31 gennaio 2014

BERNAVA CISL SICILIA: NO ALLA GUERRA TRA ISTITUZIONI E ALL’IRRESPONSABILITÀ


“NO ALLA GUERRA TRA ISTITUZIONI E ALL’IRRESPONSABILITÀ” 

Un tweet Cisl sui temi della Finanziaria e un appello al governatore perché apra "il cantiere di una strategia di collaborazione e cooperazione". E sul Commissario, "l’impugnativa non è causa ma conseguenza della situazione"

Notizie “Fermatelo! Vittimismo e irresponsabilità”. Così Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, con riferimento al presidente della Regione Rosario Crocetta, in un tweet lanciato stamani e spedito, attraverso la rete, ai vertici del governo nazionale. Tema: le vicende legate, a Palermo e a Roma, al Bilancio e alla Finanziaria regionali dopo l’impugnativa del Commissario dello Stato. Ma per una “fragilità economica e finanziaria della Regione, nota a tutti – sostiene Bernava – e che da tempo avrebbe richiesto un serio piano di ristrutturazione e riqualificazione con l’obiettivo di assicurare alle casse regionali maggiori entrate e minori spese”. L’impugnativa, sottolineano alla Cisl, “non è la causa dei problemi siciliani ma solo la conseguenza delle scelte improvvisate e approssimative, del governo della Regione. Riversare sul Commissario Aronica la responsabilità della situazione in cui la Sicilia versa, è un errore grave”. È per questo che ancora ieri il segretario Cisl, a Crocetta lanciava “un appello a evitare i facili proclami e la guerra tra istituzioni e ad aprire il cantiere di una strategia di collaborazione e cooperazione”. “È il tempo della responsabilità”, ripete di nuovo Bernava. “E Crocetta deve assumersi le sue. La smetta con lo scontro a testa bassa che alla Sicilia porta solo lacerazioni e danni”.
Ma il presidente sembra incurante degli appelli, rilevano alla Cisl. Tanto che stamani, in una nota a sua firma postata su Facebook, scriveva che “domani sarò costretto a pubblicare una Finanziaria che non mi appartiene”. In casa Cisl, sono stupefatti. “Vittimismo e irresponsabilità”, esclamano. Ma se “la rivoluzione è fallita, il naufragio - ha scritto stamani il numero uno della Funzione pubblica regionale della Cisl, Gigi Caracausi - è dovuto anche alla scelta del governatore “di non ascoltare le forze sociali”. “Ora a cosa servono i piagnistei?”, si chiede il sindacato. Piuttosto Crocetta non perda altro tempo, insiste Bernava: “Appronti subito, assieme alle forze economiche e sociali, agli enti locali e al Parlamento dell’Isola, il piano strategico di risanamento e sviluppo che chiediamo da tempo e che va portato a Roma. Alla Sicilia, per salvarsi dal declino, serve una strategia di cooperazione e collaborazione”, ribadisce il segretario. (ug)

30 Gennaio 2014
http://www.cislsicilia.it/Notizie/2014/01/30/39621/NO-ALLA-GUERRA-TRA-ISTITUZIONI-E-ALLIRRESPONSABILIT




PAGLIARO CGIL SICILIA: CROCETTA LA SMETTA DI SOFFIARE SUL FUOCO E AFFRONTI I PROBLEMI


FINANZIARIA: PAGLIARO (CGIL), CROCETTA LA SMETTA DI SOFFIARE SUL FUOCO E AFFRONTI I PROBLEMI

Palermo, 30 gen- “Crocetta dovrebbe smetterla di soffiare sul fuoco, di agitare le acque in una Sicilia già in forte difficoltà e disagio e assumersi le sue responsabilità. E dovrebbe pure smetterla di riproporre copioni già visti di attacchi ad altre istituzioni”: lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia a proposito delle ultime dichiarazioni del presidente della Regione. “Credo che  l’unica cosa responsabile da fare- aggiunge Pagliaro- sia entrare nel merito del problema, oggi nel tavolo tecnico con il governo nazionale successivamente nella giunta e nell’Ars, per individuare le soluzioni per evitare il disastro”. Per Pagliaro la pubblicazione della Finanziaria negli articoli non impugnati “è un atto dovuto, visto anche il pronunciamento dell’Ars”. Pagliaro dice ancora: “Senza entrare nel merito dei rilievi di Aronica , di questa legge la Cgil aveva già criticato l’approssimazione, il mancato rispetto delle leggi di contabilità e la mancanza di interventi innovativi. Credo che restino sempre questi i temi su cui discutere- sottolinea- con la consapevolezza del fatto che ai siciliani non servono accuse mosse a terzi e toni apocalittici  da chi governa ma soluzioni concrete su una situazione che oggi è esplosa ma che era ampiamente prevedibile”.

30 Gennaio 2014
http://www.cgilsicilia.it/notizie/post/finanziaria-pagliaro-cgil-crocetta-la-smetta-di-soffiare-sul-fuoco-e-affronti-i-problemi





L'OBIETTIVO SAREBBE QUELLO DI POTER AVERE SUBITO ALMENO 300 MILIONI DI EURO PER GARANTIRE I FORESTALI E GLI ENTI DELLA REGIONE AL MOMENTO SENZA COPERTURA


Crocetta presenta il piano a Roma
"Dieci anni per coprire il buco"

Oggi parte la trattativa con lo Stato: Crocetta proverà a dimostrare che "il bilancio regionale è sano" sottolineando la riduzione di spesa per 1,4 miliardi di euro e non siano stati accesi mutui per cifre elevate o previste entrate fasulle, come fatto dai precedenti governi


Con la Regione senza un euro in cassa, causa ritardi nelle entrate e una situazione di tesoreria "difficile" che blocca da dicembre mandati di spesa per quasi 800 milioni di euro ("Ma la prossima settimana garantiremo le retribuzioni dei regionali", assicurano da via Notarbartolo), oggi a Roma parte la grande trattativa con lo Stato. Appuntamento a Palazzo Chigi, dove il governatore Rosario Crocetta e l'assessore Luca Bianchi incontreranno i ministri Angelino Alfano, Fabrizio Saccomanni, Gianpiero D'Alia e Graziano Delrio.

Obiettivo, trovare una soluzione dopo la megaimpugnativa del commissario dello Stato, Carmelo Aronica, che ha congelato 500 milioni di euro di spesa: "C'è il rischio di 26 mila licenziamenti", ripete in questi giorni il presidente della Regione, considerando che sono senza alcuna copertura le spese per forestali, Esa, Consorzi di bonifica, Eas, Ersu e per una miriade di altri enti e iniziative, compresi i fondi destinati alle associazioni antimafia e alle vittime del racket.

Oggi sul tavolo romano il governo regionale presenterà un corposo dossier e proporrà una via d'uscita. Sul primo fronte, il governatore Crocetta proverà a dimostrare che "il bilancio regionale è sano". Sottolineando come negli ultimi due anni siano già state ridotte spese per 1,4 miliardi di euro e non siano stati accesi mutui per cifre elevate o previste entrate fasulle, come fatto dai precedenti governi, ad esempio con fantomatiche valorizzazioni immobiliari.

Poi lanceranno l'attacco sui residui attivi, cioè i crediti non più facilmente esigibili, che in Sicilia la Corte dei conti considera a livello d'allarme perché pari a 15 miliardi di euro, tanto che il commissario dello Stato proprio per questo ha congelato una spesa di mezzo miliardo. "Se questa tagliola è scattata alla Sicilia a causa dei residui attivi, allora sappiate che altre Regioni, come Veneto e Piemonte, sono nella stessa situazione e quindi non possono avere il via libera ai bilanci  -  diranno Crocetta e Bianchi  -  quindi se oggi cade la Sicilia, domani cadranno anche altre Regioni".

Ecco quindi la soluzione principale che sarà portata al tavolo, sapendo bene che la coperta è corta e che quindi non si potranno riavere tutti i 500 milioni di euro tagliati come se nulla fosse: il governo Crocetta proporrà un piano decennale per rimpinguare il fondo di garanzia dei residui attivi per almeno 3,5 miliardi di euro, mettendo nel fondo circa 310 milioni di euro all'anno. In cambio, però, lo Stato dovrebbe autorizzare subito a prelevare dal fondo attuale (quasi 600 milioni di euro considerando i fondi congelati dal commissario dello Stato). In alternativa, la Regione proporrà al governo Letta un piano di rientro col supporto della Cassa depositi e prestiti e chiederà di poter utilizzare fondi ex Fas per finanziare parte della spesa bloccata. Extrema ratio, anche l'accensione di un mutuo.

L'obiettivo delle varie soluzioni sarebbe quello di poter avere subito almeno 300 milioni di euro per garantire i forestali e "gli enti della Regione al momento senza copertura e inseriti nell'Allegato 1". Questo vuol dire che molti enti rimarranno comunque senza fondi, dall'Istituto per i ciechi Florio e Salomone al Cerisdi, dalla Stamperia Braille al Coppem, dagli enti ecclesiali alla missione Speranza e carità, dal Brass Group al Centro Hellen Keller.

I sindacati confermano lo stato di agitazione. I dipendenti della Regione scenderanno in piazza martedì, nonostante l'incontro di ieri con il governatore Crocetta. Intanto oggi dovrebbe essere pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la manovra senza le parti impugnate. Ci sperano i 18 mila dipendenti della Regione rimasti senza stipendio e i 12 mila pensionati senza assegno.

Se tutto andrà bene, riceveranno
i bonifici entro il 10 febbraio, assicurano dalla Regione, nonostante ieri circolasse la notizia, smentita dalla Ragioneria generale, di una grave mancanza di liquidità che metterebbe a rischio tutti gli stipendi dei regionali. Ed è polemica per una circolare del ragioniere generale, Mariano Pisciotta, che vieta ai dirigenti di parlare con i giornalisti. "Si mette il bavaglio alla stampa", attaccano Cgil e Unione cronisti. La tensione alla Regione è altissima.

 30 Gennaio 2014
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/01/29/news/crocetta_presenta_il_piano_a_roma_dieci_anni_per_coprire_il_buco-77170341/







L'ETNA E' DIVENTATO PATRIMONIO MONDIALE DELL'UMANITA'. MA QUAL'E' IL DESTINO DEL TERRITORIO CIRCOSTANTE?


L'Etna è diventato Patrimonio mondiale dell'Umanità, un traguardo importantissimo per la tutela e per la valorizzazione del vulcano


L'Etna è diventato Patrimonio mondiale dell'Umanità, un traguardo importantissimo per la tutela e per la valorizzazione del vulcano. Ma qual è il destino del territorio circostante? Il visitatore, locale o straniero, che si recasse alle Salinelle di Paternò per osservare questo interessante e raro vulcanismo secondario, rimarrebbe basito di fronte a tanto degrado, rifiuti, sporcizia e stato di abbandono dei luoghi.
Visitando l'area qualche giorno fa, ho immaginato le Salinelle di Paternò all'interno di un parco urbano dove un'opportuna segnaletica e un percorso adatto a tutti conduce il visitatore vicino ai «vulcanetti» di fango per osservarne il fenomeno. Ho continuato a immaginare all'ingresso del parco urbano i cartelli illustrativi del fenomeno naturale con la sua spiegazione geologica, i disegni e qualche foto, con la descrizione dei luoghi e, volendo, anche qualche annotazione sulla flora e sulla fauna. In questa mia «immaginazione» ho visto anche il recupero delle aree circostanti, con i muri a secco rifatti come un'opera d'arte e i terrazzamenti rimessi in ordine, i ruderi delle case recuperati come esempio dell'architettura rurale, per destinarli a servizi igienici e le altre strutture a servizio della sorveglianza e della gestione. A proposito di gestione, sempre in questo mio «viaggio immaginario», ho visto l'area affidata al Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali e la sorveglianza assegnata al Corpo forestale della Regione.
Vedi il parco urbano quanto interesse susciterebbe nelle scolaresche locali! E pure con una giornata di svago all'insegna della scoperta del territorio etneo e delle origini del vulcano: tutto a portata di mano e a km 0!
Questo che ho immaginato l'ho già visto realizzato in altre regioni italiane e in altri paesi europei. Ma la Sicilia non fa parte pure dell'Italia e dell'Europa? Auspico che il mio sogno delle Salinelle di Paternò possa diventare, in tempi brevi e con tanta buona volontà, un fatto concreto, inserito in un circuito turistico storico naturalistico di grande suggestione e di grande ritorno economico per l'intero versante pedemontano dell'Etna.
Fabrizio Meli

30 Gennaio 2014






30 gennaio 2014

CROCETTA CEDE: COSTRETTI A PUBBLICARE UNA FINANZIARIA CHE UCCIDE LA SICILIA


Crocetta cede: "Costretti a pubblicare
una Finanziaria che uccide la Sicilia"

 

Domani in Gazzetta. Scrive il governatore: "Per me domani sarà un giorno di grande tristezza, che trascorrerò pregando per la Sicilia e per il popolo siciliano, perchè non debba più subire violenze cieche e irrazionali".

che uccide la sicilia, comunicato, crocetta, finanziaria, Politica PALERMO- Il comunicato di Crocetta. Il presidente annuncia un evento che tanti aspettavano. Eccolo: “Domani sarò costretto a pubblicare una Finanziaria che non mi appartiene, che ripudio, che canta il de profundis al posto di lavoro di migliaia di lavoratori, che uccide la diversabilità e impedisce ai non vedenti di studiare, che butta sul lastrico migliaia di famiglie e impone alla Sicilia una manovra depressiva senza precedenti, che potrà influire sulla tenuta sociale della Regione, che affossa le imprese e influirà negativamente sul rating nazionale e regionale. Faccio appello al Capo dello Stato, affinchè intervenga in questa situazione terribile, perchè si possa trovare una soluzione rapida che permetta alla Sicilia di rilanciare le politiche di sviluppo, di crescita e di solidarietà. Per me domani sarà un giorno di grande tristezza, che trascorrerò pregando per la Sicilia e per il popolo siciliano, perchè non debba più subire violenze cieche e irrazionali. Sono pronto al confronto istituzionale, ma con fermezza, sapendo che in ballo non ci sono i giochetti della politica politicante, ma gli interessi di un intero popolo che ha già subito tante violenze e che oggi viene massacrato".

"Usciremo dal guado, - scrive Crocetta - perchè la verità e la giustizia trionfano sempre. Faccio appello ai siciliani di stringersi in questa civile e democratica lotta per la Sicilia, con uno stile quasi gandhiano, quello di un popolo assediato che sa che soltanto attraverso la mobilitazione democratica e non violenta, potrà ottenere quella comprensione istituzionale che è necessaria per risorgere. Nell'ultimo anno abbiamo tagliato sprechi e corruzione, non possiamo pagare in una sola finanziaria un passato di sprechi e di irresponsabilità che ci inseguono. E' venuto il momento della responsabilità e della coesione regionale, sapendo che ce la faremo. Non ho dubbi”.


30 Gennaio 2014
http://livesicilia.it/2014/01/30/crocetta-cede-costretti-a-pubblicare-una-finanziaria-che-uccide-la-sicilia_436460/






ANCORA UNA VOLTA SOLI CONTRO TUTTI. GUARDA IL VIDEO


Ballarò puntata del 28 Gennaio 2014

Mulè: La spending review è fondamentale per rimettere in piedi questo stato"


Il direttore di Panorama interviene sul tema dei tagli della spesa improduttiva:
Ma voi sapete che in Sicilia ci sono 28542 foresatli con l'equazione che a un albero praticamente ci sta un dipendente, ma voi pensate che uno Stato possa andare avanti così o che debba seriamente mettere mani ai cordoni della borsa cordoni della borsa


 Guarda il video
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-25866530-c220-4ab0-82b7-5b55581a7722.html




Le inchieste di Panorama. Notizie correlate:




Ma è possibile che nessuno li riesce a contrastare?
Ma è possibile che nessuno riesce a presentare un progetto serio?
Siamo soli contro tutti, vogliono annientarci e piano piano ci stanno anche riuscendo, non possiamo permetterci di abbassare la testa, dobbiamo solamente difendere un nostro diritto e le nostre famiglie.
A quei politici che fanno finta di volerci bene, volete una volta per tutti fare una proposta per il comparto forestale? Vi ricordiamo che esistiamo anche noi e non solo gli articolisti, parliamone insieme e scoprirete (ma lo sapete già) che siamo una risorsa e non un peso, lo Stato avrà anche un ritorno economico non indifferente. Non Vi dovete vergognare quando ci attaccano, dovete solo difenderci. Se in passato si sono buttati tanti soldi la colpa non è nostra ma di chi ci ha governato, adesso bisogna azzerare tutto e ripartire tutti insieme, TUTELANDO I 26.000 FORESTALI! 
Voi avreste il coraggio di farlo? Se la risposta è negativa, allora non chiedeteci più il voto, perchè il voto viene dato sulla base di quello che si è fatto, quindi... Ve lo siete meritati?
Ai Sindacati Autonomi e Confederali, dovete solamente occuparvi dei lavoratori a 360° e dialogare con tutti, ma con la politica non Vi dovete più immischiare, perchè anche i Vostri paladini ci hanno voltato le spalle.








CROCETTA: STIAMO FACENDO I CONTI E POSSO DIRE CHE CI SONO 20 FORESTALI PART-TIME A RISCHIO LICENZIAMENTO



Forestali stagionali, incertezze sul loro futuro


Fra i 33 articoli della Legge di stabilità recentemente approvata dall’Assemblea regionale e impugnati dal commissario dello Stato, Carmelo Aronica, figurano anche i commi 5-6 dell’articolo 12, che riguarda la riorganizzazione del settore forestale.

In particolare, il comma 5, che prevedeva per il 2014 una copertura finanziaria di 180 mln di euro per i circa 25 mila “dipendenti del dipartimento regionale Azienda foreste demaniali e del Comando del Corpo forestale della Regione siciliana, per l’espletamento delle attività di sistemazione manutenzione idraulico-forestale, imboschimento e rimboschimento, difesa del suolo, valorizzazione ambientale e paesaggistica, anche al fine della fruizione sociale del territorio, attività per la produzione e la vendita di legno a scopi energetici, difesa della vegetazione dagli incendi”, è stato cassato perché, secondo Aronica, manca la copertura finanziaria.

Se quanto stabilito dal prefetto fosse vero, significherebbe che oltre 20.000 ranger stagionali sarebbero licenziati. “Un disastro senza precedenti – ha tuonato il governatore della Sicilia, Crocetta, prendendo subito le distanze dal decisione prefettizia – stiamo facendo i conti e posso dire già che ci sono almeno 26mila lavoratori  e fra questi oltre 20mila forestali part-time a rischio licenziamento”.

Discorso diverso, invece, per il sesto comma impugnato da Aronica, che istituiva un sistema volto a limitare l’eccessiva spesa per i rimborsi chilometrici dei lavoratori stagionali. Secondo il Commissario, il legislatore ha superato i limiti entro i quali può muoversi. “Seppure nell’apprezzabile intento – leggiamo nell’impugnativa- di ridurre e razionalizzare le spese dalle attività di manutenzione e di rimboschimento in cui sono impiegate maestranze stagionali, interviene sulla quantificazione del rimborso chilometrico da corrispondere ai lavoratori”. Un tema che può essere solo il frutto della “contrattazione collettiva e non può essere integrata e/o modificata dal legislatore regionale”.

Proprio su questo punto, il 7 gennaio scorso, quindi poco prima che fosse varata la Legge, il segretario della Fai Cisl Sicilia Fabrizio Colonna aveva messo in guardia il governatore della Sicilia sulla inadeguatezza del provvedimento che andava contro l’art.54 del Ccnl che non prevede limiti di percorrenza. Ma il colpo di spugna del Commissario sui fondi destinati al comparto, fa storcere il naso a Colonna che, senza mezzi termini replica: “Questi soldi devono comunque essere trovati, visto che la legge 14/2006 garantisce le giornate di lavoro per questi 25 mila lavoratori. Ora che si andrà incontro all’estate, bisognerà organizzarsi subito per iniziare le attività di prevenzione e di manutenzione dei boschi, così da scongiurare  eventuali incendi, ma anche per assicurare la fruibilità dei parchi ai cittadini. Il governo cerchi i risparmi in una moderna ed efficiente organizzazione del lavoro”.

Eppure il governo, con uno stanziamento di 180 mln, riteneva di fare un sostanziale cambio di rotta rispetto al passato, quando cioè le risorse per mantenere tutto il sistema che ruota intorno ai boschi non erano certo indifferenti. Basti guardare le cifre: nel 2011, 400 mln di euro spesi fra mezzi e personale; nel 2012, 300 mln (103 mln per 7.160 stagionali del Servizio antincendio Corpo forestale e 192 per i 18.500 stagionali dell’Aziende foreste dell’assessorato Agricoltura, secondo i dati forniti dall’assessore regionale al Territorio, Mariella Lo Bello); nel 2013, 278 milioni (80 mln per 7.100 stagionali e 198 mln per 18.000 stagionali dell’Aziende foreste). Cifre colossali, destinate solo ai compiti “istituzionali”  di questi lavoratori e che fanno impallidire le somme volute oggi dalla giunta Crocetta che, già nella Finanziaria dello scorso anno, aveva stabilito una differenziazione delle attività dei forestali per rendere più produttivo uno dei settori strategici dell’amministrazione.

A chiarire meglio l’argomento interviene Pietro Lo Monaco, dirigente generale del Dipartimento regionale Azienda foreste demaniali. “Con l’articolo 25 legge 9 del 2013 si è stabilito che gli operai forestali potessero fare attività integrativa e aggiuntiva rispetto all’attività ordinaria. Pulizia dei siti archeologici, attività di prevenzione dei dissesti idrogeologici e quant’altro. Attività queste che producono un notevole risparmio di spesa per la Regione, perché se si puliscono i siti archeologici utilizzando il personale forestale, è evidente che per i Beni culturali non vi sarà alcun aggravio economico. Analogo discorso per i Comuni che ora, grazie a delle convenzioni con l’assessorato Agricoltura, non dovranno dare in appalto la manutenzione di ville i giardini”.

Il riferimento è ai cosiddetti “cantieri forestali” dove, a parità di giornate  lavorative e senza alcuna modifica nelle retribuzioni, i forestali lavoreranno con un budget decisamente ridotto rispetto agli anni passati. “Per i forestali a tempo indeterminato – aggiunge Lo Monaco -, si farà una riorganizzazione dei servizi, non ci sarà un surplus di ore di lavoro. Sarò più chiaro. Se ad esempio si fanno dei progetti di pulitura di siti archeologici, anziché di aree boschive, utilizzeremo la stessa manodopera che prima operava sul bosco. Lavoreremo su progetti, in economia, e in base alla spesa (un buon 90% se ne va in manodopera) opereranno in maniera diversificata, così da rendere anche più produttiva la loro attività”. 
Marina Pupella

 29 Gennaio 2014
http://www.ilmoderatore.it/2014/01/29/forestali-stagionali-incertezze-sul-loro-futuro-21193/



Aumentano le competenze ma diminuiscono le giornate lavorative.
La riforma del Governo Crocetta si baserà su questo punto e cioè senza nessun aumento del monte ore? Temiamo proprio di sì!








IL COMMISSARIO E LA SICILIA "IMPUGNO"



Il ritratto

Il Commissario e la Sicilia "impugno"


 Di Accursio Sabella
Oltre vent'anni fa era un Commissario di polizia. Oggi è il Commissario dello Stato che vigila sulle leggi approvate dall'Ars. Chi è Carmelo Aronica, il prefetto "di ferro" che ama la lirica, Firenze e che ha il potere di sciogliere il parlamento e mandare a casa i governatori.





PALERMO - Il “prefetto di ferro” fa sul serio. Ma ama la battuta. Al Commissario non piacciono le polemiche, le urla. Ma adora la musica lirica. E in questa sinfonia di contraddizioni tiene “impugno” la Sicilia. Carmelo Aronica non va a Roma. Non si siede al tavolo dei governi che cercano una soluzione dopo il ko della Finanziaria siciliana. E la scelta di non muoversi coincide con quella di tenersi a distanza di sicurezza dalla politica. In quel luogo di terzietà che è l'unico possibile per chi esercita la sua funzione. Quella di verificare l'aderenza alla Costituzione delle norme approvate dal Parlamento siciliano. Questo il ruolo di Aronica. Finché sarà al suo posto.

Già. Perché la decisione del prefetto non piacerà molto al governo di Letta. Che stamattina ha messo in campo ben due ministri e un gruppo di alti funzionari del ministero dell'Economia. Alla fine del vertice che avrebbe dovuto sciogliere i nodi della Finanziaria regionale, la “convocazione”. E il gran rifiuto. Un rifiuto all'esecutivo nazionale, quindi. Lo stesso organo che ha avuto il compito (altre facce, altri colori, ovviamente) di inviare Aronica in Sicilia. Lo stesso organo - è formalmente il Presidente della Repubblica che firma l'atto di nomina, ma dopo deliberazione del Consiglio dei ministri - che lo scelse come prefetto di Viterbo. Lo stesso organo che decise di sostituirlo, dopo meno di un anno. Sembrava non fosse troppo simpatico ai potenti.

Eppure, chi lo conosce sottolinea proprio la simpatia del prefetto che traspare un po' dal sorriso beffardamente coperto dai baffi. “Aronica – racconta ad esempio l'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo – massacrò una mia Finanziaria. Ma i rapporti personali sono sempre stati buoni. Il Commissario ama scherzare, ha la battuta pronta”. Sono in tanti a confermare la vena ironica del prefetto di ferro. Un'ironia che affonda, probabilmente, nella sua terra d'origine: Campobello di Licata, nell'Agrigentino, dove Aronica è nato il 14 febbraio di 63 anni fa.

Sposato, due figli, si è laureato in giurisprudenza a Catania. Ma la sua carriera è al momento racchiusa dalla parola “commissario” e dalla città di Palermo. Tra i primi ruoli ricoperti, infatti, ecco quello di commissario della Polizia di Stato nel capoluogo siciliano. Circa 25 anni dopo, eccolo ancora a Palermo, ma con l'incarico di Commissario dello Stato. In mezzo, esperienze nel settore della Protezione civile, svolte soprattutto a Firenze dove arriva come consigliere di prefettura e dove farà carriera fino a raggiungere la nomina a prefetto.

E Firenze pare essere rimasta nel cuore di Aronica, che ha deciso di tenere casa lì, dove torna appena può. Nel 2003 invece viene nominato prefetto di Macerata, tre anni dopo ecco il ritorno in Toscana: Aronica è il nuovo prefetto di Lucca. Lì resta fino al gennaio del 2010 quando viene inviato a Viterbo. Un'esperienza, quest'ultima, che si concluderà in meno di un anno. Aronica, sussurra qualcuno, non era più “gradito” a qualche potente. Ma quella avventura improvvisamente breve, riapre ad Aronica le porte della Sicilia.

Il Consiglio dei ministri lo invia a Palermo, nella sede di Piazza Principe di Camporeale. È il nuovo Commissario dello Stato per la Regione siciliana. Una figura unica in Italia e riconosciuta dagli articoli 8, 27 e 28 dello Statuto siciliano. E nella “sua” Isola, Aronica certamente non si fa intenerire. Nonostante l'attuale presidente Crocetta, infatti, abbia denunciato appena pochi giorni fa il comportamente improvvisamente “intransigente” del Commissario, le cronache raccontano tutt'altro.

“Massacrò una mia Finanziaria” ricorda infatti ancora oggi Raffaele Lombardo. Un'impugnativa, quella del maggio del 2012, che cassò la bellezza di ottanta commi affossando la legge del governatore di Grammichele. E che aprì alla stagione del “rischio default” per la Sicilia. A dire il vero, tra il 2011 e il 2012, Aronica bocciò una marea di provvedimenti: da numerosi articoli della “legge sugli appalti”, passando agli interventi pesanti sul ddl Formazione, su un mutuo da mezzo miliardo che avrebbe dovuto pagare gli stipendi di Forestali e dipendenti Esa, al ddl sul credito d'imposta, a quello che tentava una temeraria stabilizzazione dei precari degli Enti locali.

Un martellamento, quello del Commissario, che portò addirittura l'Mpa in piazza. Piazza Principe di Camporeale, per l'appunto. A chiedere l'abolizione della figura del Commissario dello Stato. Allora, come oggi. Con un presidente nuovo, che afferma di rompere col passato. E che rilancia le tesi di quel passato: “Via il Commissario”, ha chiesto Crocetta nelle ore più calde del post-impugnativa. Suscitando una misurata reazione. Un invito a pesare le parole. A evitare le sceneggiate e gli schiamazzi.

Del resto, il Commissario dello Stato ama l'arte della “sua” Firenze, e la musica lirica. E ama la battuta. Ma forse è meglio non farlo innervosire. Lo Statuto siciliano, d'altra parte, tanto rivendicato da chi lo vorrebbe fuori dai piedi gli concede due poteri, non proprio secondari: quelli di sciogliere l'Assemblea regionale. E quello di chiedere la revoca del presidente della Regione. E così, il Commissario che fu Commissario già 25 anni fa, tiene “impugno” la Sicilia.
http://livesicilia.it/2014/01/30/il-commissario-e-la-sicilia-impugno_436338/

IL SIFUS RICORDA CHE OGGI E' IN PROGRAMMA IL 3° CONVEGNO


Ricevo e pubblico 



Il sifus ricorda che oggi è in programma il 3° Convegno




Ringrazio il Segretario Generale Maurizio Grosso e il Segretario Provinciale Fabio Bentivegna per avermi invitato.
Che ben vengono questi ed altri incontri, penso che lo abbiamo capito tutti però che la strada rimane in salita. Il Governo Regionale sta solamente cercando di difendere le giornate di garanzia, quindi niente accordo del 14 maggio 2009 e niente stabilizzazione, ad oggi le notizie sono queste, domani poi si vedrà....
Ancora una volta le promesse non sono state mantenute.







SICILIA: PAGLIARO (CGIL), SPERIAMO CHE OTTIMISMO CROCETTA TROVI CONFERMA. RESTA APERTA QUESTIONE RISTRUTTURAZIONE SPESA PUBBLICA


SICILIA: PAGLIARO (CGIL), SPERIAMO CHE OTTIMISMO CROCETTA TROVI CONFERMA. RESTA APERTA QUESTIONE RISTRUTTURAZIONE SPESA PUBBLICA

Palermo, 29 gen- “Nell’interesse della Sicilia non possiamo che augurarci che l’ottimismo che si legge nelle parole del Presidente della Regione e dell’assessore all’economia dopo l’incontro romano trovi conferma nel tavolo tecnico istituito e che l’impasse in cui ci troviamo possa essere superato quanto prima”. Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia aggiungendo  che “il confronto col governo nazionale dovrà sortire effetti quanto prima, perché  la mancata pubblicazione della legge nella Gazzetta ufficiale in assenza di esercizio provvisorio può creare difficoltà e disagi che possono anche avere pesanti risvolti occupazionali”. Pagliaro sottolinea che “restano  in ogni caso tutte aperte le questioni del risanamento dei conti e della ristrutturazione della spesa pubblica. Se non si troveranno soluzioni di fondo- sottolinea il segretario della Cgil- le emergenze continueranno a proporsi e sarà sempre più difficile imboccare la strada dello sviluppo produttivo, quello in grado di creare occupazione duratura”.  Pagliaro si augura che “la questione degli stipendi di tutti i lavoratori coinvolti si sblocchi quanto prima, perché – sottolinea- di nuove crisi sociali la Sicilia non ha proprio bisogno. Ha però bisogno di cambiamento – osserva- e di recuperare risorse per lo sviluppo e il lavoro e questo sarà possibile solo con una seria revisione del bilancio, eliminando gli sprechi, togliendo ossigeno a corruzione e malcostume, recuperando l’enorme massa di  denaro dell’ evasione fiscale, tagliando i costi della politica e introducendo il principio della sobrietà nell’agire politico”. Pagliaro rileva che “sono argomenti in gran parte nel programma del governo su cui si scontano però ritardi inammissibili”. E ribadisce la “disponibilità della Cgil a incardinare un confronto serrato e a dare il proprio contributo perché i passi avanti siano quanto prima percepibili e non si incorra più in incidenti come quello dell’ultima Finanziaria”.

29 Gennaio 2014
http://www.cgilsicilia.it/notizie/post/sicilia-pagliaro-cgil-speriamo-che-ottimismo-crocetta-trovi-conferma-resta-aperta-questione-ristrutturazione-spesa-pubblica





IL FUTURO DELLA SICILIA NELLE MANI DI ROMA. TAVOLO TECNICO CONTRO IL DEFAULT


Il futuro della Sicilia nelle mani di Roma
Tavolo tecnico contro il default

Crocetta-Bianchi
Dopo l’impugnativa di 33 articoli su 50 della finanziaria siciliana da parte del commissario Aronica, la regione è in stallo. Lo ha confermato ieri, al termine dell’incontro romano di ieri a Palazzo Chigi, anche il ministro Gianpiero D’Alia. Ma il governo nazionale sembra pronto al salvataggio e oggi il ministro Delrio attiverà un apposito tavolo tecnico per trovare una soluzione al rischio default nell’Isola.
A rischio ci sono tra i 26 e i 50mila posti di lavoro pararegionali, ai quali si aggiungono 30mila lavoratori e pensionati il cui stipendio è bloccato dalla mancata pubblicazione in gazzetta ufficiale di bilancio e finanziaria. “Una tragedia imminente”, p stata la definizione del governatore Crocetta, che dopo le accuse nei confronti del commissario dello Stato, ha poi fatto un passo indietro e riconosciuto il “rispetto del principio di leale collaborazione tra gli organi dello Stato, per il bene comune”. Come a dire, se il nemico non cede, meglio farselo amico. Ma Aronica, dal canto suo, ha fatto sapere che oggi sarà il grande assente, come a dire che l’impugnativa non si tocca.
Per la Sicilia, sarà l’assessore Luca Bianchi, insieme ai dirigenti del ministero della Funzione Pubblica, di quelli della coesione territoriale, oltre che della Presidenza e dell’economia, a tentare di trovare un accordo sulla questione dei residui attivi, in particolare quelli inesigibili, che valgono 15 miliardi di euro tutti gravanti sul bilancio siciliano.
Se la speranza di un ritiro da parte del prefetto Aronica è l’ipotesi meno probabile, il governo regionale potrebbe ottenere la copertura romana dei crediti non riscossi e non riscuotibili passando attraverso un mutuo decennale presso la Cassa depositi e Prestiti e reinserendo gli articoli “bocciati” dal commissario in una nuova legge, sempre che Aronica non torni a impugnarla. Oppure, la richiesta potrebbe riguardare lo svincolo a tempo determinato dal patto di stabilità, così da reperire anche sul mercato i fondi necessari. Nell’uno o nell’altro caso, serve il via libera da Roma.
Intanto, i rappresentanti dei lavoratori tuonano contro il governo regionale e invocano un intervento drastico e risolutivo. “Si affretti a elaborare assieme alle forze economiche e sociali, agli enti locali e al Parlamento regionali, un piano strategico proprio della Regione, da portare a Roma. Eviti i facili proclami e gli scontri istituzionali”, afferma il segretario della Cisl Sicilia Bernava rivolgendosi a Crocetta.
“Se non si troveranno soluzioni di fondo – sottolinea Michele Pagliaro, segretario regionale della Cgil – le emergenze continueranno a proporsi e sarà sempre più difficile imboccare la strada dello sviluppo produttivo, quello in grado di creare occupazione duratura”.

 30 Gennaio 2014
http://palermo.blogsicilia.it/il-futuro-della-sicilia-nelle-mani-di-roma-tavolo-tecnico-contro-il-default/234894/







L'ECONOMIA PIETRINA E' BASATA SUI 400 FORESTALI


Affollata assemblea

«L'economia pietrina è basata sui 400 forestali»

Foto lasicilia.it

Pietraperzia. Assemblea corposa di forestali. L'incontro ha avuto luogo lunedì sera nella sala "Padre Dionigi" del convento di Santa Maria alle ore 19. La sala è stata stracolma di persone. Ha presieduto l'incontro il sindaco Vincenzo Emma ed il segretario provinciale della Flai - Cgil Nunzio Scornavacche. Ha sollecitato l'incontro il consigliere comunale Antonio Messina, che ha partecipato in delegazione con il sindaco Enzo Emma e l'assessore Salvatore Di Calogero; la delegazione sindacale oltre al segretario provinciale Nunzio Scornavacche ha visto la presenza dei due responsabili della camera del lavoro locale Angelo Monachino e Davide Marzella. Motivo dell'incontro è lo stato di prostrazione in cui si trovano questi braccianti agricoli dopo che il commissario dello stato ha bocciato il punto del bilancio regionale sulla forestazione perché il finanziamento era lacunoso sulla copertura finanziaria.
Il sindaco Emma ha affermato: «I forestali rappresentano il punto forte dell'economia pietrina; sono circa 400 e sono il perno della sopravvivenza di altrettante famiglie».
Scornavacche, quindi, ha messo in risalto lo stato di crisi e di disagio in cui di trova la categoria e i numerosi problemi che saranno portati a contrattazione sindacale. Il problema focale è stato quello della continuità nel lavoro dei braccianti una volta che vengano avviati e quindi evitare le dannose interruzioni. Il denominatore comune di tutti i braccianti è stato quello di scendere subito a lavoro e fare la giornate spettanti in continuazione. Altro problema di spessore è stato quello del costo del viaggio e della trasferta degli operai. Giuseppe Messina ha dichiarato che ci saranno altri incontri con la presenza di tutti i sindacati.
Giuseppe Carà


29 Gennaio 2014




ANCHE GLI STUDENTI DEL LICEO COINVOLTI NELLA RIQUALIFICAZIONE DEL REDENTORE DI CALTANISSETTA


Progetto per il Redentore San Cataldo.

Studenti del Liceo «Juvara» coinvolti nella riqualificazione

I relatori alla conferenza sulla riqualificazione del Redentore di Caltanissetta
Foto lasicilia.it


San Cataldo. Un progetto che coniuga «il sapere» con il «sapere fare» e che esalta la professionalità e, insieme, l'intraprendenza degli studenti: così è stata definita, in una conferenza svoltasi ieri al liceo artistico statale "Filippo Juvara", l'iniziativa di riqualificazione ambientale dell'area del Redentore di Caltanissetta, che vede i ragazzi dell'Iiss protagonisti. L'appuntamento si è svolto nell'auditorium "Mons. Cataldo Naro" del plesso dell'Istituto diretto dalla prof. ssa Giuseppina Mannino, rappresentando così il culmine della fase «conoscitiva» del progetto. In tal senso, il liceo "Juvara" compone il grande «tavolo tecnico» convocato dalla Curia vescovile e che ha visto riuniti anche il Comune di Caltanissetta, la Provincia regionale, il Comitato di Quartiere, il Genio civile e l'Ispettorato forestale.
Presenti ieri, il direttore dell'Ufficio Tecnico della Diocesi, Giuseppe Di Vita, il presidente del coordinamento del Comitato di Quartiere, Carlo Campione ed il componente Giuseppe Cassetti, il dirigente della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, sezione Architettura, Daniela Vullo, Antonella Galletti in qualità di cultore di Diritto dell'Unione Europea e Internazionale presso l'Università Kore di Enna, il direttore tecnico dell'Ispettorato forestale, Gianfranco Perno e l'ispettore Giuseppe Bonasera.
Come spiegato dalla prof. ssa Serena Mstrosimone (referente per la progettazione), il progetto vede coinvolti circa 40 studenti delle classi 3C-sez. Architettura e Ambiente e la quinta classe sez. Beni Culturali, che hanno effettuato dei rilievi architettonici al Monte San Giuliano e che si occuperanno di produrre delle ipotesi progettuali per la rivalutazione dell'area. Introducendo la conferenza, la prof. ssa Mannino ha sottolineato: «Con questo progetto, la scuola si collega ai bisogni del territorio, in sinergia con le istituzioni». L'arch. Di Vita ha invece mostrato un antico pannello del 1900, documento storico sulla realizzazione dell'area del Redentore: «Il Comitato di Quartiere si è rivolto alla Curia per l'istituzione del tavolo tecnico e noi abbiamo pensato di coinvolgere chi opera sul territorio».
Tra i relatori anche il prof. Luigi Bontà, docente di materie letterarie all'Iiss, che ha tracciato il profilo storico del sito. La dott. ssa Vullo ha ricordato le fasi di un primo restauro avvenuto nel 2000: «Vi era un degrado, che si è ripresentato a distanza di quasi 15 anni». Infine, la dott. ssa Galletti ha esposto agli studenti leggi e decreti sulla tutela dei patrimoni storico-culturali.

29 Gennaio 2014



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DENUNCIATO UN MINORENNE PER FURTO DI LEGNAME NEI DEMANI FORESTALI


C'era un «giro» di legname rubato e venduto in nero denunciato un minorenne

Gli uomini della forestale hanno recuperato in un terreno parte dei tronchi sottratti. L'Azienda forestale, prima di subire il furto, doveva venderli a privati


I tronchi degli alberi già tagliati e accatastati recuperati dalla Forestale
Foto lasicilia.it

Cinquecento quintali di legname già tagliato e accatastato "spariti" nel giro di due mesi dai boschi a cavallo tra Vizzini, Licodia Eubea e Mineo. Troppi per passare inosservati, abbastanza per far pensare a qualcosa di più serio di uno sporadico (ma comunque illecito) approvvigionamento da parte di ignoti alle prese con il freddo della stagione invernale. Piuttosto, dietro i furti denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone dal Distaccamento forestale di Vizzini sembra esserci un commercio in nero tutt'altro che saltuario. Il sospetto è nato nelle scorse settimane, in seguito alle sempre più frequenti segnalazioni, da parte dei dipendenti dell'Azienda forestale, di ammanchi di legname che gli operai addetti alla manutenzione accantonano durante l'anno.
Episodi divenuti oggetto di un esposto inoltrato alla Procura calatina, che ha dato incarica al Nucleo Operativo forestale di Catania di effettuare le indagini. Per risalire a una parte del "bottino" non c'è voluto molto. Gli uomini del Noc hanno individuato in un terreno privato in contrada Guzza, a pochi chilometri dalla periferia sud di Vizzini, circa cinquanta quintali di legname riconducibile a quello sottratto dai boschi demaniali. Una probabile refurtiva sufficiente a mettere nei guai un ragazzo sedicenne che ha in uso il terreno. Per il minorenne è infatti scattata la denuncia per furto. Non è da escludere, tuttavia, che altre persone possano essere coinvolte nella sottrazione delle cataste.
Ma la caccia alla legna da rivendere in nero non si limita, purtroppo, a quella prodotta nei cantieri demaniali. Ben più grave, infatti, è il danno inflitto a un bosco di roverelle ricadente in terreni privati (alcuni dei quali di proprietà della Curia arcivescovile di Catania) nelle contrade vizzinesi di San Giuseppe, Santa Barbara e Roccaro, a ridosso del tracciato dell'ex ferrovia per Buccheri. In questo caso i malviventi hanno prima sfrondato una sessantina di alberi, per poi portarne via i grossi fusti, tagliati senza troppi riguardi alla base. Legno prezioso da rivendere, la cui ricerca ha portato alla distruzione di piante adulte di età compresa tra i 30 e gli 80 anni. Uno scempio ambientale sottoposto a indagini, ma che, al di là dell'individuazione dei colpevoli, provoca un danno difficile da sanare. Il Distaccamento forestale di Vizzini si è reso disponibile a supportare i proprietari dei terreni per cercare di far riattecchire con interventi mirati, dove possibile, gli alberi abbattuti, che impiegheranno comunque non meno di vent'anni per tornare piante adulte.
Nel frattempo, è in arrivo una stretta sui controlli. Per chi sottrae il legname, il rischio è una denuncia per furto, alla quale in caso di abbattimento di piante demaniali, si aggiungono anche i reati di danneggiamento e deturpamento del patrimonio naturalistico.
Altrettanto cara può costare l'imprudenza di acquistare legna di incerta provenienza: l'accusa in cui si potrebbe incappare è quella di ricettazione. Un rischio assurdo se si pensa che la stessa Azienda forestale permette ai privati, tramite il versamento di una modica cifra, l'approvvigionamento legale e privo di impatto ambientale di legname.
Livio Giordano

29 Gennaio 2014




I RESPONSABILI DELL'ABBANDONO DEL SITO PANTALICA SONO LA FORESTALE E LA SOVRINTENDENZA


Valorizzazione di Pantalica solo una promessa mancata


Turisti tra i canyon della riserva di pantalica
Foto lasicilia.it

La valorizzazione di Pantalica è sempre più solo a parole. Convegni, incontri, seminari (l'ultimo in ordine di tempo si è tenuto sabato scorso), dove si promette la il rilancio turistico.
Indubbiamente in questi ultimi anni molti passi in avanti sono stati fatti, ma ormai sono inaccettabili ed insopportabili passerelle sulle quali in tanti cercano visibilità, anche perché il tempo passa e il conferimento di Pantalica "patrimonio dell'umanità", anche per opinione dello stesso Ray Bondin, già commissario Unesco, sembra essere caduto nel dimenticatoio.
Così come, ormai, non si sa nulla sul consorzio dei Comuni di Siracusa, Cassaro, Ferla e Sortino, istituito con la Sovrintendenza, subito dopo la nomina dell'Unesco di Pantalica, insieme a Siracusa "patrimonio dell'umanità". Questo consorzio doveva proporre un Piano di gestione per questo sito Unesco, ma non si sa che fine abbia fatto. Su questo mancato rilancio turistico di Pantalica è intervenuto il coordinatore del Megafono Carmelo Spataro.
«Non solo si continuano ad organizzare convegni su Pantalica - afferma Spataro - anziché passare a realizzare i progetti finanziati, ma c'è anche una situazione a dir poco scandalosa sull'abbandono della stessa Pantalica di cui sono responsabili la forestale e la Sovrintendenza. Basta farsi un giro per questa necropoli e ci si accorge che le circa 5000 tombe a grotticella stanno, scomparendo tra una miriade di rovi».
Ed in effetti, fino ad ora per questo patrimonio archeologico e culturale, che dovrebbe fungere da volano per lo sviluppo economico di tutti i centri iblei, si sono ricevuti soltanto "pacchi". Ovviamente, come succede in questi casi, le colpe non sono mai da una parte, in quanto i progetti che dovevano servire per la valorizzazione di questi luoghi iblei sono stati, in parte, travolti dalla burocrazia amministrativa e quindi "si è girato sempre a vuoto".
«Credo - continua Spataro - che ormai sia finito il tempo delle illusioni alimentato da responsabilità ed incompetenze a tutti i livelli. Eppure, per la questione Pantalica ci aspettavamo molto di più con la recente nomina della stimata professionista alla guida della Sovrintendenza di Siracusa e la presenza di un assessore regionale siracusana ai Beni culturali».
A dire il vero, però, l'assessore regionale Maria Rita Sgarlata ha, di recente, accelerato le procedure per fare emettere il decreto di finanziamento di 4 milioni di euro (fondi europei) per infrastrutturare la zona di Pantalica.
I progetti, però, devono essere realizzati entro l'anno in corso, altrimenti i soldi torneranno al mittente.
Paolo Mangiafico

29 Gennaio 2014




IL SINDACO ENZO EMMA: L'INUTILE POLEMICA HA FATTO SALTARE L'ACCORDO CON LA FORESTALE CHE AVREBBE TAGLIATO GRATUITAMENTE I PINI, INVECE CE L'AHANNO FATTO COSTARE 27 MILA EURO


Pietraperzia, a dimora 60 alberi di sughero per "rinverdire" il viale dell'Unità d'Italia

 Foto lasicilia.it


g. c.) A Pietraperzia il viale del'Unità d'Italia rinverdisce. «Stiamo mettendo in opera - dichiara l'assessore al Verde pubblico Salvatore Di Calogero - 60 alberi di sughero solamente nel viale dell'Unità d'Italia e dintorni, in questo primo intervento. Inoltre abbiamo programmato con il corpo forestale la possibilità di avere altri alberi per tutto il paese». La messa in opera delle piante è curata dalla ditta di Rocco e Davide Pagliaro. Nel team del gruppo operativo vi sono i braccianti agricoli Giuseppe Viola, Paolo Imprescia e Luigi Tropea. Inoltre la ditta curerà per un anno gli alberi che hanno messo in opera, provvedendo all'annaffiamento ed eventualmente alla sostituzione in caso di fallimento della pianta». Per il verde pubblico di questo viale vi è stata una querelle; infatti in origine vi furono piantati 72 pini, che diedero il nome al viale. Gli alberi con le loro radici minarono le fondamenta di alcune palazzine, creando delle crepe e il Comune è stato portato in giudizio: attualmente sono pendenti 11 cause al tribunale di Enna. Dei vecchi pini negli anni ne sono stati tagliati 51; gli ambientalisti hanno condotto una serrata e dura battaglia che hanno perduto. Il problema come sempre è stato portato in agone politico; quindi hanno lottato per salvare i pini i simpatizzanti dell'ex sindaco Luigino Palascino, che si prodigò alla nascita di questo viale.
«Sono intervenuto, mio malgrado - dichiara il sindaco Enzo Emma - perché i pini erano diventati un pericolo per le persone, infatti alcuni caddero naturalmente, e anche per le numerose vertenze. Ho avuto il parere positivo dalla soprintendente Fulvia Caffo; inoltre anche il corpo forestale ha espresso il suo parere. L'inutile polemica ha fatto saltare l'accordo con il corpo forestale che avrebbe tagliato gratuitamente i pini; invece ce l'hanno fatto costare 27 mila euro».


29 Gennaio 2014




29 gennaio 2014

CON IL RIFIUTO DEL COMMISSARIO DELLO STATO SI COMPLICA IL CAMMINO VERSO LA FINANZIARIA BIS


Il caso

Il gran rifiuto del Commissario dello Stato
Crocetta: "Tragedia vicina, riprendere il dialogo"


Di Accursio Sabella
Carmelo Aronica non avrebbe gradito l'invito all'incontro fissato per domani, durante il quale avrebbe dovuto rivedere le decisioni prese in occasione dell'impugnativa. Per questo motivo non andrà. Si complica il cammino verso la "Finanziaria-bis".


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PALERMO - Non ha gradito per nulla. E ha deciso di non fare il biglietto per Roma. Il Commissario dello Stato Carmelo Aronica non parteciperà al vertice convocato per domani al ministero degli Affari regionali da Graziano Delrio.

Stando a fonti vicine al Commissario dello Stato, infatti, Aronica non avrebbe gradito affatto l'esito del vertice di stamattina a Palazzo Chigi. Un incontro sfociato in quella convocazione che suona come un tentativo di far recedere il Commissario da alcune delle decisioni prese in occasione della mega-impugnativa alla Finanziaria.

Al momento il Commissario dello Stato preferisce la via del riserbo. Ma chi ha avuto modo di mettersi in contatto con lui e con i suoi uffici, descrive i dubbi sulla opportunità di partecipare al vertice di domani. Dubbi legati innanzitutto a un fatto chiaro: il Commissario dello Stato si considera – ed è, in effetti – un organo terzo, di rango costituzionale. E l'impugnativa appare è niente di più che un fatto “tecnico”. Per questo motivo – stando alle indiscrezioni - Aronica considera persino irrituale che due governi - proprio gli organi che emanano gli atti oggetto della verifica del Commissario - possano invitare Aronica a rivedere quelle decisioni. Se il governo regionale, infatti, volesse mettere in discussione le decisioni prese in occasione dell'impugnativa, ha un modo per farlo, ed è quello consentito dai codici: ricorrere alla Corte costituzionale. È quella, infatti, la sede per discutere del merito di una impugnativa. Non certo – questo pare il pensiero di Aronica – un incontro tra esponenti dei due esecutivi.

Il dubbio verrà ufficialmente sciolto nelle prossime ore. Ma di certo si tratta dell'ultima puntata di un fortissimo scontro istituzionale che ha raggiunto vette altissime pochi giorni fa, quando il presidente Crocetta ha accusato Aronica di avere “ucciso la Sicilia”, di essere stato – per la mancata vigilanza – corresponsabile di alcuni errori del passato e chiedendo, infine, l'abolizione della figura del Commissario stesso e il ricorso all'Alta Corte, sancita del resto dallo Statuto. Parole che avevano clamorosamente rotto il tradizionale riserbo di Aronica, che aveva chiesto a Crocetta di “misurare le parole” anche nell'interesse “dell'ordine pubblico”.

La nota di Crocetta
Una nota del presidente della Regione, Rosario Crocetta, tenta di smorzare le polemiche:  “Ritengo urgente riprendere il dialogo con il Commissario nel rispetto del principio di leale collaborazione tra gli organi dello Stato, per il bene comune. La tragedia imminente della possibile perdita di migliaia di posti di lavoro ha contribuito ad alzare la tensione, ma è volontà della Regione riconoscere il ruolo di garanzia che svolge il Commissario. Spero sinceramente che si possa riprendere un ragionamento che consenta a Regione, Stato e Commissario, tutti assieme, di trovare soluzioni urgenti per evitare la catastrofe in Sicilia”.


29 Gennaio 2014
http://livesicilia.it/2014/01/29/il-gran-rifiuto-del-commissario-dello-stato-non-partecipera-al-vertice-di-domani_436245/





CROCETTA NON SI PUO' PUNIRE UN GOVERNO CHE HA TAGLIATO 110 MILIONI DI EURO AI FORESTALI


Sicilia, bilancio non "ufficializzato": 30mila stipendi e pensioni bloccate

Manca la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il governatore Crocetta è a Roma per sbloccare la situazione. "Colpa dei governi precedenti, riconosciuta invece la nostra finanziaria", ha affermato al termine di un incontro con una delegazione del governo

- Si allungano i tempi per il pagamento degli stipendi ai 18mila dipendenti della Regione siciliana e degli assegni ai 12mila pensionati oltre che per il personale dell'Assemblea e i 90 deputati. La manovra finanziaria non è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale in edizione straordinaria come annunciato dal governatore Rosario Crocetta. Previsto un tavolo tecnico tra governo e regione per giovedì pomeriggio.

Sicilia, bilancio non "ufficializzato": 30mila stipendi e pensioni bloccate
"Non è possibile stabilire la tempistica - sottolineano dall'ufficio responsabile della Gazzetta ufficiale - Non appena riceveremo la documentazione lavoreremo giorno e notte per provvedere alla pubblicazione in tempi rapidi".

Dopo l'impugnativa del commissario dello Stato dei due terzi della manovra, gli uffici della Ragioneria generale si sono messi al lavoro per assembleare il testo promulgato con un ordine del giorno approvato dall'Assemblea regionale senza le parti "cassate" dal prefetto Carmelo Aronica. Di regola leggi, circolari e decreti vengono pubblicati nella Gazzetta della Regione siciliana ogni venerdì o in edizione straordinaria su disposizione della Presidenza della Regione. Oltre a stipendi e pensioni, la mancata pubblicazione del bilancio sta creando disagi nella gestione della macchina amministrativa.

Crocetta: "Riconosciuta la validità della nostra finanziaria" -
"Il governo oggi ha riconosciuto che la nostra finanziaria è valida e certa a livello di entrate; tra l'altro riesce anche a destinare gran parte dei propri fondi alle imprese e al welfare, come accade ad esempio con i salari di solidarietà". E' quanto è tornato a spiegare il presidente della Regione Siciliana, Rosario crocetta, al termine del confronto con il governo dedicato alla vicenda della finanziaria dell'amministrazione regionale impugnata dal Commissario dello Stato. "La questione in realtà - ha aggiunto - è vecchia e riguarda i comportamenti di governi regionali precedenti che hanno sperperato".

"Non vogliamo aiuti di Stato, ma non si punisca chi ha agito bene" -"Se il metodo del Commissario di Stato fosse esteso a tutte le Regioni italiane andremmo incontro al default dello Stato", ha poi ha riferito Crocetta, aggiungendo che "quanto prima chiederemo che venga varato un decreto legge che consenta alle Regioni indebitate di pagare il dovuto, con una quota annua, realizzata tramite l'acquisto di Titoli di Stato immobilizzati". "Noi - ha proseguito il governatore - non vogliamo aiuti da parte dello Stato, ce la facciamo da soli. Ma non si può punire un governo regionale che ha tagliato 110 milioni di euro ai forestali, licenziato mafiosi, bloccato il turnover e ridotto il personale. Senza dimenticare - ha sottolineato - che nel frattempo siamo anche riusciti a ridurre lo stipendio dei dirigenti. Il blocco imposto dal Commissario di Stato - ha concluso - rischia di provocare un effetto domino a livello sociale di dimensioni drammatiche".

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/2014/notizia/sicilia-bloccati-30mila-stipendi_2023891.shtml



Presidente Le faccio i complimenti per i tagli che ci ha riservato, le più vive congratulazioni vanno anche a chi lo sostiene in Sicilia. Ma che tipo di riforma ci volete confezionare?
Ah dimenticavo, ringraziamo anche quei deputati eletti a Roma che non muovono un dito e non ci difendono dagli attacchi. Bravi tutti, l'unica categoria che Vi interessa sono gli ex articolisti, solo per loro si parla di stabilizzazione.






C'E' IN GIOCO IL FUTURO DI MEZZA SICILIA. UN PEZZO DI ISOLA CHE NEL BENE E NEL MALE APPARTIENE A TUTTI


Le mosse del governo

Allarme conti, Bianchi a Roma
Da sciogliere il nodo dei residui

Allarme conti, Bianchi a Roma Da sciogliere il nodo dei residui



 Di Accursio Sabella

Oggi l'assessore all'Economia Bianchi ha incontrato il governo nazionale, in vista dell'arrivo, domani, del presidente Crocetta. L'obiettivo è sbloccare buona parte del mezzo miliardo vincolato nel Fondo per gli equilibri di bilancio.

PALERMO - Il nodo è sempre quello. Il governo regionale deve trovare un modo per sbloccare buona parte delle somme contenute e vincolate nel Fondo per i residui attivi. A questo sta lavorando l'assessore all'Economia Bianchi, oggi a Roma a "preparare" il terreno per l'arrivo del presidente Crocetta, atteso per domani.

Quei soldi serviranno per garantire il “mantenimento in vita” di enti e associazioni, gli stipendi di tanti lavoratori in qualche modo legati alla Regione, persino i fondi per le associazioni antimafia e antiracket, quelli per i teatri, per l'Irsap, per la Resais. Insomma, servirà sbloccare quel mezzo miliardo di euro per evitare una drammatica paralisi della Sicilia.

E oggi, come detto, è stato fatto un piccolo passo avanti. L'assessore all'Economia Luca Bianchi ha incontrato il ministro agli Affari regionali Delrio. Un appuntamento, quello col governo nazionale, a dire il vero, preso già da tempo, ma divenuto fondamentale in questo momento. Dallo Stato  il governo siciliano chiede una sorte di “nulla osta”. Una garanzia affinché la prossima manovra possa viaggiare su quel binario, senza andare a sbattere contro una nuova impugnativa del Commissario. Che rappresenta lo Stato, appunto.

Nelle ultime ore si è accennato alla possibilità di un vero e proprio intervento legislativo nazionale che possa consentire all'esecutivo di Crocetta di utilizzare almeno due terzi di quei 500 milioni automaticamente confluiti nel Fondo dopo l'impugnativa di Aronica. Oggi, come detto, qualche schiarita. Confermata dallo stesso presidente della Regione: “Il governo nazionale ha sempre espresso pareri favorevoli nei confronti della nostra Finanziaria. Del resto, prima dell'impugnativa, avevamo avuto l'ok sia da Saccomanni che da Delrio”.

Un ottimismo in qualche modo sostenuto dai colloqui portati avanti nella Capitale da Bianchi. L'assessore formalizzerà le proposte della Regione domani, al tavolo convocato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi. Un incontro al quale sono stati invitati a partecipare, oltre al ministro D'Alia, il vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano, il ministro dell'Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni, il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Graziano Delrio. E ovviamente, il governatore Rosario Crocetta.

Anche in quella sede, il governo regionale mostrerà i risultati ottenuti "soprattutto in direzione - spiega l'assessore Bianchi - del risanamento di un bilancio notevolmente appesantito dalle gestioni passate. D'altra parte - aggiunge Bianchi - quello dei residui attivi  è un problema comune a tutte le Regioni". Si parte da qui, quindi. Il governo Crocetta ha scelto la strada del dialogo col governo centrale. Un dialogo obbligato e che – come è accaduto ad esempio per la questione precari – potrà coinvolgere tutte le forze politiche, senza “steccati” di alcun tipo. In gioco, del resto, è il futuro di mezza Sicilia. Un pezzo di Isola che, nel bene e nel male, appartiene a tutti.
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http://livesicilia.it/2014/01/28/allarme-conti-bianchi-a-roma-da-sciogliere-il-nodo-dei-residui_435792/

CROCETTA: NESSUNO VUOLE EFFETTUARE 50 MILA LICENZIAMENTI, MA QUESTO SI VEDRA' OGGI DALL'INCONTRO ROMANO. SE IL GOVERNO NAZIONALE NON INTERVIENE LA SITUAZIONE SAREBBE DAVVERO DRAMMATICA


Dura la Cisl, preoccupata la Cgil attendista la Uil

Sicilia a rischio default, Crocetta ai sindacati: “Roma intervenga sul commissario Aronica”

Prima riunione della nuova giunta della regione Sicilia
Un piano per risistemare i conti parziale e lacunoso accompagnato solo dalla richiesta a Roma di intervenire sul Commissario dello Stato perché ammorbidisca le proprie posizioni sventolando la tensione sociale come tassello della trattativa.
Sarebbe questa l’intenzione del presidente della Regione Rosario Crocetta dopo la bocciatura del prefetto Aronica di buona parte della Finanziaria, o almeno questa l’interpretazione delle parti sociali con le quali il governatore si è confrontato per quasi tutto il pomeriggio. A Cgil, Cisl e Uil il governatore ha illustrato le varie ipotesi sul tappeto per la costituzione del fondo a copertura dei residui attivi: da un mutuo, alla rateizzazione, a un’anticipazione da parte dello Stato sul fondo coesione e sviluppo.
Un incontro lungo durante il quale il presidente della Regione, assistito dal segretario generale Patrizia Monterosso, è tornato sui temi di questi giorni. Crocetta ha presentato ai sindacati ed ai rappresentanti della aziende para regionali i conti che confermano il buco da 15 miliardi di euro dei così detti residui attivi ovvero gli introiti messi in bilancio negli anni ma mai realizzati. “Non si può pretendere come fa Aronica – ha detto ai sindacati – che si rientri in un solo bilancio dei disastri di anni”.
Dalla Regione è arrivato un invito ai sindacati perché rassicurino i regionali sul fatto che gli stipendi saranno pagati anche se non ritardo. nessuna garanzia, invece, per gli stipendi del settore pubblico allargato, quindi forestali, lavoratori di enti, agenzie e teatri. “Nessuno vuole effettuare quasi 50 mila licenziamenti – ha detto Crocetta – ma per questo domani si vedrà. C’è il rischio che il governo decida di non intervenire sul Commissario dello Stato”.
La situazione è drammatica – dice a BlogSicilia Maurizio Bernava – in pratica il governo non ha un piano da presentare a Roma. I risparmi di cui parla Crocetta e la cui consistenza cambia ad ogni incontro, sono comunque risparmi sulla spesa corrente che non servono a risanare i conti”.
“Occorre – continua Bernava – un piano di rientro in tre punti con il quale presentarsi a Roma perché solo così si potrà ottenere qualcosa. Crocetta dovrebbe innanzitutto fare autocritica e poi sedersi a trattare perché con lo scontro la Sicilia potrà solo affondare. Abbiamo davanti almeno 2 anni di riduzione del Pil e dei redditi e dunque delle entrate fiscali, non possiamo farcela da soli”.
L’idea presentata al governatore prevede tre interventi “un piano di rientro pluriennale che parta da tagli di natura strutturale e non su bilancio corrente, un piano anti evasione che permetterebbe di recuperare fondi che, in base alla legge regionale, nel primo anno resterebbero in Sicilia e potrebbero essere usati a parziale copertura del buco e, infine, interventi di sviluppo e crescita che solo a fronte di questi impegni potrebbero essere presi in considerazione”.
“Ci preoccupa – conclude Bernava – il silenzio dell’assessore Bianchi – noi siamo pronti a parlare anche di risparmi sul costo del lavoro ma in un quadro complessivo perché non è più il tempo degli scontri ma quello della coesione, della collaborazione e della responsabilità”.
Secondo il sindacato, dunque, i rischi sono tanti, addirittura troppi anche in virtù del fatto che il documento presentato dalle aziende para regionali tende, comunque, a lasciare le cose come stanno e questo sarà visto male a Roma.
Su posizioni simili anche la Cgil che però usa toni più rassicuranti “Va bene la richiesta di aiuto al governo nazionale ma purché questa sia fatta con la dignità di chi mette sul piatto impegni seri, che abbiano riscontro rapido in tema di risanamento dei conti e di riforme, a partire da quella della macchina burocratica: in questo senso offriamo al governo Crocetta tutta la nostra disponibilità a un confronto serrato che porti al più presto a soluzioni concrete – dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia -la proposta che Crocetta porterà a Roma è  una sfida per la Cgil che non ha mai rinunciato alla volontà di  confrontarsi per cambiare la Sicilia, a partire proprio dal tema della ristrutturazione della spesa pubblica. I risparmi che deriveranno da questa operazione- rileva Pagliaro- possono essere dirottati attraverso automatismi per coprire le lacune della legge di stabilità e per attivare spesa produttiva”.
Noi- dice ancora- riteniamo fondamentale per recuperare risorse anche un patto anti evasione e una seria trattativa con lo Stato sugli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto”. Ma Pagliaro non ha lesinato critiche a “un governo regionale al quale- ha detto-  avevamo chiesto subito dopo il suo insediamento misure per le emergenze, il risanamento dei conti e azioni per lo sviluppo ma che non ha fatto nessuna delle tre cose, riducendo anzi tutta la situazione siciliana a una situazione di emergenza. E’ vero che i residui attivi si sono accumulati con i precedenti governi- ha rilevato  ma questo governo poteva fare di più, a partire dalle riforme, come quelle delle Province, che reclamiamo da tempo”.
A Crocetta, Pagliaro ha comunque detto che “adesso occorre andare avanti e nel migliore dei modi, superando l’impasse e dando chiari segnali di inversione di rotta: in questa direzione il sindacato è disponibile al confronto per un reale cambiamento. Ci auguriamo- ha sostenuto il segretario della Cgil- che la discussione di oggi prosegua entrando nel merito delle cose che vanno fatte”.
“Non è il momento di voli pindarici e di piani avveniristici – dice invece Claudio Barone, segretario generale della Uil – occorre trovare una soluzione tampone subito nelle prossime 48/72 ore per evitare i licenziamenti perché se finiscono i soldi la gente va a casa. Di piani pluriennali potremo parlare dopo. Non è questa la circostanza”.
Ma pur con posizioni più vicine al governo regionale anche la Uil è molto preoccupata “abbiamo preso atto dell’impegno del governo di mettere in sicurezza la situazione occupazionale ma al ritorno da Roma bisognerà subito attivare i tavoli per trovare soluzioni settore per settore prima che sia troppo tardi. Se così non dovesse essere saremo costretti a verificare iniziative di mobilitazione”.
“E’ evidente – conclude Barone a BlogSicilia – che è necessaria una rateizzazione  che Roma dovrà permettere. Il governo centrale deve aiutare la Sicilia”. E sui dubbi dei colleghi di Cisl e Cgil Barone aggiunge “Io spero che il piano di Crocetta si dimostri serio e adeguato. Se per disgrazia non dovesse essere così la situazione sarebbe davvero drammatica”



28 Gennaio 2014
http://palermo.blogsicilia.it/sicilia-a-rischio-default-crocetta-ai-sindacati-roma-intervenga-su-aronica/234679/