I conti della Regione
Baccei a Roma, c'è l'accordo col Cipe. Arrivano i soldi per gli stipendi dei Forestali
L'intesa verrà approvata nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri. Rimodulati i Fondi per lo sviluppo e coesione. Scongelato un miliardo di euro. Baccei: "Non era facile, ma ci siamo riusciti".
PALERMO - Un miliardo nelle casse della Regione. Questo l'esito dell'incontro di stamattina a Roma tra l'assessore regionale Alessandro Baccei e dirigenti del Cipe, del'Agenzia per lo sviluppo e la coesione, il Ministero dell'Economia e quello dell'Ambiente. Un vertice che ha portato all'accordo alla base della delibera che verrà approvata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica insieme ai ministri del governoi Renzi già la prossima settimana. E che consentirà, tra le altre cose, di garantire gli stipendi dei Forestali.
Soldi previsti nel bilancio regionale, ma che sono stati, sostanzialmente, scongelati. E sia l'entità della somma che i destinatari degli interventi aveva attributo all'incontro di oggi un'importanza fondamentale. Il vertice è servito per rimodulare i fondi, cambiarne destinazione. E una parte di questi, che derivavano dal Fondo di sviluppo e coesione, sono stati destinati ai lavoratori forestali e agli interventi per la mitigazione del dissesto idreologico. I fondi sbloccati per i Forestali in questo caso ammontano a quasi 88 milioni di euro. Nello specifico, quei soldi serviranno alla 'continuità delle attività di difesa del patrimonio boschivo', che si concretizzerà anche – ma non solo - nel pagamento di 7.800 forestali cui sono state assicurate 78 giornate di lavoro entro la fine dell'anno. Una decisione fortemente contestata dalle associazioni di imprenditori: “Il modello che si persegue è sempre lo stesso. Un'economia fondata su un utilizzo scellerato dei residui fondi pubblici destinati agli investimenti infrastrutturali e di sviluppo per continuare ad alimentare il sistema di clientele, da tutti noto”, hanno dichiarato i rappresentanti delle dieci associazioni datoriali aderenti al "Tavolo permanente regionale per la crescita e lo sviluppo" (Agci, Casartigiani, Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Confindustria Sicilia, Legacoop).
Oggi, invece, l'incontro “pre-Cipe” ha, di fatto, reso concreta quella che era una possibilità. Ma la fetta più grossa dei fondi “rimodulati” riguarda il “concorso alla spesa pubblica nazionale”. Cioè circa 670 milioni che il governo Crocetta ha utilizzato, nel bilancio 2015, per coprire questo capitolo di spesa. Una “eccezione alla regola”, visto che il governo Renzi ha già impugnato la parte dei bilanci 2016 e 2017 che prevedeva il medesimo utilizzo provenienti dal Fsc per la copertura di spesa corrente.
L'incontro di oggi ha anche consentito di modificare la destinazione di quei fondi, “dirottando” le somme, in questo caso pari a circa 170 milioni di euro, per la compartecipazione alla spesa dei Fondi europei.
Con l'intesa di stamattina, di fatto, è stata istituita la pratica che verrà ufficialmente approvata dal Cipe in occasione e a margine del prossimo Consiglio dei ministri. “Abbiamo lavorato sodo per ottenere un risultato – ha commentato l'assessore all'Economia Baccei – che non era affatto semplice. Io e i miei uffici stiamo cercando di fare il possibile per aiutare la Sicilia”.
Ma la decisione sull'utilizzo di questi fondi, come detto, nei giorni scorsi era stata oggetto di polemiche e rivendicazioni. E persino di qualche “contraddizione interna”, come quella della Cgil che aveva, da un lato, criticato lo “scippo” di risorse destinate alle disastrate infrastrutture siciliane per destinarle agli stipendi dei forestali, e dall'altro ha “brindato” a quella decisione che avrebbe, secondo la sigla di categoria dei lavoratori agricoli della stessa Cgil (la Flai) garantito il lavoro di migliaia di persone, senza intaccare gli investimenti per le infrastrutture comunque previsti nella nuova programmazione. Intanto, i soldi ci sono. La decisione verrà formalizzata già tra una settimana, al massimo dieci giorni. Una boccata d'ossigeno per la Sicilia, sull'orlo del disastro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
16 Ottobre 2015

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