02 dicembre 2015

STRISCIA LA NOTIZIA, I FORESTALI SICILIANI E LA PALERMO-SCIACCA. GIULIO AMBROSETTI: I FORESTALI, CARI AMICI DI STRISCIA LA NOTIZIA, NON C’ENTRANO PROPRIO NIENTE!


Striscia la notizia, i forestali siciliani e la Palermo-Sciacca





Giulio Ambrosetti
Secondo un servizio andato in onda ieri sera su Striscia la notizia, la manutenzione sulla strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca non si fa perché i soldi del CIPE – circa 87 milioni di Euro – invece di venire impegnati per le manutenzioni stradali, sarebbero stati dirottati per pagare i 24 mila operai della Forestale della Sicilia. Ma ‘sti soldi sono arrivati? E la competenza su questa strada non è dell’ANAS? Che c’entra la Regione?
Ieri sera un servizio sui problemi registrati nelle ultime ore sulla strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca andato in onda su Striscia la notizia ci ha lasciato di stucco. Dopo aver affrontato in modo molto ‘veloce’ (mettiamola così…) i problemi strutturali del viadotto un po’ traballante, i protagonisti della trasmissione sono arrivati alla conclusione che la responsabilità di tutto quello che sta succedendo è dei 24 mila operai della Forestale siciliana. A questa ‘iperbole’ – ricca di ‘intelligenza’ e, soprattutto, di ‘conoscenza’ dei problemi ingegneristici e finanziari – Striscia la notizia è arrivata attraverso un’equazione che non è meno traballante del viadotto in questione: la Regione, invece di utilizzare gli 87 milioni di Euro stanziati dal CIPE per le opere di manutenzione stradale, li sta utilizzando per pagare i 24 mila operai della Forestale. Dunque la responsabilità è degli operai della Forestale…
Intanto va detto che la competenza sulla strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca non è della Regione, ma dello Stato. In pratica, se ne occupa l’ANAS con fondi statali. In ogni caso, abbiamo appreso dai bravi cronisti di Striscia la notizia – che evidentemente sono più informati di noi – che i ‘famigerati’ soldi del CIPE, dei quali il sottosegretario del PD, Davide Faraone, parla da circa sei mesi o forse più, sono arrivati. Insomma, ‘sti soldi che Faraone decanta e millanta da mesi sono finalmente giunti nelle ‘casse’ della Regione e noi non ne sapevamo nulla! E dire che a noi era stato detto che questi benedetti soldi del CIPE non sono ancora arrivati: si vede che ci informano male!
Detto questo, vanno fatte alcune precisazioni, anche per ristabilire la verità dei fatti. Egregi cronisti di Striscia la notizia: i forestali siciliani non li ha mai pagati lo Stato: li ha sempre pagati la Regione siciliana con le tasse dei siciliani. Lo sapete perché quest’anno mancano i soldi per pagarli? Perché i soldi della Regione siciliana se li è presi il governo Renzi. Pensate, cari cronisti di Striscia la notizia: in un anno Renzi & compagni hanno scippato dalle ‘casse’ regionali qualcosa come 9 miliardi di Euro!
Visto che voi siete bravi e avete i mezzi potenti per arrivare in tutta l’Italia, potete fare un bel servizio e raccontare che oggi, a non essere pagati, in Sicilia, non sono solo i 24 mila operai della Forestale siciliana: senza soldi sono rimasti i Comuni dell’Isola (che oggi, per questo motivo, dovrebbero incontrare l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei): senza soldi sono rimaste le ex Province: senza soldi sono quasi tutti gli enti e le società regionali e provinciali. Potremmo continuare con un elenco lunghissimo.
Quello che cerchiamo di dirvi è che certi servizi televisivi, che puntano a mettere gli uni contro gli altri chi oggi è in difficoltà, non servono a molto. Dire, infatti, che gli 87 milioni di Euro invece di essere utilizzati per le opere di manutenzione stradale vengono utilizzati per pagare i forestali, beh, significa mettere gli uni contro gli altri gli operai della Forestale e i lavoratori dell’edilizia. Che poi è il gioco che sta facendo il già citato sottosegretario Faraone per conto del governo di ‘banditi’ del quale fa parte. Dando per scontato – tra le altre cose – che questi benedetti soldi del CIPE siano arrivati.
La verità è che i soldi della Regione siciliana, come già detto, se li è presi il governo nazionale: per rendersene conto, basta leggere il Bilancio della stessa Regione. Quello di quest’anno ancora non c’è: ma leggendo quello del 2015 il ‘furto con destrezza’ operato da Roma sui conti della Regione siciliana appare in tutta la sua vera dimensione: basta saperlo leggere.
