15 luglio 2016

L’ACCORDO STATO-REGIONE VALE A REGIME 1.685 MILIONI. IL GOVERNO CENTRALE CONSENTE ANCHE IL PAGAMENTO IN FAVORE DI FORESTALI


L’accordo Stato-Regione
vale a regime 1.685 milioni


(Michele Cimino*) L’accordo tra lo Stato e la Regione in termini di risorse finanziarie per la Sicilia. L’accordo vale a regime 1.685 milioni così distinti: 500 milioni per l’anno 2016 (corrispondenti ai 5,61 decimi dell’IRPEF maturata in Sicilia) in aggiunta ai 900 milioni già riconosciuti con l’art. 1 comma 685 della legge 208/2015 e ai 285 milioni derivanti dallo split payment (le cui disposizioni operano per gli anni 2016 e 2017 ); 1.400 milioni per l’anno 2017 corrispondente ai 6,74 decimi di IRPEF maturata; 1.685 milioni a partire dall’anno 2018 (corrispondenti ai 7,10 decimi dell’IRPEF maturata ) che assicura la stabilizzazione degli effetti dello split payment , assorbendone l’impatto.
L’accordo prevede inoltre nuove regole per il patto di stabilità: in particolare, grazie ad una diversa incidenza dei residui, si ampliano i margini di spesa consentendo di sbloccare parte dei pagamenti che nel 2015 sono stati bloccati per mancanza di spazi di patto. I saldi positivi previsti dall'accordo, riferiti alle nuove regole per il patto di stabilità, sono il risultato di una rielaborazione dei dati contenuti nel bilancio triennale già approvato e derivano dall’applicazione dei principi del decreto legislativo 118/2011 ed in particolare dal riaccertamento straordinario dei residui. Pertanto non si tratta di nuovi obiettivi da perseguire attraverso ulteriori interventi o tagli di spesa.
In termini di vincoli, la riduzione del 3% delle spese correnti prevista dall’accordo – per 4 anni a partire dal 2017 rispetto al 2016 – è finalizzata a riqualificare la spesa incrementando progressivamente le spese di investimento. La riduzione viene garantita, da un lato, attraverso misure di contenimento della spesa già adottate (in particolare con la legge di stabilità regionale per il 2015) e, dall’altra, con l’allineamento alla normativa statale peraltro già previsto nei programmi di governo.
Il bilancio triennale adottato assicura già la riduzione delle spese correnti del 3% senza che siano necessari ulteriori tagli. In sostanza ogni ulteriore possibilità di incremento di spesa deve essere destinato a spese di investimento. Inoltre, risultano coerenti ed in continuità con l’azione dispiegata dal governo i vincoli previsti dall’accordo relativamente al recepimento delle recenti riforme statali in materia di dirigenza pubblica, semplificazione ed efficientamento del procedimento disciplinare, di semplificazione del procedimento amministrativo, di incentivazione delle unioni e delle fusioni di comuni (cfr in particolare le norme della legge regionale 9/2015 sull’allineamento delle norme sul personale,
sulle pensioni e sulla riduzione dei costi della politica). Altre previsioni dell’accordo riguardano misure di razionalizzazione già attuate o in corso di attuazione (riduzione costi del pubblico impiego, riorganizzazione della struttura amministrativa, razionalizzazione spazi occupati dagli uffici pubblici, centrale unica di committenza, riduzione dei costi della politica, adozione del sistema di rilevazione dei costi standard per gli enti locali ).
Quanto al ritiro dei ricorsi, l’impegno relativo a quelli promossi dalla Regione è circoscritto esclusivamente a quelli in materia di finanza pubblica proposti prima del 31.12.2015, senza alcuna preclusione di ulteriori ricorsi avverso nuove norme che dovessero incrementare ulteriormente il concorso alla finanza pubblica, per i quali la Regione dovrà comunque dimostrare la non sostenibilità finanziaria, come più volte sancito con sentenze della Corte Costituzionale. L’importo riconosciuto è comprensivo degli effetti finanziari delle sentenze già definite in favore della Regione, relativi alle annualità precedenti la sottoscrizione dell’accordo del 9.6.2014, il cui valore è pari a circa 115 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2012 e 2013.Complessivamente, in assenza dell’accordo del 9.6.2014 , tenendo conto degli effetti delle sentenze della Corte Costituzionale in materia di finanza pubblica per gli anni dal 2012 al 2017 – quasi tutti sfavorevoli alla Regione – e delle sanzioni dovute all’avvenuto sforamento dei vincoli del patto di stabilità per l’anno 2013, si sarebbe registrato un risultato negativo per la Regione di circa 300 milioni di euro. Considerato che il Governo centrale si è impegnato, nelle more della modifica delle norme di attuazione dello statuto, a trovare immediata copertura ai 500 milioni di euro per l’anno 2016, nell’ambito del decreto legge sugli enti locali approvato dal CdM il giorno stesso di sottoscrizione dell’accordo, sarà possibile già a seguito della pubblicazione del decreto legge sbloccare le autorizzazioni di spesa inserite nell’allegato 2 della legge di stabilità per il 2016 e consentire il pagamento in favore di forestali, precari, enti locali, enti regionali, consorzi di bonifica, altri soggetti beneficiari di contributi.
La trattativa condotta ha portato ad escludere dal computo delle spese su cui operare la riduzione del 3% quelle relative ai rinnovi contrattuali, ovviamente nei limiti di quanto previsto in ambito statale. Grazie all’accordo già dal 2016 é possibile destinare a spese di investimento 700 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione che negli anni passati sono stati invece utilizzati per la copertura del concorso alla finanza pubblica; le nuove regole del patto di stabilità consentiranno una regolare gestione della spesa per trasferimenti, vincolata esclusivamente alla sussistenza delle corrispondenti entrate al fine di mantenere l’equilibrio, e conseguentemente una sostanziale regolarità nel pagamento degli stipendi e delle fatture ai fornitori in particolare da parte degli enti; l’immissione nel sistema di 1.700 milioni consentirà una significativa boccata d'ossigeno dal punto di vista della liquidità”.

*Deputato regionale e portavoce di Sicilia Futura

14 Luglio 2016
http://www.siciliainformazioni.com/redazione/368406/laccordo-stato-regione-vale-a-regime-1-685-milioni






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