24 luglio 2022

VASTO INCENDIO TRA BUSETO E VALDERICE. ANIMALI BRUCIATI, SOCCORRITORI INTOSSICATI


Dal sito www.tp24.it


23 Luglio 2022
Vasto incendio sta interessando da un paio d'ore contrada Tangi, tra i Comuni di Buseto Palizzolo e Valderice. 

Sul posto oltre ai vigili del fuoco, anche protezione civile,  corpo forestale e i volontari dell'associazione Sos Valderice

Le fiamme stanno interessando soprattutto terreni privati. Il forte vento ha reso difficoltose le manovre di spegnimento su tutta la zona, allargando il fronte delle fiamme. Secondo alcuni testimoni alcuni animali sarebbero rimasti uccisi, bruciati, nell'incendio. Due vigili del fuoco invece sono rimasti leggermente intossicati.

Fonte: www.tp24.it





PROTEZIONE CIVILE, «ALLERTA» ROSSA PER GLI INCENDI IN PROVINCIA DI PALERMO E FARÀ ANCORA MOLTO CALDO


Dal sito palermo.gds.it

23 Luglio 2022
Fine settimana ancora all’insegna del caldo rovente e del rischio incendi. Pericolo di roghi che è altissimo, tanto che la Protezione civile che ha diramato un allerta rosso.

Per domani (24 luglio) è previsto a Palermo il livello 2 (colore arancione) per il rischio di ondate di calore, con una temperatura massima percepita di 36°C.  Per quanto riguarda il rischio di incendi, per la giornata di domani nella provincia è «alta» la pericolosità prevista, con livello di «allerta» (colore rosso).

Roghi in provincia

Diversi incendi sono divampati oggi. La situazione più grave a Misilmeri, su Monte Gulino, in contrada Pantaleo, dove sono intervenuti due elicotteri e due Canadair e diverse squadre dei vigili del fuoco e della forestale. Qui le fiamme hanno lambito alcune villette. Altri incendi sono divampati a Marineo, in contrada Roccabianca; a Caltavuturo e a Campofelice di Fitalia, nel parco eolico, dove stanno intervenendo vigili del fuoco e forestale.

Oggi 19 richieste di intervento

Oggi sono state 19 le richieste di concorso aereo ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato (Coau) del Dipartimento della Protezione Civile di cui tre rispettivamente da Lazio, Umbria e Calabria, due da Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Sicilia e una ciascuna da Trentino Alto Adige, Abruzzo, Marche e Sardegna. Gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri della flotta aerea dello Stato sono riusciti a mettere sotto controllo o o spegnere, finora 8 roghi. Le attività di lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente proseguiranno finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza.

Il triste record dell'Italia

Così mentre la Sicilia è stretta nella morsa del caldo torrido, con il tasso di umidità che sale e la colonnina di mercurio che arriva anche a oltre 40 gradi nelle zone interne, l’Italia raggiunge un primato per nulla invidiabile: nel 2021 è stato il primo paese in Europa e il secondo al mondo per numero di incendi registrati, 1422, per un totale di 160.000 ettari di superficie bruciati. Si tratta del numero più alto registrato nell’ultimo decennio. Nell’ultimo mese poi gli interventi dei vigili del fuoco sono stati 33 mila, 4 mila in più dello scorso anno. E le aspettative per il 2022 non sono migliori: «Ci aspettiamo dati peggiori anche per quest’anno», ha spiegato Chiara Cadeddu, ricercatrice dell’Università Cattolica di Roma.

Le previsioni meteo

Chi sperava in un fine settimana con temperature estive sì ma non roventi non sarà accontentato. Il weekend in Italia si preannuncia bollente soprattutto in Pianura Padana, al Centro e in Puglia, dove sono attese notti tropicali. Ma le cose potrebbero cambiare da martedì, quando aria più fresca dal Nord Europa potrebbe riuscire a indebolire lo scudo anticiclonico, specie sulle regioni settentrionali. E potrebbero arrivare temporali.

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INCENDI, ECCO IL DECALOGO SALVA-BOSCHI


Dal sito cronachedi.it

Di Ilaria Ragozzino -22 Luglio 2022
NAPOLI – Estate significa sole, mare e vacanze. Purtroppo però la bella stagione ha anche molti lati negativi, come ad esempio gli incendi boschivi. Il Paese è alle prese con centinaia di roghi che si sviluppano frequentemente in montagna. Stando ai dati diffusi dalla Protezione civile gli incendi naturali si verificano molto raramente e sono causati da eventi naturali e quindi inevitabili come fulmini, eruzioni vulcaniche e autocombustione. Molto più frequenti invece gli incendi di origine umana che possono essere dolosi (volontari) o colposi (involontari). Quelli dolosi sono appiccati volontariamente, con la volontà di arrecare danno al bosco e all’ambiente. Le cause sono la ricerca di profitto, in questo caso l’obiettivo è quello di utilizzare l’area distrutta dal fuoco per soddisfare interessi legati alle speculazione edilizia, al bracconaggio, o per ampliare le superfici coltivabili, oppure proteste e vendette, quando l’azione nasce dal risentimento nei confronti dei privati, della Pubblica Amministrazione o dei provvedimenti adottati, come l’istituzione di aree protette. In molti casi si vuole danneggiare un’area turistica. In altri casi i comportamenti dolosi sono da ricondurre a problemi comportamentali come la piromania e la mitomania.

INCENDI COLPOSI
Gli incendi colposi sono causati da comportamenti dell’uomo, irresponsabili e imprudenti, spesso in violazione di norme e comportamenti. Non finalizzati ad arrecare volontariamente danno. Le cause possono esser ricercate in attività agricole e forestali, quando il fuoco viene impiegato per bruciare le stoppie, distruggere i residui vegetali provenienti da lavorazioni agricole e forestali, e per rinnovare i pascoli e gli incolti. Spesso queste operazioni vengono effettuate in aree contigue a boschi ed incolti, facile preda del fuoco, soprattutto nei periodi a maggior rischio. Oppure le fiamme possono essere originate dall’abbandono di mozziconi di sigarette e fiammiferi. Cerini e mozziconi di sigarette abbandonati o lanciati lungo i sentieri, le piste forestali, e le linee ferroviarie possono cadere sull’erba secca o altri residui vegetali e innescare un incendio, anche per effetto degli spostamenti d’aria provocati dai veicoli o dal vento. Infine il rogo può partire da attività ricreative e turistiche (barbecue non spenti bene), lanci di petardi, rifiuti bruciati in discariche abusive, cattiva manutenzione di elettrodotti.

IL DECALOGO
Se per gli incendi dolosi l’unica strada per contenerli è effettuare maggiori controlli sul territorio e adottare pene severe per i piromani, per le fiamme di natura colposa possiamo fare molto, adottando comportamenti consapevoli. Coldiretti ha stilato il decalogo salva boschi di fronte al moltiplicarsi degli incendi favoriti dal mix esplosivo di caldo e siccità al quale si somma spesso l’azione doloso dell’uomo o l’incuria. La prima regola per non causare l’insorgenza di un incendio nel bosco è quella di evitare di accendere fuochi non solo nelle aree boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento, ma anche che le braci siano completamente fredde. Soprattutto nelle campagne non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall’automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi. Inoltre non bisogna abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente. Nel caso in cui venga avvistato un incendio Coldiretti consiglia di non prendere iniziative autonome, e mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili con i numeri di emergenza disponibili. Infine occorre collaborare con le autorità responsabili per fermare comportamenti sospetti o dolosi favoriti dallo stato di abbandono dei boschi nazionali.

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23 luglio 2022

IL BILANCIO. INCENDI RECORD IN SICILIA, 6.500 INTERVENTI IN UN MESE: È LA REGIONE PIÙ COLPITA D'ITALIA

L'incendio sulle colline di Capo d'Orlando

Dal sito gds.it

22 Luglio 2022
Sono 6.534 gli interventi dei vigili del fuoco effettuati in Sicilia nell'ultimo mese. Il periodo preso in esame è quello che va dal 15 giugno al 21 luglio ed è un dato record che pone l'Isola in cima alla classifica delle regioni più colpite dagli incendi nelle aree boschivi e di vegetazione in genere.

Le altre regioni con il maggior numero di roghi sono state la Puglia (5.134), il Lazio (4.799), la Calabria (3.195), la Campania (2.730) e la Toscana (1.529).

In tutta Italia gli interventi dei vigili del fuoco sono stati 32.921, 4.040 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando furono 28.881. Impegnati complessivamente nelle operazioni di spegnimento 141.566 uomini, 53.587 i mezzi impiegati, per un totale di 39.753 ore d'intervento. Un anno fa furono 131.710 i vigili del fuoco e 50.724 i mezzi impiegati con 33.795 le ore di intervento.

Solo nelle ultime 24 ore, in Sicilia, i mezzi di soccorso sono intervenuti per spegnere le fiamme in ogni parte dell'Isola: a Erice, a Capo d'Orlando, a Sciacca.

Drammatica la previsione di Coldiretti, secondo cui per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all'ambiente, all'economia, al lavoro e al turismo. Nelle aree bruciate dagli incendi, sottolinea la Coldiretti, saranno impedite tutte le attività umane tradizionali e la scoperta del territorio da parte di appassionati ma viene anche a mancare un importante polmone verde.

Ogni rogo costa agli italiani oltre 10 mila euro all'ettaro, tra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate.

Se il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo con alte temperature e siccità, a preoccupare sottolinea la Coldiretti, è la disattenzione e l'azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente.

Le alte temperature e l'assenza di precipitazioni hanno inaridito i terreni favorendo l'innesco degli incendi nelle campagne e nei boschi spesso abbandonati a causa della chiusura delle aziende agricole che non possano più svolgere una funzione di controllo e monitoraggio per intervenire tempestivamente.

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Fonte: gds.it





ALLE “BRAVE PERSONE” (VENERDÌ 24 LUGLIO 2017)


di Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa (CT)

Alle “brave persone”  (VENERDÌ 24 LUGLIO 2017)
Quest’anno, riguardo la questione degli incendi boschivi, vi è una novità: finalmente non vi è stata alcuna accusa mossa contro noi operai dell’antincendio boschivo siciliano! 
Certo, probabilmente, i grandi sapientoni si saranno accorti che la massima parte degli incendi boschivi riguarda i terreni privati ed abbandonati, dove i lavori forestali non si fanno e neanche possono farsi. 
Certo, vi è anche il fatto che gli incendi, quest’anno, non riguardano solo la Sicilia ma molte altre regioni italiane, dove gli operai siciliani non operano e sarebbe stato un assurdo incolpare di questi anche loro.
Tuttavia vi è sempre la necessità di trovare chi abbia la responsabilità di tali atti criminali.
Così escono fuori teorie fra le più strambe, analoghe ai vanti del 2014 del “simpatico” Crocetta”, il quale diceva di esser riuscito a ridurre (chissà poi per quale miracolo, dal momento che non aveva fatto alcun chè!) del quattrocento per cento i roghi in Sicilia, senza tener conto della anomala piovosità di quella stagione estiva!
Una anomalia che, più o meno, durò per i seguenti due anni (2015 e 2016).
Quest’anno (2017), invece, ci si tira i capelli per la quantità degli incendi già, a metà stagione, pari alla quantità dell’intera estate del duemilasedici, facendo dire a quei cervelloni della piazza e dei condizionatori d’aria, di complotti, ed altre amenità, contro le brave amministrazioni che ci governano.
Io inviterei queste “brave” persone a riflettere, semplicemente, sulle temperature.
Infatti la recrudescenza degli incendi di quest’anno trova la sua ragione nelle alte temperature raggiunte e nei bassi indici di piovosità che vi sono stati ormai da diversi mesi a questa parte.
Due fattori che, insieme, rappresentano il vero motivo che, in ogni posto del mondo, favoriscono gli incendi boschivi, persino presso il circolo polare artico come avvenne l’anno passato in quella città del Canada di novantamila abitanti, costretta perfino a far evacuare la sua popolazione!
Ecco il perchè della peculiarità, incomprensibile ai più, negli anni scorsi, degli incendi in Sicilia: perchè la Sicilia è la regione più a sud d’Italia, dove maggiore è l’impatto estivo delle alte temperature e della siccità! 
E’, infatti, più difficile estinguere un incendio quando la temperatura ambientale è già alta e le piante disidratate.
A questo si aggiunge la triste questione dell’abbandono dei terreni agricoli e della conseguente espansione della vegetazione spontanea, abbandono dovuto alla difficoltà dell’agricoltura tradizionale, fatta di piccoli proprietari, a competere con i grandi gruppi economici.
Ma tutto ciò, come dicevo, sono solo le concause che favoriscono gli incendi boschivi. 
Un incendio boschivo nasce sempre dalla mano umana che lo appicca. Una mano mossa da una consapevolezza etica ridotta ai minimi termini. Consapevolezza etica che non riesce a comprendere nulla che non sia al di là della propria “pancia” di roditore. 
Stiamo erodendo un intero pianeta, modificandone rapidamente anche il clima e non ce ne rendiamo conto.
Ogni incendio boschivo è una strage di esseri viventi diventati ormai sempre più preziosi.
Questo è, infatti, un incendio boschivo: una strage! 
Ed a tale reato dovrebbe esser penalmente equiparato!
Se davvero vogliamo trovare il criminale che appicca il fuoco, causando distruzioni inimmaginabili, lo troviamo facilmente, senza bisogno di pensare ai complotti di vario genere, e lo troviamo nei motivi più banali e stupidi della pochezza umana, così come capita ad ogni omicida definito prima, sempre, come una “brava persona”. 
Lo troviamo in quell’etica meschina che ritiene di poter fare tutto impunemente e senza alcuna responsabilità.
Noi tutti, “brave persone”, con l’impatto numerico miliardario, e mossi dal desiderio di soddisfare strumentalmente tutte le nostre passioni, siamo all’origine di questi cambiamenti climatici, che fanno evaporare i ghiacciai ed impazzire le stagioni. 
Dobbiamo solo rendercene conto.

Antonino Lomonaco
(Poco più di dieci giorni dopo aver scritto questa nota, rischiai di rimanere fra le fiamme di un incendio. Non posso dimenticarlo mai.)




CONTI SICILIANI A RISCHIO, BOCCIATO IL RICORSO DELLA REGIONE SUL RENDICONTO 2019



Dal sito www.blogsicilia.it

22/07/2022
I conti della Regione siciliana potrebbero tornare nuovamente a rischio. La Corte Costituzionale ha, infatti, bocciato il ricorso della Regione siciliana contro lo stop imposto dalla Corte dei Conti al rendiconto generale della Sicilia per il 2019. la questione è tecnico giuridica ma potrebbe avere effetti sui conti dal 2019 in poi.





La sentenza della Consulta

L’Assemblea regionale siciliana, che approva con legge il rendiconto generale, svolge un controllo politico sulle scelte finanziarie dell’esecutivo regionale. La Corte dei conti, in sede di parificazione, esercita, invece, un controllo di legittimità/regolarità degli specifici dati contabili, su cui si basa il rendiconto, alla luce dei principi costituzionali di stabilità finanziaria. Pertanto, la decisione adottata dalle Sezioni riunite della Corte dei conti, a seguito del ricorso contro la decisione di parificazione del rendiconto 2019, non interferisce con la competenza legislativa dell’Assemblea regionale (articolo 19 Statuto speciale) e, dunque, non determina alcuna lesione delle sue attribuzioni né del principio di leale collaborazione.

Lo afferma la Suprema Corte

È quanto ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza 184 depositata oggi (redattrice la vicepresidente Silvana Sciarra), che – come spiega una nota – ha respinto due ricorsi per conflitto di attribuzione fra enti promossi dalla Regione Siciliana, contro la decisione delle sezioni riunite della Corte dei conti, adottata a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale di approvazione del rendiconto 2019. Il controllo di legittimità/regolarità dei dati contabili, “riservato al giudice contabile”, non può arrestarsi al sopravvenire della legge regionale di approvazione del rendiconto generale, spiega la sentenza. Il controllo è strumentale ad assicurare il rispetto dei precetti costituzionali sull’equilibrio di bilancio e non può incidere sulla potestà legislativa dell’Assemblea regionale siciliana. L’accertamento della irregolarità/illegittimità dei dati contabili oggetto della decisione di parifica, impugnata dinanzi alle sezioni riunite in speciale composizione, “ha l’effetto – scrive la Corte – di mettere a disposizione anche dell’ente controllato dati contabili corretti che riflettono le condizioni del bilancio a una certa data e incidono sul suo ciclo, in modo tale che il medesimo ente possa decidere di intervenire in sede di assestamento ovvero nei successivi bilanci di previsione e rendicontazioni, in linea con il principio di continuità del bilancio”.

La Regione corregga i conti o la norma potrebbe essere incostituzionale

Qualora la Regione dovesse ritenere di non adottare interventi correttivi e il discostamento da quanto certificato dalla Corte dei conti fosse idoneo a pregiudicare gli equilibri di bilancio e i principi di stabilità finanziaria posti dai precetti costituzionali, si potrebbero creare le condizioni per promuovere o sollevare questioni di legittimità costituzionale, secondo le vie ordinarie, delle leggi inerenti al ciclo di bilancio non conformi a quei principi.






STOP AD ASSUNZIONI COVID19 E STABILIZZAZIONE ASU E FORESTE, ROMA IMPUGNA PARTE DELLA FINANZIARIA SICILIANA



Dal sito www.blogsicilia.it

22/07/2022
Stop al ben 28 norme contenute nella Legge di stabilità siciliana, la così detta Finanziaria regionale.


L’ultimo regalo del governo Draghi alla Sicilia

Il Consiglio dei ministri ha impugnato davanti alla Corte costituzionale ben  ventotto disposizioni contenute nella legge di stabilità della Sicilia, approvata a maggio dall’Assemblea regionale.

Stop ad assunzioni e stabilizzazioni dal personale Covid19 agli Asu

Tra le norme cassate ci sono quelle che riguardano l’assunzione del personale sanitario e tecnico impegnato nell’emergenza Covid19 e di diverse categorie di precari (Asu e personale ex dipartimento Foreste), il “mini condono edilizio”, i fondi (200mila euro) per i collegamenti interni dei Comuni.

Niente giornata della memoria

Saltano per mancata o errata copertura finanziaria anche l’istituzione della giornata della memoria dell’eruzione dell’Etna del 1669, il contributo di 10 milioni per le imprese della pesca, la possibilità per i dipendenti pubblici di chiedere l’anticipazione del Tfr.

Stop alla mini sanatoria

Disco rosso anche alla norma in materia di esercizio di attività nei beni demaniali marittimi, alle assunzioni degli assistenti sociali, l’extra-budget per i privati convenzionati col sistema sanitario calcolato sul consolidato 2019, stop al riconoscimento di ente di ricerca per l’istituto zootecnico sperimentale e all’assunzione di 300 dirigenti a tempo determinato.

No all’assunzione dei figli delle vittime del disastro di Montagnalonga

Impugnate anche le norme per l’assunzione dei figli delle vittime del disastro aereo di Montagnalonga del 1972, per la stabilizzazione del personale ex Dipartimento Foreste.

In pausa anche il rinnovo del contratto dei regionali

Si complica anche la trattativa per il rinnovo del contratto e la riclassificazione dei regionali in Sicilia, una platea di 12 mila dipendenti per il periodo 2019-21. A rendere più difficoltosa la procedura già avviata all’Aran è proprio l’impugnativa da parte del Cdm della norma, inserita nella legge di stabilità, con la quale il governo Musumeci interveniva sul trattamento accessorio e sulla revisione del sistema di classificazione del personale, che era stato contestato dai sindacati Cobas/Codir, Sadirs e Siad. Per il Cdm la copertura finanziaria prevista dal governo viola i principi costituzionali e l’accordo che era stato firmato con lo Stato sulle riduzioni di spesa collegate alla spalmatura del disavanzo finanziario. Per la prossima settimana era prevista la convocazione dei sindacati, ma al momento la questione rimane in stand-by.

Cisl “Ora uscire da situazione senza capo né coda”

“L’impugnativa ad opera del governo nazionale, della legge regionale di Stabilità, crea indubbiamente un problema grosso come una casa. Che va risolto qui e ora. E il governo regionale per un verso, quello nazionale per un altro, devono tenerne conto”. A dirlo Sebastiano Cappuccio, segretario della Cisl Sicilia e Paolo Montera, segretario della Funzione pubblica regionale Cisl, commentando la decisione assunta oggi a Roma sulla Finanziaria regionale. A preoccupare Cisl ed Fp, le ripercussioni dell’impugnativa, soprattutto su precari e dipendenti pubblici e sul personale della sanità. E le ricadute sulla trattativa con l’Aran per il rinnovo del contratto dei dipendenti regionali. “Un problema – commentano Cappuccio e Montera- cui i decisori politici devono trovare una soluzione. Senza nascondersi dietro la complessità del momento politico e istituzionale. Perché una cosa è certa: non si può lasciare tanta gente, tanti lavoratori, nel limbo di una situazione senza capo né coda”.






22 luglio 2022

DRONI, QUANTO COSTA LA FLOTTA ANTINCENDIO DELLA REGIONE


Dal sito livesicilia.it

La spesa per gli aerei a pilotaggio remoto: sono schierati contro i roghi

di Antonio Giordano
CATANIA – Sono stati descritti come la novità della campagna antincendio del 2022: i droni della Regione, affidati al Corpo forestale per sorvegliare le aree più a rischio, sono stati citati in ogni conferenza stampa sulla prevenzione degli incendi. La promessa è che con i droni sarà possibile intercettare i piromani all’opera, o anticipare i focolai, o comunque sorvegliare il territorio e mappare le aree incendiate per aggiornare il catasto incendi. Ma quanto è costato alla Regione l’apertura di questo nuovo capitolo tecnologico, dall’acquisto dei droni alla formazione degli operatori per il volo?

Quanti droni?

Il numero di aerei a pilotaggio remoto della flotta regionale è sempre stato indicato, in dichiarazioni o conferenze stampa, come compreso tra i novanta e i cento. In effetti, navigando in un tortuosissimo percorso nella sezione “amministrazione trasparente” del portale della Regione, è possibile trovare le carte che riguardano l’acquisto di droni con diverse aziende, ma senza ottenere mai numeri precisi.

È possibile però trovare un’indicazione in un documento del Comando del Corpo forestale della regione, una determina a contrarre un’assicurazione obbligatoria per il pilotaggio dei droni. Da questo documento è possibile stabilire che la Regione è in possesso di almeno 85 Dji Mavic Mini 2 e 3 Dji Mavic 2 Enterprise Advanced, per un totale di 88 aerei a pilotaggio remoto. Non per tutti è stata richiesta un’assicurazione: “I 5 droni Dji Mavic Mini 2 e il drone Dji Mavic 2 Enterprise Advanced non rientranti nella polizza – si legge nella determina del Comando del Corpo forestale – saranno utilizzati quale riserva in caso di avaria di quelli assicurati”.

Gli acquisti

Sempre dalle carte disponibili sul sito della Regione è possibile rintracciare almeno tre operazioni di fornitura droni o servizi connessi ai droni. La prima è un impegno di spesa del 31 agosto scorso per acquisto droni dalla Professional Service srl di Cosenza, per una cifra di 73.540 euro. In nessuna parte del documento è indicato il numero di droni forniti dalla ditta e il modello, ma è verosimile che almeno in parte siano quelli di cui si parla nella richiesta di assicurazione per il pilotaggio.

Un’altra operazione, stavolta per “Servizio di sistema aeromobile a pilotaggio remoto (droni)”, risale a settembre 2021 e assegna 49.971 euro alla ditta Noon Srl di Palermo. Il ruolo dell’azienda palermitana nella campagna antincendio della Regione è stato più di sperimentazione e complemento alle operazioni già in corso, secondo quello che ha raccontato durante una dimostrazione pubblica di qualche tempo fa Giuseppe Chiarelli, Capo del dipartimento forestale: “Su Palermo, oltre ai droni della Regione, ci siamo dotati di questa ditta altamente specializzata, a livello sperimentale, per intensificare ulteriormente questi servizi”.

L’ultima fornitura di droni in termini di spesa che è possibile rintracciare negli archivi regionali è anche quella descritta in modo più preciso: è una determina del dicembre 2020 con cui si ordinano all’azienda Personal Drone di Vasto, in provincia di Chieti, 4 droni, di cui 3 più piccoli e uno “dotato di telecamera ad alta risoluzione”. Prezzo totale, 3.131 euro.

Quali droni?

Ma quale tipo di attrezzatura è stato acquistato dalla Regione per la campagna prevenzione antincendio? Di nuovo, l’unico dato certo sono quegli 82 droni per i quali è stata richiesta la copertura assicurativa. I quali non sono droni progettati apposta per il servizio antincendio. In particolare, il Dji Mavic Mini 2 è un piccolo apparecchio che atterra e decolla dal palmo di una mano, pesa meno di 250 grammi e dunque non ha bisogno di patenti particolari per il volo.

Con le dimensioni minuscole, però, arrivano diverse limitazioni: il drone non ha termocamere ma solo una normale fotocamera, ha un’autonomia di volo di 31 minuti e ha una temperatura operativa compresa tra 0 e 40 gradi. In più, il drone non può volare dopo il tramonto, e l’assenza di sistema anticollisione costringe a un volo a portata di vista dell’operatore. Il piccolo drone può sopportare venti fino a circa 36 chilometri orari, ma già in quelle condizioni l’autonomia si riduce drasticamente.

Dell’altro drone, il Dji Mavic 2 Enterprise Advanced, sono stati acquistati almeno tre esemplari, ed è stata richiesta l’assicurazione per il volo di due. Questo modello ha una termocamera e in teoria può quindi individuare una persona o un focolaio in mezzo alla boscaglia. L’autonomia massima è però sempre di una trentina di minuti. In più, pesando più di 250 grammi, per condurlo è obbligatorio un attestato Open A1 – A3.

La formazione

Sulla necessità di questa “patente di volo” si apre un altro capitolo di spesa connesso ai droni, ovvero quello della formazione. Per poter condurre i due droni Dji Mavic 2 Enterprise Advanced, per i quali è stata richiesta l’assicurazione di pilotaggio e che quindi possono volare in sicurezza e nel rispetto delle norme, la Regione ha formato ottanta operatori in cinque giorni, nell’aprile scorso. La formazione è stata affidata alla cooperativa Schera di Corleone: per il progetto sono stati stanziati 53.350 euro.




Leggi anche:






INCENDI: 15 ANNI PER RICOSTRUIRE I BOSCHI DISTRUTTI


Dal sito www.federforeste.it

21 Luglio 2022
Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. E’ quanto stima la Coldiretti sugli effetti degli incendi divampati in Italia che hanno distrutto centinaia di ettari, dal Carso triestino al comune versiliese di Massarosa, dove è stato necessario procedere all’evacuazione di intere famiglie, ma roghi sono divampati a macchia di leopardo da Bolzano alla Sicilia e in Italia centrale.

Nelle aree bruciate dagli incendi saranno impedite tutte le attività umane tradizionali e la scoperta del territorio da parte di appassionati ma viene anche a mancare un importante polmone verde. Ogni rogo – costa agli italiani oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate.

Se certamente il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo con alte temperature e siccità, a preoccupare è la disattenzione e l’azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente. Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni hanno inaridito i terreni favorendo l’innesco degli incendi nelle campagne e nei boschi spesso abbandonati a causa della chiusura delle aziende agricole che non possano più svolgere una funzione di controllo e monitoraggio per intervenire tempestivamente. Federforeste chiede di osservare tutte le prescrizioni e i divieti ma anche di segnalare prontamente eventuali focolai e ringrazia tutte le forze impegnate nelle operazioni di spegnimento. Il 2022 si classifica fino ad ora come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica ma si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola con un calo del 45%, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr relativi al primo semestre.







INCENDI: AZIONI FORTI DI PREVENZIONE


Dal sito www.federforeste.it

18 Luglio 2022
Azioni coordinate e adeguate di prevenzione non possono più attendere. Le notizie di incendi sul nostro territorio e nel mondo si accavallano a partire dalla drammatica situazione di Roma Capitale. A partire da Giugno il numero di incendi è aumentato con un trend mai visto che rende ormai non procrastinabile una vera e propria strategia nazionale e internazionale di prevenzione.

Certamente il riscaldamento globale che viviamo in questi periodi, le temperature record, l’estate più torrida di sempre sono la causa del disastro e i tragici fatti della Marmolada lo confermano. Ma ancor più se i periodi ad alto rischio si limitavano a luglio e agosto ora le criticità ricomprendono una fascia temporale che va da giugno a ottobre.

L’unica difesa strutturale che possiamo mettere in campo è una prevenzione del patrimonio boschivo anche per limitare esborsi economici molto maggiori considerato il periodo di particolare attenzione al contenimento dei costi. Mai come in questa situazione la gestione attiva rappresenta la risposta fondamentale sia in un contesto pubblico che privato e con essa la programmazione nel taglio degli alberi (che facilita la crescita degli alberi più giovani e riduce quelli malati e secchi, molto più a rischio d’incendio) e la pulizia del sottobosco nelle aree a maggior rischio. 

Da non dimenticare inoltre il monitoraggio dei rifiuti abbandonati in aree urbane e molto pericolosi per la la creazione di bacini d’acqua e la presenza di una viabilità forestale che permetta ai vigili del fuoco interventi rapidi e con attrezzatura adeguata in caso d’incendio.

Il coinvolgimento dei  cittadini attraverso adeguate campagne di sensibilizzazione che focalizzino la funzione che i boschi esercitano non soltanto tutelando l’equilibrio idrogeologico e producendo ossigeno, ma immagazzinando grandi quantità di CO2. Inutile dire che l’accensione di fuochi al di fuori delle aree predisposte, è da evitarsi oltre che severamente vietato.








21 luglio 2022

SICILIA. DRONI ANTINCENDIO DA 70 MILA EURO


Dalla prima pagina 
la Repubblica Palermo 




ISNELLO, ALCUNI OPERAI FORESTALI VOLONTARIAMENTE SI SONO DEDICATI PER IL BENE COLLETTIVO. BONIFICATA ALLA GRANDE L'AREA DELLA CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE. L'ATTIVITÀ È STATA SVOLTA NEL TEMPO LIBERO


Isnello. Bonificata dai lavoratori forestali l'area adiacente la chiesetta di Santa Maria Maggiore e dei ruderi del Castello medievale dell'Eremo di San Leonardo.

Gli operai volontariamente si sono messi a disposizione per pulire la zona dalle erbacce.

Da parte del parroco don Mimmo Sideli, un sincero ringraziamento ai volontari operai forestali, che nel proprio tempo libero hanno messo in sicurezza tutta la zona frequentata dai turisti.

Questo suggestivo posto fa parte del Sentiero Geologico Urbano di Isnello, da cui si può godere di una panoramica mozzafiato che domina tutto l'abitato dall'alto.















L'UE VUOLE UNA FLOTTA ANTINCENDIO


Dal sito www.today.it

20 Luglio 2022
(Adnkronos) - L'Unione europea sta trattando con alcuni produttori per acquistare aerei antincendio, con l'obiettivo di combattere l'aumento del rischio di gravi incendi boschivi, come quelli che stanno imperversando in Europa meridionale. E’ quanto emerge dalle dichiarazioni del commissario UE per la gestione delle Crisi Janez Lenarcic che ha spiegato come la situazione climatica sia in parte il motivo dell’investimento. Infatti i cambiamenti climatici aumentano il numero di incendi e ondate di calore, e le condizioni di siccità fanno sì che gli incendi si diffondano più rapidamente e brucino più a lungo una volta innescati.

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Fonte: www.today.it






A SORPRESA E NEL SILENZIO, L'ASSESSORE SCILLA HA FIRMATO IL DECRETO DI RECEPIMENTO DELLA SOLA PARTE NORMATIVA DEL CCNL DEI LAVORATORI FORESTALI. INVECE PER IL RECEPIMENTO DELLA PARTE ECONOMICA DOVRANNO DECORRERE 60 GIORNI DAL DECRETO (21 GIUGNO 2022) CHE DOVRÀ PERÒ ESSERE ESITATA DALLA GIUNTA. SCOVATO PER CASO GRAZIE ALL'ULTIMA PUBBLICAZIONE DELLA GAZZETTA



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Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
Recepimento della parte normativa del Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria, sottoscritto dalle parti contrattuali il 9 dicembre 2021.
Con decreto dell’Assessore per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea n. 19/Gab del 21 giugno 2022, è stata recepita, ai sensi dell’articolo 49, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, la parte normativa del Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico agraria, sottoscritto dalle parti contrattuali il 9 dicembre 2021.
Il suddetto decreto è pubblicato in versione integrale nel sito istituzionale
della Regione siciliana, nella sezione Istituzioni / Servizi informativi / Decreti e direttive / D.A. n. 19/Gab del 21 giugno 2022.
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Art. 49.
Norme sull'applicazione del contratto
1. Al recepimento della parte normativa del Contratto collettivo nazionale di lavoro di cui all'articolo 45 ter, comma 5, della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, come introdotto dall'articolo 43 della presente legge, provvede l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste con proprio decreto, entro trenta giorni dalla sottoscrizione.
2. Entro sessanta giorni dall'emanazione del decreto di cui al comma 1, la Giunta regionale delibera sul recepimento della parte economica del contratto.

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Se per la parte economica si deve attendere.
Invece per la parte normativa bisogna sollecitare gli Uffici regionali preposti.

Comando del Corpo Forestale
E-mail: comandocorpoforestale@regione.sicilia.it
PEC: comando.corpo.forestale@certmail.regione.sicilia.it
Portineria: 0917070807 
Sede: Via Ugo La Malfa, 87/89 - 90146 Palermo
URP - 0917070672 Fax 0917070885

Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale
Telefono: 091 7077401091 7077449091 7077433
Fax: 091 9828984
direzione.svilupporurale@regione.sicilia.it
dipartimento.azienda.foreste@certmail.regione.sicilia.it


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Per prima cosa chiedere il permesso retribuito pari a 1 giorno per motivi familiari o personali (Art. 51 del CCNL). 

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Il recepimento comunque è legge, quindi una risposta la devono dare.

Purtroppo nel recepimento del CCNL approvato il 9 Dicembre 2021, dobbiamo prenderci anche quello che non ci piace.




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Aumenti in busta paga con i rispettivi arretrati da Dicembre 2021

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LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE, PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI LOTTA ATTIVA AGLI INCENDI BOSCHIVI E DI VEGETAZIONE NELLA REGIONE SICILIANA PER IL TRIENNIO 2022-2024



LINEA GUIDA N. 1
RAZIONALIZZAZIONE DEL SERVIZIO AIB SECONDO CRITERI DI PREVISIONE DEGLI INCENDI SU BASE STATISTICA.

INTERVENTO 1A: LA TURNAZIONE MISTA E IL POTENZIAMENTO DELLE SQUADRE AIB DIURNE.

INTERVENTO 1B: L' “ASSETTO DINAMICO” DELLE SQUADRE AIB IN CASO DI ALLERTA INCENDI..

INTERVENTO 1C : ANTICIPAZIONE DELL'AVVIO DELLA CAMPAGNA AIB.


LINEA GUIDA N. 2
POTENZIAMENTO E AMMODERNAMENTO DEL PARCO AUTOMEZZI A.I.B. E DELLE
ATTREZZATURE IN DOTAZIONE

INTERVENTO 2A: IMPIEGO DEI MEZZI FUORISTRADA “LEGGERI” NEL SERVIZIO AIB E D’ISTITUTO.

INTERVENTO 2B: POTENZIAMENTO DELLE ATTREZZATURE AIB IN DOTAZIONE AGLI AUTOMEZZI.

INTERVENTO 2C: POTENZIAMENTO DEL SISTEMA DI GEOLOCALIZZAZIONE DEI MEZZI AIB TRAMITE G.P.S. 


LINEA GUIDA N. 3
UNIFORMITA’ A LIVELLO REGIONALE DEI PIANI OPERATIVI PROVINCIALI AIB (POPAIB)

INTERVENTO 3A: UNIFORMARE I PIANI OPERATIVI PROVINCIALI AIB: LO SCHEMA DI POPAIB 2022.


LINEA GUIDA N. 4
LA FORMAZIONE DEL PERSONALE ADDETTO AIB: I MANUALI E LA CARTOGRAFIA
OPERATIVA.

INTERVENTO 4A: PIANO DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE ADDETTO ALLA LOTTA AIB.

INTERVENTO 4B: I MANUALI DI RAPIDA CONSULTAZIONE PER GLI ADDETTI ALLA LOTTA AIB

INTERVENTO 4C: LA CARTOGRAFIA TEMATICA: LE MAPPE OPERATIVE AIB.


LINEA GUIDA N. 5
UTILIZZO DELLE MODERNE TECNOLOGIE PER IL RILEVAMENTO E LA PREVENZIONE DEGLI INCENDI BOSCHIVI E DI VEGETAZIONE

INTERVENTO 5A: LE TORRETTE DIGITALI PER RILEVAZIONE E SEGNALAZIONE INCENDI DA REMOTO

INTERVENTO 5B: IMPIEGO DEI DRONI PER L'AVVISTAMENTO E IL MONITORAGGIO INCENDI

INTERVENTO 5C: UTILIZZO DEI DRONI E DELLE IMMAGINI SATELLITARI PER LA PERIMETRAZIONE DELLE AREE PERCORSE DAL FUOCO


LINEA GUIDA N. 6
RUOLO E ORGANIZZAZIONE DELLE SALE OPERATIVE REGIONALI. LE PROCEDURE
OPERATIVE DEL SOCCORSO AEREO REGIONALE E IL “Codice di rischio” NELLA R.I.A.

INTERVENTO 6A: IL RUOLO E L’ORGANIZZAZIONE DELLE SALE OPERATIVE AIB.

INTERVENTO 6B: LE PROCEDURE PER IL CONCORSO DELLA FLOTTA REGIONALE AIB

INTERVENTO 6C: IL “CODICE DI RISCHIO INCENDIO” NELLA RICHIESTA DI INTERVENTO AEREO (R.I.A.);


RITENUTO altresì necessario aggiornare al corrente anno 2022 il “Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva per la difesa della vegetazione contro gli incendi - Revisione 2020”, integrandolo con i contenuti delle suddette Linee Guida AIB 2022 e delle Linee d'intervento in cui si articolano; in conformità alle premesse e ai sensi delle vigenti disposizioni,

DECRETA







20 luglio 2022

UGL: AVVIATO FINALMENTE L'ITER PARLAMENTARE IN COMMISSIONE BILANCIO ARS DEL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE


Ricevo e pubblico 
Dal Segretario Regionale Ugl Agricoli e Forestali 
Franco Arena

20 Luglio 2022
Finalmente avviata la discussione in Commissione Bilancio del disegno di legge di riforma del comparto forestale.

Ci appelliamo al parlamento siciliano affinchè venga trattato il testo di legge con corsia preferenziale per giungere ad una rapida approvazione della legge a Sala d’Ercole con il più ampio consenso possibile.

Insieme al Segretario regionale Giuseppe Messina abbiamo sollecitato alcuni presidenti di gruppi parlamentari circa la necessità che la Commissione Bilancio dell’Ars possa licenziare per l’Aula prima possibile e comunque entro la chiusura della sessione estiva dei lavori parlamentari, il testo di legge per consegnare, dopo oltre vent’anni, una riforma degna di questo nome ai 17 mila e 500 lavoratori forestali in Sicilia.

A dichiararlo Franco Arena, Segretario regionale Ugl Agricoli e forestali.



COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE DELLA REGIONE SICILIANA: PER EVITARE CHE LA SICILIA BRUCI SERVE L'IMPEGNO DI CIASCUNO DI NOI. VIDEO




 

DA PALERMO A MESSINA, A RAGUSA, A ENNA, A CALTANISSETTA, A CATANIA, A TRAPANI, A AGRIGENTO, A SIRACUSA, LE SQUADRE ANTINCENDIO BOSCHIVO DEL CORPO FORESTALE R.S., RAPPRESENTANO PRESIDI DELLO STATO E DI SICUREZZA




Dalla pagina Facebook
del Funzionario del Corpo Forestale della Regione Siciliana
Gaetano Guarino

Da Palermo a Messina, a Ragusa, a Enna, a Caltanissetta, a Catania, a Trapani, a Agrigento, a Siracusa, le Squadre Antincendio Boschivo del Corpo Forestale R.S., rappresentano Presidi dello Stato e di Sicurezza

Loro non hanno eguali, Donne e Uomini, anche se, con mille difficoltà, danno il massimo di loro stessi. Non si risparmiano e credetemi, a guardarli, quando sono in azione, fanno venire il magone di emozione alla gola. Ricordo sempre che noi Forestali Siciliani, siamo stati i pionieri. Le Squadre Antincendio, i Distaccamenti Forestali, gli elicotteri e io (scherzo) siamo una bellissima realtà, una garanzia per il Territorio.
Nelle foto Uomini della Squadra Cammarata.....montagne, montagne. Grazie al Capo Squadra Giuseppe Reina, ritratto nelle foto che gentilmente mi ha inviato.