21 febbraio 2016

LA LENTA AGONIA DEL PARCO CASSARÀ, IL POLMONE FERITO DI PALERMO FOTO


La lenta agonia del Parco Cassarà,
il polmone ferito di Palermo FOTO


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È il polmone ferito di Palermo. Tornato a respirare per pochi anni e da quasi 24 mesi in coma profondo. Era il 16 aprile 2014 quando il Parco Cassarà, inaugurato nel 2011 dall’ex sindaco Diego Cammarata, venne sequestrato per la presenza di rifiuti tossici sotterrati tra i viali. Amianto, sostanze inquinanti e rifiuti industriali proprio lì dove ogni giorno passeggiavano centinaia di palermitani, ancora increduli di poter godere di un’area verde tanto estesa.
È durato tutto troppo poco. Oggi, a distanza di quasi due anni, l’inchiesta della procura di Palermo, che aveva disposto il sequestro preventivo per “l’accertata presenza di fibre di amianto”, va avanti a piccoli passi e la riapertura resta un miraggio. Pare che la caratterizzazione dei materiali inquinanti, propedeutica alla bonifica, non sia terminata. Dunque, ancora non è dato sapere con esattezza cosa si nasconda sotto i 28 ettari di parco da recuperare.
Parte del verde viene tuttora curato dagli operatori del Comune, ma basta passare davanti all’ingresso di via Basile per capire che il recupero è ancora molto lontano. La cancellata chiusa, circondata da erbacce e rifiuti, lascia intravedere lo stato di abbandono in cui versa il parco: i tabelloni che prima davano il benvenuto ai visitatori sono ormai un vago ricordo, cestini dei rifiuti e panchine sono avvolte da erbe infestanti, così come i vialetti che si intravedono a stento. Tutto appare come un enorme deserto, dove non c’è traccia di oasi.
Nonostante l’ex assessore al Verde del Comune, Francesco Maria Raimondo, lo scorso novembre, avesse annunciato una possibile riapertura in tempi brevi almeno della cosiddetta zona verde (nei pressi dell’ingresso di corso Pisani), pare ci sia ancora da aspettare, sia per i costi di bonifica, che per le indagini della Procura. Quella verde, insieme alla zona gialla, sarebbero le aree più sicure, dove i rilievi non hanno fatto scattare livelli di allerta, eppure nulla sembra muoversi.
Ma il neo assessore al Verde, Sergio Marino, che abbiamo raggiunto al telefono, si mostra cautamente ottimista. “Quella del Parco Cassarà, insieme alla Favorita, è una delle grandi scommesse su cui punteremo – ha detto Marino a Siciliainformazioni – . Noi vogliamo riaprire il parco, rispettando le condizioni di salute e sicurezza per i cittadini. Dobbiamo cercare di superare quelle che sono oggi le difficoltà di natura ambientale e sanitaria. Bisogna consumare delle procedure di natura legislativa e burocratica, cercheremo di accelerare al massimo per riaprire il parco prima possibile. Confermo che l’obiettivo nostro è quello di rendere fruibile almeno una parte del parco, come aveva dichiarato l’assessore che mi ha preceduto”.
Intanto, tra i viali del Parco Cassarà il tempo sembra essersi fermato. Come il sito internet istituzionale, dove l’ultima news risale ad un avviso sulla Notte Bianca del settembre 2013. Non c’è traccia di tutto quello che da lì a poco sarebbe accaduto. Come se il sequestro non ci fosse mai stato. “Il nuovo ‘Parco Ninni Cassarà’ risorge con la volontà di potenziare la città di Palermo nella sua identità verde, offrendo ai propri ospiti momenti di stupore e di meraviglia. Un ‘paradiso ritrovato’ ma anche un ‘giardino della memoria’”. Questo il beffardo messaggio di benvenuto che accoglie i lettori del sito. Che sia almeno di buon auspicio. Notizie correlate

20 Febbraio 2016
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(Foto: Giulio Giallombardo @riproduzione riservata)

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