La maggioranza si sgretola Calascibetta.
Il sindaco Cucci potrebbe ora perdere l'assessore Marcella Gianfrasceschi
Calascibetta. Sotto i colpi incessanti della minoranza e del fuoco amico di tre consiglieri comunali, Vanadia (ex Pd), Capizzi (Udc) e Magonza (Indipendente), la maggioranza si sgretola, va sotto su quasi tutti i punti all'ordine del giorno. Il Partito democratico e l'Udc ne escono storditi, il sindaco Carmelo Cucci (Pd), stando agli ultimi episodi, rischia non solo di non avere più la maggioranza consiliare ma anche di perdere quello che lui considera un suo importante braccio destro, ovvero l'assessore alla Cultura Marcella Gianfranceschi (Pd) che potrebbe dimettersi a seguito di violenti attacchi.
Il difficile momento viene subito compreso dal segretario del Partito democratico che, ieri sera, ha deciso di convocare il direttivo del Pd.
Il primo colpo di scena ad inizio lavori con il consigliere Giuseppe Vanadia che lascia il Partito democratico e si dichiara indipendente, ma rimane tra le fila della maggioranza. "E' venuta meno la fiducia al sindaco e a tutta la giunta", sono state le parole di Vanadia. E' sulla "ricognizione e la valorizzazione dei beni comunali" che la strada si mette subito in salita per la maggioranza.
L'opposizione ma anche alcuni consiglieri della maggioranza votano l'idea dell'ex Pd Vanadia: "Revocare all'Iacp la gestione delle case comunali, poiché l'Istituto guadagnerebbe il 20 per cento sulla vendita degli alloggi".
A questa proposta dovrà essere integrata anche quella del consigliere di minoranza Pino Lo Vetri: "Garantire agli affittuari, in caso di vendita, il diritto di prelazione". E dopo il ritiro del secondo punto all'ordine del giorno, mancava nel documento il visto dell'ingegnere capo dell'Utc, si arriva all'argomento cruciale, ovvero al "fattaccio" che sarebbe accaduto lo scorso lunedì di pasquetta nei pressi del sito archeologico, Vallone Canalotto, quando l'assessore Gianfranceschi e il compagno si sarebbero scontrati non solo verbalmente con Gianluca Rosso, presidente dell'associazione culturale Hins al Giran, affidataria da parte della forestale di Enna della gestione quinquennale di due ettari di bosco, comprendente anche parte del sito archeologico Vallone Canalotto.
Una vicenda per la quale sono in corso gli accertamenti dell'autorità giudiziaria. Il sindaco Carmelo Cucci prova in tutti i modi a difendere l'operato dell'assessore, spiega il lavoro svolto, l'idea di realizzare il Parco Archeologico Naturalistico che porterebbe turisti. Gianfranceschi viene anche difesa dai consiglieri del Pd e dal vicesindaco Salvatore Catalano. Ma per la minoranza l'assessore ha sbagliato e deve dimettersi. La Gianfranceschi fa presente che nessuno ha osato violenza contro il presidente dell'associazione, rivendica con orgoglio il cognome che porta e ribadisce che il cancello del sito, ben pubblico, non può essere vincolato da un lucchetto Ma prima del voto finale viene anche discussa l'interpellanza di due consiglieri di maggioranza, Gabriella Capizzi e Angela Magonza, i quali dicono di non essere contenti dell'operato dell'assessore poiché non avrebbe risposto ad alcune importanti richieste dell'associazione Hins al Giran.
Si vota infine per le dimissioni della Gianfranceschi, finisce 7 a 7, contro di lei votano anche Giuseppe Vanadia (la Gianfranceschi lo definisce un vero tradimento poiché insieme avevano condotto delle battaglie politiche) e Gabriella Capizzi, mentre Angela Magonza si astiene. La chiara impressione però è quella che oramai sono molti a volere la "testa" dell'assessore Gianfranceschi.
Francesco Librizzi
21 Maggio 2014
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