27 settembre 2021

“STM, A CATANIA INVESTIMENTI CONDIZIONATI AI FINANZIAMENTI PUBBLICI. E COMUNQUE BRICIOLE RISPETTO ALLO STABILIMENTO DI AGRATE BRIANZA". LA PROTESTA UIL-UILM


Ricevo e pubblico 
dalla Uil Catania

“Già si sapeva che Stm avrebbe destinato a Catania un quarto degli investimenti previsti per Agrate Brianza. Oggi, timore si aggiunge a timore perché apprendiamo da un confronto sindacati-azienda come le risorse per lo stabilimento siciliano, a differenza di quelle per la sede lombarda, sono appese ai finanziamenti che arriveranno. Se arriveranno …”.

I segretari generali di Uil e Uilm Catania, Enza Meli e Giuseppe Caramanna, intervengono ancora una volta sul futuro prossimo di Stm nel capoluogo etneo: “Gli investimenti produttivi nello stabilimento sono in pericolo, quindi anche gli auspicati aumenti occupazionali. E lo sono anche a causa dei silenzi della politica rispetto all’allarme che lanciammo a novembre dello scorso anno quando, tra le sorprese e le proteste pelose di qualcuno, scrivemmo dei rischi sulla effettiva realizzazione del nuovo impianto catanese per la produzione di substrati di carburo di silicio. Pure allora i vertici della multinazionale avevano ammesso che i progetti avrebbero potuto subire un dirottamento verso nazioni dove le agevolazioni per l’impresa, particolarmente quella hi-tech, sono decisamente superiori”.

“Facciamo nostra – aggiungono Enza Meli e Giuseppe Caramanna – la preoccupazione espressa dai rappresentanti sindacali Uilm in Stm Catania che sono Armando Gelardi, Salvo Pappalardo, Roberto Cinaldi, Riccardo Mocerino, Roberto Marsala, Gianfranco La Porta, Giuseppe Ferlito, Davide Boemi e Salvo Failla. Gli Rsu hanno sottoscritto in queste ore una nota in cui manifestano l’ansia per lo sbilanciamento degli investimenti aziendali a favore di Agrate, peraltro non legati a finanziamenti statali. Una brutta notizia che si somma a quella del recente, mancato rinnovo del contratto per oltre 180 precari”. Nel documento dei rappresentanti Rsu si legge, tra l’altro: “La direzione ci ha fatto sapere che ad Agrate, come già anticipato in precedenti riunioni, ci saranno 2 miliardi di dollari di investimenti per R3. In questo fab (struttura di produzione, ndr) del 12 pollici saranno impiegati circa 600 addetti entro il 2023 e, in relazione all'andamento del mercato, altri 600 nel 2024. A Catania invece il nuovo fab di substrato di carburo di silicio è legato ai finanziamenti statali e per adesso l'unico progetto rimasto in piedi è la linea pilota, del quale non ci è stata data certezza sulle tempistiche di realizzazione”.




LAVORATORI FORESTALI, UN NUOVO PRESIDIO PER CHIEDERE RINNOVO CCNL



Dalla pagina Facebook 
Flai Cgil Nazionale

Appuntamento martedì 28 settembre, ore 9.00 - 13.00 davanti al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali




RISERVA DELLO ZINGARO, PRESENTATA APP PER I VISITATORI. MUSUMECI: “DOBBIAMO TUTELARE AREE COME QUESTA”


Dal sito: newsicilia.it

26/09/2021
SAN VITO LO CAPO – È stato presentato ieri il nuovo servizio di informazione multimediale della Riserva dello Zingaro, a San Vito Lo Capo, che permetterà ai visitatori, tramite un’applicazione gratuita per smartphone, di accedere liberamente a un percorso guidato tra i sentieri dell’area naturale.

Presenti il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e dell’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Toni Scilla. Ad accoglierli il sindaco del centro marinaro Giuseppe Peraino, il primo cittadino di Castellammare del Golfo Nicola Rizzo e altri sindaci del comprensorio, assieme al direttore della riserva Pietro Miceli e al presidente del Gal Elimos Liborio Furco.

“Quarant’anni fa – ha detto il presidente Musumeci – la coscienza popolare ha consentito l’avvio di un processo che ha portato il Parlamento siciliano a legiferare sulla tutela del nostro patrimonio paesaggistico. Questo significa lavorare giorno dopo giorno affinché questa conquista non sia messa in discussione. La migliore tutela di un territorio consiste nel rendere compatibile la presenza dell’uomo e alcune sue attività“.

“I territori mummificati sono quelli più vulnerabili alle aggressioni e alle devastazioni del cambiamento climatico. Questo quarantesimo anniversario è stato giustamente ricordato dal governo regionale grazie all’impegno dell’assessore allo Sviluppo rurale, al personale del dipartimento regionale e del corpo forestale, al volontariato“.

