26 settembre 2018

IL VICE SEGRETARIO DELLO SNAF FNA, MANUEL BONAFFINI, CON I RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO NAZIONALE PER LE VERTENZE DEI LAVORATORI FORESTALI. IL BLOG: PENSO CHE SI STA GIOCANDO TROPPO CON L'INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE. ON. PAGANO, NELLE SUE PAROLE SI NASCONDE QUALCHE INSIDIA





EX PIP, L’ARS PREPARA UN ‘PIANO B’ OLTRE LA RESAIS MA “NESSUNO È CONTRARIO ALLA STABILIZZAZIONE”. IL BLOG: E PER I FORESTALI CHE PIANO AVETE?


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 26/09/2018
“Dopo dure ore di riunione all’interno della Commissione, alla presenza dei deputati presenti, dei sindacati e anche dei soggetti lavoratori e dopo avere ascoltato tutte le istanze, siamo arrivati alla conclusione che nessuno è contro la stabilizzazione dei Pip all’interno della Resais, la società partecipata della Regione Siciliana. Così il Presidente della Commissione Bilancio, Riccardo Savona, in merito alla vicenda della stabilizzazione del Bacino Ex Pip.

Ieri l’argomento era stato al centro di un incontro all’assessorato regionale per la Famiglia e il welfare al termine del quale i rappresentanti dei lavoratori avevano rappresentato i rischi derivanti proprio dall’eventuale stop alla norma da parte della Consulta

“Stiamo cercando una copertura – continua il Presidente della II Commissione – qualora ci dovesse essere un’impugnativa del Governo centrale, in modo tale da essere preparati, non solo per quanto concerne la copertura finanziaria che noi certamente daremo nella finanziaria, ma anche e soprattutto per tutelare la moltitudine di soggetti che si troverebbe in una sorta di limbo lavorativo”.

“Consolidato che nessuno vuole mandare a casa questi lavoratori – aggiunge il Deputato – a cominciare dal Governo siciliano – come dimostrato con l’impugnativa nei confronti della decisione del Consiglio dei Ministri – dobbiamo cercare un sistema, di concerto con tutte le parti sociali, che permetta al Bacino degli Ex Pip di transitare regolarmente alla Resais dal 1 Gennaio 2019”.

“Di fatto – conclude Savona – già si sta facendo una selezione dei lavoratori che vorrebbero transitare nella Società partecipata, per consolidare un apparato che permetta di stabilire o attraverso una norma o attraverso un’intesa con il Governo centrale, un criterio che porti alla conclusione della vicenda e permetta ai lavoratori di stabilizzare la propria posizione”.

Fonte: www.blogsicilia.it






FIGUCCIA: “DALLA COMMISSIONE STATUTO DDL FARLOCCO. CHE FINE HA FATTO L’INSULARITÀ?”


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

“Fa specie vedere come dopo due mesi dal suo insediamento, la commissione statuto di quest’Assemblea inviti la deputazione tutta ad esprimere parere favorevole sul disegno di legge presentato da tre senatori sudtirolesi Durnwalder, Steger e Unterberger recante modifiche sulle procedure di revisione dello statuto – lo dichiara Vincenzo Figuccia deputato dell’Udc all’Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue - Non vi è traccia dei temi che dovrebbero solcare l’attività di questa commissione che ha “parcheggiato” insularità, zone ad economie speciali, defiscalizzazione dei carburanti e altre questioni cruciali tanto attese dal popolo Siciliano. Meglio darsi ai preparativi di quella che è chiaramente una vittoria di Pirro. In merito al principio di insularità, il disegno di legge voto da me fortemente voluto e la proposta di referendum consultivo che prevedono di modificare lo Statuto inserendovi il riconoscimento da parte dello Stato degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità siciliana, si è arenato. Ma la modifica dello Statuto – sono sarcastico - richiede un percorso lungo e quindi è preferibile allungarlo ulteriormente. Già perché l’iter così come previsto dal nuovo testo passerebbe da due a tre mesi. Peraltro, il DL prevede che il diniego alla revisione statutaria richieda i due terzi della maggioranza. Considerando che in Assemblea c'è un assenteismo dilagante, il raggiungimento dei due terzi sarebbe molto difficile e le incursioni riformatrici di Roma sulla nostra Autonomia sarebbero quindi più facili”.





IL 27 SETTEMBRE C.A., A NAPOLI, LA FAI CISL ORGANIZZA UNA TAVOLA ROTONDA PER IL "RILANCIO DEL LAVORO AGROALIMENTARE E AMBIENTALE" IN ITALIA










PRESIDENTE MUSUMECI, SPENDA 3 MLD IN 100 GIORNI



Dal sito www.qds.it

di Chiara Borzì

Dal Fesr 2014/20 disponibili 4,5 mld. Dopo 5 anni avremmo dovuto spenderne 3,2 ma siamo fermi a 16 mln. Da Fse, Psr, Feamp, Pac, Pon Metro e Patto per il Sud altri 10 mld in stand by. Necessari: task force dirigenti per accelerare la spesa e fondo di rotazione progettuale per i Comuni

CATANIA – Dati shock ma inconfutabili. Come chiaramente evidenziato nell’ultima relazione della Corte dei Conti, la Sicilia osserva ancora la “percentuale zero” in molte voci di spesa dei fondi destinati dalla Comunità europea allo sviluppo del nostro territorio. Un realtà inaccettabile e che stride con la necessità di recuperare un gap molto ampio, fatto di povertà (una famiglia siciliana su tre è in stato di indigenza), scarsa istruzione (secondo gli ultimi dati Svimez il 21% dei ragazzi siciliani lascia la scuola dopo la terza media), bisogno urgente di occupazione (il 23% dei siciliani è disoccupato). Eppure nonostante gli allarmi, al quinto anno di programmazione l’elefantiaca macchina amministrativa regionale è riuscita a spendere in proporzione poco o nulla, con i soli settori di impresa e agricoltura a far segnare dei risultati leggermente in controtendenza.

Come ricorda la Corte dei Conti nella relazione sul rendiconto generale della Regione siciliana per l’esercizio finanziario 2017, la Sicilia ha a disposizione tramite il PO FESR una dotazione finanziaria di 4,557 miliardi di euro, dei quali 3,4 di sostegno da parte dell’Unione Europea e 1,13 di cofinanziamento pubblico nazionale.

Al 31 dicembre 2017 l’amministrazione regionale ha avviato procedure per appena 2,193 miliardi di euro, al 31 maggio 2018 per poco più di 350 milioni in più.

