REGIONE. Un rogo devasta la zona di Erice. Il sindaco: «Disastro annunciato». Caleca: «Frenati dalla burocrazia
Con i primi incendi è già polemica. I forestali non ancora in servizio
PALERMO. L'incendio che ha devastato la zona montuosa di Erice, nel Trapanese, diventa un caso politico. Il sindaco della cittadina punta il dito contro i ritardi della Regione nel consentire le opere di prevenzione antincendio e i sindacati chiedono misure per avviare al lavoro prima i forestali. L'assessore alle Risorse agricole, Nino Caleca, assicura che la riforma su cui è al lavoro renderà più efficiente il sistema. Sono le prime polemiche legate ai danni di un incendio scoppiato ai primi venti di scirocco. Le fiamme si sono spinte quasi fino al centro abitato e hanno terrorizzato turisti e residenti. Il sindaco Giacomo Tranchida parla di «disastro annunciato» e attacca il governo regionale sostenendo che avrebbe dovuto realizzare in tempo i viali parafuoco. «Dove erano gli agenti ed il locale pronto intervento forestale? Chi li ha visti?». Dal canto loro i sindacati difendono i lavoratori. Gaetano Pensabene della Uil chiarisce che quest'anno «le risorse ci sono». Ma come spiega pure Totò Tripi della Cgil «il problema è che l'approvazione del bilancio a fine aprile, e il lungo iter amministrativo che segue, ritardano l'avvio delle attività di prevenzione che invece andrebbero fatte ad aprile o al massimo a maggio». Per questo i confederali chiedono «finanziamenti pluriennali sganciati dalle logiche burocratiche per poter programmare in tempo la stagione antincendio. La natura ammoniscono - non aspetta i tempi della politica». I settemila addetti all'antincendio dovrebbero entrare in servizio a giorni. L'unico nodo da sciogliere riguarda il taglio del venti per cento del personale dell'antincendio che dovrebbe passare tra le fila degli operai della manutenzione, operazione che dovrebbe garantire un risparmio alle casse regionali di svariati milioni. «Abbiamo però ottenuto che questo passaggio - spiega Tripi - avverrà solo dopo le visite mediche del personale». In sostanza i confederali aspettano di capire quanti effettivamente potranno prendere servizio all'antincendio considerata l'età media del personale elevata, e quanti andranno in pensione anticipata, in modo da ammorbidire il taglio. Ma la situazione resta tesa e il segretario generale del Sifus-Confael, Maurizio Grosso, ha annunciato per mercoledì sit-in di protesta in tutta l'Isola per dire no al taglio del 20% degli addetti antincendio e chiedere «l'immediato avviamento di tutti i forestali». L'assessore Nino Caleca promette comunque misure correttive: «Sono d'accordo coi sindacati, qualunque persona di buon senso capisce che i viali parafuoco vanno fatti prima, a maggio. Ma devo dire che è difficilissimo applicare questo ragionevolissimo principio di fronte alla farraginosa burocrazia regionale. Di questo daremo conto nella riforma su cui stiamo lavorando e che vareremo nell'arco di alcuni mesi. Per quanto riguarda l'incendio, nel caso sia doloso chiederò il sequestro e la confisca dei beni per risarcire la collettività».
RI.VE.
15 Giugno 2015

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