26 gennaio 2021

SIFUS CONFALI: IL NEO ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA, ON. TONY SCILLA INCONTRERÀ PRESTO IL SIFUS. INTANTO, SBLOCCATO L'ITER PER IL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI PREGRESSI


Ricevo e pubblico
Segretario Generale Sifus Confali
Maurizio Grosso 

26-01-2021 - Il neo Assessore regionale all'Agricoltura della Regione Sicilia, On.  Tony Scilla, ha ieri risposto alla richiesta di convocazione promossa dal sifus comunicando che incontrerà il sindacato  entro il 13 febbraio prossimo per discutere di riforma del comparto forestale.
In data odierna, inoltre, è stato sbloccato l'iter burocratico per il pagamento degli stipendi arretrati di ottobre e novembre 2020. Auspichiamo che i meccanismi di funzionamento della cassa regionale non blocchino a lungo i pagamenti degli stipendi del mese di dicembre.
Maurizio Grosso 
Segretario Generale Sifus Confali






VERSO LA MANOVRA. REGIONE, PIANO TAGLI ALLA SPESA DEI DIPARTIMENTI DA 40 MILIONI


Dal sito gds.it

26 Gennaio 2021
Tagli lineari del 5 per cento sulla spesa corrente dei Dipartimenti della Regione con l'obiettivo di centrare il primo step dell’accordo con lo Stato: ridurre di 40 milioni di euro la spesa strutturale nel 2021.

La ricognizione dei capitoli da tagliare è partita qualche giorno fa su input della Ragioneria generale, che ha trasmesso una circolare a tutti i Dipartimenti spiegando le ragioni e l'esigenza di procedere con la riduzione nel più breve tempo possibile. Alcuni Dipartimenti hanno già consegnato lo schema dei tagli, rispettando la scadenza dei termini fissata nella circolare dal dirigente generale Ignazio Tozzo; altri devono ancora farlo.

Si tratta di riduzioni che negli intendimenti del governo dovranno essere strutturali in modo da portarli a regime per i prossimi anni e ridurre l’impatto degli ulteriori tagli previsti nell’accordo con lo Stato nei successivi nove anni (80 mln nel 2022). Il governo, intanto, ha rimesso mano ad alcune partite del rendiconto del 2019 e oggetto della riunione della giunta Musumeci di questo pomeriggio, un provvedimento in autotutela considerando che la parifica del consuntivo da parte della Corte dei Conti è slittata a fine febbraio.

Oltre al taglio di 40 milioni, il governo è al lavoro per appostare nella prossima manovra che va approvata entro il 28 febbraio (come d’accordi con lo Stato sulla spalmatura in dieci anni del disavanzo di 1,7 miliardi), 421 milioni di euro, vale a dire la quota annuale a
copertura del disavanzo strutturale. Si tratta di una parte della manovra di bilancio su cui sono impegnati i tecnici dell’Economia: manovra (bilancio e legge di stabilità) che quest’anno avrà in allegato il piano che conterrà il taglio alla spesa di 40 milioni.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





FAI-FLAI-UILA SICILIA: “IL PRESIDENTE MUSUMECI TIRI FUORI DAL CASSETTO LA RIFORMA FORESTALE!”




Ricevo e pubblico 
dalla Uila Sicilia



26/01/2021
“Il presidente Musumeci tiri fuori dal cassetto il progetto di riforma forestale. È stato sostituito l’assessore all’Agricoltura, che diceva di avere presentato al capo del governo regionale la proposta legislativa, ma la sostanza non cambia. Tutto a rischio del territorio, dei cittadini. E i lavoratori forestali, intanto, lamentano ancora una volta ritardi di mesi nel pagamento dei salari”. I segretari generali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil Sicilia Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino “denunciano l’inerzia di un governo che fugge dalle proprie responsabilità” e si dicono “pronti a nuove iniziative di protesta a fianco delle oltre duecento amministrazioni comunali che nel 2019 avevano aderito alla nostra iniziativa SvegliaRegione”.

Manca, Russo e Marino, che ieri – lunedì 25 – hanno riunito gli Esecutivi di Fai-Flai-Uila, sottolineano “i paradossi della politica regionale alla vigilia del fondamentale appuntamento con il Recovery Plan in cui l’ambiente come risorsa è valore primario, missione prioritaria”. Gli esponenti sindacali spiegano: “È schizofrenico aprire con noi un confronto non solo sulla riforma forestale ma anche su quella della Bonifica e, poi, lasciare tutto nella … palude del Palazzo. Il Piano nazionale per l’utilizzo delle risorse europee si propone espressamente di potenziare la capacità progettuale dei Consorzi di bonifica e migliorare le capacità di tutela dei boschi per combattere il dissesto. La Regione, però, continua a indicare date farlocche e rinviare la riforma forestale assieme al rilancio dei Consorzi. Altra stranezza sta nelle scelte contraddittorie del presidente Musumeci che da un lato ha presentato un Recovery Plan con somme ingenti, sulla carta, per infrastrutture idriche e rimboschimento, dall’altro ha trovato un accordo con lo Stato per il ripianamento decennale del debito e inserito tagli anche su questi settori”. “Per impreparazione o peggio – concludono i segretari di Fai, Flai e Uila Sicilia –  la Sicilia rischia di perdere una grande occasione che è quella di mettere in sicurezza il territorio, valorizzare le professionalità di migliaia di lavoratori e creare nuova occupazione. È inaccettabile che la classe politica, non soltanto il governo, sia tanto disattenta verso un problema così importante per tutti i siciliani, esposti alle minacce del dissesto idrogeologico. La riforma è indispensabile per il futuro dell’Isola, ma qualcuno fa finta di non vedere e non capire”.





FORESTALI, SCILLA: "AVVIATI I PAGAMENTI PER I LAVORATORI". IL GOVERNO MUSUMECI PERSISTE NELL’IMPEGNO PER LA DEFINIZIONE DI UNA RIFORMA CHE POSSA CONSENTIRE LA GIUSTA VALORIZZAZIONE DELL’INTERO COMPARTO NELL’INTERESSE DELLA SICILIA



Dal sito gds.it

DIPARTIMENTO SVILUPPO RURALE

26 Gennaio 2021
"Approvato il bilancio provvisorio, sono stati avviati dal Dipartimento Sviluppo Rurale i pagamenti per i lavoratori forestali relativi all’ultima variazione di bilancio di dicembre. I lavoratori percepiranno gli emolumenti già a partire dai prossimi giorni. Seguiranno i pagamenti relativi ai progetti che sono necessariamente soggetti alle procedure di riaccertamento". Lo dice l’assessore regionale all’Agricoltura, Toni Scilla.