Delle 10 voci comprese negli obiettivi tematici (o assi) per ben 6 la spesa totale ammissibile dichiarata dai beneficiari è stata pari zero; parliamo di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione, agenda digitale, cambiamento climatico, prevenzione e gestione dei rischi, sistemi di trasporto sostenibili, inclusione sociale, istruzione e formazione.

L’asse del FESR che gode di maggiore dotazione è il numero 4, energia sostenibile e qualità della vita, un finanziamento totale da 1.128.734.788 euro di cui la Sicilia ha speso appena 6.380.137 euro.

Il secondo asse più importante per dotazione è il numero 7, sistemi di trasporto sostenibili, per cui alla nostra regione sono stati riservati 683.686.204 euro, di cui è stata dichiarata ammissibile la spesa per una somma pari, ancora, a zero euro. Nella stessa terra in cui la crescita del Pil pro capite, e per cui ogni settore può essere un’opportunità, queste evidenze suonano come una beffa.

Come confermato dalla Corte dei Conti stessa, la Sicilia ha già evitato un disimpegno delle somme nei capitoli di infrastrutture e rifiuti grazie ad alcuni accorgimenti proposti dal Comitato di Sorveglianza della Programmazione, ed anche raccolto risultati apprezzabili nell’attività di pubblicazioni di avvisi e bandi favorevoli alla crescita del tessuto imprenditoriale regionale. Sono stati così messi a disposizione dei capo azienda siciliani 619 milioni di euro, con una previsione di spesa al 31 dicembre 2018 ferma attualmente a 178 milioni di euro in più. Le imprese sono così cresciute di oltre il 27 per cento (Rapporto PMI Mezzogiorno 2018), testimoniando l’effettivo beneficio ricevuto dall’impiego dei fondi messi a disposizionen del nostro territorio regionale.


Sei priorità dovrebbero garantire alla Sicilia l’occasione di stimolare la competitività del settore agricolo, ambito cui la regione ha una dotazione di 2.184.171.900 euro e per cui risulta tra i territori maggiormente beneficiari, sia a livello nazionale che tra alcuni stati dell’Unione. Al 31 dicembre 2017 del PSR Sicilia è stato speso solo il 16,36 per cento delle risorse (356.131.328,19) e cinque misure sono completamente inutilizzate. Al contrario, le operazioni maggiori sono state registrate per le misure 13, 11 e 1 (2.8199 in totale), sono stati raggiunti target significativi di percentuale di spesa (377 milioni di euro a gennaio 2018 per un aumento di 14 milioni di euro stimato) e a fine maggio la spesa è aumentata di 92 milioni di euro rispetto l’esercizio finanziario precedente.

Si osserva, invece, una vera stasi nell’attività per lo sblocco de fondi destinati al Fondo Sociale Europeo. Il PO FSE Sicilia 2014-2020 “Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione” ha una dotazione finanziaria complessiva pari a 820.096.428 euro (quasi 570 milioni di euro in meno rispetto al PO 2007/2013), dei quali 615 milioni di euro (pari al 75% della dotazione), sulla quota comunitaria, 143,5 sul Fondo di rotazione nazionale (pari al 15% della dotazione) e i restanti 61,5 sul bilancio della Regione siciliana (pari al 10% della dotazione del PO).

Al 31 dicembre 2017 le risorse stanziate complessivamente ammontano a poco più di 296 milioni di euro con impegni giuridicamente vincolanti pari a quasi 110,7 milioni di euro e una spesa certificata pari complessivamente a 25,8 milioni di euro.

Ciò, secondo quanto analizzato dalla Corte dei Conti, dovrebbe consentire il conseguimento del target di spesa previsto al 31 dicembre 2017 in 96,7 milioni di euro. Alla data del 31 dicembre 2017, mentre gli assi 1 (occupazione), 3 (istruzione e formazione), 4 (capacità istituzionale e amministrativa) e 5 hanno certificato spesa sul programma comunitario per poco più di 25,8 milioni di euro, dei quali poco più di 19,3 in quota FSE, l’asse 2 (inclusione sociale) non registra né impegni e né operazioni.

Pur tuttavia – scrive ancora la Corte – esistono avvisi pubblicati di 53,4 milioni di euro, con un target finanziario intermedio di Performance Framework, pari a 40 milioni di euro (al 31 dicembre 2018). Degli 820 milioni disponibili solo 110 milioni sono stati impiegati e solo 290 milioni sono stati stanziati alla data del 31 dicembre 2017.

Il segretario regionale della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, lancia un appello a Musumeci

PALERMO - Al quinto anno di programmazione anche la Cisl Sicilia ha messo in evidenza la drammatica situazione legata alla non spesa dei fondi europei. Per il sindacato si parla di vera e propria débâcle, ponendo l'accento sulla parziale, se 
“C’è bisogno di una legge regionale che riordini il sistema degli uffici tecnici preposti al varo dei progetti esecutivi. Altrimenti le opere in Sicilia non decollano e dallo stallo non usciamo - ha spiegato Mimmo Milazzo, segretario regionale Cisl -. Il Fondo sociale europeo mette a disposizione della regione più di 820 milioni. Il Fondo europeo di sviluppo regionale, oltre 4,5 miliardi”.

Secondo i dati evidenziati dal sindacato, la spesa impegnata certificata è pari al 17%, effettiva ad appena il 3%. Sul secondo capitolo citato gli impegni di spesa ammontano al 67% ma quella realmente erogata è pari a zero.

Il segretario Milazzo ha parlato anche dei fondi proveniente dal Patto per il Sud: “Quasi 5,8 miliardi per la Sicilia di cui impegnato è il 40%, ma ad oggi speso effettivamente nulla. Per la Cisl: “è certo un problema di procedure e di organizzazione degli uffici regionali, che fin qui non hanno palesemente funzionato. Meglio, hanno funzionato poco e male”.

La soluzione appare evidente rispetto all’incapacità di agire a favore dello sblocco delle somme e il loro utilizzo. “Se questi uffici (uffici tecnici di Comuni, Liberi consorzi, Città metropolitane) non sono in grado di licenziare progetti esecutivi; se anche sono disponibili montagne di risorse e opere non se ne faranno mai - ha dichiarato il segretario Cisl Sicilia - allora vanno rimossi gli ostacoli che frenano l’avvio dei cantieri. E serve una legge regionale che stabilisca come devono essere composti gli uffici tecnici per grandi e piccoli centri dell’Isola. Che figure professionali devono avere, quanti ingegneri, quanti architetti, quanti geometri in relazione al territorio e alla popolazione. Come devono funzionare e cosa devono fare per evitare l’impasse”.

Infine, un appello al governatore della Regione Sicilia: “Al presidente Musumeci e al suo governo per un verso, all’Ars e al presidente Miccichè per un altro, chiediamo di mettere in agenda questa riforma perché sia discussa e approvata, ci auguriamo, entro la fine di quest’anno. Altrimenti dallo stallo non usciamo”.