Andiamo all’altro problema: il viadotto traballante sulla Palermo-Sciacca. Anche in questo caso, la questione è legata ai soldi che non ci sono più e alle conseguenti, mancate manutenzioni. Il tratto di strada della scorrimento veloce Palermo-Sciacca è stato aperto alla fine degli anni ’90, ma è stato realizzato almeno dieci-dodici anni prima. Vediamo di raccontare, molto sinteticamente, la storia della Fondovalle, cioè del collegamento tra Palermo e Sciacca.
Si tratta di uno degli ‘attraversamenti a pettine’ della Sicilia programmato negli anni ’50 del secolo passato. Il primo tratto di questa strada a scorrimento veloce è stato aperto negli anni ’70, dopo oltre dieci anni di lavori: è il tratto che va dal bivio di Misilbesi (dalle parti di Sambuca) al bivio di Zabbia (una decina di chilometri prima di San Giuseppe Jato, arrivando da Sciacca). Peraltro, questo tratto è stato realizzato male e, quando pioveva, franava. Tant’è vero che è stato rifatto con un nuovo progetto.
Per almeno quindici anni chi giungeva da Sciacca al bivio di Zabbia doveva deviare e passare da San Cipirello e San Giuseppe Jato, per poi scendere a Palermo passando da Giacalone e costeggiando Monreale. Già in quegli anni – siamo nella prima metà degli anni ’80 – il tratto che va dal bivio di Zabbia a Giacalone, per poi proseguire fino a Palermo, congiungedosi con la via Basile, era in costruzione. Sono anni costellati da polemiche, perché gli ambientalisti (che allora c’erano e non erano ‘sensibili’ al potere politico: cosa che purtroppo avviene oggi) erano contrari al viadotto che tagliava Portella della Paglia. Ma il viadotto si fece lo stesso.
Il tratto di strada dove oggi ci sono problemi esiste da allora, cioè da oltre trent’anni! Solo che non veniva ultimato per problemi ‘ambientali’, legati a interessi poco chiari. Tant’è vero che, quando questa strada verrà aperta al traffico – come già detto, alla fine degli anni ’90 – verrà chiamata “Strada della liberazione”: liberazione dalla mafia che in queste contrade, sin dai tempi della banda Giuliano, l’ha sempre fatta da padrona.
Insomma, per dirla in breve, i viadotti che vanno da San Giuseppe Jato fino a Portella della Paglia c’erano già nella metà degli anni ’80: solo che erano incompleti e chiusi al traffico ufficiale. Perché ufficiosamente ci passavano migliaia di automobilisti. E qui vi raccontiamo una ‘guerra’, durata almeno dieci anni, tra gli automobilisti che arrivavano da Sciacca e una piccola collina di terra che impediva l’accesso a questi viadotti già costruiti e lasciati a metà. Questa piccola collina veniva regolarmente spianata – quasi sempre dai camionisti – e gli automobilisti vi passavano lo stesso. Il tragitto faceva risparmiare un sacco di strada, perché si evitava di passare da San Cipirello e San Giuseppe Jato. Percorrendo questi viadotti privi di protezione si arrivava subito a Giacalone e da lì, in dieci minuti, passando dalla circonvallazione di Monreale, si giungeva in corso Calatafimi.
Ogni quindici giorni gli operai ripristinavano la piccola collina chiudendo i viadotti al traffico. Poi arrivavano i camionisti – sostenuti con cori da stadio dagli automobilisti – che spianavano la collina e si passava tutti di nuovo. Per oltre dieci anni si è andati avanti così.
Cosa vogliamo dire? Che questi viadotti, oggi traballanti, sono lì, come già accennato, da oltre trent’anni. E sono sotto ‘osservazione’ da almeno un decennio. L’ANAS, infatti, oggi dice che sono monitorati: e noi ci crediamo. Perché il tratto di questa strada che va da San Giuseppe Jato fino a Palermo, realizzato in buona parte su viadotti, è molto pericoloso e sofferto. Gli incidenti e i morti sono stati tanti. E da una decina di anni, dopo le polemiche, di lavori in corso, in questa strada, se dobbiamo essere onesti, ne abbiamo visti tanti. Però li abbiamo visti, per lo più, nel tratto che va da Palermo a Giacalone: proseguendo verso San Giuseppe Jato non ricordiamo molti lavori in corso.
Detto questo, trent’anni e forse più sono tanti. Servirebbero opere di manutenzione. Ma le risorse finanziarie per la manutenzione di questa e di altre strade sono a carico dello Stato e non della Regione. Della strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca si occupa l’ANAS. Le responsabilità sono del governo Renzi (e di Berlusconi che l’appoggia, al di là delle bugie che racconta). I forestali, cari amici di Striscia la notizia, non c’entrano proprio niente!

