La Regione siciliana? E’ come il Titanic che affonda al ritmo della musica degli U2…
Giulio Ambrosetti
Ormai è ufficiale: la Sicilia sta
affondando. Si tratta solo di capire quando tutti i protagonisti delle
tante categorie economiche e sociali dell’Isola ‘incaprettate’ da Renzi,
da Crocetta e dal PD scenderanno in piazza simultaneamente. Il 30 Marzo
– anniversario dei Vespri siciliani – dovrebbe essere la prima prova:
tutti i piazza a Palermo contro le trivelle, contro il Governo Crocetta e
contro il PD siciliano degli ‘ascari’. Oggi,a titolo di anticipo degli
eventi prossimi venturi, i dilettanti allo sbaraglio dell’assessorato
regionale alla Salute sono riusciti a fare scendere in piazza i titolari
dei Laboratori di analisi…
U2, Until the End of the World, 1991: “Affogavo
i miei dispiaceri nel sogno / ma i miei dispiaceri, impararono a
nuotare / circondandomi, calandomi addosso / traboccando dall’orlo / in
onde di rimpianto, onde di gioia / mi protesi verso chi tentai di
distruggere/ tu, tu dicesti che avresti aspettato sino alla fine del
mondo”.
Chissà, in queste ore, in quali sogni stanno
affogando i dispiaceri migliaia e migliaia di Siciliani travolti da una
crisi economica e sociale senza precedenti. Famiglie e imprese della
nostra Isola massacrate dalle tasse (durissimo il comunicato di
Confartigianato contro le ZTL volute da ‘Pubblicani’ del Comune di
Palermo). Gli agricoltori siciliani sul piede di guerra pronti a
invadere le strade di mezza Sicilia. Gli operai della Forestale, presi
ancora una volta in giro dal Governo regionale, che studiano le
contromosse. I Comuni senza soldi. I circa 6 mila e 500 dipendenti delle
ex Province senza stipendio e senza futuro. I Laboratori di analisi
cliniche massacrati da un assessorato alla Salute finito nelle mani di
dilettanti allo sbaraglio. Un Assemblea regionale siciliana e un Governo
che non sono stati nemmeno capaci di approvare un Bilancio a norma di
legge (a oltre 15 giorni dall’approvazione della manovra economica e
finanziaria 2016 non c’è ancora traccia della pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale!).
La Sicilia dell’anno di grazia 2016,
seconda decade di Marzo, sembra un Titanic che affonda lentamente,
mentre i vari Rosario Crocetta, Giovanni Ardizzone, Giuseppe Lumia,
Fausto Raciti, Baldo Gucciardi, Giampiero D’Alia, Antonello Cracolici,
Bruno Marziano e via continuando con questa band oscena si esibiscono
nell’ultimo concerto:
“in onde di rimpianto, onde di gioia… sino alla fine del mondo”.
In attesa della grande manifestazione del 30
Marzo a Palermo – anniversario della rivolta dei Vespri Siciliani,
giorno in cui la Sicilia manifesterà contro le trivelle e contro gli
‘ascari’ del Governo regionale – Crocetta e Gucciardi, oggi, sono
riusciti a fare scendere in piazza, a Palermo, i titolari dei Laboratori
di analisi cliniche. Questi ultimi si rifiutano di pagare il ‘pizzo’ a
una classe politica di ‘ascari’: per la precisione, a quel
centrosinistra che ha svenduto i Siciliani al Governo Renzi,
consentendogli di depredare le ‘casse’ della Regione.
Volendo, i governanti ‘ascari’ della Sicilia di
oggi hanno ragione da vendere. Tutti, in Sicilia, hanno pagato, in
quota parte, per gli scippi finanziari operati dal Governo Renzi sul
Bilancio della Regione siciliana: i Comuni, come già ricordato, sono
stati lasciati senza soldi; le nove Province dell’Isola – che dovrebbero
essere state abolite ma che ci sono ancora – sono fallite; ai 24 mila
forestali hanno tolto la progressione di carriera; a dipendenti e
pensionati regionali hanno tagliato stipendi e pensioni; agli
agricoltori siciliani hanno negato e negano le risorse finanziarie dei
PSR e dei FEARS; agli automobilisti siciliani hanno bloccato il 70 per
cento delle strade provinciali e aumentato i pedaggi delle autostrade
gestite con i piedi; agli studenti universitari hanno aumentato le tasse
e ridotto i servizi; agli studenti delle scuole superiori stanno
negando la manutenzione degli edifici; agli studenti disabili hanno
tagliato il trasporto pubblico lasciandoli a casa; ai medici pubblici
hanno bloccato gli stipendi, agli artigiani hanno tolto il fondi di
rotazione della Crias.
