19 luglio 2015

FORESTE ITALIANE: PATRIMONIO DA SCOPRIRE. LA SELVICOLTURA E L’ARBORICOLTURA DA LEGNO POSSONO CONTRIBUIRE IN MODO SIGNIFICATIVO ALLA STABILIZZAZIONE DELLE POPOLAZIONI RURALI, CON OLTRE 35.000 NUOVI POSTI DI LAVORO NEL BREVE PERIODO



Foreste italiane: patrimonio da scoprire


madonie


Il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ha lanciato all’Expo, in occasione degli eventi per la Carta di Milano, la proposta progettuale ITAFORESTRY, a supporto della Rete Rurale Nazionale 2014-2020, per la crescita del settore forestale e lo sviluppo delle sue filiere.
Oggi più che mai, infatti, le foreste sono chiamate a rivestire funzioni nuove e diverse, non più legate alla sola produzione di legno e prodotti non legnosi, ma anche a nuove esigenze ambientali, sociali e culturali interconnesse tra loro per una economia sempre più circolare. La gestione sostenibile attiva del patrimonio forestale nazionale è essenziale per far fronte al crescente problema italiano della disponibilità di materiale legnoso per l’industria nazionale e la bioenergia (wood insecurity). Inoltre, la sua conseguente valorizzazione economica, ambientale e sociale rappresenta un importante volano per lo sviluppo della green economy nel nostro Paese. “ Si tratta – sottolinea Piermaria Corona Direttore CREA Selvicoltura – di conciliare lo sviluppo socio-economico dei territori con la protezione dell’ambiente, in una ottica che interpreta il bosco come un sistema biologico complesso”. Ciò si traduce nella possibilità di approvvigionamento sostenibile di legno, legname e di prodotti alimentari (castagne, funghi, tartufi, piccoli frutti, ecc…) con nuove e interessanti opportunità di mercato, beni e servizi pubblici. Su queste innovative basi, la selvicoltura e l’arboricoltura da legno possono contribuire in modo significativo alla stabilizzazione delle popolazioni rurali, con oltre 35.000 nuovi posti di lavoro nel breve periodo, nonché alla limitazione della ulteriore urbanizzazione del territorio.
Obiettivo di ITAFORESTRY sarà quello di promuovere non solo un utilizzo sostenibile della risorsa, ma soprattutto di avviare processi di supporto e trasferimento di strategie, metodologie, pratiche e tecnologie di prodotto, di processo e di governance al settore. Il progetto, quindi, mira sia ad attuare la strategia e le politiche nazionali di settore, sia a promuovere l’implementazione e l’integrazione delle innovazioni di prodotto e di processo, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) nel settore forestale, attraverso il consolidamento e miglioramento delle fonti statistiche e informative. “In tal senso – aggiunge Alessandra Stefani, Vice  Capo del Corpo Forestale dello Stato, mi auguro che nell’ambito del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e  Forestali sia creata un’unica struttura di riferimento istituzionale e di coordinamento delle questioni forestali di rilevanza nazionale”.
Questo nuovo approccio alle foreste italiane assicurerà da un lato, stabilità ambientale in termini di conservazione della biodiversità, ciclo dell’acqua, prevenzione del dissesto idrogeologico, fissazione dell’anidride carbonica e prevenzione dei fenomeni di riscaldamento globale; dall’altro, sviluppo socio-economico sia in chiave turistica, ricreativa e culturale, sia per la filiera produttiva ed energetica del legno.
Michele Pisante, commissario delegato del Crea, nelle conclusioni ha evidenziato la rilevanza del settore forestale nella riorganizzazione dell’Ente di Ricerca: “In quanto – ha affermato – non ci sarà sviluppo del settore forestale senza una razionale crescita della competitività dell’agricoltura italiana e, su queste direttrici, il Crea è impegnato sia per l’avanzamento delle ricerche e nel contempo trasferire le conoscenze agli operatori del settore, sia per promuovere nuove forme di cooperazione per tematiche di competenza tra più Ministeri di riferimento,  attraverso contributi innovativi propri della diplomazia scientifica”.
Giuseppe Morello






