02 ottobre 2017

PALERMO. DA POMERIGGIO RIPRENDE IL SERVIZIO ANTINCENDIO

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Prov.li 
Fai, Flai e Uila Palermo








QUESTA SETTIMANA IL BLOG NELLA SUA PAGINA FACEBOOK HA RAGGIUNTO 23.766 PERSONE. TUTTO QUESTO SOLO GRAZIE A VOI!






SOSPENSIONE ANTINCENDIO. RIFLESSIONE DI UN COLLEGA

Ricevo e pubblico
da Vito Vaccaro




Cari amici colleghi del servizio antincendio,
ci risiamo, un altra volta ancora. Nuovamente subiamo, ahimè passivamente, le decisioni di questi,  non trovo neanche l'aggettivo adatto per definirli.
Ancora una volta ci sospendono poi ci riavviano, alle volte peggio ci licenziano poi ci riassumono, poi ci visitano e ci rivisitano, ci mortificano, ci umiliano, ci denigrano, ledono e offendono la nostra dignità ma adesso si avvicina per noi una grande occasione, questo può essere il momento giusto, decisivo. 
Giorno 5 novembre, esercitando il nostro diritto consapevolmente e VALUTANDO BENE, possiamo decidere noi cosa fare di loro, possiamo decidere noi di fargli fare un bel Turno... ma di riposo. Se nel momento in cui esprimeremo il nostro voto in piena coscienza, riflettendo bene su tutto ciò che il comparto forestale e in particolare modo gli operai Forestali tutti, senza nessuna distinzione o categoria ha dovuto subire, in tutti questi anni, credo proprio che NOI questa volta possiamo, non sospenderli dal servizio, ma mandarli definitivamente a cercarsi un'altra occupazione. 
Questa, è la volta buona. 
Adesso è il momento di decidere è il nostro orgoglio che ce lo chiede. 

Riflessione di un A. G. A. M. S. forestale STAGIONALE
... precario a tempo indeterminato!!! :) 




CANCELLERI ANNUNCIA CHE NEL PROGRAMMA DI 100 PAGINE CI SONO ANCHE LE RISPOSTE PER I LAVORATORI FORESTALI



Cancelleri dal minuto 9:30




 Gli impegni dell'On. Cancelleri per i forestali qualora venisse eletto Presidente




L'intervento integrale dell'On. Giancarlo Cancelleri, M5S, al 2°Congresso del Sifus/Confael

L'On. Giancarlo Cancelleri M5S (candidato alla presidenza della regione) ha risposto in diretta alle domande dei cittadini, tra cui anche a quella mia: quale ricetta per i lavoratori forestali? Siamo una risorsa e non un problema! Guarda il video

Sifus: Cancelleri dice "si" alla stabilizzazione dei forestali

On. Giancarlo Cancelleri (M5S): discutere all'Ars il disegno di legge di iniziativa popolare sui forestali è un dovere della politica regionale

L'On. Giancarlo Cancelleri ha incontrato a Sutera (Cl) i lavoratori forestali

Cancelleri (M5S): ad ogni finanziaria vengono sottratte risorse ai coltivatori per dirottarle su forestali e precari. Una vera e propria guerra tra poveri”

Intervista a Giancarlo Cancelleri. Bisogna evitare di fare di forestali, precari e formatori gli agnelli sacrificali. Non sono i responsabili di ciò che non funziona in Sicilia. «Però queste sono delle finte misure assistenziali

L'intervista a Giancarlo Cancelleri (M5S), siamo pronti a guidare la Sicilia. Bisogna ridare dignità ai forestali e alla formazione. A questa gente, senza però scivolare nel populismo: chi dice che tutti possano essere stabilizzati sta mentendo






Regionali, il sogno di una Sicilia a 5 Stelle dei grillini in tour: “Cambiamo questa terra con il vostro aiuto”

Giancarlo Cancelleri confrema che non licenzierà nessun operaio forestale. Sono tutte balle - dice, le persone per bene non avranno nulla da temere!

Movimento 5 Stelle lavora all'ombra dei litigi degli altri. «non più voto di protesta. Burocrati? Ce ne sono bravi». Il nostro obiettivo sarà quello di ascoltare le varie categorie

Alla presentazione dell'Assessore all'Agricoltura del M5S è stato affrontato anche il tema del comparto forestale. Però secondo il mio modesto parere deve essere ulteriormente approfondito

Sicilia: assessora designata M5S, valorizzeremo i forestali. Il blog: si valorizzi con due soli contingenti o con la stabilizzazione


Giancarlo Cancelleri affronta e apprezza il ddl del Sifus. Ma spiega cosa farà subito e con certezza. Video

Il tour di Di Maio e Cancelleri sull'Etna tra vino e forestali «l'obiettivo è stabilizzarvi, ma non dipende solo da noi» 

La politica ambientale dei 5 Stelle alla Regione, Trizzino: ‘Se vinciamo revocheremo le autorizzazioni al Muos’. Gli operai forestali devono essere messi nella condizione di poter operare per tempo, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione degli incendi 

Tra le priorità dell'assessore designato, giampiero trizzino c'è la campagna antincendio  che non è funzionale al servizio. Spese obbligatorie per il funzionamento degli operai forestali. Video

La Ricetta del M5S sui forestali è già pronta: non c’è un esubero di personale! Svincolare la spesa per la tutela del territorio. “In questo modo il personale avrà periodi di lavoro certi e continuativi”. Il blog: i lavoratori chiedono più giornate lavorative! 





