16 luglio 2016
IL FORESTALE ‘UNO E TRINO’ CHE ARRAFFA DI QUA E DI LA’…BLA, BLA, BLA
Ricevo e volentieri pubblico
Il forestale ‘Uno e Trino’ che arraffa di qua e di là…Bla, bla, bla
di GUGLIELMO SCIMONELLO
Premesso che, trovo anacronistico, grottesco e fuori luogo, oggi come oggi, incoraggiare e rincorrere gratuitamente la classica “guerra dei poveri” tra i lavoratori forestali che, rappresentano per antonomasia la categoria di “precari più anziani d’Europa”.
Tuttavia, sono fermamente convinto che, ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Inoltre, la Repubblica Italiana riconosce al lavoratore, il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Infine, la Repubblica si impegna, altresì, a promuovere le condizioni di effettività del «diritto al lavoro», che riconosce a tutti i cittadini, ma al contempo cristallizza il lavoro come un “dovere”, di scegliere o svolgere una funzione o una attività.
Detto ciò, la domanda sorge spontanea: Si può essere così cinici e autolesionisti di pensare che un lavoratore precario possa raggiungere o superare 365 giorni di lavoro all’anno?
Assolutamento ‘No’…! si scherza ovviamente, poiché, non può mancare il guizzo canzonatorio per cercare di smorzare i toni su un tema delicatissimo rappresentato dalla precarizzazione ‘storica’ del lavoro dei forestali. Tanto è vero che le giornate lavorative per l’anno 2016 sono complessivamente 252 giorni!Orbene, cerchiamo adesso di capire chi sono i lavoratori forestali che, legittimamente ed in consuetudosecundumlegem, effettuavano prima dell’entrata in vigore della L.R. 3/2016, giornate di lavoro, si badi bene, con contratti a termine, in due bacini di garanzie occupazionali del settore ‘Agricoltura’, con la stessa mansione di ‘bracciante agricolo”, consapevoli che per gli operai agricoli a tempo determinato non sono comunque previste limitazioni quantitative dei contratti a termine e non è applicabile a tale categoria di lavoratori neanche la disciplina dei divieti.
Invero, si tratta dei lavoratori inseriti nei bacini di forestale e consorzi di bonifica che svolgevano le giornate previste dalle rispettive fasce di garanzie occupazionali. Si tratta esattamente di 16 lavoratori della Provincia di Ragusa, 1 della Provincia di Enna e 25 della Provincia di Messina, per un totale di 42 lavoratori in tutta la Sicilia. Nulla importa, invece, se la norma è costituzionalmente illegittima per violazione degli (Artt. 2-3-4-35-36 della Costituzione). E’ perfino irrilevante se la legge non rispetta il principio di non discriminazione; il principio di uguaglianza; se non è stato tenuto conto dei diritti acquisiti o quesiti che, una volta entrati nella sfera giuridica del lavoratore sono immutabili ed, infine, nell’ordinamento italiano vige il principio dell’irretroattività della legge. Ed invero: “La Legge non dispone che per il futuro: essa non ha effetto retroattivo”. Tradotto significa che, la legge entra in vigore dal giorno successivo della sua pubblicazione in G.U.R.S. ed è valida per l’avvenire. E cosa può importare se soli 17 deputati a Sala d’Ercole hanno votato favorevolmente la “boiata” pazzesca proposta dal Governo regionale con cui si è deciso, di fatto, di strappare ‘brutalmente’ il lavoro e con esso il pane di bocca ai figli dei lavoratori colpiti ingiustamente e illegittimamente dalla norma forcaiola.
Orbene, ritengo che sia democraticamente e moralmente ingiusto pensare di far pagare pegno solo ed esclusivamente ai 42 lavoratori appartenenti al bacino forestale e consorzi di bonifica. Con l’aggravio di subire oltre il danno anche la beffa: in realtà il legislatore esclude l’appartenenza a più bacini di garanzie occupazionali solamente al tandem dei lavoratori (Forestale-Consorzi), permettendo, altresì, di favorire lo stesso lavoratore -della forestale o delconsorzio di bonifica- di avere rapporti di lavori anche “all’Asp, nei Vigili del fuoco, nelle Scuole, nelle ex Province, nei Comuni ed in tutti gli enti non annoverati dalla norma. Mentre tutti gli altri lavoratori inseriti nell’Art. 19 (Legge di Stabilità) non sono minimamente penalizzati dalla norma. Sì, proprio così, infatti, i trattoristi dell’Esa effettuano le giornate lavorative esclusivamente nell’ente di appartenenza. I lavoratori ‘PIP e LSU’ lavorano tutto l’anno in nero nei rispettivi enti di appartenenza, senza un contratto di lavoro, senza contributi e percepiscono il sussidio di disoccupazione. Rientrano tra le misure di sostegno al reddito. Mentre per quanto riguarda i cantieri di servizio, finanziati in base alla disponibilità finanziaria della Regione, sono esclusivamente destinati ai lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione a condizione che non superano la soglia del reddito minimo di 450,00 euro al mese. Infine, l’Ente vivaio vite americano ha solamente in organico lavoratori ‘PIP’ e l’Istituto sperimentale zootecnico di Sicilia ha in organico solamente dipendenti a tempo indeterminato.
“L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione.” [Massimo D’Azeglio]
Guglielmo Scimonello
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Nel frattempo il politico può svolgere svariati incarichi, gli alti dirigenti statali,così come quelli regionali, oltre ad essere di ruolo possono svolgere incarichi con contratti di diritto privato, primari o dottori di ospedali, così come ingegneri, architetti e altre figure impiegate nella pubblica amministrazione possono aprire una partita Iva, e i giornalisti, dulcis in fundo, possono scrivere per tutte le testate giornalistiche che vogliono.I lavoratori forestali e di altra categoria no, loro non possono aprire partita Iva, anzi, sono accusati di svolgere lavoro nero. Vorrei vedere il politico o il dirigente fare 78, 101 o 151 giorni e poi magari ne riparliamo. Saluti Giuseppe Candela
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