09 luglio 2014

AGRIGENTO. FORESTALI STAGIONALI IN AGITAZIONE PER IL MANCATO AVVIO AL LAVORO, NIENTE VIALI PARAFUOCO, I BOSCHI SONO A RISCHIO


Forestali stagionali in agitazione per il mancato avvio al lavoro

Niente «viali parafuoco», i boschi sono a rischio



Il mondo della forestazione agrigentina nuovamente in rivolta per il mancato avvio al lavoro degli stagionali. In particolare, non essendo assicurati i cosiddetti «viali parafuoco», c'è il serio rischio che il patrimonio boschivo agrigentino possa fare una triste fine. Le temperature alte di questo periodo non promettono, purtroppo, nulla di buono. In provincia di Agrigento la disperazione dei lavoratori è arrivata alle stelle, non si capisce, a questo punto, se i lavoratori riusciranno a completare o meno le giornate lavorative.
La situazione più difficile riguarda i settantottisti che nell'Agrigentino sono ottocento. Non sono stati ancora avviati nei cantieri che risultano essere in pratica tutti vuoti.
«La situazione è drammatica, ancora peggio degli anni passati quando però, di questi tempi, i lavoratori stagionali erano già stati avviati - dice il segretario provinciale della Fai Cisl Stefano Iacono - in questo momento il quadro è desolante, ma quello che è più grave è non sapere quando avverrà l'avviamento. Nelle altre province siciliane i stagionali lavorano e già da tempo, nella nostra provincia no. Stiamo aspettando con ansia l'approvazione della Finanziaria ter, ma non è detto che ci siano i fondi disponibili per avviare i settantottisti. Il servizio antincendio è partito con ritardo, ma in questo contesto è difficile fare un'azione di prevenzione del patrimonio boschivo. Non ci si rende conto che il pericolo è quello di mandare in fumo centinaia e centinaia di ettari di bosco».
Il piano di sviluppo regionale, quest'anno con la crisi economica della Regione, non ha consentito di avviare al lavoro queste unità che, come detto, rischiano di non poter svolgere tutte le giornate lavorative annue.
«Giova ricordare - continua ancora Iacono - che i 151unisti entro metà agosto devono concludere le giornate, così come i centunisti. Chissà se si riuscira a garantire loro queste giornate».
Già la campagna irrigua è partita in ritardo, i «viali parafuoco» ancora non sono addirittura partiti. Ma come si può puntare a rilanciare l'economia dell'Isola se poi non vengono garantiti i servizi più indispensabili? Inoltre, in un periodo dove la mancanza di occupazione è carente, non garantire nemmeno il minimo delle giornate annue ai lavoratori forestali sarebbe molto grave e deleterio.
Gaetano Ravanà

08 Luglio 2014







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