Antonio Caponetto, direttore Agenzia Coesione territoriale
ROMA - Una corsa contro il tempo, condotta con grande sforzo, si sta disputando in Sicilia. Dalla prima metà di settembre gli ispettori dell’Agenzia per la Coesione territoriale stanno svolgendo la loro attività all’interno degli uffici amministrativi regionali, al fine di incentivare, sostenere e analizzare l’attività svolta dai funzionari a favore dello sblocco delle somme ancora non spese del Po Fesr 2014-2020.

Non un controllo ma un affiancamento, ha spiegato il direttore dell’Agenzia Antonio Caponetto. Un intervento non arrivato in ritardo ma da giudicare tempestivo perchè sta avvenendo al terzo anno di programmazione siciliano, non al quinto: la precedente Giunta regionale ha, infatti, pianificato l'attuazione degli interventi, per l'80%, solo ad agosto 2016.

“Il Programma Operativo della Regione Siciliana è stato approvato dalla Commissione europea nell’agosto 2015 e la Giunta Regionale ha pianificato l’attuazione, selezionando i progetti da realizzare nell’agosto 2016 per circa l’80% dell’intera dotazione finanziaria del programma. Siamo quindi, a tutti gli effetti, al terzo anno di attuazione del programma, al secondo se vogliamo considerare il primo anno dedicato alla selezione dei progetti.

Seppure i primi segnali di difficoltà si siano manifestati già nel febbraio 2017, la situazione di criticità è divenuta evidente nell’ottobre 2017. L’Agenzia, assieme alla Commissione Europea, ha affiancato la Regione nel percorso di avvio dell’attuazione sin dall’inizio, lavorando in un quadro di cooperazione trilaterale”. Il direttore dell'Agenzia per la coesione territoriale ha spiegato nel dettaglio i risultati ottenuti attraverso l’attività congiunta, che pubblicheremo nell’edizione di domani, giovedì 27 settembre.
26 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it





E’ TORNATO CROCETTA A PALAZZO D’ORLEANS? SEMBRA TUTTO COME ALLORA. E MUSUMECI…


Dal sito siciliainformazioni.com

Da SALVATORE PARLAGRECO - 25 settembre 2018


Corsi e ricorsi storici, a distanza di poco più di cinque anni, la Sicilia si trova in braghe di tela esattamente come al tempo di Rosario Crocetta. Per le stesse ragioni, o quasi. Non c’è la maggioranza, e si vede, nonostante Musumeci faccia di tutto per nascondere l’handicap dandosi da fare.

Crocetta cercò di tamponare la falla, che traeva origine dall’esito del voto (i consensi ai partiti di centrosinistra alle urne erano stati inferiori a quelli dati al governatore). Pareva che ci fosse riuscito, ispirando la nascita di nuovi gruppi parlamentari fra gli eletti del centrodestra, ma non sarebbe servito a nulla.

Nella stessa area politica del Presidente, le contrapposizioni e i conflitti avrebbero reso impossibile un viaggio tranquillo al governo. Anche il governatore ci mise del suo, tenendo in piedi un partito che concorreva con il Pd (il Megafono) e mostrando prima i muscoli, sicuro di sé; e poi, in qualche misura consegnandosi ai partiti, che nella prima fase aveva lasciato fuori dalla porta, in un alternarsi di vicende che hanno dato a quel governo il record di assessori. Una porta girevole, con personaggi, talvolta, molto coloriti, capaci di creare a loro volta conflitti fra esecutivo e Parlamento.

Musumeci ha una diversa attitudine caratteriale, non ama i colpi di teatro ed ha il polso fermo, ma nemmeno lui può competere con una maggioranza liquida, nonostante possa contare anche sulla “supervisione” interessata di un addetto ai lavori, il Presidente dell’Ars, Miccichè, che ha però due parti in commedia, l’arbitro ed il giocatore (è commissario regionale di FI). In più, il governatore ha ambizioni nazionali, vorrebbe attraversare lo Streto con il suo “Diventerà Bellissima” e perciò si trova tra Scilla e Cariddi, Pontida e Lampedusa, come ha chiosato il capogruppo Pd, Giuseppe Lupo.

“È semplicemente vergognoso che, a  dieci mesi dall’elezione del presidente della Regione, questo governo  sia totalmente impantanato a causa della perdita della maggioranza che lo ha eletto”. ha sbottato il parlamentare del Pd all’Ars, Nello  Dipasquale, nel corso della conferenza stampa indetta dal Pd.  “Musumeci -ha aggiunto-è preoccupato soltanto di costruire un partito  nazionale, determinando fibrillazioni con la sua maggioranza e  bloccando pertanto l’attività di governo. Non è più possibile  galleggiare, Musumeci venga in aula e ci dica come intende andare  avanti. Il Pd -conclude- continuerà a fare da pungolo con gli  strumenti che ci offre la democrazia, ovvero con la denuncia e con l’attività parlamentare per sollecitare l’azione politica del  governo”.        (Ter/AdnKronos)

Fonte: siciliainformazioni.com





25 settembre 2018

LA DOTAZIONE ORGANICA. ANCORA TANTI, MA SEMPRE DI MENO. QUANTI SONO I DIPENDENTI REGIONALI I DIPENDENTI APPARTENENTI ALLA DIRIGENZA, AL COMPARTO NON DIRIGENZIALE E AL COMANDO DEL CORPO FORESTALE AL PRIMO GENNAIO ERANO 15015


Dal sito livesicilia.it

di Andrea Cannizzaro
I lavoratori in servizio e quelli che sono andati in pensione. E i dati sulle possibili assunzioni. I numeri ufficiali.

PALERMO - Sono ancora tanti. Ma sempre di meno. Quanti sono i dipendenti della Regione? A quali categorie appartengono? Quanti di loro sono nel frattempo andati in pensione? Una delibera della giunta regionale dà una risposta "ufficiale" a tutte queste domande e consente oggi di conoscere precisamente la dotazione organica per il 2018: il personale cioè di ruolo al primo di gennaio di quest’anno.

I dipendenti della Regione, e cioè quelli appartenenti alla dirigenza, al comparto non dirigenziale a al Comando del corpo forestale al primo gennaio erano 15015. Da allora questo numero è ulteriormente diminuito. Dato che negli elenchi del dirigente generale del dipartimento della Funzione pubblica e del personale si contano circa 450 cancellazioni, la maggior parte della quali per pensionamento. La burocrazia regionale, quindi, al momento conterebbe meno di 15mila dipendenti.