01 Dicembre 2015
http://www.inuovivespri.it/2015/12/01/striscia-la-notizia-i-forestali-siciliani-e-la-palermo-sciacca/










FORESTALI DELLA REGIONE SICILIANA. AL VIA LE TUTELE COLLETTIVE COMUNITARIE E NAZIONALI. IL 16 DICEMBRE 2015 ORE 18:00 A CASTELBUONO PRESSO LA SALA DELLE CAPRIATE (BADIA), SI TERRÀ LA PRIMA ASSEMBLEA DEI LAVORATORI FORESTALI DELLA REGIONE SICILIANA, CUI E’ STATO NEGATO IL DIRITTO ALLA STABILIZZAZIONE


Operatori della forestale della Regione Siciliana – incontro comprensorio di Castelbuono e delle Madonie


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Il 16 dicembre ore 18:00 in Castelbuono (Pa), si terrà la PRIMA ASSEMBLEA DEI LAVORATORI FORESTALI DELLA REGIONE SICILIANA, cui è stato negato il diritto alla stabilizzazione.

Modererà l’incontro, l’avv. Angela Maria Fasano del Foro di Palermo, esperto in Diritto del Lavoro subordinato, promotrice di numerose campagne legali per la stabilizzazione del precariato nella Regione siciliana, organizzatrice della prima azione collettiva contro il precariato dei dipendenti della Formazione Professionale siciliana, cui hanno fatto seguito numerose ordinanze di accoglimento dei ricorsi.
In tale sede, verranno illustrate a tutti gli interessati le strategie legali di natura comunitaria, necessarie per far dichiarare un diritto negato negli anni: la stabilizzazione.
L’invito è rivolto a tutti gli operatori forestali della Regione siciliana presenti in ogni Provincia.
Si precisa che il presente incontro è stato richiesto dai lavoratori.
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L’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, attuato con la Direttiva 1999/70/CE, si ripromette di “creare un quadro normativo per la prevenzione degli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o di rapporti di lavoro a tempo determinato”. Lo stesso accordo impone agli Stati membri di introdurre nei rispettivi ordinamenti norme idonee a prevenire ed a sanzionare l’abuso nella successione di contratti di lavoro a tempo determinato. Nell’ordinamento italiano la direttiva CE è stata recepita con il D.lgs. n. 368/2001. L’ambito di applicazione del decreto legislativo 368, dunque, coincide con l’ambito di operatività della direttiva comunitaria e dell’accordo quadro, i quali “si applicano ai contratti e ai rapporti di lavoro a tempo determinato conclusi con le amministrazioni e altri enti del settore pubblico” (Corte di Giustizia Europea, sentenza Adeneler 04/07/2006).
La stabilizzazione, quindi, è un diritto di tutti gli operatori!
Da questi presupposti normativi e da altri non meno rilevanti,  prende il via la nostra azione: tutele collettive dei lavoratori e per i lavoratori della forestale della Regione siciliana.
Trattasi di azioni di tutela richieste dagli stessi lavoratori, stanchi delle promesse mai mantenute, sciorinatesi in questo delicato settore nel corso degli anni.
Per info: studiolegale.fasano@alice.it







I NOSTRI AUGURI ALL'ON. MARIELLA MAGGIO, ELETTA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TERRITORIO AMBIENTE. AUSPICHIAMO UN FUTURO PIU' SERENO


I nostri auguri all'On. Mariella Maggio, eletta Presidente della Commissione Territorio Ambiente





15 Febbraio 2012. I forestali per la sicurezza e la salvaguardia del territorio

26 Luglio 2012. Il primo argomento da affrontare è la riorganizzazione del servizio forestale sulla base delle esigenze del territorio. Allora si potrà certamente vedere che i forestali non sono troppi

30 Luglio 2012. Mariella Maggio: difendo i forestali

03 Febbraio 2014. Utilizzo dei lavoratori forestali per la sicurezza del territorio

26 Settembre 2015. L'On Mariella Maggio: l'art.12 che riguarda i lavoratori forestali è passato con il mio emendamento sull'antincendio che permette di non tagliare sul lavoro ma di risparmiare riorganizzando il servizio antincendio e recuperando l'odiosa divisione tra 80 e 20%

26 Settembre 2015. Il deputato Pd Mariella Maggio: tempi maturi per la riforma del servizio antincendio 








TUTTO PRONTO PER LA "STABILIZZAZIONE TOUR" DEL SIFUS. DOMANI LA PRIMA TAPPA PRESSO L'AULA CONSILIARE DI LICODIA EUBEA (CT)


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confael
Maurizio Grosso









STELE IN RICORDO DEI FORESTALI CADUTI


Stele in ricordo dei Forestali caduti

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Ficuzza Corleone (PA), 30 nov. 2015 – Alle ore 10,00 si è svolta la S. Messa all’interno della chiesetta S. Rosalia, e subito dopo, nel piazzale antistante la Reggia borbonica, è stata scoperta una stele di marmo in ricordo dei forestali siciliani caduti nell’adempimento del proprio dovere.
Erano presenti rappresentanze dei distaccamenti forestali della provincia di Palermo, presente Il dott. Pandolfo per il Servizio Ispettorato di Palermo, autorità civili e militari ed una rappresentanza dell’ A.N.For. di Palermo.
Sicilia memoria 2Si precisa che la scopertura della stele e l’evento – storicamente il primo di questa natura da quando è nato Il Corpo siciliano – è stato possibile organizzarlo, a costo zero, grazie all’impegno del Comandante del Distaccamento di Ficuzza, commissario Francesco Muratore.
L’assenza del Comando regionale del CFRS è stata assoluta.


Sicilia memoria 2

L’evento – ancora una volta – ha dimostrato che i Forestali del Corpo Forestale della Regione Siciliana sono motivati da un immutato spirito di corpo.

Salvatore Accardi


01 Dicembre 2015
pinus1








TRIZZINO (M5S) DOVEVA ESSERE CONFERMATO ALL'AMBIENTE. RINNOVATE COMMISSIONI ALL’ARS ARDIZZONE: “GOVERNO SENZA PIÙ ALIBI”


TRIZZINO (M5S) DOVEVA ESSERE CONFERMATO ALL'AMBIENTE

Rinnovate commissioni all’Ars
Ardizzone: “Governo senza più alibi”


ardizzone

“Con il rinnovo delle Commissioni legislative, il Parlamento siciliano è di nuovo nella pienezza delle sue funzioni e riparte con maggiore slancio. Adesso il Governo non ha più alibi. Depositi, senza più ritardi, il Bilancio e la Finanziaria”. Lo afferma il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, commentando l’elezioni dei presidenti delle Commissioni parlamentari.
“Dispiace per la mancata riconferma – continua Ardizzone – del presidente Trizzino alla guida della IV Commissione, anche perché aveva fatto un ottimo lavoro. La scelta di non votarlo è un atto inutile e irresponsabile, visto che non si è tenuto conto sia del normale equilibrio tra maggioranza e opposizione sia per la presenza del Movimento 5 stelle in tutta l’attività d’Aula”.

