pietro Tolomeo, ai quali ha rappresentato come vi sia una carenza di risorse nel bilancio di previsione 2012 per quanto riguarda i circa settemila forestali impegnati nel servizio antincendio, che fa capo al Corpo. "Mi faro' interprete nella prossima giunta delle necessita' del settore - ha detto Di Betta - per verificare, in sede di esame della finanziaria regionale, la possibilita' di coprire i 16 milioni necessari, mancanti per completare il fabbisogno".

17 febbraio 2012

I FORESTALI PER LA SICUREZZA E LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO (2)


SORRENTINO, GOVERNO E TUTELA DEL TERRITORIO. DEVONO ESSERE PUNTI CENTRALI DI PIANO STRAORDINARIO PER IL LAVORO

Messina, 14 feb- “Il governo e la tutela del territorio sono punti centrali del piano straordinario per il lavoro che chiediamo e che deve guardare ai giovani, alle donne, al Mezzogiorno”. Lo ha detto Serena Sorrentino, della segreteria nazionale Cgil, concludendo a Messina il convegno del sindacato sul tema “Dal dissesto idrogeologico alla prevenzione e alla cura del territorio per uno sviluppo sostenibile e per l’occupazione”. Sorrentino ha sottolineato che “ bisogna rimettere in moto il processo di sviluppo e ridare centralita’ al lavoro. La priorita’ e’ creare occupazione – ha sostenuto- non aumentare la licenziabilita’” . Ha poi aggiunto che “se un territorio non attrae investimenti questo non e’ per la rigidita’ del mercato del lavoro ma per fattori di contesto che devono essere prioritariamente affrontati nell’ambito di un piano nazionale per la crescita”. Della “necessita’ di affermare un nuovo modello di sviluppo” ha parlato prima il segretario nazionale della Fillea Cgil Walter Schiavella. “Bisogna spezzare- ha sostenuto- quel circolo vizioso che ha distrutto la produttivita’ del settore edile e il territorio. Servono- ha specificato- politiche trasparenti di pianificazione territoriale e urbanistica e una piu’ efficace regolazione del mercato avendo come punto centrale l’affermazione del principio della legalita’”. Sfefania Crogi (nella foto)
segretaria nazionale della Flai Cgil, ha sottolineato la necessita’ di “non rincorrere le emergenze” e rilevato l’importanza del lavoro forestale per la tutela del territorio. “Il piano regionale di forestazione del 2009- ha detto- deve ancora essere attuato. Noi riteniamo che il lavoro forestale sia uno snodo centrale dell’opera di prevenzione che in generale, voglio ricordare, costa anche meno degli interventi d’emergenza”. Il convegno della Cgil ha visto gli interventi di Luca Falconi, geologo dell’Enea,che ha annunciato uno studio in corso di realizzazione sul territorio del messinese ,del docente universitario Enzo Liguori che ha sottolineato quanto poco si sia ancora fatto in termini di prevenzione, di Vincenzo Sansoni,dell’assessorato regionale territorio e ambiente. In apertura la toccante testimonianza del sindaco di Saponara, Nicola Venuto.Ha coordinato il dibattito il segretario della Cgil di Messina, Lillo Oceano.

Articolo pubblicato da




Se costa veramente meno, perchè non risparmiare?
Non si vuole?

15 febbraio 2012

I FORESTALI PER LA SICUREZZA E LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

