LA NUOVA PROTESTA DEI FORESTALI DEL NISSENO. «ARRETRATI E RITORNO AL LAVORO». SI TEME ANCHE PER L'NDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE
La nuova protesta dei forestali «Arretrati e ritorno al lavoro»
Ieri
mattina il «sit-in» nella sede provinciale dell'Azienda foreste dei
lavoratori che attendono il completamento dei turni del 2015
Protesta
di un gruppo di forestali che ieri mattina si sono recati nella sede
provinciale dell'Azienda foreste demaniali della Regione Siciliana di
via Gibil Gabib per rivendicare il pagamento dell'ultima tranche di
lavoro di 14 giorni, che attendono ormai da mesi, e per chiedere il
completamento dei turni di lavoro del 2015. Una trentina i lavoratori
addetti alla manutenzione forestale, quasi tutti di San Cataldo, sono
scesi dunque sul piede di guerra, esasperati dai ritardi ormai cronici
della Regione e timorosi di non poter completare i turni annuali
previsti per le tre fasce (151,101 e 78 giorni) con la conseguenza di
veder sfumare anche le indennità di disoccupazione.
«La cosa che più
ci preme - sottolinea il portavoce del gruppo Claudio Falzone - è di
tornare prima possibile al lavoro per completare i turni e garantire
così anche la disoccupazione. Pazienza se non vi è sicurezza sui tempi
dei pagamenti, la priorità è quella. Quest'anno stiamo vivendo nella
massima incertezza ed è arrivata l'ora che venga fatta chiarezza perché
non si possono lasciare centinaia di famiglie in queste condizioni. Ci
sentiamo abbandonati specie dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che non hanno
saputo perorare la nostra causa». Nel Nisseno, si contano forestali
divisi in tré fasce (centocinquantunisti, centounisti e settantottisti)
distribuiti in quattro distretti (Zona Nord, Zona Sud, Vallone e
Mazzarino); questa'anno, i centocinquantunisti hanno portato a casa 65
giorni di lavoro e i centounisti appena 14, mentre i settantottisti non
sono stati addirittura ancora impiegati. Giunti alla fine di agosto, è
chiaro che le loro paure comincino ad essere più che fondante e il loro
malessere si manifesti. Alle loro preoccupazioni ha provato a
rispondere Pietro Moccia, uno dei dirigenti provinciali dell'Azienda
foreste demaniali: «Per quanto riguarda il lavoro di competenza dei
nostri uffici - ha spiegato - abbiamo fatto e facciamo tutto quanto è
in nostro potere per sbloccare la situazione; il nostro dirigente capo
ha più volte sollecitato il pagamento delle spettanze, che ci auguriamo
possano essere pagate al più presto. Per il completamento dei turni,
invece, abbiamo lavorato in maniera serrata sino a Ferragosto per
presentare i progetti, uno per un ammontare di SOOmila euro circa e un
altro di oltre 1 milione di euro, al Dipartimento Sviluppo rurale e
territoriale dell'assessorato regionale all'Agricoltura per garantire il
ritomo al lavoro. Tutto sta ora alla Regione e alla disponibilità dei
fondi». Una problematica quella dei forestali che probabilmente si avvia
verso una fase critica di cui la protesta di ieri potrebbe essere solo
un'avvisaglia, specie se si considera che, diversamente da un tempo, a
causa della crisi, questo impiego costituisce l'unica fonte di reddito
per un numero elevato di famiglie, che garantisce introiti annui che
vanno dai 13mila euro lordi circa (disoccupazione compresa) per i
centocinquantunisti ai 6mila euro lordi circa per i settantottisti.
SALVO MILAZZO
27 Agosto 2015
Caro Presidente Crocetta si metta nei nostri panni,campi con 6 mila euro l'anno è mi dica come tirare avanti.Siamo da trent'anni precari grazie per il lavoro che non ci date.Un precario 78ista
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