03 febbraio 2023

L'ANTINCENDIO BOSCHIVO E LE COMUNITA'


di Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa (CT)

Nel recente incontro organizzato dal circolo Legambiente di Taormina, riguardante la tematica degli incendi boschivi, svoltosi in contrada Mastrissa, al confine fra il comune di Castelmola e Taormina (un luogo da dove il panorama fra l'Etna e la Costa Ionica s'incontrano a formare una cornice di straordinaria bellezza naturale, così come molta umanità non meriterebbe di usufruire), quel che infine è emerso è la condizione di profonda prostrazione in cui versano i vari servizi pubblici nel nostro paese e fra questi anche il servizio di antincendio boschivo della nostra regione siciliana. In effetti, ciò non sarebbe affatto una novità, ma un risaputo. Alcuni cittadini che hanno partecipato all'incontro, per i ripetuti incendi che negli ultimi anni hanno interessato la zona, si sono organizzati in un comitato, il quale chiedeva, giustamente, una maggiore protezione da tali reati... 
Come poter dire che i vigili del fuoco siano soltanto trentamila in tutta Italia, e che debbono affrontare non solo gli incendi boschivi ma, soprattutto, tutte le altre emergenze urbane ed extra urbane? E che, per questo, il loro compito si ferma agli incendi di interfaccia urbano-rurale. Come poter dire che in Sicilia, pur avendo una media numerica pari alla metà degli incendi boschivi nazionali, questi siano affrontati ormai da meno di tremila addetti della forestale e che le guardie forestali siano soltanto qualche centinaio in tutta l'isola? Che chi affronta questi incendi ha una età che oltrepassa i cinquanta anni e, meglio ancora, si avvicina e supera i sessanta. Come dire che questi addetti si muovono su automezzi spesso usurati da decenni e decenni di uso sui peggiori terreni possibili?
Eppure, assieme al vigile del fuoco presente all'incontro, l'ho dovuto dire: abbiamo dovuto dire che, allo stesso modo della sanità, della sicurezza, della scuola pubblica, del settore giustizia, negli ultimi trent'anni non si è guardato a salvaguardare i servizi utili al benessere della gente, ma si è proceduto a tagli economici che hanno progressivamente ridotto i diritti sia alla sicurezza che alla salute: con una conseguenza peculiare ancora poco valutata, e cioè che il taglio dei diritti innesca un meccanismo di psicologia sociale il quale lentamente, ma inesorabilmente, fa retrocedere il senso civico della gente sempre più in basso, in una deriva in cui i doveri diventano i criteri dei fessi, dei meno furbi. Scatta l'arbitrio e la prepotenza che si diffondono, con una etica ridotta ai minimi termini, incapace di considerare, appunto, gli altri o le conseguenze che l'uso improprio delle cose può apportare. L'atteggiamento è quello di irresponsabilità, come bambini viziati, capricciosi e... stupidi. 
Vi è poca disposizione alla riflessione e a considerare dove può portare, alla lunga, un atteggiamento scorretto e distruttivo.
Così, persino fra noi, dell'antincendio forestale siciliano, persino fra qualche sindacalista sprovveduto, serpeggia la disponibilità ad accettare una riforma miope, tale che preveda ancora il tempo determinato con solo qualche giorno in più di lavoro, perdendo di vista l'importante funzione di prevenzione degli interventi idraulico-forestali nei territori di montagna e collina, il recupero di tutte quelle stradine rurali, fondamentali per una maggiore efficienza in estate, negli interventi antincendio, la quale favorirebbe la riduzione degli interventi aerei, coi loro costi esorbitanti. Quello a cui vorrei riferirmi sarebbe un innalzamento della qualità professionale, capace di poter accogliere una nuova generazione di giovani addetti in questo settore, adeguatamente preparati e motivati. Un settore, quindi, idoneo a reprimere le fiamme in estate, e a prevenirle in inverno, avendo ben presente che la nostra regione ha un territorio fra i più frastagliati e irregolari d'Italia, che si trova a ridosso di uno dei più grandi deserti del mondo e che il cambiamento climatico tende a fare espandere fino a oltrepassarci. Costoro pensano, appunto, in modo infantile, ad un piccolo, misero, tornaconto personale, ad accaparrare "qualcosa" piuttosto che niente, senza rendersi conto che un servizio come il nostro ha una funzione molto importante dentro una comunità, dentro un territorio e, proprio nella salvaguardia ambientale, una condizione di contrasto alla veloce alterazione climatica! Appare chiaro che un servizio come quello dell'antincendio boschivo non riguarda solo noi che vi operiamo, ma riguarda anche gli interessi delle persone che vivono nel territorio, riguarda la vivibilità dei paesini rurali e di montagna, sempre più spopolati, riguarda il benessere ambientale, il quale è benessere generale.
Non si deve dimenticare mai che la società umana, così come la natura, è basata sulle relazioni reciproche e ciò che si toglie ha bisogno di essere sostituito, così come ciò che impropriamente si immette, ha bisogno poi di essere smaltito, altrimenti si inquina e ciò che inquina ce lo si ritrova, infine, in circolazione nel nostro stesso sangue.
La menzogna della carenza di fondi, con la quale si giustifica spesso il mancato intervento di una politica non più rivolta al benessere della gente e dei territori, si svela proprio in questo periodo, in cui anche dall'Italia si contribuisce con centinaia e centinaia di milioni di euro ad alimentare e sostenere una guerra che più folle non potrebbe esserci.
In effetti non saprei davvero dire se di follia si tratti o di pusillanimità. Si tratta, comunque, dell' inadeguatezza di una intera classe politica, sia essa che reciti il ruolo della maggioranza o dell'opposizione, la quale ha smarrito il senso della responsabilità: dell'attenzione e della cura a cui la loro elezione ed il loro mandato li lega. Cioè a dire: ha smarrito il senso del fare Politica nella pienezza del significato di questa parola. 
E' proprio in questo modo che infine si realizza l'antipolitica e tutto ciò che comporta.
Antonino Lomonaco




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