“Oggi dobbiamo rendere meglio fruibili le nostre riserve, facendole diventare importanti poli di attrazione non solo per gli studiosi e gli addetti ai lavori, ma anche per un turismo sostenibile. Il mio Governo è impegnato a razionalizzarne non solo la gestione ma anche i servizi, che debbono essere di qualità“.

“Le riserve naturali come lo Zingaro e tutti i parchi istituiti in Sicilia – ha detto l’assessore all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Toni Scilla – sono strategici per la nostra Isola e vanno tutelati anche da quei delinquenti che, appiccando gli incendi come accaduto qui l’anno scorso, hanno distrutto enormi superfici di vegetazione. In meno di un anno siamo riusciti a rimettere tutto in sesto e ringrazio il personale e i forestali che hanno lavorato con impegno e con passione“.

Il progetto di dotare l’area protetta di un innovativo sistema informativo nasce da un’idea del giornalista Vincenzo Sottosanti ed è il frutto di una convenzione stipulata tra il Gal Elimos e il dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale.

La tecnologia impiegata prevede, lungo i sentieri della riserva, la presenza di una decina di postazioni con codice QR che permette ai visitatori di fruire gratuitamente tramite smartphone di contenuti multimediali esclusivi, ovvero 10 video-interviste sugli aspetti più significativi e suggestivi dell’area.

La prima postazione sarà collocata nei pressi della Grotta dell’Uzzo e permetterà di vedere un’intervista inedita del 2012 all’archeologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso nel 2019, sull’importanza socio-culturale della Riserva Naturale dello Zingaro.

Fra gli altri contenuti video anche l’intervista all’ultimo dei contadini vissuti a Borgo Cusenza, nel cuore dell’area tutelata, che racconta della vita contadina e dei latitanti che si nascondevano nella zona nel secondo dopoguerra. Altre postazioni dotate di codice QR verranno installate prossimamente nei luoghi più significativi dell’area protetta.

Fonte foto: Regione Siciliana

Dal sito: newsicilia.it






DAL 15 OTTOBRE OBBLIGO DEL GREEN PASS ANCHE PER I LAVORATORI FORESTALI. LA NOTA DEI SINDACATI

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie provinciali
di Fai, Flai e Uila Palermo





26 settembre 2021

ANCORA INCENDI IN SICILIA, GROSSO ROGO AI PIEDI DI MONTE PELLEGRINO: FORESTALE E VIGILI DEL FUOCO SUL POSTO


Dal sito newsicilia.it

25/09/2021
PALERMO – Tornano a divampare gli incendi in Sicilia, in particolare a Palermo. Un rogo di grandi dimensioni, infatti, è esploso in via Bonanno nella zona di monte Pellegrino.

Sul posto si sono presentati gli operatori della Forestale e i vigili del fuoco, i quali stanno provvedendo a spegnere le fiamme e a evitare la propagazione delle stesse in direzione delle case dell’area.

È in corso anche un sorvolo di un mezzo canadair che sta tentando l’estinzione dell’incendio dall’alto con il lancio d’acqua.

La natura dell’incendio in questione potrebbe dipendere dal ritorno delle alte temperature, divenute nuovamente roventi dopo la pausa pre-autunnale dei giorni scorsi.

Immagine repertorio





25 settembre 2021

(VIDEO) CALTANISSETTA. SIT-IN SNALV CONFSAL DEI LAVORATORI FORESTALI. SI MANIFESTA SUL MANCATO AVVIAMENTO AL LAVORO PER IL COMPLETAMENTO DELLE GIORNATE PREVISTE PER LEGGE


Dal sito www.giornalenisseno.com

23 Settembre 2021
Sit in dei lavoratori indetto dallo Snalv Confsal, comparto forestale, presidente regionale Manuel Bonaffini, questa mattina davanti  l’ Azienda Demaniale delle Foreste di Caltanissetta sita in via Gibil Gabib n 69. Si manifesta, ancora una volta, il  rammarico circa la situazione ormai conosciuta dei lavoratori forestali  78 isti, 101isti e 151 isti sul mancato avviamento al lavoro per il completamento delle giornate previste per legge. I sindacalisti sono stati ricevuti dal dirigente dell’ Azienda Demaniale delle Foreste, Valenti che ha rassicurato i forestali affermando che entro i primi giorni di ottobre, verranno avviati a lavoro e completeranno le giornate previste per legge. Lo Snalv Confsal ha comunque chiesto che per il futuro i lavoratori vengano avviati prima per consentire loro di recuperare eventuali giornate perse in caso di assenze ed ha ribadito che se ad ottobre non verranno mantenute le promesse si terrà un Presidio permanente sotto l’ Azienda.

INCENDI, APPICCANO FUOCO A STERPAGLIE PER ASSISTERE A GARA AUTOMOBILISTICA: QUATTRO DENUNCIATI A CALTANISSETTA


Dal sito www.ilsicilia.it

23 Settembre 2021
I poliziotti della sezione volanti hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni quattro giovani nisseni per il reato d’incendio doloso in concorso.

