25 luglio 2017

LA SICILIA CHE BRUCIA, ATTACCO ALLE RISERVE: "SERVONO DRONI E TELECAMERE PER VIGILARE". IL PROCURATORE DI TRAPANI AMBROGIO CARTOSIO: DENUNCIATE I COLPEVOLI O IN SICILIA RESTERÀ SOLO CENERE"



L'assessore Cracolici: "Poche risorse, non si può controllare lo Zingaro con le vedette". L'appello del procuratore di Trapani

di CLAUDIO REALE 25 Luglio 2017
Le riserve naturali siciliane sono sotto attacco degli incendiari e sono sostanzialmente indifese: parola dell’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, che l’ha constatato di persona domenica, quando dopo i roghi dello Zingaro è saltato in auto per controllare con i propri occhi la situazione. «A Custonaci — racconta — c’è un vialetto parafuoco a qualche metro dal cucuzzolo della collina ma il vento l’ha reso inutile. Le fiamme l’avevano attraversato, passando da sinistra a destra: il vento ha fatto da propulsore». Per questo Cracolici invoca l’arrivo di droni, di telecamere, di strumenti che permettano insomma di sorvegliare una delle ricchezze che rendono unica la Sicilia: «Lo Zingaro — dice l’assessore all’Agricoltura — vale per la Sicilia tanto quanto Palazzo dei Normanni. Invece siamo ancora alle vedette, ai controlli a campione su un territorio enorme ».

La prevenzione, del resto, nelle riserve è poco più che teoria. Un po’ perché ovviamente la flora è tutelata, e dunque non è possibile tagliarla neanche per prevenire gli incendi, e un po’ perché i soldi mancano: «Nel bilancio regionale — attacca il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna — i finanziamenti per la tutela delle riserve sono stati azzerati. Il governo dovrebbe avere un sussulto di dignità e programmare almeno la prevenzione dell’anno prossimo. Lo dico con amarezza: ormai le riserve sono solo stipendifici, perché si riesce solo a pagare i salari e nient’altro». Un tema sul quale il sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola, lo segue: «La Regione — accusa — è partita tardi. Non si possono assumere gli operai antincendio solo a luglio. Bisogna programmare di più e prima». Cracolici, invece, ne fa un problema strutturale: «Il corpo forestale — osserva — ha poche risorse. I centunisti dell’antincendio hanno una media di età elevatissima. Servono mezzi immediati, più efficienti». «In un’era moderna — gli fa sponda Coppola — non è possibile che non si riescano ad avere strumenti per individuare immediatamente dove sono i focolai e magari anche individuare chi appicca il fuoco. L’utilizzo dei droni a controllo del territorio ci consentirebbe di avere subito indicazioni e magari scoraggerebbe anche i piromani».

Al procuratore di Trapani Ambrogio Cartosio non resta che fare appello ai cittadini, possibili testimoni: "Denunciate i colpevoli o in Sicilia resterà solo cenere" 


Fonte: palermo.repubblica.it




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