29 gennaio 2014

CON IL RIFIUTO DEL COMMISSARIO DELLO STATO SI COMPLICA IL CAMMINO VERSO LA FINANZIARIA BIS


Il caso

Il gran rifiuto del Commissario dello Stato
Crocetta: "Tragedia vicina, riprendere il dialogo"


Di Accursio Sabella
Carmelo Aronica non avrebbe gradito l'invito all'incontro fissato per domani, durante il quale avrebbe dovuto rivedere le decisioni prese in occasione dell'impugnativa. Per questo motivo non andrà. Si complica il cammino verso la "Finanziaria-bis".


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PALERMO - Non ha gradito per nulla. E ha deciso di non fare il biglietto per Roma. Il Commissario dello Stato Carmelo Aronica non parteciperà al vertice convocato per domani al ministero degli Affari regionali da Graziano Delrio.

Stando a fonti vicine al Commissario dello Stato, infatti, Aronica non avrebbe gradito affatto l'esito del vertice di stamattina a Palazzo Chigi. Un incontro sfociato in quella convocazione che suona come un tentativo di far recedere il Commissario da alcune delle decisioni prese in occasione della mega-impugnativa alla Finanziaria.

Al momento il Commissario dello Stato preferisce la via del riserbo. Ma chi ha avuto modo di mettersi in contatto con lui e con i suoi uffici, descrive i dubbi sulla opportunità di partecipare al vertice di domani. Dubbi legati innanzitutto a un fatto chiaro: il Commissario dello Stato si considera – ed è, in effetti – un organo terzo, di rango costituzionale. E l'impugnativa appare è niente di più che un fatto “tecnico”. Per questo motivo – stando alle indiscrezioni - Aronica considera persino irrituale che due governi - proprio gli organi che emanano gli atti oggetto della verifica del Commissario - possano invitare Aronica a rivedere quelle decisioni. Se il governo regionale, infatti, volesse mettere in discussione le decisioni prese in occasione dell'impugnativa, ha un modo per farlo, ed è quello consentito dai codici: ricorrere alla Corte costituzionale. È quella, infatti, la sede per discutere del merito di una impugnativa. Non certo – questo pare il pensiero di Aronica – un incontro tra esponenti dei due esecutivi.

Il dubbio verrà ufficialmente sciolto nelle prossime ore. Ma di certo si tratta dell'ultima puntata di un fortissimo scontro istituzionale che ha raggiunto vette altissime pochi giorni fa, quando il presidente Crocetta ha accusato Aronica di avere “ucciso la Sicilia”, di essere stato – per la mancata vigilanza – corresponsabile di alcuni errori del passato e chiedendo, infine, l'abolizione della figura del Commissario stesso e il ricorso all'Alta Corte, sancita del resto dallo Statuto. Parole che avevano clamorosamente rotto il tradizionale riserbo di Aronica, che aveva chiesto a Crocetta di “misurare le parole” anche nell'interesse “dell'ordine pubblico”.

La nota di Crocetta
Una nota del presidente della Regione, Rosario Crocetta, tenta di smorzare le polemiche:  “Ritengo urgente riprendere il dialogo con il Commissario nel rispetto del principio di leale collaborazione tra gli organi dello Stato, per il bene comune. La tragedia imminente della possibile perdita di migliaia di posti di lavoro ha contribuito ad alzare la tensione, ma è volontà della Regione riconoscere il ruolo di garanzia che svolge il Commissario. Spero sinceramente che si possa riprendere un ragionamento che consenta a Regione, Stato e Commissario, tutti assieme, di trovare soluzioni urgenti per evitare la catastrofe in Sicilia”.


29 Gennaio 2014
http://livesicilia.it/2014/01/29/il-gran-rifiuto-del-commissario-dello-stato-non-partecipera-al-vertice-di-domani_436245/





CROCETTA NON SI PUO' PUNIRE UN GOVERNO CHE HA TAGLIATO 110 MILIONI DI EURO AI FORESTALI


Sicilia, bilancio non "ufficializzato": 30mila stipendi e pensioni bloccate

Manca la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il governatore Crocetta è a Roma per sbloccare la situazione. "Colpa dei governi precedenti, riconosciuta invece la nostra finanziaria", ha affermato al termine di un incontro con una delegazione del governo

- Si allungano i tempi per il pagamento degli stipendi ai 18mila dipendenti della Regione siciliana e degli assegni ai 12mila pensionati oltre che per il personale dell'Assemblea e i 90 deputati. La manovra finanziaria non è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale in edizione straordinaria come annunciato dal governatore Rosario Crocetta. Previsto un tavolo tecnico tra governo e regione per giovedì pomeriggio.

Sicilia, bilancio non "ufficializzato": 30mila stipendi e pensioni bloccate
"Non è possibile stabilire la tempistica - sottolineano dall'ufficio responsabile della Gazzetta ufficiale - Non appena riceveremo la documentazione lavoreremo giorno e notte per provvedere alla pubblicazione in tempi rapidi".

Dopo l'impugnativa del commissario dello Stato dei due terzi della manovra, gli uffici della Ragioneria generale si sono messi al lavoro per assembleare il testo promulgato con un ordine del giorno approvato dall'Assemblea regionale senza le parti "cassate" dal prefetto Carmelo Aronica. Di regola leggi, circolari e decreti vengono pubblicati nella Gazzetta della Regione siciliana ogni venerdì o in edizione straordinaria su disposizione della Presidenza della Regione. Oltre a stipendi e pensioni, la mancata pubblicazione del bilancio sta creando disagi nella gestione della macchina amministrativa.

Crocetta: "Riconosciuta la validità della nostra finanziaria" -
"Il governo oggi ha riconosciuto che la nostra finanziaria è valida e certa a livello di entrate; tra l'altro riesce anche a destinare gran parte dei propri fondi alle imprese e al welfare, come accade ad esempio con i salari di solidarietà". E' quanto è tornato a spiegare il presidente della Regione Siciliana, Rosario crocetta, al termine del confronto con il governo dedicato alla vicenda della finanziaria dell'amministrazione regionale impugnata dal Commissario dello Stato. "La questione in realtà - ha aggiunto - è vecchia e riguarda i comportamenti di governi regionali precedenti che hanno sperperato".

"Non vogliamo aiuti di Stato, ma non si punisca chi ha agito bene" -"Se il metodo del Commissario di Stato fosse esteso a tutte le Regioni italiane andremmo incontro al default dello Stato", ha poi ha riferito Crocetta, aggiungendo che "quanto prima chiederemo che venga varato un decreto legge che consenta alle Regioni indebitate di pagare il dovuto, con una quota annua, realizzata tramite l'acquisto di Titoli di Stato immobilizzati". "Noi - ha proseguito il governatore - non vogliamo aiuti da parte dello Stato, ce la facciamo da soli. Ma non si può punire un governo regionale che ha tagliato 110 milioni di euro ai forestali, licenziato mafiosi, bloccato il turnover e ridotto il personale. Senza dimenticare - ha sottolineato - che nel frattempo siamo anche riusciti a ridurre lo stipendio dei dirigenti. Il blocco imposto dal Commissario di Stato - ha concluso - rischia di provocare un effetto domino a livello sociale di dimensioni drammatiche".

