14 giugno 2015

SALVATORE BAGARELLA: IL TEMA DI CUI VOGLIO PARLARE OGGI È QUELLO DEGLI INCENDI BOSCHIVI



Ricevo e pubblico da 
Salvatore Centorbi
Dirigente del Sifus




di Salvatore Bagarella 
Torrettista di Erice

Il "tema" di cui voglio parlare oggi è quello degli incendi boschivi



Sicuramente è il momento di sfatare certi pensieri e conseguenti discorsi che molte persone, chiamiamole disinformate, con molta facilità postano sui social in riferimento ad una tematica che necessita di conoscenze scientifiche, per il fine di esprimere opinioni. Il fatto stesso di "farsi un'opinione" è legittimo e ognuno di noi se la costruisce in base alla propria cultura e alle capacità di astrarre da essa,concetti più o meno coerenti con il ragionamento logico e, se vogliamo, matematico. Ma la matematica non è solo quella del "2+2" che è la più facile, la matematica è anche e soprattutto "analisi", quando si parla di tematiche scientifiche che riguardano le scienze naturali, la fisica ed insomma tutti quei saperi che servono a capire com'è fatto il mondo e come funziona.
Il "tema" di cui voglio parlare è quello degli incendi boschivi. D'altrone il mio lavoro (precario) da oltre 20 anni, si basa sulla difesa (attiva e passiva), del nostro territorio dagli incendi boschivi, ma anche non boschivi e limitati comunque alle aree rurali. E' presto detto, in Sicilia abbiamo più forestali che foreste. La Sicilia ha 24.000 uomini per le poche foreste che ci sono (10% del territorio) mentre la Liguria ne ha 800 su un territorio coperto circa il 50%. Questi sono i dati che, con molta facilità, la maggior parte delle persone rilevano dai mass-media.
I dati che vantano hanno bisogno però di analisi. Scopriamo infatti che parlare di "bosco" è generico, bisogna infatti parlare di tipologia o categoria di superfici boscate. Secondo la legislazione siciliana e non a torto per i motivi che spiegherò dopo, il "bosco" è in sicilia definito come: "Una superficie di terreno di estensione non inferiore
a 10.000 mq. in cui sono presenti piante forestali, arboree o arbustive, destinate a formazioni stabili, in qualsiasi stadio di sviluppo, che determinano una copertura del suolo non inferiore al 50 per cento.Si considerano altresì boschi, ferme restando le stesse estensioni, le formazioni rupestri e ripariali, la macchia mediterranea, nonché i castagneti anche da frutto e le fasce forestali di larghezza media non inferiore a 25 metri."
Non perdono tale caratteristica, anche i suoli in cui temporaneamente manca la copertura arborea o arbustiva per cause naturali o antropiche, quindi anche per il passaggio del fuoco. In altre parole, se ci troviamo davanti un ettaro di suolo coperto da ampelodesma (disa), che costituisce la tipologia di "prateria mediterranea" (degradazione della macchia), siamo in presenza di "bosco".
Se troviamo un costone rupestre con 1 ettaro di estensione e c'è il 50% di copertura con piante di timo, questo è bosco. Insomma, il "bosco" in Sicilia, non è solo un pezzo di terra dove ci sono alberi. E' anche un pezzo di terra, dove insistono specie che appartengono alla macchia mediterranea.
La macchia mediterranea è uno dei principali ecosistemi mediterranei e costituisce grande valore naturalistico sotto l'aspetto della biodiversità. La Sicilia possiede un patrimonio di biodiversità più alto, rispetto alle altre regioni d'Italia. Inoltre i boschi siciliani posseggono la maggiore percentuale a livello nazionale di naturalità. Significa che il territorio boschivo siciliano, per la percentuale del 37% circa, è di origine naturale. Si può certamente affermare che in Sicilia, c'è ancora un pezzo di territorio di importanza storico-ambientale di notevole pregio, ed è la più estesa d'Italia. Per questo motivo, in Sicilia, c'è un livello di tutela più alto, di fatto supera più del 50%, quello delle altre regioni d'Italia. Significa che, in termini pratici di gestione forestale, che se in Liguria si possono introdurre macchine agricole nella maggior parte delle zone boscate, da noi si possono introdurre solo uomini per lavorare a mano. Aggiungo, anche, che la maggior parte dei territori boschivi delle zone tanto blasonate da chi di forestale non sa nulla, è costituita da proprietà private. Li esiste la selvicoltura ed il bosco rende perchè sono territori che nel tempo hanno perso il loro grado di naturalità a causa della pressione antropica. Da noi, non è così.
Esposti questi dati, che si possono tranquillamente consultare sul sito istituzionale del Corpo Forestale dello Stato, si può facilmente intuire che 24000 uomini per gestire un così Importante territorio boschivo, non sono una esagerazione. Per l'antincendio disponiamo di 7000 unità disponibili in servizio h24 in tre turni (circa 2300 uomini per turno che coprono una superficie regionale forestale di 350.000 ettari, se fate la divisione resterete sconvolti di quanti uomini risultano a ettaro).I rimanenti 17.000 uomini, vengono impiegati per la manutenzione (non arriviamo a mezzo uomo per ettaro). 

Buona Domenica











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