"Il governo Musumeci persiste nell’impegno per la definizione di una riforma che possa consentire la giusta valorizzazione dell’intero comparto nell’interesse della Sicilia. Monitoreremo il susseguirsi degli eventi, affinchè in futuro siano evitati ulteriori disagi", ha aggiunto.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





PAGHE DEI FORESTALI MENSILITÀ RELATIVE AL 2020. TRA POCHI GIORNI LE MENSILITÀ DI OTTOBRE, NOVEMBRE E DICEMBRE SARANNO ACCREDITATI SUI CONTI CORRENTI DEI LAVORATORI. MEGLIO TARDI CHE MAI!





Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Sicilia

PAGHE DEI FORESTALI MENSILITA' RELATIVE AL 2020

Finalmente dopo tante pressioni e impegno degli uffici, oggi le paghe sono state trasmesse alla ragioneria dell’Assessorato. 
Dopo avere trascorso le feste di Natale senza soldi 💰 i forestali tra pochi giorni riceveranno le mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2020. Dopo il passaggio in ragioneria, passeranno al tesoro ed infine alla cassa regionale che farà gli accrediti sui conti correnti dei lavoratori.
Meglio tardi che mai.





BUCCHERI. ATTO INTIMIDATORIO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE GIANNI GARFÌ. IL BLOG: MASSIMA SOLIDARIETÀ DA PARTE NOSTRA. GIANNI GARFÌ SVOLGE ANCHE IL RUOLO DI REPONSABILE PROVINCIALE UILA UIL SETTORE FORESTALE


Dal sito www.siracusatimes.it

Danneggiato da ignoti il fondo agricolo alle porte di Buccheri del presidente del consiglio comunale del Comune montano

25 Gennaio 2021
Nuovo atto intimidatorio nei confronti di Gianni Garfì.
Danneggiato da ignoti il fondo agricolo alle porte di Buccheri del  presidente del consiglio comunale del Comune montano.
Garfì, che ricopre anche il ruolo di responsabile provinciale del settore Forestale del sindacato della Uila, ha denunciato l’accaduto alle autorità competenti, sottolineando di “avere piena fiducia nel ruolo degli organi inquirenti affinché si possa risalire ai colpevoli. Non nutro sospetti ed è quanto ho riferito ai carabinieri ai quali ho sporto denuncia – ha aggiunto – rimango solo esterrefatto in quanto la mia attività politica e sindacale è sempre andata avanti negli interessi della comunità e dei lavoratori. Soprattutto nel pieno rispetto delle leggi in quanto da diverso tempo insieme con il sindaco Alessandro Caiazzo facciamo fronte alle istanze dei cittadini che denunciano l’attività incustodita di animali in fondi agricoli. Noi andiamo avanti con le nostre forze e con gli strumenti che ti permette la legge; quando si verificano atti simili è normale provare rabbia e fastidio poiché viene intaccata anche la serenità familiare”.
Anche perché Gianni Garfì ha precisato che quello di pochi giorni fa è il terzo caso subìto nell’arco di dieci anni: “Oggi mi trovo a denunciare il danno subìto nel fondo agricolo con il danneggiamento di alcune piante di ulivo e la recinzione divelta, nel 2014 mi fecero recapitare cartucce da fucile nella cassetta della posta all’ingresso dell’ufficio sindacale mentre nel 2010, quando ricoprivo anche la carica di vicesindaco a Buccheri, avevano interamente graffiate le due auto di famiglia con una ruota sgonfiata, nonché, in due occasioni, mucchietti di chiodi lasciati davanti al garage. Atti che si perpetuano da anni ma che, certamente, seppur facciano riflettere, non scalfiscono la volontà di andare avanti per le responsabilità dei ruoli che rivesto, nel pieno rispetto – lo ribadisco – dell’intera comunità montana e dei miei concittadini e dei lavoratori che rappresento in ambìto sindacale”.




Leggi anche:

DDL STRALCIO APPRODA ALL’ARS, DUBBI SU AUMENTO SPESA



Dal sito qds.it

Raffaella Pessina martedì 26 Gennaio 2021 

Alcune norme sarebbero in contrasto con l’accordo firmato con Roma. Dirigenti, assunzioni e partecipate: ecco cosa prevede il testo
________________________________________________

Ddl stralcio approda all’Ars, dubbi su aumento spesa
Alcune norme sarebbero in contrasto con l’accordo firmato con Roma. Dirigenti, assunzioni e partecipate: ecco cosa prevede il testo

PALERMO – Oggi pomeriggio si riunisce l’Aula dell’Assemblea regionale siciliana per esaminare il ddl stralcio IV e gli emendamenti presentati entro il termine stabilito. Il tema del testo sono le “disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale. Disposizioni varie”.
Un testo di 15 articoli che desta non poche perplessità. Nonostante si tratti di un disegno di legge col quale in commissione Bilancio si è cercato di sintetizzare le tante norme che erano contenute in tre testi epurandolo da norme di spesa (non consentite in piena sessione di bilancio), ci sono disposizioni destinate a far discutere i parlamentari di Sala D’Ercole.

A cominciare dai primi due articoli, che riguardano dirigenti, assunzioni e procedure concorsuali in Regione e nelle partecipate; ed ecco perché alcuni emendamenti presentati puntano a modifiche sostanziali. Voci di corridoio a Palazzo dei Normanni dicono che questo documento sarebbe in alcune sue parti in contrasto con l’accordo raggiunto pochi giorni fa dalla Regione con lo Stato che, a fronte del via libera alla spalmatura in dieci anni del disavanzo da 1,7 miliardi, prevede riduzioni di spesa proprio a cominciare dal “capitolo” partecipazioni societarie, oneri accessori per i dirigenti, oltre a una riorganizzazione della struttura amministrativa. Inoltre, in base al decreto Madia prima di procedere ad assunzioni la Regione dovrebbe definire tutti i fabbisogni, disposizione questa finora non attuata in modo compiuto.

Un’altra incognita riguarderebbe l’articolo 6 sull’attività ispettiva sulle partecipate regionali e sugli enti vigilati. Nel disegno si prevede una cosiddetta esternalizzazione della funzione di vigilanza, finora esercitata dalla Ragioneria generale con i propri dirigenti e funzionari in servizio e iscritti all’albo regionale degli ispettori contabili. La norma in questione prevede che l’amministrazione possa avvalersi della collaborazione di soggetti esterni: avvocati, commercialisti, aziendalisti, revisori dei conti, magistrati e avvocati dello Stato in quiescenza, dirigenti o funzionari statali e regionali in quiescenza.
Professionisti che verrebbero nominati dal Ragioniere generale, “di concerto con i dirigenti generali dei dipartimenti dell’amministrazione regionale che svolge attività di controllo tutori”. Requisito, la “comprovata esperienza in materia contabile o amministrativa” e iscrizione nell’albo regionale. A destare perplessità è l’ultimo comma: compensi e rimborsi spesa degli esterni saranno “a carico degli enti, delle aziende e delle società soggette all’ispezione o all’attività di verifica”. Insomma, il controllato pagherà il controllore.

