04 gennaio 2017

NUOVE DIVISE, SARANNO LE VECCHIE. I FORESTALI-CARABINIERI, IL PRIMO COMUNICATO, FUNZIONI E DENOMINAZIONI


Arriva da La Spezia quello che, probabilmente, è il primo comunicato degli ex appartenenti al Corpo Forestale dello Stato, divenuti da ieri Carabinieri. Il tutto, come è noto, per effetto della legge sulla riforma della Pubblica Amministrazione voluta dell’ex Governo Renzi.
Il comunicato ha ad oggetto il trasferimento delle funzioni relative alla sicurezza in materia forestale, ambientale e agroalimentare. Tutti compiti che fino al 31 dicembre 2016 erano del Corpo Forestale ed ora attribuiti ai Carabinieri congiuntamente al trasferimento del personale in massima parte nei ruoli dell’Arma. Un contingente minore, invece, è transitato nella Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza.
Dunque le funzioni saranno garantite dal “Gruppo Carabinieri Forestale” mentre quello che è il Coordinamento territoriale del CFS per l’ambiente (nella fattispecie del Parco Nazionale delle Cinque Terre) ha assunto la denominazione di Coordinamento territoriale Carabinieri per l’Ambiente del rispettivo Parco.
A La Spezia, così come già nei mesi scorsi annunciato dal Governo per tutti i Comandi, nulla cambia sulla sede che sarà presso l’ex Comando provinciale del CFS. Congiuntamente sono state modificate le uniformi e gli automezzi che terranno conto del passaggio di funzioni all’Arma dei Carabinieri. Riferisce sempre il Gruppo Carabinieri Forestale di La Spezia: “al fine, comunque, di rispettare i principi di economicità e maggiore efficienza che hanno ispirato la riforma, tutti i beni già in dotazione al Corpo forestale dello Stato saranno interamente riutilizzati, sino al loro totale deperimento, con la semplice apposizione di fregi, mostrine, gradi e scritte “Carabinieri Forestale” o riconducibili all”Arma dei Carabinieri”.
Non vengono meno una parte delle funzioni in tema di incendi. Lo spegnimento, infatti, sarà di competenza dei Vigili del fuoco, mentre il personale Carabiniere Forestale si occuperà di rilevare, ad ogni fine di legge, le aree percorse dal fuoco e di effettuare le relative indagini.
Si ricorda, in ultimo, che il Corpo Forestale dello Stato disponeva di altri Nuclei, tra cui quelli Cites ed il Nirda specializzato nei reati in danno agli animali. Verosimilmente anche loro continueranno ad esistere a causa di precisi obblighi di legge, ma con apposizione della scritta “Carabinieri Forestale”.
Lo scorso mese di ottobre era stato annunciata l’istituzione del Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri. A capo della nuova Unità è stato posto il Generale di Corpo d’Armata Antonio Ricciardi, Vice Comandante dell’Arma dei Carabinieri.
Se sei interessato al mondo degli animali CLICCA QUI

http://oltrelostretto.blogsicilia.it/i-forestali-carabinieri-il-primo-comunicato-funzioni-e-denominazioni/371735/
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NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO


Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato

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Anche il nostro Blog ha aderito





INCENDI BOSCHIVI, CONTO SALATO PER L'ISOLA





03 gennaio 2017

I FORESTALI SICILIANI HANNO DIRITTO AGLI SCATTI DI ANZIANITÀ. LO SNAF FNA SICILIA SCRIVE UNA LETTERA AL BLOG COMMENTANDO POSITIVAMENTE QUESTA NOTIZIA



Ricevo e pubblico 
una lettera della Segreteria Regionale Snaf Fna

Giorno 26 novembre 2016 su La Sicilia è uscito un articolo dal titolo: Sicilia, No a discriminazioni fra Assunti e Contrattisti, ove il giornalista riporta in sintesi “I forestali Siciliani hanno diritto agli scatti di anzianità ”. Lo S.N.A.F. dopo che dal 2013 in poi il comparto forestale é stato sempre di più contestato e in certi aspetti criminalizzato con vari articoli, puntate televisive, ove, in buona sostanza, quasi tutti davano addosso ai forestali siciliani, tutto questo rinforzato dalla classe politica e dirigente della Sicilia e anche da parte di molti politici di altre Regioni. I dirigenti S.N.A.F. visto che tutti questi non sentivano le nostre ragioni, anzi molte volte in nome della giustizia si sono anche voltati dall’altra parte e visto che a tutti questi sordi vogliamo far sentire la voce della legge e delle leggi, lo S.N.A.F. ha voluto patrocinare delle vertenze individuali dei lavoratori Siciliani al fine di avere riconosciuto:

Il pagamento degli Scatti di Anzianità.
 