Giuseppe Morello
Sono Ricercatore Confermato afferente al settore scientifico disciplinare (AGR/09) Meccanica Agraria, ora 07/C1 - INGEGNERIA AGRARIA, FORESTALE E DEI BIOSISTEMI presso il Dipartimento S.A.F. (Scienze Agrarie e Forestali) dell'Università degli Studi di Palermo. Sono autore di oltre 55 lavori, pubblicati su riviste nazionali o presentati a Congressi nazionali e internazionali, Conferenze e Simposi. La mia attività di ricerca ha riguardato i seguenti argomenti: meccanizzazione della aree marginali della Sicilia, meccanizzazione delle colture ortive; fonti alternative d’energia e risparmio energetico in agricoltura; macchine ed impianti dell’industria agro-alimentare; consumo energetico e qualità dell’olio d’oliva in impianti dell’industria olearia che impiegano tecnologie diverse; consumi energetici di diverse tipologie di minicaseifici; ergonomia e sicurezza in agricoltura; sistemi per l’applicazione a dose variabile di fattori produttivi alle colture, in base ai principi dell’agricoltura di precisione; meccanizzazione delle piante officinali; realizzazione di un prototipo per il rilievo automatizzato dell'indice di compattamento del terreno; sicurezza dai prodotti fitotossici nell'ambito delle colture protette con riguardo agli operatori; protezione dei lavoratori agricoli dal rumore delle macchine e delle industrie agroalimentari; tracciabilità e rintracciabilità agroalimentare; tecnologie RFid applicate alla filiera agroalimentare; impiego di tecnologie innovative in agricoltura. Sono responsabile scientifico, presso l’Università degli Studi di Palermo, dei progetti di ricerca “Il controllo elettronico delle macchine agricole per la riduzione dei costi e dell’impatto ambientale” e "Un sistema innovativo per il controllo delle gelate primaverili in ambiente orticolo" e “Tracciabilità e rintracciabilità di filiera. Sviluppo di un sistema per la realizzazione della tracciabilità e della rintracciabilità nelle filiere agro-alimentari basato su tecnologia RFid” finanziati con fondi di Ateneo (ex quota 60%). Sono stato nominato REVISORE per la valutazione di progetti di ricerca di interesse nazionale (P.R.I.N.), anni 2007, 2008, 2009 per conto del Ministero dell'Università e della Ricerca. Sono stato nominato ESPERTO VALUTATORE TECNICO SCIENTIFICO, dal Ministero dell'Università e della Ricerca, prot. N. 5239 del 24/07/2012, relativamente alle attività di valutazione dei progetti di ricerca industriale (F.A.R.), ed inserito nell'Albo degli Esperti di cui all'art. 7, comma 1, del Decreto Legislativo del 27 luglio 1999, n. 297, con decreto n. 30/Ric. del 2 febbraio 2012. Nel 2013 sono stato inserito nel Comitato editoriale della “Horizon Research Publishing (HRPUB)” nel campo “Food Science and Technology”. Sono iscritto, dal 2013, all’ARGA SICILIA, Associazione Regionale Giornalisti, Agricoltura, Agroalimentari, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili della Sicilia. Gruppo di specializzazione della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana). Ho fatto parte della giuria del “1° Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2013” dell’Associazione Italiana del Libro. Nel 2010 sono stato nominato ESPERTO VALUTATORE, nell’ambito del Polo di Innovazione Agroalimentare della Regione Piemonte. Nel 2011 sono stato nominato ESPERTO VALUTATORE, dalla Regione Calabria per i progetti di ricerca scientifica, nell'ambito del Bando di concorso della Università degli Studi di Reggio Calabria, cofinanziato dal POR Calabria FSE 2007-2013. Nel 2013 sono stato inserito nell’elenco dei lobbisti presso il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali di cui al DM 9 febbraio 2012, n. 2284. http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5940
 

17 Luglio 2015
 Sicilia Agricoltura





Nota
Bisogna contattare urgentemente gli esperti professionisti citati in questo interessantissimo articolo













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