29 aprile 2014

STRADA IN SALITA PER MANOVRA BIS, L'ASSESSORE AGNELLO OGGI A ROMA


Si pensa già alla manovra-ter?
Strada in salita, Agnello a Roma



Si pensa già alla manovra-ter? <br />Strada in salita, Agnello a Roma
Strada in salita per la Finanziaria bis. Il testo dovrà essere riscritto alla luce dei nuovi tagli imposti da Roma con il Dl Irpef.
E l’ipotesi di una manovra ter non appare nemmeno tanto remota.
“Ci sono tanti fronti ancora aperti – dice all’Adnkronos Nino Dina, presidente della commissione Bilancio all’Assemblea regionale siciliana -, la nuova finanziaria potrebbe non essere sufficiente. Questa potrebbe essere un primo passo, a cui fare seguire in futuro un nuovo intervento”. Per valutare i margini di manovra imposti dai nuovi sacrifici l’assessore all’Economia, Roberto Agnello domani volerà a Roma e in serata in Commissione dovrebbe approdare la nuova riscrittura del testo.
“Il Governo dovrà concordare l’eventuale copertura dei nuovi tagli imposti dal nuovo dl dell’Esecutivo Renzi” spiega Dina. La proposta che l’assessore Agnello porterà sui tavoli romani è quella di “attualizzare al 2014 gli incassi delle addizionali Irperf ed Irap del 2015″.
Un escamotage utile a recuperare alemteno 190 milioni di euro, che in parte serviranno a compensare i nuovi tagli imposti dal premier, circa 90 milioni di euro.
“Il governo ha chiesto tempo sino a domani sera per depositare in Commissione la nuova riscrittura del testo – conclude Dina -, sino a mercoledì i parlamentari potranno depositare gli emendamenti di modifica e nel pomeriggio comincerà l’esame”. Sui tempi del via libera alla manovra il presidente della commissione Bilancio è, comunque, ottimista. “Entro l’8-9 maggio l’Aula potrà esitare la manovra bis”.

28 Aprile 2014
http://www.siciliainformazioni.com/94463/non-basta-nemmeno-manovra-bis-strada-in-salita-agnello-roma







ON. DI GIACOMO (PD): LE RISORSE RISPARMIATE IN SANITA' DEVONO ESSERE REINVESTITE NELLA SANITA', NON POSSONO ESSERE UTILIZZATE PER PAGARE GLI STIPENDI DEI FORESTALE





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PLEMMIRIO, NASCE IL PARCO SARA' UN TEATRO SUL MARE. L'AZIENDA FORESTALE PER L'OCCASIONE HA DONATO 100 PIANTE


Plemmirio, nasce il parco
«Sarà un teatro sul mare»

Bonificata la zona militare in abbandono dal 1943 che ospiterà un'oasi per passeggiate, eventi e sport


Foto lasicilia.it


Isabella Di Bartolo
Il panorama è quello mozzafiato sul mare più blu del Plemmirio. Ed è a picco sul costone ondoso che sorgerà il "Parco naturalistico del Plemmirio" la cui prima pietra è stata posta tra l'emozione dei residenti.
Sono infatti i "plemmiroti" che hanno dato vita a quest'oasi nella punta estrema della città, trasformando una zona di degrado e spazzatura in un'area da dedicare a bambini, anziani e tutti coloro che vorranno passeggiare a due passi dal tesoro blu tutelato dall'area marina protetta. E ottenendo il sì al parco dopo 70 anni di dinieghi da parte del Demanio marittimo e del Genio militare a proposte di carattere commerciale che, oggi, hanno invece voluto premiare l'impegno dei residenti per la salvaguardia e la valorizzazione di un'area tra natura e storia.
La zona in questione è, appunto, nel cuore del Plemmirio, con vista sul faro. Si tratta di un sito militare abbandonato dal luglio del 1943.
Il viaggio per la nascita di questa nuova realtà naturalistica è iniziato da qualche mese e vede dietro le quinte Aldo Dugo, presidente dell'associazione Plemmyrion, insieme con Nicola Servito, storico agronomono siracusano e deus ex machina del parco naturalistico.
«I lavori per la riqualificazione e il miglior utilizzo di una grossa ex struttura militare - dice il presidente Dugo - sono già stati avviati e daranno lustro a una fra le più belle e panoramiche zone del Plemmirio. E' da rilevare, con piacere, che è la prima volta che si registra fra il Demanio militare e un'associazione cittadina, un'intesa volta al miglioramento e alla protezione di un sito di così particolare interesse paesaggistico. Ciò che risulta sorprendente è il constatare come da un'iniziativa privata si sia potuto dare avvio a un progetto di grande respiro che creerà, per la cittadinanza, un parco pubblico, splendito teatro sul mare, in uno dei luoghi più suggestivi dell'area marina protetta del Plemmirio».
Grazie all'instancabile volontà e passione dei soci dell'associazione, che rappresenta le 400 famiglie del quartiere balneare, quello che era un sogno sta per diventare realtà. Il parco naturalistico sarà un luogo aperto a tutti e dove si potrebbe immaginare anche la cornice ideale di spettacoli, concerti, eventi con il mare a fare da sfondo. Un luogo unico che era dapprima invaso dall'immondizia e nascosto da cumuli di degrado che lo hanno reso sconosciuto agli stessi siracusani. E che solo grazie all'impegno dei residenti di via Capo Murro di Porco e dintorni è stato già in parte ripulito. Nove camion dell'Igm, grazie all'impegno del Comune e dell'assessore all'Ambiente Francesco Italia, hanno portato via ogni tipo di rifiuto dall'area. E' stata poi la volta della scerbatura e della pulizia, svolta dagli stessi residenti, a cui ha fatto seguito la prima piantumazione delle siepi e delle piante - rigorosamente endemiche come richiesto dalla Soprintendenza - che il dottor Servito ha sistemato dopo un dono da parte dell'Azienda forestale che, con il dirigente Carmelo Frittitta, ha voluto partecipare alla rinascita di questo sito regalando 100 piante ai cittadini.
«Non ci sono meriti singoli - prosegue Dugo - ma il merito è di tutta la collettività di cittadini e di soci oltre che di un operoso consiglio d'amministrazione: tutti elementi che si sono mossi in sintonia nell'interesse della salvaguardia del territorio». I componenti dell'associazione ringraziano dunque ogni istituzione e singolo cittadino per l'aiuto profuso in quest'avventura. «Ringraziamento Alessandro Acquaviva perchè si è prodigato per superare intoppi burocratici e accelerare l'iter di avvio della nascita del parco - dice il presidente Dugo -. Inoltre, è fatto certo che, non solo i soci, i residenti, la zona costiera, gli amanti della natura ma tutti abbiamo contratto un grosso debito di riconoscenza nei confronti di Nicola Servito». E' infatti l'agronomo con i suoi 86 anni magnificamente portati, che per decenni è stato presidente dell'ordine siracusano, ad aver materialmente disegnato - per puro diletto e amore per il Plemmirio - il parco naturalistico e redatto il piano per la riqualificazione dell'area. «La qualità della proposta del dottor Servito - prosegue Dugo - ha segretolato 70 anni di dinieghi del Demanio ad ogni richiesta di utilizzo dell'area». Servito è il puntiglioso coordinatore e direttore di ogni genere di intervento tecnico in ordine a perimetrazione, sfalciatura, livellamento, impianti di irrigazione, piantumazione: sempre nel rispetto dei vincoli e dei dettami della Soprintendenza che ha concesso le autorizzazioni dopo l'attento esame da parte della dirigente Trigilia.
«Non possiamo certo dimenticare i volontari - dice ancora Dugo -, e tutti i soci dell'associazione coordinati dal professore Gino Fazzina che, armati di decespugliatori e varie attrezzature, hanno ripulito l'area dal degrado». I componenti dell'associazione ricordano con soddisfazione il benestare ottenuto dal Demanio marittimo di Augusta e dal Genio civile per la realizzazione di un'opera che mira a salvare la zona sia sotto il profilo naturalistico sia da quello storico. Qui, infatti, si immagina già la nascita di una pista ciclabile e pedonale per correre ammirando il mare, oltre che dar vita a percorsi alla scoperta della base militare e dunque di un pezzo della storia della città nell'epoca della guerra mondiale. «Siamo felici di lavorare a questo sogno - dice Dugo a nome dei componenti dell'associazione - ma un solo cruccio ci affligge: come sono state forti le nostre idee, parimenti deboli sono le nostre forze economiche interamente prosciugate dai primi interventi. Confidiamo che tra enti, associazioni e simpatizzanti si possa creare una fruttuosa collaborazione. Di recente abbiamo acquisito la disponibilità ad aiutarci da parte dell'area marina protetta del Plemmirio e speriamo che unendo tutti insieme le forze possiamo sviluppare l'ambizioso progetto e raggiungere l'obiettivo che si siamo prefissi».
Quel che occorre adesso è un sostegno economico per proseguire l'operazione di pulizia dell'area. Attualmente, infatti, le spese sono state sostenute dai cittadini che si sono auto-tassati nell'ambito dell'associazione. Ma serve di più. E serve l'impegno del pubblico che - lontano dalle consuete passerelle elettorali che contraddistinguono operazioni di questo genere - possa scendere in campo a sostegno di un quartiere che vuole rinascere. Di una zona balneare che rappresenta un tesoro da valorizzare per la sua bellezza naturalistica che la rendono tra i luoghi più belli della costa siracusana.

