28 novembre 2018

IL COLLEGA RENATO LA RUSSA DI COLLESANO: DOPO L'INTERVENTO DEGLI OPERAI FORESTALI, IL TORRENTE SCORRE SENZA PROBLEMI. SI SPERA CHE L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE FARÀ DA TRAMITE CON LA REGIONE SICILIANA PER L'AUMENTO DELLE GIORNATE OCCUPAZIONALI. SIAMO UNA RISORSA

Torrente Zubbio


Torrente Mora


Renato La Russa - 28/11/2018
Torrente Zubbio, dopo l'intervento degli operai forestali, il torrente scorre senza problemi. Non è lo stesso per il torrente Mora, ostruito da ostacoli naturali e artificiali (spazzatura). Spero che la prossima primavera, saranno chiamati gli operai forestali per la bonifica del torrente. Con la speranza che l'amministrazione comunale farà da tramite con la Regione Siciliana per l'aumento delle giornate occupazionali. Gli operai forestali per il territorio sono una risorsa. Grazie






MUSUMECI: “QUESTO GOVERNO NON HA MAGGIORANZA, NON MI OCCUPO DELLA CONDOTTA DEI DEPUTATI”


Dal sito www.blogsicilia.it

LE DICHIARAZIONI DEL GOVERNATORE DOPO CHE 6 DEPUTATI HANNO LASCIATO L'AULA IERI

“Non so cosa sia la maggioranza, questo governo dal primo giorno non ha maggioranza parlamentare. Abbiamo una coalizione e in questa coalizione chi vuol stare ci sta. Se alcuni dei deputati hanno ritenuto ieri di uscire dall’Aula è un problema su cui non posso sindacare. Non mi occupo della condotta dei deputati né di quelli della coalizione né di quelli dell’opposizione, non è compito mio, ma di altri perché non mi occupo della geografia politica e perché sono convinto che un deputato all’opposizione possa votare un provvedimento del governo con la stessa responsabilità di un deputato della coalizione”.

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, con riferimento alla decisione, di ieri, di sei deputati della maggioranza mentre a Sala d’Ercole si votava il testo sui debiti fuori bilancio.

E quando un cronista ha chiesto a Musumeci se pensa di convocare un vertice di maggioranza, il presidente ha risposto: “Serve quando ci sono le maggioranze, quando non ci sono serve il senso di responsabilità singolo e collettivo. E’ chiaro che apprezzo i deputati che vedo spesso in Aula, un pò meno quelli che vedo raramente o solo in campagna elettorale o nel mio studio”.

“Ho il massimo rispetto per la magistratura e il lavoro dei magistrati. L’assessore Turano ha avuto il garbo e la responsabilità di comunicarmi subito della indagine a suo carico, su presunti reati commessi due anni fa. E’ stato un atto di garanzia a favore del mio assessore, informarlo dell’indagine avviata sulla sua condotta. Gli ho riconfermato la mia fiducia in attesa di conoscere l’esito delle indagini della magistratura”.  Questo il commento di Musumeci a Palazzo d’Orleans, a margine della presentazione del bando per l’assegnazione dei beni del demanio marittimo, a proposito della inchiesta della procura di Trapani che vede indagato l’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano, per corruzione e abuso d’ufficio.

Fonte: www.blogsicilia.it



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In aula. Ars, i "ribelli" sono tornati. Ma il malcontento dura poco. Il Blog: il solito teatrino, fanno finta di litigare e poi votano il bilancio, la finanziaria, il collegato. E vissero tutti felici e contenti





LA REGIONE PROVA A FAR CASSA COL DEMANIO, DOPO CUFFARO E LOMBARDO CI PROVA MUSUMECI


Dal sito www.blogsicilia.it

28/11/2018
Mettere a frutto i beni demaniali. Un pallino di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni. Tutti o quasi visto che nell’elenco non si può annoverare il governo Crocetta votato solo ai tagli e poco o niente all’incasso.

Se le operazioni del passato sono state spesso foriere di grandi aspettative tradite anche se hanno  consentito di portare a pareggio virtuale bilanci regionali (tranne poi pagare in seguito il prezzo dei buchi scavati), oggi si tenta una strada forse meno redditizia ma probabilmente più perseguibile.

Saranno, infatti, assegnati in concessione dalla Regione siciliana i beni immobili che ricadono sul demanio marittimo. Lo hanno annunciato questa mattina in conferenza stampa il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e l’assessore al Territorio e Ambiente Toto Cordaro, con il direttore del dipartimento Giuseppe Battaglia, che hanno illustrato i contenuti del bando e che sarà presentato entro i primi di dicembre.

Sono 52 complessivamente i beni individuati e censiti: 8 nella povincia di Palermo, 9 in quella di Messina, 5 in provincia di Caltanissetta, 8 in provincia di Agrigento, 8 in provincia di Catania, 1 in provincia di Siracusa, 1 in provincia di Ragusa, 12 in quella di Trapani. Tra i luoghi più noti, il rudere del castello della Falconara, a Butera, in provincia di Caltanissetta, la Torre Pozzillo a Cinisi, nel palermitano. La durata della concessione è fissata tra i 6 e i 50 anni.

“Si tratta di un patrimonio che fino a qualche anno fa non costituiva oggetto di attenzione da parte della pubblica amministrazione né dello Stato né della Regione – ha detto il presidente Nello Musumeci -. Oggi non sappiamo quanti sono i beni marittimi della Regione e se non avessimo avviato con il nostro dipartimento una ricognizione, oggi non potremmo dirvi che ne vogliamo cominciare a recuperare 52, quelli individuati. Continueremo a lavorare grazie agli archivi, ai comuni e alle ex Province che ci segnaleranno gli edifici nei territori per capire quante sono le costruzioni realizzate sulla costa, un tempo funzionali e oggi abbandonati, costituendo testimonianza di degrado ambientale e culturale”.

“Alcuni di questi beni – ha aggiunto – rivestono una importante testimonianza storica: sono torri di avvistamento, edifici del ‘600 e del ‘700, ma anche ex caserme della Guardia di finanza; altri sono ex edifici industriali e altri ancora veri e propri ruderi. Dobbiamo salvaguardare i fabbricati, riqualificare le aree di pertinenza, valorizzarli, destinarli ad attività compatibili, attività turistiche e commerciali. In questo modo, si avvia non soltanto un recupero del degrado ambientale, ma anche un incremento delle entrate erariali. Abbiamo immaginato anche la possibilità di renderli compatibili con le attività di stabilimenti balneari, attività legate agli sport, bar e ristoranti, noleggio imbarcazioni e natanti, attività legate alla nautica e al diporto, attività artigianali, punti di ormeggio e ricovero per imbarcazioni”. “Dunque – ha precisato Musumeci – ci rivolgiamo alle imprese e agli operatori economici specialmente quelli che possono vantare una certa esperienza nel settore, dovranno riqualificare il bene e avranno tutto il tempo per ammortizzare le spese affrontate”.

Per manifestare l’interesse gli operatori interessati dovranno presentare un progetto e ci sarà tempo tra i 60 e i 90 giorni per l’assegnazione del bene.

Fonte: www.blogsicilia.it






CEFALÙ. I LAVORATORI FORESTALI ALL'OPERA NELLA PULIZIA DEL TORRENTE PISCIOTTO. IL BLOG: LE ALTRE COMPETENZE DEVONO PREVEDERE UN AUMENTO DELLE GIORNATE. PUNTO! FOTO

Dalla pagina Facebook
del Sindaco di Cefalù
Rosario Lapunzina



























IL TORRENTE MACCHIA È UNA BOMBA ECOLOGICA: NUOVA RELAZIONE DEL CORPO FORESTALE TRASMESSA ALLA PREFETTURA


Dal sito www.gazzettinonline.it

27 Novembre 2018
Per la seconda volta in pochi mesi il Corpo Forestale di Giarre con una dettagliata relazione trasmessa alla Prefettura di Catania, lancia l’allarme sui potenziali pericoli ambientali e idraulici derivanti dalla presenza di rifiuti – alcuni dei quali nocivi – nel greto del torrente Macchia.

Personale del Comando Forestale di Giarre in servizio di pattuglia per la prevenzione e repressione di reati,  ha constatato che sull’argine sinistro  del torrente “Macchia”,  con ingresso da via Lisi, è tutto un susseguirsi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi abbandonati.

In due punti sono state notate la presenza di due cataste di vecchi pneumatici, poco distante scarti provenienti dallo smantellamento di veicoli fuori uso (paraurti, parafanghi, parti di sedili, tappetini,) e in altri punti carcasse di frigoriferi e onduline presumibilmente di cemento amianto, note perché le sue fibre se inalate causano cancro ai polmoni (mesotelioma pleurico) e fogli di guaine bituminose. Inoltre sono state rinvenute anche tracce di recenti roghi di rifiuti derivanti da bruciature di pneumatici e materiale plastico. Da qui la trasmissione di una nuova relazione – la seconda in pochi mesi – trasmessa alla Prefettura di Catania nella quale si rimarca che i rifiuti non rimossi dagli organi istituzionali competenti, sono aumentati a dismisura.

Fonte: www.gazzettinonline.it






MONREALE. AQUINO, DOPO L’INTERVENTO DEGLI OPERAI FORESTALI TORNA A RISPLENDERE LA PIAZZETTA. IL BLOG: QUESTA E' L'ENNESIMA DIMOSTRAZIONE CHE GLI OPERAI FORESTALI SONO UTILISSIMI ANCHE AI COMUNI, QUINDI BISOGNA AUMENTARE LE GIORNATE OCCUPAZIONALI O ANCORA MEGLIO STABILIZZARLI


Dal sito www.monrealenews.it

Da domani azione negli spazi esterni della scuola della frazione. LE FOTO

MONREALE, 27 novembre – Torna a risplendere e soprattutto a riavere decoro la piazzetta di Aquino, tratro in questi giorni di un significativo intervento di pulizia, eseguito dagli uomini della Forestale, dopo il recente accordo siglato nei giorni scorsi tra il Comune di Monreale e l’assessorato regionale all’Agricoltura e Foreste.

Gli uomini che sono stati impegnati nella paziente opera di bonifica dell’area della piazzetta hanno riportato l’area al suo stato migliore. Purtroppo l’inciviltà diffusa di qualcuno la aveva ridotta ad un luogo di estremo degrado, nel quale c’era di tutto: rifiuti vari, siringhe, profilattici, materiale di risulta. Adesso, fortunatamente, sperando che la maleducazione non torni a farsi viva, l’area avrà un aspetto decisamente migliore.

Soddisfatto l’assessore Rosario Li Causi, che ha seguito da vicino la vicenda: “Ringrazio chie ha ascoltato la mia richiesta – afferma - ed ha autorizzato l’impiego dei lavoratori forestali in un’area degradata che necessitava di un efficace intervento”. Da domani gli operai entreranno in azione all’interno della scuola di Aquino, ripulendo le aree da erbacce e rifiuti vari.

Fonte: www.monrealenews.it


















GLI EX PIP SCENDONO IN PIAZZA A PALERMO PER PROTESTARE: CHIEDONO LA STABILIZZAZIONE. IL BLOG: E I LAVORATORI FORESTALI CHE FANNO?


Dal sito palermo.gds.it

27 Novembre 2018 di Marcella Chirchio
I lavoratori del bacino ex Pip sono scesi oggi in piazza, a Palermo, per protestare. Il corteo è stato organizzato dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl, Alba, Alpi, Asud, Cisal, Confintesa, Ursas che protestano contro una serie di mancati adempimenti che avrebbero dovuto garantire il contratto di lavoro e la regolarità nei pagamenti.

Con l’ultima finanziaria regionale era stato definito il percorso di stabilizzazione dei circa 3200 lavoratori, i quali a loro volta entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma, avrebbero dovuto optare per transitare nella Resais. Un termine che, come lamentano i sindacati, è stato più volte prorogato, a causa dell’impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri, rispetto alla quale la Regione si è opposta alla Corte Costituzionale.

Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia, spiega che "la questione della stabilizzazione dei Pip è irrisolta, la norma è rimasta solo carta straccia. Il tempo stabilito in 60 giorni per la formalizzazione dell'adesione dei lavoratori è ormai scaduto senza che il governo regionale abbia convocato le parti per definire, attraverso le organizzazioni che rappresentano i lavoratori, le regole contrattuali da applicare e le modalità di accesso con la specifica dei termini del contratto individuale da sottoscrivere. E' incredibile pensare che i lavoratori del bacino possano transitare alla cieca alla Resais senza avere chiaro il loro status giuridico e contrattuale. Ritengo sia diritto di qualsiasi lavoratore avere contezza della propria condizione lavorativa. La protesta ha l'obiettivo di avviare il tavolo di concertazione con il governo regionale per  affrontare compiutamente la questione del passaggio alla Resais ma anche la questione  del pagamento regolare dei sussidi ancora irrisolta".

Sono previste tutte una serie di manifestazioni: è stato proclamato lo stato di agitazione e oggi un corteo è partito dal Politeama verso Piazza del Parlamento. Domani un altro sit-in è previsto dalle 9 davanti all’Ars. Giovedì un corteo partirà dall’assessorato al Bilancio e si dirigerà fino alla Prefettura. Venerdì altro sit-in tutto il giorno davanti a Palazzo dei Normanni. Nel pomeriggio la notizia che i lavoratori sono stati convocati per domani pomeriggio alle 16 in commissione Bilancio. Resta infatti da sciogliere anche il nodo delle risorse stanziate.

I sindacati dicono "basta" e chiedono la stabilizzazione. Nell'intervista Mimmo Russo.

© Riproduzione riservata

Fonte: palermo.gds.it






IN AULA. ARS, I "RIBELLI" SONO TORNATI. MA IL MALCONTENTO DURA POCO. IL BLOG: IL SOLITO TEATRINO, FANNO FINTA DI LITIGARE E POI VOTANO IL BILANCIO, LA FINANZIARIA, IL COLLEGATO. E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI


Dal sito livesicilia.it

Salta il numero legale sui debiti fuori bilancio. "Sospetti" sulla riunione di maggioranza di oggi.

di Maria Teresa Camarda
PALERMO - Giallo all'Ars sul ritorno dei "ribelli" di Forza Italia. Un gruppo di sei deputati di maggioranza lascia l'Aula poco prima del voto sulla legge sui debiti fuori bilancio e fa saltare il numero legale. Il sospetto è che a generare i mal di pancia sia stata una riunione di maggioranza che si è tenuta oggi tra il presidente della Regione Nello Musumeci, alcuni assessori e deputati che potrebbe aver fatto saltare gli equilibri già precari di una maggioranza risicata. Ma in serata una nota del gruppo di Forza Italia smentisce: "Non esiste nessuna crepa, gruppo coeso e granitico a sostegno di Musumeci".

I fatti

Questo pomeriggio, durante la seduta del Parlamento regionale, al momento del voto sulla legge sui debiti fuori bilancio, sei deputati della maggioranza si sono alzati e hanno lasciato Sala d'Ercole. Tra i sei, tutti gli azzurri (o ex azzurri) che crearono un po' di scompiglio nel gruppo di Forza Italia poco tempo dopo l'insediamento: Marianna Caronia, ex ribelle di Forza Italia, oggi presidente del gruppo Misto; Tommaso Calderone, Rossana Cannata e Riccardo Gallo, deputati di Fi ed ex ribelli anche loro; Luigi Genovese, deputato di Forza Italia, ma considerato sempre con un piede sulla porta; e Vincenzo Figuccia, parlamentare regionale dell'Udc.

Ed è proprio quest'ultimo che prova a spiegare perché si sono alzati tutti insieme: "Una reazione alla riunione di maggioranza di oggi". Ma gli altri deputati si affrettano a smentire, anche se solo Marianna Caronia fornisce una spiegazione: "Una scelta fatta per sottolineare la necessità di un approfondimento tecnico sui debiti fuori bilancio". Anche il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Milazzo minimizza: "Si sono lasciati convincere che servivano più approfondimenti, ma io faccio Commissioni Bilancio da 23 anni quindi ho spiegato che potevano essere tranquilli". Rientrati in Aula, però, il numero legale è mancato lo stesso e il ddl è saltato.

"La mia scelta - aggiunge Caronia - non ha alcun collegamento politico con il dibattito in corso sulla allargamento della maggioranza". "Io invece - replica Figuccia - sono uscito proprio perché penso che la maggioranza in Parlamento esiste ed è composta da 36 parlamentari, non serve andare a pescare nelle acque torbide delle opposizioni, basta tenere unita la coalizione. Penso che Miccichè non sia in grado di assolvere contemporaneamente ai due ruoli di coordinatore regionale del partito e presidente dell'Ars: faccia un favore a Berlusconi, si dimetta da coordinatore per non compromettere la lista alle Europee".

La riunione di maggioranza

A quanto pare, durante la riunione di maggioranza che si è svolta oggi a Palazzo dei Normanni, in vista soprattutto della nuova sessione di bilancio, ci sarebbero stati alcuni momenti di "frizione" tra il presidente Musumeci e i deputati. Per cominciare, questi ultimi avrebbero  lamentato un rapporto troppo debole tra parlamentari e assessori, tra governo e parlamento. Musumeci allora ha rilanciato.

Intanto, ha annunciato che il suo governo firmerà soltanto una decina di leggi. E per spiegarsi Musumeci avrebbe parlato di "qualità piuttosto che di quantità". Poi, ha chiesto ai deputati di ritrovarlo il rapporto con la giunta, cominciando dal confronto con gli assessori sui documenti contabili. La proposta del presidente sarebbe quella di non presentare emendamenti durante la discussione all'Ars, per non appesantire i testi con articoli su manifestazioni ed eventi locali, ma di parlare con gli assessori di quelli ritenuti davvero importanti per il proprio territorio e, se fattibili, farli inserire direttamente dal governo nei documenti.

Poi, si è tornati a parlare di numeri, constatando come sempre che "i numeri sono deboli". "Noi non abbiamo una maggioranza, abbiamo una coalizione - spiega Milazzo - ma le cose le abbiamo fatte lo stesso cercando di aprire il dialogo con tutti". Ma questa ipotesi di apertura alle opposizioni, non è piaciuta a tutti. Ma, nonostantela smentita, sembra chiaro che nella maggioranza i nervi sono tesi.
27 Novembre 2018 

Fonte: livesicilia.it





27 novembre 2018

UNITI SI VINCE!


di Antonino Lomonaco
In questi giorni i centocinquantunisti dell’antincendio siciliano stanno realizzando vari lavori nei comuni. Lavori spesso di pregio che, se realizzati diversamente, avrebbero avuto un peso economico non indifferente nelle già povere casse di queste comunità montane e collinari, purtroppo, non di rado, spopolate ed a rischio estinzione.
L’estinzione di queste comunità significherebbe la fine di tradizioni, di identità, di cura del territorio e di resistenza della legalità in luoghi altrimenti preda dell’arbitrio ignorante e belluino. 
Eppure questi lavori vengono intesi ancora come una concessione assistenziale a squadre di “diseredati”: senza una chiara programazione, senza una adeguata qualificazione, come se si trattasse di immigrati in cerca dell’approvazione pubblica e politica per la propria presenza nella società: per la propria integrazione! 
Eppure si tratta di persone che, ormai da diversi decenni, ogni estate rischiano l’ incolumità, la vita, nella guerra contro gli incendi. Che hanno subito vittime e feriti, come in ogni guerra! Persone che hanno dimostrato, negli anni, il loro valore, difendendo efficacemente dalle fiamme vasti territori, attraverso un sistema di vedette ed una organizzazione capace di intervenire, nel più breve tempo possibile, anche nei terreni più impervi.
Persone che rappresentano una esperienza virtuosa da mostrare al mondo intero, capaci di affrontare e domare incendi con la calura estiva oltre i quaranta gradi, con la vegetazione composta da erba secca, arbusti oleosi, ed alberi bassi e fitti, qual’è il bosco a macchia mediterranea. Il quale è, quest’ultimo, come sanno bene gli esperti, il combustibile ideale per qualsiasi tipo di incendio boschivo!
Non mi stancherò mai di ricordare, con orgoglio, che da noi, a differenza che in altri posti, mai un incendio è durato più di qualche giorno! Che senza il qualificato, e speciale, intervento di queste persone, coi quaranta gradi dell’estate siciliana, e con la vegetazione siciliana, un incendio iniziato a Catania si spegnerebbe di certo a Trapani!
Eppure si vocifera nuovamente di tagli del venti per cento del personale!
Niente di ufficiale, niente di certo, ma zizzania e iniezioni di malumore. Oppure un modo di “tastare” gli umori di queste persone che valgono sicuramente molto di più di chi li governa e li ha governati negli ultimi anni. 
Bene!
Il mio disprezzo per chi mette in giro queste dicerie ufficiose è totale, così come lo è per chi si rifiuta di dare il giusto valore al Valore delle persone che gestisce, operando sempre come quel tale a cui avevano regalato una pecora e nella mandria si carica e porta via il cane. 
Del resto viviamo in un’ epoca oscura, Kali yuga dicono i Veda, ed è la cecità degli sciocchi a vincere.
Tuttavia dico ai miei compagni dell’antincendio boschivo di stare all’erta e pronti a reagire uniti nell’eventualità che si ripresenti davvero questo vergognoso taglio. Se ciò dovesse ripresentarsi invito tutti quanti a boicottare insieme il servizio, poichè se qualcuno non lavora mette a rischio la vita stessa di chi rimane a lavorare. Nella nostra attività, ogni taglio del personale, ogni assenza è un rischio in più per chi rimane: ecco perchè il lavoro per tutti significa maggiore sicurezza per tutti. 
Per cui non perdiamoci d’animo! Conosciamo il pericolo delle fiamme, per cui non può farci paura l’ignoranza della presunzione!
Uniti si vince!  

Un abbraccio a tutti quanti!





REGIONE: FIGUCCIA "PARLAMENTO REGIONALE LAVORI ALLE RIFORME". QUELLA SUI FORESTALI DOVEVA ESSERE AL CENTRO DELLE ATTIVITÀ


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia 

"Purtroppo dentro questa coalizione di governo della regione ci sono diversi nodi critici da sciogliere.
Ritengo che il presidente della regione abbia una sua maggioranza e che non si debbano cercare pezzi tra i banchi dell'opposizione. Ci si preoccupi piuttosto di non perdere i pezzi della coalizione.
Il presidente dell'Ars Micciche' prenda atto di questo deficit e
si dimetta per l'incapacita' di fare amalgama. Bisogna realizzare subito tante iniziative che dovevano essere al centro delle attivita' di questo parlamento, dalla riforma dei forestali, alle misure per lo sviluppo della piccola e media impresa in Sicilia, ai provvedimenti contro il dissesto idrogeologico,
 al passaggio degli ex Pip in Resais. Si prenda atto che a Sala d'Ercole manca sempre il numero legale". Lo afferma Vincenzo FIGUCCIA, deputato regionale dell'Udc.



CHIUSO ITINERARIO NELLA RISERVA DI PANTALICA. IL SINDACO DI SORTINO, VINCENZO PARLATO INTERVIENE ALLA RADIO FMITALIA TV


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Chiusa la Riserva Valle dell'Anapo dopo il maltempo. Sindaco: «Per migliorare dare la gestione ai privati». il blog: schiaffo ai lavoratori forestali, la gestione deve rimanere alla forestale. se non ci fossero stati i forestali non ci sarebbe pantalica, vendicari, cavagrande ecc.








CHIUSA LA RISERVA VALLE DELL'ANAPO DOPO IL MALTEMPO. SINDACO: «PER MIGLIORARE DARE LA GESTIONE AI PRIVATI». IL BLOG: SCHIAFFO AI LAVORATORI FORESTALI, LA GESTIONE DEVE RIMANERE ALLA FORESTALE. SE NON CI FOSSERO STATI I FORESTALI NON CI SAREBBE PANTALICA, VENDICARI, CAVAGRANDE ECC.


Dal sito meridionews.it

Dopo un sopralluogo dell'azienda foreste demaniali e dell'ufficio tecnico di Sortino si è scelto di interdire il traffico all'ex strada ferrata Siracusa-Ragusa-Vizzini. «Da tempo chiediamo più controlli», lamenta a MeridioNews il primo cittadino Vincenzo Parlato

DANILO DAQUINO 27 NOVEMBRE 2018
«A seguito di un sopralluogo congiunto con l’azienda regionale foreste demaniali e l’ufficio tecnico comunale, abbiamo accertato l’impossibilità a garantire il transito per motivi di sicurezza». Queste le parole del primo cittadino di Sortino, Vincenzo Parlato, di fronte alla chiusura della riserva della Valle dell’Anapo. È questo il provvedimento del dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale della provincia di Siracusa, che ha interdetto al transito dell' ex strada ferrata Siracusa-Ragusa-Vizzini, nel territorio del comune di Sortino, dopo i danni provocati dal maltempo del 18 e 19 ottobre. 

«La piena del fiume Anapo - spiega Parlato - ha trascinato via una buona parte di strada, mettendo a rischio l’incolumità pubblica. Abbiamo avvisato l’autorità di bacino regionale, che è l’unico organismo competente per la sistemazione dell’alveo dei fiumi, e ci è stato assicurato che entro gennaio avranno a disposizione quasi 100 milioni di euro, per cui si potrà procedere anche con questo tipo di interventi».

Il finanziamento dovrebbe arrivare prima della stagione estiva, mentre a breve dovrebbe arrivare la «redazione del progetto di messa in sicurezza a cura dell’azienda regionale foreste demaniali», sostiene il primo cittadino. Dunque, il problema non rientrerà prima di un paio di settimane, se non di più. «Penso che la chiusura si prolungherà per tutto il mese di dicembre - precisa Parlato - e se l’azienda regionale non otterrà lo stanziamento di bilancio, se ne parlerà probabilmente a gennaio per i lavori di messa in sicurezza della strada». 

Stando ai dati della forestale, la riserva conta dalle 40 alle 50mila presenza annue. Numeri che potrebbero «lievitare notevolmente se si migliorasse la gamma di servizi per i turisti - lamenta il sindaco - dalla ristorazione ai servizi igienici, e tutta una serie di cose che potrebbero aumentare le potenzialità del sito. Abbiamo fatto pressione affinché si faccia un apposito bando per la valorizzazione dell’area. Secondo me - aggiunge Parlato - la gestione andrebbe data ai privati che, investendo fondi, potrebbero comunque avvalersi degli operai forestali per il mantenimento e la sicurezza della riserva. Attualmente la gestione è in mano all’azienda regionale foreste demaniali, che è l’unico ente titolato a fare bandi e dare in appalto servizi». 

Secondo quanto riferisce il primo cittadino, l’assessorato regionale starebbe però lavorando a «una bozza di bando per la gestione dei servizi da parte dei privati, quella dovrebbe essere la chiave di volta». Il comune di Sortino ha avviato una convenzione tramite la pro-loco, per il rilascio di pass di accesso alla riserva per le bici, servizio che «funzionava bene prima dei danni causati dal maltempo» ma negli anni si è dovuto scontrare con «problemi di ordinaria gestione che abbiamo puntualmente segnalato, a cominciare dall’ abbandono indiscriminato di rifiuti lungo la valle, per il quale abbiamo chiesto maggiori controlli da parte dell’ente gestore », aggiunge Parlato.

Fonte: meridionews.it


Il Sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato, interviene alla radio Fmitalia Tv


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ALLA SCOPERTA DELLA VALLE DELL'ANAPO   

SORTINO (SR). CONCORDATO CON LA FORESTALE L'UTILIZZO DELLE BICICLETTE LUNGO LA VALLE DELL'ANAPO   

SI DECIDE IL FUTURO DELLA RISERVA NATURALE "PANTALICA-VALLE DELL'ANAPO"  

SORTINO (SR). VALLE DELL'ANAPO E PANTALICA FONDI EU A RISCHIO

PANTALICA E VALLE DELL'ANAPO VERSO LA RINASCITA. L'AZIENDA FORESTALE HA CONFERMATO DI AVERE ASSEGNATO DEFINITIVAMENTE AD UNA DITTA DI FAVARA (AGRIGENTO) LA GARA D'APPALTO, PER 1 MILIONE DI EURO, PER I LAVORI DI INFRASTRUTTURAZIONE 

NEL SIRACUSANO PEDALANDO NELLA STORIA LUNGO IL CORSO DELL'ANAPO. LE PISTE SONO GESTITE DALL'AZIENDA FORESTALE

SORTINO PANTALICA VERSO LA RINASCITA. SÌ AL PROGETTO PER LA INFRASTRUTTURAZIONE DELLA NECROPOLI E DELLA VALLE DELL'ANAPO. FIRMATO IL CONTRATTO TRA LA DITTA E L'AZIENDA FORESTALE

SORTINO, PORTE APERTE AL SITO NATURALISTICO E VIA LIBERA AI LAVORI. LA VALLE DELL'ANAPO RIAPRE I SUOI BATTENTI. DEVO DARE ATTO HA DETTO IL SINDACO ENZO BUCCHERI AL DIRIGENTE DELL'AZIENDA FORESTALE DI MARCO CHE HA FATTO DI TUTTO PER RENDERLA AGIBILE 

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13 Luglio 2012. De Marco: se non ci fossero stati i forestali non ci sarebbe Pantalica, non ci sarebbe Vendicari, Cavagrande del Cassibile e neanche Cava del Carosello, solo per citare alcuni tesori del siracusano

07 Dicembre 2014. Carmelo Frittitta ex Direttore azienda Foreste di Siracusa: è fuori luogo sparare sui forestali!!!


In questo link tutte le altre interessantissime notizie correlate. Assolutamente da leggere!




L'Assessore siracusano Edy Bandiera, aveva detto che oltre a farci lavorare per almeno 151giornate, in cui ribadiva con fermezza che c'erano le condizioni e le risorse, diceva anche che avrebbe provveduto ad impegnare gli operai nei siti di interesse culturali, per fare la manutenzione di almeno un sito in ogni provincia. Ma abbiamo le risorse, si, abbiamo le risorse, proprio questo diceva. 
Ascolta l'intervista della TGR










BERNADETTE GRASSO SCRIVE A SALVINI: "EX PROVINCE, SERVONO AIUTI". IL BLOG RICORDA CHE DA OPPOSIZIONE, RIFERENDOSI AI FORESTALI, DICHIARAVA: NOI POTREMMO RISPARMIARE PER QUANTO RIGUARDA I DISSESTI IDROGEOLOGICI, E SE SAREMMO IN GRADO DI FARE UNA RIFORMA CHE PREVEDA LA STABILIZZAZIONE


Dal sito www.qds.it

di Raffaella Pessina
L’assessore regionale agli Enti locali chiede l’istituzione di un tavolo tecnico. “Dal punto di vista finanziario occorre abolire il prelievo forzoso”

PALERMO - La Regione siciliana chiede aiuto e sostegno economico allo Stato, in particolare per risollevare le sorti delle ex Province. L’assessore regionale alle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Bernadette Grasso (Fi) ha detto di avere chiesto al Governo nazionale la istituzione di un tavolo tecnico per gli aiuti alla Sicilia “a cominciare dalla soppressione del prelievo forzoso”.

“Le difficoltà economiche con le quali la Regione siciliana deve combattere quotidianamente non consentono alle Province e alle Città Metropolitane il normale esercizio delle loro funzioni basilari, determinando una situazione di predissesto – ha detto Grasso - che purtroppo, senza un adeguato sostegno obbligherà a dichiararne il dissesto. Tali Istituzioni non sono in grado di approvare i bilanci per l’impossibilità di assicurarne il pareggio finanziario”.

In particolare Grasso lamenta la drastica riduzione o, in alcuni casi, l’azzeramento dei trasferimenti statali; il prelievo forzoso operato dallo Stato attraverso il contributo di finanza pubblica e, in particolare, nell’incremento annuale per il periodo 2015-2017 previsto dai commi 418 e 419 dell’art. 1 della legge di stabilità n. 190/2014 (a carico di tutti gli enti area vasta: 1 miliardo di euro per il 2015, 2 per il 2016 e 3 per il 2017).

Grasso ha inviato al ministro Matteo Salvini la lettera di richiesta al Parlamento nazionale in cui la Sicilia chiede allo Stato di farsi carico in finanziaria dei bisogni dei territori e per restituire alle Città Metropolitane e alle Province la possibilità di assolvere i compiti istituzionali loro assegnati. Tra le richieste quindi vi è quella di incrementare lo stanziamento alle Città Metropolitane e alle Province, la assegnazione di fondi per fare manutenzione viaria e per mettere in sicurezza ponti viadotti e gallerie. Lo Stato dovrebbe anche provvedere a far arrivare fondi per mettere in sicurezza le scuole. Insomma tutte le somme richieste servirebbero a realizzare quello che è di competenza delle province, che invece non sono in grado di fare perché si trovano in condizioni di totale precarietà finanziaria. Bernadette Grasso chiede anche lo snellimento delle procedure di utilizzazione dei fondi comunitari e nazionali attraverso l’assegnazione diretta ai singoli enti titolari delle opere pubbliche; il potenziamento delle strutture tecniche, concedendo agli enti locali la possibilità di assumere figure specialistiche anche in deroga ai divieti di assunzione.

“In finanziaria, ci sono emendamenti presentati dal gruppo di Forza Italia che necessitano di essere approvati. Ho anche presentato una norma sulla rc auto. È fondamentale però che si istituisca un tavolo tecnico – conclude l’assessore Grasso – nel quale il Governo nazionale prenda atto della situazione in cui versa la Sicilia e risponda alle nostre istanze. Auspico - ha concluso l’assessore alla funzione pubblica - che si faccia carico dei bisogni territoriali per evitare il progressivo isolamento delle aree interne, l’inesorabile deteriorarsi del patrimonio pubblico locale, il consolidarsi della distanza tra cittadini ed istituzioni locali, l’indebolimento del tessuto economico e produttivo che in assenza di investimenti pubblici non potrà che aggravare la situazione di crisi finanziaria”.
27 Novembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it




Seduta parlamentare del 27 Aprile 2013, Pag. 19.
Link: www.ars.sicilia.it/DocumentiEsterni/ResSteno/16/16_2013_04_27_038_P.pdf

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Grasso. Ne ha facoltà.

Noi potremmo risparmiare soldi immensi, per quanto riguarda le somme destinate ai dissesti idrogeologici, se solo sapessimo bene utilizzare e finanziare, noi potremmo rilanciare il nostro e potremmo parlare di sviluppo sostenibile se solo potessimo fare e solo se saremmo in grado di fare una riforma che preveda la stabilizzazione dei forestali facendoli lavorare nella riperimetrazione dei parchi e, finalmente, riuscendo a coniugare ambiente ed economia, facendo rivivere questi territori, e i forestali si potrebbero pagare da soli perché potrebbero produrre un indotto anche attraverso tutte le attrezzature sportive che si possono collegare all’interno dei parchi e che diventerebbero fruibili. Ecco, io sarei stata oggi ben felice, di potere dare un mio contributo ad una finanziaria così come io nei giorni precedenti, nei mesi precedenti, mi riferisco ai primi giorni del mio insediamento, mi sarei aspettata.

Il Blog: Assessore Bernadette Grasso, è ancora in tempo per dare un Suo prezioso contributo stabilizzando i lavoratori forestali, che è in linea con le parole dell'Assessore Bandiera e del Presidente Musumeci.



Ascoltiamoli per l'ennesima volta









PIANA DEGLI ALBANESI, I BAMBINI ADOTTANO LA VILLA COMUNALE. PIANA DEGLI ALBANESI, I BAMBINI ADOTTANO LA VILLA COMUNALE. LA PRESENZA E LA FATTIVA COLLABORAZIONE DEL CORPO FORESTALE HA IMPREZIOSITO L’EVENTO, INFATTI DOPO LA CERIMONIA GLI ALUNNI HANNO PIANTUMATO ALBERI E PIANTE SEGUITI E COADIUVATI DAGLI OPERAI FORESTALI


Dal sito www.monrealepress.it

25 Novembre 2018
In occasione della giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e della giornata nazionale dell’albero, in relazione ai progetti d’istituto “Cittadinanza Attiva e Costituzione” e “Star bene in Sicurezza, Salute…in un ambiente sano”, è stata organizzata la manifestazione, presso la Villa comunale di Piana degli Albanesi: “I giardini di Madre Teresa”.

Durante la giornata, gli alunni dell’istituto “Skanderbeg”, hanno chiesto l’adozione dei giardini. Un’adozione simbolica che ha lo scopo di sensibilizzare i ragazzi a rispettare, curare e migliorare l’ambiente ed i luoghi che li circondano. L’Amministrazione Comunale ha donato la chiave della villa e la scuola ha donato una targa per suggellare questo momento particolarmente significativo. La presenza e la fattiva collaborazione del Corpo Forestale ha impreziosito l’evento, infatti dopo la cerimonia gli alunni hanno piantumato alberi e piante seguiti e coadiuvati dagli operai forestali.

Alla manifestazione erano presenti i rappresentanti del comando della stazione dei Carabinieri del Corpo Forestale e della polizia municipale. Il sindaco Rosario Petta ha ringraziato per la buona riuscita della manifestazione i genitori, la preside dell’istituto Comprensivo, il corpo docente e non docente, gli Amministratori e Consiglieri Comunali presenti.

“È stato un esempio concreto – ha detto Petta – di una comunità che mira ad un unico obiettivo quello di formare generazioni future sane, che credono in un mondo migliore. La piantumazione degli alberelli ed il balletto dei più piccoli sullo sfondo dell’inno d’Italia i momenti più emozionanti. Ringrazio anche l’Assessore Regionale al Territorio Toto Cordaro, ed i dirigenti Regionali Principato e Chiarelli, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Edy Bandiera ed i dirigenti Regionali Candore e Lo Meo per l’aiuto e la fattiva collaborazione alla buona riuscita dell’evento.

Fonte: www.monrealepress.it










FUMO E SIGARETTE SUL LUOGO DI LAVORO


Dal sito www.laleggepertutti.it

26 novembre 2018
Al fine di tutelare la salute dei suoi dipendenti, il datore di lavoro può licenziare il lavoratore che vìoli il divieto di fumare sul posto di lavoro. 

Probabilmente ti senti molto irritato dal fatto che, nell’ufficio in cui lavori, diversi colleghi sfruttano la loro pausa per fumare sigarette. Non sopporti l’odore sgradevole che il fumo lascia nell’ambiente e sui tuoi indumenti. Avverti affaticamento respiratorio e sensazioni di disgusto. Tutto ciò comporta, di conseguenza, un turbamento emotivo che incide sulla concentrazione e sulla serenità nello svolgimento delle tue mansioni. A tal riguardo, vogliamo fornirti delle interessanti informazioni in ordine ai provvedimenti che può prendere il tuo capo in caso di problemi legati a fumo e sigarette sul luogo di lavoro.

La Corte Costituzionale ha affermato due principi di particolare rilievo sul punto. Anzitutto, è stato evidenziato che tra gli obblighi in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, grava sul datore anche quello di tutelare i dipendenti dai rischi derivanti dal fumo passivo [1].

Che il fumo faccia male, difatti, non è più un dato confutabile. Numerosi sono i rapporti scientifici sui rischi che corrono i non fumatori esposti, a casa o sul luogo di lavoro, anche soltanto per un tempo breve, al fumo passivo. In secondo luogo, è stato evidenziato che il diritto alla salute deve essere considerato come prevalente sulla libertà di fumare.

Al fine di garantire la tutela di tale diritto, la migliore soluzione sarebbe quella di rimuovere completamente questo problema e, dunque, di porre il divieto di fumare. Il datore di lavoro, sulla base di quanto previsto dalla legge [2], ha piena facoltà di vietare ai suoi dipendenti di fumare sigarette sul luogo di lavoro. In questo modo, non solo garantisce la prevenzione dei rischi connessi al fumo, ma evita anche che l’aziende possa subìre un’azione risarcitoria da parte del dipendente, il quale, come te, sia esposto involontariamente e passivamente al fumo dei colleghi. Devi, infatti, tener presente che, a prescindere dal fatto che ti sia stato provocato un danno, puoi agire nei confronti del tuo datore di lavoro, il quale non si attivi per rimuovere i pericoli cui è esposta la tua integrità psico-fisica.


Indice


1 Pausa sigaretta: quando è lecita
2 Pausa sigaretta: quando deve essere sanzionata 
3 Sigaretta sul luogo di lavoro: rischi per il datore
4 Sigaretta elettronica sul luogo di lavoro: è ammessa?


Pausa sigaretta: quando è lecita

Quando la giornata lavorativa eccede le sei ore, al fine di consentire a te ed ai tuoi colleghi di recuperare le energie psico-fisiche ed interrompere la monotonia e ripetitività delle mansioni, la legge vi riconosce il diritto ad un intervallo [3]. Questo breve riposo si rivela essenziale per aumentare il vostro rendimento sul lavoro. Le modalità della pausa sono stabilite dai contratti collettivi nazionali di lavoro e la durata della stessa varia a seconda del tipo di prestazione lavorativa svolta.

In mancanza di un’espressa previsione contrattuale, la legge riconosce comunque il diritto ad una pausa, non inferiore a 10 minuti, da godere anche sul posto di lavoro.

La scelta di come gestire la pausa spetta a voi, sempre nel rispetto delle regole applicate sul luogo di lavoro. Quanto alle sigarette, la regola generale prevede il divieto di fumare in tutti i locali chiusi, privati, pubblici o esposti al pubblico (come, ad esempio, un ufficio privato, uno studio professionale, un ristorante, un bar, un supermercato, una scuola, una discoteca, una palestra, una sala d’attesa, il treno, ecc.). A tale regola fanno eccezione le abitazioni private ed i locali riservati ai fumatori. Ne consegue che, ove sul luogo di lavoro siano allestite delle aree fumatori, il collega, il quale fumi unicamente nelle stesse, non pone in essere un comportamento illecito e non potrà essere redarguito, sanzionato o licenziato. Eventualmente, nel caso in cui le stesse aree non siano dotate di impianti per la ventilazione ed il ricambio dell’aria perfettamente funzionanti e non siano ben delimitate e separate rispetto al resto dell’ambiente, potrai avanzare delle lamentele nei confronti del tuo datore di lavoro e potrai anche agire contro di lui, ove non provveda ad adeguarle ai requisiti di legge [4].

Parimenti, nei casi in cui sia consentita la pausa all’esterno del luogo di lavoro (con registrazione dell’uscita e dell’entrata attraverso il bedge), il collega, il quale fumi la sua sigaretta fuori dalla struttura lavorativa, non tiene una condotta illecita. Vi sono, tuttavia, dei casi in cui è previsto il divieto di fumo anche nelle aree esterne (ad esempio negli spazi esterni degli ospedali e nei luoghi aperti in prossimità delle scuole di ogni ordine e grado e delle università) [5]. In tali circostanze, ove manchino apposite aree riservate, il collega che fumi all’esterno, benché lo faccia durante la sua pausa, commette un illecito che richiede l’intervento del datore di lavoro.


Pausa sigaretta: quando deve essere sanzionata 

Il diritto alla pausa sigaretta non deve mai sfociare in un abuso [6]. Così, se sul luogo in cui lavori sono presenti appositi spazi per i fumatori, tali da tenere al riparo dal fumo te e gli altri non fumatori, il datore di lavoro deve controllare che nessuno fumi ovunque gli venga in mente e quando gli venga in mente. Premesso che il divieto opera anche al di fuori dell’orario di lavoro, nel caso in cui un collega venga beccato a fumare in spazi in cui ciò è vietato, o nel caso sia tu stesso a segnalare il fatto, il datore di lavoro deve prendere dei provvedimenti nei confronti del dipendente indisciplinato. Può essere anche attivato un procedimento disciplinare che comporti l’irrogazione di in una sanzione, pur sempre proporzionata alla violazione commessa. Tale procedimento disciplinare può anche sfociare in un licenziamento, ma soltanto nei casi più gravi. Pensa all’ipotesi in cui la sigaretta venga accesa vicino a materiali facilmente infiammabili, incendiabili o esplodenti (legno, archivi cartacei, solventi, prodotti chimici vari, ecc.), con pericolo per la tua incolumità e per quella degli altri dipendenti, nonché per i beni dell’azienda [7].

