06 agosto 2012

CONSIDERARE I LAVORATORI FORESTALI COME UNA RISORSA NON UNO SPRECO

 

La riserva va in fiamme
I sindaci chiedono aiuto


Pantalica in fiamme notte fra venerdì e sabato. «È stato un danno ambientale che si protrarrà per decenni», dicono gli studiosi. Sono andate perdute centinaia di ettari di arbusti e macchia mediterranea, preziosi per il territorio ma anche fondamentali per l'equilibrio idrogeologico. Infatti la progressiva desertificazione di alcuni settori-cardine della vallata, determina l'inaridimento delle radici che trattengono saldi i costoni di roccia a picco sulle strade montane. «Si intensificano gli incendi e gli smottamenti sulle principali arterie del comprensorio», rileva il sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa. «È forte il rischio che condividiamo con la vicina Cassaro - dice -. I roghi stanno innalzando il preesistente livello di dissesto idrogeologico. Occorre puntare sulla sorveglianza e considerare i lavoratori forestali come una risorsa, non uno spreco: Pantalica è Patrimonio dell'Umanità. La devastazione del territorio è più intensa rispetto allo scorso anno e non si può certo pensare a un sistema di videosorveglianza. La Protezione civile è intervenuta subito ma il danno era compiuto. Ora bisogna ripartire da zero, siamo in emergenza e da soli non ce la possiamo fare. Occorre più prevenzione e repressione». D'altronde è difficile credere a un incendio, l'ennesimo, per autocombustione. «Certamente occorre riflettere - conferma il sindaco - sul ripetersi di questi eventi. Di certo noi sindaci chiederemo alla futura amministrazione regionale una mano d'aiuto. Pantalica non può continuare a subire danni. Le ricadute nel declino idrogeologico non coinvolgono solo le strade, ma anche il deflusso delle acque durante la stagione delle piogge. Erano stati effettuati alcuni interventi di bonifica, ma sono andati perduti in pochi minuti. Non resta che coinvolgere sia la Provincia che la Protezione civile». Conferma le preoccupazioni anche il naturalista Paolo Uccello. «I piromani hanno causato un'alterazione che si protrarrà per almeno dieci anni. Verificheremo quante piante "pioniere" siano rimaste indenni».
Roberto Rubino

05 Agosto 2012

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