08 giugno 2016

NERONE


Ricevo e pubblico
da Antonino Lomonaco


Nerone


Allorquando i criteri del merito vengono immediatamente cestinati, per dare spazio ad arbitrii di favoritismi politici, di quella politica che non guarda il bene pubblico, perchè accecata da altri scopi più circoscritti, e persone meritevoli, per capacità caratteriale, per esperienza di anni di servizio, gradi, ecc., vengono mortificate e scavalcate nella funzione, ad esempio, di comandante di distaccamento forestale... Quando distaccamenti di guardie forestali, nelle zone più boscate della nostra Sicilia, vengono abbandonate all’ inaudito sforzo di una o due guardie, se non, addirittura, del tutto chiuse, poichè ormai, queste guardie, sono una “specie” in via di estinzione, come se fossero inutili... Quando si provvede nell’immediatezza al licenziamento di operai forestali, solo perchè anni prima hanno avuto probelmi con la giustizia, senza tener conto del percorso successivo e facendo finta che il loro lavoro sia un “pubblico ufficio”, quando, invece, si tratta proprio di “pubblico precariato”!... Quando in procinto dell’inizio della stagione più calda e della campagna di antincendio boschivo, non si è provveduto (dopo un inverno ed una primavera!) ad adempiere alla manutenzione degli automezzi e dei d.p.i. delle squadre di pronto intervento, per cui ci si ritrova, anche quest’anno, ad entrare in servizio antincendio senza avere ancora la possibilità di intervenire, poichè impediti dalla mancanza delle più semplici norme di sicurezza per il lavoro... Quando il rischio dell’emergenza incendi nella nostra regione non è una eventualità remota, ma una possibilità sempre più marcata, perchè i territori vengono abbandonati, perchè l’agricoltura è sempre meno praticata, perchè la nostra vegetazione, che rinsecca in estate, si espande in quelle terre non più curate, così come si espandono le temperature estive.... Quando la mentalità parassita e strafottente appicca gli incendi e devasta la vita e l’anima dei territori.... Quando una medesima mentalità, strafottente e parassita, è all’interno delle stesse istituzioni che dovrebbero provvedere alla cura di tutto ciò che è stato detto sopra... Quando, questa, non provvede all’obligo di quelle cure e neanche all’attenzione dei problemi di quei territori e della gente che li abita... Quando gli anni iniziano a sentirsi, nelle braccia e nella schiena, ed il fiato annaspa ancor di più in mezzo ai fumi, alla calura, nelle drammatiche operazioni di spegnimento, e non vi sono giovani a sostituirci... Quando i giovani, per avere un futuro dignitoso, sono costretti, ancora, ad andarsene dalla loro terra... Quando siamo al cospetto di tutte queste deficienze, abbiamo una adeguata misura del valore, e delle intenzioni, di chi ci governa. 






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