Ma all’ordine del giorno dell’Aula vi sono molti altri punti a cominciare dalle norme su “Intervento correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 recante norme sul governo del territorio”, “Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto della Regione, recante Abolizione del ‘numero chiuso’ per l’accesso ai corsi universitari. Abrogazione della legge 2 agosto 1999, n. 264”; “Istituzione nuovo comune denominato Misiliscemi”; “Disposizioni per il Consorzio per le autostrade siciliane”; “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380”.

Fonte: qds.it








“POTREMMO REVOCARE LA ZONA ROSSA”. MUSUMECI: “DATI COMINCIANO A ESSERE INCORAGGIANTI, SE IL CALO DOVESSE ESSERE COSTANTE POTREMMO TORNARE A RESPIRARE NELLA FASCIA ARANCIONE” VIDEO


Dal sito www.lasiciliaweb.it

25/01/2021
Nello Musumeci apre a una possibile revoca della zona rossa in Sicilia.

Intervenuto a “Oggi è un altro giorno” su Rai1, il presidente della Regione spiega: “La zona rossa non è stata un capriccio, ma una necessità: eravamo arrivati a 1.970 contagiati e a oltre 40 morti al giorno. Siamo all’ultima settimana di zona rossa e per fortuna i dati cominciano ad essere incoraggianti, anche se il numero delle vittime rimane ancora alto. Sono fiducioso: se il calo dovesse essere costante potremmo anche revocare la zona rossa e tornare a respirare nella zona arancione”.

Sui furbetti del vaccino anti Covid, Musumeci ha detto: “Lasciamo che sia la magistratura ad indagare, ma noi, intanto, abbiamo avviato degli accertamenti. L’assessore alla Salute, Ruggero Razza, ha disposto gli accertamenti in due casi e se le notizie di stampa dovessero risultare fondate saranno individuate le responsabilità. Se gli eventuali responsabili saranno individuati tra il personale della Regione, scatteranno le sanzioni. In ogni caso la nostra condanna non potrà che essere assoluta, senza se e senza ma”.

“Siamo convinti – ha poi aggiunto il presidente della Regione – che l’unica speranza sia quella del vaccino. Purtroppo le notizie che arrivano dall’Europa sono sconfortanti, per fortuna abbiamo avuto l’accuratezza di mettere da parte le dosi per i richiami. Dobbiamo sollecitare l’Ue per pretendere il rispetto dei contratti, abbiamo tre sedi in Italia della Pfzer. A mali estremi potremo requisire parte della produzione, si parla di tutela del diritto alla vita. La strada della procedura legale non è detto che sia rapida”.











25 gennaio 2021

GUERRA AI PIROMANI IN SICILIA, ALL’ARS DDL CHE PREVEDE SEQUESTRO E CONFISCA DEI BENI. LA PROPOSTA DEI DEPUTATI DI ATTIVA SICILIA



Dal sito www.blogsicilia.it

25/01/2021
  • Incendi e danni al patrimonio boschivo, la Sicilia l’anno scorso ha avuto il record di episodi
  • La proposta dei deputati di Attiva Sicilia contro i piromani
  • Presentato un ddl che prevede il sequestro e la confisca dei beni
Il sequestro e la confisca dei beni, già prevista per i reati di mafia e corruzione, anche per chi incendia il patrimonio boschivo mettendo in pericolo l’incolumità pubblica. A provare questa strada con lo scopo di aggiungere un ulteriore deterrente alla detenzione prevista dall’articolo 423 bis del codice penale (da 4 a 10 anni di carcere) è la Regione siciliana.

La proposta dei deputati di Attiva Sicilia

La proposta parte dal gruppo parlamentare di Attiva Sicilia, gli ex deputati M5s che hanno lasciato il movimento qualche tempo fa. I parlamentari hanno depositato un disegno di legge voto, che è all’esame della commissione Ambiente dell’Ars e che, secondo quanto risulta all’ANSA, potrebbe trovare in aula il parere favorevole del governo Musumeci. Al testo hanno lavorato giuristi e avvocati.

Cosa prevede il ddl

Facendo leva sull’art. 18 dello Statuto siciliano, il ddl prevede “l’applicazione della pena pecuniaria, il sequestro e la confisca dei beni per i reati di cui agli articoli 422, 423 e 423 bis cp, nonché l’utilizzo di mezzi di sorveglianza militari per la identificazione dei colpevoli e il monitoraggio dei siti“. Dopo l’eventuale approvazione all’Ars, il ddl sarà trasmesso al Parlamento nazionale per l’esame delle due camere.

In Sicilia il record di incendi nel 2020
La Sicilia l’anno scorso ha avuto il record di incendi: sono stati 8.637. In Puglia 6.872, nel Lazio 5.288 nel Lazio, 3.479 in Campania, 3.175 in Calabria e 1.378 in Sardegna.

L’incendio al bosco della Moarda

Nel mese di agosto dell’anno scorso, grandissima indignazione nell’opinione pubblica ha suscitato l’incendio al bosco della Moarda, sopra Altofonte, in provincia di Palermo. Il bosco ha bruciato per giorni, oltre 900 gli ettari di vegetazione andati in fumo.
Il presidente della Regione, Nello Musumeci, nell’occasione, aveva convocato un tavolo di crisi. La Regione ha chiesto a Roma lo stato di calamità e sono state aperte due inchieste per dare la caccia ai piromani.







ATTO INTIMIDATORIO A BUCCHERI CONTRO GIANNI GARFÌ (RESPONSABILE SETTORE FORESTALE). LA SOLIDARIETÀ DELLA UILA

Ricevo e pubblico
dalla Uil Siracusa - Ragusa - Gela






24 gennaio 2021

COVID: SICILIA, CONTAGI E "ZONA ROSSISSIMA". MUSUMECI: «PROSSIMA SETTIMANA DECISIVA». IL PRESIDENTE DELLA REGIONE HA INCONTRATO I NOVE PREFETTI DELL'ISOLA: GIORNI DECISIVI PER ALLENTARE LA MORSA


Dal sito www.lasicilia.it

23/01/2021
Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha incontrato i nove prefetti dell’Isola, ringraziandoli per quello che fanno, e li ha esortati a intensificare i controlli anti Covid, nella convinzione che la prossima settimana possa essere quella decisiva per uscire dalla zona rossa e cominciare a guardare al futuro con maggiore ottimismo. Secondo quanto si è appreso, il presidente Musumeci durante l’incontro avrebbe ribadito che la svolta dipende dalla condotta singola e collettiva dei siciliani richiamando ciascuno alla propria responsabilità.


