Ancora incendi in tutta la Sicilia. La provincia piu’ colpita Palermo. Vigili del fuoco, personale della Protezione civile ed in alcuni casi anche normali cittadini e volontari sono intervenuti per domare le fiamme in citta’ e provincia. In azione anche mezzi aerei. La situazione piu’ grave a Carini, dove il fuoco ha minacciato alcune abitazioni, ed a Partinico, dove sono andati in fumo ettari di macchia mediterranea.
Incendi anche sulle Madonie, in territorio di Castellana Sicula e Polizzi Generosa. Fiamme anche a Termini Imerese, Caccamo, Belmonte Mezzagno, Montelepre, Montemaggiore Belsito. A Palermo invece un rogo si e’ sviluppato nei pressi di via Patti, nella zona nord della citta’. Incendi anche nel Catanese, nel Messinese, alle porte di Agrigento ed Enna, ed a Trapani e Caltanissetta. (ITALPRESS).Ci sono volute diverse ore ma l’incendio che ha devastato una vasta area boschiva, in provincia di Trapani, a ridosso della riserva dello Zingaro è stato del tutto domato.
“La prima cosa che dobbiamo dire è che la riserva dello Zingaro non è distrutta. I danni ci sono e sono ingenti, sono andati in fumo centinaia di ettari di macchia mediterranea, ma parlare di distruzione non fa bene a nessuno. Anzi. Già ieri, con l’assessore Cracolici (assessore regionale all’Agricoltura ndr) abbiamo fatto un primo giro di ricognizione e posso dire che fra qualche giorno la riserva potrà essere di nuovo fruibile dai turisti”.
A parlare con l’Adnkronos è Nicola Coppola, sindaco di Castellammare del Golfo, in prima linea nel fine settimana nel fronteggiare la nuova emergenza incendi che ha colpito il territorio di Trapani e il suo cuore turistico: la Riserva naturale dello Zingaro.
“Le fiamme hanno danneggiato soprattutto la parte alta della riserva, quella in basso non è stata toccata” racconta il primo cittadino che adesso è preoccupato per quello che può avvenire nei prossimi giorni.
“Domani e dopo domani è previsto un vento di 27 nodi da ovest – dice -se ci dovessero essere dei focolai, il rischio è che riparta tutto”. Coppola non vuole entrare nelle polemiche sulla gestione della prevenzione degli incendi anche se, ammette, “dalla Regione si è partito tardi. Non si possono assumere gli operai a luglio, bisogna programmare di più e prima”. Quello che chiede è di trovare delle soluzioni: l’utilizzo dei droni per esempio.
Non è possibile che in un’era così moderna non si riesca ad avere strumenti per individuare immediatamente dove sono i focolai e magari anche individuare chi appicca il fuoco – dice – L’utilizzo dei droni a controllo del territorio ci consentirebbe di avere subito indicazioni e magari scoraggerebbe anche i piromani”. Inutili, secondo il primo cittadino, anche le polemiche sui numeri di canadair e mezzi a disposizione. “Sabato c’erano contemporaneamente 30 incendi in Sicilia. E’ impensabile che ci sia una flotta che possa fronteggiare un’emergenza di questo tipo. Dobbiamo guardare avanti e soprattutto dobbiamo lavorare insieme”.
A preoccupare il sindaco di Castellammare del Golfo oggi è anche la sicurezza del territorio. “Con ettari di bosco bruciato, dobbiamo preoccuparci di quello che può succedere – afferma – Dobbiamo mettere in sicurezza la montagna e i centri abitati. Sabato sera ho già provveduto a chiudere la strada sopra il belvedere: cadono massi, non è più sicura”.
Un incendio, partito dalle frazioni di Castelluzzo e Biro, nel comune di San Vito Lo Capo, e alimentato dal vento di scirocco ha raggiunto una parte della riserva naturale.
In particolare tra Macari, Calampiso, Castelluzzo e lo Zingaro sono quattro gli incendi divampati nella zona di San Vito in quindici giorni.
Dietro gli incendi che hanno devastato la Sicilia c’è la mano dei piromani. Uno è stato arrestato nel Messinese. A lanciare un appello è il sindaco di San Vito Lo Capo Matteo Rizzo: “Chi sa, o ha visto qualcosa, parli e denunci. Non possiamo continuare così, non possiamo continuare a vivere con il terrore dell’arrivo dello scirocco e della scellerata e criminale mano dell’uomo”.
“Capisco – dice il sindaco – che il territorio è molto vasto, ma urgono maggiori controlli e la collaborazione di tutti perché è impossibile che nessuno vede nulla”.
Il rogo ha anche lambito alcune abitazioni della zona che per sicurezza sono state evacuate. Ferito un uomo della forestale che è rimasto ustionato durante le operazioni di spegnimento. In azione anche alcune squadre dei vigili del fuoco e un Canadair.
Continua l’impegno dei Canadair e degli elicotteri della flotta aerea dello Stato, coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile: anche oggi, gli equipaggi sono stati impegnati dalle prime luci del giorno nelle operazioni di spegnimento dei numerosi incendi boschivi per cui si è reso indispensabile il supporto aereo alle operazioni svolte dalle squadre a terra. Al momento, sono 29 le richieste di concorso aereo ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato (Coau) del Dipartimento: rispettivamente 6 dalla Campania e dalla Sicilia, 5 dal Lazio, 4 dalla Basiicata, 2 dalla Calabria, 2 dalla Sardegna, 1 ciascuna dall’Abruzzo, Molise, Puglia e Umbria.
L’intenso lavoro svolto dai piloti dei mezzi aerei – 14 Canadair e 3 elicotteri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco oltre a 3 elicotteri dell’Arma dei Carabinieri e 5 del Comparto Difesa – ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere, finora, 11 roghi. Le attività di lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente proseguiranno finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza.
È utile infine ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da comportamenti superficiali o, spesso, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente al numero di soccorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco 115 o, dove attivato, al numero unico di emergenza 112 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Fornendo informazioni il più possibile precise, si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni all’ambiente, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività, prima che l’incendio aumenti di forza e di capacità distruttiva.
Intanto martedì il presidente della Regione, Rosario Crocetta sará sentito alla Commissione Ambiente del Senato
Fonte: siciliainformazioni.com

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