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/2014/notizia/sicilia-bloccati-30mila-stipendi_2023891.shtml



Presidente Le faccio i complimenti per i tagli che ci ha riservato, le più vive congratulazioni vanno anche a chi lo sostiene in Sicilia. Ma che tipo di riforma ci volete confezionare?
Ah dimenticavo, ringraziamo anche quei deputati eletti a Roma che non muovono un dito e non ci difendono dagli attacchi. Bravi tutti, l'unica categoria che Vi interessa sono gli ex articolisti, solo per loro si parla di stabilizzazione.






C'E' IN GIOCO IL FUTURO DI MEZZA SICILIA. UN PEZZO DI ISOLA CHE NEL BENE E NEL MALE APPARTIENE A TUTTI


Le mosse del governo

Allarme conti, Bianchi a Roma
Da sciogliere il nodo dei residui

Allarme conti, Bianchi a Roma Da sciogliere il nodo dei residui



 Di Accursio Sabella

Oggi l'assessore all'Economia Bianchi ha incontrato il governo nazionale, in vista dell'arrivo, domani, del presidente Crocetta. L'obiettivo è sbloccare buona parte del mezzo miliardo vincolato nel Fondo per gli equilibri di bilancio.

PALERMO - Il nodo è sempre quello. Il governo regionale deve trovare un modo per sbloccare buona parte delle somme contenute e vincolate nel Fondo per i residui attivi. A questo sta lavorando l'assessore all'Economia Bianchi, oggi a Roma a "preparare" il terreno per l'arrivo del presidente Crocetta, atteso per domani.

Quei soldi serviranno per garantire il “mantenimento in vita” di enti e associazioni, gli stipendi di tanti lavoratori in qualche modo legati alla Regione, persino i fondi per le associazioni antimafia e antiracket, quelli per i teatri, per l'Irsap, per la Resais. Insomma, servirà sbloccare quel mezzo miliardo di euro per evitare una drammatica paralisi della Sicilia.

E oggi, come detto, è stato fatto un piccolo passo avanti. L'assessore all'Economia Luca Bianchi ha incontrato il ministro agli Affari regionali Delrio. Un appuntamento, quello col governo nazionale, a dire il vero, preso già da tempo, ma divenuto fondamentale in questo momento. Dallo Stato  il governo siciliano chiede una sorte di “nulla osta”. Una garanzia affinché la prossima manovra possa viaggiare su quel binario, senza andare a sbattere contro una nuova impugnativa del Commissario. Che rappresenta lo Stato, appunto.

Nelle ultime ore si è accennato alla possibilità di un vero e proprio intervento legislativo nazionale che possa consentire all'esecutivo di Crocetta di utilizzare almeno due terzi di quei 500 milioni automaticamente confluiti nel Fondo dopo l'impugnativa di Aronica. Oggi, come detto, qualche schiarita. Confermata dallo stesso presidente della Regione: “Il governo nazionale ha sempre espresso pareri favorevoli nei confronti della nostra Finanziaria. Del resto, prima dell'impugnativa, avevamo avuto l'ok sia da Saccomanni che da Delrio”.

Un ottimismo in qualche modo sostenuto dai colloqui portati avanti nella Capitale da Bianchi. L'assessore formalizzerà le proposte della Regione domani, al tavolo convocato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi. Un incontro al quale sono stati invitati a partecipare, oltre al ministro D'Alia, il vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano, il ministro dell'Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni, il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Graziano Delrio. E ovviamente, il governatore Rosario Crocetta.

Anche in quella sede, il governo regionale mostrerà i risultati ottenuti "soprattutto in direzione - spiega l'assessore Bianchi - del risanamento di un bilancio notevolmente appesantito dalle gestioni passate. D'altra parte - aggiunge Bianchi - quello dei residui attivi  è un problema comune a tutte le Regioni". Si parte da qui, quindi. Il governo Crocetta ha scelto la strada del dialogo col governo centrale. Un dialogo obbligato e che – come è accaduto ad esempio per la questione precari – potrà coinvolgere tutte le forze politiche, senza “steccati” di alcun tipo. In gioco, del resto, è il futuro di mezza Sicilia. Un pezzo di Isola che, nel bene e nel male, appartiene a tutti.
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CROCETTA: NESSUNO VUOLE EFFETTUARE 50 MILA LICENZIAMENTI, MA QUESTO SI VEDRA' OGGI DALL'INCONTRO ROMANO. SE IL GOVERNO NAZIONALE NON INTERVIENE LA SITUAZIONE SAREBBE DAVVERO DRAMMATICA


Dura la Cisl, preoccupata la Cgil attendista la Uil

Sicilia a rischio default, Crocetta ai sindacati: “Roma intervenga sul commissario Aronica”