Si è discusso con i prefetti dell'Isola, nel rispetto delle competenze, delle singole realtà sociali ed epidemiologiche e concordare una linea comune a tutte le province siciliane per l'applicazione e l'osservanza delle misure di contenimento previste dall'ordinanza che ha istituito in Sicilia, fino al 31 gennaio, la zona rossa.

In videoconferenza, con il presidente della Regione, Nello Musumeci, c'erano i prefetti siciliani e l'assessore alla Salute, Ruggero Razza, e ai Trasporti, Marco Falcone. I rappresentanti del Governo regionale hanno illustrato i dati epidemiologici, valutati in precedenza dalla Cabina di regia nazionale, che registrano, in particolare, l'indice RT (riferito dunque al periodo 11-17 gennaio) attestarsi sul valore di 1,27. Valori che confermano le preoccupazioni che avevano indotto il presidente Musumeci a sollecitare al ministro Speranza l'istituzione della zona rossa per la Sicilia, pur nella consapevolezza delle limitazioni e dei sacrifici che ne sarebbero derivati.

«Ciò nonostante - ha affermato il governatore - registriamo una mobilità, che riguarda principalmente le tre aree metropolitane e che, da molteplici e ripetute segnalazioni, spesso non corrisponde alle esigenze di lavoro, necessità e salute, previste dall'ordinanza in vigore. A fronte di decine di migliaia di operatori commerciali che mantengono chiusi i propri esercizi nel rispetto delle regole e di milioni di siciliani che fanno altrettanto restando a casa, sono purtroppo tanti, troppi - ha sottolineato Musumeci - i casi di inosservanza che restano impuniti. Come è ben noto, ma è bene ribadirlo per scongiurare eventuali letture diverse dell'opinione pubblica, vigilare sull'effettiva osservanza delle disposizioni non è di nostra competenza. Faccio perciò appello ai prefetti a disporre maggiori e più capillari operazioni di controllo, da effettuare con l'ausilio delle forze dell'ordine, della polizia locale e del contingente dell'esercito impegnato nell'operazione "Strade sicure", per consentirci di essere, alla fine del mese, fuori dalla zona rossa imposta non dal presidente della Regione ma da valori di contagio che purtroppo restano preoccupanti. Il mio compito - ha concluso il governatore - non è agire con l'occhio al termometro del consenso popolare ma scongiurare la conta tragica delle tante vittime di ogni giorno».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA








23 gennaio 2021

SICILIA. MOBILITÀ INTERNA PER 100 POSTI DI AGENTE FORESTALE

Dalla pagina Facebook
Cobas/Codir





L'EX COMANDANTE DEL CFRS DOTT. MICHELE SALVATORE LONZI: IN SICILIA C'È UN MALESSERE NEI COMPARTI DEI CONSORZI DI BONIFICA E DEI FORESTALI. LA SOLUZIONE È QUELLA DI PASSARE DA UNA POLITICA ASSISTENZIALE A QUELLA PRODUTTIVA. NE RICEVEREBBE SVILUPPO E STABILIZZAZIONE DEGLI OPERAI


Dalla pagina Facebook
dell'ex Comandante Generale 
del Corpo Forestale della Regione Siciliana
Dott. Michele Salvatore Lonzi

Da tempo in Sicilia c'è un grande malessere nei comparti dei consorzi di bonifica ed in quello degli operai del settore forestale.
Ora la questione ormai si trascina da decenni.
La soluzione c'è ed è unica bisogna passare da una politica assistenziale a quella produttiva.
I due comparti sono fondamentali per l'agricoltura e l'ambiente della Regione Siciliana.
L'agricoltura di qualità da un nuovo programma infrastrutture irrigue ne avrebbe assoluta necessità ( invasi e reti di distribuzione), l'ambiente con il passaggio da una forestazione assistenziale ad una produttiva ne riceverebbe sviluppo economico e stabilizzazione degli operai.
Ricordo che la forestazione è essenziale per l'assetto idrogeologico e per la produzione di legno, l'Italia importa il 90% di materiale legnoso e che non c'è agricoltura di qualità in pianura se non si cura la montagna!






SALVINO CARRAMUSA: LE FORESTE CURANO L'ANIMA, LA TERAPIA FORESTALE RACCONTATA IN DUE ARTICOLI



di Salvino Carramusa

LE FORESTE CURANO L'ANIMA, LA TERAPIA FORESTALE RACCONTATA IN DUE ARTICOLI

Le passeggiate nel bosco,  la ricca varietà della vegetazione, la fauna che vi trova ricovero, i profumi intensi, i colori, l'aria fresca e pulita, i suoni delicati, le forme molteplici, il silenzio rigenerante, sono una occasione terapeutica non solo per rinascere dopo la pandemia, ma per il nostro benessere psicofisico  più in generale.
Oltre che il bell'articolo su Magazine. leviedeitesori.com: "Terapia Forestale sulle Madonie per rinascere dopo la pandemia".
Ve ne è un altro  molto interessante sul Venerdì di Repubblica di questa settimana: "Contro ansia e depressione camminate nel bosco giusto". Tra le altre cose li c'e' scritto che " contro l'ostilità e l'ansia è indicata la macchia mediterranea".
Non ho potuto fare a meno di pensare che un bel pò di passeggiate nei boschi li dovrebbero fare pure gli incendiari...!!!  Chissà..., potrebbero diventare meno ostili nei confronti della natura e dell'umanità!!!
Ma solo d'inverno o tutt' al più in primavera, in assenza di vento o con vento debole e con temperature inferiori ai 20 gradi, così nel caso la terapia non dovesse funzionare non fanno danno! Non si può mai sapere...!


*****

Dal sito magazine.leviedeitesori.com

TERAPIA FORESTALE SULLE MADONIE PER RINASCERE DOPO LA PANDEMIA

Al via un progetto per trasformare l’area naturale del Palermitano in oasi per la “forest therapy”, puntando sul valore terapeutico della vegetazione autoctona

di Marco Russo - 21/01/2021
Immersioni nel verde come rimedi terapeutici per ritrovare il benessere dopo la pandemia. Le Madonie diventano laboratorio di medicina forestale, disciplina bio-naturale che fa del rapporto con la natura uno strumento terapeutico. L’Ente Parco delle Madonie ha sottoscritto recentemente un protocollo d’intesa con l’Aimef, l’Associazione italiana di medicina forestale, per promuovere la conoscenza e la divulgazione delle caratteristiche terapeutiche del Parco delle Madonie, all’interno del progetto “Forest Bathing Center”.


