13 febbraio 2013

DEPOSITATA PERIZIA SULLE CAUSE DELLA MORTE DEL FORESTALE




Barrafranca

Depositata perizia del medico legale
sulle cause della morte del forestale


Barrafranca. E' stata depositata la perizia del medico legale che ha effettuato l'autopsia sul corpo dell'operaio forestale Giuseppe Perri, 55 anni, deceduto dopo un malore che lo aveva colto durante un intervento di spegnimento. I primi risultati dell'autopsia avevano confermato che Perri sarebbe morto per intossicazione provocata dal fumo inalato mentre operava nella riserva Himera a Pietraperzia. Al momento non sono note le conclusione del medico legale che potrebbero anche chiarire se un intervento immediato quale l'uso di una bombola di ossigeno, avrebbe potuto salvare la vita dell'operaio stagionale. Il medico legale ha comunque depositato solo la prima parte dell'accertamento che gli è stato affidato e su alcuni aspetti depositerà le conclusioni nelle prossime settimane. Per quanti riguarda l'aspetto tecnico che riguarda l'osservanza delle norme di sicurezza sui posti di lavoro il sostituto procuratore Marco Di Mauro, che coordina le indagini svolte dai carabinieri, ha delegato i funzionari dell'Ispettorato del lavoro a svolgere gli accertamenti. Gli ispettori dell'Ipl hanno sentire gli altri operai che facevano parte della squadra Saab nella quale Perri era impegnato, per ricostruire quanto accaduto nella tarda mattinata del 30 settembre scorso, dall'arrivo sul luogo dell'incendio, intorno alle 13, fino al malore di Perri, soccorso dagli stessi compagni che lo videro accasciarsi, e trasportato alla guardia medica pietrina, dove are giunto ormai privo di vita.
L'avvocato Angelo Tambè che con il collega Salvatore Nicoletti assiste la famiglia in qualità di parte lesa, nei mesi scorsi ha ascoltato i compagni di lavoro di Perri e dalle dichiarazioni raccolte dall'avvocato Tambè, sarebbe emerso che Perri era cosciente fino a poco prima di giungere alla guardia medica. L'uomo si era accasciato e ai compagni accorsi diceva di sentirsi male e cercava disperatamente di respirare durante il tragitto e fino a poco prima di giungere alla guardia medica l'uomo era semicosciente. La squadra era dotata di mascherine di protezione ma spetterà agli ispettori delegati dalla procura accertare se si tratta di attrezzature a norma, specifiche per chi lavora tra il fumo.
Giulia Martorana

12 Febbraio 2013



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