L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






07 marzo 2014

RIORDINO SETTORE FORESTALE. PIATTAFORMA PROPOSITIVA DELL'U.G.L. AGROALIMENTARE



Ricevo e pubblico 
dalla Segreteria Regionale 
UGL





Piattaforma Propositiva U.G.L. AgroAlimentare
per il riordino del settore Forestale in SICILIA

PREMESSA

Con la presente proposta intendiamo partecipare e dare il nostro contributo al confronto aperto sul futuro del comparto  per individuare una linea comune di interventi finalizzati a dare una svolta, in termini di crescita, sviluppo e miglioramento delle condizioni lavorative dei forestali, al settore Agroforestale Ambientale.
        
È nostro intento collaborare alla costruzione di solide basi per realizzare un sistema regionale capace di garantire la qualità del territorio, e nel frattempo di utilizzare al meglio le opportunità di sviluppo e di occupazione derivanti dalla sua valorizzazione.

Attualmente il comparto forestale è di circa 24.000 di tutti gli addetti, 10.000 circa effettuano 78 giornate di lavoro annuo, 9.000 effettuano 101 giornate annuo, 4.600 effettuano 151 giornate annuo e 1.400 sono a tempo indeterminato, ogni anno il bacino dei forestali si assottiglia di almeno 600 settantottisti per via del pensionamento. La superficie boscata è passata da 350 mila ettari a 510 mila attuali oltre 288 mila ettari di boschi storici, 5 Parchi e 79 Riserve Naturali esistenti nelle 9 provincie siciliane.

 Le continue alluvioni incidono pesantemente sul 77 per cento del territorio siciliano a rischio di dissesto idrogeologico.

Si potrebbe risparmiare, per esempio, sul costo delle consulenze esterne come la lavorazione delle buste paghe e modelli Cud, con l’utilizzo del personale interno e/o dei forestali con i requisiti e le capacità necessarie, si potrebbero inviare le buste paghe on-line.   

Citiamo alcuni dei nostri obiettivi:

- stabilizzare il personale a tempo determinato e migliorare le condizioni lavorative;
- migliorare il livello di protezione dal rischio ambientale;
- mantenere l’efficienza delle opere di sistemazione e di bonifica;
- recuperare l’ambiente naturale;
- migliorare l’efficienza a fini produttivi e turistico ricreativo del sistema forestale;
- allargare le potenziali sfere d’intervento per la forza lavoro forestale, anche attraverso iniziative di  formazione ed esplorando sinergie con settori affini come:
- la riqualificazione ambientale;
- la produzione legnosa e la fruizione turistica del bosco;

- la manutenzione, la prevenzione degli incendi, la pulitura e manutenzione delle autostrade, delle strade provinciali, comunali, interpoderali, manutenzione del verde pubblico, giardini pubblici, parchi archeologici, bordi dei fiumi, torrenti e canaloni di scolo in totale abbandono da diversi anni.
    
       Da questo utilizzo razionale del personale forestale ne trarrebbero beneficio sia i lavoratori, che verrebbero utilmente impiegati in attività utili che gli enti gestori dei beni interessati, i quali da diversi anni non riescono ad assicurare la manutenzione dei cigli stradali, dei parchi pubblici e dei siti archeologici.
                      
        In questa prospettiva è possibile individuare occasioni di lavoro alternative per gli attuali operai idraulico-forestali non solo allo scopo di ridurre il loro numero complessivo entro livelli sostenibili di costi per il bilancio regionale, ma soprattutto allo scopo di realizzare occasioni di occupazione non assistita e congruente con le esigenze di sviluppo, in sintonia con i dettami dell’Unione europea.
    
        La realizzazione delle opere previste dalla presente proposta potrà senza dubbio portare, insieme alla riduzione delle attività in gestione diretta, alla crescita di nuove opportunità imprenditoriali e di occasioni occupazionali anche a forte contenuto innovativo.
        
Si citano, in tal senso, alcuni esempi:

a.       razionalizzazione delle risorse idriche;
b.      difesa del suolo dai dissesti;
c.       bonifica dei siti inquinanti;
d.      sviluppo percorsi turistici ambientali;
e.       valorizzazione dei beni culturali;
f.       creazione di parchi archeologici;
g.      produzione di energia di fonti rinnovabili (biomasse);
h.      riqualificazione urbana.

       E’ possibile, crediamo, creare un circolo virtuoso “fiducia-crescita-lavoro”, che possa essere alla base della crescita economica.
       E’ questo il contributo che intendiamo dare con la nostra proposta, senza pretese di onnicomprensività, ma sottolineando la forte trasversalità delle politiche per l’occupazione ed evidenziando l’inscindibile nesso tra le politiche per il lavoro e le politiche per lo sviluppo.
      Su tale terreno, le nostre idee sulla Forestazione, incidendo direttamente sugli investimenti e quindi sulla qualità dell’impegno delle risorse per lo sviluppo, possono determinare un apporto ed una ricaduta significative, nella convinzione che l’occupazione aggiuntiva e non assistenziale si determina solo alla presenza di fatti economici nuovi, strutturali, di rilancio delle politiche degli investimenti e di individuazione di specifiche nicchie di mercato, a favore di una visione integrata e coordinata degli investimenti, degli elementi di pianificazione e delle risorse.
      Per conseguire tali obiettivi strategici, però, la nostra proposta ha bisogno di coerenze sul piano programmatico e di unitarietà di intenti, tra i vari soggetti individuati.