Tra gli obiettivi dell’accordo – firmato dal presidente del Parco, Angelo Merlino e dal presidente dell’Aimef, Paolo Zavarella – la sensibilizzare sull’importanza del rapporto consapevole con la natura e le aree verdi. L’idea è di caratterizzare il Parco delle Madonie, come luogo deputato a “immersioni forestali”, puntando sul valore terapeutico della vegetazione autoctona per la presenza e la diversa tipologia dei B-Voc (Biogenic Volatile organic compounds, ovvero composti organici volatili di origine biogenica). Saranno organizzati uno o più moduli didattici esperienziali della scuola di medicina forestale e forest therapy oltre a diversi stage di tirocinio. Saranno, inoltre, realizzati percorsi e installazioni specifiche, adatte a effettuare diverse attività di “forest therapy” e immersioni forestali per diverse categorie di cittadini, una “naturalistic & green spa”o più specifiche installazioni di benessere realizzate in natura e anche il cd “I Giardini musicali del Parco delle Madonie”.


Attraverso questo protocollo d’intesa – ha spiegato il presidente del Parco delle Madonie – “si favorirà l’istituzione, la cura e la tutela degli spazi verdi, degli orti cittadini pubblici e privati gestiti con criteri ecosostenibili, nonché dei boschi e delle foreste urbane, delle aree naturali, degli alberi secolari e monumentali, dei percorsi di medicina forestale, dei bagni e le immersioni nella natura, dei concerti vegetali terapeutici, oltre che favorire la divulgazione della medicina forestale. Crediamo che in periodo di post pandemia, questo potrà essere da richiamo per chi ha sofferto maggiormente il periodo di lockdown”.

Intanto, è stato sottoscritto lo stesso accordo con l’Associazione Pura Vita di Polizzi Generosa, presieduta da Emanuela D’Agostino, naturopata ed esperta in medicina forestale, che si impegna a condurre e diffondere le attività collegate all’Aimef nel territorio madonita.




Leggi anche:







AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO PROVVISORIO. ONERI DERIVANTI DALLE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE: SPESE PER LA PREVENZIONE E GLI INTERVENTI PER IL CONTROLLO DEGLI INCENDI BOSCHIVI. NONCHÉ PER INTERVENTI DI TIPO CONSERVATIVO. IMPORTO 2021 - 1.150.000,00 €

COVID, SICILIA TRA LE REGIONI A RISCHIO ALTO


Dal sito www.lasiciliaweb.it

Il report dell’Iss. Nell’Isola Rt a 1.27, fa peggio solo il Molise. “Situazione compatibile con uno scenario di tipo 2”

22 Gennaio 2021
ROMA – Complessivamente, sono quattro le Regioni con una classificazione di rischio alto (11 la settimana precedente); 11 con rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei con rischio basso.

Due Regioni (Sicilia e Puglia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno un Rt puntuale compatibili con uno scenario tipo uno. I dati arrivano dalla bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

Ecco in dettaglio la classificazione di rischio: alto per 4 regioni, Pa/Bolzano, Sardegna, Sicilia e Umbria; rischio moderato per 11 regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Pa/Trento, Puglia, Valle d’Aosta e Veneto.

In 5 regioni classificate a rischio moderato viene segnalata alta probabilità di progressione a rischio alto (Lazio, Marche, Molise, PA/Trento e Valle d’Aosta). Sei le regioni classificate a rischio basso: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria e Toscana.

La classificazione del rischio viene stilata considerando, tra l’altro, l’incidenza per 100 mila abitanti, nuovi casi segnalati nella settimana, il trend settimanale con i focolai (se in aumento o diminuzione), stima Rt puntuale, esistenza di zone rosse, valutazione della probabilità e di impatto, allerte sulla resilienza dei servizi sanitari territoriali.

Sono dieci le regioni con Rt sopra 1. Molise e Sicilia guidano la classifica dell’Rt rispettivamente con 1.38 e 1.27. Questo il quadro degli Rt puntuali regione per regione con dati al 20 gennaio 2021 relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021.

REGIONE RT PUNTUALE. Abruzzo 1.05 Basilicata 1.12 Calabria 1.02 Campania 0.76 E-R 0.97 FVG 0.88 Lazio 0.94 Liguria 0.99 Lombardia 0.82 Marche 0.98 Molise 1.38 Piemonte 1.04 PA Bolzano 1.03 PA Trento 0.9 Puglia 1.08 Sardegna 0.95 Sicilia 1.27 Toscana 0.98 Umbria 1.05 Valle d’Aosta 1.12 Veneto 0.81




Leggi anche:







SIFUS CONFALI: I BIG SINDACALI OGGI HANNO INCONTRATO IL PRESIDENTE CONTE MA NON SONO STATI IN GRADO DI OTTENERE UN BEL NULLA PER I LAVORATORI AGRICOLI E PER L'AGROALIMENTARE. CHE SI SONO RIUNITI A FARE?



Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale SIFUS CONFALI
Maurizio Grosso 

22-01-2021 - Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha incontrato con modalità diverse,  i leader di Cgil - Cisl - Uil e di Cia - Coldiretti - Confagricoltura per discutere  della gestione delle risorse che arriveranno dall'Europa e che dovranno riguardare progetti importanti per l'agroalimentare italiano.
La discussione si è caratterizzata su grandi temi e nessun "baluardo dei lavoratori (sic)", è stato in grado di porre al centro della discussione argomenti che riguardano la vita di ogni giorno dell'agroalimentare e del settore bracciantile, a partire dal tema della perdita involontaria, causa emergenza sanitaria, di almeno il 30% di giornate lavorative  nel 2020.
Un problema che non è certamente secondario visto che coinvolge circa 900 mila lavoratori agricoli italiani in carne ed ossa.
Questo grave danno economico subito dai lavoratori agricoli, necessiterebbe, almeno di 2 importanti provvedimenti economici come il Sifus grida da mesi:
1) un bonus per rimpinguare i danni relativi alle perdite involontarie di giornate lavorative 2020;
2) il riconoscimento della riconferma delle giornate lavorative dell' anno precedente sia dal punto di vista previdenziale che assistenziale.
Ci chiediamo: che cosa si sono riuniti a fare questi signori se i loro incontri non sono in grado di produrre risposte concrere per il settore?
Intanto, ieri, 21 gennaio, il Sifus, ha scritto al Ministro del Lavoro, Sen. Catalfo per rivendicare bonus e riconferma delle giornate per i lavoratori agricoli.
Noi gli stiamo col fiato sul collo e continueremo a rivendicare i diritti negati fino a quando verremo ascoltati!
Gli altri big sindacali, evidentemente, invece, preferiscono le passerelle e  raccontare balle come nel caso del fantomatico bonus inesistente di dicembre scorso.
Maurizio Grosso - Segretario Generale SIFUS CONFALI







22 gennaio 2021

ACCORDO STATO-REGIONE: COSA SI CELA DIETRO IL DISAVANZO. IL CONCORDATO SEMBREREBBE DELINEARE UNA SPENDING REVIEW MOLTO RIGIDA COME LA TANTO ATTESA RIFORMA DEI CONSORZI DI BONIFICA, DEGLI ALTRI ENTI DEL GAP E DEI FORESTALI



Dal sito www.antudo.info

Nella seconda settimana di gennaio è stata siglata l’intesa tra Stato e Regione Siciliana per «spalmare» in 10 anni il disavanzo della Regione di 1,740 miliardi relativo al rendiconto 2018.