IL PAPA A CESENA: SI TORNI A FARE BUONA POLITICA, LA CORRUZIONE È IL SUO TARLO



01 ottobre 2017
"La politica e' sembrata in questi anni a volte ritrarsi di fronte all'aggressivita' e alla pervasivita' di altre forme di potere, come quella finanziaria e quella mediatica". Lo ha denunciato Papa Francesco nell'incontro con la cittadinanza in piazza del Popolo a Cesena. "Occorre rilanciare - ha detto - i diritti della buona politica, la sua idoneità specifica a servire il bene pubblico, ad agire in modo da diminuire le disuguaglianze, a promuovere con misure concrete il bene delle famiglie, a fornire una solida cornice di diritti-doveri e a renderli effettivi per tutti". "Il popolo, che si riconosce in un ethos e in una cultura propria, si attende dalla buona politica - ha scandito - la difesa e lo sviluppo armonico di questo patrimonio e delle sue migliori potenzialità". "Preghiamo - ha aggiunto rivolto alla folla di Cesena - il Signore perché susciti buoni politici, che abbiano davvero a cuore la società, il popolo e il bene dei poveri. A Lui, Dio di giustizia e di pace, affido la vita sociale e civile della vostra citta'". "La corruzione - ha detto il Papa a Cesena, il tarlo della vocazione politica, la corruzione non lascia crescere la civiltà e il buon politico ha anche la propria croce quando vuol essere buono perché deve lasciare tante volte le sue idee personali per prendere le iniziative degli altri e armonizzarle, accomunarli perché sia bene comune, in questo senso il buon politico sente di essere un martire, diciamo così al servizio perché lascia le proprie idee, ma le mette a servizio per andare verso il bene comune". Papa Francesco ha pronunciato il suo primo discorso in Emilia Romagna in Piazza del Popolo, che ha ricordato che a Cesena è chiamata semplicemente "la Piazza", in quanto "spazio pubblico in cui si prendono decisioni rilevanti per la città nel suo Palazzo Comunale e si avviano iniziative economiche e sociali". "E' un luogo emblematico - ha detto - dove le aspirazioni dei singoli si confrontano con le esigenze, le aspettative e i sogni dell'intera cittadinanza; dove i gruppi particolari prendono coscienza che i loro desideri vanno armonizzati con quelli della collettività". "Io diro', permettemi l'espressione - ha aggiunto - che questa piazza si impasta il bene comune di tutti, qui si lavora per il bene comune di tutti, questa armonizzazione dei beni propri con i beni della comunita'. Qui si apprende che, senza perseguire con costanza, impegno e intelligenza il bene comune, nemmeno i singoli potranno usufruire dei loro diritti e realizzare le loro piu' nobili aspirazioni, perché verrebbe meno lo spazio ordinato e civile in cui vivere e operare". Secondo Francesco. "la centralità della piazza manda dunque il messaggio che è essenziale lavorare tutti insieme per il bene comune. E' questa - ha scandito - la base del buon governo della citta', che la rende bella, sana e accogliente, crocevia di iniziative e motore di uno sviluppo sostenibile e integrale". "Questa piazza, come tutte le altre piazze d'Italia, richiama - ha concluso - la necessità, per la vita della comunita', della buona politica; non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi". 

Fonte: www.rainews.it





PALERMO. CONTINUERA' O NO, LA SOSPENSIONE DEI LAVORATORI ANTINCENDIO? QUESTA MATTINA AUTOCONVOCAZIONE PRESSO L'ISPETTORATO



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PROMOZIONI, ASSUNZIONI, SPOT, BLUFF. LA MACCHINA ELETTORALE DEL GOVERNO. ANTONELLO CRACOLICI AVEVA “BRINDATO”, ALCUNI GIORNI FA, ALL'APPROVAZIONE DELL'ACCORDO SINDACALE SUI FORESTALI: 80 EURO IN PIÙ PER CIASCUNO


La fine della legislatura

di Accursio Sabella
Esa e Forestali, precari e Sanità, contributi agli enti: sotto elezioni, la giunta di Crocetta è attiva come non era mai stata prima.

PALERMO - Quei soldi erano attesi da anni. Arriveranno, probabilmente, sotto elezioni. Sono gli arretrati che il governo Crocetta destinerà ai dipendenti dell’Ente per lo sviluppo agricolo. Ai lavoratori dell’Esa verrà riconosciuto un adeguamento contrattuale previsto dalla legge, ma fermo a causa di diversi intoppi burocratici. 

La storia è antica e molto controversa. Per farla breve, i dipendenti dell’Esa, equiparati ai dipendenti statali, non hanno goduto degli adeguamenti previsti dai più recenti contratti nazionali, per i bienni 2006-2007 e 2008-2009. Nonostante già nel 2010 la Regione avesse approvato anche le “tabelle di equiparazione” con i contratti statali. Ma da quel momento, se si esclude una serie di contenziosi avanzati dai lavoratori, si è fermato tutto. Fino all'accelerazione degli ultimi mesi, quando è stato ricostituito il collegio dei revisori dei conti (la sua assenza era uno degli ostacoli) e si è deciso, nel corso di una giunta di un paio di settimane fa, di estendere appunto ai dipendenti Esa e anche ai pensionati, il contratto collettivo nazionale. In “soldoni”, è il caso di dirlo, l'ente ha dovuto creare un nuovo fondo, da oltre due milioni di euro frutto non di nuovi contributi, ma di risparmi sulla gestione, per garantire gli arretrati non solo ai circa 200 dipendenti, ma anche ai pensionati Esa che si vedranno “ritoccare” l'assegno pensionistico. Ai lavoratori, così, ecco un po' di soldi, a due mesi dalle elezioni, frutto dell'adeguamento: mille euro ciascuno, o poco più. In pratica, l'equivalente dei famosi “80” euro di Matteo Renzi. 

A proposito di 80 euro, sempre l'assessorato all'Agricoltura guidato da Antonello Cracolici aveva “brindato”, alcuni giorni fa, all'approvazione dell'accordo sindacale sui Forestali: 80 euro in più per ciascuno, appunto. Nonostante l'assessore all'Economia Alessandro Baccei invitasse alla “cautela” sulla copertura di quelle somme. “Abbiamo garantito dei diritti” ha precisato Cracolici. A un mese e mezzo dalle elezioni. Meglio tardi che mai, dirà qualcuno. 