La dotazione organica è l’atto con cui una pubblica amministrazione fa il conto del personale in servizio, in tutte le categorie, al netto dei dipendenti che sono andati in pensione o sono usciti dalle dipendenze pubbliche per altre cause. Un documento, dunque, che fotografa lo stato del personale. Ma non solo. E' questo, infatti, il passo necessario per poi procedere a eventuali assunzioni. Dalla ricognizione infatti emerge il dato complessivo delle possibili stabilizzazioni: sono infatti circa 200 i posti che risultano ancora "vacanti".

Nel 2017 il comparto dirigenza ha registrato 84 pensionamenti. Così i dirigenti della Regione al primo gennaio di quest’anno erano 1327: 12 di seconda fascia e 1315 di terza fascia. Non ne resta nessuno, quindi, in prima fascia.

Il comparto non dirigenziale, lo scorso anno, ha visto andare in pensione 352 dipendenti e a inizio anno contava 12758 unità di personale. La regola sulla dotazione organica prevede per questo comparto che la pianta del personale sia scalata soltanto del quaranta percento rispetto ai pensionamenti così la dotazione finale è di 12970 dipendenti.

Guardando al dato reale e quindi all’ammontare del personale al netto dei collocamenti a riposo, i dipendenti della Regione quest’anno sono così organizzati: appartengono alla categoria A e sono cioè impiegati in lavori manuali 2827 dipendenti, in questa sezione del personale nessuno è andato in pensione; i collaboratori professionali, la categoria B, sono 2236, solo in sei infatti sono andati in pensione nel 2017;  sono di più gli impiegati di categoria C, i dipendenti diplomati con incarichi tecnici che a inizio anno erano 3554 dopo che nel 2017 erano andati in pensione 130 unità di personale; infine la categoria con più dipendenti, la categoria D, quella degli impiegati laureati. A inizio anno i funzionari appartenenti a questa fascia erano 4141 dato che nel 2017 si sono registrati 216 cancellazioni dal ruolo.

La delibera prende atto anche del numero dei dipendenti del Comando del corpo forestale regionale. L’anno scorso il Corpo forestale era composto da 996 unità mentre a inizio anno se ne contavano 930: 157 di categoria D, 748 di categoria C e 25 di categoria B.

Fonte: livesicilia.it







LA POLEMICA. CACCIA, IL 'PASTICCIO' DEL CALENDARIO. ADESSO SI LAMENTANO TUTTI



Dal sito livesicilia.it

di Roberta Baldi
L'ordinanza del Tar e le polemiche. Parlano ambientalisti e cacciatori.


PALERMO- Le opinioni appaiono quasi unanimi, animalisti e cacciatori criticano il calendario venatorio 2018-2019 emanato ad agosto dall'assessore all'Agricoltura Edy Bandiera e accolgono la decisione del Tar, che ha disposto la sospensione della stagione venatoria in Sicilia sino all'1 ottobre.

"Partiamo da questo presupposto in Sicilia i problemi della caccia si sono sempre manifestati - cosi Ennio Bonfanti referente del Wwf Sicilia- qualunque sondaggio si direbbe favorevole all'abolizione della caccia, ma, posto che la caccia è consentita e non volendo fare retorica, bisogna avere buon senso, dare ascolto alle prescrizioni dell'Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale, ndr) e non fregarsene o prescinderne quasi del tutto. Come disse a suo tempo il Presidente della Regione, Nello Musumeci, 'io sono ambientalista' e allora non ci spieghiamo l'approvazione. Ripeto il buon senso è necessario".

Dello stesso punto di vista Nino Provenza di Lega Italiana Protezione Uccelli - Sicilia (Lipu): "Il calendario era uno dei peggiori approvati negli ultimi anni. Ci dispiace ricorrere alla giustizia ma è necessario muoversi in questo senso. Quest'ordinanza è la vittoria della legalità".

"Si è detto che l'approvazione di questo calendario venatorio fosse per i cacciatori. Invece non ci risulta, non è stato un calendario per i cacciatori - cosi il presidente regionale dell'Arci Caccia Francesco Delia - più che prevedibile che le associazioni ambientaliste si adoperassero per contrastarlo, ed oggi cosa abbiamo ottenuto? un calendario che sarà fatto dal Tar, ciò avrà ripercussioni anche nei prossimi anni".

Il Presidente dell'Enalcaccia, Lamberto Cardia: "Sopra le parti sostengo a gran voce che bisogna conoscere il territorio per monitorarlo e gestirlo al meglio. La Sicilia è una regione particolare è necessario comprendere che di alcune specie i tempi migratori sono differenti rispetto ad altre parti del paese. noi cacciatori abbiamo tutto l'interesse a tutelare l'ambiente, checché se ne dica".

Nonostante le aspre e ricorrenti polemiche tra ambientalisti\animalisti e cacciatori su un punto sembrano concordare: il calendario venatorio previsto per questa stagione di caccia è in contrasto con il parere dell'Ispra. Tutti auspicano che il governo regionale lavori insieme alle associazioni per assicurare una corretta gestione della fauna. Dall'assessorato regionale all'Agricoltura, intanto, fanno sapere che l'assessore Edy Bandiera ha firmato il decreto per adeguare il calendario all'ordinanza del Tar.

Fonte: livesicilia.it



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PETRALIA SOTTANA, FUNGAIOLO CADE IN UN DIRUPO: SALVATO DAL SOCCORSO ALPINO

Il Soccorso alpino in azione a Petralia Sottana

Dal sito www.palermotoday.it

24 Settembre 2018
Solo tanta paura e qualche escoriazione per un 42enne di Campofelice che si era avventurato in un bosco a Petralia Sottana. Prima è stato messo in sicurezza e imbracato, poi ha risalito la parete rocciosa con l'aiuto delle corde

Scivola in un dirupo mentre va a caccia di funghi. Due squadre del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico hanno raggiunto e soccorso un 42enne di Campofelice di Roccella, D.A., protagonista di un incidente avvenuto nella tarda mattina di ieri nella zona di Bosco Pomieri, nel territorio di Petralia Sottana.

Secondo quanto ricostruito dai soccorritori l’uomo, mentre cercava funghi con un suo amico, sarebbe scivolato per una decina di metri restando bloccato a metà del costone. "Preso dal panico - si legge in una nota del Cnsas - non è più riuscito a risalire. Sotto di lui, tra l'altro, c'erano oltre 10 metri di parete scoscesa. Il compagno ha chiamato i carabinieri che, a loro volta, hanno allertato il Soccorso alpino".

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Petralia che hanno fatto alzare in volo un elicottero per perlustrare la zona, gli uomini della Forestale, una squadra del Cnsas dalle Madonie e una squadra da Palermo. Un tecnico del soccorso alpino, arrivato per primo, si è calato nel burrone e ha messo in sicurezza il fungaiolo in attesa dei rinforzi.

Poco dopo sono arrivati gli altri componenti della squadra che lo hanno imbracato permettendogli di risalire lentamente con l'aiuto delle corde. L'uomo, trovato sotto choc, aveva riportato solo alcune leggere escoriazioni. "Il Cnsas raccomanda in questo periodo dedicato alla raccolta dei funghi di prestare la massima attenzione utilizzando abbigliamento e scarpe adatte. Ma, soprattutto, di non avventurarsi in zone impervie e pericolose", conclude la nota.

Fonte: www.palermotoday.it


Petralia Sottana, soccorso un fungaiolo. Le foto














PALERMO. SONO STATE PUBBLICATE LE GRADUATORIE DEFINITIVE. LI TROVERETE NELLE SEDI SINDACALI E NEI CPI






SAPORI D'AUTUNNO. ISNELLO 10-11 NOVEMBRE 2018. VI ASPETTIAMO!



Dalla pagina Facebook
Sapori D'Autunno Isnello

Certi che gli eventi enogastronomici possano essere oggi una vera e propria opportunità di sviluppo sia in termini di promozione territoriale che di valorizzazione delle produzioni locali, crediamo nell’importanza dell’integrazione delle diverse forme turistiche ed enogastronomiche presenti sul nostro territorio.
La degustazione di un ottimo vino o di un gustoso piatto tipico rappresenta la strada migliore per entrare in contatto con il territorio, per conoscerne il patrimonio storico artistico e per capirne le tradizioni.
Con questo spirito siamo pronti a darvi il benvenuto il 10 e 11 novembre ad Isnello per la V° edizione di "Sapori D'autunno 2018" che vedrà come principale protagonista Isnello in tutti i suoi aspetti.
Dopo il successo delle precedenti edizioni, che hanno visto crescere di anno in anno il numero di partecipanti, la Consulta Giovanile, insieme alla Proloco, alle realtà locali e con il patrocinio del Comune di Isnello, anche quest'anno intende realizzare, non una semplice sagra, ma una manifestazione volta alla riscoperta e rivalutazione del territorio, delle attività produttive locali e delle bellezze artistiche e paesaggistiche del piccolo borgo madonita. 
L’evento è pensato come un vero e proprio cammino enogastronomico, culturale, scientifico e fieristico in cui, percorrendo le vie principali del paese, è possibile degustare vini locali e prodotti tipici, apprezzare le capacità creative degli artigiani, visitare il centro internazionale per le scienze astronomiche – Gal Hassin- e ascoltare musica folkloristica itinerante, oltre alla possibilità di partecipare ad un’importante conferenza alimentare e per i bambini di partecipare a diverse attività pensate per loro.
Regalatevi un week-end coccolati dalla magia di un piccolo borgo situato nel cuore del Parco delle Madonie. Vi aspettiamo 10 e 11 Novembre ad Isnello!!!





NECESSARI MAGGIORI SFORZI DI PREVENZIONE PER RIDURRE IL CRESCENTE RISCHIO DI FUTURI INCENDI


Dal sito www.euroconsulting.be

L’ultima relazione della Commissione sugli incendi boschivi segnala la necessità di contrastare i cambiamenti climatici “per lasciare alle prossime generazioni un pianeta più pulito”, come ha sottolineato il Presidente Jean-Claude Juncker nel suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione, e invita ad adottare misure rafforzate per prevenire gli incendi.

La Commissione europea ha pubblicato oggi la sua relazione annuale sugli incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa per il 2017, la quale indica che l’anno scorso gli incendi hanno distrutto oltre 1,2 milioni di ettari di foreste e di terreni in Europa, vale a dire più della superfice totale di Cipro. Hanno anche provocato 127 vittime tra civili e vigili del fuoco e causato danni economici stimati a quasi 10 miliardi di EUR.

Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, ha dichiarato: “Condizioni atmosferiche estreme, come siccità prolungata e ondate di calore, aggravano gli incendi e ne rendono più difficile il controllo. Oltre il 90% di tutti gli incendi boschivi è causato dall’attività umana; per questo l’UE collabora strettamente con gli Stati membri sulla prevenzione, facendo in modo che i cittadini e le amministrazioni siano più consapevoli dei rischi di incendio. È anche necessario investire molto di più nella gestione delle foreste, per garantire l’applicazione delle migliori pratiche in tutta Europa. Come emerso chiaramente una volta di più nel corso dell’estate 2018, resta ancora molto lavoro da fare in fatto di prevenzione e l’Europa deve rimanere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici.” 

Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport e responsabile per il JRC (Centro comune di ricerca), ha dichiarato: “Gli scienziati del JRC effettuano un monitoraggio continuo degli incendi in Europa attraverso il Sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi. I dati degli ultimi anni mostrano che gli incendi stanno aumentando in numero e gravità. Sono fiero del JRC che, raccogliendo e analizzando tali dati, ci aiuta a comprendere meglio la loro evoluzione e fornisce alle autorità nazionali una base per migliorare sia la prevenzione che la lotta agli incendi.“

L’Europa affronta incendi sempre più gravi

L’ultima relazione evidenzia una netta tendenza al prolungamento della stagione degli incendi rispetto agli anni precedenti, con incendi che si verificano adesso anche ben oltre i mesi estivi caratterizzati da caldo e siccità (luglio-settembre). Nel 2017 i mesi più critici sono stati giugno e ottobre, quando incendi con esiti mortali sono divampati in Portogallo e in Spagna settentrionale.

La regione mediterranea rimane infatti la più colpita. Di recente, tuttavia, estati insolitamente secche in Europa centrale e settentrionale hanno favorito incendi di notevole portata in paesi come la Svezia, la Germania e la Polonia, che storicamente ne registrano molto pochi.

Infine, nel 2017 oltre il 25% della superficie totale bruciata corrispondeva a terreni della rete Natura 2000, un dato che richiede sforzi superiori da parte dei paesi dell’UE nel ripristinare e gestire gli habitat protetti e i loro servizi ecosistemici, anche a motivo della prevenzione degli incendi.

Prevenire gli incendi è possibile

Come negli anni precedenti, nel 2017 la maggior parte degli incendi è stata causata dall’attività umana. Le pratiche non sostenibili di gestione forestale, la degradazione degli ecosistemi e l’introduzione di specie di alberi da foresta altamente infiammabili sono fattori che agevolano lo scatenarsi e il propagarsi degli incendi.

La prevenzione è quindi fondamentale per combatterli. Adeguate pratiche di gestione forestale e di uso del territorio possono ridurre i rischi di incendio e rendere le foreste più resistenti al fuoco. La relazione indica inoltre che la sensibilizzazione e la formazione delle comunità locali, dei decisori politici e delle parti interessate ne aumenteranno la preparazione.

Gli Stati membri e le istituzioni dell’UE dovrebbero continuare a collaborare strettamente per fornire orientamenti su come agire in caso di incendi boschivi e su come aumentare la nostra resilienza, sulla base delle esperienze e delle migliori pratiche nazionali.

Contesto

Relazione annuale 2017 sugli incendi boschivi

La relazione “Incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa 2017” redatta dal Centro comune di ricerca, il servizio scientifico interno della Commissione europea, offre un’analisi dettagliata degli incendi boschivi verificatisi nel 2017 e include relazioni specifiche per paese. La relazione combina dati del Sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), gestito dal JRC, con statistiche e informazioni fornite dagli Stati membri dell’UE e dai paesi vicini.

Il sostegno dell’UE durante la stagione degli incendi boschivi dell’estate 2018

Nel 2018 in Europa il meccanismo di protezione civile dell’UE per rispondere agli incendi boschivi è stato attivato 5 volte. È stato fornito sostegno concreto ai paesi in difficoltà, come la Svezia e la Grecia. Quest’estate sono stati mobilitati in totale 15 aeroplani, 6 elicotteri e oltre 400 persone tra vigili del fuoco e personale addetto. L’Unione europea ha finanziato 1,6 milioni di EUR in costi di trasporto per mobilitare il sostegno ai paesi colpiti. Su richiesta degli Stati membri sono state inoltre prodotte oltre 139 mappe satellitari Copernicus sugli incendi boschivi. Infine si è svolta in Portogallo una missione di prevenzione e preparazione per contribuire a potenziare la capacità del paese di gestire gli incendi boschivi.

Rafforzare le capacità di protezione civile dell’UE

La Commissione ha proposto di rafforzare le capacità di protezione civile europea attraverso rescEU, in modo che in caso di catastrofi multiple gli Stati membri siano meglio preparati. rescEU si basa su due pilastri fondamentali: prevenzione e preparazione e maggiore capacità di risposta, compresa la creazione di una riserva di capacità europee che funga da rete di sicurezza qualora le capacità nazionali siano in sovraccarico. La proposta rescEU è un elemento fondamentale dell’agenda del Presidente Juncker per un’Europa che protegge.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA

Link: www.euroconsulting.be





23 settembre 2018

IL MONDO E' PASSATO DA QUI


DISASTRI NATURALI E COMUNICAZIONI INTERROTTE. UN PIANO PER FARE FRONTE ALL'EMERGENZA. ISTRUZIONI ANCHE PER IL CORPO FORESTALE CHE DOVRÀ TENERE CONTO DI QUESTO PROGETTO DEL DIPARTIMENTO


Dal sito www.qds.it

di Rosario Battiato

In Giunta avanza la strategia volta a innovare tecnologicamente il sistema di protezione civile. In Sicilia 360 comuni a rischio frane e il 90% si trova in zona ad alta probabilità di terremoto

PALERMO – In Sicilia si lavora sull’emergenza e sulla gestione della comunicazione in caso di assenza dei canali ordinari. In campo risorse per consegnare al dipartimento della Protezione civile isolana una strumentazione all’avanguardia.

Nelle scorse settimane la Giunta ha deliberato l’apprezzamento del documento “Integrazione e sviluppo del sistema di comunicazione in emergenza” e l’incarico al dipartimento regionale della Programmazione per il reperimento delle risorse economiche aggiuntive, pari a 3,8 milioni di euro (fabbisogno complessivo da 10 milioni di euro per l’intero progetto), per il completo finanziamento dell’intervento.

Andando in dettaglio, si tratta di “un intervento strategico e prioritario per il sistema di protezione civile regionale in quanto prevede, anche, la realizzazione di una dorsale a microonde integrata da una rete di radio a diffusione – riportiamo da un documento della protezione civile isolana – a sostegno del sistema GECoS (piattaforma per la gestione delle emergenze, ndr) già in uso presso la Soris (Sala Operativa Regionale Integrata Siciliana, ndr) del Drpc Sicilia, in grado di garantire la continuità di utilizzo della piattaforma, assicurando il regolare flusso di informazioni a supporto della gestione dell’emergenza da parte del sistema regionale di protezione civile in caso di eventi calamitosi particolarmente rilevanti e in assenza dei canali di comunicazione ordinari”.

Si tratta del secondo tassello di un progetto che ha visto un primo lotto già completamente finanziabile e che si inserisce nell’ambito del Po Fesr 2014/2020, relativo all’azione 5.1.4 che prevede “integrazione e sviluppo di sistemi di prevenzione multirischio, anche attraverso reti digitali interoperabili di coordinamento operativo precoce”. Il progetto pilota, si legge all’interno del documento di presentazione, punta ad “affinare il livello di conoscenza delle relazioni esistenti fra i vari fattori che concorrono all’innesco e lo sviluppo dei fenomeni franosi, utile a produrre una modellistica di riferimento per la previsione e prevenzione dei rischi connessi alle condizioni meteorologiche da applicare al territorio regionale”.

Istruzioni anche per il Corpo forestale che dovrà tenere conto di questo progetto del Dipartimento, in caso di interesse al completamento delle attività intraprese per la realizzazione dell’intervento di “Ammodernamento tecnologico e potenziamento operativo del sistema di radiocomunicazione del Corpo forestale R.S. Compresa l’installazione di una dorsale digitale pluricanale e la realizzazione di un sistema di videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio boschivo e delle aree naturali protette”.

I pericoli naturali, del resto, ci sono tutti. L’Isola, secondo dati dell’Ispra e della Regione, ospita 360 comuni con aree interessate a pericolosità da frana (elevata o molto elevata) o idraulica (elevata o molto elevata), con 120 mila persone che risiedono nelle prime e 20 mila nelle seconde.

Il pericolo numero uno resta comunque il rischio sismico, con il 90% dei comuni isolani che rientra nelle prime due fasce di rischio: 27 comuni nella zona più pericolosa, la numero 1, dove “possono verificarsi fortissimi terremoti”, e altri 329 nella zona 2, dove possono “verificarsi forti terremoti”. All’interno di questo perimetro vivono 4,5 milioni di siciliani (355mila solo nella prima fascia).

22 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it





VIA ALL’ITER PER LA FINANZIARIA REGIONALE 2019, DOCUMENTI ALL’ARS ENTRO IL 31 OTTOBRE



Dal sito www.blogsicilia.it

di Vincenzo Vittorini - 22/09/2018
Al via l’iter della prossima Finanziaria regionale. L’assessore regionale all’Economia, e vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, ha inviato a tutti i dipartimenti regionali, “centri di responsabilità”, la circolare che detta i tempi e la road map per inviare alla Ragioneria generale le rispettive proposte di spesa da inserire nel cosiddetto bozzone necessario alla predisposizione dei disegni di legge di Bilancio per il triennio 2019-2021, legge di Stabilità e Collegato alla Finanziaria.

Entro le 10 di lunedì 8 ottobre, i dipartimenti regionali dovranno inviare alla Ragioneria “le loro proposte, complete degli allegati, affinché – si legge nella circolare – la Giunta regionale possa procedere all’approvazione dei documenti finanziari, per poi trasmetterli all’Assemblea regionale siciliana entro il 31 ottobre”.

Nel bozzone, i centri di responsabilità dovranno inserire “le spese previste, le missioni, programmi e titoli; per l’entrata, titoli e tipologie definite in base alla loro natura, indicando per ciascun capitolo se si tratta di risorse vincolate o libere”, nonché proposte per i disegni di legge di Stabilità e Collegato. Quest’anno, infatti, in linea con le previsioni del decreto 118/2011, saranno tre i documenti presentati: il ddl di Bilancio, quello della legge di Stabilità che potrà contenere soltanto disposizioni di stretta rilevanza finanziaria e il ddl sul Collegato, che conterrà disposizioni di natura ordinamentale avente effetti generali.

“E’ partita la macchina organizzativa – spiega Armao -. Dopo che il governo Musumeci, rispettando gli impegni assunti dal presidente, ha approvato il 30 giugno il Def in giunta, per il cui aggiornamento aspettiamo la nota del governo nazionale, le strutture regionali sono già al lavoro per la definizione dei documenti finanziari, con l’obiettivo di presentarli entro fine ottobre all’Ars e consentirne l’adeguato approfondimento”.

“I dipartimenti – spiega Armao nella circolare – dovranno tenere in considerazione che il bilancio e i documenti finanziari correlati avranno valenza autorizzatoria triennale in termini di competenza e annuale in termini di cassa”.
Il vicepresidente ricorda, infine, che “l’esame di bilancio e Finanziaria ha luogo nell’ambito di un’apposita sessione parlamentare di 45 giorni – da concludere entro il 31 dicembre – a decorrere dall’effettiva distribuzione del testo del disegno di legge e delle tabelle allegate. Durante la sessione di bilancio, in Aula viene sospesa ogni attività concernente l’esame degli altri testi di legge che comportino nuove o maggiori spese o diminuzione di entrate”.

Fonte: www.blogsicilia.it





SETTEMBRE TRA MARE E MONTI IN PROVINCIA DI PALERMO. DA CEFALÙ FINO AI LUOGHI PIÙ SELVAGGI DELLE MADONIE

FOTO DI: MICHELA COSTA

Dal sito palermo.meridionews.it

MICHELA COSTA 23 SETTEMBRE 2018
Dalla cittadina normanna, elegante perla della provincia di Palermo, alle Madonie e ai monti a due passi dal mare, trionfo della biodiversità. Avventura, natura, sport, adrenalina e tante altre idee per trascorrere un weekend tra il mare e il verde di questo lussureggiante angolo della Sicilia. Guarda le foto

Settembre è il mese in cui le giornate altalenano tra freschi anticipi di autunno e caldi pigri scampoli d'estate. In Sicilia questo è il miglior periodo per approfittare di due stagioni in una sola indugiando sulle spiagge ormai poco affollate dai turisti, per poi rinfrescarsi con una passeggiata in mezzo al verde tra l'odore pungente del sottobosco bagnato e il profumo dei primi funghi. Per la sua conformazione geografica la provincia di Palermo offre un enorme ventaglio di opportunità, con la possibilità di visitare in una sola giornata alcune delle località turistiche più famose in tutto il mondo per poi godere di lunghe passeggiate nei boschi. Ad appena settanta chilometri dal capoluogo siciliano, sospesa tra l’azzurro del cielo e un intenso mare turchino, si trova la cittadina normanna di Cefalù, accoccolata sotto uno sperone di roccia lungo lo splendido litorale tirrenico.

L'elegante perla della provincia di Palermo, meta del turismo d’oltreoceano, mantiene ancora intatto un cuore pulsante, verace e colorato, simbolo della più profonda essenza siciliana. Per accorgersene basta perdersi nel vivace e chiassoso dedalo di vicoli del centro storico e gustare il particolare contrasto tra l’eleganza delle vie principali, costellate di negozi e botteghe raffinate, e il popolare folklore dei vicoli secondari nel loro tripudio di colori dei panni stesi ad asciugare. Oltre a tutti i tesori storici come il Museo Mandralisca e l'Antico Lavatoio, non ci si può lasciar sfuggire una passeggiata lungo la spiaggia del Porto Antico, conosciuto anche come Porticciolo dei Pescatori, un pittoresco porto dove venivano ormeggiate le piccole barche di legno colorate dei marinai del luogo. Oggi ormai rimane soltanto qualche barca tirata a secco e mangiata dal sole, mentre la spiaggia è il ritrovo preferito dei ragazzi del paese che sono soliti venire qui a fare il bagno e a prendere il sole tra una chiacchiera e l’altra.

Imperdibile l’escursione alla Rocca, il promontorio a picco sul mare che sovrasta Cefalù e dove si trovano i resti del vecchio castello. Dalla sua cima si può ammirare da un lato uno spettacolare scorcio su tutto il paese e sulla Cattedrale, mentre dall'altro un incantevole panorama su capo Kalura con il suo susseguirsi di insenature di sabbia dorata, spiagge di ciottoli e mare scintillante. La salita alla Rocca può essere un’interessante escursione per gli amanti della storia, dell’arte e dell’archeologia. È qui, infatti, che sorgono le rovine del Tempio di Diana, una preziosa testimonianza che indica la presenza d’insediamenti urbanistici preellenici nell’area. Ma Cefalù è soprattutto la meta ideale per chi è alla ricerca di mare pulito e spiagge mozzafiato, come ad esempio la spiaggia Mazzaforno e la spiaggia Settefrati, conosciuta anche come Baia dei Sette Emiri. Quest’ultima, molto suggestiva, è circondata dal verde e accarezzata da un mare limpidissimo, con delle rocce che emergono dall’acqua che le conferiscono un aspetto particolarmente selvaggio.

