La lenta agonia del Parco Cassarà,
il polmone ferito di Palermo FOTO
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È il polmone ferito di Palermo. Tornato a
respirare per pochi anni e da quasi 24 mesi in coma profondo. Era il 16
aprile 2014 quando il Parco Cassarà, inaugurato nel
2011 dall’ex sindaco Diego Cammarata, venne sequestrato per la presenza
di rifiuti tossici sotterrati tra i viali. Amianto, sostanze inquinanti e rifiuti industriali
proprio lì dove ogni giorno passeggiavano centinaia di palermitani,
ancora increduli di poter godere di un’area verde tanto estesa.
È durato tutto troppo poco.
Oggi, a distanza di quasi due anni, l’inchiesta della procura di
Palermo, che aveva disposto il sequestro preventivo per “l’accertata
presenza di fibre di amianto”, va avanti a piccoli passi e la riapertura
resta un miraggio. Pare che la caratterizzazione dei materiali inquinanti,
propedeutica alla bonifica, non sia terminata. Dunque, ancora non è
dato sapere con esattezza cosa si nasconda sotto i 28 ettari di parco da
recuperare.
Parte del verde viene tuttora curato dagli operatori del Comune,
ma basta passare davanti all’ingresso di via Basile per capire che il
recupero è ancora molto lontano. La cancellata chiusa, circondata da
erbacce e rifiuti, lascia intravedere lo stato di abbandono in cui versa
il parco: i tabelloni che prima davano il benvenuto ai visitatori sono
ormai un vago ricordo, cestini dei rifiuti e panchine sono avvolte da
erbe infestanti, così come i vialetti che si intravedono a stento. Tutto
appare come un enorme deserto, dove non c’è traccia di oasi.
Nonostante l’ex assessore al Verde del Comune, Francesco Maria Raimondo,
lo scorso novembre, avesse annunciato una possibile riapertura in tempi
brevi almeno della cosiddetta zona verde (nei pressi dell’ingresso di
corso Pisani), pare ci sia ancora da aspettare, sia per i costi di
bonifica, che per le indagini della Procura. Quella verde, insieme alla
zona gialla, sarebbero le aree più sicure, dove i rilievi non hanno
fatto scattare livelli di allerta, eppure nulla sembra muoversi.
Ma il neo assessore al Verde, Sergio Marino, che abbiamo raggiunto al telefono, si mostra cautamente ottimista. “Quella del Parco Cassarà, insieme alla Favorita, è una delle grandi scommesse su cui punteremo – ha detto Marino a Siciliainformazioni
– . Noi vogliamo riaprire il parco, rispettando le condizioni di salute
e sicurezza per i cittadini. Dobbiamo cercare di superare quelle che
sono oggi le difficoltà di natura ambientale e sanitaria. Bisogna
consumare delle procedure di natura legislativa e burocratica,
cercheremo di accelerare al massimo per riaprire il parco prima
possibile. Confermo che l’obiettivo nostro è quello di rendere
fruibile almeno una parte del parco, come aveva dichiarato l’assessore
che mi ha preceduto”.
Intanto, tra i viali del Parco Cassarà il tempo sembra essersi fermato.
Come il sito internet istituzionale, dove l’ultima news risale ad un
avviso sulla Notte Bianca del settembre 2013. Non c’è traccia di tutto
quello che da lì a poco sarebbe accaduto. Come se il sequestro non ci
fosse mai stato. “Il nuovo ‘Parco Ninni Cassarà’ risorge con la volontà
di potenziare la città di Palermo nella sua identità verde, offrendo ai
propri ospiti momenti di stupore e di meraviglia. Un ‘paradiso
ritrovato’ ma anche un ‘giardino della memoria’”. Questo il beffardo
messaggio di benvenuto che accoglie i lettori del sito. Che sia almeno
di buon auspicio. Notizie correlate
20 Febbraio 2016
(Foto: Giulio Giallombardo @riproduzione riservata)
@ggiallombardo
www.facebook.com/giuliogiallombardo
giuliogiallombardo.wix.com
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