L’accordo – che stabilisce una serie di interventi che la Regione si impegna ad adottare per ridurre la spesa corrente – era quanto si attendeva per votare l’esercizio provvisorio e sbloccare le casse regionali. La sua firma ha subito acceso il dibattito politico intorno alla gestione delle casse regionali.

Cosa comporta questo accordo? A chi è imputabile questo disavanzo?  Di cosa si tratta esattamente? Come si è venuto a creare? Procediamo con ordine.


L’accordo Stato-Regione

Quello siglato il 12 gennaio da Musumeci è un accordo che l’attuale governo regionale attendeva da tempo. L’iter era stato avviato a dicembre 2019 ed è stato concluso a quasi un anno di distanza.

L’accordo si articola in 7 punti e contiene, come allegato, una tabella riassuntiva che riporta la riduzione annua della spesa corrente destinata al ripiano del disavanzo. Si parte da una riduzione alla spesa di 40 milioni per il 2021 fino ad arrivare a una riduzione di 300 milioni per il 2029. A eccezione di alcuni capitoli di spesa esplicitamente esclusi dalle misure, come la sanità o il contributo regionale alla finanza pubblica, l’accordo prevede una serie di interventi la cui entità degli effetti è riportata nella tabella.

Il concordato sembrerebbe delineare una spending review molto rigida: razionalizzazione delle partecipate, chiusura delle procedure di liquidazione degli enti e delle società in via di dismissione, adeguamento al taglio dei vitalizi operato a livello nazionale, recepimento della normativa statale riguardante il lavoro agile, riorganizzazione e snellimento della struttura amministrativa regionale. E ancora: la tanto attesa riforma dei consorzi di bonifica, degli altri enti del GAP e dei forestali, la razionalizzazione degli spazi dedicati agli uffici pubblici, digitalizzazione, blocco del turnover dei dirigenti. Per riuscire a rientrare nelle quote annuali stabilite, la Regione dovrà adottare ulteriori misure di contenimento o di riqualificazione della spesa.

Lo Stato effettua un’opera di monitoraggio costante sul rispetto dell’accordo tramite l’istituzione di un apposito tavolo Stato-Regione, al quale due volte l’anno va trasmessa una certificazione di verifica, e che monitora le finalità a cui vengono destinati investimenti statali, regionali e risorse europee. In caso di mancata riduzione della spesa secondo i termini previsti viene meno il regime di ripiano pluriennale straordinario e il disavanzo dovrà essere ripianato secondo i tempi ordinari.

Operare un taglio annuale e progressivo che va dai 40 milioni ai 300 milioni annui, per una regione dalle già magre casse, lascia presagire misure di austerity che vanno ben oltre la spending review. Ma certo, un debito rimane tale e va onorato. Siamo sicuri però che si tratti di un debito vero e proprio? Non volendo togliere alcun demerito ai governi regionali, siamo sicuri che il disavanzo derivi dalle “spese pazze” della Regione?


Cosa si cela dietro il disavanzo?

Si parla di disavanzo di bilancio quando il risultato differenziale tra le operazioni di entrata e di spesa complessiva è negativo. Si va quindi in disavanzo quando le uscite superano le entrate. Questa definizione ci dice, molto semplicisticamente, che ci sono due modi per mandare i conti regionali in rosso: tramite eccessive spese, oppure, tramite minori entrate.

E la Regione Siciliana ha, in effetti, qualche problema di entrate. Secondo quanto previsto dallo Statuto di Autonomia, la Sicilia si finanzia con i redditi patrimoniali propri e tramite l’integrale attribuzione dei tributi maturati sul suo territorio, fatta eccezione per le imposte di produzione e per i monopoli esplicitamente riservati allo Stato.

La questione delle entrate tributarie della Regione ha causato non pochi contenziosi dinanzi alla Corte costituzionale, in quanto il gettito dei tributi maturati in Sicilia non è di fatto mai entrato integralmente nelle casse regionali. Per approfondire il tema, clicca qui.

Durante la scorsa legislatura, il governo Crocetta ha ben pensato di sottoscrivere un paio di accordi Stato-Regione con i quali si stabilisce la definitiva ripartizione dei gettiti IRPEF e IVA tramite una divisione in decimi. Se per Statuto alla Regione Siciliana spetterebbero i 10 decimi di entrambi i tributi, a partire dal 2018 la Regione incassa i 7,10 decimi dell’IRPEF e i 3,63 decimi dell’IVA. Facendo un paragone con le altre Regioni a Statuto Speciale, la svantaggiosità dell’accordo appare evidente. Utilizzando il sistema dei decimi, alle altre Regioni a Statuto spettano in media i 7 decimi dell’IVA (in alcuni casi, come quello della Valle d’Aosta, viene attribuito l’intero gettito).

Facciamo un esempio. Secondo il rendiconto 2018, le entrate provenienti dall’imposta sul valore aggiunto ammontano a 1.980.651.971,76 euro. Queste rappresentano i 3,63 decimi dell’IVA riscossa in Sicilia. Se la Sicilia ne riscuotesse 7 decimi, la cifra salirebbe a 3.819.493.062,54 euro, ovvero 1.838.841.090,78 euro in più in entrate. In pratica, se la Sicilia riscuotesse anche solo i 7 decimi dell’IVA (che teoricamente è integralmente di sua spettanza), nelle casse regionali entrerebbe ogni anno più di quel miliardo e 740 milioni di disavanzo che la Regione si ritrova a dover pagare. Altro che «spalmatura» in 10 anni!

Non solo, ma con quell’accordo il governo Crocetta cancellò tutti i ricorsi contro lo Stato pendenti in materia di finanza pubblica promossi dalla Regione Siciliana prima del 31 dicembre 2015, rinunciando quindi agli effetti positivi delle sentenze che sarebbero derivati da eventuali pronunce di accoglimento.

