Soluzione per i 1.111 lavoratori forestali
AZIENDA FORESTE. Saranno sfruttati i finanziamenti e verrà assicurata l'indennità di disoccupazioni Soluzione per i 1.111 lavoratori forestal Si è risolta per il meglio quella che è stata una vera e propria corsa contro il tempo per mettere al lavoro i 1.111 forestali attivi nel Nisseno. Tutti gli appartenenti alle tre le fasce (centocinquantunisti, centounisti e settantottsiti) sono stati impiegati a cura dei 14mila ettari del patrimonio boschivo che insistono nel nostro territorio. Scongiurati quindi i timori, dovuti alla scarsità di giorni lavorati da centocinquantunisti e centounisti, circa il pericolo di non poter raggiungere il monte ore che garantisce anche l'integrazione di disoccupazione; timori ancor più amplificati per i settantottisti, che a settembre non erano ancora stati impiegati nemmeno per un giorno. Da qui le proteste e i sit-in nella sede provinciale dell'Azienda foreste demaniali della Regione siciliana di via Gibil Gabib di metà agosto e metà settembre, con i forestali a far pressione affinchè fosse garantita loro l'immissione al lavoro. «Grazie a una delibera della Giunta regionale - spiega il dirigente provinciale dell'Azienda forestale, Luciano Saporito - siamo riusciti ad impiegare tutto il personale ancor prima che venissero firmati i decreti di finanziamento dei progetti, che i nostri uffici, tengo a sottolineaare, hanno messo punto per un ammontare di 6 milioni di euro. Per quest'anno si è fatto ricorso al "Fondo di azione e coesione", che permette investimenti in tema di tutela della biodiversità, di miglioramento paesaggio naturale oltre che per il contrasto deserti ficazione e la stabilizzazione dei complessi boschivi, mentre nel 2014 erano stati impiegati i fondi Pac per il dissesto idrogeologico. In questo modo - continua Saporito - siamo riusciti a pianificare i lavori necessari e a garantire i lavoratori». «Nel nostro territorio vi è un patrimonio boschivo in gran parte artificiale impiantato su terreni argillosi, che assolve un'importante funzione di contenimento e antierosiva, che necessita di molta manutenzione per la stabilizzazione, un processo per completare il quale occorrono decenni. Il mio auspicio - conclude Saporito è che per gli anni a venire si arrivi a una razionalizzazione del sistema che metta a disposzione per tempo le risorse in modo da fare una programmazione almeno triennale ed evitare i problemi avuti quest'anno».
SALVO MILAZZO
14 Ottobre 2015

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