Nella tarda serata di ieri i predetti hanno appiccato il fuoco a delle sterpaglie insistenti lungo la strada statale 122, presso Capodarso, poiché, dovendo assistere alla gara automobilistica della Coppa Nissena, in programma nel fine settimana, volevano ripulire preventivamente la zona per vedere meglio la competizione. Le fiamme, che hanno incendiato le sterpaglie prossime alla sede stradale, se non spente in tempo da alcuni passanti accortisi dell’incendio, avrebbero provocato serio pericolo per gli automobilisti in transito e alla circolazione stradale.

I poliziotti, a seguito delle indicazioni pervenute presso la sala operativa della Questura, che hanno segnalato la fuga di due scooter con quattro ragazzi a bordo, hanno intercettato i minorenni in zona Santo Spirito, ancora sporchi di fuliggine. A due di essi sono stati sequestrati degli accendini. I minorenni hanno ammesso le loro responsabilità dichiarando di aver acquistato la benzina utilizzata per appiccare il fuoco. Circa il motivo per cui hanno compiuto il pericoloso gesto, hanno riferito di averlo fatto per avere una migliore visuale della gara automobilistica. I predetti sono stati condotti i Questura e, dopo le formalità di rito, sono stati affidati agli esercenti la potestà genitoriale.

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24 settembre 2021

BOSCHI: COME STANNO AGENDO IL PRESIDENTE MUSUMECI E L’ASSESSORE CORDARO? “COME SEMPRE: MALE E DA INCOMPETENTI” (GROSSO, SIFUS)


Dal sito www.inuovivespri.it

24 Settembre 2021
  • La tragica domanda aleggia nei ‘Palazzi’ della politica siciliana: riuscirà l’accoppiata Musumeci-Cordaro a far qualcosa di buono e di utile per i boschi della Sicilia? La parola ai negromanti… 
  • Palazzo Adriano: dopo il celebre film di Giuseppe Tornatore (“Nuovo Cinema Paradiso”) è arrivato il nuovo film del nuovo presidio del Corpo Forestale in stile  Monastero di Santa Chiara: ropp’arrubata, facetter’e porte ‘e fierro
  • La riforma del settore forestale verrà ‘insabbiata’ dal Governo Musumeci e dalla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana?
La tragica domanda aleggia nei ‘Palazzi’ della politica siciliana: riuscirà l’accoppiata Musumeci-Cordaro a far qualcosa di buono e di utile per i boschi della Sicilia? La parola ai negromanti… 
Tutela dei boschi siciliani dagli incendi: cosa stanno combinando il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e l’assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro? Tra Luglio e Agosto, grazie all’attuale Governo regionale, la Sicilia ci ha rimesso 80 mila ettari di boschi andati in fumo. In compenso non sappiamo quanto la regione, la scorsa estate, ha speso per i mezzi aerei spegni-incendi, ovvero aerei anfibi Canadair ed elicotteri: domanda posta dal coordinatore di Equità Territoriale in Sicilia, Franco Calderone. In attesa che qualche deputato dell’Assemblea regionale siciliana lo chieda al Governo con una bella interrogazione, proviamo a sintetizzare che cosa hanno fatto nella settimana politica e parlamentare che si è conclusa Governo e Parlamento siciliano in materia di tutela dei boschi. Abbiamo letto qua e là di mirabolanti provvedimenti approvati da Sala d’Ercole, a quanto pare votati più dalle opposizioni che dalla maggioranza: ma questo è un dettaglio, perché ormai – soprattutto con l’avvento di Mario Draghi a Palazzo Chigi – solo i negromanti riescono a capire che è al Governo e chi è all’opposizione (ad eccezione di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che a Roma fa opposizione, e di Italexit di Gianluigi Paragone, altra forza politica di opposizione). In Sicilia, invece, non si capisce nulla, perché il ‘lecchinaggio’ verso i nuovi potenti romani – quelli del Green pass – è incessante. Lecca di qua e lecca di là, sperano in incarichi (qualche incarico è già arrivato) e candidature.