Insomma, tutte le categorie economiche e
sociali della Sicilia stanno pagando la ‘decima’ al Governo Renzi e al
PD al Governo del Paese. E ora arrivano i titolari dei
Laboratori di analisi cliniche che si rifiutano di pagare l’obolo nel
nome di Renzi. Ma siamo impazziti? Ma dove credono di arrivare i custodi
delle nostre transaminasi? Guardate che Crocetta e Gucciardi hanno il
colesterolo dalla parte del manico (o quasi, come vedremo).
In questa storia dei Laboratori di analisi – quello che è giusto è giusto – c’entra anche la Ministra della Sanità, Beatrice Lorenzin,
quella del partito senza voti, ma dalle mille poltrone: sì, il Nuovo
Centrodestra Democratico del Ministro Angelino Alfano, che quando si
andrà al voto, solo in Sicilia, perderà l’80 per cento e forse più dei
voti (i sondaggi, a Palermo, li danno all’1 per cento). Che ha combinato
la Ministra? Ha stabilito, si dice giocando a briscola con la
segretaria di Angelino, quali sono gli esami clinici appropriati
(briscola a coppe) e quali sono quelli inappropriati (briscola a denari:
spade e bastoni non prevedono né analisi, né rimborsi).
Risultato: i medici di famiglia – quelli che
avrebbero dovuto partecipare ‘attivamente’ alla medicina del territorio e
che invece arristaru ‘a casa, giustificati dal fatto che la medicina del territorio, in Sicilia, è come l’Araba Fenice (… che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa…)
– non prescrivono più le prestazioni escluse dai rimborsi. Con Renzi,
Lorenzin e il Governo Crocetta si risparmia pure sulla salute!
Insomma, anche i titolari dei Laboratori di
analisi debbono pagare. Resta da chiedersi: perché, fino ad oggi, i
Governi regionali crecetteschi (da Crocetta) e, prim’ancora,
lombardeschi (dal ‘genio’ di Raffaele Lombardo da Grammichele) non sono
riusciti a ‘incaprettare’ i titolari dei Laboratori di analisi?
Ve lo diciamo noi: perché se i Laboratori di
analisi cliniche chiudono i battenti licenziano sì migliaia di persone
che vi lavorano, ma soprattutto costringerebbero migliaia e migliaia di
persone e riversarsi negli ospedali pubblici per le analisi cliniche.
Avete idea di che cosa succederebbe?
Immaginate il Laboratorio di analisi
dell’ospedale Civico di Palermo, o degli ospedali pubblici di Catania, o
di Caltanissetta, o di Siracusa ormai da decenni strutturati per
arrivare, a malapena, a completare le analisi cliniche dei rispettivi
Pronto soccorso e dei vari reparti ospedalieri. Presi d’assalto dai
cittadini siciliani impossibilitati a fare le analisi nei Laboratori
privati, i Laboratori di analisi degli ospedali pubblici andrebbero in
tilt nel giro di un paio di ore.
Immaginate il caos: i Laboratori di analisi
degli ospedali pubblici dovrebbero dare la priorità alle analisi dei
pazienti dei Pronto soccorso e dei reparti ospedalieri. Ma la pressione
della gente che chiede le analisi cliniche crescerebbe di ora in ora. A
questo punto gli uffici dell’assessorato regionale alla Salute,
tempestati di telefonate dagli ospedali pubblici presi d’assalto dai
cittadini a caccia di analisi cliniche, si rivolgerebbero ai Prefetti.
Per sentirsi rispondere: “Come facciamo a precettare i laboratori di
analisi?”.
Infatti i titolari dei Laboratori di analisi,
se contattati dai Prefetti, potrebbero rispondere: “Ma certo che
riapriamo subito i nostri laboratori. Ma i biologi ce li mandate voi,
perché noi i nostri biologi li abbiamo già licenziati. E naturalmente li
pagate voi. Noi ci mettiamo solo d’accordo per l’affitto dei nostri
laboratori alle Prefetture…
15 Marzo 2016

.jpeg)



Sana rumpiri u collu a uno a uno li dobbiamo mandare a casa per forza.....non ne possiamo più e' il governo più schifoso che c'è stato finora in Sicilia....basta...Vincenza M. Ct.
RispondiElimina