01 Dicembre 2015
http://palermo.blogsicilia.it/rinnovate-commissioni-allars-ardizzone-governo-non-ha-piu-alibi/317987/






LA RABBIA DEI 5 STELLE. ALL’ARS HA VINTO LA SPARTITOCRAZIA


La rabbia dei 5 stelle
All’Ars ha vinto la spartitocrazia



palazzo dei normanni

“Ha vinto la spartitocrazia, la meschina divisione dei posti di potere tra i partiti, a prescindere da competenze e meritocrazia. Punto”.
“I deputati del Movimento 5 stelle all’Ars commentano così il rinnovo della presidenze delle commissioni che hanno estromesso Giampiero Trizzino a favore di Mariella Maggio (Pd).

“Dentro queste mura – dicono – non esiste altra regola che occupare tutti i posti di potere, a dispetto del bene della Sicilia e dei siciliani. Ci conforta il fatto che per questa gente sono gli ultimi giri di giostra. I siciliani, anche col Crocetta quater, hanno visto abbastanza e alla prossima scadenza elettorale sapranno come dargli il benservito”.

”Il PD – proseguono i parlamentari M5S – prende tutto, facendo le scarpe anche a componenti della sua coalizione. Ardizzone è il primo sconfitto di questa ennesima tragicommedia. Non si è dimostrato all’altezza di garante dell’equilibrio istituzionale tra maggioranza ed opposizione. Ogni sua dichiarazione è stata smentita, non ultima quella relativa allo sblocco delle commissioni, che anche oggi sono state rinviate a domani”.
“Chi parlava di inciuci e manovre orchestrati dal M5S – continuano i parlamentari M5S – è servito. Queste elezioni dimostrano, ove ce ne fosse stato bisogno, che queste prassi sono totalmente estranee al nostro Dna. Il più grande rammarico, ora, è che il prezioso lavoro portato avanti in tre anni verrà distrutto. Perché è questo quello che succederà. Tutti i disegni di legge in corso si bloccheranno e ce n’erano alcuni quasi al capolinea, attesi da oltre trent’anni, come quello dell’edilizia. La nostra presidenza della quarta commissione evidentemente era scomoda e l’aver bloccato diverse sanatorie, sicuramente non ci avrà favorito. Noi, comunque, andiamo avanti per la nostra strada, certi che le regole e i principi e non gli interessi personali, prima o poi avranno la meglio”.
Il M5S esce dal giro delle presidenze dopo essere uscito dall’ufficio di presidenza dell’Ars (dopo la fuoriuscita di Venturino dal Movimento) dove è stato fatto di tutto per non farlo rientrare.
“La nostra presenza dentro la stanza dei bottoni – affermano i deputati – sarebbe stata scomodissima. Saremmo venuti a conoscenza di carte che avremmo fatto immediatamente diventare pubbliche e non sempre questo è un bene per chi amministra il potere”.
La presidenza non cinquestelle della commissione Ambiente (una delle più produttive dell’Ars) avrà anche una ricaduta sulle casse dell’Assemblea: Giampiero Trizzino, come tutti i deputati cinquestelle che ricoprivano ruoli all’interno delle commissioni, infatti rinunciava all’indennità prevista per la presidenza, per un risparmio complessivo per l’Ars valutabile in tre anni in oltre 70 mila euro (che vanno ad aggiungersi agli altri 230 mila circa restituiti dallo stipendio di Trizzino).
A Trizzino va il grazie di tutto il gruppo parlamentare, degli attivisti e simpatizzanti del Movimento. “Ha guidato la commissione con grande competenza e abnegazione, cose che nessuno potrà mai negare. Vedremo cosa saprà fare chi gli succede. Siamo molto curiosi”.

01 Dicembre 2015
http://palermo.blogsicilia.it/la-rabbia-dei-5-stelle-allars-ha-vinto-la-spartitocrazia/317998/











01 dicembre 2015

OLTRE 24 MILA PRECARI ANCHE QUEST'ANNO ATTENDONO UNA PROROGA E ASSISTONO ALLE SOLITE LITI DELLA POLITICA. FORESTALI E LAVORATORI DEGLI ENTI REGIONALI SONO SENZA CERTEZZE


L'ISOLA NEL CAOS

Conti in rosso, precari, servizi
La Sicilia con l'acqua alla gola



, Politica

Una società privata stacca la spina alla Regione. Oltre 24 mila precari anche quest'anno attendono una proroga e assistono alle solite liti della politica. Forestali e lavoratori degli enti regionali sono senza certezze. Ma la politica decide di intervenire sempre all'ultimo minuto. Un'emergenza continua che però torna utile a tutti.