Palazzo Adriano: dopo il celebre film di Giuseppe Tornatore (“Nuovo Cinema Paradiso”) è arrivato il nuovo film del nuovo presidio del Corpo Forestale in stile Monastero di Santa Chiara: ropp’arrubata, facetter’e porte ‘e fierro
Tornando ai boschi siciliani abbandonati a se stessi, le cronache di questi giorni registrano l’apertura di un presidio del Corpo Forestale a Palazzo Adriano, provincia di Palermo, Comune diviso da un bosco da Burgio, provincia di Agrigento; un’apertura in stile Monastero di Santa Chiara: ropp’arrubata, facetter’e porte ‘e fierro: insomma, se nel Monastero di Santa Chiara le porte di ferro arrivarono dopo i furti, nei boschi siciliani i nuovi presidi del Corpo Forestale arrivarono dopo gli incendi…  “Nonostante gli incendi boschivi agostani – commenta il segretario generale del Sifus Confali, Maurizio Grosso – e nonostante che il Presidente della Regione On. Musumeci e l’assessore al Territorio, On. Cordaro si siano riempiti la bocca (senza mai fare un mea culpa) relativamente le ricette e le azioni farlocche messe in campo per contrastare gli incendi medesimi, nel momento in cui potevano dare un segnale minimo di inversione di tendenza, hanno preferito agire come come sempre: male e da incompetenti”. Grosso commenta la citata legge approvata dal Parlamento siciliano in questa settimana che si conclude “che consente solo agli addetti antincendio 151isti di continuare il servizio medesimo, fino al 15 Ottobre. In parole povere: in presenza delle stesse temperature del mese di Giugno, mentre i Canadair spengono ancora parecchi incendi ogni giorno, il Presidente Musumeci e l’assessore Codardo, hanno deliberato, con il consenso del Parlamento, che affronteranno il servizio antincendio boschivo, dalla prossima settimana, con solo il 18% del personale poiché l’82 %, ossia, i forestali 101sti, verranno licenziati. Roba da maghi! Il Presidente Musumeci e l’assessore Cordaro in tema di forestazione e incendi in Sicilia – aggiunge Grosso – non ne hanno e continuano imperterriti a non azzeccarne una. Per loro è sufficiente la strategia del tutto fumo e niente arrosto come la deliberazione dei giorni scorsi. L’unica cosa positiva, per quello che vale, è rappresentata dal mantenimento dell’impegno assunto, Lunedì scorso, dall’assessore all’Agricoltura Tony Scilla col Sifus (non poteva pensarci prima in maniera da consentire ai forestali di avere a disposizione tutti i giorni di recupero?) per quanto attiene i 78isti a giornate zero: verranno avviati il 24 Ottobre (cioè oggi ndr) nei cantieri di Palermo assieme ai 101isti”.

La riforma del settore forestale verrà ‘insabbiata’ dal Governo Musumeci e dalla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana?
E sulla riforma del settore forestale che dovrebbe essere esaminata ed approvata dal Parlamento dell’Isola? Qui è tutto un punto interrogativo. C’era il disegno di legge promosso dal Sifus e fatto proprio da nove parlamentari. Ma gli ‘uffici’ di Palazzo Reale – che quando ci si mettono nel trovare cavilli non li batte nessuno – hanno scoperto che in questo disegno di legge manca la ‘bollinatura’. E senza ‘bollinatura’ in Aula non può andare: volete mettere? Allora è stato preparato un emendamento, anzi un ‘emendamentone’ da inserire nel disegno di legge del Governo Musumeci: il disegno di legge che non riforma nulla. Ma l’ipotesi che il disegno di legge del Governo venga emendato – cioè cambiato – dai parlamentari non piace al Governo Musumeci che, in Aula, su questo come si altre questioni, non ha la maggioranza. E allora? E allora – ma questa è una nostra tesi – non escludiamo che Governo e presidenza della Parlamento siciliano si mettano d’accordo per ‘insabbiare’ la riforma del settore forestale. Del resto, come già ricordato, sono andati in fiamme, la scorsa Estate, ‘appena’ 80 mila ettari di boschi: quando si arriverà a quota 200 mila si farà qualcosa?







SIFUS CONFALI - BISOGNA INSERIRE IL REATO DI OMICIDIO SUL LAVORO NEL CODICE PENALE. LA SMETTANO CONFINDUSTRIA E CONFEDERALI DI PARLARE DI MORTI BIANCHE SOLO NEI CONVEGNI E SI RENDANO UTILI



Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Roma 24 settembre 2021 - All'assemblea di Confindustria sul tema delle morti sul lavoro, é emerso che se ne vuole continuare a parlare solo nei dibattiti per mettersi con  la coscienza posto e soprattutto, che si vuole continuare ad accollarne la responsabilità "al fato".
Queste le dichiarazioni di Maurizio Grosso Segretario Generale SIFUS CONFALI dopo l'assemblea di Confindustria dove, tra l'altro, sono stati avviati i primi contatti ufficiali tra Confindustria medesima e Confederali per un patto sul lavoro, ecc.
Maurizio Grosso ha concluso sostenendo che l'aumento enorme delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro, devono stimolare il Governo Draghi, oltre ad imporre alle imprese  ulteriori obblighi per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, ad  inserire nel codice penale, il reato di omicidio sul lavoro alla stessa stregua dell'omicidio stradale.
L'addetto stampa SIFUS CONFALI





ARRIVA IL ‘PIANO FORESTALE’: 6 MLN PER MONTE PELLEGRINO


Nel 2016 un grande incendio devastò 460 ettari di terreno


Dal sito livesicilia.it

PALERMO – Nel 2016 un grande incendio devastò 460 ettari, quasi il 50 per cento, di bosco di Monte Pellegrino. Adesso l’intera area vedrà nuovi alberi.

