11 maggio 2018

UN 151NISTA SPECIALIZZATO DEL VIVAIO ZIRIO (MESSINA), CARMELO DI PAOLA, SCRIVE UNA LETTERA PERCHE' VUOLE SAPERE LA VERITA' SU NOI FORESTALI SICILIANI



LETTERA FORESTALE

Scrivo questa lettera, perché voglio sapere la verità su noi forestali siciliani, verità che deve essere svelata dalla Regione Siciliana, dopo tutte queste tarantelle, che ci vengono mostrate come se fossimo ballerini....promesse di aumento giornate e poi tutto svanisce, stipendi arretrati, chilometraggio pagato male, come una miseria, stabilità promessa e poi svanita.
Beata ignoranza, forse non vorrei scoprire la vera verità, perché forse farà male. Internet è il solo a cui posso scrivere, e i forestali tutti possono capire.
Buona fortuna a tutti i forestali, amici miei, colleghi miei.
Scrivo questa lettera rivolta ai politici siciliani, che invito a prendersi cura, veramente del comparto forestale e di stabilizzare tutti i lavoratori, dopo molti anni di lavoro stagionale, a singhiozzo.
Spero che qualche politico legga queste mie parole.
Spero che qualche politico prenda atto, veramente, dei disagi economici e lavorativi di noi forestali siciliani.
Spero che i forestali arrivino ad un lavoro stabile ai livelli della comunità europea.
Spero nella speranza di occupazione di tutti i forestali ancora a casa, disoccupati, richieste già fatte da un mese e ancora nessuna notizia, cosa aspettano ancora?
Si sa, la speranza è l’ultima a morire, e i forestali, ormai stanchi, sperano ancora.
Sperano ad un rinnovamento positivo del comparto forestale tutto, in Sicilia. 
Scrivo questa lettera perché sia letta, ora, da tutti i politici siciliani, italiani, europei, per capire, veramente la condizione forestale, basata su povertà di giornate lavorative.
Ogni parola di questa lettera deve ricordare che i forestali sono esseri umani degni di un lavoro stabile e di una vita economica agiata, per raggiungere la realizzazione.
Scrivo questa lettera affinché sia letta da tutti i mass media, per capire quale è veramente il sacrificio che i forestali, in Sicilia, stanno affrontando, nel più abbandono completo di ogni lavoro, e non possono soccombere e perire come vittime della nostra società lavorativa.
Non possono fuggire, solo chi fugge, perisce, senza coraggio non vi è virtù, chi si lascia vincere dalle difficoltà è perduto e noi non vogliamo perdere, noi vogliamo solo lavorare tutti giorni dell’anno nel nostro comparto forestale.
La nostra lotta è per il lavoro per non essere sconfitti dalla vita.






3 commenti:

  1. UN 151NISTA SPECIALIZZATO DEL VIVAIO ZIRIO (MESSINA), CARMELO DI PAOLA, SCRIVE UNA LETTERA PERCHE' VUOLE SAPERE LA VERITA' SU NOI FORESTALI SICILIANI.PURTROPPO DA PARTE MIA PENSO CHE LA LORO VERITA' STA IN 2 PARENTESI 1(VERITA' STIPENDIUNA) E 2(DI VUATRI OPERAI NON CE NE FREGA NA BEATA MIZZICA),DI CONTRO LA VERITA' SI DOVREBBE CHIEDERE A TANTI COLLEGHI CA SI ACCHIACCARU CU LI SO STESSI MANU DANNUCCI LU VOTU SIA A DS KE A SN,NON CAPENDO KE L'ALTERNATIVA OGGI ESISTE E SI CHIAMA M5S.toto gebbia

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  2. Buonasera. E passato esattamente un mese dal fatidico giorno 11 aprile e del suo pellegrinaggio a Palermo e nessuno ancora sa niente del perché, avete portato tanti padri di famiglia forestali al vostro sciopero sempre se si può definire uno sciopero. Gli operai dopo un mese esatto si chiedono il perché dategli una risposta, voi chi li dovrebbe rappresentare, per favore. Ho dobbiano scrivere ha chi la visto per avere notizie. Giardina Fernando


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  3. Leonardi Vincenzo12 maggio 2018 09:19

    Vincenzo Leonardi Caro collega Carmelo Di Paola, e colleghi lettori, oggi non è più il momento delle speranze, ma delle lotte, lotte che sarebbero dovute continuare dopo la promulgazione della legge 16/96 per capirci, quindi non escludendo a nessuno dei governanti siciliani da quella data ad oggi, la causa delle condizioni del nostro comparto forestale. Ognuno di loro ci ha tolto un pezzo di dignità, la certezza di un lavoro/salario, l'orgoglio di sostenere le nostre famiglie, colpe che consapevolmente ricadono equamente su ognuno di loro. Ma cari colleghi desidero esprimere anche un'altro aspetto, di questo comparto, molti di noi siamo corresponsabili di questa situazione, per alcuni i problemi si possono risolvere con un commento su un post o su un mi piace, credo sia ovvio pensare che siamo tutti consapevoli che tutti i governi ci abbiano preso per i fondelli, credo altresì che tutti noi abbiamo un sindacato, un patronato o qualsiasi altra organizzazione a cui presentiamo le domande di disoccupazione o altro, queste strutture (tutte) noi li abbiamo coinvolte nel nostro disagio? se si, cosa hanno fatto? e quelle che nel corso di questi anni (tutte) ci hanno chiamato alla protesta, sit-in, scioperi, autoconvocazioni, presidi, hanno avuto il nostro sostegno? la risposta a questa ultima domanda è palese, NO. No perché in questo ultimo ventennio il nostro comparto è stato volutamente diviso, diviso da chi utopicamente si è innalzato ad unico salvatore del forestale, diviso da chi per inaccettabile attendismo si è più volte tirato indietro, ma fra questi, chi c'è in mezzo? in mezzo ci siamo noi, siamo noi che paghiamo questo divisionismo. Cosa ci potrà salvare? considerato che noi siamo la base di queste organizzazioni, ed in fisica non può esserci un apice senza la base, facciamo valere il nostro peso e non è accettabile dire o pensare che loro fanno quello che vogliono, se noi rompiamo il tabù del silenzio nei prossimi contesti, riunioni assemblee congressi, ognuno di loro capiranno che il momento del protagonismo o dell'attendismo non è più tollerabile. Ma nelle more che questo si compia, NOI FORESTALI dovremmo davvero diventare un comparto, e non quello che siamo attualmente " l'esercito di francischiello "

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