PALERMO - Dai conti all'informatica, dai precari dei Comuni ai Forestali è la Sicilia dell'emergenza. Dell'allarme continuo. Utile a tutti, soprattutto alla politica. Ai politici di Palazzo d'Orleans o dell'Ars. Che, a problema più o meno risolto, potranno rivendicare i meriti del salvatore. Di chi ha evitato il disastro. Ma il disastro c'è già. Ed è tutto nell'esemplare blocco informatico che ha investito la Regione. Un'Isola così popolata da ostaggi della malapolitica da diventare essa stessa ostaggio di se stessa. Di ciò che in questi anni ha prodotto.
Una società privata, che fu in società con la Regione, infatti, oggi può permettersi di staccare la spina e spegnere l'Isola. Tutto in tilt. Dalla Sanità alla gestione degli stipendi del personale. Il motivo? L'emergenza. L'emergenza continua. Che costringe il governo, che raccoglie la pesante eredità del passato, ma che in tre anni non è riuscito a risolvere nulla, a lasciare Asp e uffici regionali attaccate al cordone ombelicale di Engineering, nonostante questa azienda non sia più in società con la Regione stessa. E sull'informatica, in particolare, il governo è vittima della sua incapacità di programmare persino il buffet della sera. Perché di informatica, a un certo punto, avrebbe dovuto occuparsi un Ufficio nato con quell'obiettivo. E subito rivelatosi, se non inutile, non proprio necessario. Nel frattempo, Sicilia e-servizi assumeva una settantina di dipendenti perché bisognava pur garantire quei servizi. Prima che tutto si fermasse. L'emergenza, appunto. E come si fa altrimenti? E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ingroia costretto a convocare un “Comitato di crisi” per capire come uscire dall'angolo. Nel più breve tempo possibile. Ma è sempre crisi.
E il tempo inizia a scorrere impietosamente anche per i disastrati conti della Regione. Nonostante gli sbandierati tagli del governatore Crocetta e gli incredibili progressi dei dati sull'economia siciliana, la Regione non ha più un euro. Nemmeno per pagare gli stipendi. Mentre il nuovo bilancio è ancora in alto mare. Anche ieri la fumata nera. Tra la Sicilia e Roma non c'è ancora l'accordo. E così in Sicilia non c'è ancora un bilancio. Anche questa volta si arriverà, nella migliore delle ipotesi, sul “gong” del 31 dicembre. Un suono che potrebbe tradursi, per migliaia di siciliani in una tremenda sveglia. In quel bilancio, infatti, potrebbero non trovarsi i soldi per i dipendenti degli enti regionali o delle società partecipate. Mentre un altro bacino di lavoratori è, come sempre, in bilico. In attesa della solita soluzione all'ultimo momento. E come sempre costretto ad assistere allo spettacolo di chi promette: “Vi salvo io”.
Sono gli oltre 24 mila precari degli enti locali siciliani. Manca un mese alla scadenza dell'ennesima proroga. Proroga che arriva ogni anno all'ultimo respiro. Il tempo utile per la produzione dei soliti comunicati stampa: “Abbiamo salvato i lavoratori, ma dal prossimo anno bisogna lavorare fin da subito alla loro stabilizzazione”. E poi, per tutto l'anno, i buoni propositi tornano nel cassetto. Nel frattempo, infatti, ed è il caso di questa legislatura, il tempo trascorre a mettere in ordine poltrone e caselle di rimpasti in giunta e commissioni all'Ars. Adesso, l'ultimo balletto: Faraone annuncia l'idea buona per sistemare tutti. Il compagno di maggioranza (a Roma e a Palermo) D'Alia gli fa notare che quella soluzione non è percorribile. Mentre a dire il vero, l'identikit di questa norma faraoniana ancora non si conosce. Ma è certamente frutto della solita, utilissima emergenza. La stessa ad esempio che porta in strada periodicamente la categoria dei forestali siciliani. Lo schema, lì, è sempre lo stesso: l'allarme sulla fine dei soldi, la protesta con tanto di picchetti e cortei che paralizzano la vita del resto della città, le solite frenetiche corse tra Palazzo dei Normanni e Palazzo d'Orleans per “trovare la soluzione”, soluzione che in un modo o nell'altro arriva. E lì inizia l'altra corsa. Quella ad accaparrarsi il merito di aver messo una pezza su un'emergenza che tornerà. Per fortuna, penserà qualcuno. Basti ricordare, ad esempio, i cori di giubilo degli “Ex Pip” dopo l'approvazione del nuovo, temporaneo sussidio. Cori che sostituivano quelli di insulti nei confronti di questo o quel politico. L'emergenza paga. In termini politici, di consenso.
Ma anche nella semplice amministrazione del potere. Come nel caso dell'emergenza che ha “costretto” il presidente della Regione a commissariare per anni Province e Aziende sanitarie. Da un lato, ecco la scusa di una riforma-flop. Che paradossalmente, però, ha finito per mettere nelle mani del governo la gestione di enti che fino al giorno prima potevano contare su organismi – a prescindere dalle virtù dei politici che li formavano – comunque eletti dal popolo. Dall'altro, la necessità di selezionare i nuovi manager “della Sanità moralizzata”. Nel frattempo, però, come si fa? Le Asp non possono restare senza un direttore generale. E lo stesso vale per tanti enti regionali. Sempre in emergenza. Come l'Esa, dove il commissario Francesco Calanna ha tagliato il traguardo del decimo rinnovo in pochi anni, o all'Irsap dove il governo ha inviato un “commissario ad acta”. Cioè un semplice funzionario che dovrebbe occuparsi di specifici atti e non della gestione complessiva dell'ente. Il caso vuole, poi, che si tratti di Mariagrazia Brandara, segretaria particolare dell'assessore Mariella Lo Bello. La solita, cara emergenza che è ormai cifra costante dell'amministrazione siciliana. E lo dimostra anche il caso dei nuovi affidamenti diretti da parte della dirigente Corsello alla solita società esterna. Quella storia è un po' il simbolo di tutto. L'emergenza, lì, dura da tre anni. E torna buona per evitare i fastidiosi bandi e le gare a evidenza pubblica. Perché l'emergenza in Sicilia, comunque la si guardi, è utile a tutti.
http://livesicilia.it/2015/12/01/conti-in-rosso-precari-in-bilico-servizi-in-tilt-e-sempre-una-sicilia-con-lacqua-alla-gola_691485/

BLOCCATI GLI IMBARCHI PER LA SICILIA. I FORESTALI CALABRESI PROTESTANO CONTRO LA LEGGE DI STABILITÀ. DISAGI ANCHE A CROTONE E COSENZA. I SINDACATI CHIEDONO CHE VENGANO INTRODOTTE SUBITO DELLE MODIFICHE ALLA LEGGE DI STABILITÀ


Bloccati gli imbarchi per la Sicilia
I forestali calabresi protestano contro la legge di Stabilità. Disagi anche a Crotone e Cosenza

Bloccati gli imbarchi per la Sicilia

Tensione ieri in Calabria per una serie di proteste contro la legge di Stabilità. Glì imbarchi dei traghetti per la Sicilia sono stati bloccati dai manifestanti (soprattutto precari  Lsu-Lpu) all’altezza di Villa San Giovanni. Nel Crotonese è stata invece occupata la strada statale 106, vitale per i collegamenti regionali. Problemi anche a Cosenza, dove è stato occupato lo svincolo Nord dell’ Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.
I sindacati chiedono che vengano introdotte subito delle modifiche alla Legge di Stabilità per recuperare i fondi in favore della forestazione in Calabria e quindi per la stabilizzazione dei lavoratori Lsu-Lpu. Tra le richieste della piattaforma dei sindacati anche il rilancio del porto di Gioia Tauro, struttura che stenta ancora a decollare, e un piano per il lavoro in Calabria.
Dopo molte ore, è stato rimosso il blocco degli imbarchi dei traghetti per la Sicilia a Villa San Giovanni, così come dello svincolo di Cosenza Nord dell'autostrada Salerno - Reggio Calabria e di un tratto della statale 106 nel crotonese.
Il segretario della Cgil regionale, Michele Gravano, è intervenuto per affermare  che "ci sono segnali positivi dal Governo, ma l'attenzione rimane alta".

01 Dicembre 2015
http://www.ilgiornaleditalia.org/news/cronaca/871871/Bloccati-gli-imbarchi-per-la-Sicilia.html 







CI SI METTE ANCHE LA PETYX: LA GIUNTA REGIONALE POCHI GIORNI FA HA DIROTTATO 87 MILIONI DI FONDI CIPE DESTINATE ANCHE ALLA MANUTENZIONE STRADALE PER MANTENERE IN VITA GLI APPENA 24MILA LAVORATORI FORESTALI DELLA REGIONE SICILIANA


Ci si mette anche la Petyx: La giunta regionale pochi giorni fa ha dirottato 87 milioni di fondi cipe destinate anche alla manutenzione stradale per mantenere in vita gli appena 24mila lavoratori forestali della regione siciliana


Guarda il servizio di striscia la notizia di ieri
http://www.video.mediaset.it/video/striscialanotizia/servizio/pilone-stradale-inclinato-a-san-giuseppe-jato-palermo_578940.html







AGGIORNAMENTO SULL'INCIDENTE MORTALE CHE HA COLPITO UN NOSTRO COLLEGA DI PIETRAPERZIA. TUTTO IL PERSONALE DEL CANTIERE DI MARCATO BIANCO, SITO A PIETRAPERZIA E LA SQUADRA ANTINCENDIO SAB 7, SI ASSOCIANO AL DOLORE DELLA FAMIGLIA MAROTTA PER L'IMMATURA SCOMPARSA DEL LORO CARO CONGIUNTO SALVATORE


Aggiornamento sull'incidente mortale che ha colpito un nostro collega di Pietraperzia




Pietraperzia incidente mortale

La vittima Salvatore Marotta, 51 anni di Pietraperzia, operaio forestale, ferito il collega del Marotta, di Barrafranca ricoverato al Sant’Elia di Caltanissetta, R F. di Piazza Armerina e residente a Barrafranca, dove gestisce una bancarella di frutta e verdura. Sembra che R.F. non si sia accorto di un trattore, e abbia sterzato bruscamente sulla sinistra invadendo la carreggiata dove sopraggiungeva un altra vettura, per cui l’impatto è stato frontale. 

Fonte (www.vivienna.it)







Il collega Salvatore Similia comunica che tutto il personale del cantiere di Marcato Bianco sito a Pietraperzia e la squadra antincendio SAB 7 si associa al dolore della famiglia Marotta per l'immatura scomparsa del loro caro congiunto SALVATORE.



Notizia correlata:

Incidente mortale a Pietraperzia la vittima un forestale un altro ferito







OTTOBRE 2015. COMPITI DI PROTEZIONE CIVILE NEL COMUNE DI BUCCHERI (SR) DA PARTE DEGLI AIB. FOTO (INTERVENTO CONCLUSO)


Ottobre 2015. Compiti di protezione civile nel comune di Buccheri (Sr) da parte degli aib



Intervento concluso











Fine







OTTOBRE 2015. COMPITI DI PROTEZIONE CIVILE NEL COMUNE DI BUCCHERI DA PARTE DEGLI AIB. FOTO (DURANTE L'INTERVENTO)


Lavori di compiti di protezione civile nel comune di Buccheri


Durante l'intervento












Continua..







