Riforma Forestali: a rischio smantellamento del comparto
“L’altro colpo inflitto ad una categoria che anziché essere giustamente valorizzata, è subissata dal Governo regionale, riguarda il congelamento delle graduatorie che colpisce 78sti e OTI – prosegue Figuccia –, rendendo ancor più lontano e difficile un raggiungimento della loro stabilizzazione. E questo è certamente il segno evidente del fallimento di una riforma che, lungi dal definirsi tale, non provvede a stabilizzare adeguatamente un bacino di lavoratori che rappresentano una risorsa importantissima per la nostra Regione. Altre perplessità suscita la divisione delle attuali graduatorie distrettuali in graduatorie provinciali (protezione civile, valorizzazione dei boschi, gestione produttiva, lotta agli incendi) che non fa chiarezza sia sui criteri di appartenenza sia sul territorio di competenza dei lavoratori che potranno essere impegnati su tutti i fronti della Provincia. In altre parole, kilometraggio illimitato. Infine, la riforma mette le mani anche sui guadagni arrangiati dei centounisti e compagni che, ove provvedano a lavorare per alcune settimane presso soggetti privati, vedranno le proprie giornate di garanzia rispettivamente diminuite. Resta da chiedersi quali siano i profili positivi della riforma targata Cracolici davanti al fatto così evidente che i forestali restano ancora la categoria più anziana non stabilizzata e con poche certezze per il futuro. Una riforma, degna di chiamarsi tale deve partire dalla valorizzazione del bosco, rendendolo produttivo con il lavoro di personale qualificato ed attingendo a risorse comunitarie”.
20 Settembre 2016

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