Questo è quanto prevede il ‘Piano Forestale’, strumento di programmazione per la gestione dei boschi della zona A di riserva, che è stato presentato, nel pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa a Villa Niscemi. Il Piano, realizzato in collaborazione con il dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Palermo e il progetto ‘Pon React’, prevede la piantumazione di 152mila tra alberi e piante. I fondi a disposizione ammontano a circa 5 milioni. Presenti all’incontro il sindaco Leoluca Orlando, l’assessore al Verde Sergio Marino, Stefano Colazza, direttore del dipartimento Scienze agrarie di Unipa, il professore Donato La Mela Veca che ha partecipato allo studio e gli altri esperti che hanno preso parte alla progettazione del Piano.

“Gli interventi puntano a gestire l’area protetta e la risorsa forestale esistente o da recuperare – ha detto l’assessore Marino -. Per le autorizzazioni attendiamo il parere dei Rangers, ente gestore, e poi porteremo tutto alla Regione. La Favorita sarà la prima area protetta siciliana ad avere un Piano di questo tipo. L’obiettivo di gestione è la conservazione“.

Tra gli interventi previsti la ricostruzione della vegetazione boschiva andata in fumo nel 2016, il ripristino delle piante danneggiate, ma anche la riduzione del rischio incendi. “Saranno ripristinati la rete viaria, i sentieri e sarà rimossa una parte del cosiddetto ‘legno morto’, habitat naturale per specie animali e vegetali. Inoltre, è prevista la rivitalizzazione delle latifoglie“, ha spiegato La Mela Veca.

Altri due progetti, realizzati dalla Città metropolitana, con il Comune ed i Rangers, ma che rientrano sempre nel ‘Piano Forestale’, prevedono altri interventi in due aree all’interno del parco della Favorita in zona B, a tutela della biodiversità, e a Monte Pellegrino, secondo quanto previsto dal cd. “Decreto clima”. I fondi a disposizione ammontano a circa un milione con finanziamenti del ministero dell’ambiente. “È un’iniziativa di tutta la città – ha sottolineato Orlando – con il coinvolgimento di tutti, perché Monte Pellegrino è un bene di tutti. In nessun posto d’Europa e del mondo si trova un’area protetta così vasta all’interno di una città. L’intervento servirà a rendere fruibile questa ricchezza nel rispetto dell’ambiente“.

Entro l’anno l’affidamento dei lavori, che dovrebbero durare circa 12 mesi nel rispetto delle stagioni, la conclusione entro il 2023.
23 Settembre 2021








23 settembre 2021

FORESTALI ANTINCENDIO. FIGUCCIA: "APPROVAZIONE DDL 1065/A PRIMO TIMIDO PASSO, IL 90% DEI LAVORATORI RIMANE A CASA"


Ricevo e pubblico 
dall'On. Figuccia

"Il ddl 1065/A approvato ieri in aula e tanto sbandierato dall’assessore Cordaro è fuorviante, l’articolo 1 approvato nel medesimo ddl lascia in servizio solo i 151 del servizio antincendio che equivalgono a poco più del 10% lasciando il resto della forza lavora a casa, tale scelta è impensabile, a partire dal 26 settembre inizieranno i primi licenziamenti, in un territorio con un alto rischio di desertificazione e dissesto idrogeologico, dove ad oggi si continuano a registrare ancora temperature estive  come si può considerare di adottare tale misura. Con l'interruzione del servizio antincendio rischia di vanificare tutti quegli sforzi fatti per salvare il nostro patrimonio boschivo, nonostante buona parte siano rimasti privi di tutte quelle opere atto a contrastare la propagazione degli incendi, possiamo dire che una buona parte ancora e vegeta e splendente, visto e considerato che le previsioni dicono che il caldo continuerà ancora per le prossime settimane come intende contrastare il fenomeno degli incendi?
Invitiamo l'assessore Cordaro, onde evitare ulteriori danni, di rivedere le proprie scelte evitando di perdere ulteriore territorio boschivo revisitando l'articolo votato solo favore dei 151isti dell'antincendio, e di dare seguito fino al 15 ottobre per tutto il personale delle squadre antincendio al completo".
- A dirlo è Vincenzo Figuccia deputato all'Ars e commissario provinciale della Lega a Palermo -.




SIFUS CONFALI: A GIBELLINA CON I FORESTALI, IL SINDACO E L'ON. PALMERI PER DIRE NO ALLA RASSEGNAZIONE ED ORGANIZZARE LA LOTTA ATTA A FAR APPROVARE UNA RIFORMA PRO TEMPO INDETERMINATO. IL SIFUS C'È! FOTO

Ricevo e pubblico
dalla segreteria regionale
Sifus Confali













SIFUS CONFALI - ULTERIORE CILECCA DEL GOVERNO MUSUMECI: RIMARRANNO IN CAMPO FINO AL 15 OTTOBRE SOLO GLI ADDETTI ANTINCENDIO 151STI. I 78ISTI DI PALERMO E I 101ISTI VERRANNO AVVIATI VENERDI 24 SETTEMBRE


