REGIONE, SINDACATI: S’INFIAMMA IL RAPPORTO COL GOVERNO
Assemblea unitaria dei vertici di federazioni regionali e sedi
provinciali: l’economia affonda, Palazzo d’Orleans latita. In stato di
agitazione tutte le categorie e a marzo sciopero regionale dei
ferrovieri. Milazzo: “Adottare i costi standard”
S’infiamma, in Sicilia, il rapporto tra governo della Regione e sindacati. Oggi Cgil, Cisl e Uil hanno riunito a Palermo, congiuntamente, i vertici di federazioni regionali e sedi provinciali. Un’assemblea unitaria per fare il punto sulla crisi nell’Isola e organizzare l’iniziativa sindacale, che ha lanciato l’allarme all’indirizzo della presidenza della Regione: “Se Palazzo d’Orleans non cambia rotta andremo verso forme di lotta sempre più dure”.
Critiche sono state rivolte al governo Crocetta che “fin qui ha solo annunciato ma non realizzato le riforme, non fa niente per lo sviluppo né può pensare di coinvolgere i sindacati solo per gestire tagli ed emergenze”, hanno affermato all’unisono Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia; Mimmo Milazzo, numero uno della Cisl regionale e Claudio Barone, segretario della Uil siciliana. Nel corso dei lavori è stato anche annunciato lo sciopero regionale dei ferrovieri per il 25 marzo contro la soppressione dei treni a lunga percorrenza e il taglio delle navi per l’attraversamento dello Stretto. “Sarà una vertenza dal respiro regionale”, ha dichiarato Milazzo. “Pensate a un anziano, a un disabile, a una mamma col bambino che secondo i piani di Fs dovrebbero scendere dal treno, attraversare lo Stretto e risalire di nuovo sul treno. La nostra è una battaglia di civiltà”.
Ma oltre ai ferrovieri, in stato di agitazione, da oggi, sono tutte le categorie di Cgil, Cisl e Uil.
Tra i punti del documento presentato dalle tre confederazioni, il risanamento finanziario, una spending review che colpisca sprechi e privilegi e non lavoratori e pensionati, le riforme dei settori chiave: dalla pubblica amministrazione agli assetti istituzionali, dalla formazione professionale alle politiche sociali a partire dalla istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. Ancora, le politiche per il rilancio dei settori produttivi cominciando con la creazione di una cabina di regia tra pubblica amministrazione e parti sociali per monitorare emergenze e sbloccare investimenti. E la definizione di un piano energetico regionale che punti ad accelerare gli iter autorizzativi per l’ammodernamento della rete e per nuovi insediamenti.
“Siamo al Crocetta Ter - ha detto Pagliaro - ma riforme e misure per lo sviluppo sono ancora al palo in un contesto di povertà crescente in cui una famiglia su due vive in stato di deprivazione. La situazione è talmente critica e l’azione di governo talmente deficitaria che oggi - ha sottolineato - vogliamo lanciare un segnale e dire che così non può più andare avanti”. “Serve chiarezza sui conti regionali e soprattutto – ha insistito Milazzo – l’applicazione nell’Isola delle norme nazionali sui costi standard per la Regione e per gli enti sottoposti a vigilanza e controllo regionale, sanità compresa. Inoltre, prima di parlare di tagli di personale la Regione – ha incalzato - tagli i costi intermedi: consulenze, sprechi, consigli d’amministrazione, ruberie”. Per Barone “sino ad oggi non è stata fatta alcuna riforma. In strada ci sono quattromila lavoratori della formazione professionale che non hanno alcuna alternativa e anche sulla riforma delle Province manca la garanzia occupazionale per i dipendenti. Così – ha rimarcato - si rischia una vera e propria macelleria sociale”.
Dal 2008 a oggi, si legge nel documento di Cgil, Cisl e Uil, in Sicilia è andato il fumo il 40% del valore aggiunto dell’industria, gli investimenti si sono pressoché dimezzati, 230 mila posti di lavoro sono andati perduti e il Pil è calato del 16%. Pertanto, “non è accettabile – prosegue il documento - il continuo inasprimento della pressione fiscale sulle famiglie che nell’Isola per il 52,6% versano in stato di deprivazione con la tendenza a scivolare verso la condizione di povertà relativa (32,5% delle famiglie) e assoluta (15,8% dei nuclei familiari)”.
Per il tardo pomeriggio di oggi i sindacati sono stati convocati alla presidenza della Regione per discutere di riforma della pubblica amministrazione. Umberto Ginestra
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