La Sicilia è la terra delle sorprese, può succedere di tutto. Può anche essere il palcoscenico del ritorno alla ribalta politica di Silvio Berlusconi, il fondatore di Forza Italia, del Pdl e della Fininvest. L’imprenditore che nel lontano 1994, contro ogni previsione, vinse le elezioni politiche, divenne presidente del Consiglio e fu tra i fondatori della poco brillante Seconda Repubblica.
Il centro-destra, dopo un lungo testa a testa con i cinquestelle, ha portato a casa la vittoria: Nello Musumeci è arrivato primo con il 39,8% dei voti. Secondo Giancarlo Cancelleri, M5S, con il 34,7%. Terzo Fabrizio Micari, centro-sinistra, con il 18,7%. Quarto Claudio Fava, sinistra, con il 6,1%. Quinto ed ultimo Roberto La Rosa, indipendentisti, con lo 0,7%. Ora il nuovo governatore siciliano Musumeci dovrà fare i conti con problemi enormi e surreali di tutti i tipi. C’è anche il costosissimo paradosso delle guardie forestali: sono circa 25 mila i dipendenti (a tempo pieno o parziale) della regione Sicilia più gli 800 con poteri di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria inquadrati nei ranghi dell’arma dei carabinieri. Un esercito se si pensa alle guardie forestali delle altre regioni: il Piemonte, ad esempio, ne ha appena 400 con una superficie boschiva certo non inferiore alla Sicilia.
In realtà la regione di Archimede anche in questo modo cerca di dare una risposta all’altissima e perenne disoccupazione, una risposta più di tipo assistenziale che economica. Non solo. Puntualmente ogni estate le fiamme riducono in cenere buona parte dei boschi siciliani e, più di una volta, i piromani arrestati erano delle guardie forestali in cerca di un nuovo incarico o di poter effettuare degli straordinari per guadagnare qualcosa in più.
Silvio Berlusconi ha smentito tutte le previsioni. Dato per morto sul piano politico per le tante sconfitte, per i pesanti guai giudiziari e per la seria malattia al cuore, è invece ritornato in campo da trionfatore. Il presidente di Forza Italia, 81 anni suonati, ha battuto in lungo e in largo la Sicilia ed è riuscito e ricomporre i contrasti con Matteo Salvini (Lega) e con Giorgia Meloni (FdI), riunificando il centro-destra.
Certo ci sono due “piccoli problemi” (si fa per dire) da risolvere. Primo problema: il già basso numero dei votanti cala ancora al 46,76% degli elettori rispetto al 47,41% delle regionali del 2012. La maggioranza degli elettori, ben il 53,23% ha disertato le urne. Secondo problema: non è detto che il centro-destra abbia la maggioranza dei 70 consiglieri regionali e forse dovrà ricorrere ad una alleanza per governare. Sarebbe un bel rebus.
R.Ru.
Fonte: www.sfogliaroma.it

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