CGIL CHIEDE MESSA IN SICUREZZA E PREVENZIONE. MAGGIO: NON SERVONO NUOVI CONSULENTI ESTERNI MA NUOVA POLITICA

Messina, 14 feb-“Contro il dissesto idrogeologico e per superare i problemi che ha causato alla popolazione del messinese non servono nuovi consulenti esterni ma un corretto utilizzo delle risorse disponibili per la messa in sicurezza del territorio e per la prevenzione”. Lo ha detto Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia, a proposito dei 15 esperti nominati dal presidente della regione, in qualita’ di commissario delegato per l’emergenza, il cui costo ammonta a circa 400 milioni. L’occasione e’ stata un dibattito sul tema del dissesto del territorio e degli interventi necessari, organizzato dal sindacato a Messina,a due anni dalla frana di San Fratello, a tre da quelle che hanno fatto 37 vittime a Giampilieri, Scaletta Zanclea e Itala e a pochi mesi dalla tragedia di Saponara, con altri 4 morti. Una disamina a tutto campo che ha visto gli interventi di esperti, sindacalisti nazionali, rappresentanti delle istituzioni e le conclusioni di Serena Sorrentino, della segreteria nazionale Cgil. In Sicilia, e’ emerso dal convegno, il 70% dei comuni e’ a rischio idrogeologico e sono in situazione critica 17 mila edifici, tra cui 59 scuole e 5 ospedali. Il rischio sismico riguarda invece 1.500.000 edifici. A fronte di questo e delle tragedie che si sono verificate in questi ultimi anni a causa di frane e alluvioni “l’intervento pubblico non ha ancora imboccato la strada della prevenzione- ha sottolineato Maggio- e della correzione delle storture che hanno contribuito a devastare il territorio”. A proposito dei nuovi consulenti, Maggio ha aggiunto che “si tratta di una scelta incomprensibile, di uno spreco di risorse, alla luce anche delle professionalita’ gia’ esistenti all’interno della Regione e del dipartimento Protezione civile, figure altamente professionalizzate con i contratti peraltro in scadenza”. Maggio ha aggiunto che “e’ oggi fondamentale superare la logica dell’emergenza mettendo in pista un’ ordinaria e costante azione di tutela e conservazione del territorio che puo’ attuarsi solo con una nuova impostazione politica, un fronte su cui ad oggi non si registrano novita’”. “Dalla messa in sicurezza del territorio e dagli interventi per la prevenzione- ha sottolineato- possono venire peraltro opportunita’ di lavoro significative. Penso ad esempio al lavoro forestale per la tenuta e il ripristino dei boschi e per le manutenzioni (argomento che e’stato poi al centro dell’intervento della segretaria nazionale della Flai, Stefania Crogi)- ha specificato -e agli interventi nel campo dell’edilizia (tema poi ampliato dal segretario nazionale della Fillea, Walter Schiavella). Ecco perche’ –ha sottolineato Maggio- ci sara’ anche questo tema tra quelli al centro della marcia per il lavoro che la Cgil sta organizzando assieme agli altri sindacati e alle associazioni imprenditoriali per l’1 marzo”. Contrastare il dissesto del territorio per la Cgil significa “superare l’inefficienza amministrativa che continua a dispetto delle morti,combattere senza quartiere l’abusivismo edilizio e le illegalita’ che hanno pesantemente contribuito alla devastazione del territorio”. La Cgil chiede allora che “vengano destinate risorse adeguate per la messa in sicurezza e che vengano spese tempestivamente quelle disponibili per le zone colpite. Si usino subito i 100 milioni di euro stanziati per Scaletta, Giampileri e Nebrodi- ha detto Maggio- ma anche si acceleri e qualifichi la spesa del programma operativo Fesr, per migliorare l’assetto idrogeologico.
Per quanto sia una cifra esigua si parta subito- ha aggiunto- con gli 11 interventi individuati il 22 gennaio dal Cipe e finanziati con 12 milioni e 756 mila euro,ai quali aggiungono 5 milioni 800 mila euro del Programma attuativo regionale”. La Regione, dovra’ inoltre procedere, chiede la Cgil, a “costituire quanto prima l’autorita’ di bacino distrettuale, quale sede di coordinamento degli interventi”. Uno strumento quest’ultimo indicato dalle direttive comunitarie 2000/60 e 2007/60 “ sulla cui attuazione anche il governo nazionale- ha sostenuto la sindacalista- sconta ritardi”. Quest’ultima prevede anche la costituzione dei distretti idrografici, quale luogo centrale della ricerca e della partecipazione dei soggetti interessati, e piani di gestione.
“Per cercare di andare avanti- ha detto Maggio- l’autorita’ di bacino e’ stata inserita in un ddl regionale di iniziativa popolare sulla tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua, che la Cgil ha presentato insieme ad altri soggetti e che ci auguriamo venga approvato rapidamente”. Tra le richieste del sindacato, inoltre, la definizione di una nuova mappa del rischio idrogeologico; il ripristino del piano del ministero dell’ambiente sulla difesa del suolo cancellato da Tremonti; la destinazione di risorse in via prioritaria agli interventi per il riequilibrio dell’assetto idraulico e geologico e alle manutenzioni come pratica ordinaria; la redazione di piani urbanistici compatibili con territorio e ambiente e lo stop nei piani regolatori “dell’esasperata ricerca dell’espansione edilizia a tutti i costi, anche a quello della devastazione del territorio e del suo equilibrio e delle tragedie che ne conseguono”.

Articolo pubblicato da

 

Anche  il Tg Sicilia edizione delle 19.30 andato in onda il 14/02/2012 ha affrontato il dibattito sul dissesto idrogeologico. 