La Sanità che assume 

Ma l'ultima parte di questa legislatura è tutta una corsa a recuperare il tempo perduto. Sotto elezioni, la macchina del governo gira ai massimi regimi. Mentre gli assessori in qualche caso sono spariti dai palazzi dell'amministrazione regionale e si sono stabiliti nei loro collegi elettorali. Proprio in quello dell'assessore alla Salute Baldo Gucciardi, a Trapani, ecco un'altra buona notizia, assai simile a quella che riguarda i lavoratori dell'Esa. L'Asp guidata da Giovanni Bavetta ha infatti dato il  via libera al pagamento degli arretrati per i dipendenti Azienda. Secondo quanto riporta una nota Asp, infatti, sono state sbloccate somme per oltre mille dipendenti aventi diritto al pagamento della progressione economica orizzontale "a decorrere dall'1 gennaio". Il tutto "secondo i criteri definiti dal Contratto collettivo integrativo aziendale, sottoscritto - si legge nella nota - da azienda e sindacati il 5 ottobre 2016". 

E ci mancherebbe. Le manovre descritte sono assolutamente legittime. E in qualche caso, anzi, persino in clamoroso ritardo. O forse, a guardarla in altro modo, perfettamente puntuali. E nella Sanità che attende lo sblocco dei concorsi, altra potenziale “leva” per il consenso, ecco che arrivano le prime assunzioni a tempo indeterminato. Ne dà notizia, solo per prendere il caso più recente, l'Asp di Siracusa che ha annunciato le stabilizzazioni di 41 dirigenti medici, 12 tecnici della prevenzione, 12 di laboratorio e 146 infermieri “a seguito – si legge in una nota dell'Asp – dell'approvazione da parte dell'Assesssorato regionale della Salute della dotazione organica aziendale e del Piano di fabbisogno triennale dell'Azienda che ha di fatto consentito lo sblocco delle assunzioni”. Nel caso cui qualcuno non avesse compreso, insomma, di chi è il merito. 

I contributi a enti e associazioni 

Un finale pirotecnico, insomma, che sembra impegnare davvero ogni ramo della pubblica amministrazione. Dal Turismo, ad esempio, venti giorni fa ecco piovere mezzo milione di euro senza bando per sagre ed eventi in giro per la Sicilia. La metà di questi nel Catanese, collegio dell'assessore Anthony Barbagallo. Con altrettanta puntualità, ecco arrivare in Gazzetta ufficiale un'altra infornata di finanziamenti: è stata infatti pubblicata la circolare che disciplina le modalità per accedere a “un sostegno economico sotto forma di contributi per le attività di carattere culturale, artistico e scientifico di particolare rilevanza da parte dei comuni, accademie, enti, istituzioni ed associazioni culturali, scientifiche e musicali, aventi sede in Sicilia”. A un mese dalle elezioni, quindi, fondazioni, enti e soggetti vari che in molti casi facevano parte della famigerata “Tabella H” potranno chiedere di accedere a quei contributi. 

Formazione e precari 

Nel frattempo, nonostante qualche inciampo dell'Avviso 8 di fronte ai tribunali amministrativi, l'assessore alla Formazione Bruno Marziano fa la voce grossa e assicura che i decreti di finanziamento nei confronti degli enti classificati in un posto utile della graduatoria, saranno regolarmente inviati alla Corte dei conti per l'approvazione: l'atto propedeutico al trasferimento del contributo. 

Chi si ferma è perduto. E dopo anni di chiacchiere, leggi, sparate televisive, di proroghe e proroghine strappate a fine anno, Crocetta assicura che i precari storici degli enti locali presto verranno stabilizzati in via amministrativa: un bacino di circa 20 mila lavoratori. Una assunzione-bluff, secondo i sindacati, che hanno precisato: “Finora non è stato stabilizzato nemmeno un precario”. Nel frattempo, si strizza l'occhio anche alla popolazione della Regione siciliana, addirittura riaprendo il tavolo per il rinnovo dei contratti dei Regionali, fermi in qualche caso da dieci anni. I contratti sono stati approvati? Macché. Il governo però, con una delibera-spot ha dato mandato all'assessore alla Funzione pubblica Luisa Lantieri di dare mandato all'Aran di cominciare a discutere. Nel frattempo, il governo sta promettendo ai 1.700 lavoratori degli sportelli multifunzionale una “sistemazione” al Ciapi sulla base di una legge approvata dall'Ars e già tradotta in una delibera. E ha poi approvato un'altra strana delibera, con la quale si dà mandato all'assessore alle Attività produttive Mariella Lo Bello di mettere in campo gli strumenti idonei affinché le Camere di commercio possano assicurare l'assistenza tecnica alle imprese per l'accesso ai fondi europei. Stando a quanto filtra, a questa delibera potrebbe seguire un massiccio stanziamento, proprio in zona Cesarini. 

Tutto adesso, in questa sapida coda di legislatura. Dove tutto sembra finalmente possibile. Arrivano i soldi per le ex Province, ad esempio, e la Regione ne pubblicizza il “riparto”, come se non fosse in clamoroso ritardo. Il governo è attivissimo nel ritoccare, modificare gli interventi per il “Patto per il Sud”, cornucopia dei sogni siciliani. In giunta, sulla scorta di una delle norme approvate dal cosiddetto “collegato alla Finanziaria”, uno dei più “clientelari” provvedimenti degli ultimi anni, ecco la delibera per destinare i contributi per le imprese che si occupano di microelettronica e biotecnologie: i contributi, tra le altre cose, sono destinati a nuove assunzioni in questo settore. 

