05 luglio 2014

DEL DRAMMATICO INCENDIO DEI MONTI ROSSI DI NICOLOSI ADESSO LE CAUSE SONO CHIARE. E' MANCATA L'OPERA DI PREVENZIONE!


E' mancata l'opera di prevenzione Nicolosi.

Matrice dolosa e incuria amministrativa: chiarite le cause del rogo dei Monti Rossi

«Pareri discordanti anche negli uffici comunali - rilevano Rau
e Cunsolo - a questo punto vorremmo esaminare le carte»

Del drammatico incendio dei Monti Rossi 
adesso tutte le cause sono chiare. Foto lasicilia.it


A poco più di una settimana dal rogo che ha devastato la pineta dei Monti Rossi di Nicolosi, il comandante del nucleo operativo di Nicolosi del Corpo forestale, Luca Ferlito, fa un'analisi tecnica di alcuni aspetti della vicenda. Preso atto del notevole ritardo nell'attivazione del servizio antincendio, è stato spiegato che, a causa dei provvedimenti legislativi regionali che hanno ripartito le competenze gestionali tra Corpo Forestale e Azienda Foreste Demaniali, si è verificata una situazione di difficoltà adesso risolta. Infatti, dal 30 giugno, seppur con inserimenti scaglionati, è partita a tutti gli effetti l'assunzione dei lavoratori forestali stagionali. Ecco, quindi, spiegata la mancata azione di prevenzione sui monti che sarebbe constitita nella ripulitura del sottobosco e nella costruzione dei viali parafuochi. E, sebbene le condizioni di mantenimento della zona non fossero ideali, va detto che, se non ci fosse stata la mano criminale dell'uomo ad appiccare il fuoco, un disastro ambientale di tali dimensioni non sarebbe stato possibile.
Allo scattare dell'allarme, tutte le risorse sono state messe in campo nelle operazioni di spegnimento e, tempestivamente, è stato attivato il "contatto terra-aria" con il Centro operativo unificato di Roma per gli interventi aerei. Tecnicamente, l'incendio è stato spento alle 14 di mercoledì 25 giugno anche se, com'è noto, le operazioni di bonifica si sono protratte nei giorni a seguire: ulteriori interventi si sono resi necessari a causa di nuovi focolai generati dal fuoco apparentemente sopito che, in realtà, continuava ad ardere sotto gli aghi di pino. Su indicazione del Corpo Forestale, inoltre, è stato attivato il Centro operativo comunale per la coordinazione dell'impiego degli uomini delle forze dell'ordine, delle associazioni di volontariato e del Soccorso alpino e speleologico.
Al danno estetico dall'impatto disastroso, per fortuna, non corrisponde un danno biologico di analoghe dimensioni: si è trattato, infatti, di un incendio radente che ha interessato solo il sottobosco. Confermata anche la natura dolosa del rogo: le modalità di appiccamento delle fiamme, con diversi "punti di fuoco" su tutti i versanti dei Monti Rossi, e il concomitante incendio sviluppatosi sul monte Mompilieri, lasciano pensare ad un'azione pianificata da tempo. Intanto ha avuto inizio la perimetrazione dell'intera pineta con sistema Gps, per una valutazione dell'estensione dell'area compromessa che arriverebbe a 45 ettari.
CHIARA MAZZAGLIA


04 Luglio 2014




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