 

Rivolgendomi alla Segretaria Generale della Cgil Sicilia Mariella Maggio, posso condividere tutto quello che ha detto, ma queste sono solo parole, adesso vogliamo i fatti. All'Assemblea Regionale Siciliana abbiamo i Deputati del Pd che sono stati eletti anche grazie alla Cgil, per carità non c'è niente di male, perchè il Sindacato oltre a difendere gli operai (purtroppo) fa anche politica, mi auguro solo che questo dibattito non sia servito proprio a questo, vista la vicinanza delle amministrative. I riferimenti del Sindacato, che oggi sono parte integrante della Regione Sicilia, quando erano all'opposizione avevano la bacchetta magica su come risolvere la questione dei forestali  (in questo blog per chi ne ha voglia ci sono tutte le prove, questo però non deve scagionare i governi precedenti perchè anche loro hanno contribuito a non far niente per la nostra disgraziata categoria). E adesso? Purtroppo stà succedendo quello che temevamo, cioè sentirsi dire dai Paladini dei forestali, che non ci sono i soldi. No, non lo possiamo accettare, perchè tutto questo significa DEMAGOGIA, anche il DDL 751 presentato in questo periodo dal PDL, è PURA DEMAGOGIA, perchè oggi e non ieri?

Di 6 miliardi e 500 milioni di euro tra fondi comunitari del Fesr e cofinanziamenti nazionali e regionali risulta speso solo il 12 per cento delle somme assegnate alla Sicilia, e l'altro l'88% ? Possono servire per migliorare le condizioni lavorative degli operai forestali, mettendo in sicurezza proprio il territorio!!! Adesso tutti, rimboccatevi le maniche e trovate la soluzione giusta per noi.


14 febbraio 2012

EMERGENZA NEVE: AL LAVORO ANCHE GLI OPERAI FORESTALI

E si stanno esaurendo anche le scorte di sale
Emergenza neve, nel Fortore al lavoro anche gli operai forestali
Lo ha disposto il presidente della Comunità Montana, Zaccaria Spina
07 febbraio 2012. Nell'area maggiormente colpita dall'emergenza neve, il Fortore, il presidente della Comunità Montana, Zaccaria Spina ha disposto che in questa fase di eccezionale criticità i sindaci dei comuni del comprensorio possono utilizzare gli operai forestali in supporto alle attività di protezione civile e messa in sicurezza del territorio.
Anche in queste ore l'intera zona continua ad essere interessata da intense precipitazioni nevose a cui si è aggiunto un forte vento che ha peggiorato la già difficile situazione delle strade, dove la viabilità è assicurata dal costante e continuo passaggio di mezzi spazzaneve e spargisale.
“Abbiamo chiesto alle ditte che gestiscono il servizio di girare h24” - spiega Spina, il quale oltre che da presidente della Comunità Montana del Fortore parla anche in qualità di sindaco di Ginestra degli Schiavoni, paese dove ha sede il SAUT- 118, che serve gli abitanti del luogo e anche i comuni di Castelfranco in Miscano, Buonalbergo, Montefalcone e San Giorgio la Molara.
“Oggi – racconta il primo cittadino – a causa della bufera di neve un'ambulanza che trasportava un'ammalato all'ospedale di Benevento è rimasta bloccata all'altezza della contrada Malvizze, impedendo al mezzo di procedere sulla Statale provinciale 90Bis che collega al capoluogo sannita. Dopo aver contattato il prefetto di Benevento e la provincia di Avellino ( la zona è di sua competenza ndr), - spiega Spina - grazie all'intervento dei Carabinieri è stato possibile far ripartire l'ambulanza”.
Sono giornate assolutamente fuori dal normale e in territori come Ginestra degli Schiavoni o altri comuni del Fortore popolati da un elevato numero di anziani, la preoccupazione principale del sindaco è assicurarsi che nessuno viva disagi o difficoltà, telefonando o recandosi di persona casa per casa. “In questi giorni - spiega il sindaco – ci è capitato di soccorrere un'anziana donna, la cui abitazione era stata invasa da una bufera di neve e vento, che l'aveva praticamente ricoperta. Fortunatamente l'intervento di un vigile ha consentito di liberarla”.
Intanto anche domani le scuole saranno chiuse in tutto il Fortore, mentre proseguirà incessante il lavoro di pulizia delle strade. “Abbiamo cercato di fare delle scorte di sale, ma si stanno esaurendo - avverte Zaccaria Spina -: siamo in un vero e proprio stato di emergenza che si protrae ormai da tanti giorni”.
Livia Cimaglia

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