28 Aprile 2014




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28 aprile 2014

LA MANOVRA BIS E' TUTTA DA RISCRIVERE, SENZA DIMENTICARE OVVIAMENTE LA DELICATA SITUAZIONE DEI FORESTALI

 

Manovra-bis da riscrivere, Agnello vola a Roma. Slittano gli stipendi, appello di Crocetta ai partiti

 di Accursio Sabella

In commissione bilancio l'assessore all'Economia ha ammesso le difficoltà sui conti: domani ne discuterà col governo nazionale. Ma il testo, nella migliore delle ipotesi, arriverà in Aula tra una decina di giorni. Nel frattempo, 25 mila siciliani sono col fiato sospeso. Il governatore: "Chiedo ai deputati un atto d'amore per la Sicilia".

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PALERMO - La Finanziaria-bis è in alto mare. E l'approdo a Sala d'Ercole, atteso per questa settimana, slitterà ancora. Alla prossima. Intanto il neo assessore Roberto Agnello volerà a Roma, già domani, al ministero dell'Economia. Bisognerà capire quali margini di manovra abbia oggi il governo, alla luce anche del decreto Renzi che costringerà la Sicilia a ulteriori sacrifici. Tagli per 89 milioni di euro. Su un bilancio già martoriato. Su una Finanziaria già durissima. Che verrà approvata, nel migliore dei casi, a maggio inoltrato. E intanto sfumano per circa 25 mila siciliani gli stipendi di aprile. Si dovrà attendere, almeno, la terza settimana di maggio.

E oggi in commissione Bilancio all'Ars l'assessore Agnello non ha nascosto ai deputati le difficoltà del momento. E ha indicato qualche soluzione alternativa a nuovi tagli. I conti sono già allo stremo. La nuova Finanziaria, soprattutto per il “finanziamento delle leggi di spesa” dovrà fare ricorso a 200 milioni in meno rispetto alla prima manovra, quella impugnata dal Commissario dello Stato. È quasi impossibile pensare a nuovi sacrifici. E allora, che si fa?

"Purtroppo – ammette il presidente della commissione bilancio Nino Dina - rimangono le criticità che erano già state individuate dall'ex assessore Bianchi: questa manovra è da considerare un 'primo passo', non escludo che entro l'anno si debba intervenire di nuovo". Dina sceglie la via della diplomazia, in questo caso. Parlando di “primo passo” riguardo al testo attualmente in commissione. La sensazione, però, è che quella manovra – alla luce appunto dei nuovi tagli imposti dal governo Renzi – sia già “carta straccia”. E Dina cita alcuni dei principali nodi da affrontare: "Innanzitutto l'impossibilità di verificare la congruità dell'utilizzo di 300 dei 500 milioni che il Commissario dello Stato ha bloccato con l'ultima impugnativa. C'è poi da intervenire per la copertura del taglio di 89 milioni nei confronti della Sicilia recentemente deciso del governo nazionale, e non si ha notizia della parifica del rendiconto 2013 da parte della Corte dei Conti. Bisogna inoltre verificare lo stato dell'arte legato ai tavoli tecnici regionali sull'accantonamento di 320 milioni nell'allegato 2 del ddl che stiamo esaminando. Insomma - conclude Dina - in questa situazione siamo costretti ad intervenire immediatamente per affrontare le emergenze, ma prepariamoci ad una manovra-ter".

Ma, come detto, Agnello ha proposto una soluzione alternativa. Che verrà discussa domani al Ministero dell'Economia. Anche per questo motivo, il governo ha chiesto tempo fino alle 20 di domani per depositare in commissione la riscrittura del testo. Per semplificare, la proposta di Agnello consisterebbe nella richiesta di “attualizzare” al 2014 gli incassi Irpef e Irap del 2015. Una sorta di “anticipazione” che potrebbe sbloccare circa 190 milioni di euro. Questa somma, a quel punto, verrebbe utilizzata in parte (circa 90 milioni) per compensare i tagli voluti da Renzi, mentre i restanti 100 milioni sarebber usati per “scongelare” buona parte delle somme “accantonate”. Somme che potrebbero essere stanziate solo in segito alla definizione, sui tavoli romani, degli accordi sul patto di stabilità. Insomma, una specie di “tetris”, dove tutte le tessere devono andare al proprio posto.

Sullo sfondo, però, ecco 25 mila siciliani col fiato sospeso. Dalla commissione bilancio confermano che non ci sono, oggi, i soldi per il pagamento degli stipendi di aprile. Se tutto andrà bene, verranno erogati non prima del 20 maggio. E i soldi non basteranno per tutti. Già il testo di Bianchi, infatti, prevedeva tagli del 20% per tutti quegli enti che assicurano stipendi a circa 25 mila siciliani. Si tratta ad esempio del Fondo dell’Ente minerario (da 7,1 milioni a 5,67 milioni), della somma destinata alle società liquidate Azasi, Espi, Ems (da 8,168 a 6,522 milioni), di quella riferita alla Resais (da 5,4 milioni a 4,3). Stessa decurtazione per l’Irsap (da 12 milioni a 9,6 milioni), per il Ciapi (da 2 milioni a 1,6 milioni) per gli Ersu (da 15 a 12 milioni), per i Consorzi di bonifica (da 29 a quasi 23 milioni), per l’Istituto Vite e Vino (1,7 milioni complessivamente la somma prevista in due distinte voci di bilancio), Istituto zootecnico (da 1,8 a 1,4 milioni), Esa (da 12,2 a 9,7 milioni per il personale, ma scompaiono altri 569 mila euro per gli investimenti), per il sostegno ai malati di Talassemia (scendono a 7,5 milioni), per gli Enti Parco (da 11,3 a 9 milioni). Taglio del 20% anche per i Teatri: il Bellini di Catania scende da 14,8 a 11,8 milioni di euro, il Teatro di Messina (da 5,1 a 4 milioni), il Biondo di Palermo (da 3,1 milioni a 2,5 milioni). E uguale riduzione anche per l’Orchestra sinfonica siciliana (da 9,2 milioni a 7,3), per la Fondazione Teatro Massimo di Palermo (da 7,9 a 6,3 milioni) e per l’Inda (da 700 a 550 mila euro circa). Scompaiono invece i finanziamenti destinati ad associazioni teatrali e compagnie private. Senza dimenticare, ovviamente, la delicata situazione dei Forestali.