Ricevo e pubblico
dalla Segreteria regionale
Sifus Confali
 
Palermo 22 settembre 2021 -  Nonostante dopo gli incendi boschivi agostani il Presidente della Regione On. Musumeci e l'Assessore al Territorio, On. Cordaro si siano riempiti la bocca (senza mai fare un mea culpa)  relativamente le ricette e le azioni farlocche messe in campo per contrastare gli incendi medesimi, nel momento in cui potevano dare un segnale minimo di inversione di tendenza, hanno preferito agire come come sempre: male e da incompetenti.
Ieri in Parlamento infatti, é stata votato il ddl governativo che consente solo agli addetti antincendio 151isti di continuare il servizio medesimo, fino al 15 ottobre. 
In parole povere: in presenza delle stesse temperature del mese di giugno, mentre i canader spengono ancora parecchi incendi al giorno, il Presidente Musumeci e l'Assessore Codardo, hanno deliberato con il consenso del Parlamento, che affronteranno il servizio antincendio boschivo, dalla prossima settimana,  con solo il 18% del personale poiché l'82 %, ossia, i forestali 101sti, verranno licenziati.
Roba da maghi!!!!
Il Presidente Musumeci e l'assessore  Cordaro in tema di forestazione e incendi in Sicilia non nè hanno e continuano imperterriti a non azzeccarne una. Per loro é sufficiente la strategia del tutto fumo e niente arrosto come la deliberazione di ieri.
L'unica cosa positiva per quello che vale, è rappresentata dal mantenimento dell'impegno assunto, lunedì scorso, dall'Assessore Scilla col SIFUS ( non poteva pensarci prima in maniera da consentire ai forestali di avere a disposizione tutti i giorni di recupero?) per quanto attiene i 78isti a giornate zero: verranno avviati giorno 24 nei cantieri di Palermo assieme ai 101isti.
Maurizio Grosso -  Segretario Generale SIFUS CONFALI





INCENDI, CALDERONE (ET): “IN ASSEMBLEA REGIONALE C’È UN DEPUTATO IN GRADO DI CHIEDERE AL GOVERNO MUSUMECI QUANTO SONO COSTATI ELICOTTERI E CANADAIR?” SI RISPARMIA SUGLI OPERAI FORESTALI PER ‘INVESTIRE’ SU ELICOTTERI ED AEREI ANTINCENDIO”. QUANTO È COSTATO QUESTO SERVIZIO?


Dal sito www.inuovivespri.it

22 Settembre 2021
  • Il coordinatore di Equità Territoriale in Sicilia si chiede e chiede come mai nel Parlamento siciliano nessun deputato – di maggioranza o di opposizione – abbia fino ad oggi chiesto ‘lumi’ al Governo sulla spesa per i mezzi antincendio volanti 
  • “In Sicilia si risparmia sugli operai forestali per ‘investire’ su elicotteri ed aerei antincendio”. Quanto è costato questo servizio?

Il coordinatore di Equità Territoriale in Sicilia si chiede e chiede come mai nel Parlamento siciliano nessun deputato – di maggioranza o di opposizione – abbia fino ad oggi chiesto ‘lumi’ al Governo sulla spesa per i mezzi antincendio volanti 
Mentre in Assemblea regionale siciliana si discute del futuro degli operai forestali – e quindi anche del futuro dei boschi siciliani che la scorsa Estate sono stati colpiti da tanti incendi,
Franco Calderone, coordinatore di Equità Territoriale in Sicilia, lancia un tema fino ad oggi poco ‘gettonato’: il costo degli aerei anfibie degli elicotteri utilizzati a piane mani dall’attuale Governo siciliano per spegnere gli incendi (o quasi, se è vero che tra Luglio ed Agosto nella nostra Isola sono andati in fumo quasi 80 mila ettari di boschi!). “Sono bastati due giorni di caldo e gli incendi sono riesplosi in Sicilia – dice Calderone -. La cosa grave, come ha denunciato il segretario generale del Sifus Confali, Maurizio Grosso, è che mentre avviene tutto questo, l’80 per cento degli operai forestali della Sicilia è a casa, perché così ha deciso il Governo regionale di Nello Musumeci. Siamo davanti a un Governo siciliano che, in materia di tutela dei boschi dagli incendi, dopo aver contribuito a provocare un disastro ambientale tra Luglio e Agosto, continua a persistere negli stessi errori. E’ evidente che si deve trattare di errori ‘consociativi’, che coinvolgono anche le opposizioni presenti in Assemblea regionale siciliana”.

