Rischio frattura sulle variazioni di bilancio
Dina e Cracolici attaccano Ardizzone
Lo
scontro – a sentire chi parla – è evidentemente all’interno della
maggioranza: stavolta a fronteggiarsi sull’altare delle questioni
procedurali sono il presidente dell’Ars, l’esponente Udc Giovanni
Ardizzone e i componenti della commissione Bilancio che la
scorsa settimana si sono visti cassare della metà degli articoli il
documento sulle variazioni di bilancio che stanzia quasi 72 milioni di
euro per correggere i conti del documento finanziario già approvato.
Uno scontro nato dallo stralcio di norme che la presidenza dell’Ars
ha considerato ‘improponibili’ a rischio impugnativa da parte del
commissario dello Stato. Uno scontro che lo stesso presidente Rosario Crocetta
considera uno scoglio pesate sulla via dell’approvazione del documento
di previsione finanziaria. Tanto che oggi su La Sicilia di Catania,
lancia l’allarme: “Non voglio arrivare all’esercizio provvisorio” – dice
Crocetta auspicando una soluzione della vertenza che oppone i deputati
della commissione Bilancio a d Ardizzone.
La commissione Bilancio, capitanata da un altro esponente Udc, Nino Dina e dal democratico Antonello Cracolici
continua per la sua strada e in una conferenza stampa a Palazzo dei
Normanni non lesina bordate ad Ardizzone: “Abbiamo inviato al Presidente
dell’Ars Giovanni Ardizzone una nota per chiedere un confronto ma da
lui, irritualmente, abbiamo avuto risposta solo sui giornali, il che da
un punto di vista istituzionale ci preoccupa. Siamo qui per ribadire
l’importanza del lavoro svolto, dentro le regole e procedure
ineccepibili e risulta strano che il Presidente non senta il dovere di
confrontarsi con la commissione sulle problematiche evidenziate sulle
procedure ineccepibili”.
E’ quanto denuncia il Presidente della
Commissione Bilancio all’Assemblea regionale siciliana, Nino Dina nel
corso di una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, dopo la decisione
del Presidente Ardizzone di stralciare alcune parti dalle variazioni di
bilancio approvate dalla stessa Commissione. “Attendiamo la mossa del Presidente Ars – dice ancora Dina – la
commissione è ferma sulla sua posizione: il lavoro svolto va
valorizzato. Noi siamo pronti a richiamare in commissione il testo per
riapprovare le norme che stanno coerentemente dentro il testo approvato“.
“La Presidenza dell’Ars – attacca Cracolici – si
è comportata in modo schizofrenico, ha operato come se ci fosse una
sorta di ora X, un nuovo inizio che qualcuno ha ritenuto di dovere
aprire senza che questo nuovo inizio fosse patrimonio di tutti“.
“Gia’ qualche giorno fa il Presidente Ars – dice Cracolici in
conferenza stampa – aveva annunciato che da oggi in poi i testi, dopo
l’esame dell’articolato, non saranno più approvati perché gli uffici
valutino le norme. Non vorremmo che qualche azzeccagabugli possa pensare
alle norme di fatto rispetto alle procedure di diritto. Mi auguro che
sia un incidente suggerito dall’idea di un nuovo inizio”, ha concluso
Cracolici. “Mi auguro che la Presidenza affinché porti a coerenza i
comportanti che si devono assumere nei confronti dei testi”.
“La foglia di fico – prosegue Cracolici –
del commissario dello Stato rischia di diventare controproducente
rispetto al ruolo del Parlamento. Non capisco questa decisione di
stralciare norme da un testo che già la presidenza aveva esaminato e
inviato proprio cosi’ com’era, avevano già a monte fatto una cernita del
testo ed e’ arrivato in commissione già esaminato, la presidenza aveva
mandato quel testo”.
“Il Parlamento deve prevenire possibili
impugnative con l’intervento degli uffici, il problema del rapporto con
il commissario dello stato va riordinato a monte, non vorrei che
qualcuno pensi che le leggi vadano negoziate con il commissario dello
Stato che non e’ assolutamente un istituto di negoziazione”, ha aggiunto
Cracolici, e ha sottolineato: “Il Parlamento non e’ subordinato al
commissario, qui c’e’ un uso improprio di questo istituto che può fare
rilievi, ma non e’ strumento di controllo del parlamento. Non vorremmo
che qualche azzecca garbugli – ha proseguito riferendosi agli uffici
dell’Ars – possa decidere le nuove procedure di fatto rispetto a quelle
di diritto. Mi rivolgo alla presidenza come ufficio di questa assemblea
per portare a coerenza i comportamenti che si devono assumere nei
provvedimenti licenziati nelle commissioni -ha concluso- Se una norma
deve essere tolta o meno dev’essere con comune accordo da parte
dell’Aula. Questa funzione di censore della presidenza, non e’
ammissibile, bisogna tutelare il ruolo del Parlamento”.
11 Novembre 2013
Aspettiamo la controreplica del Presidente dell'Ars, determinante per noi...

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