11 novembre 2013

RISCHIO FRATTURA SULLE VARIAZIONI DI BILANCIO, LA COMMISSIONE E' FERMA SULLA SUA POSIZIONE


Rischio frattura sulle variazioni di bilancio
Dina e Cracolici attaccano Ardizzone

ardizzone-dina-cracolici
Lo scontro – a sentire chi parla – è evidentemente all’interno della maggioranza: stavolta a fronteggiarsi sull’altare delle questioni procedurali sono il presidente dell’Ars, l’esponente Udc Giovanni Ardizzone e i componenti della commissione Bilancio che la scorsa settimana si sono visti cassare della metà degli articoli il documento sulle variazioni di bilancio che stanzia quasi 72 milioni di euro per correggere i conti del documento finanziario già approvato.
Uno scontro nato dallo stralcio di norme che la presidenza dell’Ars ha considerato ‘improponibili’ a rischio impugnativa da parte del commissario dello Stato. Uno scontro che lo stesso presidente Rosario Crocetta considera uno scoglio pesate sulla via dell’approvazione del documento di previsione finanziaria. Tanto che oggi su La Sicilia di Catania, lancia l’allarme: “Non voglio arrivare all’esercizio provvisorio” – dice Crocetta auspicando una soluzione della vertenza che oppone i deputati della commissione Bilancio a d Ardizzone.
La commissione Bilancio, capitanata da un altro esponente Udc, Nino Dina e dal democratico Antonello Cracolici continua per la sua strada e in una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni non lesina bordate ad Ardizzone: “Abbiamo inviato al Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone una nota per chiedere un confronto ma da lui, irritualmente, abbiamo avuto risposta solo sui giornali, il che da un punto di vista istituzionale ci preoccupa. Siamo qui per ribadire l’importanza del lavoro svolto, dentro le regole e procedure ineccepibili e risulta strano che il Presidente non senta il dovere di confrontarsi con la commissione sulle problematiche evidenziate sulle procedure ineccepibili”.
E’ quanto denuncia il Presidente della Commissione Bilancio all’Assemblea regionale siciliana, Nino Dina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, dopo la decisione del Presidente Ardizzone di stralciare alcune parti dalle variazioni di bilancio approvate dalla stessa Commissione. Attendiamo la mossa del Presidente Ars – dice ancora Dina – la commissione è ferma sulla sua posizione: il lavoro svolto va valorizzato. Noi siamo pronti a richiamare in commissione il testo per riapprovare le norme che stanno coerentemente dentro il testo approvato“.
La Presidenza dell’Ars – attacca Cracolici – si è comportata in modo schizofrenico, ha operato come se ci fosse una sorta di ora X, un nuovo inizio che qualcuno ha ritenuto di dovere aprire senza che questo nuovo inizio fosse patrimonio di tutti“. “Gia’ qualche giorno fa il Presidente Ars – dice Cracolici in conferenza stampa – aveva annunciato che da oggi in poi i testi, dopo l’esame dell’articolato, non saranno più approvati perché gli uffici valutino le norme. Non vorremmo che qualche azzeccagabugli possa pensare alle norme di fatto rispetto alle procedure di diritto. Mi auguro che sia un incidente suggerito dall’idea di un nuovo inizio”, ha concluso Cracolici. “Mi auguro che la Presidenza affinché porti a coerenza i comportanti che si devono assumere nei confronti dei testi”.
“La foglia di fico – prosegue Cracolici – del commissario dello Stato rischia di diventare controproducente rispetto al ruolo del Parlamento. Non capisco questa decisione di stralciare norme da un testo che già la presidenza aveva esaminato e inviato proprio cosi’ com’era, avevano già a monte fatto una cernita del testo ed e’ arrivato in commissione già esaminato, la presidenza aveva mandato quel testo”.
“Il Parlamento deve prevenire possibili impugnative con l’intervento degli uffici, il problema del rapporto con il commissario dello stato va riordinato a monte, non vorrei che qualcuno pensi che le leggi vadano negoziate con il commissario dello Stato che non e’ assolutamente un istituto di negoziazione”, ha aggiunto Cracolici, e ha sottolineato: “Il Parlamento non e’ subordinato al commissario, qui c’e’ un uso improprio di questo istituto che può fare rilievi, ma non e’ strumento di controllo del parlamento. Non vorremmo che qualche azzecca garbugli – ha proseguito riferendosi agli uffici dell’Ars – possa decidere le nuove procedure di fatto rispetto a quelle di diritto. Mi rivolgo alla presidenza come ufficio di questa assemblea per portare a coerenza i comportamenti che si devono assumere nei provvedimenti licenziati nelle commissioni -ha concluso- Se una norma deve essere tolta o meno dev’essere con comune accordo da parte dell’Aula. Questa funzione di censore della presidenza, non e’ ammissibile, bisogna tutelare il ruolo del Parlamento”.


11 Novembre 2013
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Aspettiamo la controreplica del Presidente dell'Ars, determinante per noi...







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