      La proposta di un Piano di interventi, che indichi con chiarezza azioni, risorse, strumenti, che sia approfonditamente discusso e confrontato con tutti i livelli istituzionali – regionali (assessorati agli Enti locali, Agricoltura, Territorio ed Ambiente, Beni culturali e Lavoro),  locali (comuni e province)  e nazionali  (Ministeri del Welfare, Politiche Agricole e forestali e Beni Culturali) – e con le forze sociali senza preclusioni alcune  a chi  si colloca in quest’orizzonte politico strategico.
      Ci auguriamo, e speriamo che la Regione ritenga prioritari, in termini di emergenza assoluta e di rilievo, i punti espressi a garanzia della tenuta del comparto sia in termini economico-produttivi che sociali. E l’auspicio della nostra Organizzazione sindacale, trova forza e consapevolezza soprattutto dopo gli eventi disastrosi e luttuosi di questi ultimi anni con alluvioni e nubifragi in quasi tutte le province siciliane con conseguenti danni ingenti e vittime, come l’alluvione del 01.10.2009 dove le squadre antincendio boschivo sono state utilizzate in operazioni di Protezione Civile con ottimi risultati nelle operazioni di soccorso alle popolazioni di Giampilieri, Molino, Altolia, Scaletta e Noto nel 2014.
Testimonianza di come non si possa più perdere tempo e si debba mettere mano ad una seria e concreta riorganizzazione del settore.

Noi siamo per il modello che ha portato, per esempio, cittadini, turisti e stranieri a fruire con sicurezza ed ordine il Teatro greco di Siracusa, invidiato in tutto il mondo, E questo è stato possibile in virtù di una convezione stipulata sul territorio tra la Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa e l’Azienda foreste demaniali provinciale.

Ed è per tutte le suesposte considerazioni che proponiamo:

1)      la manutenzione costante del territorio siciliano e la forestazione delle aree a rischio, svolgendo in stretta sinergia con l’istituzione preposta, compiti di protezione civile atti alla salvaguardia del territorio, delle risorse idriche ma soprattutto garantendo l’incolumità e la sicurezza dei cittadini tutto l’anno, ventiquattro ore al giorno con la creazione di squadre di protezione civile stabili, utilizzando il personale dell’antincendio boschivo ed includendo quelli già in servizio presso il dipartimento protezione civile. Creare attraverso il personale forestali il ruolo di guardie forestali ausiliarie, visto che le squadre antincendio boschivo regionali, formate da operai forestali assunti a tempo determinato, sono risultate particolarmente adatte allo svolgimento delle operazioni di bonifica (cioè estinzione definitiva di tutti i focolai periferici o perlomeno a rischio di ripresa, siti nell'area incendiata), nonché alle operazioni di sorveglianza e pattugliamento del territorio durante i periodi di elevata pericolosità d'incendio (in ausilio alle pattuglie dei comandi stazione dei distaccamenti);
2)       
2) allargare le potenziali sfere d’intervento per la forza lavoro forestale, anche attraverso iniziative di formazione ed esplorando sinergie con settori affini come la riqualificazione ambientale, la produzione legnosa e alla fruizione turistica del bosco, la manutenzione, prevenzione degli incendi, la pulitura e manutenzione delle autostrade, delle strade provinciali, comunali, interpoderali, manutenzione del verde pubblico, giardini pubblici, parchi archeologici, bordi dei fiumi, canaloni di scolo in totale abbandono da diversi anni. Da questo utilizzo razionale del personale forestale (operai utilizzati dal dipartimento Azienda Forestale) ne beneficierebbero i lavoratori poiché impiegati in attività utili e gli enti gestori dei beni interessati i quali da diversi anni non riescono ad assicurare la manutenzione dei cigli stradali , dei parchi pubblici e dei siti archeologici;

3) Riprendere i contatti, per un accordo tra Inps e Ministero del Welfare per utilizzare le somme erogate sotto forma di indennità di disoccupazione agricola al fine di procedere alla stabilizzazione dei Lavoratori.