“In Sicilia si risparmia sugli operai forestali per ‘investire’ su elicotteri ed aerei antincendio”. Quanto è costato questo servizio?
“Non è possibile, infatti – aggiunge il coordinatore di Equità Territoriale – che, nel Parlamento della nostra Isola non ci sia un deputato in grado di presentare un’interrogazione per chiedere al Governo Musumeci – al presidente della Regione e agli assessori all’Agricoltura e al Territorio e Ambiente, rispettivamente, Tony Scilla e Toto Cordaro – un rendiconto di quanto la Regione siciliana ha speso nel 2020 per elicotteri e aerei antincendio (in questo caso si tratta dei Canadair, il cui impiego – si legge sui giornali – costa 14 mila euro all’ora!) e quanto ha speso in questo 2021. Soprattutto la spesa del 2021, cioè quella di quest’anno, ci sembra importante, visto che tra un anno si tornerà a votare per le elezioni regionali siciliane. Da quello che abbiamo capito, in Sicilia, sul fronte della tutela dei boschi, si ‘risparmia’ sul personale – cioè sugli operai forestali – per ‘investire’ su elicotteri ed aerei antincendio. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ma, a quanto pare, questi ‘investimenti’ – dei quali non si conosce l’entità economica – fanno comodo a tutti, se è vero che il Governo Draghi ha ‘promosso’ il presidente Musumeci commissario per la lotta agli incendi in Sicilia: quegli incendi che il Governo Musumeci, parlano i fatti, non sa spegnere!”. Per la cronaca, il costo di un Canadair è di circa 14 mila euro all’ora. Quante ore hanno lavorato in Sicilia la scorsa Estate?

Foto Canadair tratta da Wikipedia







PALERMO, STABILIZZARE I FORESTALI

Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia






SIFUS CONFALI: TUTTI UNITI PER LA STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI

Ricevo e pubblico
dalla Segreteria regionale Sifus Confali







LETTERA APERTA DI UN OPERAIO FORESTALE PRECARIO SICILIANO AL PRESIDENTE NELLO MUSUMECI, AGLI ASSESSORI SCILLA E CORDARO, A TUTTI GLI "ONOREVOLI ANCORA IN VACANZA" DELLA MAGGIORANZA E P.C. AI SINDACATI CONFEDERALI E ALLE ALTRE SIGLE SINDACALI DEL SETTORE AGRICOLO-FORESTALE


Ricevo e pubblico
da Giuseppe Germanò

Lettera Aperta di un operaio forestale precario Siciliano a Nello Musumeci, Tony Scilla, Cordaro e tutti gli "onorevoli ancora in vacanza" della maggioranza e P.C. ai Sindacati Confederali e alle altre sigle sindacali del settore agricolo-forestale

Egregi signori,
BASTA IUCARI CA M.... DU PUPU
VOI NON POTETE CONTINUARE A PRENDERE PER I FONDELLI L'INTERO COMPARTO DEI LAVORATORI E LAVORATRICI FORESTALI SICILIANI!
NOI STIAMO ASPETTANDO LA RIFORMA DEL COMPARTO, CHE COMPRENDA LA STABILIZZAZIONE DI TUTTI I PRECARI O ALMENO UN AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE, CON IL PASSAGGIO DEI 78 ISTI E 101 ISTI A 151 GIORNATE LAVORATIVE ANNUE E IL PASSAGGIO DEI 151 ISTI A TEMPO INDETERMINATO.
INOLTRE STIAMO ASPETTANDO IL RINNOVO DEL NOSTRO CONTRATTO DI LAVORO.
DATEVI UNA MOSSA E SMETTETELA DI PRENDERCI IN GIRO E DI TERGIVERSARE... ASPETTANDO LE NUOVE ELEZIONI
RIPETO, #BASTAIUCARICAM...DUPUPU 
Firmato: 
Giuseppe Germanò





L'APPELLO ALLE ISTITUZIONI ITALIANE ED EUROPEE. MAFIA, L’ALLARME DELLA DIA: “PUNTANO AI FONDI DEL PNRR, CRESCONO TENTATIVI DI INFILTRAZIONE”


Dal sito www.ilsicilia.it

22 Settembre 2021
Le mafie stanno cercando di mettere le mani sugli oltre 191 miliardi di fondi europei destinati all’Italia e per farlo cambiano rapidamente pelle: niente più violenza ma una “silente infiltrazione” nell’economia legale, sfruttando l’emergenza Covid e soprattutto quell’ “area grigia” che si muove nel mondo della pubblica amministrazione, della politica, della finanza e delle professioni.

L’ennesimo allarme sulle mosse della criminalità organizzata in tempi di pandemia arriva dalla Relazione della Direzione investigativa antimafia relativa al secondo semestre del 2020: un’analisi ancora più dettagliata dei fenomeni già emersi nei primi sei mesi dell’anno del lockdown che a giugno indicava come ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra avessero iniziato a guardare con molto interesse ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

“La tendenza ad infiltrare in modo capillare il tessuto economico e sociale sano si sarebbe ulteriormente evidenziata” dicono senza giri di parole gli analisti della Dia, indicando proprio i “fondi comunitari che giungeranno a breve per assicurare un tempestivo sostegno economico” come uno dei primi obiettivi dei clan.