Non si considera grave, ad esempio, il caso in cui il tuo collega sia stato scoperto una volta soltanto a fumare nei bagni oppure il caso in cui si sia preso arbitrariamente una piccola pausa per fumare. Si reputa grave, invece, il comportamento reiterato, nonostante i continui rimproveri. In questo caso si configura una giusta causa di licenziamento perché l’insana abitudine del tuo collega, posta in essere ripetutamente malgrado i rimproveri dei superiori, crea una situazione di pericolo per la tua salute ed incolumità. Come più volte chiarito dalla giurisprudenza, il licenziamento deve essere l’ultima soluzione cui ricorrere, la sanzione residuale per quei comportamenti più gravi che non consentono più la prosecuzione del rapporto di lavoro per aver compromesso la fiducia che il datore riponeva nel suo dipendente. Non ha alcun rilievo che un danno alla tua salute o alle cose si sia effettivamente prodotto. Ciò che conta è che si sia verificata una situazione di pericolo, anche soltanto potenziale. Devi inoltre tener presente che, il comportamento del tuo collega, il quale abbia determinato tale situazione di pericolo, si riterrà aggravato in presenza di cartelli di divieto ben visibili.


Sigaretta sul luogo di lavoro: rischi per il datore

Il datore di lavoro deve adottare tutte le misure che si rendano necessaria a tutelare la tua integrità psico-fisicae quella degli altri dipendenti [8]. In altri termini, il tuo capo deve valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei suoi dipendenti e attivarsi per garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro e per evitare l’insorgenza di eventuali patologie [9]. Naturalmente deve tener conto, non soltanto dei rischi direttamente derivanti dall’attività lavorativa svolta, ma anche di quelli che possono essere causati da altri fattori. Il fumo passivo, in quanto altamente nocivo anche nel caso di brevi esposizioni allo stesso, deve essere incluso nella valutazione dei rischi. Per evitare ogni questione legata a fumo e sigarette sul luogo di lavoro, il datore dovrebbe adottare una politica aziendale incentrata sui seguenti punti [10]:


  • includere il fumo passivo nel documento di valutazione dei rischi;
  • informare i suoi dipendenti sui rischi da fumo;
  • individuare ed indicare le soluzione per evitare tali rischi (predisposizione di spazi per la pausa sigaretta o divieto assoluto di fumare sul luogo di lavoro);
  • esporre cartelli che indichino in quali spazi sia vietato fumare ed in quali sia consentito;
  • vigilare sull’osservanza delle regole;
  • definire gli interventi da attuare in caso di trasgressione delle regole e di lamentele da parte dei non fumatori o di contrasti tra dipendenti fumatori e non fumatori.

Il datore di lavoro, il quale ometta di valutare i rischi derivanti dall’esposizione passiva al fumo, il quale non applichi le misure necessarie a garantire la salubrità degli ambienti e non segnali il divieto di fumare con apposita cartellonistica, può essere sanzionato per inosservanza delle norme in materia di sicurezza sul lavoro [11]. Oltre alla sanzione, rischia di essere chiamato a risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniali da te subìti, a causa del fumo passivo. Sul punto, si è pronunciata la Corte di Cassazione [12], secondo cui il datore, il quale non faccia rispettare il divieto di fumo in azienda, deve risarcire il danno esistenziale per il fumo da sigarette, involontariamente e ripetutamente inalato dal proprio dipendente. In particolare, è stato evidenziato come la ripetuta esposizione al fumo passivo determini, per il dipendente non fumatore, una condizione di disagio e di pericolo di gravi danni alla sua salute nel lungo periodo. Inoltre, verrebbe ad essere intaccato un diritto costituzionalmente garantito, come quello al lavoro, nel quale è incluso il diritto di ciascuno a lavorare in condizioni di sicurezza per la propria integrità psico-fisica.

Ne consegue che, il datore di lavoro, il quale di fronte al comportamento trasgressivo dei tuoi colleghi fumatori, ometta di intervenire nei loro confronti, è da ritenersi responsabile dei danni patrimoniali e non patrimoniali da te sofferti e, quindi, può essere condannato al risarcimento. Addirittura, è stato qualificato come mobbing il comportamento del capo che non faccia nulla per impedire ai suoi dipendenti di fumare in azienda, benché sia cosciente del danno che ne deriva ad uno o più lavoratori (infiammazione delle vie respiratorie, fastidi alla vista, ecc.) [13].

La condotta di mobbing si ritiene integrata soprattutto nel caso in cui la mancata adozione di misure contro al fumo passivo sia intenzionalmente diretta a perseguitare il lavoratore, sì da costringerlo a presentare le sue dimissioni. In tali casi, aumenta l’entità del risarcimento che puoi richiedere all’azienda.


Sigaretta elettronica sul luogo di lavoro: è ammessa?

Probabilmente ti starai domandando se per la sigaretta elettronica valgano le considerazioni fatte sino ad ora. Rispetto a tale dispositivo non vi è attualmente alcuna norma che espressamente ne vieti l’uso nei luoghi pubblici. A ciò si aggiunga che sulla nocività del vapore, inalato passivamente, vi sono ancora opinioni discordanti. Ad ogni modo, il datore di lavoro, il quale è tenuto a garantire la salubrità degli ambienti e tutelare l’integrità psico-fisica dei lavoratori, ha piena facoltà di ammettere o vietare l’uso della sigaretta elettronica in azienda, soltanto dopo aver compiuto un’attenta valutazione dei rischi. Nel caso in cui ne ammetta l’uso, deve predisporre appositi spazi per chi voglia svapare, sì da non esporre a fastidi o rischi te e gli altri non fumatori. Ove l’uso venga vietato, il datore deve esporre cartelli ben visibili e vigilare sul comportamento dei suoi dipendenti. In ogni caso, il tuo capo deve intervenire nei confronti del collega che vìoli le regole. In mancanza, potrai avanzare lamentele o agire contro di lui.

note
[1] Cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 339/1996;

[2] Art. 51, Legge 16 gennaio 2003, n. 3;

[3] Art. 8, Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66;

[4] Cfr. D.P.C.M. 23 dicembre 2003;

[5] Art. 24 D. Lgs. 12 gennaio 2016, n. 6;

[7] Al lavoratore che trasgredisce il divieto di fumo negli ambienti in cui ciò è proibito potrà essere contestata la violazione dell’art. 20, c. 2, lett. b del D.Lgs. 81/08;

[8] Art. 2087 c.c.;

[9] Art. 28, comma 1 del D.Lgs. 81/2008;

[10] Art. 15 del D.Lgs. 81/2008;

[11] Cfr. artt. 223, 235, 235, 237, 64, 163 D.Lgs. n. 81/2008;

[12] Cfr. Corte di Cassazione sent. n. 23862/16;

[13] Cfr. Corte di Cassazione, sentenza n. 10037/2015

Fonte: www.laleggepertutti.it