 
Lo Stato salva solo i suoi interessi

C’è poi un’altra cosa che il governo Crocetta cancellò durante la sua legislatura: ben 5 miliardi di residui attivi che lo Stato doveva alla Regione. I residui attivi altro non sono che le somme accertate, ma non incassate entro il termine dell’esercizio (crediti); mentre con residui passivi si intendono quelle somme impegnate, ma non ancora pagate entro il termine dell’esercizio (debito). Se l’importo dei residui attivi eliminati o ridotti è  superiore a quello dei residui passivi, la gestione dei residui genera un disavanzo.

Il decreto legislativo 118 del 2011, riguardante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio, ha portato a fare un riaccertamento dei residui. Con la scusa del riaccertamento, la Deliberazione della Giunta regionale n. 204 del 10 agosto 2015 ha cancellato 5 miliardi di crediti dello Stato verso la Regione dichiarandoli “inesigibili”.

Si trattava di crediti certificati dalla parificazione della Corte dei Conti poche settimane prima, quando era stato approvato il rendiconto del 2014. Ma un credito è inesigibile quando è altamente improbabile che potrà essere pagato dal debitore; se il debitore è lo Stato di certo non sussiste alcun problema di esigibilità. Se da un anno all’altro spariscono 5 miliardi di crediti, il disavanzo diventa subito evidente.


L’enorme disavanzo della Regione Siciliana

Da allora il disavanzo della Sicilia si è fatto insormontabile, arrivando oggi alla quota di 7 miliardi e passa.  Un disavanzo che è solamente contabile; un numero puro dietro al quale non si cela alcun debito reale.

Insomma, Musumeci dice bene quando attribuisce la colpa dell’attuale disavanzo alla «gestione allegra» dei precedenti governi regionali, ma dimentica di dire che allegri sono stati i rapporti che hanno intrattenuto con lo Stato. Allegri chiaramente per loro, di certo non per i siciliani che si ritrovano a dover subire gli effetti di una politica regionale sottomessa alle angherie del governo centrale.

Con questo non vogliamo affermare che la gestione degli scorsi governi sia stata encomiabile, ma che la malapolitica non passa solo dalle “spese pazze”, ma pure da una totale mancanza di volontà nel salvaguardare il benessere delle casse siciliane. A ogni nuovo accordo, lo Stato si insidia sempre di più nelle politiche regionali a discapito delle finanze locali. Durante la scorsa legislatura, quando si diede vita alle politiche di cui sopra, Roma aveva mandato i suoi commissari per vigilare sul bilancio regionale. E questo è il risultato.

Per il nuovo accordo non c’è stato bisogno di mandare nessuno, perché l’attuale governo si è dimostrato più che collaborativo. Ripianare il disavanzo in 10 anni non è di certo una vittoria: il problema delle finanze regionali permane. Se non che, adesso, il bilancio regionale si presenterà ancora più asfittico a causa del fardello del ripiano del disavanzo pregresso, mentre la spesa per investimenti o per spese non obbligate, già misera, scenderà paurosamente.










PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE L'AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2021. A QUESTO PUNTO DOVREBBERO PAGARE IMMEDIATAMENTE I LAVORATORI FORESTALI. STAREMO A VEDERE









I FURBETTI DEL QUARTIERINO. L'ON CRACOLICI: PIÙ VOLTE HANNO ANNUNCIATO DEGLI INTERVENTI, COME IL TURNOVER DEI FORESTALI O DEI LAVORATORI DEI CONSORZI DI BONIFICA. RISULTATO? I DIRIGENTI DEI CDB ERANO 8 E SONO DIVENTATI PIÙ DI 40. HA PREVALSO UNA GESTIONE ELETTORALISTICA E CLIENTELARE


Dal sito  www.buttanissima.it

La Regione firma gli accordi sapendo già di non rispettarli". Parla Cracolici, che non si fida di Musumeci

Paolo Mandarà
Antonello Cracolici si iscrive al partito degli “scettici”. Di quelli che “il governo regionale firma accordi che sa già di non rispettare”. L’ultimo negoziato fra Conte e Musumeci, che molti in aula hanno definito un “contratto capestro”, sarebbe un modo per prendere tempo. Per poter approvare l’esercizio provvisorio, grazie allo sblocco immediato di 421 milioni – che diversamente sarebbero stati accantonati subito a ripiano del deficit – e galleggiare ancora qualche mese. L’ha fatto presente a Sala d’Ercole e lo ripete anche qui: “L’obiettivo dell’operazione è sopravvivere fino al 2022 – spiega l’ex assessore all’Agricoltura – Con il nuovo governo e il nuovo parlamento, chi vivrà vedrà”.

Stato e Regione l’hanno considerato un accordo soddisfacente, anche se non il massimo della vita.

“Lo Stato non investe un solo euro, ma mette sotto controllo i conti della Regione che finora, negli ultimi tre anni, ha usato una tecnica palliativa: non ha fatto alcuna riforma, né ha inciso su qualcuno dei nodi strutturali dell’amministrazione. Più volte hanno annunciato degli interventi, come il turnover dei forestali o dei lavoratori dei Consorzi di bonifica. Sa qual è il risultato? Che i dirigenti dei Consorzi di bonifica erano otto e negli ultimi giorni sono diventati più di quaranta. Ha prevalso una gestione di natura elettoralistica e clientelare”.

Quindi non cambierà nulla?

“Cambia il fatto che lo Stato, acconsentendo a una rateizzazione del deficit in dieci anni, pone un vincolo nei confronti della Regione. Ci sarà un sistema di monitoraggio più rigoroso, che già dal 2021 prevede che, assieme al Bilancio, venga presentato un piano di rientro dal disavanzo e alcuni obiettivi di riforma che devono essere certificati. Se la Regione dovesse sottrarsi, scatterà il meccanismo di revoca della spalmatura”.

In quel caso sarebbero guai.

“Ma ripeto: la Regione per tre anni si è sottratta ad altri obblighi. Il governo Musumeci utilizza il metodo della furbizia, firmando degli accordi che sa di non poter rispettare. Questa poca serietà ha generato un pregiudizio, forse anche eccessivo, da parte della struttura amministrativa del Ministero all’Economia”.

Al di là del suo pessimismo, è lecito sperare in una riduzione degli sprechi – a partire dalla liquidazione di società partecipate o enti in liquidazione – o ci è precluso?

“Prima o poi bisogna cominciare. Ma le faccio presente che la razionalizzazione delle partecipate era uno degli obiettivi già contenuti nell’accordo del 2018. L’unica cosa che hanno fatto, per giunta in maniera superficiale, è stato l’accorpamento di Ircac e Crias, che peraltro esistono ancora, in una nuova società: l’Irca. Quest’ultima fa ancora parte del libro dei sogni… Vorrebbero fare la stessa cosa con Sas e Resais, ma il punto vero è che la frammentazione si è rivelata utile all’amministrazione per avere più centri di costo e, di conseguenza, più centri di controllo politico”.