OTTOBRE 2015. COMPITI DI PROTEZIONE CIVILE NEL COMUNE DI BUCCHERI (SR) DA PARTE DEGLI AIB. FOTO (PRIMA DELL'INTERVENTO)


Lavori di compiti di protezione civile nel comune di Buccheri



I lavori che hanno interessato nel mese di ottobre u.s. l’area di attendamento sita in Contrada Piana nel territorio di Buccheri (Sr), a seguito di apposita convenzione stipulata tra lo stesso comune di Buccheri che ha posto in essere attrezzature manuali e meccaniche e l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Siracusa che ha messo a disposizione i lavoratori forestali del servizio antincendio. Sono durati 5 giorni su un’area di circa 11 mila quadrati di superficie invasa da rovi, erbe spontanee infestanti e terriccio. Una squadra delle nove che il comune di Buccheri ha dislocato nell’intero territorio con la supervisione dell’Ingegnere capo dell’Utc Giovanni Battaglia, era formata da 6 lavoratori, tutti torrettisti (Vittorio Calisti, Franco Buccheri, Giuseppe Busso, Maurizio Alderuccio, Vito Buccheri e Gianni Garfì) e appunto per 5 giorni, c’e’ l’ha messa tutta per effettuare una pulizia a tappeto e una bonifica dell’intera area, addirittura con intervento di potatura degli alberi, ripristino del cancello d’ingresso che non si apriva più e posizionamento di alcune mattonelle davanti il manufatto che sorge all’interno dell’area. Un buon risultato che ha dato lustro all’Amministrazione Comunale, all’Ispettorato che ha messo a disposizione la manodopera e ai lavoratori che, con il loro lavoro, hanno avuto 5 giorni di serenità economica e familiare ma hanno anche dato il loro prezioso contributo.



Prima dell'intervento









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CONTI SICILIANI, FUMATA NERA A ROMA. TUTTO RINVIATO A MERCOLEDÌ PROSSIMO. SI STA PUNTANDO A NON AVERE SOLUZIONI ASSISTENZIALISTICHE, MA ANCHE CERTEZZA DELLE RIFORME DA FARE NEI PROSSIMI MESI


Conti siciliani, fumata nera a Roma
Tutto rinviato a mercoledì prossimo




palazzo d'orleans

Ennesima fumata nera a Roma sui conti siciliani. Dopo un intero pomeriggio di confronto fra il presdente Crocetta e i funzionari Ministeriali, la decisione è stata rinviata a mercoledì’ prossimo.
Salta, dunque, l’ultimatum dello stesso Crocetta che aveva garantito la chiusura di tutto entro domani. Non ci sarà, quindi, l’annunciato avvio della sessione di bilancio ne la chiusura della vicenda politica legata alla giunta regionale.

L’incontro di oggi pomeriggio è durato tre ore e quindici minuti durante i quali si è proceduto ad una analisi dettagliata dei conti della Sicilia. Per il governo nazionale, era presente il sottosegretario De Vincenti, per la Regione hanno partecipato il presidente Crocetta e gli assessori Baccei, Cracolici e Pistorio.

Prudente ottimismo da parte del presidente Crocetta che si dichiara “convinto che nel corso di questa settimana, mercoledì pomeriggio è previsto un ulteriore incontro, si potrebbe chiudere l’accordo con lo Stato.

“Sui conti – dice Crocettasi sta puntando sia da parte del governo nazionale che di quello regionale, a non avere soluzioni assistenzialistiche ma piuttosto soluzioni di lungo periodo che consentano di avere certezza delle entrate rispetto all’equilibrio di bilancio, ma anche certezza delle riforme da fare nei prossimi mesi per eliminare sprechi e che mettano definitivamente a posto la finanza regionale”.

Per il patto dello sviluppo, il governo regionale ha presentato la sua proposta, in seguito alla deliberazione della giunta. Il lavoro fatto è stato molto apprezzato da palazzo Chigi che chiede di armonizzare tale proposta con un piano di interventi complessivi previsti, per concludere già la prossima settimana l’accordo definitivo.

30 Novembre 2015
http://palermo.blogsicilia.it/conti-siciliani-fumata-nera-a-roma-tutto-rinviato-a-mercoledi-prossimo/317867/







REGIONE, IL PRESTITO NON BASTA: 550 MILIONI DA TROVARE ENTRO UN MESE. AL 31 OTTOBRE DI QUEST'ANNO, LA REGIONE HA 928.549.697,66 EURO E "NON È IN GRADO DI FRONTEGGIARE LE RICHIESTE DI PAGAMENTO PROVENIENTI DAI VARI RAMI DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE PER SPESE OBBLIGATORIE


Regione, il prestito non basta: 550 milioni da trovare entro un mese


L'anticipazione concessa da Unicredit non è sufficiente a coprire le spese obbligatorie ma l'amministrazione, per legge, non poteva chiedere di più



Regione, il prestito non basta: 550 milioni da trovare entro un meseNon basteranno i 270 milioni di prestito in arrivo dal cassiere Unicredit, la Regione per potere pagare tutte le spese obbligatorie da qui a fine anno dovrebbe trovare altri 550 milioni di euro. Un buco di cassa certificato dall'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, nella relazione consegnata alla Presidenza e che ha indotto la giunta a deliberare per la richiesta di un'anticipazione al tesoriere Unicredit, per un importo di 270,573 milioni di euro.

La Regione avrebbe voluto chiedere di più, ma si è dovuta fermare a questa cifra, il massimo rispetto a quanto poteva richiedere sulla base della convenzione firmata col tesoriere: l'amministrazione regionale, infatti, "può contrarre anticipazioni con il proprio cassiere unicamente allo scopo di fronteggiare temporanee deficienze di cassa per un importo non eccedente il 3% dell'ammontare delle entrate tributarie riscosse e versate nell'esercizio precedente", si legge nella relazione di Baccei al governo. E quest'ultima voce, in base al rendiconto generale della Regione per il 2014, è risultata pari a poco più di 9 miliardi, pertanto il limite del 3% ha portato alla cifra di 270.573 milioni di euro.

Baccei rivela che in cassa, al 31 ottobre di quest'anno, la Regione ha 928.549.697,66 euro e "non è in grado di fronteggiare le richieste di pagamento provenienti dai vari rami dell'amministrazione regionale per spese obbligatorie: stipendi, pensioni, emolumenti in genere, spese per gli organi istituzionali e per ordinanze urgenti e indifferibili, spese derivanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria e quelle prevista da disposizioni di legge. E in più, le spese comunitarie. In totale, alla Regione, certifica Baccei, servono 1 miliardo e 750 milioni di euro. Tra soldi in cassa e esigenze di spesa, la differenza è di ben 821,45 milioni di euro. Cifra che, tolti i 270 mln di anticipo in arrivo da Unicredit, si "abbassa" a 550,877 milioni di euro.


29 Novembre 2015
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/11/29/news/regione_il_prestito_non_basta_550_milioni_da_trovare_entro_un_mese-128442879/







SICILIA - CROCETTA TORNA A ROMA PER QUADRARE IL BILANCIO. MILAZZO CISL: LA REGIONE È ALLA PARALISI, SENZA UN SOLDO IN CASSA, CON MIGLIAIA DI PERSONE PERENNEMENTE APPESE AL FILO, DAI PRECARI AI FORESTALI PASSANDO PER LA FORMAZIONE


Sicilia - Crocetta torna a Roma per quadrare il Bilancio insoluto il caso Lantieri
Cardinale: «Ora possibile un tavolo di maggioranza»
Il sindacato: «Sicilia alla paralisi, occorre far presto»



Quella che comincia oggi dovrebbe essere la settimana risolutiva dei problemi, politici e istituzionali, che affliggono il "Crocetta-quater". Alle 15 di oggi, a palazzo Chigi, si riunisce il tavolo politico che dovrebbe risolvere la questione finanziaria. 11 presidente della Regione, Crocetta, e l'assessore all'Economia, Baccei, dovrebbero ottenere dal governo Renzi le risorse necessarie per colmare il disavanzo previstoper il 2016: circa 1,5 miliardi di euro. È probabile che siano necessarie ulteriori riunioni per arrivare alla soluzione definitiva, ma la dichiarazione di disponibilità potrebbe consentire di cominciare a dare contenuti alle proposte di Bilancio. Quasi contemporaneamente, a Palermo, si riuniranno i capigruppo della maggioranza per tentare di trovare un accordo sugli uffici di presidenza delle rinnovate commissioni legislative permanenti dell'Ars. Chi rappresenterà il Pd, considerato che Cracolici si è dimesso e il suo successore dovrà uscire dal ballottaggio tra Anselmo e Sammartino? Il ballottaggio, peraltro, è previsto per domani. Tranne che tra Anselmo e Sammartino, entrambi provenienti dall'ex-Articolo 4, non nasca un accordo. Continuare a tirare la corda non avrebbe senso. Le diplomazie sarebbero al lavoro per evitare inutili lacerazioni. Per consentire al "Crocetta-quater" di raggiungere alcuni ambiziosi obiettivi prima della fine della legislatura, è necessario un impegno corale. Sabato scorso, a Castel di Tusa, nel corso di un pranzo che si è dilungato quasi fino all'ora di cena, hanno discusso a lungo dei nuovi equilibri di Giunta, il presidente. Crocetta, il segretario regionale del Pd, Raciti, il presidente nazionale dell'Udc, D'Alia, e il presidente onorario di Sicilia futura, Cardinale, che ha smorzato i toni, ma senza rinunciare ala sostituzione dell'assessore Lantieri. «Abbiamo parlato soprattutto - ha detto il presidente della Regione - degli assetti delle commissioni. La sintonia con i partiti della coalizione va costruita passo dopo passo». Parole improntate alla cautela quelle di Crocetta. Per Sicilia futura, che finora ha mantenuto una posizione piuttosto critica a causa della nomina ad assessore di Luisa Lantieri, «si sono create le circostanze - ha detto Cardinale - per la convocazione di tavolo della maggioranza dove concordare programma e priorità da realizzare entro la fine della legislatura, in strettissimo rapporto con Roma che ha mostrato grande disponibilità. Lantieri? Intanto, occupiamoci degli uffici di presidenza delle commissioni legislative dell'Ars». Silenzio in casa Udc dove, però, non si nasconde una grande dose di scetticismo e d'insofferenza. Un accorato invito a far presto è arrivato alle forze della maggioranza e al presidente Crocetta, dal segretario generale di Cisl-Sicilia, Milazzo: «La Regione è alla paralisi, senza un soldo in cassa, con migliaia di persone perennemente appese al filo: dai precari ai forestali passando per la formazione. L'economia è ferma. E palazzo d'Orléans che fa? Non trova di meglio che volare a Roma con il cappello in mano sperando che Renzi apra la borsa e molli 1,5 miliardi. La vecchia logica della questua». E ha aggiunto: «L'economia rista gna, il governatore taglia tutto o quasi e non trova di meglio che bussare alla porta di Unicredit. Obiettivo: una "anticipazione di cassa" di 270 milioni che, però, non sarà sufficiente. Per far fronte a tutte le spese obbligatorie previste entro la fine dell'anno, sarebbero necessari ulteriori 550 milioni di euro. In pratica, un prestito che permetta solo di andare avanti. Come? Da tempo Crocetta non si confronta con le forze sociali. 1 Comuni sono tutti o quasi a un passo dal default. A Crocetta diciamo che farebbe meglio, piuttosto, a ridiscutere il patto con Roma del giugno 2014 che vale una montagna di miliardi. Ci siamo vincolati a un patto-capestro con il governo nazionale; mentre i nostri giovani partono per cercare fortuna altrove, i Comuni vanno a fondo. La gente, esasperata, scende in piazza».

30 Novembre 2015