Poco fuori dal centro di Cefalù troviamo, invece, la spiaggia Caldura che, per la sua comoda accessibilità e la presenza di ghiaia sottile è l’ideale per le famiglie con bambini piccoli. Gli amanti della tranquillità e delle spiagge libere, invece, non potranno non amare il mare cristallino di Sant’Ambrogio, poco dopo l’uscita del paese, sulla statale in direzione Messina. La posizione privilegiata del borgo marinaro rende Cefalù una via d'accesso preferenziale al Parco delle Madonie, territorio ricco di bellezze dove la natura aspra e selvaggia è protagonista assoluta. Definite da alcuni la piccola Svizzera siciliana, le Madonie sono un vero e proprio trionfo della natura e paradiso della biodiversità: un paesaggio estremamente variegato che si estende per oltre quarantamila ettari, tra il corso dei fiumi Imera e Pollina e dove risiedono la maggior parte delle specie animali e vegetali dell'isola. Basti pensare che la flora annovera più della metà delle 2600 specie botaniche presenti in tutta la Sicilia, e circa 150 dei 200 endemismi tra cui l'Abies Nebrodensis che, con i suoi 29 esemplari, è uno dei simboli del Parco. 

E poi ancora sughereti, castagneti, uliveti secolari, splendide faggete, i frassini da manna, le roverelle e gli splendidi agrifogli di Piano Pomo, fino agli aceri di Piano Sempria che si fondono con i paesaggi di nuda roccia di Piano Battaglia, comprensorio sciistico noto in tutto il Mediterraneo. Anche la fauna è particolarmente ricca con le innumerevoli specie di uccelli oltre ai numerosi mammiferi tra cui si distinguono il cinghiale, il daino, la lepre italica, il riccio europeo occidentale e la volpe rossa. Ideale per trekking ed escursioni in mountain bike, il massiccio delle Madonie è formato da rocce calcaree e silicee e, tra le sue numerose e suggestive vette, si trova Pizzo Carbonara (1979 m.s.l.m.) la seconda cima più alta della Sicilia dopo l’Etna. Profili aguzzi e aspri, ripide pareti calcaree, cime tondeggianti ammantate da rigogliosa vegetazione e profonde e lunghe grotte di origine carsica che costellano il territorio, costituiscono la caratteristica principale delle montagne madonite.

In questo suggestivo scenario l'avventura e le emozioni cariche di adrenalina non mancano: la recente riapertura della seggiovia di Piano Battaglia ad esempio consente di arrivare in cima agli impianti sciistici, per poi scendere a piedi o nei percorsi in mountain-bike non senza avere apprezzato prima lo spettacolare panorama che si perde fino all'Etna; un'altra possibilità è quella di trascorrere una giornata tra i percorsi acrobatici del Parco Avventura Madonie e, perché no, magari dormire dentro una tenda sospesa tra gli alberi. Inoltre è possibile effettuare escursioni in 4x4 tra percorsi impervi alla scoperta di itinerari incantevoli e nascosti da una fitta vegetazione come il Bosco di Pietra, la Valle del Lupo, la misteriosa Grotta dei Briganti e concludere con un bel bagno ristoratore nelle acque termali di Sclafani Bagni. Altra attività da non perdere è un'escursione in gommone lungo lo spettacolare canyon fluvio-carsico delle Gole di Tiberio nel territorio compreso tra i Comuni di Castelbuono e San Mauro Castelverde.

Chi volesse aggiungere anche un entusiasmante appuntamento con la scienza può visitare lo splendido Parco Astronomico delle Madonie Gal-Hassin a Isnello. Diretto dall’Agenzia Spaziale Italiana, si tratta del più grande parco astronomico del Mediterraneo e primo planetario astronomico digitale della Sicilia con un cupola di 10 m di diametro, un museo, un laboratorio astronomico all’aperto e ovviamente la stazione osservativa con 12 strumenti di osservazione, e un radiotelescopio. A completare un quadro già talmente ricco di attrattive si inseriscono gli innumerevoli borghi e paesi, che con i loro vicoli intrisi di arte e storie, i monumenti e le numerose chiese costituiscono dei veri e propri gioielli incastonati tra il verde e le montagne di questo lussureggiante angolo della Sicilia.

Fonte: palermo.meridionews.it


Foto mozzafiato














22 settembre 2018

SICILIA: SBLOCCATO IL BONUS PER 14 MILA DIPENDENTI REGIONALI



Dal sito www.ilsicilia.it

IL SADIRS: ORA ACCELERARE I PAGAMENTI

di Matteo Scirè - 21 settembre 2018
Buone notizie per l’esercito dei dipendenti della Regione Siciliana. Con molto ritardo la giunta guidata da Nello Musumeci ha approvato il provvedimento con il quale autorizza l’erogazione del salario accessorio. Un bonus che va dai 500 a circa 1.000 euro in base alla qualifica. Questo non vuol dire che tale somma sarà accreditata già nel prossimo stipendio.

La procedura, infatti, prevede un ultimo passaggio da parte dell’Oiv, l’Organismo di valutazione che dovrà esprimere a sua volta il proprio parere prima che la Funzione pubblica possa dare mandato per i pagamenti. Lo comunica il Sadirs guidato da Fulvio Pantano che chiede “di accelerare un iter ormai atteso da troppo tempo dai lavoratori. Monitoreremo costantemente la situazione per evitare ulteriori ritardi”.

Secondo le previsioni e gli auspici l’iter dovrebbe concludersi entro ottobre. Sebbene si tratti di piccole cifre, per il Sadirs rappresentano comunque un’importante “boccata d’ossigeno, in un momento così difficile per una categoria che non ha un rinnovo contrattuale da più di dieci anni“, tra l’altro, aggiunge, “per prestazioni già effettuate e ampiamente maturate”. A tal proposito prosegue parallelamente la trattativa con l’Aran Sicilia, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni.

Tanti i punti della trattativa affrontati nell’incontro del 14 settembre scorso: riclassificazione del personale, percorsi di carriera, funzionari direttivi, Famp (Fondo di amministrazione per il miglioramento delle prestazioni).

Un percorso che sconta ritardi notevoli e che pertanto ha spinto le organizzazioni sindacali a chiedere una tabella di marcia perentoria per recuperare il tempo perduto. Tuttavia il segretario Pantano si è detto fiducioso. “Ci avviciniamo con ottimismo – ha spiegato – ai futuri incontri che dovrebbero avvenire, così come detto dal presidente Gallo, nel più breve tempo possibile. Abbiamo ribadito serve chiarezza sul rinnovo contrattuale, giuridico ed economico. Bisogna anche fare attenzione al problema relativo alla riclassificazione e ai percorsi di carriera per il personale tutto, a partire dalle categorie più basse. Altra attenzione andrà dedicata alla questione dei colleghi funzionari direttivi delusi dalla cancellazione della legge che gli ha precluso di passare al livello economicamente superiore”.

Fonte: www.ilsicilia.it