La conversione del rapporto di lavoro da O.T.D. a O.T.I. 

CCNL (C.C.N.L. del comparto forestale privato di fatto non viene applicato dal 2001) 

estensione del C.C.R.L. del personale dell’Amministrazione regionale e dei suoi 
Enti strumentali agli operai forestali dell’A.R.F.D. .  

A tutt’oggi le varie udienze si sono tenute nei Tribunali della Sicilia e a presto vedremo se su questi temi i lavoratori avranno ragione, certo e che queste sentenze spianano sempre di più la strada alla bontà del nostro operato, ma la considerazione più amara è che fino ad ora la classe politica ha giocato con gli operai forestali, ha giocato con la dignità dei lavoratori e in molti casi fregandosene delle leggi che loro stesso hanno promulgato.

Il Segretario regionale
S.N.A.F. –F.N.A. CONFSAL
Giuseppe Pecorino 


Via Dott. Consoli, 48-95124 Catania
Tel. 095/322063Fax 095/314700
Email:snafsicilia@libero.it





Notizie correlate:

La sentenza. Forestali, il Tribunale del Lavoro: "Scatti di anzianità per i precari"

Sentenza Giudice del Lavoro: i forestali precari siciliani hanno diritto agli scatti di anzianità





IL MANCATO VARO DELLA LEGGE DI RIORDINO DEL SETTORE FORESTALE FA DECADERE IL BLOCCO DELLE PROMOZIONI. ESULTANO I SINDACATI. CRACOLICI: FAREMO NUOVE NORME. IL BLOG: CI SONO DELLE NORME CHE NON CI CONVINCONO. RITORNEREMO PRESTO SULL'ARGOMENTO


REGIONE. Risorse ridotte: tagli ai premi dei 1.600 dirigenti degli assessorati. C'è chi perde fino a settemila euro

Salta la riforma, scattano gli aumenti per i forestali

I SOLDI DELLA REGIONE
IL RIMPALLO TRA ARS E GOVERNO PROVOCA I RITARDI. I SINDACATI: MA NON SI SPENDERÀ DI PIÙ. CRACOLICI: PRESTO NUOVE NORME

Riforma bloccata su un incrocio di pareri. E per i forestali arrivano le promozioni

II salto di categoria riguarderà un migliaio di lavoratori. Il settore continua a pesare sulle casse per26o milioni l'anno

Le graduatorie sistanno riscrivendo in in base ai posti che verranno lasciati scoperti dai pensionati. Chi oggi fa 78 giornate passerà a 101, chi ne fa 101 salirà a 151 e chi lavora a 151 giorni può aspirare alposto fisso

Giacinto Pipitone
Palermo
Riforma in ritardo, scattano di nuovo le promozioni fra i forestali. Se governo e Ars avessero approvato in tempo le nuove norme sugli stagionali si sarebbe impedito a una parte dei 23 mila operai il salto da una categoria inferiore a una superiore sfruttando i posti vuoti lasciati dai pensionati.

Il settore, in estrema sintesi, non solo si sarebbe assottigliato ma avrebbe mantenuto livelli standardnelle retribuzioni Invece ora scattano aumenti dell'impiego e quindi dei compensi per circa un migliaio di precari (questo il dato medio annuale registrate in passato). Per comprendere cosa è successo occorre fare un passo indietro. A marzo del 2016 l'Ars vota il blocco del turn over fra i forestali.
Per comprendere cosa è successo occorre fare un passo indietro. A marzo del 2016 l'Ars vota il blocco del turn over fra i forestali. È una delle norme di risparmio chieste dal governo nazionale in cambio degli aiuti finanziari. Il Parlamento opta però per un compromesso inserito nella legge e suggerito dall'assessore all'Agricoltura, Antonello Cracolici: il blocco vige per il tempo necessario ad approvare una riforma che riscriverà le formule di impiego. Il termine per approvare la riforma è scaduto alla fine dell'estate, dunque liberi tutti. Anche se le promozioni possono ripartire formalmente solo dai primi arruolamenti del 2017. Le graduatorie si stanno riscrivendo in questi giorni e in base ai posti che verranno lasciati scoperti dai pensionati chi oggi fa 78 giornate passerà a 101, chi ne fa 101 salirà fino a 151 e chi oggi è assunto per 151 giorni può aspirare al posto fisso. In compenso, sottolinea Cracolici, resta bloccato l'inserimento di nuovi precari: significa che i vuoti lasciati nella categoria dei settantottisti non verranno assegnati a nuovo personale. Per Giuseppe La Bua della Uil «lo sblocco del turn over non implica un aumento dei costi perché il risparmio si verifica ugualmente sulla mancata copertura dei posti più bassi». Tuttavia è inevitabile che rispetto al 2016 nel 2017 si spenderà di più. Il motivo per cui la riforma non è stata approvata è da ricercare in un incrocio di pareri che hanno mandato in tilt governo e Ars. La riforma era stata approvata a giugno e subito spedita all'Ars. Il Parlamento non l'aveva esaminata in attesa di una relazione dell'assessorato all'Economia su una delle norme principali la chiusura dell'Ente sviluppo agricolo e il trasferimento all'assessorato all'Agricoltura (meglio, a una nascente agenzia) del personale e delle funzioni. Il parere è risultato negativo: l'operazione avrebbe avuto costi non previsti nel testo e quindi la riforma è tornata in giunta. Dove è ancora. In questo rimpallo fra Ars e giunta è naufragato il blocco del turn over in un settore che costa ancora 260 milioni all'anno. Ora però Cracolici annuncia che il nuovo testo della riforma è pronto: «Cancelliamo la parte che riguarda l'Esa. E rinunciamo anche alla creazione di un'agenzia che arruoli i forestali. Tutte le attività verranno gestite dal dipartimento Foreste. Ma il nodo della riforma resta inalterato: gli operai verranno impiegati non più a giornate ma a trimestri, quadrimestri e semestri che coprono l'intero anno e non più solo le stagioni primaverile ed estiva. E poi introduciamo per il settore nuovi compiti nella prevenzione dei rischi per il territorio». Sarà istituito un nuovo servizio di prevenzione civile per combattere il dissesto idrogeologico in tutto il territorio regionale e prevenire esondazioni e frane. La riforma bis di Cracolici tuttavia non prevederà il blocco del turn over: «Confermeremo la possibilità salire di categoria ma introdurremo un passaggio nuovo per il salto più ambito, quello da 151 giornate al posto fisso.
In pratica i posti vuoti che si libereranno per il tempo indeterminato verranno assegnati con un concorso interno fra i forestali». Cracolici annuncia che la versione bis della riforma è pronta e sarà spedita in giunta nei prossimi giorni. Poi ricomincerà il cammino all'Ars: qui verrà messa in coda alla riforma dei rifiuti e alla Finanziaria che dovrebbero essere esaminate fra gennaio e i primi di marzo.








UNA PROMESSA AL GIORNO PER IL PARTITO DEMOCRATICO. OGGI E' LA VOLTA DEL PARTITO. IL BLOG: LE PROMESSE MIGLIORI SONO QUELLE CHE SI MANTENGONO!



Governa il Pd (con tutti i suoi cespugli) e ce la prendiamo con il Pd. 
Governava il Centro Destra e ce la prendevamo con il Centro Destra. 
Non faremo sconti eventualmente nemmeno al M5S, a Diventerà Bellissima o Siciliani Liberi. 

Nessuno si deve permettere a prendere per i fondelli i lavoratori forestali, categoria più anziana non stabilizzata.

"Non si scherza col pane dei nostri figli"


Leggi la promessa

Disegno di Legge N.289 del 5.11.08. Con  l'accordo sottoscritto il 30 novembre 2005 da Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil regionale con il governo della Regione, scaturito da una  lunga ed intensa trattativa tra le parti, sono state individuate una serie di misure per il comparto  agro-forestale-ambientale.
Per questi motivi si ritiene necessario ampliare  a 8.690 i lavoratori a tempo indeterminato, istituire un contingente di lavoratori con garanzia occupazionale di 7 mesi lavorativi annui pari a 11.230 unità, e istituire una fascia di garanzia di 4 mesi lavorativi annui  di cui faranno  parte  tutti  i lavoratori inseriti nell'elenco speciale, non  facenti parti delle garanzie sopra menzionate. Link

Oddo Camillo (PD). 
Cracolici Antonino (PD, oggi Assessore all'Agricoltura)
Gucciardi Baldassare (PD, oggi Assessore alla Sanità)  
Ferrara Massimo (PD).
Ammatuna Roberto (PD).
Apprendi Giuseppe (PD, oggi consigliere regionale)
Barbagallo Giovanni (PD, oggi eurodeputato)
Bonomo Mario (PD).
De Benedictis Roberto (PD).
Di Benedetto Giacomo (PD).
Digiacomo Giuseppe (PD,
oggi consigliere regionale) 
Di Guardo Antonino (PD).
Donegani Michele (PD).
Faraone Davide (PD, oggi Sottosegretario alla Sanità)
Fiorenza Cataldo (PD, ma
oggi consigliere regionale Partito dei Siciliani - MPA)
Galvagno Michele (PD).
Laccoto Giuseppe
(PD, oggi consigliere regionale)
Lupo Giuseppe (PD, oggi consigliere regionale)
Marinello Vincenzo (PD).
Marziano Bruno (PD,
oggi Assessore istruzione e formazione professionale
Panarello Filippo (PD, oggi consigliere regionale)
Panepinto Giovanni (PD, oggi consigliere regionale)
Picciolo Giuseppe (PD, ma oggi consigliere regionale Patto dei Democratici per le riforme - Sicilia Futura).
Raia Concetta (PD,
oggi consigliere regionale) 
Rinaldi Francesco (PD, ma oggi consigliere regionale di Forza Italia)
Speziale Calogero (PD).
Termine Salvatore (PD).
Vitrano Gaspare (PD).





Via le vergognose fasce dei 78isti e 101isti






I SINDACATI SOSPENDONO L'AUTOCONVOCAZIONE DEL 4 GENNAIO PRESSO IL SIRF DI PALERMO. SARANNO RICEVUTI IL 12 GENNAIO CON LA SPERANZA DI UN ACCORDO SODDISFACENTE PER TUTTI

Ricevo e pubblico 
dalle Segreterie Territoriali 
di Fai, Flai e Uila Palermo






Notizia correlata:

Le OO.SS. provinciali di Palermo, comunicano che in data 4 gennaio si autoconvocheranno con rispettiva delegazione dei L.T.I. presso i locali del Sirf. Disattesi gli impegni presi 




IL FUNZIONARIO DEL CORPO FORESTALE REGIONALE, GAETANO GUARINO, ANNUNCIA TRAMITE FACEBOOK LA PROPRIA CANDIDATURA CON SICILIANI LIBERI DEL PROF. MASSIMO COSTA



Gaetano Guarino: "Io umile servitore della Sicilia e dei siciliani"




Sugli impegni per i lavoratori forestali ecco tre video del Prof. Massimo Costa, leader e candidato alla Presidenza della regione Sicilia per il Movimento Siciliani Liberi











 

Quì sotto invece tutte le altre notizie sui lavoratori forestali del Prof. Massimo Costa



















Massimo Costa: “La regione è già fallita. Prevedo un’ecatombe. A cominciare da precari e forestali







LA RIVOLUZIONARIA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE: PRIMA I DIRITTI E POI IL PAREGGIO DI BILANCIO. LE SOLITE SCUSE: “I SOLDI NON CI SONO” E “BISOGNA RISPETTARE IL PAREGGIO DI BILANCIO“, NON SARANNO PIÙ VALIDE



Pareggio di bilancio vs. diritti 0-1. La rivoluzionaria sentenza della Corte Costituzionale

Il pareggio di bilancio, quello inserito in Costituzione con legge Costituzionale, potrebbe essere incostituzionale.

Il 16 Dicempre 2016 la Corte Costituzionale si è pronunciata su una legge della Regione Abruzzo e gli effetti sono ancora tutti da scrivere.

Il fatto:

La Regione Abruzzo aveva condizionato il contributo per il trasporto degli studenti disabili alle risorse stanziate in bilancio.

Il servizio, quindi subiva le contrazioni stabilite dalle disponibilità economiche, a loro volta vincolate dal pareggio di bilancio.


Il pareggio di bilancio

Con “pareggio di bilancio” si intende la necessità, per Stato e Regioni, di pareggiare le entrate e le uscite di ciascun anno.

Nel 2011 il Governo Monti inserì il principio del pareggio di bilancio in Costituzione (articolo 81). 1

Con il pareggio di bilancio in Costituzione è stato, di fatto, reso illegale il keynesimo. Non risulta più possibile la spesa “espansiva” in infrastrutture, politiche di sostegno al reddito (e al consumo) interno eccetera eccetera.

Una spesa è possibile solo se bilanciata da un taglio o da una maggiore entrata (tasse).

Questo, ovviamente, implica che le minimali maggiori spese a sostegno della produzione devono essere bilanciate da tagli a spese “improduttive”.

Le spese improduttive per eccellenza sono proprio quelle che riguardano lo stato sociale.

Istruzione gratuita, sostegno assistenziale e previdenziale agli inabili al lavoro e ai disoccupati involontari, assistenza sanitaria …

Lo Stato si “ritira” da questi ambiti lasciando al mercato e all’iniziativa privata la gestione del sostegno sociale.

Ovviamente, il privato mercato svolgerà queste funzioni solo dietro corrispettivo.

In buona sostanza, lo smantellamento dello Stato sociale e la privatizzazione dei servizi sociali essenziali.

Accessibili solo a chi può consentirseli.

Questo, in modo assai schematico, il pareggio di bilancio (vigente per Stato e Regioni) e il “patto di stabilità interno” che ne deriva (per i Comuni).
 

La Sentenza della Corte Costituzionale

La Sentenza n° 275 del 16 dicembre 2016 della Corte Costituzionale costringe a un amaro risveglio tutti i sostenitori del pareggio di bilancio. I sostenitori del libero mercato e dello smantellamento dello Stato sociale sbattono il muso contro l’amara realtà.

La nostra Costituzione mette al centro la dignità della persona. E la sentenza 275/2016 della Consulta è storica quanto ovvia: i Diritti Costituzionali vengono prima del pareggio di bilancio

Al punto 11 delle “considerazioni in diritto”

Non può nemmeno essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice. È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.
Cosa significa?

La domanda potrebbe essere: ma se il pareggio di bilancio è un articolo della Costituzione, come può non incidere sulla erogazione dei servizi?

La risposta è semplice. Seguitemi un attimo.

La Costituzione del 1947-1948 è stata scritta da un “Potere Costituente”. Una Assemblea appositamente eletta a suffragio universale.

Tutti i Poteri dello Stato, quindi, sono Poteri costituiti dal Potere Costituente nella Costituzione. Poteri che esistono solo in quanto la Costituzione li prevede. I “Poteri Costituiti” sono poteri derivati dal “Potere Costituente”.

Il “Potere Costituente”, quindi, nella Costituzione può porre limiti anche ai “Poteri Costituiti”. E li ha posti.
Può dire esplicitamente (come dice nell’articolo 139) che “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.”

Ma possono esserci diveti e prescrizioni impliciti.

I “Principi fondamentali”, ad esempio (articoli da 1 a 12) non possono essere toccati.

I “Diritti e doveri dei cittadini” (la “Parte Prima”, dall’articolo 13 all’articolo 54) possono solo essere migliorati e non peggiorati.

Quelli che la Costituzione prevede sono i diritti e doveri minimi, i “Diritti e i doveri incomprimibili”.

Rispetto a questi capisaldi anche una revisione costituzionale può essere incostituzionale.

Perfino la Sovranità popolare trova dei limiti (Costituzione, art. 1 comma 2)
 

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Un referendum per chiedere al Popolo di rinunciare alla propria Sovranità è anticostituzionale.

Qualche dubbio è lecito per il referendum consultivo del 1989. Il testo del quesito era:
 

Ritenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento, affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità?

I “Diritti incomprimibili”

I “diritti incomprimibili” non possono sottostare ai vincoli di bilancio.


Quindi al “Reddito di cittadinanza“, ad esempio, non si può opporre “non ci sono le coperture”, le pensioni devono essere adeguate alle esigenze di vita e occorre garantire adeguata assistenza ai disabili.
Art. 38:


Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.
 

Quindi occorre provvedere agli 11 milioni di italiani che non si curano più.
Art. 32
 

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
 

Quindi occorre che l’istruzione obbligatoria sia di qualità adeguata e veramente gratuita

Art. 34
 

La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

… e se non ci sono i fondi?

Se il pareggio di bilancio è incompatibile con la garanzia dei diritti incomprimibili, è il pareggio di bilancio ad essere incostituzionale e occorre eliminarlo dalla Costituzione.

I portatori di interessi diffusi dei diritti costituzionali fondamentali incomprimibili impugnino gli atti con cui vengono negati i diritti minimi.

I sindacati facciano ciò per cui l’articolo 39 della Costituzione ne giustifica l’esistenza.

Le solite scuse: “i soldi non ci sono” e “bisogna rispettare il pareggio di bilancio“, non saranno più valide. La Corte Costituzionale in sostanza, dice che i diritti costituzionali sono più importanti di un vincolo di bilancio, anche se voluto dalla Troika.

Nessun governo può più dire: “non ci sono soldi per il Reddito di Cittadinanza, per l’assistenza ai disabili, per finanziare la sanità pubblica e il dissesto idrogeologico“.

Il debito pubblico deve essere gestito da una classe politica responsabile che ha la volontà di fare investimenti per far ripartire davvero il Paese, senza esclusione di nessuno.


28 Dicembre 2016
Fonte della notizia: http://www.direttanews24.com/pareggio-di-bilancio-vs-diritti-0-1-la-rivoluzionaria-sentenza-della-corte-costituzionale/






LAVORO. SIRACUSA, I SINDACATI: DATI ALLARMANTI SULLA DISOCCUPAZIONE. DETERMINANTE “RINSALDARE UN PATTO CON LA CLASSE POLITICA”, IL SEGRETARIO DELLA CISL, PAOLO SANZARO HA RICORDATO ANCHE LA VERTENZA RIMASTA APERTA DEI FORESTALI


di Vincenzo Corbino
SIRACUSA. Oltre centomila disoccupati in provincia, con una percentuale di giovani senza lavoro salita nell’ultimo anno al 58 per cento, investimenti fermi nel polo industriale di Priolo, incremento della precarietà nel settore della scuola, commercio e dei servizi. È il quadro fornito per i dodici mesi che hanno scandito il 2016 dai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò ieri mattina nella conferenza di fine anno tenuta nel salone della Camera di commercio. Il sindacato ha consolidato la sua unità e da questo elemento intende ripartire per il 2017.

«È una provincia che registra sempre più dati allarmanti – ha spiegato Roberto Alosi – ribaditi anche dalle classifiche stilate da Italia Oggi e dal Sole 24 Ore sulla qualità della vita. Siracusa si trova al centonovesimo posto su 110 province italiane per qualità della vita. Solo questo dato rende perfettamente l’idea di dove siamo arrivati e cosa occorra per risalire nuovamente la china. Il nostro territorio precipita sempre più in basso con dati allarmanti sulla disoccupazione, con il triste primato in Sicilia in termini di infortuni sul lavoro, certificato dall’Inail. Si allarga la fascia di povertà e si abbassa il livello di sicurezza nel lavoro e di vivibilità delle nostre comunità». Determinante “rinsaldare un patto con la classe politica”, secondo il segretario della Cisl, Paolo Sanzaro che ha ricordato le vertenze rimaste aperte, da quelle della formazione professionale che coinvolgono in provincia oltre settecento unità, ad oltre mille forestali, ai seicento dipendenti dell’ex Provincia e di Siracusa Risorse, ma anche quelli dei settori edile, metalmeccanico, ed agroalimentari.

«Ci sono vicende rimaste aperte come quelle dell’Eni, delle bonifiche nell’area industriale e del risanamento ambientale, del rilancio dell’infrastrutturazione autostradale e ferroviaria – ha sottolineato Sanzaro – di positivo c’è la stabilizzazione dei precari nell’Asp, ma vanno affrontate da subito le vertenze relative ai servizi forniti dalle guardie giurate della stessa Asp che hanno protestato nei giorni scorsi e della qualità di vita per le fasce più deboli della popolazione come anziani e giovani con questo ultimi che sono tornati ad emigrare al Nord Italia ed all’estero alla ricerca di lavoro».

Per Munafò si è di fronte ad un bivio: «O si sceglie di perseguire una battaglia unitaria nel tentativo di far emergere le innumerevoli risorse del territorio – ha detto il segretario della Uil – oppure si continua a vivere per inerzia con un arretramento che anziché farci avvicinare al resto della penisola, ci allontanerà ancora di più. La classe politica dia quel segnale atteso iniziando a spendere le risorse comunitarie per rilanciare il territorio, sblocchi quindi i fondi del risanamento ambientale e crei le condizioni per rendere appetibile la provincia a nuovi investimenti in ambito industriale, turistico ed agroalimentare».

© Riproduzione riservata

01 Gennaio 2017
http://siracusa.gds.it/2017/01/01/siracusa-i-sindacati-dati-allarmanti-sulla-disoccupazione_610661/



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NICOSIA. IL TERRITORIO DA IERI HA PERDUTO UN ALTRO PRESIDIO. PER CARENZA DI PERSONALE IL DISTACCAMENTO FORESTALE È STATO SOPPRESSO IN SORDINA


La sede del Corpo forestale di Nicosia dove negli ultimi mesi sono stati 
in servizio solamente due ispettori

Finora ha sempre garantito tutela dell'ambiente e del territorio sui fenomeni di abusivismo. 
La riforma prevedeva ¡'accorparnento dei forestali all'Arma dei carabinieri, ma questa ipotesi è stata sempre fortemente contestata perché i forestaii che hanno compiti di polizia giudiziaria non sono un corpo militare e quindi non si capisce come personale civile, in molti casi con decine di anni di servizio, possa essere "trasformato" in personale militare.

NICOSIA. Il 2017 si apre per la città, con la perdita di un altro presidio di legalità. Da ieri non esiste più lo storico Distaccamento del Corpo forestale. Una chiusura preannunciata da tempo, ma passata sostanzialmente sotto silenzio, contro la quale non ci sono state richieste di mantenimento o, comunque di soluzioni che garantissero la presenza del Distaccamento che ha sempre ha garantito, in città, la tutela dell'ambiente e del territorio, la vigilanza sul patrimonio boschivo il controllo e la prevenzione sui fenomeni di abusivismo che determinano rischi per l'assetto idrogeologico del territorio. Il Distaccamento, come nel resto dell'Isola, chiude per carenza di personale. In servizio fino al 31 dicembre erano solo 2 ispettori. Una situazione di assoluta incertezza per tutti gli operatori del Corpo forestale regionale, anche perché, ad oggi, non è chiaro se e in che modo si applicherà in Sicilia ad un Corpo che è regionale, la riforma Madia, che riguarda il corpo forestale nazionale. La riforma prevedeva l'accorpamento dei forestali all'Arma dei carabinieri, ma l'ipotesi è fortemente contestata perché i forestali che hanno compiti di polizia giudiziaria non sono un corpo militare e quindi non si capisce come perso nale civile, in molti casi con decine di anni di servizio, possa essere "trasformato" in personale militare. A determinare la progressiva diminuzione del personale del Corpo forestale, la mancanza di nuovi concorsi, con la conseguenza che il personale che è andato in pensione negli ultimi anni non è stato sostituito. Il Distaccamento forestale di Nicosia ha sempre svolto un importante funzione di controllo sul territorio, con numerose operazioni a tutele dell'ambiente e del territorio, con la repressione di violazioni alle norme antinquinamento come nel caso di scarichi illegali di sostanze inquinanti e pericolose. Costante la presenza per la tutela del patrimonio verde, con i controlli e gli interventi sugli incendi, grazie ai quali si sono spesso scongiurate devastazioni di aree boschive ma anche rischi per la vita delle persone. L'ultima operazione del Distaccamento in ordine di tempo è quella antibracconaggio, che ha permesso di scoprire ed individuare 4 bracconieri che cacciavano all'interno della riserva naturale di monte Campanito. Inoltre il territorio perde, con la chiusura del Distaccamento, un importantissimo presidio di controllo e vigilanza di un territorio montano impervio e ca ratterizzato da aree difficilmente raggiungibili se non da personale che ne ha una approfondita conoscenza. I controlli antincendio, antibracconaggio e contro il fenomeno dei pascoli abusivi, garantiti dagli agenti del Corpo forestale hanno rappresentato, da sempre, un forte deterrente anche per la criminalità dedita ai furti nelle compagne e ai danni di abitazioni ed aziende che si trovano in aree isolate. 
GIULIA MARTORANA








LA FORESTALE AMMAINA LA BANDIERA: PER IL CORPO È L'ULTIMO GIORNO DI VITA




“Signori, buona fortuna. Evviva il Corpo forestale”. Con queste parole del comandante della scuola forestale di Sabaudia, Alessandro Bettosi, poco prima dell’ammainabandiera nel cortile d’onore della caserma, oggi pomeriggio alle 18 si è svolta l’ultima cerimonia del CfS. Nella struttura in provincia di Latina, aperta nel 1962 per affiancare quella di Cittaducale e ospitata nell’edificio razionalista frutto del genio dell’architetto Frezzotti, si sono riuniti alcuni forestali con le loro famiglie. Con le lacrime agli occhi, uomini e donne del CfS, nell’ultimo giorno dell’anno e l’ultimo di vita di un corpo con quasi due secoli di storia, hanno così voluto rendere omaggio alla divisa che sinora li ha portati a lottare in difesa dell’ambiente italiano. Da domani saranno parte dell’Arma dei Carabinieri, come disposto dal decreto legislativo entrato in vigore il 13 settembre scorso. Una piccola parte di loro confluirà inoltre nei ruoli dei Vigili del fuoco, della Polizia e della Guardia di finanza. A Sabaudia, dove la presenza del corpo è parte della stessa città, tanto che la scuola ha sede in via dei Forestali, schierati durante l’ammainabandiera hanno intonato l’inno d’Italia e ripiegato per l’ultima volta il loro vessillo. Si volta pagina. di Clemente Pistilli

31 Dicembre 2016
http://www.repubblica.it/cronaca/2016/12/31/foto/guardia_forestale_ammaina_bandiera-155190124/1/#1






NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO




Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato

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02 gennaio 2017

REGIONE, BARONE: “NON C'È NULLA DA FESTEGGIARE. GOVERNO CROCETTA NON HA RISOLTO NULLA E LAVORATORI NON AVRANNO COME SOPRAVVIVERE“


Palermo. "Non c' è proprio nulla da festeggiare. Ancora una volta le soluzioni dell'ultimo minuto proposte dal governo regionale non serviranno a risolvere il problema dei precari degli enti locali siciliani, e neanche le altre emergenze. Gli interventi normativi sono da verificare e deve ancora arrivare il via libera da Roma. In ogni caso il problema sarà solo rinviato di qualche mese ma poi saremo punto e a capo". Lo sostiene Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che aggiunge: "Manca una seria e vera programmazione e come sempre a pagare il conto sono i lavoratori che, anche questo Natale, si trovano senza niente tra le mani. Questo sindacato ha chiesto più volte incontri e confronti ma il governo Crocetta ha preferito non prestare ascolto, ritrovandosi impreparato ad affrontare le emergenze e prendendo decisioni estemporanee. Sono così saltate anche le risorse, necessarie per pagare gli stipendi, per teatri, Consorzi di bonifica, Esa, Ersu e Istituto di incremento ippico. Questi lavoratori non avranno come sopravvivere. Non possiamo continuare così, occorre affrontare i problemi sul serio coinvolgendo le parti sociali e trovando soluzioni stabili".

http://www.uilsicilia.it/news/regione-barone-non-c-e-nulla-da-festeggiare-governo-crocetta-non-serviranno-a-nulla-e-i-lavoratori-non-avranno-come-sopravvivere.html






RIAPERTURA RISERVA CAVAGRANDE, TAR CONDANNA L'AZIENDA FORESTE


Il sindaco Cannata: «Adesso la riapertura non può più essere rimandata e ci attendiamo risposte questa volta con provvedimenti certi e definiti»

di Francesco Midolo
Avola (Siracusa) - Il Tar di Catania si è espresso sul ricorso presentato dal Comune per la riapertura della Riserva Orientata di Cavagrande del Cassibile, “condannando” l’Azienda Foreste Demaniali a dare una risposta certa sugli interventi e sulla tempistica entro 60 giorni dalla data di pubblicazione, ovvero il 30 dicembre 2016. Il Tribunale Amministrativo Regionale in primo luogo ha accettato i termini del ricorso portato avanti dalla giunta Cannata “essendo Ente – si legge sulla sentenza - per definizione deputato a tutelare gli interessi del territorio di pertinenza, il Comune ricorrente è titolare di un interesse qualificato e differenziato che lo legittima a chiedere l’avvio e la conclusione del procedimento finalizzato a verificare la sussistenza dei presupposti per la riapertura della riserva.

E in questa ottica, le eventuali intervenute riunioni sull’argomento non fanno venir meno l’obbligo di avviare e concludere un siffatto procedimento, che dall’istanza del Comune certamente consegue”. Poi riferendosi alla legge regionale 10/91 che sancisce l’obbligo per ogni amministrazione che porta avanti un procedimento di dare tempi certi dell’inizio e della conclusione dello stesso “ne consegue - si legge sulla sentenza - che deve accogliersi il ricorso in epigrafe, con conseguente fissazione di un termine di 60 giorni, entro il quale l’amministrazione intimata (l’Azienda Foreste Demaniali) è tenuta a concludere il procedimento de quo, al fine di verificare e dare adeguatamente conto, nell’esercizio comunque della sua discrezionalità ancorata ai parametri di legge, se sussistono i presupposti per la riapertura della riserva. Sull’istanza di accesso va invece dichiarata la cessazione della materia del contendere, come da espressa dichiarazione del Comune”. Il Tar di Catania ha condannato l’Azienda Foreste Demaniali al pagamento, in favore del ricorrente (il Comune di Avola), delle spese di giudizio, liquidate in 2 mila e 500 euro, oltre accessori, e al rimborso del contributo unificato. Soddisfatto della sentenza il sindaco Cannata.

«Siamo soddisfatti - dice il primo cittadino - per l'esito della sentenza che dimostra l'inadempienza della Regione e del suo dirigente gestore. Adesso la riapertura non può più essere rimandata e ci attendiamo risposte questa volta con provvedimenti certi e definiti. Un esito importante che dimostra anche la fondatezza delle nostre ragioni in questi due anni di battaglie contro la gestione inadeguata del dipartimento regionale». Nunzio Caruso, dirigente dell’Aziende Foreste Demaniali della provincia di Siracusa, che ha la competenza proprio sulla riserva di Cavagrande del Cassabile, non si scompone. «Ci adegueremo – dice Caruso – al dispositivo della sentenza, facendo sapere con certezza quanto tempo occorre per la messa in sicurezza del Canyon». Che potrebbe anche essere un mese o un anno.



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02 Gennaio 2017
http://www.lasicilia.it/news/siracusa/52620/riapertura-riserva-cavagrande-tar-condanna-l-azienda-foreste.html






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