Incendio quasi certamente doloso ha divorato buona parte della pineta parco Mangiagesso. Vigili del fuoco con 2 elicotteri e un canadair
Un danno grossissimo per il polmone verde di grande valore
Decine di ettari di alberi e vegetazione della pineta del parco
Mangiagesso e del costone Fiumelato sono stati venerdì pomeriggio
divorati dalle fiamme (nella foto di Massimiliano Sparacino)
nonostante l’alacre lavoro dei vigili del fuoco di Ragusa e Modica
durato oltre sei ore, con l’ausilio di 2 elicotteri arrivati da Catania e
Palermo e un canadair della flotta antincendio nazionale che hanno
effettuato decine di lanci d’acqua prelevandola direttamente dal mare.
Un inferno di fuoco che ha lasciato alla fine un deserto di desolazione.
Tutto carbonizzato. Il vasto incendio è alle 14,50. Era visibile da
chilometri di distanza, mentre il denso fumo e il forte odore di
bruciato hanno invaso il centro storico di Modica. Il vento forte e la
zona impervia non hanno facilitato il compito dei vigili del fuoco, che
difatti hanno dovuto richiedere l’intervento dei due elicotteri e del
canadair per avere ragione delle fiamme, che si sono estese dalla pineta
di Mangiagesso al sottostante costone Fiumelato, lungo il vecchio
tracciato Modica Scicli, a valle di contrada Fiumara. Pare che
l’incendio sia di origine dolosa, almeno per due motivi: primo perché è
scoppiato in una zona difficile da raggiungere, quindi è remota la
classica ipotesi della cicca di sigaretta accesa lanciata dal
finestrino. Il secondo motivo che induce a pensare alla mano dolosa è il
fatto che il rogo si sia sviluppato quasi in contemporanea almeno in un
paio di punti che hanno costituito altrettanti focolai alimentati dal
vento. Un danno grossissimo per il polmone verde di grande valore. Un danno con buona probabilità causato volontariamente da qualcuno. Ma da chi? E perché? Una sola cosa è al momento certa: con l’arrivo del primo caldo importante gli incendi si presentano con una inquietante puntualità. Difficile insomma pensare solo al caso. Per fortuna i vigili del fuoco hanno avuto fin da subito la situazione sotto controllo, scongiurando rischi per i residenti, che dunque non hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni nei pressi dell’inferno di fuoco.
03 Giugno 2016
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