28 dicembre 2019

REGIONE, ANCHE MUSUMECI SI ARRENDE: "ESERCIZIO PROVVISORIO? L'ARS LO DISCUTERÀ A GENNAIO". INTANTO ARRIVA IL DISEGNO DI LEGGE GOVERNATIVO DI ASSESTAMENTO, CHE CONTIENE ANCHE 6,4 MLN DA DESTINARE AGLI INTERVENTI SUI BOSCHI SICILIANI E 650 MILA EURO PER LA PREVENZIONE DEGLI INCENDI


Sal sito palermo.repubblica.it

Il governatore si arrende alle tensioni nella sua stessa maggioranza: si va verso la spesa contingentata. "Ma l'anno prossimo niente collegati". L'assestamento di bilancio verso l'approvazione veloce

di CLAUDIO REALE - 28 dicembre 2019
Adesso anche Nello Musumeci si arrende. E rinvia tutto ai primi giorni di gennaio, quando l’Ars potrà votare l’esercizio provvisorio. Dopo l’accordo con lo Stato sullo “spalma-debiti” la maggioranza va in tilt sull’esercizio provvisorio: ieri sera l’esecutivo guidato da Nello Musumeci ha discusso fino a tarda ora sulla legge cioè che permette di sbloccare una parte della spesa 2020 senza varare una vera manovra.

Il punto è che molti capitoli di spesa sono rimasti a zero euro dopo le correzioni di quest’anno: il governo, che ha raggiunto un accordo di massima sulla durata di due mesi per l’esercizio provvisorio, ha discusso per ore su quali voci rimpinguare, per non scontentare le esigenze degli assessori e anche per non lasciare senza soldi precari e teatri come il Bellini di Catania. Con un epilogo sul quale ha messo la faccia lo stesso presidente della Regione: “Con la parifica arrivata il 13 dicembre - osserva Musumeci - gli uffici finanziari hanno avuto appena sette giorni lavorativi per approntare tutti gli strumenti finanziari necessari. Entro giorno 31 l'esercizio provvisorio arriverà all'Ars che potrà esaminarlo già ai primi dell'anno nuovo”. Secondo Musumeci “le direttive prevedono la garanzia del pagamento di tutti gli stipendi e la applicazione di apposite formule per il recupero di eventuali mensilità di stipendi pregressi”.

All’Ars, intanto, si ragiona sui soldi da trovare. In ballo ci sono dieci milioni: fra gli altri si tratta dei fondi per garantire gli stipendi al personale Resais, quelli per l’Esa, i finanziamenti per il museo Mandralisca di Cefalù e i fondi per il Bellini di Catania e il Vittorio Emanuele di Messina. Senza l’approvazione dell’esercizio provvisorio entro fine anno si va in “gestione provvisoria”, una formula di limitazione della spesa alle sole uscite essenziali che la Regione ha già sperimentato due volte, l’ultima delle quali all’inizio di quest’anno.
Il remake del 2019, però, secondo Musumeci si limiterà solo alla gestione provvisoria, che pure il presidente non evoca esplicitamente. Niente collegati, insomma: “Entro gennaio – assicura il governatore - la giunta licenzierà anche i disegni di legge del bilancio definitivo e di stabilità, senza più alcun collegato. La Regione, così, potrebbe avere i suoi strumenti contabili operativi già a febbraio, per evitare agli enti locali di dovere attendere fino al mese di maggio, com'era triste prassi nel passato”.

Oggi, intanto, arriva in aula l’assestamento. Una correzione che gli uffici dell’Ars descrivono come una mera operazione formale: “Il disegno di legge governativo di assestamento – si legge nella relazione della commissione Bilancio - contiene prescrizioni di natura esclusivamente tecnica”. Eccole, dunque: le voci più corpose sono i 7,5 milioni cancellati dal fondo per far uscire dal precariato i contrattisti degli enti locali, i 6,4 da destinare agli interventi sui boschi siciliani e il milione e 666mila euro del fondo per il percorso di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, ma i capitoli colpiti dalle “riduzioni delle autorizzazioni di spesa” sono tantissimi, dai 922mila euro per la proroga dei contratti nei consorzi di bonifica ai 650mila euro per la prevenzione degli incendi. Cancellati anche 321mila euro per l’antiracket, 198mila per le adozioni internazionali, 110mila per i consultori e decine di altre voci. Il testo, poi, aggredisce con la scure i fondi per ripatrimonializzare l’Irfis (10 milioni cancellati dal 2019, 20 dal 2020 e 23 dall’anno successivo), facendo sparire allo stesso tempo i 53 milioni che invece l’istituto avrebbe dovuto versare alla Regione. Per queste norme il percorso dovrebbe essere abbastanza veloce: all’Ars si prevedono tempi brevi per gli emendamenti e un’approvazione che potrebbe arrivare anche in giornata. Una tregua. Che precede, come spesso accade, una tempesta.

Fonte: palermo.repubblica.it






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