Stipendi, insomma, per la maggior parte. Anche per questo, oggi il presidente della Regione ha lanciato un appello a tutti i gruppi parlamentari affinché, al di là dell'appartenenza politica, siano disponibili a un confronto “celere e responsabile” per approvare in modo rapido la manovra. “La situazione sociale prodottasi negli enti della Regione dopo l'impugnativa formale di diversi capitoli di bilancio da parte del commissario dello Stato, – afferma il presidente – è drammatica. Ci sono migliaia di lavoratori come nei consorzi, all'Esa, i forestali, che non riescono ad essere avviati al lavoro per assenza di risorse ed altri che pur avendo lavorato, come nei teatri e in altri enti, non percepiscono lo stipendio da qualche mese. Occorre fare in fretta. Le variazioni di bilancio presentate dal governo non rappresentano un indirizzo politico amministrativo di parte, ma vogliono risolvere i problemi dei siciliani. Ci sono costi enormi che stanno pagando i lavoratori, ma anche l'agricoltura e le industrie. Sono convinto – aggiunge Crocetta - che sulle variazioni di bilancio si determinerà lo stesso spirito di responsabilità che ha portato all'approvazione del dl pagamenti per le imprese, poichè l'Ars nei momenti cruciali ha sempre dimostrato di fare prevalere le ragioni della responsabilità rispetto a chi vuole operare nella direzione di una politica sfascista. Sono convinto – conclude il presidente - che le posizioni estremiste e sfasciste saranno isolate ancora una volta e che in Assemblea prevarrà un solo interesse: l'amore per la Sicilia”.

E dall'opposizione arriva qualche primo segnale di apertura. “Il nostro atteggiamento – dice ad esempio Vincenzo Vinciullo, deputato di Ncd e vicepresidente della commissione bilancio – è e sarà improntato alla massima responsabilità. Aiuteremo, nei limiti del possibile, - aggiunge – il governo a esitare questa manovra. E nessuno parlo di inciucio: la situazione è ormai gravissima. E ci rendiamo conto tutti, ormai, di essere a un passo dal precipizio”.





CROCETTA: LA SITUAZIONE E' DRAMMATICA, CI SONO MIGLIAIA DI LAVORATORI COME I FORESTALI CHE NON RIESCONO AD ESSERE AVVIATI AL LAVORO


Manovra-bis, appello di Crocetta ai partiti: situazione sociale drammatica, facciamo in fretta



Il presidente della Regione lancia un appello al senso di responsabilità: "Da parte estremismi e gli sfascismi". L'assessore Agnello in missione a Roma
 
Un appello a tutti i partiti. Crocetta chiama al senso di responsabilità i gruppi parlamentari dell'Ars per far approvare al più presto la manovra-bis. “La situazione sociale prodottasi negli enti della Regione dopo l'impugnativa formale di diversi capitoli di bilancio da parte del commissario dello Stato, – afferma il presidente - è drammatica. Ci sono migliaia di lavoratori come nei consorzi, all'Esa, i forestali, che non riescono ad essere avviati al lavoro per assenza di risorse ed altri che pur avendo lavorato, come nei teatri e in altri enti, non percepiscono lo stipendio da qualche mese. Occorre fare in fretta. Le variazioni di bilancio presentate dal governo non rappresentano un indirizzo politico amministrativo di parte, ma vogliono risolvere i problemi dei siciliani".

Prosegue il presidente della Regione: "Ci sono costi enormi che stanno pagando i lavoratori, ma anche l'agricoltura e le industrie. Sono convinto – aggiunge Crocetta - che sulle variazioni di bilancio si determinerà lo stesso spirito di responsabilità che ha portato all'approvazione del dl pagamenti per
le imprese, poichè l'Ars nei momenti cruciali ha sempre dimostrato di fare prevalere le ragioni della responsabilità rispetto a chi vuole operare nella direzione di una politica sfascista. Sono convinto – conclude il presidente - che le posizioni estremiste e sfasciste saranno isolate ancora una volta e che in Assemblea prevarrà un solo interesse: l'amore per la Sicilia"

Stamattina la commissione Finanze si è riunita: la seduta è stata
rinviata a domani, in attesa di un incontro al ministero fra il neo-assessore all'Economia Maurizio Agnello e i dirigenti statali. Si cerca una soluzione per compensare minori trasferimenti per 89 milioni. Il dl Renzi induce l'Ars a prevedere anche accantonamenti fiscali per 88 milioni.

 
28 Aprile 2014
 Palermo la Repubblica.it





RASSEGNA STAMPA DELLA FLAI CGIL. ARTICOLI IN PRIMO PIANO



Rassegna stampa della Flai Cgil. Articoli in Primo Piano



1) GdS, Regione Siciliana: “Finanziaria al palo Appesi ad un filo 30.000 stipendi”;

2) Sicilia, 3.500 forestali lasciano l'antincendio;

3) Tagli a enti e teatri: Manovra da 290 milioni;

4) Crocetta: Finanziaria bis entro aprile.

28 Aprile 2014
http://www.flaipalermo.it/sicilia/gds-regione-siciliana-finanziaria-al-palo-appesi-ad-un-filo-30-000-stipendi/









MUSSOMELI (CL).SCOPERTA DALLA FORESTALE UNA DISCARICA NELLA GALLERIA INDOVINELLA


MUSSOMELI. 

Sempre allarme per la galleria abbandonata diventata ormai una discarica di rifiuti pericolosi

La forestale «scopre» Indovinella

La galleria indovinella divenuta ormai una discarica
Foto lasicilia.it

Mussomeli. Sopralluogo della Guardia forestale giovedì pomeriggio presso la galleria di contrada Indovinella, galleria a servizio del mai realizzato megaprogetto della scorrimento veloce Mussomeli-Caltanissetta, diventata negli ultimi anni una discarica a cielo aperto di rifiuti di ogni genere. Compresi rifiuti pericolosi. La terra dei fuochi insomma, non si trova soltanto in Campania. E all'interno di quella galleria che si trova a pochi chilometri dal centro abitato di Mussomeli, v'è stato accatastato di tutto. In quei circa trecento metri di tunnel si trovano quintali di amianto che va smaltito in maniera controllata, plastica, rifiuti ferrosi, sfabbricidi, copertoni che vengono incendiati per estrarre il rame al suo interno, con tutto quel che ne consegue bruciando gomma e diffondendo diossina tutt'attorno che con le piogge ricade sulle colture. Ora l'ingresso della galleria sarà interdetto e controllato, con l'apposizione di cartelli esplicativi per scoraggiare il continuo malcostume di disfarsi di rifiuti di ogni genere, accumulandoli laddove nessuno controlla.
Urge tuttavia anche bonificare l'area in questione e qui bisognerà capire quale ente dovrà intervenire. Tutta quell'area infatti, negli anni Novanta, fu espropriata dalla Provincia di Caltanissetta per realizzare il primo lotto del mega tracciato (costato ben trenta miliardi delle vecchie lire), e di cui rimangono in piedi soltanto orridi pilastri in cemento armato.
«Con due o tre di quanto hanno speso per costruire quei megapilastri che non servono a nulla ed hanno rovinato per sempre tutta l'area -commentava ieri amaro un proprietario terriero- avrebbero potuto realizzare in tutta sicurezza la Cordovese-Fondovalle per garantirci una via di accesso privilegiata verso la nostra provincia, ed invece…».
Dieci anni fa, tutti i sindaci della zona s'erano ritrovati a Mussomeli ed avevano preso un'unanime decisione: via quei piloni che deturpano un paesaggio agreste che sa di campi di grano e colline verdeggianti, e sì ai lavori sulla strada del sale per costruire ponti e sistemare banchine, cunette e segnaletica. Era il 23 novembre del 2003. Da allora sono trascorsi oltre due lustri. Nulla è cambiato, semai la situazione è peggiorata con la galleria diventata nel frattempo una megadiscarica e nessuno che parla più di cosa fare di quelle strutture in calcestruzzo che ricordano un immane spreco di pubblico denaro.
Roberto Mistretta

27 Aprile 2014




http://giornaleonline.lasicilia.it/GiornaleOnLine/pdf_sfoglia_1.php?move=1







SI APRE UNA SETTIMANA DI PROTESTE. I FORESTALI FREMONO, IN QUESTO MOMENTO NON SI CAPISCE CHI DOVREBBE ANDARE A SPEGNERE GLI INCENDI NEI BOSCHI


Sicilia, si apre una settimana di proteste e di scioperi


L’ISOLA SEMBRA ORMAI UNA POLVERIERA. SONO IN SUBBUGLIO I COMUNI. PROTESTANO I DIPENDENTI DELLE PROVINCE E DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE DALLE STESSE PROVINCE. SI ACCINGONO A SCENDERE IN PIAZZA I DIPENDENTI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE. I DIPENDENTI DEL SERVIZIO 118 SONO SUL PIEDE DI GUERRA. I FORESTALI FREMONO. L’INDUSTRIA E’ SPARITA. L’AGRICOLTURA E’ ALLO SBANDO. E CROCETTA E LA SUA GIUNTA? BALLANO SUL TITANIC…

Comincia oggi, per la Sicilia, una settimana politica e parlamentare che si annuncia piuttosto travagliata. L’Isola è in subbuglio. Proteste sociali di qua, protesta sociali di là. L’unico a non essersi accorto di quello che sta succedendo nella nostra Isola – negli uffici pubblici, ma anche nella società – sembra il presidente, Rosario Crocetta.
renzi-crocettaDa tre mesi interi settori dell’Amministrazione regionale sono senza soldi. Nessuno parla perché, bene o male, i soldi per il funzionamento della ‘macchina’ regionale (stipendi del personale, sanità, pensioni, rate dei mutui e, in generale spese obbligatorie) sono stati inseriti nel Bilancio, che non è stato impugnato dall’Ufficio del Commissario dello Stato. Bene o male, i dipendenti in servizio e i pensionati regionali percepiscono (secondo noi ancora per qualche mese) le indennità.
Viceversa, la Finanziaria è stata abbondantemente impugnata. Da qui il blocco di oltre mezza Regione. Ripetiamo: interi settori dell’Amministrazione regionale sono senza soldi. Ma questo non sembra aver allarmato il presidente della Regione.
Una parte dei Comuni siciliani sembra al capolinea. Subiscono i tagli del Governo nazionale e quelli del Governo regionale. Non solo. Sembra che tutti i Comuni dell’Isola siano indebitati per un miliardo e 200 milioni con gli Ato idrici e per una cifra superiore con gli Ato rifiuti. Nessuno spiega ai cittadini siciliani che questi soldi li pagheranno loro nei prossimi anni con ulteriori aumenti dell’Irpef e dell’Irap: aumenti che si sommeranno a quelli, già in corso, con i quali prima è stato pagato il ‘Piano di rientro’ per la sanità e, adesso, le ‘rate’ del mutuo ‘ascaro’ da un miliardo di euro che la Regione si accinge ad accendere con la Cassa depositi e prestiti.
La situazione, nei Comuni siciliAni, è drammatica. Il vice presidente paolo amentadell’ANCI Sicilia (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), Paolo Amenta, ci dice che il 50 per cento dei Comuni dell’Isola ha pagato i precari con scoperture bancarie. Mentre l’altro 50 per cento non li ha potuti pagare perché le banche non gli fanno più credito.
Quando parliamo dei precari ci riferiamo soltanto ai 24 mila precari degli enti locali, escludendo tutti gli altri precari che prestano servizio presso gli uffici della Regione, nelle Province oggi commissariate e nelle società controllate da Regione ed ex Province.
Di più: nei prossimi mesi molti Comuni siciliani non avranno nemmeno i soldi per pagare non solo i precari, ma anche gli stessi dipendenti comunali.
Di fatto, numeri alla mano, il già citato miliardo di euro che la Regione si accinge a chiedere in prestito alla Cassa depositi e prestiti servirebbe, a malapena, a pagare meno della metà dei debiti dei Comuni siciliani. Invece, bene che vada, ai Comuni dell’Isola, del miliardo del mutuo, dovrebbero andare 300 milioni di euro circa. Il condizionale è d’obbligo, perché a nostro avviso, per non fallire, la Regione potrebbe far continuare a ‘galleggiare’ i Comuni, a cominciare da Catania e Palermo, che ‘navigano’ in acque finanziarie tempestose…
In tutto questo, i Comuni siciliani – pur essendo ormai a un passo da baratro – continuano a pagare, indirettamente, gli stipendi a una marea di consiglieri comunali, in virtù di una legge regionale folle – con successive modifiche ed integrazioni – che il buon senso avrebbe già dovuto bloccare almeno da due anni!
Delle ex Province, poi, meglio non parlarne. La Regione li ha commissariate. Ma ha dimenticato che queste Amministrazioni – prive degli organi di rappresentanza politica – gestiscono ancora tanti servizi che vanno pagati. E hanno ancora personale, che va pagato.
province siciliane terQuello che succede lo sintetizza sempre Amenta: “Per le Province servono quasi 200 milioni di euro. La Regione ne ha erogato appena 10…”. E siamo a fine aprile.
Anche il personale delle Amministrazioni provinciali rischia di restare senza stipendio. Non parliamo, poi, del personale delle società collegate alle Province: migliaia di persone che prestano servizio da decenni, che sono state del tutto abbandonate.
Mercoledì prossimo è prevista una manifestazione a Palermo. Dovrebbero arrivare i Sindaci da tutta la Sicilia. Ma sembra che alla manifestazione potrebbero unirsi i dipendenti delle nove Province siciliane lasciate, di fatto, senza soldi e i dipendenti delle società partecipate dalle stesse Province, anche loro abbandonati a se stessi.
Ai disastri di Comuni e Province si aggiungono i circa 10 mila dipendenti della Formazione professionale che il Governo Crocetta, al di là delle chiacchiere, vuole sbattere fuori dal settore. Non lo sta facendo direttamente. Lo sta facendo indirettamente, ipocritamente e cinicamente, bloccando i trasferimenti agli enti formativi che sono costretti a licenziare.
E’ interessante notare che il Governo, sulla Formazione, ritarda volutamente i rendiconti, per non pagare al personale gli arretrati. E fare ‘cassa’ per realizzare altri obiettivi. Si gioca con la vita di 10 mila persone. In un momento drammatico. Perché fuori dalla Formazione, oggi, queste 10 mila persone non troveranno mai un altro lavoro.
Anche i dipendenti della Formazione, sembra mercoledì prossimo scenderanno in piazza, sempre a Palermo. Ma è un film che abbiamo già visto. In prima fila ci saranno i sindacalisti. Giunti a Palazzo d’Orleans, tutti dal presidente della Regione per firmare un accordo che il Governo non rispetterà. Va avanti così da oltre un anno.
Nemmeno gli uffici della Regione si salvano. Nei giorni scorsi il dirigenti pubbliciparlamentare nazionale del PD, Davide Faraone, si è ricordato che la Regione ha mille e 800 dipendenti. Ma ha dimenticato che, da quando il Governo Crocetta si è insediato, i dirigenti sono privi di quella parte del contratto legato alla parte variabile.
Molti dirigenti ai quali Faraone vorrebbe ridurre gli stipendi, in realtà, da oltre un anno, si assumono responsabilità che, a norma di legge, non dovrebbero assumersi. Perché non sono garantiti né economicamente, né – cosa forse più importante – giuridicamente. L’onorevole Faraone, prima di parlare, dovrebbe quanto meno capire come stanno le cose (tra qualche ora, in altra parte del giornale, vi diremo cosa sta combinando il Governo regionale con i dirigenti).
Fine dei problemi? Non esattamente. L’agricoltura è allo sbando. Ci sono problemi di irrigazione. Perché i Consorzi di bonifica sono senza soldi. Non possiamo nemmeno dire che il settore agricolo è alla frutta, perché in Sicilia, ormai – a parte alcune aree – non vanno bene nemmeno i frutteti, che scontano la concorrenza sleale di prodotti – peraltro scadenti – che arrivano dal Marocco e, in generale, dal Nord Africa, ma anche da altre parti del mondo. Naturalmente a prezzi stracciati.
Intanto i supermercati siciliani – non abbiamo notizie dalle altre regioni italiane – negli ultimi mesi sono invasi da salsa di “pomodorino di Pachino”: ormai sono così tanti e variegati che dobbiamo pensare che a Pachino debbono aver trovato l’Eldorado. Con i produttori che dovrebbero essere diventati tutti ricchi. Sarà così? Oppure sta finendo come a Pantelleria alla fine degli anni ’90, quando il numero delle bottiglie di ‘Passito’ era almeno dieci volte più che proporzionale alla capacità produttiva dei vigneti della stessa Pantelleria?
Vogliamo parlare di quello che succede con il grano? Quello siciliano, di ottima qualità, sparisce. Mentre in Sicilia arriva il ‘rituffo’ cerealicolo. Prodotto chissà dove e chissà come. E i controlli? Vattelappesca!
Chi è che Governa l’agricoltura siciliana, ammesso che sia governata?
Dall’agricoltura alla forestazione. Il bel tempo è arrivato. La speranza è che non arrivi qualche sciroccata violenta. Perché, in questo, momento, non si capisce chi dovrebbe andare a spegnere gli incendi nei boschi della Sicilia, se è vero che i forestali sono senza soldi. Altro problema irrisolto.
Sanità. Parliamo del Servizio di Pronto soccorso? Due giorni fa Angelo Aliquò, ‘bocciato’ dalla Commissione speciale nominata dall’assessore Lucia Borsellino, ma ripescato, non si capisce sulla base di quali meriti, ha proposto i “contratti di solidarietà”. Un’ingegnosa formula linguistica, tipica di chi non ha nemmeno il coraggio di parlare in corretta lingua italiana, che significa riduzione degli stipendi per i 3 mila e 200 dipendenti del Servizio 118.
Subito sono insorti sindacati e Partiti (l’ultimo a protestare è il parlamentare regionale del Partito dei Siciliani, Giovanni Lo Sciuto, che annuncia battaglia a Sala d’Ercole). Morale: tutto rimandato a dopo le elezioni europee…
Dobbiamo continuare? Vogliamo ricordare la presa in giro agli operai dell’ormai ex Fiat di Termini Imerese, o dobbiamo stare zitti per non intralciare la campagna del Sindaco uscente di questa cittadina che, dal 2010 ad oggi, si è limitato ad accompagnare la morte industriale di questo Comune? Ed è serio continuare a menare il can per l’aia parlando ancora di “reindustrializzazione”, quando l’unica cosa fatta in questi anni, per Termini Imerese e la sua ex Fiat, è la Cassa integrazione?
In questo marasma è arrivata la ‘novità’ del capo del Governo Matteo Renzi: gli 80 euro al mese in più, in busta paga, a chi guadagna meno di mille e 500 euro al mese. Provvedimento giusto se a pagare fosse lo Stato. Ma Renzi, questa sua trovata demagogica e populista, la sta facendo pagare agli stessi siciliani: in primo luogo alla Regione che, pronto accomodo, dovrà trovare 70-80 milioni di euro. E che, in prospettiva, dovrà fronteggiare una riduzione del gettito Irpef.
Geniale, la mossa di Renzi, per la Sicilia. Proprio nel momento in cui la Regione si vede costretta a mantenere ai massimi livelli le aliquote Irpef, per pagare, per i prossimi trent’anni, il mutuo ‘ascaro’ da un miliardo di euro, Roma crea le condizioni per ridurre lo stesso gettito Irpef!
Sì, proprio quel gettito Irpef con il quale, nei prossimi anni, i cittadini siciliani dovranno cominciare a pagare, come già accennato – oltre alle ‘rate’ del mutuo da un miliardo di euro – anche i 2,5 miliardi di euro e forse più di debiti per acqua e rifiuti…
Ah, dimenticavamo: per pagare mutui, acqua e rifiuti bisognerà aumentare anche le aliquote Irap. Domanda: chi è che, in queste condizioni, nei prossimi anni farà impresa in Sicilia?

28 Aprile 2014
 http://www.linksicilia.it/2014/04/sicilia-si-apre-una-settimana-di-proteste-e-di-scioperi/






L'NTERVISTA AL NEO ASSESSORE ALLE RISORSE AGRICOLE EZECHIA PAOLO REALE: DOBBIAMO TRASFORMARE I LAVORATORI FORESTALI IN UNA VERA E PROPRIA RISORSA, COME AD ES. PER IL DISSESTO IDROGEOLOGICO


L'intervista

"In giunta i tecnici non bastano
Crocetta vuole il cambiamento

di Accursio Sabella

Intervista al neo-assessore alle Risorse agricole Ezechia Paolo Reale: "Esperienze nel campo dell'agricoltura? Nessuna. Ma arrivo al governo dopo una lunga esperienza di amministratore. Nell'esecutivo servono persone abituate al contatto con la gente".


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PALERMO - “Oggi i tecnici 'puri' non bastano. In giunta servono assessori abituati a entrare in contatto con la gente, che conoscano le vere esigenze dei siciliani”. Assessori un po' “politici”, insomma. Ezechia Paolo Reale si considera uno di questi. Più abituato alle campagne elettorali che alle carriere burocratiche. E così, l'avvicendamento con Dario Cartabellotta alla guida dell'assessorato alle Risorse agricole lo spiega un così: “L'esecutivo aveva bisogno di cambiare un po' la propria natura”.

Quindi possiamo dire che lei è, a tutti gli effetti, un “politico”? Ormai sembra quasi che ci si vergogni a dirlo...
“Come faccio a negarlo? Io sono stato candidato a sindaco alle ultime elezioni della mia città, Siracusa. Sebbene in un'ottica di impegno civico, che venisse prima di ogni altra considerazione politica o partitica”.

A dire il vero, molti consideravano la sua candidatura espressione di un pezzo di centrodestra, quello rappresentato, nel suo territorio, dal deputato regionale oggi Ncd Vincenzo Vinciullo. Adesso si trova in una giunta di centrosinistra. Com'è possibile?
“Non è esattamente così. La mia candidatura a sindaco è stata sostenuta da tre liste civiche, non connotate politicamente. Una delle tre era espressione dell'onorevole Vinciullo, ma io, di fatto, ero contrapposto sia al candidato del centrosinistra Garozzo sia a quello di centrodestra Bandiera. Sono arrivato al ballottaggio e non sono stato eletto per appena duemila voti”.

Bene, la sua esperienza più che “politica” è civica. Eppure, è stata una nuova forza politica a indicarla in giunta: Articolo 4 di Lino Leanza e Luca Sammartino.
“Nella mia città io da tempo ho avviato il 'Progetto Siracusa', proprio nell'ottica di quell'impegno civico di cui le parlavo. Da dicembre, però, il mio movimento si è federato con Articolo 4”.

Perché proprio con Articolo 4?
“Perché rappresenta una forza politica che nasce al di fuori delle divisioni partitiche tradizionali. Con un'idea specifica: l'attenzione per i temi del lavoro”.

Si aspettava di essere indicato come assessore?
“A dire il vero non me l'aspettavo del tutto. Credo che i deputati di Articolo 4 abbiano pensato che il sottoscritto possa incarnare il loro progetto nel governo”.

In che senso? Crocetta aveva detto che anche nella distribuzione delle deleghe avrebbe tenuto conto delle esperienze professionali dei nuovi assessori. Lei che esperienze può vantare nel settore dell'agricoltura?
“Se lei si riferisce a esperienze specifiche nel settore, devo ammettere che non ho un passato legato al mondo dell'agricoltura. Ma ho certamente una lunga esperienza di amministratore, visto che per sette anni sono stato assessore all'urbanistica nel Comune di Siracusa. Ma il punto è proprio questo...”.

Cioè?
“Oggi non basta più il 'tecnico puro'. Per carità, io non posso che esprimere la mia stima e il mio apprezzamento nei confronti dell'assessore Dario Cartabellotta, che mi ha preceduto. Ma penso che, con la scelta di nominare il sottoscritto, il presidente voglia dire che oggi serve anche la politica. La capacità, insomma, di recepire e cogliere i bisogni della gente. A volte, i tecnici mettono i paraocchi e non vedono cosa accade intorno”.

Durante le manovre per il rimpasto qualcuno ha raccontato che i renziani del Pd non vedessero bene il suo ingresso in giunta. Era stato, in fondo, pochi mesi prima, lo sfidante dell'attuale sindaco Garozzo, un renziano della prima ora.
“A me non risulta. E non credo sia possibile. Non conosco benissimo Garozzo, solo per questioni di natura generazionale. Ma i rapporti sono sempre stati cordiali e corretti. Giusto per farle un esempio: il consulente del lavoro del mio studio legale è proprio il padre del sindaco di Siracusa. Anzi, credo che la presenza di un altro assessore aretuseo possa solo fare bene alla nostra città”.

C'è anche Mariarita Sgarlata in giunta. Una presenza notevole quella dei siracusani nell'esecutivo, considerato il fatto che alcune province non esprimono nemmeno un componente della giunta.
“Credo che questo sia un particolare di poco conto. Ormai viviamo in un mondo globalizzato, la provenienza non è così importante. Insomma, un 'Cencelli geografico' oggi non serve proprio a nulla”.

Intanto però il rimpasto che l'ha coinvolta ha finito per dividere ancora di più la maggioranza. È preoccupato dal fatto di arrivare in un esecutivo che rischia di trovarsi senza i numeri in parlamento?
“Non sono preoccupato. Credo che tutti i deputati, in Aula, faranno gli interessi della Sicilia. E ritengo anche che alcune delle divisioni tra i partiti siano acuite dalla campagna elettorale appena avviata. Penso che dopo le Europee molte di queste fratture si ricomporranno”.

Lei cosa fa nella vita?
“Io sono un avvocato dal 1985. Adesso sono titolare di uno studio legale associato”.

E adesso dovrà occuparsi di agricoltura. Ha già chiare quali siano le priorità, le emergenze più gravi?
“Guardi, quello delle Risorse agricole e della pesca è un settore nevralgico, delicatissimo. Se dovessi fare un elenco, sarebbe troppo lungo. Certamente, in linea di principio, dobbiamo fare in modo che agricoltura e pesca, settori per lungo tempo un po' dimenticati, possano guardare al futuro. Ma certamente due emergenze vanno affrontate subito”.

A cosa si riferisce?
“Intanto ai Consorzi di bonifica. Dobbiamo lavorare per farli uscire presto da commissariamenti che hanno provocato solo guai. Senza  dimenticare l'importanza delle persone che vi lavorano. Non vanno considerati un 'peso', frutto di un sistema clientelare, ma una risorsa. E poi, c'è il tema dei Forestali...”

Da sempre oggetto di critiche, inchieste, e anche di difficoltà, in sede di bilancio...
Anche in questo caso, dobbiamo trasformare i dipendenti in una vera e propria risorsa. Penso ad esempio alla possibilità di utilizzarli anche per le operazioni legate al dissesto idrogeologico. Interventi che possono anche ricevere il sostegno economico dell'Europa”.

E così risolviamo la questione di questi dipendenti. Ma le imprese, le aziende legate al settore dell'agricoltura e della pesca?
“Ecco, da questo punto di vista noi dobbiamo lavorare per favorire una internazionalizzazione vera. A parte alcune eccellenze, infatti, facciamo molto poco in questo senso. La rotta va invertita, anche da un punto di vista geografico. Non basta più esportare in Europa, si deve puntare ai nuovi mercati. Alla Russia, ad esempio, o alla Cina”.

Ha già conosciuto il presidente Crocetta? Che opinione ha del governatore?
“Finora i nostri incontri sono stati pochi e puramente istituzionali. Ma ho avuto l'impressione di avere davanti una persona che vuole davvero cambiare la Sicilia. Ma il cambiamento non può mai essere compiuto da una persona sola. È necessario che tutti i siciliani diano una mano”.
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PER LA SICILIA TRE MILIARDI IN MENO DI NUOVI FONDI. LA SICILIA ATTINGE ORMAI DA ANNI AI FONDI EUROPEI ANCHE PER PAGARE I FORESTALI


Palazzo d'Orleans

Per la Sicilia tre miliardi in meno di nuovi fondi Ue
Sprint per non perdere le vecchie risorse


di Salvo Toscano

Della nuova programmazione 2014-2020, la Regione gestirà direttamente “solo” cinque miliardi e 300 milioni, contro gli otto e mezzo del 2007-2013. E la dotazione potrebbe ancora diminuire se non si riusciranno a spendere i soldi della tranche precedente. Ma la Sicilia è pronta a dare battaglia. Direttiva di Crocetta agli assessorati: fate presto o sarete responsabili dei danni

Per la Sicilia tre miliardi in meno di nuovi fondi Ue Sprint per non perdere le vecchie risorse

PALERMO - Tre miliardi e duecento milioni in meno. Un passo indietro che grava sulle speranze di rilancio della Sicilia. La somma è la differenza sui soldi della programmazione europea assegnati direttamente la Sicilia nella precedente programmazione (2007-2013) e quella che la Regione gestirà per la nuova programmazione 2014-2020. Cinque miliardi e trecento milioni contro otto miliardi e mezzo, un ridimensionamento consistente. Che potrebbe farsi ancora più severo se la Sicilia dovesse perdere, per non averle spese in tempo, parte delle risorse della precedente programmazione. Se si dovesse arrivare al disimpegno, che al momento non è ancora scongiurato, l’Europa imporrebbe anche sui “nuovi” fondi una ulteriore cura dimagrante. A oggi dei vecchi fondi 2007-2013 c’è ancora un miliardo in ballo.

Insomma, anche se il tema sembra essere assolutamente assente nel dibattito politico, il quadro che si presenta sul fronte dei fondi comunitari - risorsa fondamentale per una Regione dai conti asfittici e boccheggianti - non offre premesse incoraggianti. C'è il rischio che anche questa nuova tornata di finanziamenti si trasformi in una occasione sprecata e non riesca a permettere alla Sicilia quelle trasformazioni strutturali a cui fondi europei sarebbero destinati. Questo anche perché la Sicilia attinge ormai da anni ai fondi europei anche per pagare quella che è in buona sostanza spesa corrente, dalla formazione ai forestali, insomma stipendi. E non è da escludere che delle risorse a disposizione per i prossimi sette anni (in realtà si potranno spendere in nove anni, fino al 2023), cioè 4 miliardi e mezzo per il Po Fesr e 832 milioni per la formazione, un’ulteriore parte venga spostata dalla Regione dalla spesa per investimenti a quella per la formazione, che almeno fin qui di investimento ha avuto poco o nulla.

Alla Sicilia nella programmazione 2014-2020 toccano 6,8 miliardi. Di questi, però, più del quaranta per cento – percentuale nettamente più alta di quella, ad esempio, della Puglia (dove non si sono mai insediate le task force Stato-Regioni che operano in Sicilia) - li gestirà direttamente lo Stato. E senza vincolo territoriale. Cioè, per quella quota i soldi della Sicilia, così come quelli delle altre regioni del Sud, finiranno in graduatorie nazionali (per progetti relativi all’edilizia scolastica, all’occupazione o ad altri rami di intervento) e non è affatto detto che in quelle graduatorie la Sicilia riesca a “riprendersi” la sua parte.

Si tratta di una scelta che Sicilia, Campania e Calabria non hanno digerito, tanto da ipotizzare persino di uscire dalla conferenza delle Regioni. Con il precedente governo si era parlato di una forchetta tra il 30 e il 38 per cento, e invece si è arrivato a un 40,7 di gestione diretta dello Stato che “punisce” le Regioni che hanno speso meno nella precedente programmazione. “Si tratta di un dato non definitivo, sul quale stiamo battagliando – dice l’assessore alle Attività produttive Linda Vancheri -. In conferenza Stato-Regioni ho fatto presente che se si vuole usare un criterio di premialità per chi ha speso i fondi 2007-2013 allora si vada a vedere quanto ha fatto la Sicilia nell’ultimo anno, molto più di quello che era stato realizzato nei cinque anni precedenti. Non solo, ho anche fatto presente al sottosegretario Del Rio – aggiunge l’assessore – che siamo indietro proprio sui Pon interregionali, quelli gestiti dallo Stato”.

Il governo regionale, insomma, spera che i numeri possano cambiare. Ma se così non sarà, alla diretta gestione della Regione rimarranno quindi poco più di quattro miliardi dell’Europa. Che vanno cofinanziati dallo Stato e dalla Regione (che dovrà sborsare in tutto 400 milioni dal suo sofferente bilancio). In tutto fanno poco più di 5 miliardi e 300 milioni, dei quali 4 e mezzo per il Fesr (il fondo che finanzia i progetti infrastrutturali, gestito dalla Programmazione) e 832 milioni per il Fse (gestito dalla Formazione). I fondi 2007-2013, alla loro prima approvazione, ammontavano invece dopo il cofinanziamento a 6 miliardi e mezzo per il Fesr e due per il Fse: complessivamente tre miliardi e 200 milioni in più rispetto a oggi.

La ripartizione 2014-2020, però, potrà essere rivista dalla Regione, che potrebbe decidere di spostare somme dal ricco Fesr al più povero Fse, cioè alla formazione professionale e ad altri interventi che fin qui hanno avuto più il sapore dell’ammortizzatore sociale. Una scelta di quel tipo – se la formazione non fosse completamente riformata, come più volte annunciato da Crocetta - impoverirebbe ulteriormente le risorse a disposizione per fare sviluppo autentico.

Questo il quadro relativo alla nuova tranche di fondi strutturali. Su cui però grava l’ipoteca della precedente programmazione. Per recuperare il ritardo sulla spesa dei vecchi fondi 2007-2013, la Regione ha operato una forte revisione del programma di spesa, decimando i fondi di alcuni assessorati dove l’impiego delle somme procedeva a rilento. La Programmazione è riuscita insomma a mettere il turbo, malgrado non ci sia ormai da quasi un anno l’assistenza tecnica (i contratti non sono stati rinnovati dalla Regione e nessuno è subentrato nel servizio). Ciò non di meno, nel periodo fra il febbraio 2013 e il febbraio 2014, la spesa registrata ha fatto segnare un incremento record dal 18,52 al 41,7 per cento. Insomma, si corre. Anche se per farlo, e non buttar via i soldi perché inutilizzati, si sta lavorando molto sui “retrospettivi”. In sostanza si tratta di progetti già avviati, ad esempio quelli sull’edilizia scolastica, che avrebbero dovuto attingere da altri fondi (per esempio fondi Cipe) e che invece saranno finanziati con i fondi europei. In questo senso il presidente della Regione Rosario Crocetta ha inviato nei giorni scorsi una direttiva, firmata anche dal dirigente generale della Programmazione Vincenzo Falgares, indirizzata a tutti gli assessori e i dirigenti generali che chiede proprio uno sprint sui “retrospettivi”, “per concorrere al raggiungimento degli obiettivi di spesa fissati per una positiva chiusura del programma, a partire da target per l’imminente scadenza del 31 maggio”. La direttiva si chiude con un ammonimento: “Non è superfluo ricordare – si legge nel documento – come tali adempimenti siano direttamente collegati agli obiettivi assegnati per l’utilizzo dei Fondi strutturali 2007-2013, il cui mancato raggiungimento oltre a comportare un grave danno all’economia della Regione avrebbe inevitabili refluenze sui profili di responsabilità amministrativa e contabile ascrivibili ai dipartimenti in indirizzo”.

L’obiettivo è quello di imputare alla spesa europea quanti più interventi possibili anche tra quelli già avviati e di farlo prima del prossimo comitato di sorveglianza - in programma come sempre a luglio - che dovrà fare il punto sulla precedente e sulla nuova programmazione. È chiaro, però, che imputare al programma europeo progetti già realizzati in altri ambiti certo salva i target di spesa ma dimostra ancora una volta un deficit di strategia e pianificazione iniziale nella spesa stessa. E la totale distrazione fin qui mostrata dal Parlamento regionale rispetto al tema della nuova programmazione europea, fa temere che questo deficit strategico possa ripetersi puntualmente anche sui nuovi, e più modesti, fondi da spendere da qui al 2023. Su questo, però, il governo ostenta fiducia: “Ci stiamo impegnando con grande dedizione al tema della programmazione – dice l’assessore Vancheri -. Il presidente gli dedica grande attenzione. Anche se alla fine dovessimo avere meno risorse, di certo la nuova programmazione punterà più sugli obiettivi che sulle azioni, come invece è successo per la precedente”.


27 Aprile 2014
 Live Sicilia



Scommettiamo che a pagare saranno come sempre i lavoratori forestali? 





MONTI ROSSI, FIAMME NEL VERSANTE SUD NICOLOSI, LA MACCHINA DEI SOCCORSI HA COINVOLTO ANCHE LA FORESTALE


Monti Rossi, fiamme nel versante sud Nicolosi.

Una colonna di fumo bianco fa scattare l'allarme. L'incendio sarebbe doloso


Un pomeriggio di festa quello dello scorso 25 aprile sui Monti Rossi (Nicolosi) ma segnato da una nota dolente. Nelle prime ore del pomeriggio, infatti, una sparuta colonna di fumo bianco, visibile da bassa quota, è andata intensificandosi con il passare del tempo e ha fatto sì che scattasse l'allarme.
A seguito delle numerose segnalazioni, si è messa subito in moto la macchina dei soccorsi e la mobilitazione generale ha coinvolto amministratori, Guardia forestale, Vigili del fuoco e la locale divisione dei Rangers-Europa. L'incendio ha interessato il versante sud di uno dei due monti, colpendo l'area sottostante alla cima (dove si trova la croce di ferro, meta ultima delle scalate da parte di appassionati e turisti).
Le fiamme, propagatesi lungo il sottobosco, non hanno permesso l'intervento dell'elicottero né delle autobotti e, pertanto, si è dovuto procedere con il tradizionale metodo della creazione di solchi di terra con funzione arginante. A fatica l'incendio è stato contenuto e circoscritto.
A complicare ulteriormente le cose è stato "l'effetto camino" creato dal calore degli aghi di pino secchi e delle pigne ardenti che, a contatto con l'alto grado di umidità del suolo, hanno generato fumo bianco e fiamme che tendevano ad avanzare verso l'alto. Fortunatamente, in qualche ora tutto è rientrato nella norma e non sono stati registrati ulteriori danni a cose e persone.
I primi rilievi lasciano presumere che non si sia trattato di un evento accidentale ma doloso. Al momento, questo è l'unico dato negativo da registrare nel bilancio provvisorio di questo lungo ponte, ma occorrerà aspettare la fine del weekend, e dell'ondata dei picnic all'aperto, per una valutazione definitiva.
CHIARA MAZZAGLIA

27 Aprile 2014
 











CASTELBUONO. RITROVATO DAL SOCCORSO ALPINO DELLA FORESTALE UN UOMO DISPERSO SULLE MADONIE



















NICOSIA (EN). TERRENI IN AFFITTO UN PASTICCIO DA RISOLVERE. IL SINDACO DOVRA' RIDETERMINARE LA CONVENZIONE PER LA GESTIONE DELLE AREE DEMANIALI AFFIDATA ALL'AZIENDA FORESTALE



Nicosia, terreni in affitto un pasticcio da risolvere


Nicosia. giu. mar.) Spetterà al sindaco Sergio Malfitano risolvere il pasticcio dei terreni in affitto, inseriti nella convenzione con l'Azienda foreste demaniali di Enna. Ormai assodato che i diritti pregressi degli affittuari non potevano essere oggetto di alcuna modifica prima della scadenza del contratto di locazione, il sindaco dovrà rideterminare la convenzione per la gestione delle aree demaniali affidata all'Azienda foreste. Ovviamente non si potranno "eliminare" dalla convenzione i lotti che non potevano esserne oggetto perché tecnicamente l'Azienda forestale provinciale ha sottoscritto l'accordo di gestione a determinate condizioni che riguardano anche l'estensione complessiva delle aree che deve gestire.
Spetterà adesso al sindaco Malfitano che ha sottoscritto la convenzione nel 2012 (pochi mesi dopo la sua elezione), senza alcun passaggio con la Silvopastorale o con il suo direttore tecnico, offrire all'Azienda foreste lotti equipollenti alternativi a quelli che non potevano essere inseriti nell'accordo di gestione. Non si tratta di una operazione semplice, perché tutte le aree libere da vincoli che sono di proprietà del Comune e vengono gestite dalla Silvopastorale, sono state oggetto di bandi per l'assegnazione in locazione. L'accordo sui lotti che da 60 anni sono assegnati alla cooperativa "La Montagnola" non ha valore giuridico e non pregiudica i diritti acquisiti con contratto di locazione, ma il Comune ha firmato una convenzione con l'Azienda foreste e dovrà trovare il modo per modificarlo senza farsi contestare l'inadempienza.

27 Aprile 2014





Notizia correlata:

NICOSIA. SENZA I CONTRATTI DI AFFITTO DEI TERRENI DEMANIALI I CONTRIBUTI DEGLI ALLEVATORI ANDRANNO PERDUTI







VALLE DELL'IPPARI (RG). GUARDARE LA VALLE E SOGNARE L'ESCURSIONISMO, IL PROGETTO E' STATO APPROVATO ANCHE DALLA FORESTALE E ADESSO SI ASPETTA IL VIA LIBERA


Guardare la valle e sognare Escursionismo.

Gatto: «Siamo rimasti incantati dall'ecosistema ipparino»


Daniela Citino
Quattro amici innamorati persi della Valle dell'Ippari. La storia dell'associazione "Grotte Alte" nasce dalla condivisione di un'esperienza straordinaria vissuta da quattro giovani vittoriesi quando, muniti di bike e con la passione dell'escursionismo, hanno attraversato la vallata guardandola con "occhi diversi". "Siamo rimasti letteralmente stregati dalla bellezza del suo ecosistema" spiega Giuseppe Gatto, uno dei quattro amici, diventato il presidente di Grotte Alte, i cui soci fondatori sono Emanuele Magno, vicepresidente, Marco Giugno, segretario e Giuseppe Spinello, tesoriere. Insieme vogliono fare conoscere e amare tutto ciò che sta dentro e intorno alla bella Valle dell'Ippari. "Un patrimonio ambientale e naturalistico di grande fascino che si interseca alla storia più antica del territorio con i suoi insediamenti rupestri e il sito archeologico di Kamarina. Un territorio unico che dobbiamo conoscere, se vogliamo tutelare e rispettare" sottolinea Gatto, tra l'altro, assolutamente convinto che l'amore dato alla Valle dell'Ippari, sarà sicuramente ricambiato.
"Perché la valle ha uno straordinario potenziale turistico" dice il presidente dell'associazione che ha già debuttato con due iniziative. Ma nella Valle dell'Ippari si ritorna perché non è mai abbastanza. "Ritorneremo oggi con un'escursione storica e naturalistica e andremo alla scoperta di Camarina e del percorso naturalistico che si diparte dal sito archeologico osservandone gli antichi tracciati dell'età classica"spiega Gatto dando ai partecipanti appuntamento alle 9 davanti al museo di Kamarina. Nel gruppo, anche alcuni turisti direttamente contattati presso le strutture ricettive e alberghiere della zona. "Offrire un'escursione nella Valle dell'Ippari è un valore aggiunto per chi visita i nostri luoghi"precisa il presidente di Grotte Alte che nella prospettiva di una sua migliore fruizione turistica, insieme al circolo ambientalista di Legambiente e del Gruppo Scout Agesci 3, ha redatto il progetto"Oltre la Valle". "E' stato - annota Gatto - approvato da Comune, Provincia e forestale, stiamo aspettando solo il via libera".





27 Aprile 2014
 
  http://giornaleonline.lasicilia.it/GiornaleOnLine/pdf_sfoglia_1.php?move=1






26 aprile 2014

COMUNICATO STAMPA DEL CODIRES SUL TRAFERIMENTO DEI 3.500 ADDETTI AIB NEL CONTINGENTE MANUTENZIONE DEI BOSCHI




Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale
Enrico Scozzarella





 
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CONFEDERALI SIRACUSA. RIORGANIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE NEL SETTORE FORESTALE E ANTINCENDIO, SOLLECITO AVVIAMENTI 151NISTI E UN'APPROFONDITA ANALISI SULLA UNIFICAZIONE DELLE GRADUATORIE UNICHE



Ricevo e pubblico
dal Responsabile Provinciale Uil di Siracusa
Gianni Garfì







AL CENTRO PER L’IMPIEGO – SERVIZIO 17
C\O COMMISSIONE MOA
 via Necropoli Grotticelle 30\a
96100 Siracusa

e p.c. All’Ufficio Provinciale Azienda
Foreste Demaniali – Servizio 16
via San Giovanni alla Catacombe 7
96100 Siracusa


AGLI OTI E OTD DELLA PROVINCIA DI SIRACUSA – LORO SEDI

AGLI ORGANI DI STAMPA – LORO SEDI

Oggetto: art. 12 L.R. n°.5 del 28.01.2014 -  riorganizzazione delle risorse umane nel settore Forestale e della
               prevenzione degli incendi – sollecito avviamenti Lavoratori Forestali 151nisti.

### ### ###

Le scriventi Organizzazioni Sindacali, in rappresentanza dei propri iscritti e di tutti i Lavoratori Forestali della provincia, dopo aver effettuato una approfondita analisi in sede di Segreteria Provinciale Unitaria in data 16 e 24 Aprile u.s., alla luce del perdurare nei procedimenti atti alla unificazione delle Graduatorie Uniche Distrettuali e quindi delle assunzioni dei Lavoratori Forestali così come da ultima riunione della Commissione Moa del 3 Aprile u.s. giusta nota di convocazione prot.733 del 31.03.2014, secondo quanto previsto dalla Direttiva Generale prot.19152\us1\2014 concernente l’oggetto, tenendo conto e facendo seguito alle note del Servizio XVII prot.794 del 04.04.2014 (direttiva ai Recapiti del Collocamento per le posizioni dei Lavoratori da consegnare entro l’8.04.2014), prot.800 del 07.04.2014 (rinvio Commissione Mora dall’8.04.2014 al 14.04.2014), prot.822 del 10.04.2014 (rinvio a data da destinarsi della Commissione Moa prevista per il 14.04.2014) e prot.839 del 14.04.2014 (nota di precisazione sugli avviamenti), precisando che oggi ricade la data del 26 Aprile 2014 e dal 3 Aprile u.s., sono già trascorsi infruttuosamente 23 giorni pregiudicando il diritto e la possibilità al lavoro di circa 300 Lavoratori Forestali; tenendo altresì conto della nota a firma dei Segretari Generali Regionali di Flai, Fai e Uila del 3 Aprile 2014 indirizzata al Dirigente Generale Regionale del Dipartimento Lavoro Anna Maria Corsello, già di Vs. conoscenza, chiediamo che si proceda con urgenza alle assunzioni dell’Ufficio Azienda Foreste Demaniali di Siracusa, esclusivamente per i Lavoratori 151nisti.
Si rimane in attesa di celere riscontro.
Siracusa lì, 26 Aprile 2014                                                                                                                     


    Firmato:
Vera Uccello – Segretario Provinciale Flai – Cgil*;
Giuseppe Linzitto – Segretario Provinciale Fai – Cisl*;
Gianni Garfì – Responsabile Provinciale Uila – Uil per il settore Forestale*.
*Ai sensi dell’art.1, comma 87 della Legge 28 Dicembre 1995, n°.549 e successive modiche e integrazioni, questo documento è stato prodotto da sistemi informativi automatizzati e le firme autografe sono state sostituite con l’indicazione a stampa dei nominativi dei soggetti responsabili.
Dichiariamo di essere informati, ai sensi e per gli effetti dell’art.10 della Legge 675\96, che i dati personali raccolti dagli Enti in indirizzo, saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente nota viene formulata e successivamente evasa.