Boschi in fumo mentre i lavoratori forestali, senza mezzi, sono costretti a rimanere ai box
Lavoratori forestali riuniti per protestare contro la mancanza di mezzi
Foto lasicilia.it
Boschi in fumo mentre i lavoratori forestali, senza mezzi, sono costretti a rimanere ai box. Proprio come le autobotti che mancano (necessitano di interventi di riparazione) e senza le quali gli operatori dell'antincendio, avviati al lavoro lo scorso 3 luglio dopo tante battaglie e persino l'occupazione pacifica dei locali del distaccamento forestale, non possono intervenire per domare i roghi. Succede a Caltagirone e nel Calatino, dove oltre 15 ettari di bosco sono andati distrutti a causa di incendi sviluppatisi nel pomeriggio di lunedì scorso nelle località Terrana, Cava imboscata e Ogliastro (in territorio di Caltagirone) e in contrada Madonna del Piano, a Grammichele.
Nelle campagne di Caltagirone un elicottero, effettuando diversi lanci, ha riversato acqua sulle fiamme e altrettanto hanno fatto due canadair in territorio di Grammichele. Tutto ciò accadeva mentre le squadre antincendio, prive di autobotti, non potevano intervenire. I forestali addetti all'antincendio (76 solo a Caltagirone, ma ben 320 nei due distretti che fanno capo alla stessa Caltagirone e a Vizzini) non ci stanno. «Mentre i boschi bruciano - dice Concetta Donato - assistiamo impotenti perché privi di mezzi con l'acqua. Tutto ciò è incredibile».
«Non ci rassegniamo a rimanere inermi - sostiene Anna Maria Sambataro - mentre i roghi divorano quel patrimonio boschivo a cui, noi che facciamo questo lavoro da 25, persino 28 anni, siamo profondamente affezionati».
«Per i mezzi aerei i soldi si trovano - accusa Salvatore Frazzetta, ma per le autobotti nel Calatino con cui dobbiamo operare no. Rivolgiamo un appello alle istituzioni affinché pongano fine alla paradossale corsa a ostacoli di cui siamo vittime».
«Perché così tante inefficienze? C'è un disegno contro di noi e contro le nostre legittime aspettative? », si chiede Giovanni Cappello. «Perché non ci hanno pensato prima a mettere a posto i veicoli? », si domanda Vincenzo Monaco.
«Tutto ciò è assurdo», dice Francesco Cusumano. «Vogliamo il rispetto della nostra dignità», reclama Gaetano Lo Bianco. «Vogliamo renderci utili e non passare per lavativi», ribadisce Alfredo Di Gregorio.
Mariano Messineo
09 Luglio 2014

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