Nell’accordo con lo Stato si parla anche di recepimento dei principi nazionali in materia di dirigenza pubblica. Cancellando una volta per tutte la “terza fascia”.

“Ma si dice pure che per accedere alla fascia unica, i dirigenti di “terza fascia”, che esistono solo in Sicilia, dovranno fare un concorso per titoli ed esami, come se fossero nuovi assunti. Questo perché non c’è un governo che abbia la forza di spiegare e dimostrare che questa gente è lì da vent’anni (in virtù della legge n.10 del 2000), e qualcuno ha già vinto un posto da dirigente. Fare adesso un concorso per titoli ed esami rischia di produrre un ulteriore elemento di confusione e paralizzare l’attività amministrativa. Ci vorranno almeno due anni. E la stessa cosa riguarda le nuove assunzioni”.

Ci spieghi meglio.

“Il governo regionale, pensando di fare il furbo, ha appostato delle risorse per le nuove assunzioni sperando di non far comprendere allo Stato che dai pensionamenti non arriverà alcun risparmio. Chi è stato assunto col famoso “contratto 1”, prima dell’86, beneficia di un sistema pensionistico per cui è la Regione, coi fondi del proprio bilancio, a erogare il trattamento di quiescenza. Esce uno stipendio, entra una pensione. A tutto questo va aggiunto che siamo la Regione con l’età media più avanzata e, di conseguenza, con un livello di conoscenze tecnologiche e digitali assai mediocre”.

Musumeci, citando l’ex presidente Piersanti Mattarella, ha detto che questo accordo di riforme economiche porterà finalmente la Sicilia ad avere “le carte in regola”.

“Siamo la cosa più distante da ciò che il presidente Mattarella teorizzava alla fine degli anni ‘70. Questo è un governo di piccoli imbroglioni, che pensano di poter abbindolare tutti con la furbizia e la propaganda. La realtà è che negli ultimi tre anni non c’è mai stato un segnale che andasse nella direzione del risanamento. Hanno galleggiato e continueranno a farlo”.

Entro il 28 febbraio bisogna approvare la Legge di Stabilità. Ci riuscirà il governo?

“E’ uno degli obblighi inseriti nell’accordo. L’esercizio provvisorio approvato qualche giorno fa, d’altronde, si limita a dare copertura ad alcuni capitoli rimasti a zero dell’ultimo bilancio triennale. E’ una cosa raffazzonata che tornerà utile per appena due mesi. Ecco perché serve un Bilancio vero. Aggiungerei un dettaglio: sono molto preoccupato per le variazioni approvate a fine dicembre. Temo non ci sia la copertura”.

Perché?

“Erano legate al fatto che il negoziato con Roma venisse firmato entro il 31 dicembre, così da liberare la prima rata del disavanzo da 421 milioni. Ma l’accordo Stato-Regione è di gennaio. Per questo hanno provveduto a un’altra variazione all’interno dell’esercizio provvisorio – io l’ho chiamata la “variazione della variazione” – che, se da un lato “sana” la questione da un punto di vista della contabilità, non fa altrettanto da un punto di vista giuridico. Senza scendere troppo nei tecnicismi, questo è quello che si ottiene con l’approssimazione”.

Capitolo pandemia. Ancora una volta a pagare gli effetti del virus sono le attività di cura extra Covid. Tanti reparti, soprattutto a Palermo, hanno sospeso cure e ricoveri. Eppure, sulla carta, sono liberi più della metà dei posti letto di Terapia intensiva. Cosa non funziona?

“La realtà è che i 476 posti previsti dall’ultimo piano regionale di novembre, vengono utilizzati come ornamento. A quel numero ci arrivi chiudendo le sale operatorie”.

Sta dicendo che non sono reali?

“Sto dicendo che non c’è stato alcun incremento di posti letto. Con pochissime eccezioni, come Partinico e il Policlinico di Palermo. E invece, poiché con questa epidemia bisognerà convivere ancora alcuni mesi, servirebbe una dotazione stabile di postazioni Covid. In modo da non incidere sulle altre cure. Oggi siamo, mediamente, la seconda regione per numero di contagi e in Sicilia, nell’ultimo mese, sono morte più di mille persone. Questo, purtroppo, è quello che accade quando si governa sperando che non succedano le cose. Un governo non può affidarsi solo alla speranza”.







FORESTALI SICILIA - LETTERA DI COSTITUZIONE IN MORA DA PARTE DELLA UE. STANNO PER SCADERE I TERMINI E SI RISCHIA L’INFRAZIONE CON GRAVISSIMI ONERI A CARICO DEI CONTRIBUENTI. SI SPERA CHE LA REGIONE PRESENTI AL PIÙ PRESTO LA RIFORMA PER SCONGIURARE EVENTUALI MULTE SALATE


A proposito...

Qualche mese fa la Commissione Europea aveva deciso di inviare una seconda lettera di costituzione in mora complementare all'Italia, paese in cui i lavoratori del settore pubblico non sono ancora sufficientemente tutelati contro la discriminazione e l'utilizzo abusivo della successione di contratti a tempo determinato come previsto dalle norme dell'UE (direttiva 1999/70/CE del Consiglio). Ad oggi, diverse categorie di lavoratori del settore pubblico in Italia non sono tutelati contro l'utilizzo della successione di contratti a tempo determinato. Tra questi, per la prima volta, rientrano anche gli operai forestali della regione Sicilia.
L'Italia (e la Sicilia) non ha predisposto garanzie sufficienti per impedire le discriminazioni in relazione all'anzianità. Lspiegazioni fornite non sono state soddisfacenti, e per questo motivo che la Commissione ha dato seguito alla procedura di una seconda lettera di costituzione in mora. I termini stanno per scadere, la Commissione adesso potrà decidere di inviare un parere motivato se non saranno adottati i provvedimenti richiesti dall’UE per cancellare questa anomalia tutta italiana e siciliana che è un vero e proprio “caporalato di Stato”. Rischiano di fare scattare una “Procedura d’Infrazione” da parte dell’Unione Europea con gravissimi oneri a carico dei contribuenti. 
I lavoratori forestali auspicano che il governo Musumeci presenti al più presto la riforma per scongiurare eventuali multe salate
Ancora qualche settimana e probabilmente ne sapremo di più.







FAI, FLAI E UILA PALERMO. INIZIATIVE A SOSTEGNO DEGLI OPERAI FORESTALI. LETTERA AI SIGNORI SINDACI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA




Leggi anche: