Il 12 aprile la stessa aula consiliare aveva ospitato la presentazione del suddetto Ddl titolato “Legge sulle montagne. Istituzione delle zone franche montane”, pochi giorni dopo che la Commissione, presieduta dall’onorevole Bruno Marziano, ha licenziato la proposta, ora ci si augura che entro il 2015 diventi Legge definitiva.
L’incontro, moderato da Vincenzo Lapunzina editore de “Il Caleidoscopio”, ha visto la partecipazione di tanti ospiti illustri a partire dal vicepresidente della Regione Sicilia Mariella Lo Bello, che ad interim guida l’assessorato per le attività produttive.
Il Ddl è stato presentato dai parlamentari Bruno Marziano e Anthony Barbagallo, primi firmatari delle primordiali due proposte.
A ruota hanno dato il loro incondizionato sostegno alla proposta di legge, in rappresentanza della deputazione regionale, i colleghi Mariella Maggio (Pd), Pietro Alongi (Ncd) e Vincenzo Figuccia (Fi), quest’ultimi hanno promesso sostegno e collaborazione, incondizionato, se le idee ed i propositi resteranno questi, altrimenti saranno pronti ad una dura opposizione.
Unanime, anche a nome dei gruppi che rappresentano, il plauso all’iniziativa che sosterranno in aula, atteso che, dopo un “passaggio” tecnico presso la Commissione Bilancio, che dovrebbe avvenire fin da subito, il Ddl è atteso a Sala d’Ercole per la trattazione in considerazione del fatto che lo scorso 27 aprile l’Assemblea ne ha votato la procedura d’urgenza.
Le Istituzioni e la politica sembra che stiano dando un buon segnale ed una risposta concreta alle aree interne di Sicilia e questo fa ben sperare.
Numerosi i messaggi giunti all’organizzazione dell’iniziativa a partire dai due vice presidenti dell’Ars, Giuseppe Lupo e Antonio Venturino nonché dal presidente vicario della commissione bilancio, Vincenzo Vinciullo, dall’onorevole Totò Cordaro e dal senatore Giuseppe Lumia, e dal segretario del Circolo del PD di Gangi, Giandomenico Lo Pizzo.
Testimone dell’impegno assunto dai deputati presenti il presidente del Parco dei Nebrodi e presidente di Feder Parchi Sicilia, Giuseppe Antoci che si è detto soddisfatto dell’attenzione che nel Ddl si è voluta dare alle aree protette.
E poi tanti sindaci e amministratori comunali a partire da Filippo Taranto, sindaco di Montalbano Elicona, eletto borgo dei borghi 2015, i primi cittadini di Castellana Sicula, Caltavuturo, Polizzi Generosa, Blufi, Petralia Soprana, Bompietro e Resuttano, assessori e consiglieri comunali di Petralia Sottana, Alimena, Geraci Siculo, oltre a quelli che accompagnavano i rispettivi sindaci.
Tra i banchi del consesso diversi operatori economici tra cui Antonio Mangia, patron di Aeroviaggi, e tanti artigiani e commercianti sostenuti dalle organizzazioni di categoria quali la Confesercenti, con Pino Cità, il segretario provinciale Mario Attinasi, il direttore regionale Michele Sorbera e per la Cgil Lillo Spitale con il suo responsabile provinciale Mario Ridolfo.
Tra il pubblico ascoltava attentamente i numerosi ed interessanti interventi anche Alessandro Ferrara, direttore generale dell’assessorato regionale per le attività produttive ed il professore Vincenzo Fasone dell’Uni Kore di Enna, esperto in materia di Zone Franche Urbane.
Un incontro costruttivo, con una quasi piena sintonia tra le varie forze politiche e le organizzazioni di categoria, una “unione di intenti” si potrebbe definire per risollevare il territorio madonita e tutte le aree montane siciliane, che in questo momento lottano disperatamente per la sopravvivenza.
Il disegno di legge sembra molto chiaro, articolato in due grandi parti. Chiaro pure da dove i fondi devono essere presi, il fondo regionale per la montagna, dove si trovano ancora 4,5 miliardi di euro perché inutilizzati e, previo accordo con il governo statale, dal fondo europeo per lo sviluppo e la coesione.
L’intento è di ridare linfa ai comuni nelle “zone franche montane” che saranno equiparati ai comuni delle “zone franche urbane”.
Da questa lista rimarranno esclusi quei comuni che hanno un rapporto tra reddito lordo standard e superficie agricola utilizzata superiore al 75%. Alle agevolazioni potranno accedere, tra le altre, micro imprese con fatturato non inferiore a 50.000 euro e non superiore a 500.000, le piccole imprese, con volume di affari non inferiore a 50.000 e non superiore a 1 milione di euro, le medie e grandi imprese non inferiore a 500.000 e non superiore a 4 milioni di euro.
«Lavorando soltanto in una logica di sistema, di sinergia e non di concorrenza, il disegno di legge avrà successo, altrimenti falliranno tutti gli sforzi fatti fino ad ora», è la voce unanime ed il contenuto dei numerosi interventi che si sono susseguiti.
«Lo sviluppo della Sicilia per i prossimi 30 anni si baserà su quattro pilastri che sono il turismo, i beni culturali, l’agricoltura e le città intelligenti», ne è fortemente convinta di Mariella Lo Bello, vicepresidente della Regione.
«Queste zone sono foriere di iniziative, ogni volta da qui vengono fuori stimoli nuovi, come è stato il caso di questo disegno di legge. Una legge che viene dal basso che deve essere curata e deve avere tante madri e tanti padri. - Continua la Lo Bello - l’obiettivo principale deve essere far restare la gente in questo territorio, in una Regione spesso preoccupata dalle procedure della burocrazia che non pensa tanto alle norme concrete».
In conclusione La rappresentante del governo ha sottolineato come in Sicilia abbiamo tante particolarità che «devono fare una unicità in un periodo che è figlio delle disuguaglianze».
Clicca qui per consultare il DDL 981 Legge sulle montagne. Istituzione delle zone franche montane
14 Ottobre 2015

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