Prima riunione della nuova giunta della regione Sicilia
Un piano per risistemare i conti parziale e lacunoso accompagnato solo dalla richiesta a Roma di intervenire sul Commissario dello Stato perché ammorbidisca le proprie posizioni sventolando la tensione sociale come tassello della trattativa.
Sarebbe questa l’intenzione del presidente della Regione Rosario Crocetta dopo la bocciatura del prefetto Aronica di buona parte della Finanziaria, o almeno questa l’interpretazione delle parti sociali con le quali il governatore si è confrontato per quasi tutto il pomeriggio. A Cgil, Cisl e Uil il governatore ha illustrato le varie ipotesi sul tappeto per la costituzione del fondo a copertura dei residui attivi: da un mutuo, alla rateizzazione, a un’anticipazione da parte dello Stato sul fondo coesione e sviluppo.
Un incontro lungo durante il quale il presidente della Regione, assistito dal segretario generale Patrizia Monterosso, è tornato sui temi di questi giorni. Crocetta ha presentato ai sindacati ed ai rappresentanti della aziende para regionali i conti che confermano il buco da 15 miliardi di euro dei così detti residui attivi ovvero gli introiti messi in bilancio negli anni ma mai realizzati. “Non si può pretendere come fa Aronica – ha detto ai sindacati – che si rientri in un solo bilancio dei disastri di anni”.
Dalla Regione è arrivato un invito ai sindacati perché rassicurino i regionali sul fatto che gli stipendi saranno pagati anche se non ritardo. nessuna garanzia, invece, per gli stipendi del settore pubblico allargato, quindi forestali, lavoratori di enti, agenzie e teatri. “Nessuno vuole effettuare quasi 50 mila licenziamenti – ha detto Crocetta – ma per questo domani si vedrà. C’è il rischio che il governo decida di non intervenire sul Commissario dello Stato”.
La situazione è drammatica – dice a BlogSicilia Maurizio Bernava – in pratica il governo non ha un piano da presentare a Roma. I risparmi di cui parla Crocetta e la cui consistenza cambia ad ogni incontro, sono comunque risparmi sulla spesa corrente che non servono a risanare i conti”.
“Occorre – continua Bernava – un piano di rientro in tre punti con il quale presentarsi a Roma perché solo così si potrà ottenere qualcosa. Crocetta dovrebbe innanzitutto fare autocritica e poi sedersi a trattare perché con lo scontro la Sicilia potrà solo affondare. Abbiamo davanti almeno 2 anni di riduzione del Pil e dei redditi e dunque delle entrate fiscali, non possiamo farcela da soli”.
L’idea presentata al governatore prevede tre interventi “un piano di rientro pluriennale che parta da tagli di natura strutturale e non su bilancio corrente, un piano anti evasione che permetterebbe di recuperare fondi che, in base alla legge regionale, nel primo anno resterebbero in Sicilia e potrebbero essere usati a parziale copertura del buco e, infine, interventi di sviluppo e crescita che solo a fronte di questi impegni potrebbero essere presi in considerazione”.
“Ci preoccupa – conclude Bernava – il silenzio dell’assessore Bianchi – noi siamo pronti a parlare anche di risparmi sul costo del lavoro ma in un quadro complessivo perché non è più il tempo degli scontri ma quello della coesione, della collaborazione e della responsabilità”.
Secondo il sindacato, dunque, i rischi sono tanti, addirittura troppi anche in virtù del fatto che il documento presentato dalle aziende para regionali tende, comunque, a lasciare le cose come stanno e questo sarà visto male a Roma.
Su posizioni simili anche la Cgil che però usa toni più rassicuranti “Va bene la richiesta di aiuto al governo nazionale ma purché questa sia fatta con la dignità di chi mette sul piatto impegni seri, che abbiano riscontro rapido in tema di risanamento dei conti e di riforme, a partire da quella della macchina burocratica: in questo senso offriamo al governo Crocetta tutta la nostra disponibilità a un confronto serrato che porti al più presto a soluzioni concrete – dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia -la proposta che Crocetta porterà a Roma è  una sfida per la Cgil che non ha mai rinunciato alla volontà di  confrontarsi per cambiare la Sicilia, a partire proprio dal tema della ristrutturazione della spesa pubblica. I risparmi che deriveranno da questa operazione- rileva Pagliaro- possono essere dirottati attraverso automatismi per coprire le lacune della legge di stabilità e per attivare spesa produttiva”.
Noi- dice ancora- riteniamo fondamentale per recuperare risorse anche un patto anti evasione e una seria trattativa con lo Stato sugli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto”. Ma Pagliaro non ha lesinato critiche a “un governo regionale al quale- ha detto-  avevamo chiesto subito dopo il suo insediamento misure per le emergenze, il risanamento dei conti e azioni per lo sviluppo ma che non ha fatto nessuna delle tre cose, riducendo anzi tutta la situazione siciliana a una situazione di emergenza. E’ vero che i residui attivi si sono accumulati con i precedenti governi- ha rilevato  ma questo governo poteva fare di più, a partire dalle riforme, come quelle delle Province, che reclamiamo da tempo”.
A Crocetta, Pagliaro ha comunque detto che “adesso occorre andare avanti e nel migliore dei modi, superando l’impasse e dando chiari segnali di inversione di rotta: in questa direzione il sindacato è disponibile al confronto per un reale cambiamento. Ci auguriamo- ha sostenuto il segretario della Cgil- che la discussione di oggi prosegua entrando nel merito delle cose che vanno fatte”.
“Non è il momento di voli pindarici e di piani avveniristici – dice invece Claudio Barone, segretario generale della Uil – occorre trovare una soluzione tampone subito nelle prossime 48/72 ore per evitare i licenziamenti perché se finiscono i soldi la gente va a casa. Di piani pluriennali potremo parlare dopo. Non è questa la circostanza”.
Ma pur con posizioni più vicine al governo regionale anche la Uil è molto preoccupata “abbiamo preso atto dell’impegno del governo di mettere in sicurezza la situazione occupazionale ma al ritorno da Roma bisognerà subito attivare i tavoli per trovare soluzioni settore per settore prima che sia troppo tardi. Se così non dovesse essere saremo costretti a verificare iniziative di mobilitazione”.
“E’ evidente – conclude Barone a BlogSicilia – che è necessaria una rateizzazione  che Roma dovrà permettere. Il governo centrale deve aiutare la Sicilia”. E sui dubbi dei colleghi di Cisl e Cgil Barone aggiunge “Io spero che il piano di Crocetta si dimostri serio e adeguato. Se per disgrazia non dovesse essere così la situazione sarebbe davvero drammatica”



28 Gennaio 2014
http://palermo.blogsicilia.it/sicilia-a-rischio-default-crocetta-ai-sindacati-roma-intervenga-su-aronica/234679/





BERNAVA CISL: CI SAREMMO ASPETTATI DA CROCETTA UNA PROPOSTA DI RISANAMENTO DAL DISAVANZO E L'USCITA DALL'EMERGENZA, MA NON C'E' STATO PRESENTATO NULLA



CISL A CROCETTA: "SERVE UNA STRATEGIA DI RISANAMENTO E SVILUPPO SU QUATTRO PILASTRI"
La nota diffusa dalla Cisl Sicilia a conclusione dell’incontro governo-sindacati sull'emergenza finanziaria alla Regione. Per l'organizzazione guidata da Bernava, “il governo deve cambiare metodo e recuperare il tempo perduto”

Notizie A conclusione dell’incontro alla presidenza della Regione tra governo e sindacati, svoltosi nel pomeriggio di oggi 28 gennaio, durante il quale il segretario della Cisl Sicilia Maurizio Bernava ha “offerto al governo regionale la disponibilità della Cisl alla definizione di un piano strategico su quattro pilastri con interventi sul fronte delle maggiori entrate e delle minori spese”. “Un piano – precisa il sindacato - basato sulla corresponsabilità tra i governi regionale e nazionale e le parti sociali”, la Cisl ha diffuso la nota che segue: “Ci saremmo aspettati dal presidente Crocetta l’illustrazione di una proposta articolata per il risanamento dal disavanzo e l’uscita dall’emergenza, da presentare domani a Roma al governo nazionale. Ma non c’è stato presentato nulla. Per la Cisl, un tale piano sarebbe stato necessario già un anno fa. Avrebbe dato credibilità e forza al governo e al Parlamento regionali. Ora, bisogna recuperare il tempo perduto”.
Per la Cisl, la Sicilia ha bisogno di una strategia di corresponsabilità, che sia costruita su quattro pilastri: un piano di risanamento con risparmi strutturali e permanenti della spesa; un piano per la crescita che utilizzi i fondi Ue per il sostegno alle imprese e l’attrazione degli investimenti; un piano straordinario per il lavoro produttivo che movimenti, non in modo improvvisato ma con metodo ordinato, la spesa disponibile del sistema degli enti locali e regionali; un piano antievasione che si avvalga delle norme nazionali varate dai governi Monti prima, Letta poi”.
“La Cisl sottolinea inoltre che non intende farsi strumentalizzare per alimentare inutili tensioni sociali e l’errore dello scontro col Commissario dello Stato. La Sicilia ha bisogno di dialogo e cooperazione e il governo deve farsi carico di questa necessità abbandonando il metodo disordinato e approssimativo di ricerca della soluzione dei problemi. Anche perché la tensione economica e sociale nell’Isola è alta ma lo era già prima dell’impugnativa del Commissario. Abbiamo chiesto a Crocetta – continua la nota – di informare il presidente del Consiglio Letta circa la disponibilità della Cisl Sicilia a contribuire al risanamento e allo sviluppo della regione. E anche alla ristrutturazione della spesa sociale secondo il modello che abbiamo proposto per la proroga e la stabilizzazione dei precari degli enti locali. Un modello che ha fondato proroga e stabilizzazione sui risparmi di spesa certi della Regione e del sistema degli enti locali”.

28 Gennaio 2014
http://www.cislsicilia.it/Notizie/2014/01/28/28353/CISL-A-CROCETTA-SERVE-UNA-STRATEGIA-DI-RISANAMENTO-E-SVILUPPO-SU-QUATTRO-PILASTRI



BARONE UIL SICILIA: BENE IMPEGNO DI CROCETTA MA ADESSO SERVONO RISPOSTE CONCRETE PER TUTELARE I LAVORATORI


Finanziaria, Barone: “Bene impegno di Crocetta ma adesso servono risposte concrete per tutelare i lavoratori”.


Finanziaria, Barone: “Bene impegno di Crocetta ma adesso servono risposte concrete per tutelare i lavoratori”.

PALERMO. “Salvaguardare tutti i posti di lavoro e trovare le risorse per far ripartire la macchina della Regione siciliana bloccata dopo l’impugnativa della Finanziaria dal parte del Commissario dello Stato”. Sono questi gli impegni del presidente Crocetta, a seguito dell’incontro con i sindacati tenutosi oggi a Palazzo D’Orleans. E Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, precisa: “Adesso attendiamo una risposta concreta da Roma e se il Governatore Crocetta tornerà con buone notizie siamo pronti ad aprire subito un tavolo di confronto per cercare soluzioni utili e programmatiche al fine di rendere tranquillo il futuro di questi lavoratori. Altrimenti la condizione di disperazione sarà incontrollabile”. 
28 Gennaio 2014
http://www.uilsicilia.it/notizie/258-finanziaria--barone--%E2%80%9Cbene-impegno-di-crocetta-ma-adesso-servono-risposte-concrete-per-tutelare-i-lavoratori%E2%80%9D---.asp

FINANZIARIA REGIONE SICILIA. MONACO (UGL SICILIA): “RIMANIAMO FORTEMENTE PREOCCUPATI”


FINANZIARIA REGIONE SICILIA: LA REGIONE INCONTRA I SINDACATI, MONACO (UGL SICILIA), “RIMANIAMO FORTEMENTE PREOCCUPATI”

Oggi a rappresentanza del Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, l'Assessore alla Famiglia e al Lavoro Ester Bonafede e l'Assessore delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica Patrizia Valenti , hanno incontrato i sindacati confederali e autonomi. Il tema dell’incontro è stata la spinosa questione relativa alla finanziaria. “Nonostante le rassicurazioni rimaniamo fortemente preoccupati. – ha dichiarato il Segretario Generale dell’Ugl Sicilia, Giuseppe Monaco - ovviamente se le intese tra governo regionale e governo centrale non saranno utili a sbloccare i fondi impegnati in finanziaria (33 provvedimenti su 50), la mobilitazione rimane l’unica azione che può mettere il sindacato in posizioni fortemente critiche, anche nei confronti del governo centrale, pertanto attendiamo di incontrare Crocetta dal suo ritorno da Roma”. “Anche relativamente all’articolo 34 - conclude Monaco - il quale è stato contestato in parte dal Commissario dello Stato, si alimentano le preoccupazioni relative ai livelli occupazionali di 3.000 famiglie palermitane”.
28 Gennaio 2014
http://www.uglsicilia.com/comreg.php?id=672




VINCIULLO (PDL): IN COMMISSIONE BILANCIO SI VERIFICA LA STABILITA' DEI FONDI


Baio (Pd): «Spezzare i grumi di potere con un'azione di profondo rinnovamento che va affidata al nuovo Cda»

Inda, i finanziamenti in bilico

Vinciullo: «In commissione Bilancio si verifica la stabilità dei fondi, anche quelli destinati al Dramma antico»

La messa in scena della tragedia di Euripide 
«Le baccanti» al teatro greco
Foto lasicilia.it


Laura Valvo
Ancorché manchino comunicazioni ufficiali, ci sono però le voci. Insistenti e verosimili: riguardano il rischio dei tagli ai fondi regionali devoluti alla Fondazione Inda. L'impugnazione da parte del commissario dello Stato della nuova Finanziaria ha infatti reso possibile anche questo colpo di scure. Per la Fondazione, alla vigilia dell'impegnativa ricorrenza del centenario, sarebbe un colpo durissimo.
I fondi destinati dalla Regione all'Inda ammontano a 693mila euro, a cui vanno aggiunti i 19mila euro per l'Accademia del teatro. «Allo stato attuale - commenta il deputato regionale Vincenzo Vinciullo - i fondi non sono a rischio, almeno secondo una prima analisi. I finanziamenti rientrano nell'allegato 1 della Finanziaria impugnata dal commissario dello Stato e, di conseguenza potrebbero subire una decurtazione per compensare le spese da sostenere per altri servizi».
Servizi che riguardano i disabili, le scuole, i precari e i forestali. Stamane in Commissione Bilancio avrà inizio la discussione per verificare la stabilità dei fondi, anche quelli destinati ai teatri e quindi alla Fondazione Inda.
Di fronte a questo sentore la deputazione aretusea sta osservando un silenzio generale. Rivolgendo invece l'attenzione ad attività collaterali che poco riguarda la loro sfera di competenza: il calendario, la scelta degli attori, le manifestazioni in vista del centenario.
Di caduta di stile istituzionale parla Salvo Baio, esponente del Pd, il quale si sofferma sulla convocazione, in commissione Cultura dell'Ars, del commissario della Fondazione, Giacchetti «per raccomandargli il coinvolgimento, negli eventi in programma per il centenario, di attori siracusani e siciliani.
«La politica non può intromettersi - commenta Salvo Baio - nella sfera dell'autonomia artistica per la semplice ragione che la scelta degli attori spetta ai registi. Personalmente ho non poche riserve, di merito e di metodo, sulla scelta del commissario Giacchetti e non escludo, fatta salva la sua buona fede, che esse siano maturate all'interno di un certo giro che comprende pezzi di vecchi consigli di amministrazione dell'Inda, di apparato tecnico e amministrativo, del mondo artistico, nonché di segmenti politici. Ma se questa ipotesi è fondata, bisogna spezzare i grumi di potere con un'azione di profondo rinnovamento che va affidata al nuovo Cda e al nuovo sovrintendente.
«Se ho ben capito - aggiunge Baio - anche l'assessore alla Cultura, Lo Giudice, in linea con alcuni parlamentari regionali, fa propria la causa degli attori siracusani. Ma, benché la causa sia in linea di principio condivisibile, la scelta del cast non è di competenza né della Giunta comunale né dell'assemblea regionale. Lo Giudice lamenta inoltre l'esclusione del comitato rappresentativo degli enti territoriali dalle scelte di tipo artistico. Ci manca solo che la scelta degli attori sia il frutto della concertazione».
Un caso che comunque sta facendo discutere, suscitando qualche perplessità, è quello di Manuel Giliberti, rientrato all'Inda nelle vesti di consulente e una volta dentro, divenuto d'àmblée addirittura regista: un caso che potrebbe configurare una situazione di incompatibilità per il realizzarsi della condizione di controllato-controllore.
Intanto, sul fronte dell'inchiesta giudiziaria, sebbene manchino sviluppi ufficiali, le indagini continuano e non si sono per niente fermate al momento della consegna da parte dell'assessore regionale al Turismo, Stancheris, dei documenti relativi ai finanziamenti regionali. E' certo che non manca molto perché sia reso noto l'esito della perizia affidata ad un pool di esperti di contabilità accuratamente scelti dalla Procura della Repubblica in ambito non siracusano.

28 Gennaio 2014




28 gennaio 2014

UN MUTUO PER PAGARE I FORESTALI E TUTTE LE CATEGORIE RIMASTE AL VERDE?


Basta con Crocetta & Bianchi: la Regione siciliana va commissariata


A PARTE IL FATTO CHE NON SI PUO’ ERRARE NEL REDIGERE UNA LEGGE DI BILANCIO, SIAMO DAVANTI A DUE PERSONAGGI CHE PERSEVERANO NELL’ERRORE. INVECE DI PROGRAMMARE UNA RIDUZIONE DEL MONTE ORE DEI PRECARI PROPONGONO UN MUTUO PER PAGARE LA SPESA CORRENTE! SIAMO ALLA FOLLIA. QUESTI SIGNORI VANNO MANDATI A CASA. SUBITO

La volete sapere l’ultima sul Governo di Rosario Crocetta e dell’assessore all’Economia, Luca Bianchi? I due, lungi dal fare tesoro della potente ‘scoppola’ buscata dall’Ufficio del Commissario dello Stato, stanno tentando un’altra delle loro operazioni ‘intelligenti’: utilizzare le categorie sociali della Sicilia lasciate con il culo a terra come mezzo per far approvare da Roma un mega mutuo per fronteggiare il disastro che hanno creato. Proviamo a raccontare la nuova ‘genialata’ dell’accoppiata Crocetta-Bianchi.
lucia borsellino rosario crocettaIntanto, da qualche giorno, ripetono a destra e a manca che, nella nostra Isola, ci sono 26 mila soggetti che rischiano di non prendere lo stipendio. In testa ci mettono i lavoratori della Forestale (per i quali, al di là delle chiacchiere, nel silenzio dei sindacati, Governo e Ars hanno stanziato solo 50 milioni di euro a fronte dei 230 milioni di euro dello scorso anno!), dipendenti dei Consorzi di bonifica, dipendenti degli enti Parco e delle Riserve naturali, Teatri siciliani di prosa e di lirica, Eas, ex Consorzi Asi e via continuando.
Senza rendersene conto, Crocetta e Bianchi dimostrano quello che LinkSicilia scrive da mesi: e cioè che per mantenere l’esercito dei precari siciliani ormai bisogna scippare i soldi a tutte le altre categorie. Presidente assessore, nella loro ‘dotta’ disamina, dimenticano di dire che, oltre ai 26 mila soggetti lasciati senza soldi, hanno lasciato al verde anche i Comuni siciliani.
Ieri l’abbiamo scritto e oggi lo ribadiamo: stante il fatto oggettivo che i soldi per una manovra bis non possono essere presi dai fondi di riserva, dalle regolazioni contabili e, soprattutto, non possono essere presi dal fondo rischi per fronteggiare i cosiddetti residui attivi (cioè i 3 miliardi di entrate dubbie, se non fittizie del Bilancio), non rimane che una via: ridurre il monte ore dei precari.
Considerato che il costo annuo del precariato, in Sicilia, sfiora (e forse supera) il miliardo di euro, una riduzione di un terzo del monte ore porterebbe nelle ‘casse’ della Regione non meno di 300 milioni di euro.
Tra l’altro – e qui dobbiamo contraddire i nostri amici della Cisl siciliana che chiedono, per il precariato siciliano, un piano di ‘stabilizzazione’ – va ricordato che il rinnovo dei contratti ai precari degli enti locali, per quest’anno, è a rischio di illegittimità. Perché le magistrature amministrative siciliane hanno più volte ribadito che nella pubblica amministrazione si accede per concorso pubblico.
giustizia quaterDi più: di recente il Tar Sicilia ha ‘bocciato’ il maldestro tentativo del Comune di Caltanissetta di bandire concorsi ‘speciali’ per favorire i precari. E’ la fine – per chi ancora non l’avesse capito: e qui rispondiamo agli amici della Cisl – dei percorsi privilegiati per le ‘stabilizzazioni’ dei precari. Ci dispiace per la politica siciliana truffaldina e intrisa di cultura mafiosa, ma anche in Sicilia – alla faccia vostra! – si torna alla Costituzione: nella pubblica amministrazione – e quindi anche nei Comuni – si accede per concorsi pubblici aperti a tutti: anche ai dipendenti degli stessi Comuni che vogliono accedere a mansioni superiori.
Che significa questo? Semplice: poiché il rinnovo dei contratti ai precari si può attuare solo se finalizzato alla ‘stabilizzazione’, a fronte di una ‘stabilizzazione’ che non c’è e non ci potrà essere il rinnovo dei contratti ai precari diventa a rischio di illegittimità. E questa volta le eventuali responsabilità non saranno di difficile individuazione: ne risponderanno gli amministratori degli enti pubblici, per esempio dei Comuni.
Riassumendo, i soldi, Crocetta e Bianchi, potrebbero trovarli anche domani: oltre 300 milioni di euro sulla riduzione del monte ore dei precari. Invece cosa vorrebbero fare il presidente e l’assessore? Il solito mutuo.
Sì, avete letto benissimo: un mutuo con la solita Cassa Depositi e Prestiti per pagare gli operai della Forestale e tutte le altre categorie rimaste al verde.
Un mutuo, soprattutto, per non toccare i 90 mila precari così da poter affrontare nelle migliori condizioni possibili la prossima campagna elettorale ormai imminente…
La soluzione del mutuo è contro legge e illogica. Vediamo il perché.
Di fatto, presidente e assessore vorrebbero far contrarre alla Regione siciliana – cioè agli ignari abitanti della Sicilia – un mutuo per pagare la spesa corrente, cioè le retribuzioni di questi 26 mila soggetti rimasti senza soldi non a causa dell’impugnativa del Commissario dello Stato, ma in ragione del fatto che Governo e Ars, con i soldi di queste categorie, stanno pagando il precariato.
Al signor Crocetta e al signor Bianchi ricordiamo che, nella primavera del 2012, l’Ufficio del Commissario dello Stato ha impugnato un articolo della Finanziaria regionale di quell’anno che prevedeva un mutuo di circa 500 milioni di euro: soldi che sarebbero dovuti servire per la spesa corrente.
Nell’impugnativa – che dovrebbe essere ancora disponibile sul sito dell’Ufficio del Commissario dello Stato – viene spiegato, con linguaggio chiaro e con la Costituzione alla mano, che un ente pubblico non può indebitarsi per pagare le spese correnti!
Il fatto grave – notizia che apprendiamo dai giornali – è che Crocetta e Bianchi sarebbero volati a Roma (supponiamo a spese dei contribuenti) per proporre al Governo nazionale di fare una cosa che un Ufficio che fa capo allo stesso Governo nazionale – l’Ufficio del Commissario dello Stato, per l’appunto – ha già ‘bocciato’. Siamo alla follia!
Oltre che fuori legge il mutuo è anche illogico. I problemi che hanno determinato tutto questo bailamme sono due: il già citato miliardo di euro che la Regione siciliana spende ogni anno per foraggiare l’esercito del precariato; e il prelievo forzoso di circa un miliardo di euro che lo Stato si prende ogni anno dai conti della stessa Regione nel nome dell’Unione europea (Fiscal Compact).
Non si tratta di due eventi unici, perché anche il prossimo anno bisognerà pagare i precari e bisognerà erogare allo Stato il miliardo di euro circa per il Fiscal Compact. E allora? Facciamo contrarre quest’anno alla Regione (cioè ai 5 milioni di siciliani che lo pagherebbero con le tasse) un mutuo da pagare in quindici anni? E il prossimo anno ne facciamo un altro? E nel 2016 un altro ancora?
Come potete notare, anche uno studente del secondo anno di Ragioneria capirebbe l’irragionevolezza di tale proposta: debiti per pagare debiti per pagare debiti e via continuando.
La verità – amara – è che gli unici esseri che avevano titolo per restare a Palazzo d’Orleans erano gli animali che l’attuale presidente Crocetta, di fatto, ha fatto sloggiare. La proposta senza capo né coda del governatore e dell’assessore Bianchi dimostra solo una cosa: che la Regione siciliana deve essere commissariata. Subito. Prima delle dimissioni del Governo Letta.
Una proposta del genere da un giornale autonomista come il nostro può sembrare paradossale. Ma la nostra proposta nasce dalla costatazione che questo presidente e questo assessore non stanno solo distruggendo l’Autonomia: rischiano di distruggere la Sicilia. E dunque vanno fermati. 
L’onorevole Marco Falcone ha dichiarato che il governatore ha violato l’articolo 31 dello Statuto e per questa ragione può essere rimosso. A nostro modesto avviso, siamo ormai in presenza anche di una persistente violazione dello Statuto. Perché una manovra di Bilancio priva di copertura finanziaria, anche se approvata dal Parlamento dell’Isola, è un non-senso.
In questo pessimo finale di partita c’è una gravissima responsabilità del presidente Crocetta che, per ben due volte – il 27 e il 28 dicembre – quando ancora l’Aula era nelle condizioni di approvare l’esercizio provvisorio – ha ribadito ai componenti della Commissione Bilancio e Finanze dell’Ars la “bontà” di una manovra che, invece, faceva acqua da tutte le parti.
Crediamo sia arrivato il momento di dire basta. 

28 Gennaio 2014
http://www.linksicilia.it/2014/01/basta-con-crocetta-bianchi-la-regione-siciliana-va-commissariata/





OGGI POMERIGGIO ALLE ORE 15 INCONTRO TRA I SINDACATI E IL PRESIDENTE CROCETTA SUI TEMI DELLA LEGGE REGIONALE DI STABILITA'


CISL SICILIA RIUNISCE L’ESECUTIVO IN VIA STRAORDINARIA
L’organo di governo del sindacato convocato dal segretario Bernava dopo che, nella serata di lunedì 27, il presidente della Regione Crocetta ha fissato per il pomeriggio del 28 un incontro con i sindacati sui temi della legge regionale di Stabilità

Notizie Si riuniranno con carattere d’urgenza, a partire dlle 10 di oggi martedì 28 gennaio, le federazioni regionali Cisl di categoria. Sono state convocate in via straordinaria dal segretario della Cisl Sicilia Maurizio Bernava dopo che, nella serata di ieri, lunedì 27, il presidente della Regione Rosario Crocetta ha fissato per oggi pomeriggio un incontro con i sindacati sui temi della legge regionale di Stabilità. La decisione del presidente arriva dopo l’impugnativa di 33 su 50 articoli della Finanziaria regionale da parte del Commissario dello Stato, e sullo sfondo delle polemiche che hanno accompagnato la redazione, che la Cisl non ha esitato a definire “improvvisata e approssimativa”, dei documenti contabili, nel contesto della grave crisi economica e sociale regionale. L’incontro deciderà quali proposte la Cisl porterà al confronto con i governi regionale e nazionale e quali iniziative di mobilitazione organizzerà.


27 gennaio 2014
http://www.cislsicilia.it/Notizie/2014/01/27/27361/CISL-SICILIA-RIUNISCE-LESECUTIVO-IN-VIA-STRAORDINARIA#.Uuekzftd6Uk




IL DIRETTORE DEL QDS: I FORESTALI SONO PRIVILEGIATI COME TUTTI GLI ALTRI, PERCEPISCONO STIPENDI E INDENNITA' SENZA FARE NULLA



Il Commissario boccia Crocetta & Bianchi

di Carlo Alberto Tregua
Il presidente della Regione, non importa la persona fisica che impersona il ruolo, continua nella sua demagogia e in una sorta di pietismo da anziana signora: Commissario crudele con i deboli. Ma chi sarebbero i deboli? Forestali, formatori, dipendenti della Resais, ex Pip, ex Lsu e via elencando. Ma la smetta di fare l’attor comico!
Egli sa benissimo che tutti costoro percepiscono stipendi e indennità senza fare nulla. Sono privilegiati perché protetti da un ceto politico becero che del favoritismo ha fatto la sua arma migliore.
Perché il presidente non dice che i veri deboli sono quei trecentomila siciliani disoccupati che non hanno avuto la protezione e non hanno ricevuto il favore per entrare, in un modo o nell’altro, nelle diverse pubbliche amministrazioni?
Ecco cosa avrebbe dovuto fare un presidente della Regione con la schiena dritta: sfidare l’impopolarità e dire con chiarezza che l’epoca dei favori è finita, non solo perché non vi sono più risorse finanziarie, ma soprattutto perché bisogna entrare nell’era del merito, secondo il quale resta indietro il raccomandato e va avanti il bravo.
 
È inutile che il presidente della Regione si faccia prendere dall’ira, come se fosse stato punto dalla tarantola. Il prefetto Aronica non aveva scelta. Ha dovuto eliminare tutte le spese senza copertura, anche dopo i pesantissimi rilievi della Corte dei conti, che ha dichiarato perduti 3,6 miliardi di crediti, inseriti in quella oscura voce di bilancio “avanzo di amministrazione”, cioè i residui attivi.
Nelle sue otto pagine di premessa al ricorso dinanzi alla Corte costituzionale, il Commissario ha dettagliato e ben motivato le ragioni delle pesantissime censure. Di fatto sono state tagliate le spese clientelari che hanno alimentato il malaffare politico in una sorta di corruzione morale nella quale la Regione si è messa almeno negli ultimi vent’anni.
È incomprensibile che il presidente voglia rivolgersi a Letta. per avere che cosa? Risorse atte ad alimentare ancora il clientelismo? Basta con questi mezzucci da sottosviluppati, basta con questi comportamenti che spiegano senza ombra di dubbio come la Sicilia sia la 235 ma regione d’Europa.
In quest’amara vicenda, sorprende il comportamento e la posizione di Luca Bianchi, assessore all’Economia, e del ragioniere generale, Mariano Pisciotta, il quale non si è comportato come fa il ragioniere generale dello Stato, che verifica le spese ammissibili nel bilancio prima che esso vada in Consiglio dei ministri.
Se il ragioniere generale ha approvato le spese che non avevano copertura, è corresponsabile con l’assessore Bianchi col presidente della Regione e con la maggioranza per l’approvazione di una finanziaria dequalificante, anche professionalmente.
Infatti, il Commissario, sempre nella premessa, ha rilevato che il ragioniere generale non ha tenuto conto delle entrate fasulle e dei rilievi della Corte dei Conti, formulati in sede di giudizio di parifica del 29 giugno 2013, dimostrando una sordità non professionale che squalifica tutta la ragioneria generale della Regione. Scrive il Commissario: “nella relazione tecnica del tema della consistente mole di residui attivi e della relativa esigibilità o meno non è fatta alcuna menzione”.

Un capitolo a parte merita la questione dei precari. Giornalisti superficiali non hanno approfondito che non è vero che essi siano stati salvati. Se avessero bene letto le carte si sarebbero accorti che i precari regionali sono stati tagliati definitivamente perché non possono avere rinnovati i contratti, in quanto scaduti in via definitiva al 31 dicembre 2013, finalmente! Ma neanche i contratti dei precari, cosiddetti comunali, possono essere rinnovati semplicemente. Infatti è previsto che essi possono essere assunti solo dopo avere fatto il concorso in base alla legge D’Alia (n. 125/2013). Concorso, cui possono partecipare i siciliani non privilegiati, a suo tempo esclusi dalla chiamata diretta subordinata alla raccomandazione.
La predetta legge D’Alia (art. 4, co. 6) stabilisce anche che i concorsi non possono essere svolti solo per titoli, bensì normalmente per esami, in rigorosa osservanza dell’art. 97 della Costituzione.
La triste vicenda che vi abbiamo raccontato getta i siciliani nello sconforto perché le guide della Regione dimostrano incompetenza e incapacità di capire come fare per uscire dall’inferno della recessione e della disoccupazione.
28 Gennaio 2014
http://www.qds.it/14928-il-commissario-boccia-crocetta-bianchi.htm
Direttore, privilegiati chi?





LA CASSAZIONE: IL CONTRATTO A TERMINE E' ILLEGITTIMO, IL LAVORATORE VA RISARCITO


Precari. Sentenza choc della Cassazione: “Il contratto a termine è illegittimo, il lavoratore va risarcito”

A cura di Adriana Costanzo

Ancora non è finita. Ma in attesa della sentenza della Corte di Giustizia Ue, prevista tra luglio e settembre 2014, un principio è stato assodato, il contratto a termine non è legittimo e il lavoratore precario va risarcito. “Finalmente una disposizione che ripristina la legalità” afferma il Segretario Generale di Federistruzone, Antonio Scarpellino a Retenews24. E’ recente, infatti, la sentenza della Corte di Cassazione, (n. 26951 del 2 dicembre 2013), che cancella le due precedenti (392/2012 e 10127/2012), riconoscendo ai precari ai sensi dell’art.36 del dlgs 165/2001 il diritto al risarcimento del danno per illegittimità e abuso dei contratti a termine. Questa sentenza della Suprema Corte dovrebbe anticipare di qualche mese quella della Corte di Giustizia europea sul medesimo tema. La Cassazione sembrerebbe accogliere, quindi, le disposizioni della Commissione europea nei confronti dell’Italia per “utilizzo abusivo del personale precario”, inizialmente intrapresa solo per il personale non docente della scuola, poi nel 2012 estesa anche al personale docente e il 26 agosto 2013, in seguito a numerosissime denunce, a tutto il pubblico impiego. L’Italia ha, ormai, solo due mesi di tempo per indicare quali iniziative porterà avanti per arginare il precariato. Qualora le scelte indicate dall’Italia non soddisfino Bruxelles si rischierebbe il deferimento alla Corte di giustizia, con relativa erogazione di multe salatissime fino a 8 milioni di euro. Le piogge di risarcimento danni che potrebbero riversarsi sullo Stato italiano da parte dei precari, quindi, spingono verso una sola via da intraprendere, e, cioè, l’attivazione di procedure di conciliazione presso i tribunali con stabilizzazione del posto di lavoro, al fine di non gravare sulle già instabili casse dello Stato.

 27 Gennaio 2014
http://www.retenews24.it/rtn24/societa/precari-sentenza-choc-della-cassazione-il-contratto-termine-e-illegittimo-il-lavoratore-va-risarcito/


Nota

Scommettiamo che i forestali rimarrano ancora una volta fuori pur avendo un contratto a termine?






FORSE MERCOLEDI' VERTICE CROCETTA-LETTA, SI CERCA UNA SOLUZIONE ANCHE PER I FORESTALI CHE RISCHIANO DI RIMANERE SENZA SALARIO



Regione, stipendi a rischio: trema Palermo

di Redazione

Dipendenti regionali, deputati dell'Ars, forestali, ex Pip, personale di Enti e partecipate: ballano 30-40 mila persone. Dopo l'impugnativa del commissario dello Stato, nel Capoluogo è allarme rosso per le proteste. Crocetta incontrerà il premier mercoledì

Se l’inverno pare essere arrivato anche in Sicilia, dalle parti di Palermo non si sente affatto. Il clima è rovente. Dopo la bocciatura di quasi tutta la Finanziaria da parte del commissario dello Stato, sono a rischio gli stipendi di un numero imprecisato di lavoratori, ma che secondo le stime si aggirerebbe intorno a 30 o forse 40 mila unità. Il prefetto del Capoluogo, Francesca Cannizzo, al riguardo è stata eloquente: “Ci sarà la massima attenzione per cogliere tutti i segnali di allarme: la città e le istituzioni sapranno anche in questa occasione leggere la realtà e comportarsi di conseguenza”.
Dipendenti e pensionati regionali, senza stipendio, sono una bomba ad orologeria. Il bilancio non è ancora stato pubblicato in Gazzetta, mentre l'impugnativa della finanziaria ha lasciato senza fondi Enti e consorzi regionali, con migliaia di persone che non sanno quando riceveranno il salario.
Monta la rabbia.
Stamani a Palermo ci sono state le prime manifestazioni di protesta, in piazza i lavoratori precari ex Pip, poco meno di tremila persone, anche loro coinvolti nella blocco della spesa.
Ma sul piede di guerra sono anche le associazioni e gli Enti assistenziali colpiti dalla sforbiciata del prefetto Carmelo Aronica. I destinatari di quell’allegato 1 che stanziava 262 milioni di euro, ripristinando in parte la vituperata Tabella H. “Siamo pronti anche a portare diecimila non vedenti a Palermo per cercare di far capire al commissario dello Stato le drammatiche conseguenze provocate dal blocco della legge regionale che dovrebbe garantirci i fondi per l'assistenza di quasi 40 mila non vedenti, 120 mila ipovedenti e quasi 500 pluriminorati”. Lo afferma il presidente regionale dell'Unione italiana ciechi (Uic), Giuseppe Castronovo, rilanciando l'allarme per “quel che sta accadendo e rischia di accadere ancora più drammaticamente nelle prossime settimane in Sicilia, dopo che il Commissario dello Stato a Palermo ha cassato dalla Finanziaria anche la legge con cui il governo Crocetta intendeva assicurare ai tre enti i contributi necessari per portare avanti le varie attività”.
Tutti gli stipendi bloccati (anche quelli dei parlamentari).
Gli stipendi dei dipendenti della Regione e gli assegni ai pensionati saranno pagati solo dopo la pubblicazione in Gazzetta del bilancio, ma per completare le procedure informatiche di pagamento occorrerà una decina di giorni.
Il problema rimane invece per chi lavora negli Enti Parco, all'Ente di sviluppo agricolo, all'Ente acquedotti siciliani, nei consorzi di bonifica, per il personale di teatri, accademie, istituti pubblici, per i forestali: senza un’intesa per sbloccare i 500 milioni o almeno una parte questa platea di lavoratori rimarrà senza salario.
In difficoltà le società partecipate dalla Regione: in questo caso il personale, fino a quando non sarà pubblicato il bilancio in Gazzetta, può essere pagato solo con le anticipazioni di cassa nel caso di disponibilità finanziaria delle singole aziende.
Anche il personale del Parlamento siciliano, circa 250 persone alle quali bisogna aggiungere i pensionati, e i 90 deputati regionali sono senza stipendi e indennità parlamentari. Il pagamento potrà avvenire solo dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del bilancio della Regione, poiché l'Assemblea attende il trasferimento di 149 milioni di euro.
Si cerca una soluzione a Palazzo Chigi.
Non si terrà oggi, come era sembrato all'inizio, il vertice tra il presidente della Regione siciliana e il capo del Consiglio dei ministri. Rosario Crocetta incontrerà in settimana, forse mercoledì, il premier Letta per affrontare l'emergenza sociale in corso nell'Isola dopo l'impugnativa da parte del commissario dello Stato di parte della legge di stabilità col blocco di oltre mezzo miliardo di spesa e migliaia di lavoratori senza stipendi. Gli oltre 500 milioni sono stati spostati in un fondo indisponibile a garanzia dei residui attivi (una montagna di 15 miliardi di crediti difficilmente esigibili): i fondi bloccati erano destinati in buona parte a enti, consorzi, fondazioni, teatri pubblici e associazioni, ma anche ai lavoratori forestali.

Ma i nodi vengono al pettine.
“Quando in una finanziaria come quella della Regione siciliana si prevedono ingenti impegni finanziari senza un'adeguata copertura, non bisogna meravigliarci dell'intervento del Commissario dello Stato che esercita un ruolo di garanzia”. L'ha detto il ministro alla Pubblica amministrazione Giampiero D'Alia, parlando con i giornalisti a Ragusa a un convegno sui fondi europei 2014-2020.
“Ho dato la mia disponibilità al presidente Crocetta - ha aggiunto il ministro - per convocare un tavolo tecnico anche a Roma, con il presidente del Consiglio e il ministero dell'Economia, per vedere come intervenire su alcuni settori specifici della macchina regionale che hanno una loro complessità sul piano sociale e su cui è necessario reperire le necessarie risorse”.
27 Gennaio 2014
http://www.qds.it/14911-regione-stipendi-a-rischio-trema-palermo.htm


LA FAI CISL SICILIA SUI LAVORATORI FORESTALI


La Fai Cisl Sicilia sui lavoratori Forestali



La lettera della Fai alla Regione reca la firma del segretario della federazione siciliana, Fabrizio Colonna. Tocca i temi della spesa regionale, degli sprechi e dei risparmi di spesa. Dell’indennità chilometrica, del contratto nazionale e integrativo, del turnover, del dissesto idrogeologico e della tutela del territorio regionale anche mediante “l’investimento proficuo dei fondi Ue”. Ancora, interviene sulla questione del lavoro e delle giornate di lavoro e mette al centro una serie di rivendicazioni: per “una cabina di regìa unica per il settore che miri al progressivo affrancamento dal finanziamento pubblico attraverso l’autofinanziamento produttivo”. Sono richiesti inoltre: l’ampliamento del territorio boscato “come previsto dal protocollo di Kyoto”; una programmazione pluriennale attenta alle fasi colturali anche per attuare una seria “repressione dell’abominevole crimine degli incendi a causa dei quali negli ultimi anni hanno perso la vita decine di operai forestali”. La convenzione tra assessorati regionali Agricoltura, Territorio e Sanità in tema di visite mediche periodiche che al momento sono svolte invece da “pool di medici privati”. La redazione delle buste paga da parte dell’ente regionale Resais anziché ad opera di ditte private. La “centralizzazione e razionalizzazione sia dell’acquisto che della manutenzione dei mezzi piccoli e grandi della forestale”.
La lettera, che pubblichiamo integralmente, è stata inviata al presidente della Regione Rosario Crocetta e per conoscenza agli assessori regionali delle Risorse agricole Dario Cartabellotta e al Territorio e ambiente, Mariella Lo Bello. È stata spedita anche all’Azienda regionale delle foreste demaniali (ingegner Pietro Lo Monaco) e al Dipartimento regionale delle foreste (ingegner Vincenzo Di Rosa). (ug)



27 Gennaio 2014
http://ennapress.it/la-fai-cisl-sicilia-sui-lavoratori-forestali.html




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