La Finanziaria “fantasma” ancora in embrione
In Commissione solo il rendiconto generale
Sembrava giunto il grande momento, quello della Finanziaria ter
ma così non è stato. Nonostante le rassicurazioni del governo, in
Commissione bilancio non è ancora giunto il documento di programmazione
economica modificato. La Commissione ha potuto soltanto approvare il
rendiconto generale della Regione. Si tratta di un passaggio tecnico sul
bilancio 2013 che deve essere modificato per legge ed essere adeguato
alle prescrizioni della Corte dei Conti in sede di udienza di parifica
della scorsa settimana. La Commissione bilancio ha dato il suo via
libera, ora toccherà all’aula. Dunque un passo in avanti, seppur
piccolo, c’è stato.
Il rendiconto generale mette al sicuro i conti dello scorso anno rispetto ad entrate ed uscite non parificate dalla Corte e permette anche l’uso dei famigerati 463 milioni di euro accantonati nel 2013 e ora utilizzabili a garanzia dei residui attivi nel biennio 2014 e 2015. Questo permette di iscrivere 231 milioni e mezzo di euro nella finanziaria ter.
Il documento economico, quindi, inizierà il suo percorso subito dopo questo passaggio tecnico. Venerdì sarà in Commissione bilancio e in quella occasione sarà avviata la discussione generale e dato il termine per gli emendamenti. Di fatto si comincerà a discuterne dal 16 luglio ed in aula andrà solo nella settimana successiva.
La finanziaria contiene tutte le norme di spesa cassate dall’impugnativa del Commissario dello Stato e non riproposte col salva stipendi. Fra queste proprio gli stipendi dei quasi 35 mila dipendenti degli enti regionali da luglio a dicembre.
Ma andiamo per ordine. in primo luogo gli accantonamenti ai quali si farà fronte grazie ai risparmi sul 2013. Non si tratta di veri e propri risparmi. La regione aveva previsto un disavanzo. A chiusura dell’anno quel disavanzo è stato minore quindi i soldi messi da parte per farvi fronte sono, in parte, liberati. Sono, appunto, i 463 milioni che vengono riposizionati a tutela dei crediti inesigibili e liberano, quindi, altre risorse spendibili.
Ci sono poi gli interventi di risparmio. 25 milioni vengono dall’accordo con lo Stato sulla minore compartecipazione alla spesa sanitaria, ma sono poca cosa nel complesso. Altri tagli riguarderanno tutte le rubriche dei dodici assessorati. C’è poi la soppressione di enti e consorzi non più necessari e gli interventi di contenimento della spesa in materia di personale (riproposti trattandosi del blocco che viene attuato ogni anno ormai).
Le spese, complessivamente, ammontano a 370 milioni e sono suddivise fra 26 milioni (o poco più) milioni per gli interventi socio assistenziali (norme modificate in base alle indicazioni del commissario dello stato) compresi i ricoveri psichiatrici; 93 milioni di euro per i forestali 25 dei quali prelevati dal capitolo sulla manutenzione del demanio pubblico (una operazione già bocciata dal Commissario ma riproposta con formulazione diversa). 10 milioni sono destinati alla gestione degli impianti idrici (3 di questi per i consorzi di bonifica); 7 milioni e mezzo alla liquidazione Eas ed al personale ex Eas dirottato ad altri Enti (tagliate, invece, le integrazioni alle pensioni).
Crocetta ripropone integralmente le misure per il contrasto alla povertà ovvero il reddito minimo al quale destina, complessivamente 62 milioni di euro (quasi 48 il primo stanziamento poi integrato). Ci sono poi gli stanziamenti per gli stipendi di tutti gli enti regionali ed una mini tabella H per raggiungere l’importo di 370 milioni di euro. Complessivamente, compresi gli accantonamenti, la manovra ammonta a 590 milioni.
Garantito, dunque, un nuovo ritardo almeno per lo stipendio di luglio che non potrà arrivare prima di metà agosto. Se non ci saranno altri intoppi.
Il rendiconto generale mette al sicuro i conti dello scorso anno rispetto ad entrate ed uscite non parificate dalla Corte e permette anche l’uso dei famigerati 463 milioni di euro accantonati nel 2013 e ora utilizzabili a garanzia dei residui attivi nel biennio 2014 e 2015. Questo permette di iscrivere 231 milioni e mezzo di euro nella finanziaria ter.
Il documento economico, quindi, inizierà il suo percorso subito dopo questo passaggio tecnico. Venerdì sarà in Commissione bilancio e in quella occasione sarà avviata la discussione generale e dato il termine per gli emendamenti. Di fatto si comincerà a discuterne dal 16 luglio ed in aula andrà solo nella settimana successiva.
La finanziaria contiene tutte le norme di spesa cassate dall’impugnativa del Commissario dello Stato e non riproposte col salva stipendi. Fra queste proprio gli stipendi dei quasi 35 mila dipendenti degli enti regionali da luglio a dicembre.
Ma andiamo per ordine. in primo luogo gli accantonamenti ai quali si farà fronte grazie ai risparmi sul 2013. Non si tratta di veri e propri risparmi. La regione aveva previsto un disavanzo. A chiusura dell’anno quel disavanzo è stato minore quindi i soldi messi da parte per farvi fronte sono, in parte, liberati. Sono, appunto, i 463 milioni che vengono riposizionati a tutela dei crediti inesigibili e liberano, quindi, altre risorse spendibili.
Ci sono poi gli interventi di risparmio. 25 milioni vengono dall’accordo con lo Stato sulla minore compartecipazione alla spesa sanitaria, ma sono poca cosa nel complesso. Altri tagli riguarderanno tutte le rubriche dei dodici assessorati. C’è poi la soppressione di enti e consorzi non più necessari e gli interventi di contenimento della spesa in materia di personale (riproposti trattandosi del blocco che viene attuato ogni anno ormai).
Le spese, complessivamente, ammontano a 370 milioni e sono suddivise fra 26 milioni (o poco più) milioni per gli interventi socio assistenziali (norme modificate in base alle indicazioni del commissario dello stato) compresi i ricoveri psichiatrici; 93 milioni di euro per i forestali 25 dei quali prelevati dal capitolo sulla manutenzione del demanio pubblico (una operazione già bocciata dal Commissario ma riproposta con formulazione diversa). 10 milioni sono destinati alla gestione degli impianti idrici (3 di questi per i consorzi di bonifica); 7 milioni e mezzo alla liquidazione Eas ed al personale ex Eas dirottato ad altri Enti (tagliate, invece, le integrazioni alle pensioni).
Crocetta ripropone integralmente le misure per il contrasto alla povertà ovvero il reddito minimo al quale destina, complessivamente 62 milioni di euro (quasi 48 il primo stanziamento poi integrato). Ci sono poi gli stanziamenti per gli stipendi di tutti gli enti regionali ed una mini tabella H per raggiungere l’importo di 370 milioni di euro. Complessivamente, compresi gli accantonamenti, la manovra ammonta a 590 milioni.
Garantito, dunque, un nuovo ritardo almeno per lo stipendio di luglio che non potrà arrivare prima di metà agosto. Se non ci saranno altri intoppi.
09 Luglio 2014

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