Le nomine  

Una girandola di provvedimenti, finiti sotto elezione. Decisioni del governo che si aggiungono, ovviamente, al valzer di nomine di queste ultime settimane. Incarichi che hanno quasi sempre visto come destinatari fedelissimi del governatore. Alle scelte ormai di “lunga data”, come quella di piazzare gli uomini (e donne) del presidente a capo delle società partecipate regionali (Ast e Seus, ad esempio) o di enti pubblici come l'Ircac o l'Irsap, o a quella più recente di estendere alcuni consigli di amministrazione come quello di Irfis che Crocetta ha allargato portandolo da tre a cinque poltrone o a quella di rinominare il commissario dell'Ente per il diritto allo studio di Palermo, ecco anche i nuovi commissari degli Iacp, quasi tutti militanti del Megafono. Tra questi, anche un ex cuffariano di ferro, passato alla “corte” del senatore Beppe Lumia. Dopo l'elezione nella direzione nazionale del Pd, Totò Gueli aveva assicurato: “Lascio quel posto, per non mettere in imbarazzo nessuno”. Le dimissioni poi non sono più arrivate. E così, invece di lasciare una poltrona, il cuffariano di Crocetta ha finito per guadagnarne un'altra.
02 Ottobre 2017

Fonte: livesicilia.it





REGIONALI MUSUMECI AI PARTITI: "LISTE PULITE". DURA LA REPLICA DEGLI AVVERSARI


Il candidato del centrodestra scrive ai segretari dei partiti. Cancelleri: "È come Ponzio Pilato".

PALERMO - Nello Musumeci scrive ai segretari delle forze politiche della coalizione. "In politica, specie per chi chiede di rappresentare gli elettori, i diritti arretrano rispetto ai doveri. E' un problema di riferimenti per un popolo che ha bisogno di tornare a specchiarsi nella sua classe dirigente, senza ombre che ingenerino timori di strane contiguità", scrive il candidato alla presidenza della Regione Siciliana. 

"Le regole di incandidabilità stabilite dalla legge Severino e dal Codice Antimafia - prosegue Nello Musumeci - costituiscono un modello di riferimento imprescindibile, ma non sufficiente sul piano etico. Non potendosi stabilire oggettivi criteri di sbarramento, e non avendo io titolo sanzionatorio per interferire con le scelte dei partiti che compongono la coalizione, mi richiamo al loro senso di responsabilità affinché, nella formazione delle liste, si tenga conto anche dei profili morali e di opportunità". 

"Troppo comodo", commenta Claudio Fava, candidato della sinistra alla presidenza della Regione. "A proposito di candidati eticamente discutibili -dice - Nello Musumeci si richiama oggi al 'senso di responsabilità' dei partiti che lo sostengono. Troppo comodo e troppo poco. Io mi richiamo al mio senso di responsabilità. E nella mia lista parenti di indagati o imputati per mafia non ce ne saranno. Altrimenti sarei io ad andarmene".  

Immediata e sarcastica anche la reazione del candidato del Movimento 5 stelle, Giancarlo Cancelleri: "Musumeci è il Ponzio Pilato della politica siciliana". "Il suo appello di oggi, rivolto ai suoi stessi compagni di coalizione, per le liste pulite è ridicolo - scrive su Facebook. - Ma come non ha titolo? Ma se non ha titolo neppure per dire chi farà eleggere come farà ad avere titolo per nominare gli assessori e fargli approvare il bilancio. Ci prende in giro. Tutta la sua campagna elettorale è una farsa. Ha una responsabilità enorme nei confronti dei cittadini siciliani. Vuole lavarsi le mani sulla sozzura degli impresentabili che si candideranno nascosti dietro la sua faccia, ma è un altro atto di disonestà intellettuale nei confronti dei siciliani. Se Ponzio Pilato Musumeci tenesse alle liste pulite caccerebbe subito tutti gli uomini di Cuffaro, Lombardo, Miccichè e Genovese e si presenterebbe da solo, come facciamo noi".

 


 "Il MoVimento 5 Stelle - conclude - garantisce ai siciliani che le nostre liste sono pulite e i nostri assessori competenti e con le mani libere. Non fidatevi di chi se ne lava le mani, date un'opportunità a chi ha le mani pulite".
01 Ottobre 2017





IRROMPE LA POLEMICA NELL’AGONE POLITICO ED È TUTTI CONTRO TUTTI SU TUTTO


01 Ottobre 2017
“In politica, specie per chi chiede di rappresentare gli elettori, i diritti arretrano rispetto ai doveri. E’ un problema di riferimenti per un popolo che ha bisogno di tornare a specchiarsi nella sua classe dirigente, senza ombre che ingenerino timori di strane contiguità”.
Lo scrive Nello Musumeci, candidato alla presidenza della Regione Siciliana, in una lettera inviata a tutti i segretari regionali delle forze politiche della coalizione. “Le regole di incandidabilità stabilite dalla legge Severino e dal Codice Antimafia – prosegue Nello Musumeci – costituiscono un modello di riferimento imprescindibile, ma non sufficiente sul piano etico. Non potendosi stabilire oggettivi criteri di sbarramento, e non avendo io titolo sanzionatorio per interferire con le scelte dei partiti che compongono la coalizione, mi richiamo al loro senso di responsabilità affinché, nella formazione delle liste, si tenga conto anche dei profili morali e di opportunità”.
“Musumeci è il Ponzio Pilato della politica siciliana – gli risponde su facebnook Cancelleri -. Il suo appello di oggi, rivolto ai suoi stessi compagni di coalizione, per le liste pulite è ridicolo. Ha detto ‘non avendo io titolo sanzionatorio per interferire con le scelte dei partiti che compongono la coalizione, mi richiamo al loro senso di responsabilità affinché, nella formazione delle liste, si tenga conto anche dei profili morali e di opportunità’. Ma come non ha titolo? Ma se non ha titolo neppure per dire chi farà eleggere come farà ad avere titolo per nominare gli assessori e fargli approvare il bilancio. Ci prende in giro. Tutta la sua campagna elettorale è una farsa. Ha una responsabilità enorme nei confronti dei cittadini siciliani. Vuole lavarsi le mani sulla sozzura degli impresentabili che si candideranno nascosti dietro la sua faccia, ma è un altro atto di disonestà intellettuale nei confronti dei siciliani”.
“Se Ponzio Pilato Musumeci tenesse alle liste pulite caccerebbe subito tutti gli uomini di Cuffaro, Lombardo, Miccichè e Genovese e si presenterebbe da solo, come facciamo noi. Il MoVimento 5 Stelle – conclude cancelleri -garantisce ai siciliani che le nostre liste sono pulite e i nostri assessori competenti e con le mani libere. Non fidatevi di chi se ne lava le mani, date un’opportunità a chi ha le mani pulite”.
“A proposito di candidati eticamente discutibili, Nello Musumeci si richiama oggi al “senso di responsabilità” dei partiti che lo sostengono. Troppo comodo e troppo poco – dice Claudio Fava – Io mi richiamo al mio senso di responsabilità. E nella mia lista parenti di indagati o imputati per mafia non ce ne saranno. Altrimenti sarei io ad andarmene”.
Mentre Musumeci tira le orecchie ai suoi per fare liste pulite e cancelleri gli risoonde sui social impazza anche la polemica sulla sua assenza al confronto indetto dai medici sulla sanità in Sicilia. Ma si lamenta anche il candidato indipendente Franco Busalacchi che non è stato neanche invitato al confronto mentre Fava precisa che lui c’era. I siciliani liberi ovvero gli indipendentisti, invece, volano a Barcellona per sostenere la battaglia indipendentista catalana.
La polemica inizia ad animare la campagna elettorale. Micari in giro per la Sicilia prosegue la sua sfida gentile dopo aver lanciato l’idea del Ponte sullo stretto come opera da fare. Cancelleri mangia gamberi e sigla patti con i pescatori di Mazara del Vallo e Fava fa pace con il fratello di Peppino Impastato che lo aveva accusato di usare strumentalmente il nome ‘cento passi’ per la sua lista.
Il prossimo step di questa campagna è quello di giovedì quando bisognerà depositare le liste dei candidati. Dopo sarà sprint finale, 28 giorni di campagna elettorale prima del silenzio e questi saranno giorni senza sondaggi pubblici la cui pubblicazione verrà interdetta per non influenzare il voto.

Leggi anche tutte le interviste politiche di questa campagna elettorale:











di Manlio Viola







VERSO IL VOTO. CENTRODESTRA, ULTIMATUM DI ATTAGUILE: "LISTE PULITE O NIENTE SIMBOLO"


L'esponente della commissione antimafia avvisa gli alleati. "La coalizione non può essere un raggruppamento di interessi privati".

di Melania Tanteri
CATANIA - Una volta erano leghisti e non nutrivano parole d’amore verso il meridione. Oggi, gli esponenti di Noi con Salvini, corrono per le regionali in appoggio a Nello Musumeci presidente. E da Catania lanciano l’appello proprio all’ex numero uno della provincia di Catania affinché le liste, che si presenteranno a breve, siano “pulite”. 

Lo dice con convinzione il segretario regionale del movimento leghista, e membro della commissione antimafia, Angelo Attaguile, che avvisa l’alleato: “Voglio vedere i nomi delle liste - ammonisce. Nella nostra ci sono tutte persone che si devono rifare al codice etico dell’antimafia, di cui io sono segretario nazionale - dice. Noi daremo l’appoggio con il simbolo se saranno pulite, se daranno una nuova proiezione politica, un taglio alla vecchia politica. In questo caso, noi ci saremo con il nostro simbolo. In caso contrario sosterremo Musumeci che è una persona perbene. Il centrodestra non può essere un raggruppamento di interessi privati. Se ci sono interessi privati - incalza - noi non saremo in lista. Non daremo il simbolo se non siamo certi di questo”. 

Chiaro il riferimento anche alla situazione di Riccardo Pellegrino, e ad alcune parentele “scottanti” del consigliere: Forza Italia sembrava non si intenzionata a candidarlo ma l’esponente di Palazzo degli Elefanti aprirà la sua campagna elettorale sabato prossimo con il simbolo di Fi. “Devo dire onestamente che non conosco il consigliere Pellegrino - continua Attaguile - e non conosco le vicende. Ma ritengo che la politica vada presa come un impegno morale, e come servizio alla società. Non so i problemi che hanno i vari partiti e movimenti: non sta a me dire chi è presentabile e chi no. Personalmente, io mi sono ritirato dalla politica fino a quando non sono stato assolto con revisione del processo”. 

Il segretario di Noi con Salvini si sofferma poi sui mal di pancia e sulla “lotta” interna di chi, guarda Palermo ma punta a Roma. E che, in questo momento, sembrano in concorrenza tra loro, per staccare il famoso ticket. Da Catania puntano alla conquista dell’Ars, tra gli altri, due primi cittadini, quello di Aci Castello, l’ex Udc Filippo Drago e quello di Motta Sant’Anastasia, ex Articolo 4, Anastasio Carrà. Ai quali si aggiunge il vicesindaco di Mascalucia, Fabio Cantarella, non candidato ma portavoce etneo dei staliniani
“Per quanto mi riguarda e per la Sicilia - assicura - è una prateria immensa davanti. abbiamo un programma preciso, le carte in regola e i numeri: ci danno al 9,9 % nelle isole. C’è massima disponibilità a riconoscere chi si è impegnato”.

Attaguile è certo del successo che avrà il centrodestra, se non altro per la debolezza degli sfidanti candidati presidente. “Sono sicuro che Musumeci vincerà - sottolinea: e lo farà non solo perché lui è onesto, ma perché quello che hanno fatto gli altri, dalla sinistra ai 5 stelle, è la dimostrazione che non sanno governare”. E ancora: “Dall’altra parte c’è un professore universitario, non un politico. Sarà un bravo professore, un ingegnere bravissimo, ma credo che ognuno debba fare il proprio lavoro, e il politico penso debba avere voglia, intuizione, correttezza. Il vero politico può fare il politico ma la politica non si inventa e non può acquisire esperti di altri settori”.

02 Ottobre 2017

Fonte: catania.livesicilia.it




REGIONALI, FRA SANTINI E SANTONI IN SCENA LA GUERRA SANTA DELL'IPOCRISIA


01/10/2017 di Mario Barresi
Il racconto: dall'antimafia agli abusi edilizi, dal titolo di studio agli imprensentabili, abecedario di una campagna elettorale fatta di icone, simboli e immagini


In principio - l’inizio della fine - fu Rosario Crocetta.
Cinque anni fa, di questi tempi. Ex comunista eppure cattolico, omosessuale dichiarato. «Quand’ero sindaco a Gela feci arrestare 850 mafiosi» (ma anche 825, 820 o 750 in base ad altre variazioni statistiche del mantra autobiografico) andava e va ripetendo. Un santino dell’antimafia. Dietro al quale - grazie anche ai buoni (e interessati) uffici di altri due santoni della legalità: il confindustriale Antonello Montante e il senatore Beppe Lumia, l’uno decaduto l’altro dèmodè - fu costruita la gioiosa macchina da guerra che vinse le Regionali del 2012.
È andata com'è andata.



Rosario Crocetta dopo l'elezione del 2012

E non è finita.

Perché a volte - anzi: spesso - ritornano. Icone e simboli; santini e santoni; immagini e suggestioni; bandiere e banderuole.

Come prima, più di prima. Cinque anni dopo. Una reiterazione di reato sarebbe stata la scelta del Pd (e di Renzi in particolare) di rottamare un’icona della legalità con un’altra dell’accoglienza dei migranti: Giusi Nicolini. Sindaca non rieletta dai lampedusani e presidente da far eleggere ai siciliani. Non se ne fece nulla, così come - per il rifiuto, secco e garbato, dell’interessato - saltò la candidatura del simbolo dei simboli: Piero Grasso, autentico antimafiosissimo da una vita e uomo delle istituzioni.

Non è santo che suda, non c’è grasso che cola. Quindi spazio alle altre suggestioni. Del “campo largo” e del “modello Palermo”. Il cui combinato disposto, nel vuoto per pieno dei politici politicosi, è il civismo.

Come fu e come non fu, Leoluca Orlando - autoproclamatosi «statista», dal 1980 momentaneamente prestato alla politica, aspettando la Sicilia che «non è pronta a essere governata da uno statista» - diventa il mazziere del centrosinistra e crea la candidatura di Fabrizio Micari, rettore in congedo straordinario, che chiede il permesso di fare la sua rivoluzione gentile.

È il civismo, bellezza. Lo stesso usato a sua insaputa - ante litteram, quando il termine non era così di moda - da Nello Musumeci prima per annacquare il suo pedigree post-missino, poi per autocandidarsi e infine per essere candidato dal centrodestra, con #DiventeràBellissima. Movimento mosso da una citazione («Questa terra...» era il soggetto) di Paolo Borsellino. Monumento. Prima di essere icona della destra legalitaria. Ma forse tutto ciò ignorava il candidato grillino, Giancarlo Cancelleri, mentre - dalla Valle dei Templi con un sorridente e annuente Gigino Di Maio - arringò: «Qualcuno dice che diventerà bellissima; peccato che la Sicilia sia già bellissima». «Qualcuno a chi?», ribatterono - sottintendendo il giudice ucciso dalla mafia - gli adepti di Musumeci, nel suo piccolo iconcina antimafia dopo aver presieduto l’omonima commissione all’Ars.

Nello Musumeci e Vittorio Sgarbi

Se ci fosse già stato in campo Vittorio Sgarbi, icona laica di bellezza e di cazzeggio, al povero Cancelleri non gliel’avrebbe tolto nessuno un «capra, capra, capra!», epiteto al cubo che simboleggia un’altra deriva di questa campagna elettorale. Quella sul titolo di studio degli aspiranti governatori. Nella tornata a più alto tasso di Magnifici ed ex Magnifici candidati, il Vittorio nazionale ha osato dire: «Penso che il presidente della Regione deve essere laureato e Musumeci lo è, a dispetto del geometra Cancelleri». Beccandosi, in assenza di qualcuno lo correggesse sul congiuntivo, una replica, piccata e piccante, del grillino diplomato: «Offende i siciliani che lavorano. E poi Musumeci la laurea non ce l’ha. Se Sgarbi s’informasse, eviterebbe queste figuracce». Nel profilo del deputato di #DiventeràBellissima, sul sito dell’Ars, si parla di «Maturità Tecnica». E per quell’impenitente immaturo di Sgarbi, ieri, dal sacro blog di Beppe Grillo, arriva la fatwa: «È l’ultimo pezzo pregiato della galleria di “mostri” di Musumeci».

Tant’è. Cancelleri - che magari avrà solo il diploma, eppure la laurea honoris causa in democristianità se l’è meritata in una campagna elettorale sin troppo diplomatica - s’è concesso un colpo da master in comunicazione politica della Casaleggio Associati. Assoldando, lui che con l’inseparabile Di Maio era scivolato sulla buccia di banana dell’«abusivismo di necessità», la super icona della lotta agli abusi edilizi in Sicilia. L’ex sindaco di Licata, Angelo Cambiano, ruspante simbolo delle ruspe; pluriminacciato, iperpresente nei salotti tv e infine sfiduciato in consiglio comunale. Per Cancelleri una fragorosa espiazione della gaffe. Come mettersi in casa un prete dopo aver bestemmiato.

Angelo Cambiano e Giancarlo Cancelleri

Cambiano, dopo averla fatta subodorare a tutti gli altri - la candidatura - tanto da far spingere il taciturno Musumeci ad annunciare il sostegno alla sua lista, gliel’ha data - la disponibilità - ai 5stelle. «Sarà il sindaco dei sindaci, assessore non grillino alle Autonomie locali». Ecco, appunto: non grillino. E così il simbolo dell’inedito laicismo dei 5stelle viene subito colpito dal fuoco amico. «Abbassiamo le saracinesche e spegniamo le luci», scrivono dal meetup. Gli attivisti licatesi si dicono «mortificati» dalla «scelta verticistica» di Cancelleri. E, da sacerdoti custodi dell’ortodossia del movimento, oltre a rinfacciargli i suoi trascorsi col centrodestra, bollano Cambiano come «bolla mediatica».

Giovanni Impastato e Claudio Fava

Simboli. Contestati. O contesi. Come nel caso di Peppino Impastato, giornalista ucciso dalla mafia, finito in mezzo alla singolar tenzone fra il fratello Giovanni e Claudio Fava. Oggetto della lite il nome della lista del candidato governatore: Cento passi per la Sicilia. Simbolo che evoca la distanza (anche se qualche precisino ne ha contati 94, di passi) fra le case di Impastato e del boss Tano Badalamenti; ma anche titolo del film sceneggiato dallo stesso Fava. Una «operazione elettorale alla ricerca di consensi», attacca Impastato. «I Cento Passi è un'immagine che appartiene ai siciliani onesti», replica Fava. Precisando che è «una scelta che abbiamo condiviso con Giovanni ben prima di presentare questo simbolo». Controreplica di Impastato intervistato da Repubblica: «Fava non lo vedo da dieci anni. Dice bugie e offende la memoria di mio fratello. Ora vado dall'avvocato».

Icone contro. L’antimafia di tutti e l’antimafia del ghetto dei parenti. Questioni di famiglia. Come i simboli - contrari e opposti - di un’altra battaglia. Quella contro i cosiddetti impresentabili. Ben più colpevoli dei voltagabbana (la coerenza, nella politica siciliana, è quasi un male minore), perché marchiati dalla lettera scarlatta dell’infamia parentale. Citiamo i più citati: Silvio Cuffaro, fratello di Totò già detenuto per favoreggiamento alla mafia, eletto sindaco di Raffadali e ora incandidabile alle Regionali eppure prossimo candidato alle Politiche con Forza Italia; Luigi Genovese, astro nascente forzista, figlio «abbastanza incensurato» di Francantonio, condannato in primo grado per le truffe nella formazione professionale; Giuseppe Lombardo, figlio di Angelo e nipote di Raffaele, a processo per voto di scambio aggravato dalla mafia, forse in lizza con Forza Italia. Al netto degli altri casi (una decina di aspiranti candidati con guai giudiziari personali), i familiari di Genovese, Cuffaro e Lombardo sono figure mitologiche - loro il corpo, la testa (e i voti) dei parenti - che simboleggiano l’ipocrisia di questa campagna elettorale. In cui più voci invocano gli “esami del sangue” da parte dell’Antimafia nazionale ai candidati siciliani, così come già avvenuto per le Regionali in Campania. Ben sapendo che, per l’attuale codice etico, gli impresentabili sono perfettamente in regola.

Totò Cuffaro e Francantonio Genovese

Mascariamenti. In una guerra santa, di santini contrapposti. La legalità, l’antimafia, le ruspe, il titolo di studio, gli impresentabile. E il Ponte. Ultimo tema di scontro. Altrettanto ipocrita e simbolico, visto che il prossimo governatore inciderà sul destino fra Scilla e Cariddi come il presidente della bocciofila sulle risoluzioni dell'Onu.

Ma ormai sono le Regionali delle immaginette. E se c’è un Crocetta che esce, c’è pure - per la legge del contrappasso - una croce che non vogliono fare entrare. «La bocciatura del contrassegno di Unione Cristiana da parte della Regione, solo perché contiene la croce, è illegittima e pertanto ricorreremo in ogni sede». Lo dice, con fervore da crociato, un tale Scilipoti Isgrò. Ovvero: il mitico Domenico Scilipoti, ex dipietrista folgorato sulla via di Arcore, che ha da poco aggiunto il doppio cognome all'anagrafe, in un travaglio epifanico da macchietta a erede di De Gasperi. «Non permetteremo che, dopo aver eliminato i crocifissi dalle aule scolastiche in nome di una presunta tolleranza, i cristiani vengano espulsi dalla vita pubblica, soprattutto con scuse banali», sbotta. Denunciando una «deriva totalitaria inaccettabile, figlia di una cultura laicista, condivisa da Pd e Cinquestelle».

Domenico Scilipoti

Ci mancava solo lui. E adesso è arrivato. Soltanto posti in piedi, da qui in poi. Alle elezioni più iconografiche e iconoclaste della storia.

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RIFIUTI: A PALERMO "TELECAMERE E FORESTALI ANTI-FURBETTI"


29 Settembre 2017
Piu' telecamere e forestali contro i 'furbetti' dell'immondizia, potenziamento della differenziata, della raccolta e dello spazzamento, controlli sull'attivita' di massiccio volantinaggio dei centri commerciali. Le vie per una Palermo pulita passano anche da qui. Il sindaco Leoluca Orlando ha incontrato nella sede di villa Niscemi il nuovo Collegio dei sindaci della Rap, l'azienda di igiene ambientale. Ha poi assicurato che entro il 10 ottobre la Rap avra' il nuovo vertice. Particolare priorita' alla raccolta differenziata con l'obiettivo di arrivare al 40% nei tempi piu' brevi possibili; pertanto ha disposto la razionalizzazione e il potenziamento del personale impegnato sui servizi esterni e ha chiesto di avviare quanto prima il secondo step della raccolta "porta a porta". Riorganizzazione del piano di spazzamento non piu' in itinerari, ma in ambiti come e' avvenuto nei primi anni della nascita di Rap. Particolare attivita' si svolgera' nel controllo del territorio con la polizia municipale; si prenderanno contatti con la Regione per coinvolgere anche il Corpo forestale per le attivita' di controllo e prevenzione degli illeciti ambientali.

Per garantire il raggiungimento nei tempi brevi di un aumento della percentuale di raccolta differenziata e' stato previsto il trasferimento delle 70 unita' lavorative di Palermo Ambiente della Ssr "Palermo Area Metropolitana" a Rap per le attivita' di informazioni e sensibilizzazione, di cui alcune da destinare alla polizia municipale per le attivita' di controllo. Sul fronte del rafforzamento dei controlli e della sanzione degli illeciti, sono in fase di acquisto 4 nuove telecamere mobili ed e' stato potenziato il personale con altri 13 agenti che saranno a supporto dell''unita' organizzativa "Tutela, decoro e igiene urbana" per azioni di repressione contro chi abbandona illegalmente gli ingombranti in citta' nonche' tutte quelle forme di abbandono irregolare dei rifiuti. Il sindaco ha inoltre chiesto al vicesindaco Sergio Marino e all'assessore alle partecipate Iolanda Riolo di convocare le associazioni di categoria per avviare una collaborazione che attraverso una comune sinergia consenta di potenziare e migliorare il sistema di raccolta differenziata. Si chiedera' massima collaborazione ai centri commerciali affinche' si eviti il volantinaggio non autorizzato invitando ad utilizzare altre forme di comunicazione per la promozione dei loro prodotti.


Fonte: www.nuovosud.it




MOZZARELLA SCADUTA E PRODOTTI PRIVI DI TRACCIABILITÀ IN ALBERGO DI ACI CASTELLO. CONTROLLI ESEGUITI DA PERSONALE DEL COMMISSARIATO BORGO OGNINA DELLA POLIZIA DI STATO, ASP DI CATANIA E CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA



CATANIA - Sanzioni complessive per 4.700 euro sono state comminate al preposto di una nota struttura alberghiera di Aci Castello, che è stato denunciato in stato di libertà per frode in commercio a conclusione di controlli nella struttura eseguiti da personale del commissariato Borgo Ognina della polizia di Stato, Asp di Catania e corpo forestale della Regione Siciliana.
Il servizio veterinario dell’Asp ha accertato all’interno delle celle frigorifero la presenza di 16 confezioni di mozzarella scaduta da due giorni e di 10 chilogrammi di tonno e di quasi 4 chili di vitello sottovuoto privi di tracciabilità. Riscontrate anche irregolarità nei servizi igienici riservati ai dipendenti, nel vano elettrico della cucina, trovati pannelli nel controsoffitto della cucina divelti, altezza dello locale cucina inferiore, in alcuni tratti, a 2,5 metri. Trovata all’esterno una struttura a sostegno di una copertura in plastica dove è stato rinvenuto un foro di 45 cm, dal quale una bambina in passato è precipitata mentre stava inseguendo un gatto.




L’Asp igiene-pubblica, ha contestato la presenza di alimenti custoditi in frigo privi di protezione, schede Hccp non aggiornate, presenza di mosche, guarnizioni dei frigoriferi poste sotto i piani di lavorazione scollate e usurate. In considerazione dell’altezza insufficiente e della mancanza di relativa documentazione e poiché parte dei locali cucina risultano privi di aperture all’aria aperta, è stato proposto il provvedimento di sospensione dell’attività. Infine, all’interno di alcune celle di congelamento, sono stati trovati oltre 50 chili di alimenti surgelati all’origine (fragole, mozzarelle panate, patate fritte, vegetali, crocchette, olive ascolane, arancini ed altro ancora) non contrassegnati come tali nel menù esposto al pubblico. 


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01 ottobre 2017

LE ULTIME PAROLE FAMOSE DELL'ASSESSORE CROCE: EVITEREMO LA SOSPENSIONE DEL SERVIZIO ANTINCENDIO



Parola dell'Assessore che prova ad evitare la protesta degli opera. Nonostante la Giunta abbia deliberato le somme necessarie per il completamento delle giornate, il servizio antincendio rimane sospeso

Operai antincendio da oggi sospesi. Croce: pronti i soldi lo eviteremo






MUSUMECI: "ULTIMI ATTI DI CROCETTA? SACCHEGGIO FINALE, PRONTO UN ESPOSTO"


30 Settembre 2017
PALERMO. "Il governo Crocetta è ormai al saccheggio finale. In queste ultime settimane, con la complicità di alcuni dirigenti remissivi, sta adottando provvedimenti e atti amministrativi incongruenti e per certi aspetti illegittimi. Contributi, trasferimenti, obblighi contrattuali e persino assunzioni. Un metodo improntato a un indecente clientelismo, a pochi giorni dalla consultazione elettorale".
L'ha detto Nello Musumeci, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Siciliana nel corso di un intervento alla Giornata Tricolore di Custonaci, in provincia di Trapani.
"È l'ultimo colpo di coda di un centrosinistra ormai in agonia - ha sottolineato Musumeci - che gioca le poche carte rimaste per tentare di arginare la frana del consenso a favore del centrodestra e dei partiti che sostengono la mia candidatura". "Stiamo valutando - ha concluso - se presentare un esposto alla magistratura, affinché acquisisca ogni elemento utile a valutare se nell'operato dell'amministrazione regionale si configurino ipotesi di reato". 

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Fonte: gds.it