     Affinché tali opportunità si traducano in reali condizioni di crescita e miglioramento del servizio di affiancamento alla protezione civile, occorre agire su un insieme complesso di fattori politici, istituzionali, economici, sociali e utilizzare in modo coordinato le leve, le risorse e gli strumenti a disposizione.
     Occorre, in primo luogo superare l’immagine di una Regione che drena risorse esterne senza produrne di proprie, che vive sull’assistenzialismo, che perpetua un'inefficiente amministrazione del denaro pubblico - a partire dalle risorse comunitarie - che non è complessivamente in grado di offrire al sistema nazionale delle imprese e ai potenziali investitori condizioni di sicurezza sufficienti a indurre nuovi insediamenti.
     Occorre, al contrario, realizzare la massima apertura del sistema regionale – pubblico e privato - alle reti esterne dell’innovazione, della ricerca e della conoscenza, valorizzando nello stesso tempo l’identità regionale e le potenzialità endogene, facendone un fattore di attrazione di risorse e di competenze.
    Bisogna creare un clima di fiducia che rinsaldi il rapporto tra Istituzioni e cittadini, che ponga fine ad immagini di accesa concorrenzialità o di incomunicabilità tra i diversi livelli istituzionali, ognuno impegnato in una logica autoreferenziale, a difendere i propri spazi di autonomia e che dia certezze agli operatori economici, che chiami i cittadini e i giovani ad operare per il cambiamento.
     La produttività del lavoro forestale è fondamentale. L’interesse che noi tutti abbiamo è quello di cominciare seriamente a pensare non solo a Kyoto, non solo alle percentuali di forestazione esistenti, non solo ai rischi incendi, ma di pensare in maniera diversa una politica per la montagna e per il nostro verde, per il nostro patrimonio arboreo.
      L’Ugl vuole  realmente operare percorsi di stabilizzazione, percorsi che riguardano anche il lavoro a tempo indeterminato, in servizi che si ritenga siano veramente essenziali e di pubblica utilità.
        Infine, per evitare facili strumentalizzazioni verso la nostra proposta, condivisa e sostenuta dai lavoratori che rappresentiamo, vogliamo ribadire ulteriormente che la stabilizzazione dei lavoratori chiamati volgarmente forestali si può realizzare con la concertazione e tra i vari assessorati regionali Risorse agricole e forestali, Territorio ed ambiente, Turismo, Trasporti, Protezione civile, Beni culturali e gli Enti locali.

Nell’immediato, a percorso di riforma avviato ed al fine di fornire esaustive risposte all’emergenza, Ugl chiede al Governo regionale di volere rispettare l’accordo del 14 maggio 2009.
A tal fine si propone la rideterminazione dei contingenti in 4 fasce:
1.      Lavoratori a Tempo indeterminato ex articolo 46  della legge regionale n.16/96,
2.      Contingente a 181 giornate ex art 46 della legge regionale n.16/96,
3.      Contingente a 151 giornate ex art 46 della legge regionale n.16/96,
4.      Contingente a 101 giornate ex art 46 della legge regionale n.16/96.
1) Il contingente Lavoratori tempo indeterminato (Lti) viene ridefinito da 1.400 a 2.000 unità ed è composto prioritariamente da tutti gli attuali Lti ex legge regionale n.16/96, da quelli ex comma 2 ed 11 della’articolo 44 della legge regionale n.14/06.
Successivamente entro il mese di febbraio di ogni anno, con provvedimento amministrativo, proponiamo che possa procedersi all’incremento del contingente e alla sua ripartizione per provincia, su proposta dell’Osservatorio regionale paritetico del lavoro.
Detto incremento potrà essere determinato in stretto riferimento alle unità fuoruscite dal settore.
Le commissioni Manodopera agricola (Moa) provinciali procederanno entro il successivo mese di marzo ad aggiornare per scorrimento l’elenco speciale provinciale.
2) Il contingente a 181 giornate è determinato dalla dotazione di cui ex L.r. 16/96 art. 46 lett. b.
3) Il contingente a 151 giornate è composto dai rimanenti 151nisti e integrato da tutti gli attuali 101nisti ex art 46 L.r. 16/96 e 14/06.
4) Il contingente a 101 giornate è composto dall’attuale a 78 giornate ex art 49 della legge regionale n.16/96 e 14/06.
Al completamento dei posti resisi liberi nei vari contingenti, come rideterminati con la citata legge 16/96 e la successiva la n.14/06, si potrà procedere attraverso turn-over automatico con scorrimento dal contingente immediatamente inferiore a quello superiore.
Il lavoratore ogni anno dovrà presentare all’UPL e alla Commissione MOA provinciale anche tramite Centro per l’Impiego dichiarazione attestante l’assenza di elementi di incompatibilità con la permanenza nell’elenco speciale; indicando anche un massimo di due qualifiche in aggiunta a quella di lavoratore forestale. In carenza di presentazione della dichiarazione il lavoratore non potrà essere avviato o immesso al lavoro.
Modalità di avviamento    
Ugl è contraria alla chiamata diretta da parte del Cpi di appartenenza, riteniamo che nell’era digitale si possano trovare strumenti alternativi trasparenti ed efficaci.
Palermo, 07/03/2014 







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