Una strategia criminale che segue due linee ben precise: da un lato c’è “il tentativo di rilevare le imprese” finite in difficoltà a causa dell’emergenza, un fenomeno che si registra soprattutto nel nord Italia, e dall’altro, quello di accaparrarsi “le risorse pubbliche stanziate per fronteggiare l’emergenza sanitaria“, una pratica che trova invece terreno fertile al sud. Obiettivi per i quali le mafie continuano costantemente a modificarsi.

Se infatti, come ha sottolineato più volte il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, è vero che da tempo le organizzazioni criminali hanno capito che “l’indice non serve più per sparare ma per movimentare denaro“, è altrettanto vero che questa metamorfosi è sempre più evidente, con la violenza che è fenomeno “sempre più residuale” mentre si registra un’accelerazione del “processo di trasformazione e ‘sommersione‘” delle ‘dnrine, delle cosche e dei clan, fondamentale per infiltrarsi nell’economia.

La conferma è nei numeri: rispetto allo stesso periodo del 2019 si registra da un lato il calo degli omicidi di tipo mafioso e delle associazioni mafiose (passati rispettivamente da 125 a 121 e da 80 a 41) e dall’altro un aumento dei delitti connessi con la gestione illecita dell’imprenditoria, le infiltrazioni nei settori produttivi e l’accaparramento di fondi pubblici. Gli episodi di corruzione e concussione sono passati da 20 a 27, l’induzione indebita a dare o promettere utilità da 9 a 16, il traffico di influenze illecite da 28 a 32, la turbata libertà degli incanti da 28 a 32. Un’evoluzione che non sarebbe possibile senza la collaborazione dei colletti bianchi, con i quali ci sono ormai vere e proprie “sinergie”, e che è testimoniata dai nuovi settori sui quali hanno puntato le attenzioni le mafie: accanto agli interessi ‘tradizionali – usura, estorsioni, traffico di droga – ci sono il gioco d’azzardo (gaming), le scommesse (betting) e il contrabbando di prodotti energetici. Tutte attività nelle quali la competenza tecnica e di specialisti in società cartiere e frodi carosello è indispensabile.

Ecco perché la conclusione degli analisti è un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché, così come è stato per fronteggiare l’emergenza sanitaria, arrivi una “risposta corale” per contrastare gli obiettivi delle mafie. “E’ auspicabile che l’azione condivisa dei paesi per il superamento dell’emergenza sanitaria possa esprimersi, con analoga ‘intensità di fuoco’ nel contrasto globalizzato alle organizzazioni criminali“. Come? Arrivando ad una legislazione condivisa per la lotta alle mafie, aumentando la circolazione delle informazioni e la cooperazione degli organismi investigativi e giudiziari dei singoli paesi dell’Unione.

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“RAGUSA, RETE VIARIA DA INCUBO. INDOVINA QUAL'È LA SCAFFA PEGGIORE …” LA DENUNCIA DELL’ESECUTIVO IBLEO UIL, PRESENTI I SEGRETARI REGIONALI BARONE E LIONTI




Ricevo e pubblico
dalla Uil Siracusa - Ragusa - Gela 

RAGUSA. “Non basta inaugurare dopo lunga attesa un pezzettino di autostrada, se lavoratori, cittadini e imprese devono poi ogni giorno fare i conti con una rete viaria a Ragusa e provincia che è solo un eufemismo definire dissestata. Quasi, quasi, viene voglia di lanciare un concorso a premi riservato a chi saprà segnalare la buca più larga, la scaffa più profonda!”. Lo affermano il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, e la segretaria organizzativa regionale con delega all’Area Vasta Palermo-Siracusa-Ragusa-Gela, Luisella Lionti, oggi – mercoledì 22 – nel capoluogo ibleo per una riunione dell’Esecutivo territoriale Uil. 

Gli esponenti sindacali aggiungono: “Si pensi, tra l’altro, agli oltre 500 chilometri di strade gestite dal Libero Consorzio. Segnalazioni, articoli giornalistici, proteste testimoniano un inaccettabile stato della viabilità, ovunque e comunque fonte di rischi e disagi. Non si aiuta così lo sviluppo di un territorio, a forte vocazione turistica e produttiva. Anzi, si deprime”. “Chiediamo confronto urgente – dicono ancora Barone e Lionti – a governo regionale e amministrazioni comunali.  All’impegno dei dipendenti pubblici nell’ex Provincia e negli altri enti locali, costretti a operare tra mille difficoltà e carenze, corrisponda finalmente concreta attenzione da parte della politica: un argomento, speriamo, per la cosiddetta cabina di regia della Regione sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Non di solo Pnrr, comunque, possono vivere Ragusa e la Sicilia. Qualcuno spieghi dove sono finite le altre risorse disponibili per le infrastrutture che nel nostro territorio non esistono, o che esistono ma in condizioni pietose. Qualcuno spieghi dove sono i progetti e i cantieri per le opere davvero necessarie, occasioni di lavoro buono e crescita collettiva in una provincia-simbolo delle opportunità negate ai siciliani”.