02 settembre 2017

[L'INCHIESTA] IL PARCO DEVASTATO DALLE FIAMME: "NON SONO PIROMANI MA PROFESSIONISTI". I MANDANTI E GLI ESECUTORI POTREBBERO ESSERE GLI STAGIONALI FORESTALI. IL BLOG: MI FA UN PO PENA PERCHÈ È SOLO UN EMERITO IGNORANTE


di Guido Ruotolo
I mandanti e gli esecutori dei roghi del 2017 potrebbero essere quelli che vivono della industria della catastrofe, come gli stagionali forestali, quelli che si occupano delle aree interessate alla riforestazione

«Sono due settimane che impegniamo sul monte Morrone, tre, quattro mezzi aerei antincendio. Questo è un anno di incendi “anomali”. Abbiamo trovato inneschi ovunque». Parla il prefetto Bruno Frattasi, capo del Dipartimento dei Vigili del fuoco del ministero dell'Interno. E accenna agli incendi sul monte Morrone, in Abruzzo. Il procuratore di Sulmona, Giuseppe Bellelli, è convinto che «questi ripetuti incendi sono alimentati da interessi criminali»: «Siamo ancora nella fase della raccolta dati, degli elementi informativi e tecnici. Verificheremo tutte le ipotesi, convinti che potremmo trovarci di fronte a interessi criminali multipli». Secondo indiscrezioni uscite sulla stampa locale, gli inneschi ritrovati sul monte Marrone sono simili a quelli del monte Giano, in provincia di Rieti.

Lancia un appello disperato l'architetto Francesco Bellardi: «Da sabato 19 agosto brucia il Monte Marrone, che fa parte del Parco nazionale della Majella, uno splendido parco in cui sono presenti numerose zone di riserva naturale integrale, con numerose specie protette sia animali che vegetali, frutto di decine e decine di anni di Protezione d di ripopolamento. Al momento sono andate letteralmente in fumo 900 ettari. Migliaia di animali arsi vivi, selvatici e non, come le mucche nei pascoli.  Centinaia gli animali riversati nel centro abitato, come i lupi. Grazie da una semplice persona con il cuore a pezzi».

Il fuoco continua a divorare mezza Italia. E solo da oggi inizieremo a respirare con le piogge in Lombardia, in Veneto e poi a scendere fino al centro-sud. Ma il caldo e la siccità hanno solo favorito i progetti criminali di bruciare montagne e boschi. Dal 15 giugno al 30 agosto quasi 88.000 incendi hanno distrutto decine di migliaia di ettari di vegetazione. Finora oltre trenta piromani sono stati arrestati. Quasi tutte le procure della Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Abruzzo hanno fascicoli aperti. Si indaga per disastro ambientale. Si sospettano precisi interessi criminali. E colpiscono certe «anomalie».

Non è un mistero che in Sicilia sono stati arrestati dei vigili del fuoco volontari piromani che con gli incendi lavoravano e dunque guadagnavano. O anche che le ipotesi investigative per i roghi sul Vesuvio coinvolgono disoccupati organizzati legati a progetti per le bonifiche delle aree incendiate. Insomma, i mandanti e gli esecutori dei roghi del 2017 potrebbero essere quelli che vivono della industria della catastrofe, come gli stagionali forestali, quelli che si occupano delle aree interessate alla riforestazione. I professionisti degli interessi speculativi classici.

La nostra legislazione è molto severa ma dei buchi nelle strette maglie della rete ci sono sempre. Il Catasto delle aree incendiate, per esempio, che tutti i comuni dovrebbero tenere aggiornati e invece in parte sono “vecchi”.

«Quello in corso è un anno molto critico. Per certi versi anomalo. E non possiamo permettere che si ripeta». Il prefetto Frattasi, capo del Dipartimento dei Vigili del fuoco, dati alla mano, spiega che il 2017 è il peggior anno del decennio, superando anche quello critico del 2007. Il generale dei carabinieri-forestali, Pino Giove, ipotizza che «il caldo e la siccità abbiano favorito i disegni criminali di bruciare mezza Italia». Anomali questi incendi. Piromani, persone che vivono un disagio mentale. Ma soprattutto speculatori criminali. Quasi quindicimila incendi nel Lazio, quattordicimila in Sicilia, tredicimila in Campania, dodicimila in Puglia.
01 Settembre 2017






5 commenti:

  1. Il vero criminale è chi CALUNNIA !!! Come questo ASINONE che ha scritto solo minchiata.
    Autista. Salvatore Claudio Proietti.

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  2. I lavoratori AIB sono pagati la stessa cifra a priscindere dagli incendi , percepiscono la stessa cifra anche quando non ci sono incendi in corso , per cui l'interesse economico nel fare il piromane dei lavoratori forestali è paria ZERO ...... SPERO CHE SIA CHIARO CHE IL LAVORATORE FORESTALE DURANTE L'INCENDIO NON GUADAGNA NULLA DI PIÙ RISPETTO A QUANDO NON CI SONO INCENDI ...... perché chi scrive queste STRONZATE non si documenta prima ?
    Gli AIB durante gli incendi affrontano rischio , fatica , fumo , pericolo ecc ecc ..... è più facile scrivere articoli privi di conoscenza .... Poi non vogliamo essere associati ai pompieri volontari che si sono macchiati del reato di truffa per prendere 10,00 €/ora per gli incendi innescati da loro stessi .... hanno fatto danno di immagine solo ai loro colleghi pompieri ..... FEDELE B.N. D2 Catania

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  3. Bravo Fedele, la gente ignorante scrive cose ignoranti.... Vincenzo Bellini Ct.

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  4. Ma certi ( giornalista ) in quale mondo vivono mi sembra la stessa cosa quando la gente mormora e poi non c'è niente di vero .
    Si prega di informarsi meglio prima di scrivere c z a e .
    Aib Salvatore distretto 2 Catania

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