L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






30 luglio 2014

LA RABBIA DI TANTI LAVORATORI IN BILICO. IN CORTEO CI SONO ANCHE I FORESTALI QUELLI CHE OGNI TANTO ATTENDONO L'OK DELLA REGIONE


La rabbia di tanti lavoratori in bilico

«Finora dall'Eni sono arrivate solo false comunicazioni sociali»


Da mesi senza stipendio, altri con la lettera di licenziamento tra le mani, altri ancora vivono il rischio di spegnere i motori dei mezzi pesanti: sono i lavoratori che stanno vivendo il dramma sociale. C'erano i forestali in marcia, i dipendenti del Consorzio di Bonifica, gli autotrasportatori ed i dipendenti della Riva & Mariani. Ognuno di loro ha una storia lavorativa culminata nel dramma della disoccupazione.
Per tutta la marcia ha tenuto tra le mani un enorme cartello con su scritto: «Grazie alla politica da 7 mesi senza stipendio»: a portare il cartellone in alto è stato Antonio Tallarita, un dipendente del Consorzio di Bonifica che da mesi attende lo stipendio. Niente trasferimenti dalla Regione all'ente di via Marconi, niente soldi ai lavoratori. «Mentre noi protestiamo - aggiunge Emanuele Astuto - c'è chi fa finta di niente e sta continuando a lavorare. Una situazione difficile da portare avanti, eppure c'è chi per poco abbassa la testa». La rabbia è tanta, in corteo ci sono anche i forestali quelli che ogni anno attendono l'ok dalla Regione per andare a lavorare e vivono una vita da precari. Alla fine del corteo c'erano alcun camion, gli associati dei consorzi di autotrasportatori che puntano l'indice contro la raffineria. «Abbiamo imparato a vedere solo guai - afferma Emanuele Sciagura - noi siamo quelli che subiamo tutte le crisi e gli aumenti».
Sono arrabbiati gli autotrasportatori perchè la raffineria «si è presa in contanti un impianto ed ora stanno pagando a rate la dismissione». Il riferimento di Rocco Siciliano è all'impianto polietilene, l'ultimo impianto dismesso all'interno del sito industriale che produceva plastiche che gli autotrasportatori portavano a Ragusa. Adesso meno trasporti ed un bel pò «di persone rimaste a casa» evidenziano. «Fino ad oggi - conclude Siciliano - ci sono state false comunicazioni sociali da parte dell'Eni. Bisogna consolidare gli investimenti sanciti lo scorso anno altrimenti siamo al collasso totale». Il percorso per raggiungere la piazza è breve, i mezzi pesanti hanno fatto marcia indietro anche se la preoccupazione è tanta e resta.
L. M.

29 Luglio 2014
 





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