21 gennaio 2015

CATANIA. NUMERO VERDE DA CHIAMARE CONTRO LE «NUOVE SCHIAVITÙ. IL SEGRETARIO NAZIONALE DELL'ORGANIZZAZIONE DEI LAVORATORI DEL SETTORE AGROALIMENTARE UILA, STEFANO MANTEGAZZA, HA RICORDATO L'IMPEGNO IN DIFESA DELLA RISORSA-FORESTALI


Numero verde da chiamare
contro le «nuove schiavitù


Da sinistra: Ranaldi, Parisi, Marino, 
Mantegazza, Mairone e Pensabene

E' 800974263 il numero del Centro ascolto Uila di Catania contro il lavoro nero, lo sfruttamento della manodopera e le "nuove schiavitù" in agricoltura.
Il nuovo strumento di attività sindacale è stato presentato ieri dal segretario nazionale dell'organizzazione dei lavoratori del settore agroalimentare e forestale, Stefano Mantegazza, che ha inaugurato in via Sangiuliano 365 la sede provinciale Uila e tenuto un incontro con tantissimi iscritti.
Insieme con Mantegazza nel tavolo di presidenza anche Nino Marino, segretario regionale aggiunto e segretario provinciale Uila, il segretario nazionale organizzativo Uila Guido Mairone, il presidente Uimec Alessandro Ranaldi, il segretario regionale Uila Gaetano Pensabene e il segretario generale della Uil etnea Fortunato Parisi che nel suo intervento ha ricordato "come il 19 gennaio di vent'anni fa moriva Italo Viglianesi, figlio di Caltagirone e padre della Uil, primo segretario nazionale del nostro sindacato, cui si deve la geniale intuizione di un'organizzazione laica e plurale capace di rappresentare con autorevolezza e responsabilità tutti i colori del lavoro! ".
Nel corso della manifestazione, salutata anche dal senatore e componente della commissione parlamentare antimafia Beppe Lumia, presente tra gli altri l'assessore del Comune di Catania Luigi Bosco, il segretario Uila Stefano Mantegazza ha ricordato l'impegno in difesa della Risorsa-forestali. Mantegazza ha, quindi, parlato dello sportello contro le irregolarità in agricoltura: "Il Centro Ascolto è una delle tante iniziative Uila per lottare contro la tragedia del lavoro nero e da Catania, sede-pilota, pensiamo di estenderlo a tutta Italia. Ben 300 mila fantasmi nel nostro Paese producono un terzo della produzione agricola. Da qui la necessità che tutti i consumatori si interroghino, ogni volta che acquistano e mangiano un frutto della terra, se quel prodotto viene da manodopera legale.
«Vogliamo fornire con il numero verde uno strumento di denuncia anonima - ha proseguito il leader della Uila - per aiutare migliaia di donne e uomini che hanno paura di perdere anche quel poco di lavoro irregolare concesso loro da qualche caporale. Parliamo di sommerso e persino di nuove schiavitù. Perché esistono, e per fortuna sono state documentate anche dai media, tante forme di sfruttamento che arrivano sino alla riduzione in schiavitù e che un Paese civile dovrebbe combattere senza quartiere».
Nino Marino, segretario territoriale e regionale aggiunto Uila, ha evidenziato «un panorama da sempre preoccupante, ma adesso ancora più inquietante, di lavoro nero dovuto alla scelta criminale di alcune aziende siciliane che pensano di poter trarre maggiore profitto dal sommerso. Il 30 per cento delle imprese isolane - ha precisato Marino - sfrutta extracomunitari e siciliani in nero. Riteniamo, inoltre, che almeno il 50% utilizzi prestazioni per le quali non viene pagato

il dovuto in funzione delle ore di prestazione effettivamente svolte. Stimiamo, infine, che nella sola provincia di Catania, a fronte di 28mila assunti, esistano 15mila irregolari. E' una vergogna rispetto alla quale nessuno più tacere: per fronteggiarla, non bastano le tradizionali iniziative di contrasto e repressione assicurate da Ispettorato e forze dell'ordine. Il sindacato deve partecipare a questa battaglia di legalità anche con soluzioni nuove e diverse come il Centro di Ascolto Uila di Catania, che offre opportunità di denuncia e riscatto sociale a tantissimi lavoratori garantendo l'assoluto anonimato».

 20 Gennaio 2015



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